background verde

domenica 29 luglio 2007

Modi e mode

Ma perchè pare che vada tanto di moda sostituire dei termini italiani tanto belli ed esplicativi con termini stranieri? "Lavoro a maglia" deve essere chiamato Knitting, "Cucito" è sostituito con Sewing, "Pittura" con painting, "ricamo" con stitchering, "cartonaggio " con cartonnage, "schema" con pattern, e via discorrendo. Dovrò imparare a dire a mio figlio di non annodare i miei threads perchè mi servono per fare del cross stitch durante i miei break times?

giovedì 26 luglio 2007

Girando per i vari blog a crocette, mi sono imbattuta in una utente Splinder (di cui non faccio il nome per correttezza) di cui mi ha incuriosito vedere il profilo. Ho voluto fare un copia-incolla di quello che c'è scritto dopo la parola ODIO, perchè mi ha fatto sbellicare. Mi chiedo se abbia mai sentito la parola "tolleranza" in vita sua. Ecco. Tra parentesi ci sono i miei commenti personali.

ODIO le gravidanze santificate (sarà gelosa?), i matrimoni pomposi e cafoni (è una delle cose che in genere pensa chi non se li può permettere), le "code di paglia" (e lei è un fiammifero? Perchè nel caso non è difficile che le trovi tutte lei), le ipocrisie, i cloni (esistono di già? Wow), la perfezione finta o presunta che sia (no comment), il nomignolo "Amò" (ognuno sarà pur libero di chiamare il suo uomo come vuole), andare per centri commerciali soprattutto nei fine settimana (tesora, se uno lavora dal lunedì al venerdì quando se la fa uno straccio di spesa?), il rosa, l'odore di cipolla la mattina presto (che abitudini avranno in casa sua...), chi mi fuma accanto alla fermata dell'autobus (appiccicati un cartello sulle spalle e vedrai che anzichè accanto ti fumeranno in faccia... e che diamine...), le donne-amebe accanto al loro uomo (no, dovranno essere tutte come te ciòn), le prepotenze e le arroganze (e le intolleranze...)!

Ognuno poi sul suo blog scriva quello che gli pare, ovvio.
Girando per i vari blog a crocette, mi sono imbattuta in una utente Splinder (di cui non faccio il nome per correttezza) di cui mi ha incuriosito vedere il profilo. Ho voluto fare un copia-incolla di quello che c'è scritto dopo la parola ODIO, perchè mi ha fatto sbellicare. Mi chiedo se abbia mai sentito la parola "tolleranza" in vita sua. Ecco. Tra parentesi ci sono i miei commenti personali.

ODIO le gravidanze santificate (sarà gelosa?), i matrimoni pomposi e cafoni (è una delle cose che in genere pensa chi non se li può permettere), le "code di paglia" (e lei è un fiammifero? Perchè nel caso non è difficile che le trovi tutte lei), le ipocrisie, i cloni (esistono di già? Wow), la perfezione finta o presunta che sia (no comment), il nomignolo "Amò" (ognuno sarà pur libero di chiamare il suo uomo come vuole), andare per centri commerciali soprattutto nei fine settimana (tesora, se uno lavora dal lunedì al venerdì quando se la fa uno straccio di spesa?), il rosa, l'odore di cipolla la mattina presto (che abitudini avranno in casa sua...), chi mi fuma accanto alla fermata dell'autobus (appiccicati un cartello sulle spalle e vedrai che anzichè accanto ti fumeranno in faccia... e che diamine...), le donne-amebe accanto al loro uomo (no, dovranno essere tutte come te ciòn), le prepotenze e le arroganze (e le intolleranze...)!

Ognuno poi sul suo blog scriva quello che gli pare, ovvio.
E' vero, io assegno un nome a tutto. La Titti è ormai famosa, non tutti sanno che la macchina di mio marito è battezzata "Fusiòn" con l'accento sulla O, alla veneta, non tanto perchè è la sua "marca" diciamo così ma perchè a noi ricorda un passaggio del cartone animato "Dragon Ball". La mia bicicletta è la "Nina", i nomi delle gatte poi li abbiamo scelti con una cura maniacale cercando il significato più congruo (e nel caso di Heidi abbiamo toppato alla grande, ma vabbè, ormai è fatta).
Tralascio i soprannomi che ho dato ad alcuni oggetti di uso comune perchè rischio di andare sul ridicolo (per dirne una, lo zampirone è lo "zampiragno", e mi fermo qui).
Sarò infantile ma oggi qualche lacrima l'ho versata. Tra un paio d'ore al massimo della Titti mi resterà una chiave. Patetico? Estremamente. Quanto lo è dare l'addio a un'amica che ti ha permesso di fare cose che senza di lei non avresti mai potuto fare.
E' vero, io assegno un nome a tutto. La Titti è ormai famosa, non tutti sanno che la macchina di mio marito è battezzata "Fusiòn" con l'accento sulla O, alla veneta, non tanto perchè è la sua "marca" diciamo così ma perchè a noi ricorda un passaggio del cartone animato "Dragon Ball". La mia bicicletta è la "Nina", i nomi delle gatte poi li abbiamo scelti con una cura maniacale cercando il significato più congruo (e nel caso di Heidi abbiamo toppato alla grande, ma vabbè, ormai è fatta).
Tralascio i soprannomi che ho dato ad alcuni oggetti di uso comune perchè rischio di andare sul ridicolo (per dirne una, lo zampirone è lo "zampiragno", e mi fermo qui).
Sarò infantile ma oggi qualche lacrima l'ho versata. Tra un paio d'ore al massimo della Titti mi resterà una chiave. Patetico? Estremamente. Quanto lo è dare l'addio a un'amica che ti ha permesso di fare cose che senza di lei non avresti mai potuto fare.

mercoledì 25 luglio 2007

La sensibilità di Papigà - anche nel cazzeggio...

-More (mentre lavo il pavimento), sto pensando se lasciare il nome "Pomi" all'auto nuova o cambiarle il nome. Chiamarla "Titti seconda" mi sembrerebbe un'offesa alla memoria...
-Chiamarla "macchina" no eh?

La sensibilità di Papigà - anche nel cazzeggio...

-More (mentre lavo il pavimento), sto pensando se lasciare il nome "Pomi" all'auto nuova o cambiarle il nome. Chiamarla "Titti seconda" mi sembrerebbe un'offesa alla memoria...
-Chiamarla "macchina" no eh?
MA CHISSA' A CHI CAXXXIO SARA' VENUTO IN MENTE DI TAGLIARE L'ERBA DEL GIARDINO ALLE SETTE E MEZZA DI STAMATTINA POI... CERTI CONTADINI NON SI SONO MAI ACCORTI CHE DA QUALCHE ANNO IN QUA GLI HANNO COSTRUITO DELLE CASE TUTT'ATTORNO...


MA CHISSA' A CHI CAXXXIO SARA' VENUTO IN MENTE DI TAGLIARE L'ERBA DEL GIARDINO ALLE SETTE E MEZZA DI STAMATTINA POI... CERTI CONTADINI NON SI SONO MAI ACCORTI CHE DA QUALCHE ANNO IN QUA GLI HANNO COSTRUITO DELLE CASE TUTT'ATTORNO...


lunedì 23 luglio 2007

Sproloqui-meow

Ore nove. Trippa si sta addormentando, io ne approfitto per andare  a fare una doccia. Dopo trenta secondi da quando sono uscita dalla cameretta, Gioia e Heidi hanno la bella idea di iniziare a fare le stupide proprio sul pianerottolo, davanti alla porta aperta di Trippa. Lui si siede sul letto e decreta:
Heidi! Gioia! Smettetela di fare confusione, altrimenti mi sveglio e chiamo la polizia! CHIARO?????


