background verde

lunedì 31 dicembre 2007

FI-NI-TO!!!


Per concludere bene l'anno, ecco la destinazione definitiva delle casette del SAL di Maryse. Modestia a parte sono estremamente soddisfatta del risultato!!! Qui non si vede, ma è foderata con del pile giallo.




IM003746Inutile dire che mio figlio ha già deciso di appropriarsene





Ah, ho anche pensato di fare il SAL che il blog propone nel 2008. Avrò compagnia? Spero di si.

Piccolo sfogo di fine anno (neanche fossi il presidente della Repubblica...)

Stasera ho spento il cellulare. Mi trovo in casa con un marito che a mezzanotte e cinque minuti deve partire per il suo turno di lavoro, quindi ora dorme. Trippa ronfa, le gatte sono acciambellate in qualche angolo, e io sono qui.
Ho spento il cellulare perchè odio gli sms di cortesia, digitati come cartoline prestampate e inviati durante questa notte. Sms a cui rispondo raramente, e a cui stasera in particolare riservo un odio nevrotico. Leggerò domattina. So che me ne aspettano almeno due, uno di mia suocera che dichiara imperterrita di non capirci un'acca di sms ma quelli di capodanno evidentemente glieli digita un suo alter-ego che non sgarra, l'altro di mia cognata che nonostante sappia che dalla sua zona gli sms arrivano dopo il giro dell'intero globo (ovvero li ricevo dopo 24 ore circa) ne scrive di chilometrici.
Credevo di essere l'unica a passare la notte di capodanno in tranquillità ma ho scoperto che non è così, Meg mi sta facendo la sua solita sana e piacevole compagnia. E io dico per fortuna, perchè mi sento un po' più normale.
Quand'è che ho fatto l'ultimo veglione? Ah si, ero fidanzata, otto o nove anni fa. In seguito le notti di Papigà al lavoro, e quelle trascorse in piedi a calmare Trippino. Non è una novità, quest'anno la differenza la fa la coperta che mi trovo sulle spalle, appena terminata, fatta con le casette del sal di Maryse e pezzi di stoffa vari. L'ho cucita oggi. Non so come abbia fatto Cristina ad assistere al lavoro di assemblaggio della coperta per tutto il tempo necessario senza annoiarsi. Ma è venuta un amore.
Sono qui a mandare affanc... l'anno vecchio. Con tutto quello che ci è passato attraverso. Perchè mai come quest'anno la pazienza e i nervi di Mamigà sono stati messi alla prova, mai.I guai si sono succeduti uno dopo l'altro, senza darci tregua, facendo tornare al lavoro perfino i miei attacchi di ansia, quegli attacchi che ero sicura da anni di aver depennato dalle mie giornate.
Non fatemi gli auguri per il 2008, ve lo chiedo di cuore. Anzi, fatemeli ma non scriveteli. Non è proprio il caso. Per scaramanzia.

Piccolo sfogo di fine anno (neanche fossi il presidente della Repubblica...)

Stasera ho spento il cellulare. Mi trovo in casa con un marito che a mezzanotte e cinque minuti deve partire per il suo turno di lavoro, quindi ora dorme. Trippa ronfa, le gatte sono acciambellate in qualche angolo, e io sono qui.
Ho spento il cellulare perchè odio gli sms di cortesia, digitati come cartoline prestampate e inviati durante questa notte. Sms a cui rispondo raramente, e a cui stasera in particolare riservo un odio nevrotico. Leggerò domattina. So che me ne aspettano almeno due, uno di mia suocera che dichiara imperterrita di non capirci un'acca di sms ma quelli di capodanno evidentemente glieli digita un suo alter-ego che non sgarra, l'altro di mia cognata che nonostante sappia che dalla sua zona gli sms arrivano dopo il giro dell'intero globo (ovvero li ricevo dopo 24 ore circa) ne scrive di chilometrici.
Credevo di essere l'unica a passare la notte di capodanno in tranquillità ma ho scoperto che non è così, Meg mi sta facendo la sua solita sana e piacevole compagnia. E io dico per fortuna, perchè mi sento un po' più normale.
Quand'è che ho fatto l'ultimo veglione? Ah si, ero fidanzata, otto o nove anni fa. In seguito le notti di Papigà al lavoro, e quelle trascorse in piedi a calmare Trippino. Non è una novità, quest'anno la differenza la fa la coperta che mi trovo sulle spalle, appena terminata, fatta con le casette del sal di Maryse e pezzi di stoffa vari. L'ho cucita oggi. Non so come abbia fatto Cristina ad assistere al lavoro di assemblaggio della coperta per tutto il tempo necessario senza annoiarsi. Ma è venuta un amore.
Sono qui a mandare affanc... l'anno vecchio. Con tutto quello che ci è passato attraverso. Perchè mai come quest'anno la pazienza e i nervi di Mamigà sono stati messi alla prova, mai.I guai si sono succeduti uno dopo l'altro, senza darci tregua, facendo tornare al lavoro perfino i miei attacchi di ansia, quegli attacchi che ero sicura da anni di aver depennato dalle mie giornate.
Non fatemi gli auguri per il 2008, ve lo chiedo di cuore. Anzi, fatemeli ma non scriveteli. Non è proprio il caso. Per scaramanzia.

sabato 29 dicembre 2007

Ciao Bigio

Davo la caccia con la mannaia a quelle palle da mesi. Per più di un motivo: perchè ha fatto passare in second'ordine la Gioiuta sottraendole un territorio affannosamente conquistato, perchè si era fatto tutte le gatte della zona imponendo i suoi colori a decine di mici e non solo il colore, perchè ha insegnato a tre dei suoi piccoli pseudo-cloni pelosi a usare il mio giardino come WC senza il minimo pudore, nemmeno quello che spinge i felini a coprire il malfatto, e perchè per ben tre volte mi ha urinato sui vetri dopo avermi guardato in faccia dritto dritto negli occhi. Però devo ammetterlo, era un buon padre. L'ho sorpreso molte volte coccolarsi quei tre zingarelli che adesso tutto il vialetto ha adottato in via definitiva (per modo di dire, si sa che sono i gatti ad adottare gli umani). Dopo che il Nero ci ha lsciati lo scorso inverno, era lui il protagonista di scorribande innumerevoli sempre con coda all'aria e attributi bene in vista, come a dire "qui comando io, provate a negarlo".
Ma anche il Bigio ha finito la sua serie di vite. Qualche giorno fa l'ho scorto in mezzo alla strada, privo di vita, investito da chissà che veicolo. E giuro, un po' mi è dispiaciuto. Perchè anche ai felini/tipi tosti che turbano la quiete di un quartiere dopo un po' ci si fa l'abitudine, e ci si affeziona. E ci si rende anche conto che in fondo, suvvia, qualche contributo organico alla concimazione del prato a trifoglio non era poi la fine del mondo.

Ciao Bigio

Davo la caccia con la mannaia a quelle palle da mesi. Per più di un motivo: perchè ha fatto passare in second'ordine la Gioiuta sottraendole un territorio affannosamente conquistato, perchè si era fatto tutte le gatte della zona imponendo i suoi colori a decine di mici e non solo il colore, perchè ha insegnato a tre dei suoi piccoli pseudo-cloni pelosi a usare il mio giardino come WC senza il minimo pudore, nemmeno quello che spinge i felini a coprire il malfatto, e perchè per ben tre volte mi ha urinato sui vetri dopo avermi guardato in faccia dritto dritto negli occhi. Però devo ammetterlo, era un buon padre. L'ho sorpreso molte volte coccolarsi quei tre zingarelli che adesso tutto il vialetto ha adottato in via definitiva (per modo di dire, si sa che sono i gatti ad adottare gli umani). Dopo che il Nero ci ha lsciati lo scorso inverno, era lui il protagonista di scorribande innumerevoli sempre con coda all'aria e attributi bene in vista, come a dire "qui comando io, provate a negarlo".
Ma anche il Bigio ha finito la sua serie di vite. Qualche giorno fa l'ho scorto in mezzo alla strada, privo di vita, investito da chissà che veicolo. E giuro, un po' mi è dispiaciuto. Perchè anche ai felini/tipi tosti che turbano la quiete di un quartiere dopo un po' ci si fa l'abitudine, e ci si affeziona. E ci si rende anche conto che in fondo, suvvia, qualche contributo organico alla concimazione del prato a trifoglio non era poi la fine del mondo.

