background verde

martedì 30 settembre 2008

Una delle solite chiacchierate inutili con...

...mia madre. Eccola là che ogni tanto deve darsi da fare per ribadire il concetto che da un orecchio non ci sente. deve essere sempre quello dove posa la cornetta del telefono.
- Mamma, sai, stasera dovrebbero portarmi una gattina...
-Femena? Ma no ti lo volevi maschio?
-Eh, si, ma sarà femmina per questo e quest'altro motivo.
-E Papigà?
-Papigà sulle prime si è inca@@ato perchè...
-Parchè no lo vol in leto. Eco, eo savevo. A iù el gato in leto ghe da fastidio. Te o go dito mie volte che to marìo no lo vol.
-No mamma, è arrabbiato perchè...
-Insoma, me daria fastidio anca a mi el gato sul leto...
-Mammaaaaaaaaaaaaa! Non è arrabbiato per questo, ma perchè la Gioiuta...
-A ti el gato sul leto no te da fastidio? A mi si, e cussì anca a to marìo.
Ok, ho imbroccato l'orecchio sbagliato. Tanto fa, non insisto.
-No mamma, a me il gatto nel letto non da fastidio, non me lo dava da bambina e non me lo dà nemmeno ora. E mio marito dorme talmente poco nel letto con me che quasi non se ne accorge della Gioiuta che ci dorme sopra, sotto e tutt'attorno.
Ha cambiato discorso.

Cosa vi dicevo?

Appunto.
Oggi mio figlio è uscito dall'asilo alle due e un quarto con un bel foglietto in mano:


Si avvisano i signori genitori che venerdì 3 ottobre la scuola materna potrebbe rimanere chiusa a causa di uno sciopero del personale ATA (leggi bidelle).
Si prega di riconsegnare questo avviso firmato entro giovedì 2 ottobre.



Evviva evviva, la scuola materna è iniziata.

lunedì 29 settembre 2008

Sproloqui- l'inserimento secondo mio figlio

-Hai conosciuto i piccoli?
-No.
-Non li vedi mai?
-No.
-Non vengono a mangiare in mensa con i medi e i grandi?
-No ancora no.
-Neanche alla merenda di metà mattina vengono?
-No.
-E come mai?
-Eh, mamma, sono piccoli! Non li hanno mica ancora i denti!
-