E visto che sono in vena fotografica... ecco un'altra chicca Heidesca

File0014

Sproloqui-meow

Ore nove. Trippa si sta addormentando, io ne approfitto per andare  a fare una doccia. Dopo trenta secondi da quando sono uscita dalla cameretta, Gioia e Heidi hanno la bella idea di iniziare a fare le stupide proprio sul pianerottolo, davanti alla porta aperta di Trippa. Lui si siede sul letto e decreta:
Heidi! Gioia! Smettetela di fare confusione, altrimenti mi sveglio e chiamo la polizia! CHIARO?????


E visto che sono in vena fotografica... ecco un'altra chicca Heidesca

File0014

Regalino

File0011Mi impegnerò seriamente per fargliene una nella piscina più grande. Magari con Mamigà, visto che la sottoscritta è sempre quella che scatta le foto...

Regalino

File0011Mi impegnerò seriamente per fargliene una nella piscina più grande. Magari con Mamigà, visto che la sottoscritta è sempre quella che scatta le foto...

domenica 22 luglio 2007

Bronx?

IM003538Questa foto è stata scattata stamattina alle otto e due minuti. Gioia è rimasta lì per un quarto d'ora secco immobile, senza muovere un pelo, poi è sceda e uscita con una circospezione da manuale; perchè alle otto in punto le ha prese... ma non da me.
Alle otto ho fatto uscire Heidi e Gioia come ogni mattina, e ad aspettarle fuori (inconsapevolmente) ho trovato mamma gatta con i tre cuccioli (che in questi giorni hanno deciso di stabilirsi nel mio giardino) e la zia gatta, ossia la gatta con mezza coda che è di nuovo incinta. Come si sono incontrate le quattro gatte hanno iniziato a darsele di santa ragione, le due semirandagie contro le mie, perchè le prime hanno tentato di cacciare le seconde dal giardino. E con una violenza che finora ho solo visto in qualche documentario televisivo sui grandi felini.  Gioia, che ha qualche anno in più di esperienza, dopo le prime zampate serie ha pensato bene di fare marcia indietro e di rifugiarsi in casa, mentre Heidi le ha prese sonore. Non ho potuto nemmeno intervenire perchè il mucchio di pelo informe si muoveva talmente velocemente da non riuscire quasi a seguirne le dinamiche. Alla fine Heidi se l'è data a zampe, e le due semirandagie con i piccoli hanno continuato a soggiornare nel mio giardino. Per poco.
Sono quattro notti che Gioia ed Heidi mi fanno trovare la pipì in giro per casa, stamattina addirittura in tre posti diversi.
Credo che la famiglia Gatti stia prendendo possesso del territorio qui, oltretutto difesa dal Bigio che con le sue imponenti e ostentate palle perennemente in esposizione la fa da padrone (e mi lascia anche dei bei regalini tra l'erba).
So che non bisognerebbe mettere mano tra le questioni feline, ma ho deciso di mandare via tutti questi gatti dal mio giardino. Mi piange il cuore perchè i piccolini mi fanno una tenerezza da morire, ma visto che le mie gatte sono le ultime nella scala gerarchica dei gatti della zona (non hanno odore di femmina) devo prendere le loro difese. Ho visto Gioia difendersi dai cani, dalla gatta della mia retropettaia (anzianissima peraltro), dalla Sissi, ma da queste due gatte con prole no, e questa cosa non mi piace.

Bronx?

IM003538Questa foto è stata scattata stamattina alle otto e due minuti. Gioia è rimasta lì per un quarto d'ora secco immobile, senza muovere un pelo, poi è sceda e uscita con una circospezione da manuale; perchè alle otto in punto le ha prese... ma non da me.
Alle otto ho fatto uscire Heidi e Gioia come ogni mattina, e ad aspettarle fuori (inconsapevolmente) ho trovato mamma gatta con i tre cuccioli (che in questi giorni hanno deciso di stabilirsi nel mio giardino) e la zia gatta, ossia la gatta con mezza coda che è di nuovo incinta. Come si sono incontrate le quattro gatte hanno iniziato a darsele di santa ragione, le due semirandagie contro le mie, perchè le prime hanno tentato di cacciare le seconde dal giardino. E con una violenza che finora ho solo visto in qualche documentario televisivo sui grandi felini.  Gioia, che ha qualche anno in più di esperienza, dopo le prime zampate serie ha pensato bene di fare marcia indietro e di rifugiarsi in casa, mentre Heidi le ha prese sonore. Non ho potuto nemmeno intervenire perchè il mucchio di pelo informe si muoveva talmente velocemente da non riuscire quasi a seguirne le dinamiche. Alla fine Heidi se l'è data a zampe, e le due semirandagie con i piccoli hanno continuato a soggiornare nel mio giardino. Per poco.
Sono quattro notti che Gioia ed Heidi mi fanno trovare la pipì in giro per casa, stamattina addirittura in tre posti diversi.
Credo che la famiglia Gatti stia prendendo possesso del territorio qui, oltretutto difesa dal Bigio che con le sue imponenti e ostentate palle perennemente in esposizione la fa da padrone (e mi lascia anche dei bei regalini tra l'erba).
So che non bisognerebbe mettere mano tra le questioni feline, ma ho deciso di mandare via tutti questi gatti dal mio giardino. Mi piange il cuore perchè i piccolini mi fanno una tenerezza da morire, ma visto che le mie gatte sono le ultime nella scala gerarchica dei gatti della zona (non hanno odore di femmina) devo prendere le loro difese. Ho visto Gioia difendersi dai cani, dalla gatta della mia retropettaia (anzianissima peraltro), dalla Sissi, ma da queste due gatte con prole no, e questa cosa non mi piace.

giovedì 19 luglio 2007

La sensibilità di Papigà- secondo episodio

Ore 13. Girando il cucchiaino del caffè. Silenzio. Papigà mi guarda con la mano sul mento, appoggiato col gomito sul tavolo.
-Sdleng... tranch sdegradagang, bang, stranc...
-Che è, il caldo ti fa questo effetto?
-No, è per abituarti all'idea della fine che farà la Titti...
Il Guttalax lo danno senza ricetta?