I miracoli del Natale

Si vede che davanti a Gesù Bambino devono aver recitato una preghierina per la pace nel mondo, e hanno capito che prima dovevano magari provare a sopportarsi.
IM003733La distanza tra loro, in stato di quiete, è da record: cinquanta centimetri scarsi. Anche se erano le sei del mattino la scena meritava lo sforzo di scendere dal letto per prendere la fotocamera...
IM003731

I miracoli del Natale

Si vede che davanti a Gesù Bambino devono aver recitato una preghierina per la pace nel mondo, e hanno capito che prima dovevano magari provare a sopportarsi.
IM003733La distanza tra loro, in stato di quiete, è da record: cinquanta centimetri scarsi. Anche se erano le sei del mattino la scena meritava lo sforzo di scendere dal letto per prendere la fotocamera...
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Ecco le foto di alcuni addobbi del mio albero 2007. I primi tre  sono nuvi nuovi. Il primo l'ho visto realizzato da una infinità di ricamine, e in effetti è proprio delizioso...
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mercoledì 26 dicembre 2007

Inaugurazione nuovo Tag

Ho bisogno di un po' di calma per raccontare il mio Natale, ma in questi giorni sono un po' presa. Così lascio qualche flash diciamo... cazzeggiatorio.
Dunque, mi devo organizzare per preparare un cartello da appendere fuori dalla porta di casa, con su scritto in bella calligrafia ed elegante nonchalance "in questa casa siamo astemi" (non per convinzione ma per necessità varie ovviamente). Ogni anno a Natale ci vengono regalate una quantità indescrivibile di bottiglie tra vino e spumante, che finiscono regolarmente alla casa di riposo (saranno allegri i vecchietti, che vi devo dire). Però è decisamente imabrazzante. Soprattutto quando te le regala qualcuno di famiglia, che ha orecchi ma fa finta regolarmente di non sentire (la zia di mio marito, che è arrivata con una bottiglia di liquore... non c'è occasione in cui quella donna non si renda particolarmente... vabbè lasciamo perdere, non sono giorni da insulti questi). Ma insomma, a caval donato eccetera eccetera.
Poi.
Stamattina ho trovato di nuovo del ratticida in giardino. Stasera si presenta bel bello mio marito in uniforme al ristorante qui dietro a chiedere spiegazioni, ed entro fine settimana si va dai vigili. Eccheccacchio. La gente è ogni tanto davvero incosciente. E io decisametne preoccupata. E incazzosa.
Inoltre Babbo Natale si è reso particolarmente generoso quest'anno. I doni che sono arrivati in casa mia sono molti, decisamente in sovrannumero quelli per Trippa, anche se è inevitabile data la sua età e il numero di persone che gli sono affezionate. Ha stravisto e stravede per due trenini, e poi tanti altri giochi. Una coppia di amici gli ha mandato un paio di lenzuola, dono apprezzatissimo dalla sottoscritta, che litiga in continuazione con la biancheria che non si asciuga in questo periodo. Questi amici gli regalano sempre cose utili, e confesso che in mezzo a tanti giochi ci stanno proprio bene. Trippa ha ricevuto davvero di tutto, e tutte cose molto belle anche se di modesto valore per fortuna. Ma anche con me Babbo Natale è stato generoso. Oltre al libro arrivato la scorsa settimana, mi sono arrivati tre CD di musica Gospel, che ho apprezzato molto, e un curioso guanto porta-raschiaghiaccio da tenere in auto che mi ha fatto fare una risata quando l'ho spacchettato. E tante, tante cose mangerecce che ho apprezzato più di tutto, perchè sono le uniche per cui non devo alambiccarmi di trovar loro un posto dove metterle. Mia madre addirittura è arrivata con un cestino pieno di tisane di tutti i tipi, sapendo che io in questo periodo sono una grande fan della tisana calda pomeridiana. Da Laura sono arrivate una quantità industriale di palline decoupate per l'albero, che Trippa prontamente ha appeso secondo il suo gusto (e io l'ho lasciato fare volentieri, visto che sono indistruttibili a meno che non ci infili un coltello dentro, ma prima che ci arrivi...). Sono proprio belle. tra l'altro tra quelle e millanta altri gingilli, tra cui cioccolatini e bastoncini di zucchero, l'albero è raddoppiato quanto ad addobbi nel giro di due giorni, e non assomiglia che di poco a quello che ho fotografato qualche post più sotto.
Questo per quanto riguarda l'aspetto molto pratico del Natale, tralasciando il pranzo che ho preparato per noi soli e mia madre (tagliatelle al salmone e panna, che panna non era ma formaggini sciolti nel latte perchè Mamigàtestina ha dimenticato di acquistare la panna... ma nessuno se n'è accorto), arrosto di vitello prontamente scongelato dopo essere stato cotto e cucinato una settimana fa (ma anche qui nessuno se n'è accorto perchè era davvero delizioso) e torta di broccoli e patate.
Ah, una cosa che vorrei annotare per vedere se c'è qualcuno che me la spiega. I negozi sono stati aperti tutti i giorni fino a Natale. Io ho fatto spesa al super sabato mattina e il super era pieno strapieno. Mio suocero ci è andato la domenica e mi ha detto che era pieno strapieno. Mia suocera ci è andata lunedì e mi ha tridetto che era pieno strapieno. Tra l'altro di gente che si lamentava in continuazione delle code alle casse eccetera eccetera. Ora, dite che ho una mentalità per conto mio, ma mi chiedo che cavolo ci vada a fare la gente per tre giorni consecutivi (perchè a detta dei suoceri erano le stesse persone che giravano e rigiravano, loro compresi) a fare spesa e a lamentarsi delle code e dei tempi di attesa, quando basta provvedere ad andare in orari diversi dal consueto (tipo a mezzogiorno e mezzo o alle due, se ritardi o anticipi il pranzo per una volta mica muori), oppure ad organizzarsi (come ho fatto io) una settimana prima e congelare i cibi.  Io queste cose non le capirò mai. Pare che ci siano persone che godano immensamente a raccontare ad amici e conoscenti di essersi persi mezza giornata in un supermercato per tre volte consecutive. Moh...
Per il resto, c'è un aspetto molto più profondo che riguarda il mio Natale, ma mi ci vuole il momento giusto per buttarlo giù. E' un aspetto pesante, che ha stupito perfino me stessa. Ho bisogno di scriverlo perchè farlo mi fa bene, ma non ora. Non ora che Trippa mi sta facendo girare les maroniques perchè gli ho detto millanta volte che in inverno giocare con l'acqua del bidè non è il massimo della vita.
Alla prossima!
Ps. Ho inaugurato un nuovo tag. "l'angolo del cazzeggio". Così ho una scusa buona di parlare di fesserie.