Domani dì breve. Mercoledì riunione

Ci risiamo. Iniziato l'anno scolastico da quindici giorni e già domani i bambini escono alle due anzichè alle quattro per riunione sindacale delle maestre. Mi ero dimenticata di questo particolare della scuola pubblica (o almeno delle scuole del paese dove vivo): difficilmente i bambini riescono a frequentare per una settimana intera tutta tirata durante l'anno. Capita quattro/cinque volte al massimo in nove mesi e mezzo. Ogni settimana ce n'è una: o lo sciopero delle maestre, o quello del personale ATA, o una riunione sindacale delle prime, o una riunione sindacale dei secondi, o la caldaia che si rompe, o la corrente elettrica sospesa per lavori, e millanta cavolate del genere (hanno fantasia da vendere su queste cose, è da lodare). Mettiamoci in mezzo qualche inevitabile malattia dei micropolli e si fa prima a contare i giorni di scuola che non quelli di assenza. Vabbè. Fortunato chi, come me, non deve ricorrere ogni volta alle baby-sitter per sopperire a questi piccoli disagi.
Mercoledì: assemblea dei genitori ore 20.30. Ordine del giorno: elezione dei rappresentanti di classe, presentazione del programma didattico delle varie sezioni, varie ed eventuali. Per le "varie ed eventuali" saranno presenti il sindaco, l'amministratore della società (fantasma e fonte di soli problemi) che ha in carico l'edificio e la nutrizionista.
Ecco, solo per questa ultima voce dell'ordine del giorno io mi rifiuterò di essere presente. O meglio, devo trovare una buona scusa per non esserci, sarà la prima volta che manco ma non ho nessuna voglia di partecipare. Solo l'idea di trovarmi davanti il sindaco con il quale abbiamo dovuto scontrarci più volte sempre per l'asilo, e quel testa di c@@@ di L. dicesi amministratore del cavolo con cui mi sono per poco presa per le mani (ottenendone ragione, sia chiaro) due anni fa, mi mette in assetto di guerra.
I problemi della nostra scuola materna sono tanti. Tanti e irrisolvibili. Se dovessi stare a spiegare la situazione avrei bisogno di due giorni di tempo, e non è il caso. La rappresentante di classe dimissionaria mi ha chiesto espressamente di intervenire perchè sono una delle poche, a suo dire, che parla quando c'è da parlare e non fa scena muta, ed è vero: io non sopporto che si dicano delle baggianate a noi genitori, tutti sappiamo che di baggianate si tratta ma nessuno si fa avanti per il... come si chiama? Quieto vivere. E io francamente sono stufa di mettere davanti la mia faccia per cercare di andare contro a una accozzaglia di persone che gestiscono la scuola per trarne il loro stretto interesse, senza riuscire MAI a ottenere nulla, se non al livello personale (vedi la questione pasti di due anni fa).
E' vero che se mai nessuno si fa avanti non cambierà mai nulla, ma io ho già dato del mio, ci ho provato, ma qui sembra che siano tutte battaglie perse. Perlomeno per quanto riguarda la totale  o quasi mancata solidarietà e collaborazione degli altri genitori.  Mi viene in mente che lo scorso anno per la riunione delle rappresentanti di classe, di trenta madri in classe di mio figlio eravamo presenti solo in dieci. Niente da dire, ognuno ha i suoi motivi per non partecipare, ma chi non c'era ha avuto la sfacciataggine di lamentarsi e spettegolare tutto l'anno buttando veleno sulla persona che è stata eletta. Cacchio non c'eri, non hai voluto nemmeno dare la tua disponibilità a prenderti l'incarico, quando c'è da fare tiri indietro i remi, almeno taci e non criticare! E questa è solo  la punta dell'iceberg.
Aaaaaaaaaahhh, mi sento meglio. Ogni tanto usare il blog come vomitatoio fa bene...

domenica 28 settembre 2008

Mai avrei pensato di dire qualcosa del genere della Gioiuta

Qualcuno mi ha suggerito che si tratti dell'effetto del cambio della stagione.
Fatto sta che da quando Heidi non c'è più, Gioia è diventata di un apppppppppicccccccccicuuuuuuume mai visto. Mi da perfino quasi noia.

sabato 27 settembre 2008

I'm a victim

Passata la paura di giovedì scorso (e ne avevo veramente una camionata, mi si creda) per delle analisi che dovevo fare, e il cui esito per fortuna è come speravo che fosse, è passata anche gran parte della mia ansia. Passata l'ansia ho avuto quel desiderio che si ha quando si sta bene di sentire persone che non si sentono da tempo, persone che per diverso tempo ho evitato di sentire perchè so che mi avrebbero ulteriormente innervosito, ma con cui comunque c'è dell'affetto. E ho preso il telefono in mano. Ho chiamato una mia parente.
Mai l'avessi fatto.
Premetto che la cosa non mi ha turbato più di tanto, perchè il peso che mi sono tolta dallo stomaco era talmente grosso che in questi due giorni mi sento come se anche se mi passasse un camion sulla testa non me ne accorgerei nemmeno. Sto bene.
Ma mi ha sconcertata questa parente, di colpo ho ricordato perchè non la chiamavo quasi mai in precedenza: fa parte della categoria "vittime eterne". Di quelle persone che se tu hai un brufolo loro ne hanno due, se tu ti sei rotta una gamba loro hanno rotto anche un braccio, se tu ti lamenti di non arrivare a fine mese loro si lamentano che nessuno gli presta mai soldi per comprarsi un pacchetto di sigarette. E frignano, frignano in continuazione.
Non so perchè in me ho questo sentimento così duro, di essere dura sono stata accusata (si fa per dire) tante volte in vita mia, ma me ne son fatta una ragione, e o mi si accetta così o mi si molla. Però io ho un istinto di repulsione stile muro di gomma verso questo genere di atteggiamenti. Oddio, non che se un'amica ha bisogno di sfogarsi perchè le va male qualcosa io non voglia star lì a prestare la spalla sia chiaro, ma ci sono persone che fanno della lamentela il loro stile di vita, e questo atteggiamento proprio non lo digerisco, non mi va giù, istintivamente mi sale un'allergia da vittima perenne che mi fa venire l'orticaria al sistema nervoso.  Che poi magari hanno bisogno davvero di un sostegno, ma io mi chiedo perchè mai non lo cerchino... da uno bravo. Di psichiatra. Perchè santo cielo, credere di essere sempre più sfortunati degli altri quando obiettivamente si ha il c...o nel burro non lo trovo mica tanto normale...

