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giovedì 29 maggio 2008

Batt-selapotevarisparmiare

Suocera: Mamigà, e il gattino?
Mamigà: eh, non si è fatto più vedere, credo che mamma gatta lo abbia nascosto. Oppure è morto.
Suocera: ecco vedi? La gatta ha avuto più giudizio di te e lo ha fatto sparire.
Giuro, un'altra sparata come questa e un vaffanculo non glielo toglie nessuno.

Batt-selapotevarisparmiare

Suocera: Mamigà, e il gattino?
Mamigà: eh, non si è fatto più vedere, credo che mamma gatta lo abbia nascosto. Oppure è morto.
Suocera: ecco vedi? La gatta ha avuto più giudizio di te e lo ha fatto sparire.
Giuro, un'altra sparata come questa e un vaffanculo non glielo toglie nessuno.

Iperattività? Ma mica è una novità...

La maestra T. mi ha detto ieri che Gabri è iperattivo. Non è un problemone, ma dovremmo insegnargli come gestire questa sua smania di non stare mai fermo un secondo. Il "come" non lo sa nemmeno lei, fatto sta che ci ha raccomandato di pensarci su ed eventualmente parlarne con l'insegnante di psicomotricità.
Mamigà pensa tra sè e sè... bella scoperta. Mio figlio iperattivo. Ma va? Mica me ne ero mai accorta sa... Infatti le recite dei mantra per cambiargli i pannolini quando ce n'era bisogno non sono ricordi, ma sogni fatti di notte, neh? Trippetto è sempre, e dico sempre, stato così. Forse, cara maestra T., avete un po' sottovalutato Power Ranger Mistyc Force, il quale se ne è stato buonino per qualche mese, finchè ha scoperto di potersi lasciare andare anche all'asilo in tutta la sua esuberante  personalità. A casa mia si chiama "aver preso confidenza con l'ambiente". E che Trippa abbia preso confidenza con l'asilo è un fatto che non lascia adito a dubbi. Almeno a giudicare dallo stato in cui mi torna a casa alle quattro (sembra appena uscito da una tromba d'aria).
Papigà oggi parla con l'insegnante di psicomotricità, la quale conosce (dice) bene il tipo e secondo lei non c'è niente di più normale di un quattrenne che detesta starsene fermo fermino. Sempre secondo questa insegnante PRMF non è altro che un bambino che esprime tutta la sua intelligenza e la sua vitalità nel movimento libero e pieno del suo corpo, in parte probabilmente anche con una certa forma velata di richiesta di giocare fisicamente con noi (io e  il papi). Papigà ha fatto presente a suddetta maestra che Mamigà non è esattamente il tipo di persona (fisicamente) che riesce a reggere il peso di Gabri quando le si butta addosso... Per chi non lo avesse mai visto, Gabriele è alto un metro e dodici per ventun chili di peso e ventinove di piede, tutto muscoli e niente ciccia. E vi assicuro che quando cerca di giocare fisicamente con me, il più delle volte finisco stesa, non senza un discreto repertorio di lividi e bozzi.
Alternative? Pregare che il tempo regga e giocare a pallone, ponendo delle regole per far si che si giochi in due o tre ma nei limiti di un civile "non farsi male più del necessario". E attendere con ansia giugno per rigonfiare la piscinotta, calarcisi dentro tutti e tre e via, perchè si sa, almeno l'acqua attutisce i colpi...

Iperattività? Ma mica è una novità...

La maestra T. mi ha detto ieri che Gabri è iperattivo. Non è un problemone, ma dovremmo insegnargli come gestire questa sua smania di non stare mai fermo un secondo. Il "come" non lo sa nemmeno lei, fatto sta che ci ha raccomandato di pensarci su ed eventualmente parlarne con l'insegnante di psicomotricità.
Mamigà pensa tra sè e sè... bella scoperta. Mio figlio iperattivo. Ma va? Mica me ne ero mai accorta sa... Infatti le recite dei mantra per cambiargli i pannolini quando ce n'era bisogno non sono ricordi, ma sogni fatti di notte, neh? Trippetto è sempre, e dico sempre, stato così. Forse, cara maestra T., avete un po' sottovalutato Power Ranger Mistyc Force, il quale se ne è stato buonino per qualche mese, finchè ha scoperto di potersi lasciare andare anche all'asilo in tutta la sua esuberante  personalità. A casa mia si chiama "aver preso confidenza con l'ambiente". E che Trippa abbia preso confidenza con l'asilo è un fatto che non lascia adito a dubbi. Almeno a giudicare dallo stato in cui mi torna a casa alle quattro (sembra appena uscito da una tromba d'aria).
Papigà oggi parla con l'insegnante di psicomotricità, la quale conosce (dice) bene il tipo e secondo lei non c'è niente di più normale di un quattrenne che detesta starsene fermo fermino. Sempre secondo questa insegnante PRMF non è altro che un bambino che esprime tutta la sua intelligenza e la sua vitalità nel movimento libero e pieno del suo corpo, in parte probabilmente anche con una certa forma velata di richiesta di giocare fisicamente con noi (io e  il papi). Papigà ha fatto presente a suddetta maestra che Mamigà non è esattamente il tipo di persona (fisicamente) che riesce a reggere il peso di Gabri quando le si butta addosso... Per chi non lo avesse mai visto, Gabriele è alto un metro e dodici per ventun chili di peso e ventinove di piede, tutto muscoli e niente ciccia. E vi assicuro che quando cerca di giocare fisicamente con me, il più delle volte finisco stesa, non senza un discreto repertorio di lividi e bozzi.
Alternative? Pregare che il tempo regga e giocare a pallone, ponendo delle regole per far si che si giochi in due o tre ma nei limiti di un civile "non farsi male più del necessario". E attendere con ansia giugno per rigonfiare la piscinotta, calarcisi dentro tutti e tre e via, perchè si sa, almeno l'acqua attutisce i colpi...

Devo ricaricare il cellulare

Ho quasi completamente esaurito il traffico disponibile sul cellulare, ho meno di due euro a disposizione. Embè, direte voi?
Deh, ieri mattina ho dovuto parcheggiare in centro a Codroipo per recarmi in banca a prelevare dei soldi. Parcheggiare in centro equivale a spendere 50 centesimi per un'ora di sosta, quindi mi sono detta, tanto vale approfittarne. Così mi sono messa in testa di usare quei 50 centesimi anche per recarmi in farmacia e sfruttare il bancomato per ricaricare il cellulare. Prova che ti riprova, la tastierina del bancomat deve essere stata stanca di lavorare perchè pigiando i tasti rispondevano solo dopo essersi bevuti un paio di caffè, e caffè dopo caffè passava il tempo massimo di attesa per proseguire con l'operazione e il bancomat mi veniva risputato fuori. Una, due, tre volte, finchè mi sono stufata e ho piantato lì lo sportello pensando che comunque avrei potuto sopravvivere con due neuri anche fino a fine settimana, sarebbe bastato limitare al minimo l'uso del cellulare. Tanto non lo uso quasi mai, se squilla si e no che me ne accorgo di striscio, quindi...
Avrei deciso di recarmi oggi pomeriggio in edicola per effettuare la ricarica: bel tempo, senza bimbo appresso, posso approfittare di inforcare la bici cogliendo l'occasione per fare anche quel giro che avrei dovuto fare ieri al bidone della latta. Così mi sono detta "Mamigà, vedi un po' se è il caso di cambiare piano tariffario và, visto che hai un po' di tempo per stare al pc" (io ho lo stesso piano da nove anni eh, mica poco... ).
Io non so se è per via dell'età che incalza o è il sito della Vodafone che ci mette del suo per complicare la vita della gente comune, fatto sta che mezz'ora fa ci ho fatto un giretto armata di buona volontà. Senza capirci un bigolo. Perchè se vai nella home page dei piani tariffari sembra che ti regalino tutto, vai a vedere i dettagli dei piani e scopri che non ti regalano un bel niente e che dietro a uno slogan "GRATIS!" c'è un tale labirinto di condizioni e clausole che fa perdere la voglia di andarci a fondo anche a un pignolo. Di preparare e pubblicare una bella e semplice tabella comparativa dei vari piani tariffari con rispettivi costi e vantaggi evidentemente non ci ha pensato nessuno (o se qualcuno l'ha fatto, probabilmente ha anche valutato l'ipotesi che fosse più conveniente per l'azienda lasciare che uno provi un piano a caso dopo essersi stancato di cliccare qua e là).
Detto tra me e me (ma non solo), inizio a credere che i miei neuroni non abbiano più l'elasticità che avevano quindici anni fa. Ha ragione Papigà, dovrei fare i sudoku per allenare la mente. Saltellare tra i numeri mi riesce sempre più difficile.
Intanto mi sa che anche stavolta farò la mia ricarica nuda e cruda. E chiederò a mia nipote, che ha dodici anni, di spiegarmi un po' lei a parole semplici come muovermi. A questo punto...
Mamma che vergogna di me...