Inaugurazione nuovo Tag

Ho bisogno di un po' di calma per raccontare il mio Natale, ma in questi giorni sono un po' presa. Così lascio qualche flash diciamo... cazzeggiatorio.
Dunque, mi devo organizzare per preparare un cartello da appendere fuori dalla porta di casa, con su scritto in bella calligrafia ed elegante nonchalance "in questa casa siamo astemi" (non per convinzione ma per necessità varie ovviamente). Ogni anno a Natale ci vengono regalate una quantità indescrivibile di bottiglie tra vino e spumante, che finiscono regolarmente alla casa di riposo (saranno allegri i vecchietti, che vi devo dire). Però è decisamente imabrazzante. Soprattutto quando te le regala qualcuno di famiglia, che ha orecchi ma fa finta regolarmente di non sentire (la zia di mio marito, che è arrivata con una bottiglia di liquore... non c'è occasione in cui quella donna non si renda particolarmente... vabbè lasciamo perdere, non sono giorni da insulti questi). Ma insomma, a caval donato eccetera eccetera.
Poi.
Stamattina ho trovato di nuovo del ratticida in giardino. Stasera si presenta bel bello mio marito in uniforme al ristorante qui dietro a chiedere spiegazioni, ed entro fine settimana si va dai vigili. Eccheccacchio. La gente è ogni tanto davvero incosciente. E io decisametne preoccupata. E incazzosa.
Inoltre Babbo Natale si è reso particolarmente generoso quest'anno. I doni che sono arrivati in casa mia sono molti, decisamente in sovrannumero quelli per Trippa, anche se è inevitabile data la sua età e il numero di persone che gli sono affezionate. Ha stravisto e stravede per due trenini, e poi tanti altri giochi. Una coppia di amici gli ha mandato un paio di lenzuola, dono apprezzatissimo dalla sottoscritta, che litiga in continuazione con la biancheria che non si asciuga in questo periodo. Questi amici gli regalano sempre cose utili, e confesso che in mezzo a tanti giochi ci stanno proprio bene. Trippa ha ricevuto davvero di tutto, e tutte cose molto belle anche se di modesto valore per fortuna. Ma anche con me Babbo Natale è stato generoso. Oltre al libro arrivato la scorsa settimana, mi sono arrivati tre CD di musica Gospel, che ho apprezzato molto, e un curioso guanto porta-raschiaghiaccio da tenere in auto che mi ha fatto fare una risata quando l'ho spacchettato. E tante, tante cose mangerecce che ho apprezzato più di tutto, perchè sono le uniche per cui non devo alambiccarmi di trovar loro un posto dove metterle. Mia madre addirittura è arrivata con un cestino pieno di tisane di tutti i tipi, sapendo che io in questo periodo sono una grande fan della tisana calda pomeridiana. Da Laura sono arrivate una quantità industriale di palline decoupate per l'albero, che Trippa prontamente ha appeso secondo il suo gusto (e io l'ho lasciato fare volentieri, visto che sono indistruttibili a meno che non ci infili un coltello dentro, ma prima che ci arrivi...). Sono proprio belle. tra l'altro tra quelle e millanta altri gingilli, tra cui cioccolatini e bastoncini di zucchero, l'albero è raddoppiato quanto ad addobbi nel giro di due giorni, e non assomiglia che di poco a quello che ho fotografato qualche post più sotto.
Questo per quanto riguarda l'aspetto molto pratico del Natale, tralasciando il pranzo che ho preparato per noi soli e mia madre (tagliatelle al salmone e panna, che panna non era ma formaggini sciolti nel latte perchè Mamigàtestina ha dimenticato di acquistare la panna... ma nessuno se n'è accorto), arrosto di vitello prontamente scongelato dopo essere stato cotto e cucinato una settimana fa (ma anche qui nessuno se n'è accorto perchè era davvero delizioso) e torta di broccoli e patate.
Ah, una cosa che vorrei annotare per vedere se c'è qualcuno che me la spiega. I negozi sono stati aperti tutti i giorni fino a Natale. Io ho fatto spesa al super sabato mattina e il super era pieno strapieno. Mio suocero ci è andato la domenica e mi ha detto che era pieno strapieno. Mia suocera ci è andata lunedì e mi ha tridetto che era pieno strapieno. Tra l'altro di gente che si lamentava in continuazione delle code alle casse eccetera eccetera. Ora, dite che ho una mentalità per conto mio, ma mi chiedo che cavolo ci vada a fare la gente per tre giorni consecutivi (perchè a detta dei suoceri erano le stesse persone che giravano e rigiravano, loro compresi) a fare spesa e a lamentarsi delle code e dei tempi di attesa, quando basta provvedere ad andare in orari diversi dal consueto (tipo a mezzogiorno e mezzo o alle due, se ritardi o anticipi il pranzo per una volta mica muori), oppure ad organizzarsi (come ho fatto io) una settimana prima e congelare i cibi.  Io queste cose non le capirò mai. Pare che ci siano persone che godano immensamente a raccontare ad amici e conoscenti di essersi persi mezza giornata in un supermercato per tre volte consecutive. Moh...
Per il resto, c'è un aspetto molto più profondo che riguarda il mio Natale, ma mi ci vuole il momento giusto per buttarlo giù. E' un aspetto pesante, che ha stupito perfino me stessa. Ho bisogno di scriverlo perchè farlo mi fa bene, ma non ora. Non ora che Trippa mi sta facendo girare les maroniques perchè gli ho detto millanta volte che in inverno giocare con l'acqua del bidè non è il massimo della vita.
Alla prossima!
Ps. Ho inaugurato un nuovo tag. "l'angolo del cazzeggio". Così ho una scusa buona di parlare di fesserie.




martedì 25 dicembre 2007

Buon Natale...

IM003725
...a ognuno il suo desiderio. Quello di Papigà è stato parzialmente esaudito, dategli un po' di nastro adesivo e carta da pacchi e giovedì con una corsa all'ufficio postale il tutto si completa.
bi03I desideri di Trippa sono stati ampiamente esauditi, per i miei... ne parliamo la prossima prossima puntata.
Buon Natale a tutti!

Buon Natale...

IM003725
...a ognuno il suo desiderio. Quello di Papigà è stato parzialmente esaudito, dategli un po' di nastro adesivo e carta da pacchi e giovedì con una corsa all'ufficio postale il tutto si completa.
bi03I desideri di Trippa sono stati ampiamente esauditi, per i miei... ne parliamo la prossima prossima puntata.
Buon Natale a tutti!

domenica 23 dicembre 2007

Ah, petta...

...la conclusione va raccontata!
Alle quattro e un quarto del mattino riesco finalmente a prendere sonno, col sedere tra i due cuscini del divano, la testa sul cuscino rialzato dal bracciolo a farmi prendere al collo la forma di una strana lettera di un qualche alfabeto orientale, e la schiena a forma di boomerang rispetto alle gambe perchè Heidi mi si era addormentata a ridosso del suddetto sedere, e di scaraventarla giù non avevo proprio la forza. Alle sette scende Papigà tutto mortificato e mi sussurra...
-More svegliati, vai a continuare a dormire nel letto che ci sto io un po' qui.
Inutile dire che ormai l'incantesimo si è definitivamente rotto.
AZZO LASCIARMI DORMIRE ERA TROPPO DIFFICILE DOPO CHE FINALMENTE ERO RIUSCITA AD ADDORMENTARMI?

Ah, petta...

...la conclusione va raccontata!
Alle quattro e un quarto del mattino riesco finalmente a prendere sonno, col sedere tra i due cuscini del divano, la testa sul cuscino rialzato dal bracciolo a farmi prendere al collo la forma di una strana lettera di un qualche alfabeto orientale, e la schiena a forma di boomerang rispetto alle gambe perchè Heidi mi si era addormentata a ridosso del suddetto sedere, e di scaraventarla giù non avevo proprio la forza. Alle sette scende Papigà tutto mortificato e mi sussurra...
-More svegliati, vai a continuare a dormire nel letto che ci sto io un po' qui.
Inutile dire che ormai l'incantesimo si è definitivamente rotto.
AZZO LASCIARMI DORMIRE ERA TROPPO DIFFICILE DOPO CHE FINALMENTE ERO RIUSCITA AD ADDORMENTARMI?

Notti

Vera Vita da Gatto. Ovvero, come Gioia si trova improvvisamente a condividere la sua felinità con la sua umana, umana che ha avuto l'ebbrezza di cogliere le mille sfumature della propria casa immersa nella notte. E nel primo mattino.
Notte bianca, in cui mi ha fatto compagnia una pagina di parole incrociate, notte in cui la cosa più sensata da fare è stata ricamare un segnalibro a tema (lo mostrerò appena finito) per prenderla con ironia, notte durante la quale una magra consolazione era la quasi certezza di condividere un marito/compagno russante con qualcun'altra quasi quattrocento chilometri più in là. Perchè si sa, mal comune, mezzo gaudio.
Però diciamolo, Papigà poteva ricordarsi almeno di spegnere le luci di Natale all'esterno prima di rientrare, all'una e mezzo di notte. Il divano è già scomodo di suo, se poi ci sono anche le luci intermittenti a regalargli un'atmosfera da discoteca silenziosa, alè, è fatta. Troppo gelo per uscire a spegnerle, alle quattro di mattina come a mezzanotte.
Oggi mi auguro che la mia famiglia non pretenda da me pù del necessario. In termini di pazienza intendo. Se poi mi lasciano schiacciare anche un pisolino a metà giornata li ringrazio anche.

Notti

Vera Vita da Gatto. Ovvero, come Gioia si trova improvvisamente a condividere la sua felinità con la sua umana, umana che ha avuto l'ebbrezza di cogliere le mille sfumature della propria casa immersa nella notte. E nel primo mattino.
Notte bianca, in cui mi ha fatto compagnia una pagina di parole incrociate, notte in cui la cosa più sensata da fare è stata ricamare un segnalibro a tema (lo mostrerò appena finito) per prenderla con ironia, notte durante la quale una magra consolazione era la quasi certezza di condividere un marito/compagno russante con qualcun'altra quasi quattrocento chilometri più in là. Perchè si sa, mal comune, mezzo gaudio.
Però diciamolo, Papigà poteva ricordarsi almeno di spegnere le luci di Natale all'esterno prima di rientrare, all'una e mezzo di notte. Il divano è già scomodo di suo, se poi ci sono anche le luci intermittenti a regalargli un'atmosfera da discoteca silenziosa, alè, è fatta. Troppo gelo per uscire a spegnerle, alle quattro di mattina come a mezzanotte.
Oggi mi auguro che la mia famiglia non pretenda da me pù del necessario. In termini di pazienza intendo. Se poi mi lasciano schiacciare anche un pisolino a metà giornata li ringrazio anche.

sabato 22 dicembre 2007

Il prosieguo dell'eccheccacchio

Ieri sera Trippa si è addormentato alle cinque e mezzo davanti ai cartoni animati, e se si è addormentato mentre facevo andare a ritmo sostenuto la macchina da cucire a distanza quattro metri scarsi, significa che era proprio disintegrato. Non so cosa abbia fatto all'asilo, era l'ultimo giorno, nè lo saprò probabilmente mai, fatto sta che è crollato come un pero.