Ps. "Avere il c..o nel burro" non è una mia espressione. Me l'ha passata una suora. Giuro.

venerdì 26 settembre 2008

Complepapigà

Più che i soliti auguri sdolcinati e pupazzetti vari penso che gradirebbe un augurio di questo tipo...


Buon compleanno agli altri due terzi della mia mela (dire metà sarebbe irreale, pesa il doppio di me).

mercoledì 24 settembre 2008

L'uscita dall'asilo

Da lunedì scorso PRMF rientrato pienamente nel suo rango esce dall'asilo alle quattro.
Ogni pomeriggio è la stessa scena: esce trafelato, i capelli tutti scompigliati che sembra un riccio sull'attenti, regolarmente dimentica sul tavolo una giacca, o il cappello, o qualcos'altro, quindi arrivato alla porta deve comunque tornare indietro e riattraversare l'aula per qualcosa. Sempre. Ogni giorno.
Poi si esce. Lo scorso anno come uscivamo dalla porta dello stabile già era salito in auto prima di me, che a volte mi chiedevo quando avesse imparato a mettere le mani sulla chiave di Greta per sbloccare le serrature senza cheio me ne accorga. Vabbè.
Quest'anno no: vuole fermarsi i canonici cinque minuti in cortile a giocare, che regolarmente non sono cinque ma diventano magicamente venti, non di più perchè le bidelle giustamente devono finire il loro lavoro in santa pace. Venti minuti in cui PRMF raduna la sua banda di quei soliti tre o quattro e, per riassumerla, finiscono di coprirsi  di terra quegli unici cinque centimetri quadrati di tuta che erano stati salvati dal gioco esterno pre-merenda. Maschi sono, finora non ho visto nemmeno una bambina aggregarsi al mucchio. Invidio quelle madri che fanno due lavatrici in meno a settimana di tute.
Infine a forza di tentativi di convincimento io e quelle tre o quattro madri, sempre le stesse, riusciamo a portare al parcheggio i micropolli.
Risultato: non ricordo mai di che colore fosse la tuta che PRMF aveva al mattino, perchè qualunque colore fosse a quel punto è grigia. Ieri sera nel piatto doccia, dopo il suo passaggio (che diciamolo, era degno di un lavaggio auto), si poteva benissimo raccogliere una palettata di sabbia che era rimasta nelle mutande e tra le pieghe delle gambe (solo lui sa come ci è arrivata).
Però...
E' così bello vederlo giocare così che mi si spalanca il cuore, più dello sportello della lavatrice!

Regressioni

Stavolta sono io che regredisco. In questi giorni mi sento così...
Voglio un micettoooooooo!

L'istinto gatterno mi sta facendo regredire di almeno trent'anni...

martedì 23 settembre 2008

Comunque, ripartiamo. Mi sono presa quattro giorni di pausa forzata dal mio blog, forzata perchè da quando mio figlio ha le mani abbastanza grandi per usare il mouse e ha imparato la correlazione che c'è tra il movimento del mouse sul tavolo e il puntatore sul monitor, con relativa padronanza dei movimenti del polso, addio computer. Per me si intende. Se lo trova acceso non riesce a fare a meno di piantarcisi davanti, ha i suoi giochi (ora vanno di monda gli Straspeed in questa casa, e Farm Frenzy), se li apre, ci gioca, quando il timer suona li chiude da solo (ovviamente non senza tutta una serie di proteste). Si perchè gli metto il timer: non più di un'ora di gioco. E può decidere: o un'ora di gioco al pc e mezz'ora di cartoni, o mezz'ora di pc e un'ora di cartoni. Oltre non voglio che vada, per tutta una serie di motivi, almeno finchè ha questa età. Più avanti si vedrà.
Sta di fatto che nonho più il pc per me, e la sera non rieco a stare collegata, mi addormento sul divano. Per fortuna da ieri l'asilo ha iniziato il tempo pieno, così riesco a ritagliarmi un'oretta abbondante da dividere tra qui e un po' di XXX.

