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mercoledì 28 febbraio 2007

Il colloquio individuale


E' andata come pensavo. Non c'è stato nulla da dire più di quello che già si sapeva: Trippa si sta inserendo con molta difficoltà, non è ancora pronto a fermarsi a mangiare, vive l'asilo come un peso e con rassegnazione anzichè integrarsi con gli altri bambini (trovatemi voi un bambino di tre anni che va volentieri all'asilo e vi premio). Secondo le maestre i bambini di questa età stanno meglio con i genitori. Io ho spiegato loro le mie ragioni, e loro sono ferme sulla loro posizione. Fatto sta che io mio figlio voglio continuare, d'accordo con mio marito s'intende, su questa strada, a costo di mandarlo solo la mattina fino a giugno. Intanto mi sento veramente di m....da, perchè purtroppo pare che se mio figlio ha questi problemi ed è così ostinato e pauroso delle novità sia colpa nostra. Gabriele non rispetta le regole ed è colpa nostra. E' colpa nostra qualsiasi cosa.

Ma io mi domando, se continuo a tenermelo a casa ancora, quando si renderà mai conto che esiste anche il resto del mondo con cui fare i conti, oltre a mamma e papà? A tre anni è presto? No, secondo noi no. A quattro non cambierebbe nulla. E' logico che questi passaggi non saranno mai indolori, l'asilo non è obbligatorio e su questo non ci piove, ma non può essere la scusa per evitargli il distacco dalla bambagia di casa.

Forse oggi vedo tutto troppo nero. Mi sfogo con il mio blog ma ho anche pianto stasera. Perchè mi sento una m...da se penso che per me l'asilo di Trippa mi consente anche di godere di quel poco di respiro a cui penso che ogni madre abbia diritto. E scusatemi se lo dico, ma di fare il secondo bambino ho perso proprio la voglia. Sono egoista, lo so, ma sono stanca di recitare la parte della brava mamma che vive per il suo piccolino quando così non è. Per mio figlio darei la vita se fosse necessario, ma non me la sento di dire che vivo esclusivamente per lui. Eh no. E' tanto brutto ammettere a me stessa che la mattina, quando lui non c'è, mi sembra di essere finalmente libera di gestire il mio tempo e la mia vita? Mi piace stare con lui, non voglio cacciarlo fuori dai piedi, ma sarei un'ipocrita se affermassi  che separarmi da lui la mattina è un dolore. Ho riflettuto molto su una cosa che Laura mi ha detto l'altra sera: è vero, non sono scontenta della mia vita di moglie e di mamma, ma ogni tanto sento dentro di me un eco che mi chiama da lontano e mi spinge con violenza a riprendere la via. Wontolla mi chiamavano da aiuto capo branco, e Wontolla credo di essere nell'animo.

No, ancora di più credo di essere gatto nell'animo. Tanto gelosa della mia libertà da legarmi per libera scelta, e sfuggire a chi mi lega con forza. Tesa a cogliere le opportunità che mi si offrono senza dimenticare, prima, di odorare bene l'aria che le avvolge. Legata agli affetti ma non dagli affetti.

Chi mi ama deve prendermi così.

Mamigà

martedì 27 febbraio 2007

Prima era perchè mio figlio piangeva, ora che il problema non sussiste praticamente più viene fuori la questione della pipì. Si, perchè le maestre si sono lamentate che mio figlio non ne vuole sapere che alle dieci, dopo la merenda di metà mattina, ci si mette tutti in fila per fare pipì. Io l'ho spiegato alle maestre che lui fa la pipì prima di venire all'asilo e dopo pranzo, e che raramente gli scappa a metà mattina, ma loro insistono nel dire che non è normale e che devo insistere perchè la faccia.
Ora, io posso capire che all'asilo esistano delle regole da rispettare, ma accidenti, la pipì si fa se scappa. E infatti oggi ho chiesto a mio figlio, una volta arrivati a casa, perchè non avesse voluto fare pipì all'asilo. La risposta è arrivata candida candida: "perchè non mi scappava". Non "non voglio farla all'asilo" oppure "ho paura dei gabinetti", ma la cosa più ovvia. E mi sembra che le più dure di cervice qui non siano le teste dei bambini ma quelle delle maestre.
Ma si può fare una questione di Stato per una... pipì?Moh...

lunedì 26 febbraio 2007

Sto stramazzando sfinita. Stamattina vista la giornata soleggiata ho approfittato per dare una pulita alla stragrande in casa, non ho fatto tutto quello che dovevo fare (ho solo due ore e mezzo di liberi mestieri dopotutto) ma ho lavorato bene. Ho passato il pomeriggio a boccheggiare, e col mal di testa. Strano... e si che ho avuto giornate ben più pesanti... Non vorrei che mi stesse tornando l'influenza.