  • Ore 22.30: brutto sogno. Pianti, mamma consola e si riaddormenta.

  • Ore 24.00: si lamenta nel letto. Scendo a vedere, si sta rotolando. Faccio due rapidi calcoli e giungo alla conclusione (e non sbaglio mai!) che sono troppe ore che non fa pipì, quindi il lamento è dovuto a una vescica che pretende quello che le spetta di diritto... svuotamento rapido. Lo convinco a venire in bagno, lui accetta, ma davanti al wc si blocca e inizia a urlare neanche avesse visto Shreck in carne, ossa e riduttore. Alchè mi spazientisco (inzomma, mi ero appena addormentata anch'io) e vola una micropappina, quel tanto che basta a far sedere su Shreck Trippa.

  • Ore 24.30: dopo mezz'ora di tentativi di convincimento e un cucchiaio di sciroppo per la tosse Trippa rinviene e chiede di dormire nel lettone.  Visto che Papigà non sarebbe rientrato prima delle due di notte ho acconsentito per la pace della casa, Trippa viene nel lettone e inizia a russare.

  • Ore 2.30: Papigà rientra dal lavoro, ovviamente mi trova sveglia. Porta Trippa nel suo letto e a sua volta si accomoda. E inizia a russare lui.



  • Verso le tre (credo siano state le tre) mi addormento e iniziano gli incubi. Alle cinque e trenta mi sveglio e decido che è ora di basta, scendo, prendo il ricamo in mano e mi piazzo davanti al televideo.

  • Alle sei e mezzo Trippa ovviamente si sveglia, ha esaurito le sue tredici ore di sonno.


Voglio dimenticare ciò che è successo tra le nove (ora in cui Papigà si è alzato) e le dieci (ora in cui io e mia madre siamo uscite per fare spesa), perchè è stato un innalzarsi di litigate e capricci tra i due uomini di casa.
Di tutto questo mi è rimasto un attacco di emicrania nel pomeriggio, attacco ovvio e previsto dopo un numero così considerevole di ore decisamente poco sane. Pare infatti che il mio fisico (o la mia psiche?) rifiuti un trattamento del genere, e svuoti tutta la sua incazzosità mettendomi KO con l'emicrania e tutto quello che ne consegue. E meno male che passati gli effetti indesiderati dei miei amici triptani tutto sommato con mio figlio si è convissuto in maniera relativamente civile, dico meno male perchè Papigà alle sei e trenta se n'è andato al lavoro stasera lasciandoci a passare la serata soli con le gatte.
Ho una vaga la speranza che i prossimi quindici giorni di ferie dall'asilo di mio figlio non debbano essere tutti così, visto che sono straconvinta che la cosa che lo rende esasperante al massimo è proprio la mancanza della sua maggior valvola di sfogo, il gioco con i suoi amici. Credo che farò la vile vigliacca approfittatrice e accetterò la proposta delle nonne di prenderselo e coccolarselo alternativamente. Fate, fate pure. Per me non c'è problema. Tanto la mia parte la faccio comunque, non c'è pericolo...

Il prosieguo dell'eccheccacchio

Ieri sera Trippa si è addormentato alle cinque e mezzo davanti ai cartoni animati, e se si è addormentato mentre facevo andare a ritmo sostenuto la macchina da cucire a distanza quattro metri scarsi, significa che era proprio disintegrato. Non so cosa abbia fatto all'asilo, era l'ultimo giorno, nè lo saprò probabilmente mai, fatto sta che è crollato come un pero.

  • Ore 22.30: brutto sogno. Pianti, mamma consola e si riaddormenta.

  • Ore 24.00: si lamenta nel letto. Scendo a vedere, si sta rotolando. Faccio due rapidi calcoli e giungo alla conclusione (e non sbaglio mai!) che sono troppe ore che non fa pipì, quindi il lamento è dovuto a una vescica che pretende quello che le spetta di diritto... svuotamento rapido. Lo convinco a venire in bagno, lui accetta, ma davanti al wc si blocca e inizia a urlare neanche avesse visto Shreck in carne, ossa e riduttore. Alchè mi spazientisco (inzomma, mi ero appena addormentata anch'io) e vola una micropappina, quel tanto che basta a far sedere su Shreck Trippa.

  • Ore 24.30: dopo mezz'ora di tentativi di convincimento e un cucchiaio di sciroppo per la tosse Trippa rinviene e chiede di dormire nel lettone.  Visto che Papigà non sarebbe rientrato prima delle due di notte ho acconsentito per la pace della casa, Trippa viene nel lettone e inizia a russare.

  • Ore 2.30: Papigà rientra dal lavoro, ovviamente mi trova sveglia. Porta Trippa nel suo letto e a sua volta si accomoda. E inizia a russare lui.



  • Verso le tre (credo siano state le tre) mi addormento e iniziano gli incubi. Alle cinque e trenta mi sveglio e decido che è ora di basta, scendo, prendo il ricamo in mano e mi piazzo davanti al televideo.

  • Alle sei e mezzo Trippa ovviamente si sveglia, ha esaurito le sue tredici ore di sonno.


Voglio dimenticare ciò che è successo tra le nove (ora in cui Papigà si è alzato) e le dieci (ora in cui io e mia madre siamo uscite per fare spesa), perchè è stato un innalzarsi di litigate e capricci tra i due uomini di casa.
Di tutto questo mi è rimasto un attacco di emicrania nel pomeriggio, attacco ovvio e previsto dopo un numero così considerevole di ore decisamente poco sane. Pare infatti che il mio fisico (o la mia psiche?) rifiuti un trattamento del genere, e svuoti tutta la sua incazzosità mettendomi KO con l'emicrania e tutto quello che ne consegue. E meno male che passati gli effetti indesiderati dei miei amici triptani tutto sommato con mio figlio si è convissuto in maniera relativamente civile, dico meno male perchè Papigà alle sei e trenta se n'è andato al lavoro stasera lasciandoci a passare la serata soli con le gatte.
Ho una vaga la speranza che i prossimi quindici giorni di ferie dall'asilo di mio figlio non debbano essere tutti così, visto che sono straconvinta che la cosa che lo rende esasperante al massimo è proprio la mancanza della sua maggior valvola di sfogo, il gioco con i suoi amici. Credo che farò la vile vigliacca approfittatrice e accetterò la proposta delle nonne di prenderselo e coccolarselo alternativamente. Fate, fate pure. Per me non c'è problema. Tanto la mia parte la faccio comunque, non c'è pericolo...


GRAZIE!!!!!!!!!

GRAZIE!!!!!!!!!

venerdì 21 dicembre 2007

'Guri!

ba025Ringrazio coloro che mi hanno lasciato gli auguri nei commenti ai post precedenti ricambiandoli con i miei, ed aggiungo i miei più cari auguri a chiunque passi di qui in questi giorni.
Ah, se ci fosse un'anima buona che avesse la pazienza di spiegarmi come si fa ad aggiungere le immagini ai commenti, mi farebbe un grosso favore. Eviterei di fare la figura della beduina lasciando i miei auguri in giro in semplice Thaoma 12...

'Guri!

ba025Ringrazio coloro che mi hanno lasciato gli auguri nei commenti ai post precedenti ricambiandoli con i miei, ed aggiungo i miei più cari auguri a chiunque passi di qui in questi giorni.
Ah, se ci fosse un'anima buona che avesse la pazienza di spiegarmi come si fa ad aggiungere le immagini ai commenti, mi farebbe un grosso favore. Eviterei di fare la figura della beduina lasciando i miei auguri in giro in semplice Thaoma 12...

Eccheccacchio...

Ieri sera sono stati capricci per fare la doccia, il perchè lo sa solo lui, e sa anche solo lui il perchè due docce su quattro devono essere precedute da una sinfonia nient'affatto gradevole. Poi è stato il turno dei crostini nella minestra: il solo fatto che il papà abbia osato mettere la mano nella ciotola dei crostini per mangiarli ha scatenato il putiferio, perchè Trippetto non ha ancora assimilato il concetto di condivisione, nè il fatto che quello che la mamma mette in tavola è di tutti e non di sua esclusiva proprietà.
Stamattina la fumata nera è stata scatenata da una pipì che assolutamente non si poteva fare, perchè due minuti in bagno a scaricare il necessario non valgono il farsi i cavoli suoi. E non basta dire "aspetta che finisco qui", bisogna tirar giù il Paradiso a forza di pantomime a volume decisamente inopportuno alle otto del mattino.
 Mia suocera dice che è colpa del fatto che è un capricorno. A me stamattina è venuta una forte voglia di prendere il capricorno della situazione e appenderlo per le palle alle corde della biancheria in giardino.
Ogni tanto penso che mio figlio mi odi.