La sensibilità di Papigà- secondo episodio

Ore 13. Girando il cucchiaino del caffè. Silenzio. Papigà mi guarda con la mano sul mento, appoggiato col gomito sul tavolo.
-Sdleng... tranch sdegradagang, bang, stranc...
-Che è, il caldo ti fa questo effetto?
-No, è per abituarti all'idea della fine che farà la Titti...
Il Guttalax lo danno senza ricetta?
Oggi ho la schiena a pezzi. Mi dispiace di aver detto di no a Papigà quando mi ha proposto di andare al mare oggi che era il suo giorno di riposo, ma ogni tanto lui dimentica che io aspetto che lui sia a casa per fare i lavori più grossi (tipo lavare i pavimenti e stirare montagne di biancheria... accidenti in estate la lavatrice va a ciclo continuo...). Con Trippa a casa dall'asilo tocca far così... erano dieci giorni che il pavimento non andava lavato, e con l'andirivieni continuo di loro due dal giardino a casa e con la piscina in uso avevo il soggiorno che faceva letteralmente schifo. Comunque un'ora di piscina me la sono goduta anch'io. Mi viene in mente una chiacchierata che feci poco tempo fa con un amico... Io in vena di scherzare uso dire che abito in una villa con piscina. Che poi sia una villa-a-schiera di testa di  novanta metri quadri calpestabili con piscina gonfiabile sono dettagli, chè stiamo a guardare poi il pelo nell'uovo...
La chicca della sera: Trippa ha voluto andare a letto con il suo cellulare (nb: cellulare vecchio di papà, rotto, che lui usa per giocare perchè dice - è proprio quello vero!). Si sdraia, io mi accomodo come ogni sera sulla sedia accanto, e alla sola luce della lampadina da libro inizio a leggere due delle solite fiabe. Dopo due righe mi interrompe:
-Drrrin.... petta mamma che devo rispondere al telefono (sempre al semibuio). Si? Chi parla? Grazie grazie arrivederci. Vai avanti mamma.
Altre due righe di sto pastorello che grida "al lupo".
-Mamma zitta che ho una telefonata. Pronto? Guarda ho da fare, ti richiamo. Ciao. Vai avanti mamma, avanti col pastorello.
Robe da matti... Tra un po' mi chiederà il palmare...
Adesso dorme tranquillo, con i capelli tutti dritti come fusi come sono rimasti dopo la mia ultima carezza (erano ancora umidi dalla doccia). In momenti come questo dico a me stessa che valeva la pena passare tante notti in bianco e tirare i nervi come corde di violino per mesi fino a un anno fa, per avere in cambio questo. Questa testa dura così lingualunga e inarrestabile, ultimamente più furba di una volpe e determinata più di un temporale in estate. Ma così intelligente e sorprendentemente  piena di vita, che mi riempie di orgoglio in ogni momento. Anche quando la sera non vedo l'ora che si addormenti per godere di un po' di pace e di silenzio in casa.
Oggi ho la schiena a pezzi. Mi dispiace di aver detto di no a Papigà quando mi ha proposto di andare al mare oggi che era il suo giorno di riposo, ma ogni tanto lui dimentica che io aspetto che lui sia a casa per fare i lavori più grossi (tipo lavare i pavimenti e stirare montagne di biancheria... accidenti in estate la lavatrice va a ciclo continuo...). Con Trippa a casa dall'asilo tocca far così... erano dieci giorni che il pavimento non andava lavato, e con l'andirivieni continuo di loro due dal giardino a casa e con la piscina in uso avevo il soggiorno che faceva letteralmente schifo. Comunque un'ora di piscina me la sono goduta anch'io. Mi viene in mente una chiacchierata che feci poco tempo fa con un amico... Io in vena di scherzare uso dire che abito in una villa con piscina. Che poi sia una villa-a-schiera di testa di  novanta metri quadri calpestabili con piscina gonfiabile sono dettagli, chè stiamo a guardare poi il pelo nell'uovo...
La chicca della sera: Trippa ha voluto andare a letto con il suo cellulare (nb: cellulare vecchio di papà, rotto, che lui usa per giocare perchè dice - è proprio quello vero!). Si sdraia, io mi accomodo come ogni sera sulla sedia accanto, e alla sola luce della lampadina da libro inizio a leggere due delle solite fiabe. Dopo due righe mi interrompe:
-Drrrin.... petta mamma che devo rispondere al telefono (sempre al semibuio). Si? Chi parla? Grazie grazie arrivederci. Vai avanti mamma.
Altre due righe di sto pastorello che grida "al lupo".
-Mamma zitta che ho una telefonata. Pronto? Guarda ho da fare, ti richiamo. Ciao. Vai avanti mamma, avanti col pastorello.
Robe da matti... Tra un po' mi chiederà il palmare...
Adesso dorme tranquillo, con i capelli tutti dritti come fusi come sono rimasti dopo la mia ultima carezza (erano ancora umidi dalla doccia). In momenti come questo dico a me stessa che valeva la pena passare tante notti in bianco e tirare i nervi come corde di violino per mesi fino a un anno fa, per avere in cambio questo. Questa testa dura così lingualunga e inarrestabile, ultimamente più furba di una volpe e determinata più di un temporale in estate. Ma così intelligente e sorprendentemente  piena di vita, che mi riempie di orgoglio in ogni momento. Anche quando la sera non vedo l'ora che si addormenti per godere di un po' di pace e di silenzio in casa.

mercoledì 18 luglio 2007

Non... ce la farò... mai!!!

Ho da poco avuto la notizia che una mia cugina si sposa a settembre, per fortuna verso la fine. Visto che non ha invitato il parentado ma solo genitori e fratelli non me la sento di regalarle qualcosa di importante, ma un quadretto a punto croce con le iniziali degli sposi sì, anche perchè anche lei ricama e so che apprezzerebbe. Ho scelto la bella tela etamine di cotone acquistata durante l'ultimo raid da Caffi ovviamente, e un meraviglioso alfabeto fiorito trovato su una reente rivista.
Poi... ho appena iniziato il mese di luglio del sal di Maryse, fatte trenta crocette ho piantato lì per dare la precedenza al lavoro di cui sopra.
Poi... per fortuna sono riuscita a niccioniccio (si dice così dalle mie parti) a confezionare una borsa di cui non posso pubblicare la foto perchè la destinataria passa spesso di qui.
Poi... per fortuna fortunissima il round Robin Cuccioli è in stato di anticipo extra per cui fino a settembre non riceverò tele da ricamare .
Poi... non riesco a proseguire con i lavori per beneficenza per il banale motivo che non trovo motivi carini da ricamare, o meglio carini secondo i miei gusti. Ripetere due volte lo stesso ricamo è contro i miei sistemi, e io sono una "difficile" quando si tratta di scegliere un disegno.
Ma il problema più grosso in questo ambito è che da giorni ho una crisi di rigurgito da crocette che sta preoccupando perfino mio marito, e seriamente. Sarà perchè arrivo a sera snervata ed esaurita ma non riesco a prendere l'ago in mano proprio nelle ore che di solito riservavo a questo mio hobby, ho la sensazione che l'ago pesi. E questo mi fa perdere completamente la voglia di fare. Mi dispiacerebbe se non altro se non riuscissi a finire in tempo il lavoro di mia cugina, per tutto il resto c'è tempo. Ma accidenti, lo schema che ho scelto è pure in bianco e nero, giusto per complicare la cosa, quindi faccio ancora più fatica.  Passerà, ho sentito dire che tante ricamatrici hanno periodi di stasi del genere...