Diagnosi sbagliate

Succede che per mesi senti il fiato corto, non riesci a deglutire l'acqua senza andare in apnea per tre secondi ogni volta, la sera ti manca l'appetito e la mattina hai un nodo in gola. Succede anche che ne parli col medico, ti risponde che è un aggravamento del tuo stato d'ansia, ti aumenta la dose di ansiolitici e ti manda a casa, e tu per settimane ti fai le paranoie più assurde perchè ti chiedi come possa essere che la tua vita ti faccia così schifo da ridurti ad avere malesseri fisici così evidenti.
Poi perdi il gatto e dopo un'ora senti il cuore che parte a mille, un dolore sordo sullo sterno e pensi toh, sono arrivata alla frutta.
Il giorno dopo via dal medico di nuovo perchè sei convinta che stavolta come minimo una visita psichiatrica seria te la faccia fare. Invece ti visita, bene stavolta, e ti dice che hai tutti i sintomi dell'esofagite, una malattia da reflusso agravatasi perchè mai curata. E questa malattia provoca anche uno stato d'ansia, che aggiuntosi al tuo normale stato di ansia ti fa sentire una cacca per settimane e settimane, senza vedere via d'uscita.
Curi la cosa con i farmaci appositi per l'esofagite, fai la dieta del caso e dopo soli tre giorni il mondo ti sembra improvvisamente più bello, torni a ridere e a sparare cavolate con tuo marito. E il dolore allo sterno se ne va. Torni a respirare bene. La cura va fatta per altri venti giorni ma tu stai decisamente meglio.
Sto seriamente pensando di cambiare medico. Non si può trascorrere un'estate intera pensando di essere la più paranoica delle donne per una diagnosi sbagliata, e voglio dimenticare tutti i virus intestinali dello scorso inverno curati male e protrattisi oltre misura.

lunedì 22 settembre 2008

Niente crocette...

...ma patchwork. Ieri pomeriggio mi hanno lasciato in pace un paio d'ore e guardate come le ho impiegate:




E' uno scendiletto per la cameretta di mio figlio, tra questo e il parquet ho interposto una di quelle reticelle in gomma antiscivolo così è più sicuro. Per ritagliare i pezzi più piccoli stavolta mi sono affidata a un rotary cutter (mi sembra che si chiami così), è la prima volta che la uso e posso dire di aver speso bene quei quasi 5 neuri.

venerdì 19 settembre 2008

Siore e siori, alzate il calice...

...Mamigà è rientrata nella sua vecchia, ormai dimenticata taglia 44!


Ora basta però eh, se poi si facesse anche il saltino per stare bene nella 46 sarebbe ancora meglio.
Comunque niente vita bassa, nonostante peso e taglia la panzetta non mi abbandona...

mercoledì 17 settembre 2008

E per chi non lo sapesse ancora...