Heidi è tornata in piena forma, anzi splendida. Tant'è vero che mi ha appena fatto fuori il secondo portafrutta della sua storia, saltando giù dai piani alti della cucina e facendo cadere rovinosamente i miei quattro libri che stavano a metà strada sul portafrutta in questione. Anzi, ex portafrutta.L'ho sostituito con una bacinella in vetro di quelle da poco.


domenica 25 febbraio 2007

mthcl1l


Buona domenica a tutti!


Oggio pomeriggio andiamo a festeggiare il primo compleanno di Tatagioggia, vedo e prevedo un'ondata di bambini che si divertono  (ondata... ridimensioniamo... quattro o cinque più una neonata).


Mamigà

sabato 24 febbraio 2007

Oggi mordo. Ho un umore da schifo. Mi rimbombano nella testa solo due discorsi sentiti in questi giorni, uno fatto da una donna che per figlia deve avere una deficiente che usa il cervello solo come imbottitura del cranio, l'altro è un insieme di sdolcinatezze senza nè capo nè coda campate per aria che ho udito altrove. Non c'entrano nulla con il mio malumore ma mi danno il pretesto per sbraitare. Il primo che rompe i marones lo sbrano. Per il resto preferisco starmene in silenzio.

giovedì 22 febbraio 2007

Patata bollente sbollita

Se ieri avevamo una sorta di megapuntata di Superquark in giardino, stamattina c'è stata la continuazione non proprio secondo natura. Stamane Heidi è stata sterilizzata. L'ho portata dalla veterinaria alle dieci (e si ricordava del morso sul naso che la schifosetta le ha inferto lo scorso luglio) e l'ho ripresa con me alle undici che era già sveglia. Ha vomitato quattro-cinque volte e ha zompettato ciondolante per casa per due-tre ore. Ho tentato di farla riposare in un un angolo tranquillo e al riparo dalla luce, le  ho preparato tre cucce in tre angoli strategici di casa ma lei ha preferito cercarsi da sola il suo posticino. E l'ha trovato dentro l'armadio. Ora sta dormendo sul divano tranquilla. Nonostante tutto, comunque, ha brontolato e zampato Gioia quanto basta per far capire alla famiglia che tutto sommato non è cambiato pressochè nulla.
Sono stata molto in pensiero oggi. Non tanto per la salute della micia, quanto perchè come quattro anni fa per Gioia, oggi mi ha fatto male quello che ho fatto. Vi prego, risparmiatemi i commenti su quanto sia giusto sterilizzare i gatti o meno, quello che sento va al di là della ragione e del buonsenso. IL fatto è che dentro di me, nel profondo, so che quello che ho fatto è una cosa contro la natura, e anche diciamolo, avrei avuto un desiderio enorme di vedere le mie gatte seguire il loro istinto e mettere al mondo dei cuccioli, allevarli. Non tanto perchè mi piacciono i gattini (e su questo non ci piove), ma perchè a me i gatti piacciono in quanto tali, anche nel loro modo di essere così indipendenti e fieri di vivere in un mondo tutto loro. Non avrei mai voluto un gatto da salotto, sarebbe come avere un peluche e non un vero Gatto. Quello che ho fatto oggi mi ha fatto star male non poco.
Ma vabbè. Siccome la mia vita e la mia famiglia mi impongono di usare il buonsenso e i compromessi con la coscienza per il quieto vivere di tutti, accettiamo il tutto e andiamo avanti. Sperando (ma ne dubito) che da oggi Puzzolina si dia una calmata.
Mamigà

martedì 20 febbraio 2007

Si sta divertendo

Stanotte Heidi farà la sua prima nottata fuori (io col cavolo che la vado a cercare, trovatela voi una gatta in calore in libera uscita dopo quattro giorni di prigionia). Gioia ringrazia.


Da stasera l'abbiamo soprannominata Trombetta (scommetto che la prima a ROTFLOLLARSI è Laura).