Eccheccacchio...

Ieri sera sono stati capricci per fare la doccia, il perchè lo sa solo lui, e sa anche solo lui il perchè due docce su quattro devono essere precedute da una sinfonia nient'affatto gradevole. Poi è stato il turno dei crostini nella minestra: il solo fatto che il papà abbia osato mettere la mano nella ciotola dei crostini per mangiarli ha scatenato il putiferio, perchè Trippetto non ha ancora assimilato il concetto di condivisione, nè il fatto che quello che la mamma mette in tavola è di tutti e non di sua esclusiva proprietà.
Stamattina la fumata nera è stata scatenata da una pipì che assolutamente non si poteva fare, perchè due minuti in bagno a scaricare il necessario non valgono il farsi i cavoli suoi. E non basta dire "aspetta che finisco qui", bisogna tirar giù il Paradiso a forza di pantomime a volume decisamente inopportuno alle otto del mattino.
 Mia suocera dice che è colpa del fatto che è un capricorno. A me stamattina è venuta una forte voglia di prendere il capricorno della situazione e appenderlo per le palle alle corde della biancheria in giardino.
Ogni tanto penso che mio figlio mi odi.

mercoledì 19 dicembre 2007

Saranno contro-fissazioni mie ma...

Stamattina ho parlato con la maestra di mio figlio (la titolare) per quanto riguarda la festa di compleanno Trippesca. So che mancano tre settimane, ma se contate che con venerdì l'asilo finisce (sob) e riapre proprio il giorno dopo il suo compleanno, se non chiarisco ora con la maestra il da farsi non c'è altro modo. Sapevo che per i compleanni bisognava mettersi d'accordo con le insegnanti, in quanto le direttive della dietista della scuola impongono alcune regole per quanto riguarda la distribuzione di dolci per i festeggiamenti vari, quindi con tutta la mia buona volontà stamattina ho voluto chiedere informazioni per non farmi trovare impreparata. Io pensavo che bastasse la classica multi-teglia di crostata che poi loro dividono tra tutti i bambini alla merenda. Ma ecco la risposta della maestra.
-Eh... (faccia sconsolata e visibilmente contrariata), purtroppo la dietista quest'anno (faccia da "che direttive assurde e rompitolle che ci hanno dato, ma dobbiamo attenercisi) ha disposto che non si festeggi più di un compleanno al mese. Quindi deve mettersi d'accordo con la mamma di G. (che è nato il giorno dopo Trippa e che tra l'altro è il suo migliore amico) ma anche con le mamme di N. e F. Vede, queste ultime due fanno gli anni in questo mese, ma visto che domani si festeggia il natale coi bambini e arrivano i dolci per l'occasione, la dietista ha disposto che i compleanni di dicembre e gennaio vengano fatti entrambi a gennaio.
.

Ora, le regole sono regole e mi ci attengo, per l'amor del cielo. Permettete però che sia rimasta un tantino... come si dice? Basita. Primo, perchè per un bambino il compleanno è il compleanno e basta, spiegateglielo voi che non può festeggiarlo oggi ma tra dieci giorni per una questione di calorie. Secondo, non comprendo bene il perchè ai bambini non si possa distribuire un pezzo di crostata fatta in casa una volta di più ma due volte la settimana sia loro concesso di abbuffarsi di pane e nutella alle tre e mezzo del pomeriggio (che dietista del c..., la nutella a mio figlio non l'ho nemmeno mai data in casa, non abbiamo quell'abitudine, la torta della mamma è mille volte meglio. Di mangiare nutella avrà tempo). E terzo scusatemi, ma io vorrei proprio sapere quante mamme si fanno le paranoie in casa a ogni pasto per contare le calorie una ad una e scartare quelle non conformi alla tabella nutrizionale data dal miglior pediatra esistente nel circondario, cosa per l'amor del cielo da ammirare se c'è qualcuna che lo fa, ma io non ho nè passione nè tempo per farmi pippe mentali del genere. Potrei capire se un bambino avesse problemi alimentari particolari, su questo non ci piove, ma suvvia, visti i menù quotidiani esposti all'ingresso (giuro, tra pizza, lasagne e compagnia bella neanche a casa mio figlio mangia così bene) non direi proprio che sia il caso di fare una questione di stato per un pezzo di torta.
Che tanto poi alle quattro si vedono gli stessi bambini dietizzati (passatemi il termine Mamigaesco) al bar all'angolo dieci metri in là dall'ingresso della materna, pigolare patatine fritte con le mamme che sorseggiano l'aperitivo.
Mmmmohhh...




Saranno contro-fissazioni mie ma...

Stamattina ho parlato con la maestra di mio figlio (la titolare) per quanto riguarda la festa di compleanno Trippesca. So che mancano tre settimane, ma se contate che con venerdì l'asilo finisce (sob) e riapre proprio il giorno dopo il suo compleanno, se non chiarisco ora con la maestra il da farsi non c'è altro modo. Sapevo che per i compleanni bisognava mettersi d'accordo con le insegnanti, in quanto le direttive della dietista della scuola impongono alcune regole per quanto riguarda la distribuzione di dolci per i festeggiamenti vari, quindi con tutta la mia buona volontà stamattina ho voluto chiedere informazioni per non farmi trovare impreparata. Io pensavo che bastasse la classica multi-teglia di crostata che poi loro dividono tra tutti i bambini alla merenda. Ma ecco la risposta della maestra.
-Eh... (faccia sconsolata e visibilmente contrariata), purtroppo la dietista quest'anno (faccia da "che direttive assurde e rompitolle che ci hanno dato, ma dobbiamo attenercisi) ha disposto che non si festeggi più di un compleanno al mese. Quindi deve mettersi d'accordo con la mamma di G. (che è nato il giorno dopo Trippa e che tra l'altro è il suo migliore amico) ma anche con le mamme di N. e F. Vede, queste ultime due fanno gli anni in questo mese, ma visto che domani si festeggia il natale coi bambini e arrivano i dolci per l'occasione, la dietista ha disposto che i compleanni di dicembre e gennaio vengano fatti entrambi a gennaio.
.

Ora, le regole sono regole e mi ci attengo, per l'amor del cielo. Permettete però che sia rimasta un tantino... come si dice? Basita. Primo, perchè per un bambino il compleanno è il compleanno e basta, spiegateglielo voi che non può festeggiarlo oggi ma tra dieci giorni per una questione di calorie. Secondo, non comprendo bene il perchè ai bambini non si possa distribuire un pezzo di crostata fatta in casa una volta di più ma due volte la settimana sia loro concesso di abbuffarsi di pane e nutella alle tre e mezzo del pomeriggio (che dietista del c..., la nutella a mio figlio non l'ho nemmeno mai data in casa, non abbiamo quell'abitudine, la torta della mamma è mille volte meglio. Di mangiare nutella avrà tempo). E terzo scusatemi, ma io vorrei proprio sapere quante mamme si fanno le paranoie in casa a ogni pasto per contare le calorie una ad una e scartare quelle non conformi alla tabella nutrizionale data dal miglior pediatra esistente nel circondario, cosa per l'amor del cielo da ammirare se c'è qualcuna che lo fa, ma io non ho nè passione nè tempo per farmi pippe mentali del genere. Potrei capire se un bambino avesse problemi alimentari particolari, su questo non ci piove, ma suvvia, visti i menù quotidiani esposti all'ingresso (giuro, tra pizza, lasagne e compagnia bella neanche a casa mio figlio mangia così bene) non direi proprio che sia il caso di fare una questione di stato per un pezzo di torta.
Che tanto poi alle quattro si vedono gli stessi bambini dietizzati (passatemi il termine Mamigaesco) al bar all'angolo dieci metri in là dall'ingresso della materna, pigolare patatine fritte con le mamme che sorseggiano l'aperitivo.
Mmmmohhh...




Ci risiamo

Evvai! Trippa è rimasto a casa dall'asilo due giorni con febbre, tosse e raffreddore. Ora tocca a mamma e papà ovviamente. Che non se la cavano in due giorni come lui, questo è poco ma sicuro. Eccheppalle.

Ci risiamo

Evvai! Trippa è rimasto a casa dall'asilo due giorni con febbre, tosse e raffreddore. Ora tocca a mamma e papà ovviamente. Che non se la cavano in due giorni come lui, questo è poco ma sicuro. Eccheppalle.

martedì 18 dicembre 2007

Comunque Babbo Natale/ Papigà vestito da postino il suo lavoro l'ha già compiuto. Oggi sono tutta saltellante come una scema per il mio primo REGALO DI NATALE... andate a vedere un po'...
Comunque Babbo Natale/ Papigà vestito da postino il suo lavoro l'ha già compiuto. Oggi sono tutta saltellante come una scema per il mio primo REGALO DI NATALE... andate a vedere un po'...