...PRMF è rientrato nei ranghi. Ovvero: ha ricominciato l'asilo lunedì, come tutti qui in FVG. Anzi, scuola dell'infanzia, perchè se dici asilo molti pensano che si parli di nido, se dici "scuola materna" PRMF ti riprende perchè le maestre hanno detto che non si dice più così, eccetera. Vabbè, sempre quella è la menata.
Come è andata? Eeeeh?
Bene direi. Ha fatto due frigni solo ieri mattina, secondo giorno, giusto per ribadire il concetto che secondo lui se ne potrebbe tranquillamente fare a meno, ma per il resto è andata bene. Per lui. Che sono tre mattine (perchè questa settimana finiscono all'una, pasto compreso) che esce sfinito, sfatto, al limite dello stato comatoso, e come sempre alla domanda "cosa hai fatto  oggi" risponde il sempiterno "niente". No, veramente lunedì è uscito con la frase "sai mamma, sono tanto stanco, è stato faticoso... ho giocato tanto e mangiato tanto".  I particolari non li sapremo mai in questa vita.
Dicevo, stessa aula, stesso armadietto, stesso gancio per la sacca del bavagliotto e stesso gancio per l'asciugamano dello scorso anno. Tutto tale e quale, quindi niente cerimonie inaugurali dei nuovi posti assegnati. Niente anche foto nuova da mettere sull'armadietto, c'è ancora quella che mia madre riuscì a far strappare dal fotografo quando, alla tenera età di due anni e mezzo, PRMF fece la prima fototessera... stando in passeggino. Eh, era troppo dura accettare l'offerta del fotografo di sedersi su quel bel seggiolino tondo fatto apposta, apparentemente, per sgozzare le galline. Comunque.
Maestre nuove: non posso dire nulla, le ho viste quattro volte compresa la riunione della settimana scorsa, quindi mi astengo dall'esprimere pareri finchè non le avrò inquadrate meglio, e loro non avranno inquadrato meglio il soggetto PRMF. Per ora mi hanno solo fatto notare quanto il sopracitato sia letteralmente più alto di una spanna rispetto alla media dei suoi compagni di classe, e in più di quanto sia cocciutello quando si mette in testa qualcosa. Benvenute nel nostro piccolo mondo, care maestre. Un bel gatto da pelare avete.
Quello che mi ha sconvolto letteralmente è il gruppo nuovo di madri/padri con cui mi trovo ad avere a che fare. Ora, io capisco che lo scorso anno i loro cuccioli avessero frequentato la classe dei piccoli, per cui vengono da un'esperienza che emotivamente è diversa da quella vissuta dal mio e dal suo compagno di sventura di sempre (il mitico G., ossia PRMF giallo). Posso anche capire che le maestre dello scorso anno fossero due a mio avviso impanicate, con pazienza zero e tolleranza sotto alle gengive, per cui ogni pisciatina nelle mutande diventava un dramma da esporre a una equipe di psicologi, suscitando le ire di quelle quattro o cinque mamme che, avendo a che fare in quel contesto con il secondo figlio e non con il primo, ben sanno che una pisciatina nelle mutande a un bambino di tre anni non è altro che la normalità.
Ma cavolo. Io non ho mai assistito, in tre anni di asilo, a scene come quelle che ho visto in queste tre mattine.
Intanto non mi capacito del fatto che un bambino di quattro anni venga accompagnato all'asilo in braccio. Sarà perchè per questione di peso con il mio non riesco a fare più di quattro metri, poi o scende o cadiamo come peri entrambi. Sarà perchè io ho una mentalità un po' così, per cui sai camminare e anche bene e quindi cammini, a meno che tu non abbia la febbre a quaranta.  Insomma, è una cosa chenon capisco. Ma tant'è, ognuno si cresce i figli come vuole.
Ma la cosa che più mi ha lasciata attonita è l'uscita dei bambini. LA RESSA! Le bidelle aprono la porta di ingresso e ti trovi una massa di madri, un padre in prima fila, premere contro la porta dell'aula come al super quando c'è il 3X2  sul dixan. Un papà che non aspetta nemmeno che la maestra apra la porta, la spalanca e entra in aula urlando al figlio "SONO QUIIIIIIII!!" agitando le braccia neanche stesse tornando dal fronte. ECCHECCOS'E! Sono stati via solo quattro ore i bimbi eh, e mica al reparto reclutamento cavalleggeri, hanno giocato con il pongo, mica li hanno addestrati a usare bombe a mano... Ogni tanto mi sento io la madre snaturata che non ha la minima fretta di riprendersi il mini-pollo, perchè tanto prima o poi per uscire deve uscire, quindi se anche attende trenta secondi in più non muore. E nemmeno io, visto che finalmente mio figlio ha ricominciato a giocare come si deve con i suoi coetanei...

sabato 13 settembre 2008

Ce l'ho fatta!