Devo ricaricare il cellulare

Ho quasi completamente esaurito il traffico disponibile sul cellulare, ho meno di due euro a disposizione. Embè, direte voi?
Deh, ieri mattina ho dovuto parcheggiare in centro a Codroipo per recarmi in banca a prelevare dei soldi. Parcheggiare in centro equivale a spendere 50 centesimi per un'ora di sosta, quindi mi sono detta, tanto vale approfittarne. Così mi sono messa in testa di usare quei 50 centesimi anche per recarmi in farmacia e sfruttare il bancomato per ricaricare il cellulare. Prova che ti riprova, la tastierina del bancomat deve essere stata stanca di lavorare perchè pigiando i tasti rispondevano solo dopo essersi bevuti un paio di caffè, e caffè dopo caffè passava il tempo massimo di attesa per proseguire con l'operazione e il bancomat mi veniva risputato fuori. Una, due, tre volte, finchè mi sono stufata e ho piantato lì lo sportello pensando che comunque avrei potuto sopravvivere con due neuri anche fino a fine settimana, sarebbe bastato limitare al minimo l'uso del cellulare. Tanto non lo uso quasi mai, se squilla si e no che me ne accorgo di striscio, quindi...
Avrei deciso di recarmi oggi pomeriggio in edicola per effettuare la ricarica: bel tempo, senza bimbo appresso, posso approfittare di inforcare la bici cogliendo l'occasione per fare anche quel giro che avrei dovuto fare ieri al bidone della latta. Così mi sono detta "Mamigà, vedi un po' se è il caso di cambiare piano tariffario và, visto che hai un po' di tempo per stare al pc" (io ho lo stesso piano da nove anni eh, mica poco... ).
Io non so se è per via dell'età che incalza o è il sito della Vodafone che ci mette del suo per complicare la vita della gente comune, fatto sta che mezz'ora fa ci ho fatto un giretto armata di buona volontà. Senza capirci un bigolo. Perchè se vai nella home page dei piani tariffari sembra che ti regalino tutto, vai a vedere i dettagli dei piani e scopri che non ti regalano un bel niente e che dietro a uno slogan "GRATIS!" c'è un tale labirinto di condizioni e clausole che fa perdere la voglia di andarci a fondo anche a un pignolo. Di preparare e pubblicare una bella e semplice tabella comparativa dei vari piani tariffari con rispettivi costi e vantaggi evidentemente non ci ha pensato nessuno (o se qualcuno l'ha fatto, probabilmente ha anche valutato l'ipotesi che fosse più conveniente per l'azienda lasciare che uno provi un piano a caso dopo essersi stancato di cliccare qua e là).
Detto tra me e me (ma non solo), inizio a credere che i miei neuroni non abbiano più l'elasticità che avevano quindici anni fa. Ha ragione Papigà, dovrei fare i sudoku per allenare la mente. Saltellare tra i numeri mi riesce sempre più difficile.
Intanto mi sa che anche stavolta farò la mia ricarica nuda e cruda. E chiederò a mia nipote, che ha dodici anni, di spiegarmi un po' lei a parole semplici come muovermi. A questo punto...
Mamma che vergogna di me...

mercoledì 28 maggio 2008

Capita che...

...che l'afa distrugga tutta una serie di programmi.
Oggi pomeriggio, dopo ver lavato i piatti, mi sentivo nel pieno delle forze, così ci ho dato dentro. sapete come viaggiano i pensieri di talune donne quando fanno i mestieri di casa... stai per finirne uno e ti viene in mente che finito quello ce ne sarebbe un altro, e così via. Presa dall'entusiasmo ho iniziato a trottare, finchè alle tre mi sono detta che era il caso di prendermi la mia ora di CSD prima del ritorno di Gabri.
Eh.
Mi sono alzata alle quattro dal divano e per poco non svengo. Ok, mi dico, un calo  di energie. Faccio circolare il sangue un po' cuocendo le melanzane e depilandomi le gambe e mi passerà...
Eh.
Avevo in mente di passare il pomeriggio a trapiantare i pomodori (quest'estate mi do alla sperimentazione dei pomodori in vaso), finito quello contavo di inforcare la bici e andare a svuotare il sacco delle lattine vuote nell'apposito contenitore a trecento metri da casa, e di quella strada passare al super a prendere gli yogurt. Infine ci sarebbero stati i contenitori della carta da portare in fondo al vialetto, domani è giovedì e passa il camion della differenziata.
Non ho fatto niente di tutto questo. Devo avere avuto un crollo di pressione, me ne sono rimasta tutto il resto del pomeriggio semisdraiata sul divano. Forse ha fatto caldo troppo in fretta.  Devo decisamente rivedere i conti con il mio corpo in vista della stagione calda. E montare quelle benedette tende da sole davanti alla portafinestra che da sul giardino, altrimenti sarà dura i prossimi giorni.
Appena la stagione si stabilisce va su il gazebo (Baule, vuoi favorire? C'è del lavoro da fare e un albero da spostare), e appena sfioriscono i gelsomini monteremo anche le reti verdi lungo il confine a nord. Non vedo l'ora di piazzarmi in giardino in pianta stabile...

Capita che...

...che l'afa distrugga tutta una serie di programmi.
Oggi pomeriggio, dopo ver lavato i piatti, mi sentivo nel pieno delle forze, così ci ho dato dentro. sapete come viaggiano i pensieri di talune donne quando fanno i mestieri di casa... stai per finirne uno e ti viene in mente che finito quello ce ne sarebbe un altro, e così via. Presa dall'entusiasmo ho iniziato a trottare, finchè alle tre mi sono detta che era il caso di prendermi la mia ora di CSD prima del ritorno di Gabri.
Eh.
Mi sono alzata alle quattro dal divano e per poco non svengo. Ok, mi dico, un calo  di energie. Faccio circolare il sangue un po' cuocendo le melanzane e depilandomi le gambe e mi passerà...
Eh.
Avevo in mente di passare il pomeriggio a trapiantare i pomodori (quest'estate mi do alla sperimentazione dei pomodori in vaso), finito quello contavo di inforcare la bici e andare a svuotare il sacco delle lattine vuote nell'apposito contenitore a trecento metri da casa, e di quella strada passare al super a prendere gli yogurt. Infine ci sarebbero stati i contenitori della carta da portare in fondo al vialetto, domani è giovedì e passa il camion della differenziata.
Non ho fatto niente di tutto questo. Devo avere avuto un crollo di pressione, me ne sono rimasta tutto il resto del pomeriggio semisdraiata sul divano. Forse ha fatto caldo troppo in fretta.  Devo decisamente rivedere i conti con il mio corpo in vista della stagione calda. E montare quelle benedette tende da sole davanti alla portafinestra che da sul giardino, altrimenti sarà dura i prossimi giorni.
Appena la stagione si stabilisce va su il gazebo (Baule, vuoi favorire? C'è del lavoro da fare e un albero da spostare), e appena sfioriscono i gelsomini monteremo anche le reti verdi lungo il confine a nord. Non vedo l'ora di piazzarmi in giardino in pianta stabile...