Mamigà

Oggi ho preso appuntamento con la veterinaria per far sterilizzare Heidi, e dopo due ore si è data alla fuga. Ovvio. E' sempre qui nei paraggi, sicuramente tornerà per cena, ma ho riso mezz'ora fa vedendola gironzolare per il giardino con un'espressione beata come se dicesse "sssssiiiiiii... ffffinalmenteeeee.... ccccche bella bottarellaaaaa...". Scusate, ma non mi viene naturale essere molto fine in situazioni come queste. In fin dei conti quando una ti spiattella il gioiello in faccia ogni volta che la guardi per quattro giorni consecutivi, e ogni due o tre ore ti trovi la spissiata felina in un angolo nemmeno tanto recondito di casa, la poesia la mandi a quel paese... Ma il ridicolo è che per uscire di casa è riuscita ad alzare una zanzariera non di quelle a scatto, quella del bagno che si apre ad avvolgibile. Ce ne vuole di voglia caspita...


Giovedì mattina accadrà il fattaccio. E speriamo di dormire finalmente tranquilli!


Oggi e domani l'asilo chiude per festività. Ma dico io, trent'anni fa ero alla scuola materna sezione medi, e che mi ricordi io si stava a casa si e no quando si aveva trentotto di febbre o giù di lì. Feste comandate non erano considerate certo martedì grasso e mercoledì delle ceneri... Ai ragazzini di oggi va di lusso, altro che! Comunque stamattina ho fatto correre Trippa per un'ora e mezzo ai giardini pubblici, c'erano diversi bambini e bambine. Ci tengo a distinguere tra bambinI e bambinE perchè in questi giorni mio figlio mi sta dimostrando di aver iniziato a dividere in due tipi le sue compagnie in maniera drastica. L'ho notato all'asilo e stamattina ancora di più. Chissà per quale mistero della psicologia infantile, mio figlio è sempre circondato da bambinE che gli ronzano attorno come mosche. Di fatto lui cerca di allontanarle in modo anche poco cavalleresco se vogliamo, perchè appunto, dice "non le voglio, sono femine, io gioco coi maschi". Io mi spancio dal ridere perchè so che alla sua età è solo l'inizio della cosa più naturale del mondo in questo contesto, ma mi fa ancora più ridere quello che gli dice suo padre quando sente frasi del genere. Cosa? Gli dice "trattale bene le bambine che tra quindici anni o anche meno ti tornano buone". E comunque mi piace tantissimo vedere come si sta aprendo pian piano alle relazioni. Stamattina non ha fatto nemmeno un capriccio quando gli ho prospettato di passare la mattinata al parco. Mi ha detto "mama mi piace stare sui giochi, mi piacciono i bambini". E per me è una enorme soddisfazione.


Mamigà

lunedì 19 febbraio 2007

Dopo essermi fatta una mezza risata leggendo quello che Meg ha recuperato da sotto un divano, voglio annotarmi anch'io (per futuri ricatti ovvio) quello che IO ho trovato ieri spostando il divano per passare l'aspirapolvere lì sotto, e cioè:


12 pennarelli di varia misura


-2 matite colorate


-10 pezzi di un maxipuzzle di gomma


-1 resto di topolino finto ridotto a brandelli (mi spiace Laura, era il topolino che hai spedito ad Heidi per Natale)


-5 centesimi in una unica monetina


-3 pezzi di Lego, di cui due ruotine e un portaruotine


- 1 piedino di ciotola per felins


-1 molletta da bucato


-peli di gatto di vario colore e diverse misure


-1 cubo giallo 2x2x2 cm di lato in legno


Vorrei specificare che NON passo lì sotto meno di una volta ogni tre giorni e che NON ho un divano lungo dieci metri ma un semplice biposto. Coraggio.


Mamigà

Hot cat in live part two

Gioia all'epoca fu infinitamente più discreta e pudica: strusciatine sulle gambe come fosse scotch (soprattutto su quelle di mio marito), appostamenti fisso-stabili davanti alla portafinestra sperando di aprirla con la forza della mente, qualche miagolio in più e il sedere che si alzava dignitosamente quando la si toccava.


Heidi è un uragano. Ma di quelli spudorati e zoccoli. E' da sabato mattina che rompe l'anima come nessun altro mai in questa casa. Poveretta, mi fa anche tanta pena se ci penso, ma contro la natura stessa non posso far quasi nulla. E' un gnaulare continuo (non fa miaoooo ma gnauuuuuuu), si arrampica sulle zanzariere per uscire, la guardi e si cala come una biscia mostrando senza riguardi il suo gioiello (e che, mica sono un gatto, inizio a pensare che non ci veda bene). Povera bestiola. Se seguissi il mio istinto e il mio cuore le farei fare una prima cucciolata prima di sterilizzarla, poi i gatti si sistemano se si vuole. Ma dopo la discussione fatta con Papigà la sera di sabato sinceramente devo fare un passo indietro. Non posso imporgli il mio modo di vedere, nè negare che il suo fastidio per i gatti sia legittimo. Perciò pazienza, aspetteremo che la calura passi e faremo debitamente sigillare la piccola patata bollente.  E si che sono certa che i micini sarebbero venuti campioni di dolcezza e meravigliosamente belli...