martedì 17 luglio 2007

Grazie tante Heidi. Hai avuto una genialata a piantare le unghie proprio sui sacchi della biancheria che ho impiegato un'ora a mettere sottovuoto. La prossima volta mi adeguo: anzichè infilarli in una scatola di cartone colorato che tu (ho scoperto ieri) sai aprire con quel muso da bestiaccia che ti ritrovi, li metterò in cassaforte. O meglio. Ti faccio rifare tutto il lavoro sottraendo la spesa dei sacchi dalla quota croccantini settimanale, e facendoti aspirare l'aria con le orecchie.
Eccheccacchio...
Grazie tante Heidi. Hai avuto una genialata a piantare le unghie proprio sui sacchi della biancheria che ho impiegato un'ora a mettere sottovuoto. La prossima volta mi adeguo: anzichè infilarli in una scatola di cartone colorato che tu (ho scoperto ieri) sai aprire con quel muso da bestiaccia che ti ritrovi, li metterò in cassaforte. O meglio. Ti faccio rifare tutto il lavoro sottraendo la spesa dei sacchi dalla quota croccantini settimanale, e facendoti aspirare l'aria con le orecchie.
Eccheccacchio...
Sono stanca, sfinita e snervata. Che fa caldo lo sappiamo tutti, e sappiamo tutti anche che con il caldo che fa tutto risulta più difficile da fare e anche solo da pensare. E Mamiga stasera è talmente snervata che dopo aver messo a letto Trippa alle nove non è riuscita a toccare ago (il che è grave). E' tutto il giorno che Gabri mi esaspera. Da quando è finito l'asilo non ha più la sua valvola di sfogo, si annoia, e io sono tornata ad impiegare il triplo del tempo per fare i lavori di casa. L'avevo messo in conto e non è questo che mi esaspera, quanto il fatto che nella testolina di mio figlio la fine dell'asilo sembra coincidere con la fine del periodo delle regole, dunque tutto quello che mamma chiede di fare o non fare entra da un orecchio ed esce dall'altro. Ripetere le cose quaranta volte l'una prima che esse vengano in qualche modo recepite alla lunga snerva chiunque. Stasera ho deciso che da domani si cambia registro, altrimenti entro la fine dell'estate mi ricoverano in neuro. Ho alzato la voce talmente tante volte oggi che i vicini crederanno che sia isterica. E d'altra parte non è nemmeno sempre facile essere così lucidi da trovare soluzioni pacifiche per aggirare i suoi atteggiamenti da anarchico... Giuro che ogni tanto, davanti a quel faccino così serio e sicuro di sè, ho l'impressione di trovarmi a dover fronteggiare un adulto anzichè un treemezzenne.
Meno male che la piscinetta alleggerisce di non poco la tensione. Oggi ci ha passato un paio di ore dentro, e io un'ora. L'acqua che ci avvolge e con cui giocare sembra che alleggerisca l'aria, standoci dentro non sembra poi così piccola come sembra da fuori.  Peccato che dopo un'ora mi sia scoppiata l'emicrania, avrei voluto star lì ancora. In compenso poco prima che io uscissi è entrato anche Papigà, la balena umana, quindi Gabri non è rimasto solo.
Papigà mi ha fatto anche una sorpresa oggi. Stavo spolverando il mobile in soggiorno e toh, salta fuori uno scontrino e leggo: Swatch Store, ottanta euro, quattordici giugno 2007. AZZ... inizio a s-cervellarmi per capire a cosa si riferisse, non ci arrivo e inizio a rimuginare. Giuro, mi sono passati almeno venti pensieri per la testa, dei quali almeno diciotto non proprio belli. Quindi chiamo Papigà e gli chiedo spiegazioni (gentilmente, non volevo rovinarmi la piazza così di primo acchito). E dunque...
Per l'anniversario di nozze ci eravamo ripromessi di non regalarci nulla, ma siccome lo scorso anno di fronte a questa promessa io sono arrivata lo stesso con un pensierino, lui quest'anno credeva avessi bissato e non voleva fare magra figura. E si è prevenuto. Quando poi si è reso conto che io realmente quest'anno non ho preso nulla per l'occasione, lui ha messo via il pacchettino per il compleanno (a novembre). Ormai però avevo scoperto il fattaccio, quindi mi ha dato il pachettino oggi pomeriggio. Mi ha preso un orologio che ho visto in vetrina poco tempo fa assieme a lui, e per il quale sono uscita con un "queeeeeeeeeesto si mi piaaaaaaaaaace"!. Papigà se potesse mi comprerebbe l'universo, peccato che sarà già tanto se riusciremo a finire di pagare il mutuo da qui al 2030...
Sono stanca, sfinita e snervata. Che fa caldo lo sappiamo tutti, e sappiamo tutti anche che con il caldo che fa tutto risulta più difficile da fare e anche solo da pensare. E Mamiga stasera è talmente snervata che dopo aver messo a letto Trippa alle nove non è riuscita a toccare ago (il che è grave). E' tutto il giorno che Gabri mi esaspera. Da quando è finito l'asilo non ha più la sua valvola di sfogo, si annoia, e io sono tornata ad impiegare il triplo del tempo per fare i lavori di casa. L'avevo messo in conto e non è questo che mi esaspera, quanto il fatto che nella testolina di mio figlio la fine dell'asilo sembra coincidere con la fine del periodo delle regole, dunque tutto quello che mamma chiede di fare o non fare entra da un orecchio ed esce dall'altro. Ripetere le cose quaranta volte l'una prima che esse vengano in qualche modo recepite alla lunga snerva chiunque. Stasera ho deciso che da domani si cambia registro, altrimenti entro la fine dell'estate mi ricoverano in neuro. Ho alzato la voce talmente tante volte oggi che i vicini crederanno che sia isterica. E d'altra parte non è nemmeno sempre facile essere così lucidi da trovare soluzioni pacifiche per aggirare i suoi atteggiamenti da anarchico... Giuro che ogni tanto, davanti a quel faccino così serio e sicuro di sè, ho l'impressione di trovarmi a dover fronteggiare un adulto anzichè un treemezzenne.
Meno male che la piscinetta alleggerisce di non poco la tensione. Oggi ci ha passato un paio di ore dentro, e io un'ora. L'acqua che ci avvolge e con cui giocare sembra che alleggerisca l'aria, standoci dentro non sembra poi così piccola come sembra da fuori.  Peccato che dopo un'ora mi sia scoppiata l'emicrania, avrei voluto star lì ancora. In compenso poco prima che io uscissi è entrato anche Papigà, la balena umana, quindi Gabri non è rimasto solo.
Papigà mi ha fatto anche una sorpresa oggi. Stavo spolverando il mobile in soggiorno e toh, salta fuori uno scontrino e leggo: Swatch Store, ottanta euro, quattordici giugno 2007. AZZ... inizio a s-cervellarmi per capire a cosa si riferisse, non ci arrivo e inizio a rimuginare. Giuro, mi sono passati almeno venti pensieri per la testa, dei quali almeno diciotto non proprio belli. Quindi chiamo Papigà e gli chiedo spiegazioni (gentilmente, non volevo rovinarmi la piazza così di primo acchito). E dunque...
Per l'anniversario di nozze ci eravamo ripromessi di non regalarci nulla, ma siccome lo scorso anno di fronte a questa promessa io sono arrivata lo stesso con un pensierino, lui quest'anno credeva avessi bissato e non voleva fare magra figura. E si è prevenuto. Quando poi si è reso conto che io realmente quest'anno non ho preso nulla per l'occasione, lui ha messo via il pacchettino per il compleanno (a novembre). Ormai però avevo scoperto il fattaccio, quindi mi ha dato il pachettino oggi pomeriggio. Mi ha preso un orologio che ho visto in vetrina poco tempo fa assieme a lui, e per il quale sono uscita con un "queeeeeeeeeesto si mi piaaaaaaaaaace"!. Papigà se potesse mi comprerebbe l'universo, peccato che sarà già tanto se riusciremo a finire di pagare il mutuo da qui al 2030...