Che figuraccia che stavo per fare...

Meno male che durante tutto questo inverno Gabriele non ha avuto mai bisogno di essere cambiato di mutande all'asilo. Perchè?
Stamattina nel portarlo all'asilo ho pensato "toh, è il caso che dia un'occhiata al cambio di vestiti che ha nell'armadietto, sarà bene che sostituisca la maglia a maniche lunghe che gli ho lasciato lì con una a maniche corte... Non si sa mai, se gioca con l'acqua come è già capitato almeno ne ha una adatta per questo periodo con cui cambiarsi".
Apro l'armadietto, prendo la borsa col cambio, la apro e controllo... Ops, c'è qualcosa che non dovrebbe esserci nella borsa.
Insomma, per tutto l'inverno al posto di un paio di slippini suoi  di ricambio gli ho lasciato un paio di mutande mie... Con tutta probabilità le ho prese su al volo dal mucchio dei panni asciutti senza accorgermi che non erano proprio una taglia quattro anni ma una quinta da donna... con tanto di pizzo...

Che figuraccia che stavo per fare...

Meno male che durante tutto questo inverno Gabriele non ha avuto mai bisogno di essere cambiato di mutande all'asilo. Perchè?
Stamattina nel portarlo all'asilo ho pensato "toh, è il caso che dia un'occhiata al cambio di vestiti che ha nell'armadietto, sarà bene che sostituisca la maglia a maniche lunghe che gli ho lasciato lì con una a maniche corte... Non si sa mai, se gioca con l'acqua come è già capitato almeno ne ha una adatta per questo periodo con cui cambiarsi".
Apro l'armadietto, prendo la borsa col cambio, la apro e controllo... Ops, c'è qualcosa che non dovrebbe esserci nella borsa.
Insomma, per tutto l'inverno al posto di un paio di slippini suoi  di ricambio gli ho lasciato un paio di mutande mie... Con tutta probabilità le ho prese su al volo dal mucchio dei panni asciutti senza accorgermi che non erano proprio una taglia quattro anni ma una quinta da donna... con tanto di pizzo...

martedì 27 maggio 2008

Uno di questi giorni devo farmi fotografare mentre faccio la spazzolata quotidiana ad Heidi. Voglio mostrarvi quanto ODIO c'è nel modo in cui mi guarda mentre la toeletto... c'è da spaventarsi, giuro. Durante il trattamento la Gioiuta mi volta le spalle e si sdraia rassegnata, Heidi mi dilania le mani dopo avermi letteralmente fulminato con quello sguardo carico di tutto l'odio possibile, mugugnando una serie di insulti che neanche uno scaricatore di porto conosce tanto sono osceni.
Inutilmente tra l'altro. Gatta mutante = pelo invadente, e dovessi mettermi i guanti in maglia di ferro, da lì non si scappa.
Però! Devo ammetterlo! Doverla trattare con modi decisamente poco garbati perdonata dalla mia coscienza (in fondo lo faccio per il suo bene, mi dico) mi da una certa sadica soddisfazione. Il mio inconscio si sta letteralmente vendicando
Uno di questi giorni devo farmi fotografare mentre faccio la spazzolata quotidiana ad Heidi. Voglio mostrarvi quanto ODIO c'è nel modo in cui mi guarda mentre la toeletto... c'è da spaventarsi, giuro. Durante il trattamento la Gioiuta mi volta le spalle e si sdraia rassegnata, Heidi mi dilania le mani dopo avermi letteralmente fulminato con quello sguardo carico di tutto l'odio possibile, mugugnando una serie di insulti che neanche uno scaricatore di porto conosce tanto sono osceni.
Inutilmente tra l'altro. Gatta mutante = pelo invadente, e dovessi mettermi i guanti in maglia di ferro, da lì non si scappa.
Però! Devo ammetterlo! Doverla trattare con modi decisamente poco garbati perdonata dalla mia coscienza (in fondo lo faccio per il suo bene, mi dico) mi da una certa sadica soddisfazione. Il mio inconscio si sta letteralmente vendicando
Un po' mi spiace far loro questa specie di torto, ma proprio non me la sento. Mio suocero domenica compirà 70 anni, e mia cognata ha pensato bene di organizzare un pranzo fuori con tutta la famiglia per festeggiare. Papigà però è di turno il pomeriggio, il che significa via di casa da mezzogiorno alle otto di sera. Mia suocera mi ha chiesto di andarci lo stesso con il piccolo, ma ho rifiutato. Mia cognata oggi mi ha chiamato per dirmi la stessa cosa, e io ho ri-rifiutato. Che senso ha andare al compleanno del papà di mio marito senza mio marito? Mi sentirei in un disagio da morire.... Oltretutto già Trippa è difficile da gestire in due al ristorante, figuriamoci se ci vado da sola...
Un po' mi spiace far loro questa specie di torto, ma proprio non me la sento. Mio suocero domenica compirà 70 anni, e mia cognata ha pensato bene di organizzare un pranzo fuori con tutta la famiglia per festeggiare. Papigà però è di turno il pomeriggio, il che significa via di casa da mezzogiorno alle otto di sera. Mia suocera mi ha chiesto di andarci lo stesso con il piccolo, ma ho rifiutato. Mia cognata oggi mi ha chiamato per dirmi la stessa cosa, e io ho ri-rifiutato. Che senso ha andare al compleanno del papà di mio marito senza mio marito? Mi sentirei in un disagio da morire.... Oltretutto già Trippa è difficile da gestire in due al ristorante, figuriamoci se ci vado da sola...

domenica 25 maggio 2008

Buona domenica!

Oggi è domenica, mio marito è a casa e abbiamo la giornata tutta per noi. In questo momento sta tagliando l'erba in giardino con Gabri., io mi ci sono dilettata nell'ultima ora concimando le piante e dando giù di insetticida come fosse acqua (ne ho due scatole piene... dovrei farmi rimborsare tutti i soldi che spendo in insetticida da quegli sconsiderati dei proprietari dei terreni vicini, se solo si decidessero a tenere puliti quei quattro metri quadrati a testa che hanno risparmierei un sacco di neuri).
Ieri mi sono data della stupida da sola, ho sprecato del tempo a rimuginare sul cazziatone che ho preso da mia suocera quando le ho raccontato del micetto neonato che ho davanti casa. Lei non tollera i gatti, e io come una scema mi sono lasciata prendere di nervosismo davanti al suo completo disappunto per la cosa (neanche l'avesse partorito davanti a casa sua la gatta) quando so bene come la pensa. Stamattina mi sono ripromessa di non pensarci più, anzi, di fare ancora un salto in avanti: giurare a me stessa di non lasciarmi mai andare come fa lei. Perchè il suo problema è che lei non si appassiona a niente che non sia la pulizia di casa e la completa sudditanza al marito, che pover'uomo è anche buono come il pane, ma estremamente egoista senza rendersene conto. I gatti? Tse, sono vita che scorre, e in casa sua c'è posto solo per i paramenti funebri di una morte che verrà. Il massimo di vita che accetta è quella dei suoi fiori, ma ogni volta che ne parla li denigra come se fossero erbaccia. Fiori da tomba, appunto. Giorni fa mi ha perfino chiesto se posso portar via un po' di giocattoli di mio figlio che sono da lei (neanche ne avesse un armadio pieno... è una scatola su ruote) perchè le danno fastidio. A parte che non avrei nemmeno posto dove metterli, ma non si è ancora resa conto che purtroppo se Gabri accetta di passare del tempo da lei è solo perchè lì ha dei giochi. Triste ma è la realtà.
Non pensiate che odi mia suocera, comunque. E' che vederla tutti i giorni mi fa sembrare i suoi difetti più grandi e insopportabili di quando lo erano quando ci si vedeva si e no una volta a settimana. E vabbè, archiviato.