Mamigà

sabato 17 febbraio 2007

Sproloqui brevi primaverili o quasi

-La gatta ha nasconduto la sua pipì nella sabia.


-I fiorellini non si calpestano perchè senò rimangono muoiati.


-Le sfoliatine sono biscotte perchè sono femmine.


-Mamma sei rimanata qui a aspettarmi.

Hot cat in live

Heidi è in calore!!!

venerdì 16 febbraio 2007

Epilogo al post precedente

La famiglia ha gradito il pranzo. Nessuno ha fiatato e tutti hanno mangiato di gusto.


L'alternativa era il digiuno...


Mamigà

Oggi è una giornata splendida. C'è un sole magnifico e non fa nemmeno troppo freddo. Stamattina Trippa ha fatto i soliti capricci per andare all'asilo e per fortuna oggi ci ha pensato Papigà a portarcelo. Io mi sono data alla pazza gioia con mocio e stracci, e ora sfinita finalmente mi prendo una meritata pausa.


Sono tre giorni che penso spesso alla L. E' una delle pochissime care amiche che ho qui. Finalmente mercoledì mattina sono riuscita a fare una cosa che mi mancava da anni, prendermi una mattina per cazzeggiare fuori con un'amica prima di andare a fare spesa. E l'amica è lei. Mi mancava. Non la vedevo da quando ho smesso di lavorare un mese fa. E mi dispiace di non essere riuscita a dedicarle del tempo prima, perchè soffre davvero molto. Abbiamo iniziato a lavorare assieme un anno e mezzo fa, è nata un'amicizia splendida, poi lei è rimasta e io sono a casa. Casi fortuiti della vita. Ma non farei cambio con lei per nulla al mondo. Perchè lei dietro alle spalle ha un uomo a cui è legata e da cui difficilissimamente può slegarsi, materialmente ha mille difficoltà, è sola. E lui  la tratta male. La tradisce. Sopporta a malapena il fatto che lei molto probabilmente non può avere figli e nonostante la sua ansia per tutte le analisi che sta facendo anzichè starle vicino le da della paranoica. Ci sono uomini così, bastardi. E a costo di farla dormire in cameretta con Trippa, non mi sognerei nemmeno lontanamente di negarle un aiuto se dovesse decidere di darci un taglio con la sua situazione. Le voglio troppo bene.


Per il resto... spero che mi passi questo mal di testa insistente, perchè visto che Papigà oggi è a riposo sarebbe bello se riuscissi ad andare con lui e Trippa al centro commerciale oggi. Ci sono i giochi per i bambini, vedere mio figlio che corre e salta come un matto nell'area giochi mi diverte da morire. E' uno spettacolo che vale la pena di godersi.


Ah, oggi a pranzo rifilo alla famiglia minestrone, tonno e piselli e se mi gira faccio le frittelle. Guai a chi fiata.


Mamigà


Ps. Ecco la mia orchidea di san Valentino. Spero che duri almeno una settimana.


pia


giovedì 15 febbraio 2007

Per chi volesse darci un'occhiata, ho aggiornato il mio blog a crocette.


Mamigà

Velocissimamente

Domenica sera li ho ricamati tutti e due, non pensavo che li avrei finiti alla velocità della luce... così ne ho approfittato e lunedì in mezz'ora li ho montati tutti e due. Sono i due teli-doccia di mio figlio, e pensare che erano mesi che avevo in mente di personalizzarli...


telo2telo1

mercoledì 14 febbraio 2007

Siamo di nuovo senza riscaldamento. Per fortuna che ho fatto la scout, se mi girano dritte domani accendo un fuoco in mezzo al soggiorno.  A mali estremi...


Mamigà

abbBuon san Valentino Papigà!