domenica 15 luglio 2007

Stamattina ho fatto una cosa che ha fatto più male a me che a mio figlio (che a quest'ora credo se ne sia già dimenticato).
 Papigà lo ha sempre abituato fin da piccolissimo a giocare molto con il contatto fisico, a fare la lotta, a giocare ad arrotolarsi sul divano e sul pavimento, e a Trippa piace moltissimo questo tipo di gioco. Lui ti corre incontro buttandotisi addosso di peso, se sono inginocchiata in giardino mi salta sulla schiena, adora mettermi le mani sulla faccia e giocare col mio corpo, il tutto con una gioia pazzesca.
Il guaio è che ora mio figlio pesa venti chili, e non sono venti chili di ciccia ma di muscoli (pensate che arriva ad alzare anche un secchio grande pieno d'acqua e a spostarlo da solo), e questi suoi giochi "fisici" da un bel po' di tempo per me stanno diventando un terrore e fonte di incidenti (bernoccoli sulla testa - mia - , sangue dal naso eccetera, oltre che innumerevoli bozzi sul suo corpicino). Ho tentato di spiegargli che non si gioca così, che è pericoloso, che fa male a una persona quando gli si butta addosso in un certo modo. Poi ho iniziato a sgridarlo, ma nemmeno quello è servito (a mio marito fracasserei la testa contro il pavimento perchè se da una parte tenta di sgridarlo, dall'altra si mostra orgoglioso davanti a lui di quanto è forte suo figlio, e fa peggio). Infine...
Infine stamattina non ne ho potuto più e sono passata alle vie di fatto. Eravamo entrambi nel bagnetto di sotto (piccolissimo), io ero seduta sullo sgabellino per abbassargli i pantaloni per fare pipì, e lui inizia a giocare con la mia faccia come sempre (notare, il bagno è così piccolo che se mi siedo sullo sgabellino la mia testa finisce sotto al lavandino). Lui inizia a darmi i pugnetti sul viso con forza e ridendo, alchè io gli ho detto "senti, ti ho già spiegato che questa cosa fa male, vuoi provare?". E gli ho fatto la stessa cosa sulla faccia, ovviamente a mani semiaperte altrimenti gli facevo ancora più male.
Lui di primo mi ha guardato sconvolto, poi ovviamente ha iniziato a piangere perchè non erano proprio carezze... Io spero che stavolta gli sia servito a capire la menata, ma ragazzi, mi sento una cacca supercacchissima...
Stamattina ho fatto una cosa che ha fatto più male a me che a mio figlio (che a quest'ora credo se ne sia già dimenticato).
 Papigà lo ha sempre abituato fin da piccolissimo a giocare molto con il contatto fisico, a fare la lotta, a giocare ad arrotolarsi sul divano e sul pavimento, e a Trippa piace moltissimo questo tipo di gioco. Lui ti corre incontro buttandotisi addosso di peso, se sono inginocchiata in giardino mi salta sulla schiena, adora mettermi le mani sulla faccia e giocare col mio corpo, il tutto con una gioia pazzesca.
Il guaio è che ora mio figlio pesa venti chili, e non sono venti chili di ciccia ma di muscoli (pensate che arriva ad alzare anche un secchio grande pieno d'acqua e a spostarlo da solo), e questi suoi giochi "fisici" da un bel po' di tempo per me stanno diventando un terrore e fonte di incidenti (bernoccoli sulla testa - mia - , sangue dal naso eccetera, oltre che innumerevoli bozzi sul suo corpicino). Ho tentato di spiegargli che non si gioca così, che è pericoloso, che fa male a una persona quando gli si butta addosso in un certo modo. Poi ho iniziato a sgridarlo, ma nemmeno quello è servito (a mio marito fracasserei la testa contro il pavimento perchè se da una parte tenta di sgridarlo, dall'altra si mostra orgoglioso davanti a lui di quanto è forte suo figlio, e fa peggio). Infine...
Infine stamattina non ne ho potuto più e sono passata alle vie di fatto. Eravamo entrambi nel bagnetto di sotto (piccolissimo), io ero seduta sullo sgabellino per abbassargli i pantaloni per fare pipì, e lui inizia a giocare con la mia faccia come sempre (notare, il bagno è così piccolo che se mi siedo sullo sgabellino la mia testa finisce sotto al lavandino). Lui inizia a darmi i pugnetti sul viso con forza e ridendo, alchè io gli ho detto "senti, ti ho già spiegato che questa cosa fa male, vuoi provare?". E gli ho fatto la stessa cosa sulla faccia, ovviamente a mani semiaperte altrimenti gli facevo ancora più male.
Lui di primo mi ha guardato sconvolto, poi ovviamente ha iniziato a piangere perchè non erano proprio carezze... Io spero che stavolta gli sia servito a capire la menata, ma ragazzi, mi sento una cacca supercacchissima...

sabato 14 luglio 2007

Sembra che in questo periodo io debba sottopormi ai cambiamenti drastici. Tra pochissimo l'auto, oggi finalmente Papigà mi ha liberato dei piatti superstiti del servizio da uso quotidiano che si erano ridotti a tre piani e quattro fondi (tutti sbeccatissimi). L'ha fatto lui perchè sono settimane che mi lamento che non mi bastano, che sono tutti mezzi rotti, e blabla, e non mi decido a eliminarli. Meno male che Papigà ha meno peli sul cuore di quanti ne ho io.
Stasera a Venezia c'è la festa del Redentore.

VIENSTU O NO?



(Zanetti)


So vegnuo co la chitara



per sentir se ancora in smara



ti te senti de restar.


Cantarò do versi soli



e se po' no ti ghe moli



mi no vado a savariar.


Go pronto el sandolo col so coverto



de fogie a pergola par far l'amor



'na mora in gringola la trovo certo



e vado a goderme el Redentor.


La pazienza xe gran bela



ma no posso cara stela



far la parte del mincion.


Mi te vogio ben assae



ma se dura 'ste sempiae



mondo tuto a rodolon.


Vienstu o no? o Dio! la sento



la vien zoso, oh che contento,



me vien vogia de balar.


Benedeto 'sto momento



che col mio temperamento



go ris-cià de rovinar.


Go pronto el sandolo col so coverto



de fogie a pergola per far l'amor



de andar in gringola ormai so certo



co ti mia cocola al Redentor.



La sera del Redentore di otto anni fa Marco mi chiese di sposarlo, sotto allo spettacolo dei fuochi d'artificio. E' un bellissimo ricordo.
Sembra che in questo periodo io debba sottopormi ai cambiamenti drastici. Tra pochissimo l'auto, oggi finalmente Papigà mi ha liberato dei piatti superstiti del servizio da uso quotidiano che si erano ridotti a tre piani e quattro fondi (tutti sbeccatissimi). L'ha fatto lui perchè sono settimane che mi lamento che non mi bastano, che sono tutti mezzi rotti, e blabla, e non mi decido a eliminarli. Meno male che Papigà ha meno peli sul cuore di quanti ne ho io.
Stasera a Venezia c'è la festa del Redentore.

VIENSTU O NO?



(Zanetti)


So vegnuo co la chitara



per sentir se ancora in smara



ti te senti de restar.


Cantarò do versi soli



e se po' no ti ghe moli



mi no vado a savariar.


Go pronto el sandolo col so coverto



de fogie a pergola par far l'amor



'na mora in gringola la trovo certo



e vado a goderme el Redentor.


La pazienza xe gran bela



ma no posso cara stela



far la parte del mincion.