Passiamo al dilettevole. Memore dei miei buoni propositi di volermi un po' più di bene, ho iniziato giorni fa a buttar giù su cartaceo il mio progetto, quello che mi è passato per la testa giorni fa. Potete vederne una parte QUI. E' un sito internet tutto mio, uno spazio per esporre la mia creatività a 360 gradi. Per ora mi sono appoggiata a Web Builder, intanto sto studiando un po' HTML per creare qualcosa di davvero mio. Ho voluto fare così per imbastire, intanto, uno schema di quello che voglio creare, farmi un'idea di come sarà a livello di progettazione. Il template non mi piace moltissimo, ma credetemi, su cartaceo sto lavorando molto e mi sto accorgendo che il tempo che ci vuole a fare le cose davvero bene è molto. E' come quando iniziai un corso per sarta, anni annorum fa: feci la mia prima gonna su un modello base che non mi piaceva un granchè, ma intanto imparai come si faceva. Poi in base a quello che ho imparato ho perfezionato la tecnica e ho imparato a farmi le gonne a mio gusto e piacimento. Ah, per ora è pronta solo la home page, il resto è in costruzione.




Sul fronte "Trippa" niente di nuovo, se non che con l'arrivo di questa primavera mamma passa in secondo piano: finito l'asilo si va a giocare con il bambino della mia vicina, neanche "ciao mamma", scende dall'auto e sparisce. Tanto di bene, dico io, si fa grandicello e sempre più autonomo, ma un po' mi spiazza non essere più il centro del suo piccolo mondo. Meglio così va là, segno che è un bambino sano e sereno. Ho chiesto alla maestra come mai non fossimo stati convocati per i colloqui individuali di maggio, mi ha risposto che quest'anno hanno convocato solo i genitori di bambini che hanno problemi perchè non hanno tempo a sufficienza per parlare con tutti. Mi ha rassicurato che noi non abbiamo bisogno di nessun colloquio, Trippetto sta bene all'asilo, si comporta bene, gioca serenamente, partecipa alle attività ed è perfettamente inserito, tutto coerentemente con la sua età (rispetto al fatto che comunque è il più piccolo della classe). Bene, no? Posso tirare un bel sospiro di sollievo e auto-pat-pattarmi sulla schiena. Peccato solo che tra un mese l'asilo finisce, speriamo che il parco giochi sia pronto per l'estate, almeno c'è un'alternativa al gioco in giardino tutto solo (o con al massimo il suddetto bambino).




E ora basta, se mi viene in mente qualcos'altro lo scriverò domani. Ora scendo, cerco di farmi venire in mente qualcosa per un pranzo domenicale che non sia di troppe pretese (anche perchè non ho voglia di litigare con mio figlio, sinceramente, perchè nel piatto non c'è la pasta al sugo) e dirò un rosario perchè il tempo tenga.



Buona domenica!

Oggi è domenica, mio marito è a casa e abbiamo la giornata tutta per noi. In questo momento sta tagliando l'erba in giardino con Gabri., io mi ci sono dilettata nell'ultima ora concimando le piante e dando giù di insetticida come fosse acqua (ne ho due scatole piene... dovrei farmi rimborsare tutti i soldi che spendo in insetticida da quegli sconsiderati dei proprietari dei terreni vicini, se solo si decidessero a tenere puliti quei quattro metri quadrati a testa che hanno risparmierei un sacco di neuri).
Ieri mi sono data della stupida da sola, ho sprecato del tempo a rimuginare sul cazziatone che ho preso da mia suocera quando le ho raccontato del micetto neonato che ho davanti casa. Lei non tollera i gatti, e io come una scema mi sono lasciata prendere di nervosismo davanti al suo completo disappunto per la cosa (neanche l'avesse partorito davanti a casa sua la gatta) quando so bene come la pensa. Stamattina mi sono ripromessa di non pensarci più, anzi, di fare ancora un salto in avanti: giurare a me stessa di non lasciarmi mai andare come fa lei. Perchè il suo problema è che lei non si appassiona a niente che non sia la pulizia di casa e la completa sudditanza al marito, che pover'uomo è anche buono come il pane, ma estremamente egoista senza rendersene conto. I gatti? Tse, sono vita che scorre, e in casa sua c'è posto solo per i paramenti funebri di una morte che verrà. Il massimo di vita che accetta è quella dei suoi fiori, ma ogni volta che ne parla li denigra come se fossero erbaccia. Fiori da tomba, appunto. Giorni fa mi ha perfino chiesto se posso portar via un po' di giocattoli di mio figlio che sono da lei (neanche ne avesse un armadio pieno... è una scatola su ruote) perchè le danno fastidio. A parte che non avrei nemmeno posto dove metterli, ma non si è ancora resa conto che purtroppo se Gabri accetta di passare del tempo da lei è solo perchè lì ha dei giochi. Triste ma è la realtà.
Non pensiate che odi mia suocera, comunque. E' che vederla tutti i giorni mi fa sembrare i suoi difetti più grandi e insopportabili di quando lo erano quando ci si vedeva si e no una volta a settimana. E vabbè, archiviato.




Passiamo al dilettevole. Memore dei miei buoni propositi di volermi un po' più di bene, ho iniziato giorni fa a buttar giù su cartaceo il mio progetto, quello che mi è passato per la testa giorni fa. Potete vederne una parte QUI. E' un sito internet tutto mio, uno spazio per esporre la mia creatività a 360 gradi. Per ora mi sono appoggiata a Web Builder, intanto sto studiando un po' HTML per creare qualcosa di davvero mio. Ho voluto fare così per imbastire, intanto, uno schema di quello che voglio creare, farmi un'idea di come sarà a livello di progettazione. Il template non mi piace moltissimo, ma credetemi, su cartaceo sto lavorando molto e mi sto accorgendo che il tempo che ci vuole a fare le cose davvero bene è molto. E' come quando iniziai un corso per sarta, anni annorum fa: feci la mia prima gonna su un modello base che non mi piaceva un granchè, ma intanto imparai come si faceva. Poi in base a quello che ho imparato ho perfezionato la tecnica e ho imparato a farmi le gonne a mio gusto e piacimento. Ah, per ora è pronta solo la home page, il resto è in costruzione.