Ho finalmente trovato la pazienza di aggiornare il mio blog a crocette. Chi avesse voglia di farci un giro...

Eeeeccomi qua!

Povero il mio bloggherino a crocette, abbandonato a sè stesso da settimane... il fatto è che o lavoricchio o posto, e in questo periodo mi sono data al lavoricchio bello e buono. Così aggiorno un po' con alcune foto di quello che sono riuscita a fare.
Intanto: patchwork, l'altro mio amore, quello a cui riesco a dedicarmi per molto meno tempo rispetto alle crocette in quanto tirar fuori tutto il materiale implica più tempo e l'assenza di un certo mio figlio, che mette le mani ovunque. Comunque, con ritardo (perchè preferivo che prima lo vedesse la diretta interessata), ecco il regalo che ho preparato per Meg, in occasione del suo compleanno: una coperta gattosa con davanti pezze in lana e dietro morbido pile.




Indi, sempre con la macchina da cucire, l'ennesima borsa, stavolta per mia madre, con un ritaglio di jeans e applicazioni colorate (la foto non rende bene, pazienza... dal vivo ha tutto un altro aspetto).



Quindi crocette.
Premetto: non posso postare tutti i lavori che ho realizzato in questo periodo perchè in parte sono regalini di Natale, e le destinatarie passano di qua abbastanza spesso. Perciò rimando la pubblicazione delle foto al periodo giusto. Intanto, non mi ricordo dove ho trovato questo disegno (era un free scaricabile, se mi viene in mente ve lo segnalo), ma mi è piaciuto molto e ho pensato di realizzarlo subito.



Credo che anche questo diventerà un pensierino di Natale per qualcuno, ma sono ancora indecisa.
Poi un segnalibro: fa parte dello swap Caffè Segreto sempre organizzato da Meg sul suo sito crocettoso. Anche qui, ovviamente non ho spedito solo questo, il resto lo pubblico non appena la mia abbinata lo riceverà (non credo frequenti il mio blog perchè non la conosco nemmeno virtualmente, ma non si sa mai...).



E infine un progetto: il progetto per Natale. Ogni anno tedio la mia famiglia con questa menata, loro sopportano e io crocetto. Ogni anno, dicevo, mi metto in testa di ricamare almeno una cosa da mettere in casa, lo scorso anno ho fatto gli addobbini a cuore di JJ e quest'anno, dopo un'indecisione da paura, mi sono innamorata di questo:



E' un free un po' datato scaricabile dal sito Passionericamo, dal quale ho anche tratto la foto. Lo schema è più complesso di quello che credevo, ma essendo abituata a lavorare i JJ non mi spaventa più di tanto. A presto il proseguimento del lavoro, per ora ho solo organizzato le matassine e tagliato la tela (che sarà il mio amore, una semplice aida 55 avorio).

Ci tengo a ringraziare tutte quelle chemi hanno lasciato i complimenti per i lavori del post precedente, prometto che prima possibile passo a visitare tutte, se non altro per godermi un po' di cose belle (e ne ho bisogno).

venerdì 12 settembre 2008

Ho paura.
Ecco, l'ho detto.
Pensavo che con il passare degli anni l'età desse quell'esperienza necessaria per affrontare le cose difficili con più rilassatezza, ma forse proprio la consapevolezza in più che ho ora mi ha rammollito anzichè rafforzarmi il carattere.
Mi chiedo dove ho sbagliato.

Si cresce...

Ho dimenticato di segnarlo: abbiamo rimisurato PRMF l'altro giorno.
Peso: 22kg.
Altezza: 114cm.
Da giugno ha preso 1 chilo e 2 cm.
L'altro giorno gli ho detto, per rabbonirlo del fatto che quest'anno cambia classe e quindi compagni (tranne uno, che è sempre lo stesso che lo segue fin dall'inizio perchè condivide la stessa sorte di nascita), che da quest'anno sarà sempre il più grande di tutti i suoi compagni. E sarà vero per tutto il suo percorso scolastico. Ho tralasciato il fatto che lui lo sarà anche per altezza oltre che per età, perchè per questo stesso motivo quando andavo a scuola ero costretta a sedere sempre in ultimo banco...