Mi te vogio ben assae



ma se dura 'ste sempiae



mondo tuto a rodolon.


Vienstu o no? o Dio! la sento



la vien zoso, oh che contento,



me vien vogia de balar.


Benedeto 'sto momento



che col mio temperamento



go ris-cià de rovinar.


Go pronto el sandolo col so coverto



de fogie a pergola per far l'amor



de andar in gringola ormai so certo



co ti mia cocola al Redentor.



La sera del Redentore di otto anni fa Marco mi chiese di sposarlo, sotto allo spettacolo dei fuochi d'artificio. E' un bellissimo ricordo.

venerdì 13 luglio 2007

Odio il mare

Ho resistito un'ora, un'ora soltanto per amore di Papigà, e non ce l'ho fatta più. Odio la spiaggia di Lignano. Una immensa struttura stile spiaggia di Riccione, una calca pazzesca, un'impresa trovare parcheggio in mezzo a un caos incredibile, decine e decine di strutture che - ovvio - servono a intrattenere i turisti, ma a me danno la nausea. Perfino in un angolo di dieci metri di spiaggia libera che abbiamo trovato, abbiamo dovuto pipparci l'altoparlante dell'hotel vicino che ogni due (DUE!) minuti doveva sparare avvisi tra i più disparati, dalle temperature aria-acqua-sabbia all'evento delle sette di stasera sulla battigia. La gente con quei prodotti solari al cocco che fanno venire da vomitare (ma perchè non ne inventano di inodori? Almeno le narici lasciatecele riposare...), ste donne di centoventi chili che ti devono mostrare che inventano i bikini a triangolo anche super-over-size, la confusione, millanta negozi ovunque... No, non è il mio ideale su come trascorrere il giorno libero del papi. C'è gente che si lamenta del fatto che la cosa più fastidiosa della spiaggia in estate siano i bambini e i loro giochi, il loro chiasso. Ebbene in quell'ora di spiaggia che ci siamo regalati stamattina la presenza dei bambini era l'unica cosa che a me dava segno che qualcosa di normale c'è anche a Lignano. Tutto il resto mi stava stretto. Troppo stretto.
Meglio la spiaggia libera in Brussa. Senza servizi tranne una minuscola toilette con due wc e due docce a cento metri dal mare, senza altoparlanti, senza marocchini che passano a vendere l'impossibile, senza intrattenimenti. Solo sabbia, mare, famiglie che trascorrono qualche ora libere, per giocare la fantasia dei bambini e dei papà. Trent'anni fa era così in tutte le spiagge, e ci divertivamo lo stesso. La prossima settimana faremo l'esperimento giorno-di-mare lì. Vediamo se torna a piacermi come una volta.

Odio il mare

Ho resistito un'ora, un'ora soltanto per amore di Papigà, e non ce l'ho fatta più. Odio la spiaggia di Lignano. Una immensa struttura stile spiaggia di Riccione, una calca pazzesca, un'impresa trovare parcheggio in mezzo a un caos incredibile, decine e decine di strutture che - ovvio - servono a intrattenere i turisti, ma a me danno la nausea. Perfino in un angolo di dieci metri di spiaggia libera che abbiamo trovato, abbiamo dovuto pipparci l'altoparlante dell'hotel vicino che ogni due (DUE!) minuti doveva sparare avvisi tra i più disparati, dalle temperature aria-acqua-sabbia all'evento delle sette di stasera sulla battigia. La gente con quei prodotti solari al cocco che fanno venire da vomitare (ma perchè non ne inventano di inodori? Almeno le narici lasciatecele riposare...), ste donne di centoventi chili che ti devono mostrare che inventano i bikini a triangolo anche super-over-size, la confusione, millanta negozi ovunque... No, non è il mio ideale su come trascorrere il giorno libero del papi. C'è gente che si lamenta del fatto che la cosa più fastidiosa della spiaggia in estate siano i bambini e i loro giochi, il loro chiasso. Ebbene in quell'ora di spiaggia che ci siamo regalati stamattina la presenza dei bambini era l'unica cosa che a me dava segno che qualcosa di normale c'è anche a Lignano. Tutto il resto mi stava stretto. Troppo stretto.
Meglio la spiaggia libera in Brussa. Senza servizi tranne una minuscola toilette con due wc e due docce a cento metri dal mare, senza altoparlanti, senza marocchini che passano a vendere l'impossibile, senza intrattenimenti. Solo sabbia, mare, famiglie che trascorrono qualche ora libere, per giocare la fantasia dei bambini e dei papà. Trent'anni fa era così in tutte le spiagge, e ci divertivamo lo stesso. La prossima settimana faremo l'esperimento giorno-di-mare lì. Vediamo se torna a piacermi come una volta.

giovedì 12 luglio 2007

Oggi, mentre mio figlio giocava con i bambini nel vialetto (per la precisione, si stava arruffianando le bambine più grandi... inizio a pensare che si porti avanti col lavoro) mi sono messa a spazzare la piazzola delle auto sotto la tettoia. Mentre spazzavo pensavo che fino a un anno fa al posto di una piazzola da spazzare c'erano sassi e fango, ed erbaccia. Pensavo anche che tanto tra due giorni o anche meno sarebbe tornata ad essere piena di foglie e sassolini, quindi non valeva la pena fare un lavoro degno del parquet di camera mia. Infine pensavo se è normale che io non mi ricordi più come trascorrevo le mie giornate prima che nascesse Trippa. Davvero. Ho dimenticato come mi sentivo, quali fossero i miei pensieri. Chissà se capita anche alle altre mamme di sentirsi come se fossero sempre state tali.
Fa caldo. Fa sempre più caldo. Non è un modo di dire quello che il caldo dà alla testa. Mi ricordo che la mia nonna materna, con la quale ho vissuto per qualche anno da adolescente, ai primi caldi seri iniziava a sragionare. Il caldo fa fare strane cose. E anche quest'anno il caldo ha fatto ripartire la paranoia periodica di mio padre, con i conseguenti neuroni della sottoscritta che vanno a mille senza motivo se non un enorme senso di impotenza e di disgusto.
Oggi, mentre mio figlio giocava con i bambini nel vialetto (per la precisione, si stava arruffianando le bambine più grandi... inizio a pensare che si porti avanti col lavoro) mi sono messa a spazzare la piazzola delle auto sotto la tettoia. Mentre spazzavo pensavo che fino a un anno fa al posto di una piazzola da spazzare c'erano sassi e fango, ed erbaccia. Pensavo anche che tanto tra due giorni o anche meno sarebbe tornata ad essere piena di foglie e sassolini, quindi non valeva la pena fare un lavoro degno del parquet di camera mia. Infine pensavo se è normale che io non mi ricordi più come trascorrevo le mie giornate prima che nascesse Trippa. Davvero. Ho dimenticato come mi sentivo, quali fossero i miei pensieri. Chissà se capita anche alle altre mamme di sentirsi come se fossero sempre state tali.
Fa caldo. Fa sempre più caldo. Non è un modo di dire quello che il caldo dà alla testa. Mi ricordo che la mia nonna materna, con la quale ho vissuto per qualche anno da adolescente, ai primi caldi seri iniziava a sragionare. Il caldo fa fare strane cose. E anche quest'anno il caldo ha fatto ripartire la paranoia periodica di mio padre, con i conseguenti neuroni della sottoscritta che vanno a mille senza motivo se non un enorme senso di impotenza e di disgusto.

mercoledì 11 luglio 2007

Preparativi psicologici

Stasera ore 21 circa. Sto dando la buonanotte a Trippa che nel frattempo, dopo diverse manovre e due fiabe lette al semibuio, ha trovato la sua posizione ideale per addormentarsi e aspetta la serie di baci di rito. D'un tratto si raddrizza e mi dice, tutto serio:
-Mamma, quando viene la zia... la zia... non mi ricordo quella zia che deve venire...
-La zia Laura.
-Si la zia Laura. Ecco digli che se gli va dorme nel mio letto. Gli faccio spazio perchè ci sta anche lei.
-Ah, ok. Glielo farò sapere. Buonanotte.