Sul fronte "Trippa" niente di nuovo, se non che con l'arrivo di questa primavera mamma passa in secondo piano: finito l'asilo si va a giocare con il bambino della mia vicina, neanche "ciao mamma", scende dall'auto e sparisce. Tanto di bene, dico io, si fa grandicello e sempre più autonomo, ma un po' mi spiazza non essere più il centro del suo piccolo mondo. Meglio così va là, segno che è un bambino sano e sereno. Ho chiesto alla maestra come mai non fossimo stati convocati per i colloqui individuali di maggio, mi ha risposto che quest'anno hanno convocato solo i genitori di bambini che hanno problemi perchè non hanno tempo a sufficienza per parlare con tutti. Mi ha rassicurato che noi non abbiamo bisogno di nessun colloquio, Trippetto sta bene all'asilo, si comporta bene, gioca serenamente, partecipa alle attività ed è perfettamente inserito, tutto coerentemente con la sua età (rispetto al fatto che comunque è il più piccolo della classe). Bene, no? Posso tirare un bel sospiro di sollievo e auto-pat-pattarmi sulla schiena. Peccato solo che tra un mese l'asilo finisce, speriamo che il parco giochi sia pronto per l'estate, almeno c'è un'alternativa al gioco in giardino tutto solo (o con al massimo il suddetto bambino).




E ora basta, se mi viene in mente qualcos'altro lo scriverò domani. Ora scendo, cerco di farmi venire in mente qualcosa per un pranzo domenicale che non sia di troppe pretese (anche perchè non ho voglia di litigare con mio figlio, sinceramente, perchè nel piatto non c'è la pasta al sugo) e dirò un rosario perchè il tempo tenga.



sabato 24 maggio 2008

Regali

Un ragalo dalla natura...
Stamattina la gatta a mezza coda stava comodamente allattando il suo piccolo dove l'ho fotografata l'altro giorno. E con mia grande sorpresa, finito di allattare (mi sono messa ad osservarla per un paio di minuti), ha preso il piccolo per la collottola e... mi si è avvicinata per farmelo vedere! L'ha appoggiato a terra, ha lanciato due miagolii guardandomi fissa, poi con otevole sforzo (è piccina di corporatura pure lei) se l'è ripreso e si sono allontanati all'ombra del muretto.
Sarò sciocca ma mi sento come se mi avessero appuntato una medaglia al petto...

Regali

Un ragalo dalla natura...
Stamattina la gatta a mezza coda stava comodamente allattando il suo piccolo dove l'ho fotografata l'altro giorno. E con mia grande sorpresa, finito di allattare (mi sono messa ad osservarla per un paio di minuti), ha preso il piccolo per la collottola e... mi si è avvicinata per farmelo vedere! L'ha appoggiato a terra, ha lanciato due miagolii guardandomi fissa, poi con otevole sforzo (è piccina di corporatura pure lei) se l'è ripreso e si sono allontanati all'ombra del muretto.
Sarò sciocca ma mi sento come se mi avessero appuntato una medaglia al petto...

Heidi...

Da quando le ho messo il wc privato in lavanderia sono misteriosamente (ma neanche tanto) sparite le pisciate notturne sul mobile della cucina, in compenso ogni mattina posso constatare che durante la notte il suddetto wc viene debitamente usato.
Probabilmente la signorina voleva solo una toilette privata con illuminazione notturna

Heidi...

Da quando le ho messo il wc privato in lavanderia sono misteriosamente (ma neanche tanto) sparite le pisciate notturne sul mobile della cucina, in compenso ogni mattina posso constatare che durante la notte il suddetto wc viene debitamente usato.
Probabilmente la signorina voleva solo una toilette privata con illuminazione notturna

giovedì 22 maggio 2008

Tra Mamigà e la maestra

-Mamigà: ehm... maestra F., non so se lo sa già, ma ho scoperto che Gabriele ha riempito di sassi una parte del suo armadiettto.
Maestra F.- E?
-E non vuole sbarazzarsene perchè dice che sono pietre preziose che ha raccolto in giardino.
-Uhm... e?
-E niente, ho pensato che magari voi pretendeste l'armadietto pulito, e mi chiedevo se non spettasse a me provvedere a rimuovere gli intrusi...
-Signora, ha guardato gli armadietti degli altri?
-Beh, maestra, non è mia abitudine
-Se apre uno qualsiasi degli altri armadietti ci troverà dentro erbe, fiori rinsecchiti, pezzi di legno... se potessero rinchiuderci anche un animale ce lo rinchiuderebbero.
-Ah.
-E allora signora non si preoccupi, a fine anno faremo un bel repulisti.  Se per i bambini è importante nascondere i loro tesori, non vediamo la necessità di metterci davanti inutili regole ospedaliere.
-Ah beh, se la mette così per me non ci sono problemi.
Fiuuuuuuuu!!!

Tra Mamigà e la maestra

-Mamigà: ehm... maestra F., non so se lo sa già, ma ho scoperto che Gabriele ha riempito di sassi una parte del suo armadiettto.
Maestra F.- E?
-E non vuole sbarazzarsene perchè dice che sono pietre preziose che ha raccolto in giardino.
-Uhm... e?
-E niente, ho pensato che magari voi pretendeste l'armadietto pulito, e mi chiedevo se non spettasse a me provvedere a rimuovere gli intrusi...
-Signora, ha guardato gli armadietti degli altri?
-Beh, maestra, non è mia abitudine
-Se apre uno qualsiasi degli altri armadietti ci troverà dentro erbe, fiori rinsecchiti, pezzi di legno... se potessero rinchiuderci anche un animale ce lo rinchiuderebbero.
-Ah.
-E allora signora non si preoccupi, a fine anno faremo un bel repulisti.  Se per i bambini è importante nascondere i loro tesori, non vediamo la necessità di metterci davanti inutili regole ospedaliere.
-Ah beh, se la mette così per me non ci sono problemi.
Fiuuuuuuuu!!!

I superstiti

Immagine 001Da ieri queste sono ufficialmente le uniche superstiti del mio primissssssimo servizio di tazzine da caffè. Lo acquistai poco prima di sposarmi, e allora comprendeva oltre a queste due tazzine, altre due di identiche, e un paio di celesti di cui sono rimasti solo i piattini (che io riciclo per appoggiarci gli zampironi in estate). Ieri l'ultima tazzina celeste ha provato l'ebbrezza di fare bunjee jumping senza elastico dallo scolapiatti al lavello.
Evviva, partite anche queste provvederò a mettere in lista di distruzione le ultime quattro di sei tazzine multicolor di un altro piccolo servizio mezzo sbeccato.
Chissà che prima o poi non riesca a fare spazio nell'armadietto delle stoviglie (ma perchè quando ti sposi mezzo mondo si coalizza per  regalarti servizi da caffè? Boh...).

I superstiti

Immagine 001Da ieri queste sono ufficialmente le uniche superstiti del mio primissssssimo servizio di tazzine da caffè. Lo acquistai poco prima di sposarmi, e allora comprendeva oltre a queste due tazzine, altre due di identiche, e un paio di celesti di cui sono rimasti solo i piattini (che io riciclo per appoggiarci gli zampironi in estate). Ieri l'ultima tazzina celeste ha provato l'ebbrezza di fare bunjee jumping senza elastico dallo scolapiatti al lavello.
Evviva, partite anche queste provvederò a mettere in lista di distruzione le ultime quattro di sei tazzine multicolor di un altro piccolo servizio mezzo sbeccato.
Chissà che prima o poi non riesca a fare spazio nell'armadietto delle stoviglie (ma perchè quando ti sposi mezzo mondo si coalizza per  regalarti servizi da caffè? Boh...).