Mamigà, che spera di riuscire a fotografare l'orchidea che hai portato per l'occasione prima che Heidi le faccia fare una più che ovvia fine

martedì 13 febbraio 2007

E' proprio un mestiere difficile... il genitore

Io so che tu mi vuoi bene come a una persona speciale, la più importante della tua vita oggi. E lo stesso è per me, perchè sei parte di me. E ti amo talmente tanto che non riesco a fare a meno di sgridarti quando sbagli, perchè ricordati amore mio, se non lo facessi significherebbe che di te mi importa davvero poco. Stasera ti ho sgridato, e due sculaccioni non te li ha levati nemmeno il tuo angelo custode, perchè per tutto il pomeriggio hai cercato di dimostrarmi che pioggia o sole tu fai solo ed esclusivamente quello che ti aggrada. Nel piccolo dei tuoi tre anni mi hai dimostrato di avere una tenacia da manuale, ma visto che i tuoi tre anni sono grandi rispetto a quello che cerco di farti capire, mi dispiace dirlo ma finchè non la smetti di rotolarti per terra urlando come un posseduto ogni volta che non si fa quello che vuoi tu troverai davanti una testa imolto più dura della tua: la mia.


Se stai leggendo queste righe vuol dire che sei grande, che hai scoperto il blog della tua mamma e che sai smanettare con il pc. E immagino quindi che tu sia abbastanza grande per capire che quando la mamma ti sembra più cattiva, sono le volte in cui ti ama di più in assoluto. E vorrei anche che tu sapessi che dopo ogni sonora sgridata il mio cuore si fa sempre un grande pianto. Perchè quando poi ti guardo dormire, come ho fatto cinque minuti fa,  con quell'espressione che ha una tenerezza angelica, mi assale il rammarico per non riuscire ad allevarti solo ed esclusivamente riempiendoti di coccole tutto il giorno.


Sei la mia vita, Trippa. Sei il mio cuore. Tu e Papigà siete i due uomini più importanti della mia esistenza.


Però caspita, mi fai ben sudare ogni tanto...


Mamigà

Credevo non fosse il caso e che a me non l'avrebbero chiesto vista la situazione, eppure stamattina le maestre di Gabri mi hanno fissato il colloquio individuale per mercoledì 28 alle 16.15, per "parlare di lui" hanno detto. Mi chiedo per cosa che noi non sappiamo già. Cosa devono dirmi? Che mio figlio non si sta inserendo all'asilo, che è un carattere problematico eccetera? Mi mette un'ansia sta cosa...

Mamigà

Poche parole

Io non so citare frasi di altre persone per descrivere un sentimento. E non voglio nemmeno provarci perchè mi sentirei poco originale. Preferisco poche parole ma tutte mie per dire che...


Stasera


mi


sento


un mostro.


Ovvero, la cattiveria in persona che non è capace di provare pietà per chi la chiede ma solo per chi vuole lei, nè è capace di voler bene a chi ne ha bisogno ma solo a chi le detta il cuore. Per il resto del mondo nisba. Andrò all'inferno nel girone dei senzacuore.


Peccato, fossi  finita in quello dei golosi sarei stata condannata a vivere immersa nella crema Chantilly...


Mamigà

lunedì 12 febbraio 2007

Punti di vista

Sto sparecchiando. Tolgo la tovaglia dal tavolo.


Mamigà: -More, vado a dar da mangiare ai gatti.


Papigà:- Ma non vai a scuotere le briciole dalla tovaglia in giardino?


-Eh. Chi viene in giardino a mangiare le briciole?


-Gli uccellini.


Appunto.


Blog privato?

Per carità, sono scelte e vanno rispettate. Ma com'è che stasera su tanti blog che visito abitualmente già tre sono stati resi privati? E che è? Una morìa? Peccato perchè mi ci stavo affezionando...


Ps. Spero che la cosa non sia contagiosa. Io per me tengo da parte il cartaceo comunque.

sabato 10 febbraio 2007

Cuoca perduta-epilogo

Perchè se una è scema, è scema. E per imparare a non sbagliare deve darsela sui piedi la zappa almeno settantamila volte


Mamigà- More, domani pensavo di fare per pranzo il cotechino con la polenta taragna, voglio provare a farla. Visto che sei a casa...


Papigà- GGGrrrgnuf... cotechino... è pesante... lo sai che lo mangio solo due volte l'anno... Non puoi fare qualcosa di più leggero?


Mamigà- Bon, se ne mangi solo due fettine anzichè otto non è che muori, e comunque cavolo la domenica mi piace cucinare come si deve, era per far qualcosa di diverso... Se vuoi ti preparo una bistecca a parte se proprio ti da fastidio... Ti lamenti che faccio sempre pasta o riso per pranzo...


Papigà- Vada per la bistecca.


-Mamigà- E ricordati che dopo pranzo tua madre ci aspetta per fare i crostoli con la mia macchina per la pasta.


Papigà-  I crostoli? Ma dobbiamo proprio? Sono pesanti...