Il post sul Natale

Dunque. Quest'anno Natale non mi mette nè tristezza nè allegria, premetto. Lo aspetto come ogni altra festa, ho deciso di non mettermi in crisi per i festeggiamenti (non ne vale la pena, Papigà lavorerà, quindi...), e ho deciso anche che non mi voglio lasciar prendere dalla smania del regalo.
Due post fa ho accennato che avrei scritto cosa penso in merito a tutta sta faccenda del Natale a tutti i costi regaloso. Inutile che il mio cervello e la mia anima continuino a prendersi in giro a vicenda: io so bene che Natale non è nè la festa della famiglia, nè la sostituzione cattolica di antiche feste pagane. Natale, vedetela come volete, è la celebrazione della nascita di Gesù Cristo, che vi si creda o no. Che poi attorno ci sia stato costruito l'impossibile è un'altra faccenda. E quindi è un'altra faccenda tutta questa corsa al regalo originale, ad ogni costo dispensioso, ed è anche una cosa estremamente fastidiosa per me rendermi conto che estraniarvisi è quasi impossibile. Quasi.
Ogni tanto penso a come attendevo il Natale da bambina: non mi interessava ricevere un bel regalo, ma doveva essere una sorpresa, e una sorpresa che mi piacesse. Non mi è mai stato insegnato a fare la lista dei regali che avrei voluto ricevere: il regalo da chiedere doveva essere uno, uno solo, ma desiderato col cuore. E doveva essere scartato dopo aver messo Gesù Bambino al suo posto nel Presepe. Non il contrario.
Quando sono entrata nella famiglia di mio marito ho visto festeggiare il Natale in un modo che per me è inaudito: corsa a chi scarta per primo i suoi pacchi, corsa a chi ha speso di più, corsa al regalo più alla moda, corsa, corsa, corsa... Mi ricordo che la prima volta rimasi shoccata per come la famiglia intera si è letteralmente gettata sul tavolo dove erano stati riposti i regali non appena mio suocero ha aperto la porta del soggiorno. La cosa che mi ha lasciato più l'amaro in bocca è stata la sensazione di vuoto non appena finito il lancio liberatorio della carta da regalo spezzettata e i nastri che volavano qua e là, e il problema di dove mettere la "roba" per portarla a casa. E il non ricordarsi più chi ha regalato cosa a chi, e chi ti ha regalato cosa. Ho deciso che dopo sposati le cose sarebbero cambiate, e per fortuna la famiglia di mio marito mi vuole abbastanza bene da aver accettato la mia proposta di cambiamento, e ho scoperto in seguito anche con gioia.
Ho voluto cambiare. Ho preteso che almeno prima si pranzasse. E che prima si gustasse lo stare assieme, il farsi gli auguri, ho preteso che Babbo Natale si facesse attendere anche dagli adulti e non solo dai bambini.
Ho preteso da me stessa il togliermi di dosso il senso di colpa, perchè io di certo non posso permettermi (con  il mutuo da pagare) di spendere quanto spende mia cognata in doni, ho chiesto a Mamigà di accettare che le cose stanno così e di ricordarsi che mia cognata in fondo non si è mai permessa di farmi pesare la nostra differenza di... diciamo... tenore di vita (e per fortuna).
Ho preteso anche dalla  mia famiglia di non fare mai più regali inutili, ingombranti,  che lasciano a chi li riceve il problema di dove metterli. Per questo quest'anno regaliamo per lo più cose mangerecce, che in casa durano poco ma lasciano un bel ricordo nel palato (tranne per mio fratello, per il quale è fin troppo facile trovare un regalo visto che è un neo-single, e per mia nipote dato che ai viveri provvede ancora la mamma).
Ho chiesto anche alla famiglia di mio marito di non sobbarcare tutto il lavoro di cuoca a mia suocera (è tradizione fare il pranzo da lei, salvo problemi particolari, come quest'anno): ognuno porta qualcosa e la nonna mette a disposizione il forno per scaldare. Tutti assaggiano piatti di famiglie diverse, tutti danno il loro contributo e tutti hanno la loro piccola parte di soddisfazione.
Insomma, a Natale sono una gran rompicoglioni (ops scusate, questo non sono riuscita a depurarlo). Ma pare che nessuno si lamenti, e io me la godo.
Ecco, per me Natale è questo. Inizia la mattina con Trippa che mette il bambinello al suo posto e scarta i regali di Babbo Natale, dopo essersi accertato che siano spariti biscotti e latte lasciati la sera prima. E poi prosegue via via, con la nonna che arriva e la Messa, e tutto il resto. Di Dustin Hoffmann che proclama che non c'è un grande Natale senza un grande regalo non importa a nessuno qui, ma mi infastidisce enormemente  la prospettiva che mio figlio un giorno possa diventare come tanti altri ragazzini, che non sono contenti se non ricevono almeno la Playstation o l'ultimo modello di scarpe alla moda che per comprarle bisogna chiedere un mutuo suppletivo. Non voglio che accada, e farò di tutto perchè non accada. A costo di spegnere il televisore. Ma sarebbe un peccato, perchè a me piace lustrarmi gli occhi con tante belle cose, pur non sentendo il minimo desiderio di possederle.

Il post sul Natale

Dunque. Quest'anno Natale non mi mette nè tristezza nè allegria, premetto. Lo aspetto come ogni altra festa, ho deciso di non mettermi in crisi per i festeggiamenti (non ne vale la pena, Papigà lavorerà, quindi...), e ho deciso anche che non mi voglio lasciar prendere dalla smania del regalo.
Due post fa ho accennato che avrei scritto cosa penso in merito a tutta sta faccenda del Natale a tutti i costi regaloso. Inutile che il mio cervello e la mia anima continuino a prendersi in giro a vicenda: io so bene che Natale non è nè la festa della famiglia, nè la sostituzione cattolica di antiche feste pagane. Natale, vedetela come volete, è la celebrazione della nascita di Gesù Cristo, che vi si creda o no. Che poi attorno ci sia stato costruito l'impossibile è un'altra faccenda. E quindi è un'altra faccenda tutta questa corsa al regalo originale, ad ogni costo dispensioso, ed è anche una cosa estremamente fastidiosa per me rendermi conto che estraniarvisi è quasi impossibile. Quasi.
Ogni tanto penso a come attendevo il Natale da bambina: non mi interessava ricevere un bel regalo, ma doveva essere una sorpresa, e una sorpresa che mi piacesse. Non mi è mai stato insegnato a fare la lista dei regali che avrei voluto ricevere: il regalo da chiedere doveva essere uno, uno solo, ma desiderato col cuore. E doveva essere scartato dopo aver messo Gesù Bambino al suo posto nel Presepe. Non il contrario.
Quando sono entrata nella famiglia di mio marito ho visto festeggiare il Natale in un modo che per me è inaudito: corsa a chi scarta per primo i suoi pacchi, corsa a chi ha speso di più, corsa al regalo più alla moda, corsa, corsa, corsa... Mi ricordo che la prima volta rimasi shoccata per come la famiglia intera si è letteralmente gettata sul tavolo dove erano stati riposti i regali non appena mio suocero ha aperto la porta del soggiorno. La cosa che mi ha lasciato più l'amaro in bocca è stata la sensazione di vuoto non appena finito il lancio liberatorio della carta da regalo spezzettata e i nastri che volavano qua e là, e il problema di dove mettere la "roba" per portarla a casa. E il non ricordarsi più chi ha regalato cosa a chi, e chi ti ha regalato cosa. Ho deciso che dopo sposati le cose sarebbero cambiate, e per fortuna la famiglia di mio marito mi vuole abbastanza bene da aver accettato la mia proposta di cambiamento, e ho scoperto in seguito anche con gioia.
Ho voluto cambiare. Ho preteso che almeno prima si pranzasse. E che prima si gustasse lo stare assieme, il farsi gli auguri, ho preteso che Babbo Natale si facesse attendere anche dagli adulti e non solo dai bambini.
Ho preteso da me stessa il togliermi di dosso il senso di colpa, perchè io di certo non posso permettermi (con  il mutuo da pagare) di spendere quanto spende mia cognata in doni, ho chiesto a Mamigà di accettare che le cose stanno così e di ricordarsi che mia cognata in fondo non si è mai permessa di farmi pesare la nostra differenza di... diciamo... tenore di vita (e per fortuna).
Ho preteso anche dalla  mia famiglia di non fare mai più regali inutili, ingombranti,  che lasciano a chi li riceve il problema di dove metterli. Per questo quest'anno regaliamo per lo più cose mangerecce, che in casa durano poco ma lasciano un bel ricordo nel palato (tranne per mio fratello, per il quale è fin troppo facile trovare un regalo visto che è un neo-single, e per mia nipote dato che ai viveri provvede ancora la mamma).
Ho chiesto anche alla famiglia di mio marito di non sobbarcare tutto il lavoro di cuoca a mia suocera (è tradizione fare il pranzo da lei, salvo problemi particolari, come quest'anno): ognuno porta qualcosa e la nonna mette a disposizione il forno per scaldare. Tutti assaggiano piatti di famiglie diverse, tutti danno il loro contributo e tutti hanno la loro piccola parte di soddisfazione.
Insomma, a Natale sono una gran rompicoglioni (ops scusate, questo non sono riuscita a depurarlo). Ma pare che nessuno si lamenti, e io me la godo.
Ecco, per me Natale è questo. Inizia la mattina con Trippa che mette il bambinello al suo posto e scarta i regali di Babbo Natale, dopo essersi accertato che siano spariti biscotti e latte lasciati la sera prima. E poi prosegue via via, con la nonna che arriva e la Messa, e tutto il resto. Di Dustin Hoffmann che proclama che non c'è un grande Natale senza un grande regalo non importa a nessuno qui, ma mi infastidisce enormemente  la prospettiva che mio figlio un giorno possa diventare come tanti altri ragazzini, che non sono contenti se non ricevono almeno la Playstation o l'ultimo modello di scarpe alla moda che per comprarle bisogna chiedere un mutuo suppletivo. Non voglio che accada, e farò di tutto perchè non accada. A costo di spegnere il televisore. Ma sarebbe un peccato, perchè a me piace lustrarmi gli occhi con tante belle cose, pur non sentendo il minimo desiderio di possederle.