Un buon inizio

Molta gente pensa che siano cavolate. Per me non lo sono, anzi, cose come questa sono capaci di rovesciarmi la mattinata dal grigio al colorato.
Non ricordo se l'ho mai scritto, ma tra i gatti che girano attorno al mio giardino ce ne sono due in particolare che il vialetto ha adottato: il bianchino, unico superstite di tre fratellini arrivati un anno fa da cuccioli, e la gatta "a mezzacoda", come la chiamiamo qui, perchè ha proprio la coda rotta a metà. Questa gatta di regola ogni sei mesi va in calore, rimane incinta, partorisce e riappare dopo qualche ora come niente fosse. I cuccioli non si sono mai visti, forse sono sempre nati morti o lei li abbandonava. E così è successo quindici giorni fa: ha partorito per l'ennesima volta, è riapparsa dopo qualche ora e via come al solito.
Solo che stamattina ho avuto la sorpresa di vederla allattare davanti a casa mia, a qualche metro di distanza oltre la rete: evidentemente ha tenuto il cucciolo nascosto per queste due settimane. E la scena che mi si è presentata davnati agli occhi è stata questa.
Immagine 003IL bianchino le fa da guardia, e infatti dopo un minuto è arrivato un gattone grigio che è stato ben bene rimandato al mittente senza troppi complimenti dal... fratellino di pelo.
Ecco, queste sono cose che mi riempiono di entusiasmo come i bambini: alla faccia di chi mi ha rinfacciato il fatto che i gatti sono solo gatti, e che se fosse per me ne adotterei cinquanta (e chi mi conosce bene sa che in realtà la mia opinione in merito è ben diversa e precisa), io resto sempre più affascinata da questo mondo "a parte " che è quello dei felini, piccoli ma anche grandi. Ho letto da qualche parte che i randagi molto raramente diventano domestici, se non proprio mai, e se si avvicinano all'uomo è solo se ci sono determinate condizioni che gli permettono di farlo, prima tra tutte la certezza matematica che non gli verrà fatto del male. Il gatto ha il suo mondo, osservarlo mi ha sempre affascinato moltissimo, e sono convinta che chi afferma che appunto "sono solo gatti" non ha idea di quel che si perde.
Comunque il piccolo è bellissimo, mentre si muoveva per cambiare posizione sono riuscita a intravedere il petto bianco sotto alla schiena nera, e sono sicura che se tanto mi dà tanto... tra non molto la mamma gli farà scavalcare la rete per portarlo con sè durante le sue visite nel mio giardino.
A me non dà fastidio. Proprio no. Ci sono cose e persone che sanno rendersi più odiose dei gatti che semplicemente attraversano la mia strada.

Un buon inizio

Molta gente pensa che siano cavolate. Per me non lo sono, anzi, cose come questa sono capaci di rovesciarmi la mattinata dal grigio al colorato.
Non ricordo se l'ho mai scritto, ma tra i gatti che girano attorno al mio giardino ce ne sono due in particolare che il vialetto ha adottato: il bianchino, unico superstite di tre fratellini arrivati un anno fa da cuccioli, e la gatta "a mezzacoda", come la chiamiamo qui, perchè ha proprio la coda rotta a metà. Questa gatta di regola ogni sei mesi va in calore, rimane incinta, partorisce e riappare dopo qualche ora come niente fosse. I cuccioli non si sono mai visti, forse sono sempre nati morti o lei li abbandonava. E così è successo quindici giorni fa: ha partorito per l'ennesima volta, è riapparsa dopo qualche ora e via come al solito.
Solo che stamattina ho avuto la sorpresa di vederla allattare davanti a casa mia, a qualche metro di distanza oltre la rete: evidentemente ha tenuto il cucciolo nascosto per queste due settimane. E la scena che mi si è presentata davnati agli occhi è stata questa.
Immagine 003IL bianchino le fa da guardia, e infatti dopo un minuto è arrivato un gattone grigio che è stato ben bene rimandato al mittente senza troppi complimenti dal... fratellino di pelo.
Ecco, queste sono cose che mi riempiono di entusiasmo come i bambini: alla faccia di chi mi ha rinfacciato il fatto che i gatti sono solo gatti, e che se fosse per me ne adotterei cinquanta (e chi mi conosce bene sa che in realtà la mia opinione in merito è ben diversa e precisa), io resto sempre più affascinata da questo mondo "a parte " che è quello dei felini, piccoli ma anche grandi. Ho letto da qualche parte che i randagi molto raramente diventano domestici, se non proprio mai, e se si avvicinano all'uomo è solo se ci sono determinate condizioni che gli permettono di farlo, prima tra tutte la certezza matematica che non gli verrà fatto del male. Il gatto ha il suo mondo, osservarlo mi ha sempre affascinato moltissimo, e sono convinta che chi afferma che appunto "sono solo gatti" non ha idea di quel che si perde.
Comunque il piccolo è bellissimo, mentre si muoveva per cambiare posizione sono riuscita a intravedere il petto bianco sotto alla schiena nera, e sono sicura che se tanto mi dà tanto... tra non molto la mamma gli farà scavalcare la rete per portarlo con sè durante le sue visite nel mio giardino.
A me non dà fastidio. Proprio no. Ci sono cose e persone che sanno rendersi più odiose dei gatti che semplicemente attraversano la mia strada.

mercoledì 21 maggio 2008

Progetti

Qualche post fa ho scritto di aver bisogno di cambiamenti. E in questi giorni ci ho pensato tanto, tantissimo. Mi è stato detto da una persona di provare a sognare, un po' al giorno, sognare senza preconcetti e senza i limiti di quello che la mia educazione mi impone, senza l'eco di mia madre che ad ogni sogno mi ha sempre messo davanti le mille possibili cose che potrebbero renderlo vano (perdonate l'espressione, ma non si ha idea di quanto faccia sentire "castrati" una che ogni volta ti dice "e se va male questo, e se va male quello...).
E ho sognato qualcosa di bello. E stavolta è mio, solo mio.
Ho un progetto, piccolo, impegnativo, personale, ma tutto mio, e ho iniziato a lavorarci sopra. Ci vorranno dei mesi per approntarlo, ma dicono che chi ben comincia è già a metà dell'opera. Per ora non dico di più, ne ho parlato solo con un paio di persone con cui ho la massima confidenza e che stanno facendo il tifo per me. Alla fine sembrerà banale, ma per me è importante. E ne renderò partecipe chiunque voglia, quando sarà finito.

Progetti

Qualche post fa ho scritto di aver bisogno di cambiamenti. E in questi giorni ci ho pensato tanto, tantissimo. Mi è stato detto da una persona di provare a sognare, un po' al giorno, sognare senza preconcetti e senza i limiti di quello che la mia educazione mi impone, senza l'eco di mia madre che ad ogni sogno mi ha sempre messo davanti le mille possibili cose che potrebbero renderlo vano (perdonate l'espressione, ma non si ha idea di quanto faccia sentire "castrati" una che ogni volta ti dice "e se va male questo, e se va male quello...).
E ho sognato qualcosa di bello. E stavolta è mio, solo mio.
Ho un progetto, piccolo, impegnativo, personale, ma tutto mio, e ho iniziato a lavorarci sopra. Ci vorranno dei mesi per approntarlo, ma dicono che chi ben comincia è già a metà dell'opera. Per ora non dico di più, ne ho parlato solo con un paio di persone con cui ho la massima confidenza e che stanno facendo il tifo per me. Alla fine sembrerà banale, ma per me è importante. E ne renderò partecipe chiunque voglia, quando sarà finito.