Ma cosa lo sculaccio a fare....

...se dopo cinque minuti secchi di pianto da ripicca se ne esce con un "mamma non mi fa male il sedere sai? Me le hai date per niente!". A me invece faceva male la mano e mi prudeva il polso.
La prossima volta potrei usare il bastone.

giovedì 11 settembre 2008

Uomini...

Io morirò di infarto. Ne sono quasi certa.  C'è una fortissima probabilità che accada, e ne sono consapevole in momenti come questo. Pomeriggi  in cui l'altra metà della mia mela si mette in testa di fare lavoretti bricocasalinghi (sta pulendosi il campo di patate che è diventata la sua auto oggi, per capirci) e ogni tanto scendono dal cielo grandinate composte da improvvisi, fortissimi, imperativi AAAAHHHH!!! NOOOOO! MA PORC!!!! CHE MALE BOIA!!!!! E volano occhiali, si spalancano porte come se fosse entrato un tornado, oggetti impensabili si trovano muniti di ali virtuali e spaziano nell'aere. E a cui segue regolarmente una corsa in bagno con annesso scroscio d'acqua dal lavandino, e un disperato "aiutami per favore, subito, molla qualsiasi cosa tu stia facendo". Ecco, detta così una si aspetta come minimo di dover fasciare un polso lacerato o tamponare un cranio rotto.
Oggi era una bottarella a un dito corredata da taglietto.
Continuo a pensare, non mi ricordo chi l'ha detto, che se il compito di partorire fosse stato assegnato agli uomini da madre natura, la razza umana si sarebbe estinta da mò.

Bi-compleanno


Riunione

Oggi c'è stata l'assemblea pre-inizio asilo. Un'ora e mezzo di assemblea per sapere cose che già sapevo: tutto uguale allo scorso anno, tranne le ciabattine che quest'anno diventano parte del corredino (era ora). Gli stessi problemi dello scorso anno, le stesse direttive, le stesse regole. Le solite assurdità delle scuole materne comunali, tipo il fatto che nei registri i bambini risultano essere distribuiti in un certo modo mentre nel concreto vanno distribuiti in un altro per problemi di spazi. Perchè per qualche misteriosa ragione gli spazi burocratici e quelli reali non coincidono mai nè gliene importa granchè a nessuno.
Ah si, non proprio tutto pari pari. Sembra che finalmente PRMF sia inserito nella classe giusta, in quella dei medi, classe dei nati nel 2004. Maestre nuove, speriamo bene.

mercoledì 10 settembre 2008

Devo smetterla di rodermi in questo modo. E spegnerei il cellulare se non fosse che aspetto una telefonata importante e non so quando potrebbe arrivare. Lo spegnerei perchè mia suocera, anche a distanza di sicurezza e in vacanza, riesce a farmi rodere il fegato. Anzi, meglio, non è lei a farmelo rodere, sono io che lascio che le sue parole mi rodano anzichè entrarmi da un orecchio ed uscire dall'altro. Non riesco a mettere in atto un sistema di difesa sufficientemente efficace, stile muro di gomma, in modo che certe cose mi rimbalzino addosso senza colpire. Mi sto rovinando le ferie. Tra la faccenda di Heidi che mi ha fatto più male di quello che pensavo, e mia suocera che continua a rompere e rompere, a battere sempre sullo stesso chiodo, mi è venuta una gastrite da paura. Belle vacanze.
Ma lunedì quando torno da lei ho tutta l'intenzione di fargliela pagare, e cara. Non ne posso davvero più.
Se qualcuno avesse un buono e serio suggerimento per potermi godere almeno gli ultimi quattro giorni in pace è più che ben accetto.