Cara F.,


tanto te ne frega del gatto che sei tornata da una settimana dalla tua ennesima vacanza e non ti sei nemmeno chiesta il gatto dove sia (è sempre in casa mia) e non sei venuta a chiedermi indietro il resto dei croccantini che mi hai consegnato prima di partire.


Che poi, svegliati, il gatto miagola come un rantolo e ha bisogno di una visitina dal vete per quell'ulcera dietro all'orecchio, che se io gliela curo quando è da me e tu te ne sbatti quando è da te col cacchio che guarisce. Ma si sa, tu sei convinta che il gatto sia tuo solo perchè te lo porti nel lettone di notte quando quel sigaro di cioccolata di uomo che ti sei trovata se ne va alle esercitazioni (dice lui)... Tanti soldi hai per girare il mondo quando ti frullano le cosiddette, tanto ti costa tirar fuori un biglietto da cinquanta per farlo vedere. Se me li dai ce lo porto io. Perchè di mio ne ho già due da veterinarizzare, non posso permettermene un altro, non ora che viviamo con uno stipendio solo e la peste è da sterilizzare.


Peccato perchè a guardarti e a sentirti parlare sembri tanto intelligente e sensibile... e quanto vai decantando in giro il tuo amore per i felins...


Mamigaperfida


 

L'appartamento di mia madre è rimasto chiuso per tre settimane. Oggi i vicini ci hanno detto che il 21/1 i ladri hanno tentato di entrar loro in casa alle sette di sera, mentre loro erano proprio in casa, devastando o quasi la recinzione tra il loro giardino e quello di mia madre e sfondandole il cancelletto di accesso sul retro.


DISGRAZIATI.


E ancor più DISGRAZIATO il governo che, con l'indulto, ha dato una possibilità in più a questa gentaglia di farla franca. E di riprovarci senza un minimo scrupolo all'occorrenza.


Mamigà 

venerdì 9 febbraio 2007

Oggi Trippa ha preso la prima lavata di testa seria dalla maestra. E io dico "era ora!" E' successo che ha fatto i capricci per passare dall'aula alla sala mensa per la merenda, e come al solito si è buttato per terra per  fare la solita scenata. In quello ha urtato un occhietto su una sedia. Non si è fatto niente di più di una botterella per fortuna, ma quando sono andato a prenderlo e lui come sempre ha chiesto la caramella-premio per aver fatto il bravo... la maestra lo ha cazziato bene e non male (con le buone maniere s'intende, ma seriamente). Non sto a raccontare per filo e per segno tutto il panegirico, ma volete sapere come ha reagito lui? A testa alta, fiero, rispondendo alla maestra rimbeccandola, facendole credere di essere lei dalla parte del torto. Sinceramente ho avuto il mio bel daffare per trattenermi dal ridere dalle risposte che dava, ma questo mi dimostra che ora che piange di meno si fa anche conoscere di più, e ho proprio paura che le maestre avranno un bel gatto da pelare...


Ma sto bambino non ha proprio soggezione di nessuno, mi chiedo?


Mamigà

giovedì 8 febbraio 2007

Sproloqui-la dieta

-Mamma dov'è andato papà?


-Al  lavoro amore.


-E torna?


-Ma certo che torna, torna per cena. Cosa gli prepariamo di buono?


-Una beeeeeella insalata.


-E poi?


-E l'olio sopra.


-Magari se gli mettiamo vicino una bella bistecca schifo non gli fa sai...


-No solo l'insalata.


Meno male che quando Papigà è tornato nostro figlio già dormiva, altrimenti cinghia stasera...