Preparativi psicologici

Stasera ore 21 circa. Sto dando la buonanotte a Trippa che nel frattempo, dopo diverse manovre e due fiabe lette al semibuio, ha trovato la sua posizione ideale per addormentarsi e aspetta la serie di baci di rito. D'un tratto si raddrizza e mi dice, tutto serio:
-Mamma, quando viene la zia... la zia... non mi ricordo quella zia che deve venire...
-La zia Laura.
-Si la zia Laura. Ecco digli che se gli va dorme nel mio letto. Gli faccio spazio perchè ci sta anche lei.
-Ah, ok. Glielo farò sapere. Buonanotte.

martedì 10 luglio 2007

La legge di Trippa sulla pipì



  • Bisogna farla solo ed esclusivamente nel vasetto, può fare eccezioni solo se proprio non si può evitare e solo se siamo fuori casa.

  • Il vasetto deve essere quello blu, quello giallo è ammesso solo di notte perchè scendere al bagno di sotto comporta sforzo eccessivo, quello giallo è di sopra e di notte ci si può anche adattarvisi. Se di giorno scappa quando si trova al piano superiore è d'obbligo la corsa giù per le scale.

  • Lo straccio sotto al vasetto (blu) deve essere ben teso, senza nemmeno un angolo ripiegato, pulitissimo (controlla), in linea con le piastrelle del pavimento.

  • Bisogna togliersi tutto: sandali (o zoccoli), pantaloni, mutande, se in inverno anche calzini. E' intollerabile l'idea di fare pipì semplicemente abbassando il corredo.

  • La pipì si fa seduti: ogni tentativo di fargliela fare in piedi per risparmiare tempo è vano, nonostante la natura abbia favorito i maschietti in questo genere di cose permettendogli di svuotare la vescica semplicemente tirando fuori l'attrezzo apposito.

  • Se oltre alla pipì deve espellere l'altra cosa la mamma deve uscire dal bagno. Non ci sono deroghe, la cacca esige assoluta privacy con tanto di porta chiusa, ogni tentativo da parte mia di accelerare l'evento è prontamente respinto (nonostante una volta su quattro esso coincida diciamo casualmente con il suono del timer che annuncia che la pasta è cotta).


Eccheccacchio, io non so dove abbia appreso questo sistema, ma ogni volta che a mio figlio scappa la pipì sembra di essere a una cerimonia... Uno di questi giorni mi chiederà di pettinarmi prima di entrare in bagno con lui...

La legge di Trippa sulla pipì



  • Bisogna farla solo ed esclusivamente nel vasetto, può fare eccezioni solo se proprio non si può evitare e solo se siamo fuori casa.

  • Il vasetto deve essere quello blu, quello giallo è ammesso solo di notte perchè scendere al bagno di sotto comporta sforzo eccessivo, quello giallo è di sopra e di notte ci si può anche adattarvisi. Se di giorno scappa quando si trova al piano superiore è d'obbligo la corsa giù per le scale.

  • Lo straccio sotto al vasetto (blu) deve essere ben teso, senza nemmeno un angolo ripiegato, pulitissimo (controlla), in linea con le piastrelle del pavimento.

  • Bisogna togliersi tutto: sandali (o zoccoli), pantaloni, mutande, se in inverno anche calzini. E' intollerabile l'idea di fare pipì semplicemente abbassando il corredo.

  • La pipì si fa seduti: ogni tentativo di fargliela fare in piedi per risparmiare tempo è vano, nonostante la natura abbia favorito i maschietti in questo genere di cose permettendogli di svuotare la vescica semplicemente tirando fuori l'attrezzo apposito.

  • Se oltre alla pipì deve espellere l'altra cosa la mamma deve uscire dal bagno. Non ci sono deroghe, la cacca esige assoluta privacy con tanto di porta chiusa, ogni tentativo da parte mia di accelerare l'evento è prontamente respinto (nonostante una volta su quattro esso coincida diciamo casualmente con il suono del timer che annuncia che la pasta è cotta).


Eccheccacchio, io non so dove abbia appreso questo sistema, ma ogni volta che a mio figlio scappa la pipì sembra di essere a una cerimonia... Uno di questi giorni mi chiederà di pettinarmi prima di entrare in bagno con lui...

lunedì 9 luglio 2007

La sensibilità di Papigà

P-Ti stai preparando a dare l'addio alla Titti?
M-Nzomma, ieri quando hai pronunciato la parola "demolizione" mi sono sentita un tuffo al cuore...
P-Eddai, pensa a quando ti moriranno le gatte...

La sensibilità di Papigà

P-Ti stai preparando a dare l'addio alla Titti?
M-Nzomma, ieri quando hai pronunciato la parola "demolizione" mi sono sentita un tuffo al cuore...
P-Eddai, pensa a quando ti moriranno le gatte...

giovedì 5 luglio 2007

Gita dal veterinario

Oggi Trippa ha fatto la sua prima esperienza dal veterinario, mi ha accompagnato a far vaccinare Heidi. E' stato bravissimo, dovreste vedere con quanto orgoglio è entrato nell'ambulatorio con il libretto sanitario sottobraccio affermando "ho portato la mia gattina per fare la puntura".


Heidi... beh lasciamo perdere. E' andato tutto come da copione: serenata miagolensa per tuttoil viaggio di andata con Gabri che cercava di tenerla buona spiegandole che non era niente, visita sprint con quattro mani che a fatica riuscivano a tenere ferma uno schitto di gatta che sgusciava come un'anguilla e rugnava come una radio sintonizzata male, GNAMMRRRAUUUGGNA equivalente a una dichiarazione di guerra al momento dell'iniezione, veterinaria sudata che a fine visita declama "abbiamo finito i suoi bonus-pazienza, lasciala rientrare nel trasportino và". Ovviamente il tutto concluso con il ripetersi della serenata miagolensa per tutto il viaggio di ritorno, con un Trippa seduto accanto al trasportino con una faccia da "eccheppalle sta gatta è peggio di me". Guardarlo dallo specchietto retrovisore con quell'espressione ti fa rimpiangere di non avere le mani libere per mastrussartelo a dovere, tanto è bravo.  Costo dell'operazione Gattasana: venticinque euro più novanta centesimi di benzina. Quest'anno niente graffi nè morsi, nè per me nè per la veterinaria. Poteva farci lo sconto per questo, no?


Ah, la vete mi ha detto che dopo di noi arrivava il peggio della sua clientela, per questo ci ha accompagnati all'auto, per prepararsi psicologicamente. Aspettava un furgoncino contenente: una padrona, due pastori tedeschi adulti di non so quanti chili l'uno, un numero imprecisato di relativi cuccioli, e i tre figli umani della donna di cui sopra. A detta sua questi ultimi erano il peggio della situazione. E io che mi sono fatta scrupoli di portare il mio bambino in ambulatorio...