lunedì 19 maggio 2008

Serata da uffa

Stasera sono un po' depressa. anzi, un po' seccata. Molto seccata. Papigà è andato al terzo incontro formativo (facoltativo, non obbligatorio) per il rilevamento incidenti, e così da tre sere a settimana che si fa un pasto tutti assieme si passa a due, almeno finchè non finisce sto benedetto corso. A pranzo Gabri non c'è, quando c'è nel 50 per cento dei casi manca Papigà, e via. E domani mattina ha deciso di andare a donare sangue, che poi è una scusa per starsene per i fatti suoi tutta la mattina con la scusa che dopo la donazione c'è la "tappa obbligatoria" (vabbè) all'osteria. Ufficialmente per recuperare le forze con panino e porchetta. In pratica per passare due ore con i soliti amici.
Non è la sua assenza che mi sta urtando il sistema nervoso stasera. E' il fatto che accidenti, io finito il "lavoro" fuori mi dedico ai cavoli della famiglia, lui ai cavoli suoi. Sono sei mesi che non vado dalla parrucchiera, sei mesi, perchè mi faccio scrupolo di  farmi trovare a casa quando nostro figlio torna dall'asilo. Papigà questi scrupoli non se li fa, se decide di prendere e andare, prende e va. Io cerco di essere a casa in tarda mattinata in tempo per preparare un qualcosa di simile a un pranzo, lui se arriva dopo due mnuti che la pasta è già scolata non se ne fa il minimo cruccio. Se gli faccio notare che la cosa non dico che mi pesa ma mi secca alquanto, fa il cane bastonato.
Poi cerca di riparare: cosa posso fare per te amore? Beh, la cosa più semplice, da bambini: riordina intanto che lavo i piatti. Concetto di riordino del marito: ti metto piatti e bicchieri nel lavabo. Stop. E infatti a casa mia ogni giorno si verifica il miracolo di Mary Poppins: la bottiglia dell'acqua, i tovaglioli, il pane avanzato, tutto magicamente si autoripone al proprio posto. Perfino la stagnola dei cioccolatini post-caffè si autoinfila nel bidone della spazzatura, come pure le briciole del pane si autoespellono in giardino (perchè in passato erano abituate ad essere gettate di brutto nello stesso lavello in cui giacevano bicchieri e posate insaponati in attesa del risciacquo, finchè un urlo di Ladytarzan non ha chiarito che così no, proprio non è il caso che vada sistemata la questone-briciole). Ma tanto fa, a sentir lui quando non mi vede io passo tutto il tempo a far crocette... mica che perfino quando apparentemente passo le ore chiacchierando con Meg via messenger, lo faccio al 90% in piedi e tra una risposta e l'altra pulisco il water, rifaccio i letti, preparo la lavatrice e quant'altro...
Caxxo, a volte ho la netta sensazione che l'espressione "fare i lavori di casa non mi pesa" nella loro testa risuoni come un "ommioddio grazie, con mocio e secchio in mano ho raggiunto lo scopo della mia vita"... E allora perchè toglierci la libidine di averla come unica ed eterna missione?

Serata da uffa

Stasera sono un po' depressa. anzi, un po' seccata. Molto seccata. Papigà è andato al terzo incontro formativo (facoltativo, non obbligatorio) per il rilevamento incidenti, e così da tre sere a settimana che si fa un pasto tutti assieme si passa a due, almeno finchè non finisce sto benedetto corso. A pranzo Gabri non c'è, quando c'è nel 50 per cento dei casi manca Papigà, e via. E domani mattina ha deciso di andare a donare sangue, che poi è una scusa per starsene per i fatti suoi tutta la mattina con la scusa che dopo la donazione c'è la "tappa obbligatoria" (vabbè) all'osteria. Ufficialmente per recuperare le forze con panino e porchetta. In pratica per passare due ore con i soliti amici.
Non è la sua assenza che mi sta urtando il sistema nervoso stasera. E' il fatto che accidenti, io finito il "lavoro" fuori mi dedico ai cavoli della famiglia, lui ai cavoli suoi. Sono sei mesi che non vado dalla parrucchiera, sei mesi, perchè mi faccio scrupolo di  farmi trovare a casa quando nostro figlio torna dall'asilo. Papigà questi scrupoli non se li fa, se decide di prendere e andare, prende e va. Io cerco di essere a casa in tarda mattinata in tempo per preparare un qualcosa di simile a un pranzo, lui se arriva dopo due mnuti che la pasta è già scolata non se ne fa il minimo cruccio. Se gli faccio notare che la cosa non dico che mi pesa ma mi secca alquanto, fa il cane bastonato.
Poi cerca di riparare: cosa posso fare per te amore? Beh, la cosa più semplice, da bambini: riordina intanto che lavo i piatti. Concetto di riordino del marito: ti metto piatti e bicchieri nel lavabo. Stop. E infatti a casa mia ogni giorno si verifica il miracolo di Mary Poppins: la bottiglia dell'acqua, i tovaglioli, il pane avanzato, tutto magicamente si autoripone al proprio posto. Perfino la stagnola dei cioccolatini post-caffè si autoinfila nel bidone della spazzatura, come pure le briciole del pane si autoespellono in giardino (perchè in passato erano abituate ad essere gettate di brutto nello stesso lavello in cui giacevano bicchieri e posate insaponati in attesa del risciacquo, finchè un urlo di Ladytarzan non ha chiarito che così no, proprio non è il caso che vada sistemata la questone-briciole). Ma tanto fa, a sentir lui quando non mi vede io passo tutto il tempo a far crocette... mica che perfino quando apparentemente passo le ore chiacchierando con Meg via messenger, lo faccio al 90% in piedi e tra una risposta e l'altra pulisco il water, rifaccio i letti, preparo la lavatrice e quant'altro...
Caxxo, a volte ho la netta sensazione che l'espressione "fare i lavori di casa non mi pesa" nella loro testa risuoni come un "ommioddio grazie, con mocio e secchio in mano ho raggiunto lo scopo della mia vita"... E allora perchè toglierci la libidine di averla come unica ed eterna missione?

Causa irrisolvibile problema di pisciate fuori sede...

... Mi sono rotta. Da domani sera Heidi dorme in ingresso. Lettiera in lavanderia e vaffangatto.

Causa irrisolvibile problema di pisciate fuori sede...

... Mi sono rotta. Da domani sera Heidi dorme in ingresso. Lettiera in lavanderia e vaffangatto.