Mamigà

mercoledì 7 febbraio 2007

Cuoca perduta

Ne ho le balotte piene. Ma proprio pienepienepienepiene! Culinariamente parlando s'intende.
Stamattina sono stata dal medico, e dato che alle undici ero ancora in sala d'attesa ho telefonato a casa per avvisare che avrei tardato, e per dire a Papigà che avrebbe dovuto provvedere lui ad andare all'asilo a prendere Trippa.
Arrivo a casa a mezzogiorno e un quarto, con la vana speranza che qualcuno (a caso) avesse pensato di mettere una pentola sul fuoco. Avevo in mente di preparare un risottino con le carote ed emmenthal (che ci salva sempre dai capricci di Trippa per mangiare) e verdura. Invece... Come apro la porta mio marito mi si para davanti con due buste di wurstel ed esclama entusiasta "non ho messo l'acqua sul fuoco perchè pensavo di pranzare con questi."
Ora, visto che ieri sera abbiamo cenato al Mac, non sarebbe stato poi tanto sbagliato pranzare in maniera un po' più sana oggi. Alchè mi impunto e ribadisco tutto il mio concetto sul pranzo, e bla bla bla. E vabbè, a testa bassa lui (e nostro figlio, che badate ci aveva già lasciato gli occhi su quei wurstel) si rassegna e mangia il risotto. Trippa non ne vuole sapere, sbotta che vuole i wurstel e il suo risotto me lo mangio io. Alchè, visto che siamo d'accordo di lasciargli un po' più lenta la corda in questi giorni visto che l'asilo gli sta proprio rovinando le giornate, i wurstel risaltano fuori. Mi giro per prendere le posate pulite e cosa spunta sul tavolo? IL KETCHUP. Così Trippa oggi ha pranzato con wurstel intinti nel ketchup, frittelle ripiene di crema e cioccolata finale.
Ora, io non sono una nutrizionista, ma vorrei che a tavola si rispettassero norme dietetiche un po' più sane. Ma al di là di questo, cosa più importante porcaccia quella miseria, sono veramente stufa di dovermi mordere la lingua a tavola per non discutere davanti a nostro figlio sul mangiare per poi, dietro le quinte familiari, dovermi sentir dare mille volte alla settimana dell'antiquata e abitudinaria da un marito che vivrebbe di pringles, bic mac e cordon bleu rigorosamente fritti nell'olio. Eccheccacchio, a me piace cucinare, lo faccio volentieri ma credo anche con un certo criterio. E pensare che appena sposati mio marito si vantava che a casa nostra si mangiava meglio di un ristorante...
Dovrei fare come fa mia suocera. Lei prepara, mette in tavola senza chiedere a nessuno e si mangia quello che c'è. E nessuno mai si lamenta. Mi sa che la prossima volta che mi sento sbottare perchè preparo sempre la pasta o il riso a mezzogiorno (badate, con mille condimenti diversi, mica la solita sbobba), lo mando davvero a mangiare da sua madre. Lì voglio vedere se c'è la possibilità di scelta come a casa mia. In barba a quel genere di uomini a cui a tavola non va mai bene niente!
Mamigà

Fevrier finito

L'ha pubblicato quattro o cinque giorni fa e ci ho messo due sere a farlo. Ecco il ricamo del sal di Maryse, per febbraio.


SALfevrier

lunedì 5 febbraio 2007

S.S. Latisana-Trieste

Il povero zio Gigi era uno zio di mio suocero. E' morto cinque anni fa mi sembra, alla bella età di novantatre anni (non proprio lucidissimo, ma non si può pretendere la luna). Era uno scapolo, anzi come si dice qui, un "vedran" ma di quelli acidi, che mi dispiace dirlo perchè è morto ma era anche parecchio egoista. E originale. Prese la patente attorno ai sessant'anni, e mi dicono che guidasse con prudenzaz. A ottantacinque decise che forse era ora di riporre la patente nel cassetto perchè la vista non era più eccellente, così iniziò a girare in bicicletta. E iniziarono anche i guai.
Oltre ad avere studiato un percorso in paese per giungere dove gli serviva senza attraversare mai gli incroci girando a sinistra (aveva paura di guidare con la sola destra sul manubrio, tenendo la sinistra in fuori), aveva un concetto assai bizzarro del codice della strada. Ossia, i segnali stradali e i semafori sono stati posti sulla strada per i veicoli, per le biciclette contava solo il buonsenso, anzi, il senso del rispetto. Che come per molti anziani significa "occhio che sono vecchio, ho la precedenza su di te perchè il mondo su cui vivi l'ho costruito io". E vabbè, ognuno ha la sua filosofia di vita. Ma il codice della strada, peccato, non è fatto così, sicchè per il povero zio Gigi (anzi per mio suocero, povero anche lui, che doveva sempre sbrogliarselo fuori dai guai) quando lo zio montava in bici erano quasi sempre problemi.
Per zio Gigi il semaforo non esisteva: gli altri DOVEVANO farlo passare perchè chi è alla guida di un veicolo DOVEVA accorgersi che lui era anziano, lasciandogli ovviamente la precedenza. E senza nemmeno pensarci un attimo. Stessa cosa dicasi per il resto delle norme sulla viabilità. Si vedeva ogni mattina sto vecchietto sfrecciare come una scheggia per il paese senza un minimo di senso pratico, ma ormai la gente (e i vigili) lo conoscevano tutti e gli accordavano la licenza di far quello che voleva (tanto chiunque sapeva che a quell'età le sue scorribande non sarebbero durate a lungo). Insomma, ora zio Gigi non c'è più, la bicicletta-mito è relegata nel garage di mio suocero e noi si ride sulla vicenda come su un fatto curioso di un parente lontano.
MA QUEL VECCHIACCIO che stamattina mi ha tagliato la strada su un mega incrocio sulla statale una fanculata se l'è meritata di gran lunga. Primo, perchè non ditemi che non mi ha visto dato che c'era traffico quasi zero e l'incrocio si trova su uno spiazzo che ci puoi fare un pic-nic. Secondo, porcamiseria, se mi arrivi con un macchinone anzichè con la bicicletta vuol dire che sai come si usa la strada, e abbi almeno la decenza di non mandarmi a quel paese con le mani visto che hai torto marcio e se ti ho schivato per un pelo è solo perchè grazie al cielo non ero con la Titti ma con la macchina di mio marito!