lunedì 17 dicembre 2007

Mamaaaaaa!!! Non sentoooooo, scendiiiiiii!!!

Sono ancora in attesa che la mia famiglia metabolizzi il fatto che semplicemente DETESTO urlare da un piano all'altro per comunicare, soprattutto quando sotto le orecchie ho il rumore dell'aspirapolvere o l'acqua che scorre nel lavabo. E' un'attesa che dura da anni, ma non demordo. Confido nella loro intelligenza, prima o poi arriverà alle loro sinapsi il concetto. O smetto definitivamente di rispondere.

Mamaaaaaa!!! Non sentoooooo, scendiiiiiii!!!

Sono ancora in attesa che la mia famiglia metabolizzi il fatto che semplicemente DETESTO urlare da un piano all'altro per comunicare, soprattutto quando sotto le orecchie ho il rumore dell'aspirapolvere o l'acqua che scorre nel lavabo. E' un'attesa che dura da anni, ma non demordo. Confido nella loro intelligenza, prima o poi arriverà alle loro sinapsi il concetto. O smetto definitivamente di rispondere.

domenica 16 dicembre 2007

"Non è un grande Natale senza un grande regalo!" recita una pubblicità in questi giorni. E oggi ne ho sentita un'altra di una catena di negozi high-tech che raccomandava "non banalizzare il tuo Natale, regala un tv color blablabla".
Uno di questi giorni mi metto di impegno e scrivo un post su come la penso, ma devo meditarlo bene per non sforare quanto a numero di francesismi concessi dalla mia coscienza. Perchè parliamoci chiaro, c'è gente che non solo non può permettersi di regalare l'ultimo modello di i-pod al figlio adolescente, ma è già tanto se riesce a mettere in tavola qualcosa di più della solita pastasciutta a Natale. Echeccacchio. Non prendiamoci per il sedere.
Ma lasciatemici pensare bene, arrivo, arrivo...
"Non è un grande Natale senza un grande regalo!" recita una pubblicità in questi giorni. E oggi ne ho sentita un'altra di una catena di negozi high-tech che raccomandava "non banalizzare il tuo Natale, regala un tv color blablabla".
Uno di questi giorni mi metto di impegno e scrivo un post su come la penso, ma devo meditarlo bene per non sforare quanto a numero di francesismi concessi dalla mia coscienza. Perchè parliamoci chiaro, c'è gente che non solo non può permettersi di regalare l'ultimo modello di i-pod al figlio adolescente, ma è già tanto se riesce a mettere in tavola qualcosa di più della solita pastasciutta a Natale. Echeccacchio. Non prendiamoci per il sedere.
Ma lasciatemici pensare bene, arrivo, arrivo...

Piccoli lavori natalizi

Finalmente mi è venuta voglia di tirare fuori la macchina da cucire. Oh, io di solito la uso volentieri, è che pesante com'è è una noia estrarla dal suo nascondiglio. Comunque l'occasione era quella di rimettere a posto delle presine ricavate dal RR Minimini, RR fatto ormai un paio di anni fa che avevo destinato a questo scopo. Lo scorso Natale bruciai da stupida una presina, per fortuna il ricamo ne è rimasto intatto. Così Necchi alla mano, ho scucito un cuscino natalizio che ormai non usavo più, recuperato la stoffa e degli avanzi di spugna per imbottirle, ed ecco con cosa mi riparerò le manine sante per cucinare i pasti natalizi:
IM003723
Poi, a dispetto del fatto che fino a poco tempo fa non mi andava molto lo stile francese, dopo aver ricamato le casette di Maryse ho iniziato ad apprezzare i suoi lavori e voilà, in una sera ho realizzato questo micro ricamino che ha proposto per Natale. Diventerà un addobbo per l'albero, ma prima voglio finire anche il ricamo che ha proposto per il Natale 2006 ma che ho visto soltanto ieri.
JoyeuxNoelE adesso mi faccio un giretto per i blog a crocette a guardare un po' di cose belle!

sabato 15 dicembre 2007

Tagliando Trippa

Ieri abbiamo fatto l'ultima visita di controllo pediatrica alla belva. Dico l'ultima perchè la pediatra ha detto che visto che il bambino è perfettamente sano e non ha problemi particolari possiamo smettere qui le visite annuali. Possiamo andare solo al bisogno, ma niente più tagliandi. Non mi sembra neanche vero... Peccato che a parlare troppo forte ci sia sempre da mordersi la lingua, perchè ieri sera Trippetto aveva la febbre alta e la tosse (cose di stagione, ma neanche a farla apposta...).
Dunque, segnamo:

  • Altezza 106,5 cm.

  • Peso 20,5 kg.

  • Siamo sempre al 95° percentile per entrambi i valori (sinceramente non ne avevo dubbi, basta guardarlo accanto ai suoi compagni di classe... sono tutti più grandi di lui in età ma quanto a stazza non lo direbbe nessuno).

  • Numero di scarpe: 29 (non c'entra con la visita ma a me piace segnare queste cose, per ricordarle meglio negli anni a venire).

  • Linguaggio appropriato, schiena dritta, denti sani, sviluppo psicomotorio adeguato all'età.


Non c'è che dire, posso darmi un sonoro "pat pat" sulla spalla, ed essere orgogliosa del mio bambino. Ma so anche di essere fortunata, perchè non tutte le mamme hanno la grazia di non doversi preoccupare più del necessario per i figli, e spero che questo stato di grazia continui a persistere perchè è l'unica soddisfazione che mi ripaga di ogni sacrificio. E' il solo pensiero che mi da coraggio quando mi sento il cuore sotto i piedi.

Tagliando Trippa

Ieri abbiamo fatto l'ultima visita di controllo pediatrica alla belva. Dico l'ultima perchè la pediatra ha detto che visto che il bambino è perfettamente sano e non ha problemi particolari possiamo smettere qui le visite annuali. Possiamo andare solo al bisogno, ma niente più tagliandi. Non mi sembra neanche vero... Peccato che a parlare troppo forte ci sia sempre da mordersi la lingua, perchè ieri sera Trippetto aveva la febbre alta e la tosse (cose di stagione, ma neanche a farla apposta...).
Dunque, segnamo:

  • Altezza 106,5 cm.

  • Peso 20,5 kg.

  • Siamo sempre al 95° percentile per entrambi i valori (sinceramente non ne avevo dubbi, basta guardarlo accanto ai suoi compagni di classe... sono tutti più grandi di lui in età ma quanto a stazza non lo direbbe nessuno).

  • Numero di scarpe: 29 (non c'entra con la visita ma a me piace segnare queste cose, per ricordarle meglio negli anni a venire).

  • Linguaggio appropriato, schiena dritta, denti sani, sviluppo psicomotorio adeguato all'età.