sabato 17 maggio 2008

Mi dispiace un po' che sia stato travisato, dai commenti che ho letto, il senso di QUESTO post. Non era certo mirato a far polemica, nè tantomeno a rimarcare fatti o pensieri comuni che già sono scontati. Ma probabilmente il significato "fine" di quello che volevo far intendere è passato in secondo piano, invece per la mia vita e la mia crescita come persona è molto, molto più importante di quanto non lo siano i comportamenti concreti che poi sono più o meno costretta ad adottare.
Cercherò di esprimermi diversamente.
Tutti noi cresciamo con una più o meno educazione imposta dalla famiglia o dal contesto in cui viviamo. E in casa mia il razzismo, come altri atteggiamenti, sono sempre stati disprezzati. Mi è stato insegnato a guardare  le persone per quello che sono, per come interagiscono con me, non per i loro ideali o per il loro stile di vita, nè per il colore della pelle, tantomeno per la loro nazionalità. Mia madre mi ha sempre detto "el bon e el brutto xe dapartuto".  E per me è sempre stato legge. E' quello che sto cercando di insegnare anche a mio figlio: giocare all'asilo col bambino con la pelle color cioccolato per lui è tanto naturale quanto giocare con l'amichetto dai capelli rossi, e quando mi ha chiesto perchè sono così diversi gli ho semplicemente risposto che il mondo è pieno di colori e che ognuno è fatto a modo suo. Giusto o sbagliato, questo è il mio punto di vista. Ma non è questo l'importante.
La cosa che mi preme è che oggi, a trentacinque anni, mi sento costretta ad accettare dei sentimenti che saltano fuori così, dal niente, e quando mi guardo allo specchio non mi vedo più come prima. E' come, e non è il mio caso eh, se tutto d'un colpo uno si accorgesse che la persona che fino a ieri amava in realtà la teneva con sè per pietà, o per moto d'inerzia. Ecco, l'inerzia. Sentimenti che se ne stanno lì nascosti ben bene per inerzia, e quando per qualche motivo sei costretta a prenderli in mano ti accorgi che puf, non si incastrano più bene come prima nella loro casellina, perchè qualcosa li ha sconvolti. E per questo provo un po' di vergogna. Mi vergogno di ammettere a me stessa che essere benpensante non fa più parte della mia personalità, ma d'altra parte se non lo ammettessi sarebbe ben peggio, perchè trovo più corretto nei miei confronti essere sincera nel male piuttosto che mentirmi per un bene senza fondamento. I clown mi hanno sempre fatto pena: detesto le maschere sul viso, mi mettono a disagio. E' lo stesso disagio che ricordo di aver provato anni fa, quando scoprii di essere invidiosa di una persona a me molto cara che ebbe un figlio in un periodo in cui lo desideravo anche io, e non arrivava. Sarebbe stato sciocco dire che ero felice per lei, perchè per me era più pesante l'invidia. Ma il non ammetterlo mi avrebbe resa acida più del dovuto, e senza scusanti.
Insomma, accettarsi per quello che si è non è sempre facile. Per me non è facile trovare in me delle cose che giudicavo "marce" finchè le vedevo negli altri, ma d'altra parte nessuno è perfetto. No?


Mi dispiace un po' che sia stato travisato, dai commenti che ho letto, il senso di QUESTO post. Non era certo mirato a far polemica, nè tantomeno a rimarcare fatti o pensieri comuni che già sono scontati. Ma probabilmente il significato "fine" di quello che volevo far intendere è passato in secondo piano, invece per la mia vita e la mia crescita come persona è molto, molto più importante di quanto non lo siano i comportamenti concreti che poi sono più o meno costretta ad adottare.
Cercherò di esprimermi diversamente.
Tutti noi cresciamo con una più o meno educazione imposta dalla famiglia o dal contesto in cui viviamo. E in casa mia il razzismo, come altri atteggiamenti, sono sempre stati disprezzati. Mi è stato insegnato a guardare  le persone per quello che sono, per come interagiscono con me, non per i loro ideali o per il loro stile di vita, nè per il colore della pelle, tantomeno per la loro nazionalità. Mia madre mi ha sempre detto "el bon e el brutto xe dapartuto".  E per me è sempre stato legge. E' quello che sto cercando di insegnare anche a mio figlio: giocare all'asilo col bambino con la pelle color cioccolato per lui è tanto naturale quanto giocare con l'amichetto dai capelli rossi, e quando mi ha chiesto perchè sono così diversi gli ho semplicemente risposto che il mondo è pieno di colori e che ognuno è fatto a modo suo. Giusto o sbagliato, questo è il mio punto di vista. Ma non è questo l'importante.
La cosa che mi preme è che oggi, a trentacinque anni, mi sento costretta ad accettare dei sentimenti che saltano fuori così, dal niente, e quando mi guardo allo specchio non mi vedo più come prima. E' come, e non è il mio caso eh, se tutto d'un colpo uno si accorgesse che la persona che fino a ieri amava in realtà la teneva con sè per pietà, o per moto d'inerzia. Ecco, l'inerzia. Sentimenti che se ne stanno lì nascosti ben bene per inerzia, e quando per qualche motivo sei costretta a prenderli in mano ti accorgi che puf, non si incastrano più bene come prima nella loro casellina, perchè qualcosa li ha sconvolti. E per questo provo un po' di vergogna. Mi vergogno di ammettere a me stessa che essere benpensante non fa più parte della mia personalità, ma d'altra parte se non lo ammettessi sarebbe ben peggio, perchè trovo più corretto nei miei confronti essere sincera nel male piuttosto che mentirmi per un bene senza fondamento. I clown mi hanno sempre fatto pena: detesto le maschere sul viso, mi mettono a disagio. E' lo stesso disagio che ricordo di aver provato anni fa, quando scoprii di essere invidiosa di una persona a me molto cara che ebbe un figlio in un periodo in cui lo desideravo anche io, e non arrivava. Sarebbe stato sciocco dire che ero felice per lei, perchè per me era più pesante l'invidia. Ma il non ammetterlo mi avrebbe resa acida più del dovuto, e senza scusanti.
Insomma, accettarsi per quello che si è non è sempre facile. Per me non è facile trovare in me delle cose che giudicavo "marce" finchè le vedevo negli altri, ma d'altra parte nessuno è perfetto. No?


Coccole

Sono appena uscita dalla doccia. Stamattina ho voluto coccolarmi con un doccia schiuma all'orchidea, e avvolgermi nel profumo di un latte per il corpo al riso e olio di jojoba. Oggi ho voglia di cose belle.


Coccole

Sono appena uscita dalla doccia. Stamattina ho voluto coccolarmi con un doccia schiuma all'orchidea, e avvolgermi nel profumo di un latte per il corpo al riso e olio di jojoba. Oggi ho voglia di cose belle.


venerdì 16 maggio 2008

Ma anche Papigà...

-WWWUAAAAAAAAAGGGHHHH!!! MAMIGA'!!! Ho appena fatto lavare l'auto e le tue gatte usano il parabrezza come trampolino di lancio per arrivare sulla tettoia!!!
-Eh, Papigà, fai così. Dai una bella passata a tutto il parabrezza con un velo di olio di semi ben steso, vedrai che anzichè usarlo per saltare lo useranno per fare dello sci...

Ma anche Papigà...

-WWWUAAAAAAAAAGGGHHHH!!! MAMIGA'!!! Ho appena fatto lavare l'auto e le tue gatte usano il parabrezza come trampolino di lancio per arrivare sulla tettoia!!!
-Eh, Papigà, fai così. Dai una bella passata a tutto il parabrezza con un velo di olio di semi ben steso, vedrai che anzichè usarlo per saltare lo useranno per fare dello sci...

Indovinate chi ha sproloquiato...

Stamattina ore 11.15. Sono dal medico per la gastroenterite.
-Mamigà, questa è una brutta colite provocata da un virus.
-Eh...
-E hai la pressione sotto i piedi.
-Eh...
-E c'è anche una bella dose di ansia vero?
-Eh... Ultimamente mi riesce sempre più difficile gestirla...
-Stai prendendo gli ansiolitici che ti ho prescritto?
-Eh... si ma due terzi della dose. Non voglio assuefarmici.
-Mamigà...
-Eh?
-Posso mandarti affanc...?
Molto professionale il mio medico. O troppo in confidenza.


Indovinate chi ha sproloquiato...

Stamattina ore 11.15. Sono dal medico per la gastroenterite.
-Mamigà, questa è una brutta colite provocata da un virus.
-Eh...
-E hai la pressione sotto i piedi.
-Eh...
-E c'è anche una bella dose di ansia vero?
-Eh... Ultimamente mi riesce sempre più difficile gestirla...
-Stai prendendo gli ansiolitici che ti ho prescritto?
-Eh... si ma due terzi della dose. Non voglio assuefarmici.
-Mamigà...
-Eh?
-Posso mandarti affanc...?
Molto professionale il mio medico. O troppo in confidenza.