Mamigà

Al telefono con la nonna


-More, tua cugina ha comprato un paio di scarpe per la grande che la bambina non vuole. Mi ha chiesto se può darle a te per Trippa.
-Mamma perchè non le vuole?
-Perchè sono blu, e la bambina vuole solo scarpe rosa perciò quelle non vuole metterle (non commentate per favoreeeeeeeeeee!!! Ci ho pensato già io con dovuti sbotti). Che numero ha mio nipote?
-Il ventisette mamma.
-Ah. Perchè le scarpe sono del ventisei.
-Eh, mi dispiace. Pazienza. Le metterà via per la piccola.
-Ma proprio ventisette ventisette? Non ventisei e mezzo? Perchè sono larghe, magari gli vanno bene comunque.
-Mamma ti ho detto che ha il ventisette. E dall'inizio dell'inverno.
-Ma sono leggere, può darsi che gli vadano bene, non sono imbottite dentro.
-Mamma, è questione di centimetri, non di imbottitura. Se Trippa ha il ventisette il ventisei non gli va bene!
-Ah, allora magari te le porto giù così le prova, non si sa mai.



giovedì 1 febbraio 2007

Ci sono sere come questa in cui ho un'incazzatura bestiale, e assieme un senso di impotenza e di colpa che sembrano pozzi senza fondo. Perchè odio immensamente sgridare e sculacciare mio figlio.
Non venite a farmi la predica sul fatto che i bambini non si sculacciano, provate ad avere in casa un piccolo testa di acciaio che se non si fa quello che dice lui si butta per terra e urla come un indemoniato, fa solo ed esclusivamente quello che gli pare e piace e se ne strafotte dei vostri discorsi a quattr'occhi tenendo la testa alta e gli occhi rivolti da un'altra parte per non incrociare i vostri. Provate. Provate cosa significa trattare da bambino intelligente un piccolo tre-enne che si rivela ancora più intelligente di quello che credete, e ve la fa in barba. Provatele tutte, i castighi silenziosi, i ricatti, le spiegazioni, cercate di spostare la sua attenzione altrove... Provate.
Detesto sentirmi così. Odio restarmene qui per ore facendo le cose di tutti i giorni avendo in testa solo un pensiero, una sola domanda: dove sto sbagliando? Per quale motivo esistono al mondo tanti bambini che non vedono l'ora di dimostrare alla mamma quanto sono diventati bravi a fare qualcosa mentre il mio non vede l'ora di dimostrarmi che col cacchio che riesco a fargli fare qualcosa che decido di fargli fare (anche solo e semplicemente fare pipì prima di andare a nanna, mica chissachè)? E perchè mai ogni volta che si parla di bambini con caratteri "forti" si deve sempre dare per scontato che sia colpa dei genitori anzichè immaginare che uno con un certo carattere ci nasce anche, e che per una mamma e/o un papà è tutt'altro che facile trovare la via giusta per educarlo?
Ma dove, dove sto sbagliando???
 

Burocrazia

Sto compilando la domanda per l'assegno di disoccupazione. E' andato Papigà a prendermi i moduli stamattina all' INPS, un pacchetto di quindici fogli. Sono arrivata a metà e ho già scritto quattro (QUATTRO) volte come mi chiamo, dove e quando sono nata e il mio codice fiscale (che fortunatamente ricordo a memoria).


Sicuramente non mi verrà il crampo dello scrittore, questo è certo. Ma mi sto chiedendo se per caso non chiedano diciassette volte gli stessi dati a scopo preventivo (non si sa mai, la pratica potrebbe andare nelle mani di un impiegato cerebroleso  che ha bisogno che le cose gli vengano ripetute millanta volte) o per sadismo verso il cittadino, sperando che gli passi così la voglia di richiedere l'assegno spettante.


Sono propensa per la seconda ipotesi.


Mamigà