Gita dal veterinario

Oggi Trippa ha fatto la sua prima esperienza dal veterinario, mi ha accompagnato a far vaccinare Heidi. E' stato bravissimo, dovreste vedere con quanto orgoglio è entrato nell'ambulatorio con il libretto sanitario sottobraccio affermando "ho portato la mia gattina per fare la puntura".


Heidi... beh lasciamo perdere. E' andato tutto come da copione: serenata miagolensa per tuttoil viaggio di andata con Gabri che cercava di tenerla buona spiegandole che non era niente, visita sprint con quattro mani che a fatica riuscivano a tenere ferma uno schitto di gatta che sgusciava come un'anguilla e rugnava come una radio sintonizzata male, GNAMMRRRAUUUGGNA equivalente a una dichiarazione di guerra al momento dell'iniezione, veterinaria sudata che a fine visita declama "abbiamo finito i suoi bonus-pazienza, lasciala rientrare nel trasportino và". Ovviamente il tutto concluso con il ripetersi della serenata miagolensa per tutto il viaggio di ritorno, con un Trippa seduto accanto al trasportino con una faccia da "eccheppalle sta gatta è peggio di me". Guardarlo dallo specchietto retrovisore con quell'espressione ti fa rimpiangere di non avere le mani libere per mastrussartelo a dovere, tanto è bravo.  Costo dell'operazione Gattasana: venticinque euro più novanta centesimi di benzina. Quest'anno niente graffi nè morsi, nè per me nè per la veterinaria. Poteva farci lo sconto per questo, no?


Ah, la vete mi ha detto che dopo di noi arrivava il peggio della sua clientela, per questo ci ha accompagnati all'auto, per prepararsi psicologicamente. Aspettava un furgoncino contenente: una padrona, due pastori tedeschi adulti di non so quanti chili l'uno, un numero imprecisato di relativi cuccioli, e i tre figli umani della donna di cui sopra. A detta sua questi ultimi erano il peggio della situazione. E io che mi sono fatta scrupoli di portare il mio bambino in ambulatorio...

Miti

L'altro giorno riordinando lo scomparto delle valigie nell'armadio, guardate cosa ho riesumato:


IM003516


Chi si ricorda di questo zaino? Lo acquistai (me lo ricordo ancora, anzi lo mandai ad acquistare da mia madre perchè non avevo tempo) diciotto anni fa, e all'epoca costava la bellezza di 40.000 Lire, una cifra considerevole per quei tempi relativamente ad uno zainetto. Ma andava di moda, ce l'avevano tutti, era il modello successivo a quello tutto blu con la S stampata sulla tasca in profilo arancione. Questo zainetto mi ha accompagnato praticamente ovunque: nelle gite con il gruppo della parrocchia, a scuola, in piscina, ai campi scout, ovunque. Ed è stato caricato di tutto, gonfiato come una mongolfiera, maltrattato all'inverosimile. Ci credete? Non ho dovuto fargli l'ombra di una cucitura, è sempre rimasto intatto. E che io mi ricordi da allora non ne ho acquistati altri.


Ma la cosa che mi meraviglia ancora è che, aprendolo, salta fuori di tutto: tantissimi ricordi, profumi, suoni, porta dentro di sè l'aria di montagna di quando l'ho portato a Sappada, l'odore di salmastro del Lido, il "Bona bona petito" dei lupetti al campo, l'odore dello scompartimento del treno Venezia-Padova, la fatica di salire e scendere da Assisi o da Asolo a piedi, porta il sentore della mia adolescenza.


E' incredibile quante cose possono essere legate a un oggetto. Credo che aspetterò qualche giorno prima di riporlo nuovamente sotto ai borsoni, averlo lì appeso in camera dopo tanto tempo è quasi un evento. 


Miti

L'altro giorno riordinando lo scomparto delle valigie nell'armadio, guardate cosa ho riesumato:


IM003516


Chi si ricorda di questo zaino? Lo acquistai (me lo ricordo ancora, anzi lo mandai ad acquistare da mia madre perchè non avevo tempo) diciotto anni fa, e all'epoca costava la bellezza di 40.000 Lire, una cifra considerevole per quei tempi relativamente ad uno zainetto. Ma andava di moda, ce l'avevano tutti, era il modello successivo a quello tutto blu con la S stampata sulla tasca in profilo arancione. Questo zainetto mi ha accompagnato praticamente ovunque: nelle gite con il gruppo della parrocchia, a scuola, in piscina, ai campi scout, ovunque. Ed è stato caricato di tutto, gonfiato come una mongolfiera, maltrattato all'inverosimile. Ci credete? Non ho dovuto fargli l'ombra di una cucitura, è sempre rimasto intatto. E che io mi ricordi da allora non ne ho acquistati altri.


Ma la cosa che mi meraviglia ancora è che, aprendolo, salta fuori di tutto: tantissimi ricordi, profumi, suoni, porta dentro di sè l'aria di montagna di quando l'ho portato a Sappada, l'odore di salmastro del Lido, il "Bona bona petito" dei lupetti al campo, l'odore dello scompartimento del treno Venezia-Padova, la fatica di salire e scendere da Assisi o da Asolo a piedi, porta il sentore della mia adolescenza.


E' incredibile quante cose possono essere legate a un oggetto. Credo che aspetterò qualche giorno prima di riporlo nuovamente sotto ai borsoni, averlo lì appeso in camera dopo tanto tempo è quasi un evento. 


lunedì 2 luglio 2007

Perchè

Trippa sta attraversando il periodo dei "perchè". Perchè questo, perchè quello, l'ultima tranche ne ho contati sette di fila. Sarà anche segno di intelligenza, ma lasciatemelo dire, dopo un po'...
DUE BALLE...

Perchè

Trippa sta attraversando il periodo dei "perchè". Perchè questo, perchè quello, l'ultima tranche ne ho contati sette di fila. Sarà anche segno di intelligenza, ma lasciatemelo dire, dopo un po'...
DUE BALLE...

Cento chilometri li ho fatti, valigia e Tato alla mano e Papi al volante. L'acqua era là, e ho lasciato che il traghetto partisse tra le lacrime.  La mia isola, la mia prigione nella quale desidero tornare anche solo per qualche giorno, e non ce la faccio.  Sono passati sei anni. Sei lunghissimi anni in cui il desiderio della mia gente e del mio ambiente trova soffocamento davanti a due chilometri di traghetto.
Ma prima o poi ce la devo fare.
Il panico è una brutta bestia. Come Mowgli, prima o poi riuscirò a prendere quella tigre per la coda e ad averne il sopravvento. O non crescerò mai.
Cento chilometri li ho fatti, valigia e Tato alla mano e Papi al volante. L'acqua era là, e ho lasciato che il traghetto partisse tra le lacrime.  La mia isola, la mia prigione nella quale desidero tornare anche solo per qualche giorno, e non ce la faccio.  Sono passati sei anni. Sei lunghissimi anni in cui il desiderio della mia gente e del mio ambiente trova soffocamento davanti a due chilometri di traghetto.
Ma prima o poi ce la devo fare.
Il panico è una brutta bestia. Come Mowgli, prima o poi riuscirò a prendere quella tigre per la coda e ad averne il sopravvento. O non crescerò mai.