Non c'è che dire, posso darmi un sonoro "pat pat" sulla spalla, ed essere orgogliosa del mio bambino. Ma so anche di essere fortunata, perchè non tutte le mamme hanno la grazia di non doversi preoccupare più del necessario per i figli, e spero che questo stato di grazia continui a persistere perchè è l'unica soddisfazione che mi ripaga di ogni sacrificio. E' il solo pensiero che mi da coraggio quando mi sento il cuore sotto i piedi.

giovedì 13 dicembre 2007

Sante Lussie

Premetto che al mio paese si festeggia San Nicola con tutt'altre tradizioni (anzi, San Nicolò, non me ne vogliano i muranesi di passaggio, pardon), perciò non sono molto... ferrata con questa festa. Comunque mio figlio vivrà di tradizioni locali, quindi è giusto che conosca le mie ma goda di quelle del suo paese natìo (anche perchè sennò dovrei accendere un altro mutuo per regalini dei santi più disparati, ma vabbè).
Mia suocera e mio marito mi hanno spiegato bene come funziona. Praticamente la sera del 12 dicembre (ieri sera appunto) i bambini mettono fuori dalla finestra un paio delle loro scarpe, un bicchiere di acqua per santa Lucia e delle carote per l'asinello che la trasporta. Durante la notte santa Lucia (sante Lussie) passa, beve l'acqua, da le carote all'asino e lascia qualcosina nelle scarpe del bambino in questione.
Ora, ieri sera il bambino in questione ha capito fin troppo bene come funziona: all'ora stabilita se ne viene di qua con non solo le scarpe di tutti i giorni, ma anche gli scarponcini della festa, gli stivali per la pioggia, le scarpe vecchie e i palloncini. Palloncini? si, perchè
Mama, se gli metto tutte le scarpe me le riempie tutte di regali no? E se poi vede i palloncini le fa più festa e me li lascia più grandi no?
Arguto il bimbo. Ho avuto il mio bel daffare per spiegargli che santa Lucia non è come Babbo Natale che viaggia con la slitta carica di doni, e che se carica di doni un povero asinello povera bestia ci schiatta sotto tutto quel peso.
Posso dirlo? Che bello che creda a queste cose... Lo sguardo di mio figlio perso nella magia dell'immaginazione ha quel "che" di immensamente grande che mi fa sperare che questo stato di grazia duri a lungo, almeno qualche anno ancora. Avrà tutto il tempo che vuole più avanti per vivere nella realtà fredda dei grandi. Adesso lascio che se la goda, come io mi vivevo l'incanto delle fiabe tanto, tanto tempo fa.
Però anch'io ho avuto il mio Santalucia! Uno scaldino nuovo, grande ed indispensabile accessorio per le mie notti solitarie nel lettone. Oddio, anche quando non sono solitarie, per scaldare i piedi Papigà non è propenso un granchè...

Sante Lussie

Premetto che al mio paese si festeggia San Nicola con tutt'altre tradizioni (anzi, San Nicolò, non me ne vogliano i muranesi di passaggio, pardon), perciò non sono molto... ferrata con questa festa. Comunque mio figlio vivrà di tradizioni locali, quindi è giusto che conosca le mie ma goda di quelle del suo paese natìo (anche perchè sennò dovrei accendere un altro mutuo per regalini dei santi più disparati, ma vabbè).
Mia suocera e mio marito mi hanno spiegato bene come funziona. Praticamente la sera del 12 dicembre (ieri sera appunto) i bambini mettono fuori dalla finestra un paio delle loro scarpe, un bicchiere di acqua per santa Lucia e delle carote per l'asinello che la trasporta. Durante la notte santa Lucia (sante Lussie) passa, beve l'acqua, da le carote all'asino e lascia qualcosina nelle scarpe del bambino in questione.
Ora, ieri sera il bambino in questione ha capito fin troppo bene come funziona: all'ora stabilita se ne viene di qua con non solo le scarpe di tutti i giorni, ma anche gli scarponcini della festa, gli stivali per la pioggia, le scarpe vecchie e i palloncini. Palloncini? si, perchè
Mama, se gli metto tutte le scarpe me le riempie tutte di regali no? E se poi vede i palloncini le fa più festa e me li lascia più grandi no?
Arguto il bimbo. Ho avuto il mio bel daffare per spiegargli che santa Lucia non è come Babbo Natale che viaggia con la slitta carica di doni, e che se carica di doni un povero asinello povera bestia ci schiatta sotto tutto quel peso.
Posso dirlo? Che bello che creda a queste cose... Lo sguardo di mio figlio perso nella magia dell'immaginazione ha quel "che" di immensamente grande che mi fa sperare che questo stato di grazia duri a lungo, almeno qualche anno ancora. Avrà tutto il tempo che vuole più avanti per vivere nella realtà fredda dei grandi. Adesso lascio che se la goda, come io mi vivevo l'incanto delle fiabe tanto, tanto tempo fa.
Però anch'io ho avuto il mio Santalucia! Uno scaldino nuovo, grande ed indispensabile accessorio per le mie notti solitarie nel lettone. Oddio, anche quando non sono solitarie, per scaldare i piedi Papigà non è propenso un granchè...

martedì 11 dicembre 2007

Soprammobili

Un giorno o l'altro devo provare a contarli. Non ne posso più, mi escono dagli occhi a forza di spostarli per spolverarci sotto e attorno e spolverarli loro stessi. Parlo dei soprammobili di mia suocera. Ne avrà non esagero un centinaio sparsi per la casa: tra fotografie, vasetti di rame di ogni foggia, portaocchiali orfani e occhiali orfani di custodia, fiori finti, candele, quadretti e santini, ciotoline e ciotolone, statuette, centrini, bottigliette di profumo, na roba industriale. Già odiavo i soprammobili prima, infatti a casa mia sono contati e rigorosamente esposti solo quelli che hanno un significato particolare, figuriamoci adesso che ogni giorno ne sposto badilate.  Tollero ancora ancora le piante perchè almeno sono vive e danno qualche soddisfazione. Ma il resto... butterei tutto al macero.

Soprammobili

Un giorno o l'altro devo provare a contarli. Non ne posso più, mi escono dagli occhi a forza di spostarli per spolverarci sotto e attorno e spolverarli loro stessi. Parlo dei soprammobili di mia suocera. Ne avrà non esagero un centinaio sparsi per la casa: tra fotografie, vasetti di rame di ogni foggia, portaocchiali orfani e occhiali orfani di custodia, fiori finti, candele, quadretti e santini, ciotoline e ciotolone, statuette, centrini, bottigliette di profumo, na roba industriale. Già odiavo i soprammobili prima, infatti a casa mia sono contati e rigorosamente esposti solo quelli che hanno un significato particolare, figuriamoci adesso che ogni giorno ne sposto badilate.  Tollero ancora ancora le piante perchè almeno sono vive e danno qualche soddisfazione. Ma il resto... butterei tutto al macero.

lunedì 10 dicembre 2007

Regalo di Natale per la felineria di casa

Ho fatto un regalino natalizio anticipato a Gioia ed Heidi: una spazzola doppia per toelettarle. Credo che fossero ostili al pettine perchè troppo rigido. E infatti Heidi si è lasciata toelettare con il nuovo aggeggio all'inizio con diffidenza, poi con spudorato atteggiamento godurioso.  Attendo la gioiuta al varco.

Regalo di Natale per la felineria di casa

Ho fatto un regalino natalizio anticipato a Gioia ed Heidi: una spazzola doppia per toelettarle. Credo che fossero ostili al pettine perchè troppo rigido. E infatti Heidi si è lasciata toelettare con il nuovo aggeggio all'inizio con diffidenza, poi con spudorato atteggiamento godurioso.  Attendo la gioiuta al varco.

domenica 9 dicembre 2007

Fatto!

ba058Stamattina ho finito di scrivere i biglietti di auguri. Cari, giurassici biglietti di auguri cartacei. Anche quest'anno non mi sono trattenuta dal tirare fuori dal mobile del soggiorno la scatola magica, quella che un tempo conteneva un set di posate da dolce e ora contiene biglietti di auguri e buste di ogni sorta. Perchè chi mi legge da un bel po' di tempo sa quanto io sia  attaccata a questa vecchia forma di comunicare: il cartaceo. Che porta via del tempo, che comporta la spesa del francobollo, che ti costringe ad usare un vecchio retaggio della memoria di buona (leggibile almeno) calligrafia. In questo riconosco di essere molto all'antica, ma per quest'anno almeno non me la sento ancora di adeguarmi alla tecnologia che rende tutto più semplice e veloce ma anche estremamente freddo ed impersonale. Per questo, fin dove posso, a chi posso mandarli perchè conosco l'indirizzo reale oltre a quello di posta elettronica, preferisco di gran lunga scrivere due righe con l'inchiostro blu. Niente auguri via sms neanche quest'anno, rare cartoline virtuali. E' tempo che spendo volentieri.  Adesso il passo successivo è trovare il tempo (ricordarselo più che altro) di fare una corsa all'ufficio postale a recuperare i francobolli.