lunedì 8 settembre 2008

Regoliamo il volume please

E infine un post dittatorio. Non sto scherzando.
Oggi, stufa e arcistufa di ripeterlo, ho dichiarato lo sciopero del volume. Ho detto ai miei uomini che da oggi in avanti quando mi chiamano urlando io non rispondo più: sta diventando una cosa insopportabile. Perchè urlano per qualsiasi cosa: per litigare, per i capricci e per sedarli, per chiamarsi da un piano all'altro, da dentro a fuori e da fuori a dentro, urlano per giocare, urlano e basta. E a me da tremendamente fastidio, ma un fastidio fisico, perchè dopo il terzo urlo proprio mi manca il respiro; non dico di parlare sottovoce, ma è così difficile parlare a un tono normale? E meno male, dico meno male che non viviamo in appartamento, e che i nostri unici vicini di casa che hanno un muro confinante con noi sono fuori casa quindici ore al giorno, altrimenti sai che bello... Oltre la rete di confine dietro la casa vive una signora, la cui nuora è l'assistente sociale del paese. Beh, non si ha idea di quante volte mi sia passato per la testa che questa ragazza sentendo le urla provenire da qui non abbia pensato seriamente di venire a fare dei controlli per vedere se la famiglia è proprio a posto, nel senso che si può intuire.
Di fronte alla mia categorica richiesta mi aspettavo perlomeno uno sguardo attonito e da presa in giro di mio marito, il quale invece mi ha positivamente sorpreso: mi ha guardato seriamente e ha solo detto "questa volta mi sa che hai ragione". Eh.  E speriamo di non aver parlato per niente per la centotremillesima volta.  Sia mai che questa casa inizi a diventare una c asa di persone civili anzichè di discendenti di Tarzan.

Altro riciclo

Questa
camiciamacè la camicia che portavo quando lavoravo al Mac, sette anni fa. Per sette anni ho conservato le divise per ricordo, oggi ho pensato bene di liberare il posto assegnatogli per lasciare più spazio alle divise di mio marito. E così come al mio solito parto con l'operazione riciclo: stacco i bottoni, taglio il tessuto inutile e tengo la cotonina utile per futuri lavori patchwork.
Quello che non mi spiego è come possa essere che dopo sette anni di giacenza nell'armadio, nonostante l'armadio sia pulito e le divise fossero state lavate bene prima di essere riposte, odorino ancora di cucina. Del Mac.

E non è la prima volta che mi capita, dovrei saperlo...

Non mi ci abituerò mai. Continuo a rimanerci basita ogni volta, per niente.
Ho telefonato stamattina all'agenzia delle entrate che mi ha notificato la multa di sabato. Mi hanno detto che per annullarla basta mandare via fax la copia del bollettino pagato e una lettera accompagnatoria, più ovviamente copia dell'atto. Ma poi, aggiunge l'impiegata, prima di lunedì prossimo la pratica non verrà presa in considerazione perchè... l'addetta a queste pratiche è in ferie.
Ora, io ho un diploma che poco si distanzia quanto a valore da quello di una terza media. Ma nella mia ignoranza mi chiedo come è possibile che in un qualsiasi negozio, in un qualsiasi ufficio che abbia più di un solo impiegato al lavoro, le ferie si turnano e gli incarichi si "prestano temporaneamente" a chi rimane, perchè il lavoro non si fermi... e in un ufficio come quello delle entrate se un X qualsiasi va in ferie il lavoro si blocca? E se un cittadino ha un contenzioso consistente in scadenza, magari ha anche ragione, che fa?
Moh... misteri dell'amministrazione pubblica italiana...

domenica 7 settembre 2008

Bi-post gatto/fiscale

E devo anche ricordarmi ogni suo dispetto, ogni suo morso che immancabilmente seguiva alla carezza di troppo (che di solito era la terza), devo ricordarmi che non mi è MAI salita in braccio in due anni tranne una sola unica volta la sera (e fu prima di un temporale). DEVO ricordarmi delle arrampicate sulle zanzariere anche dopo che di solito si inizia a definire un gatto come "adulto", ma soprattutto DEVO ricordarmi delle pisciate in giro per casa che per due interi anni mi sono ritrovata ogni mattina, inizialmente nel piatto doccia, poi sul banco della cucina direttamente sulla macchina del pane, e da qualche giorno anche sul lavandino del bagno di sotto. Devo ricordarmi che Heidi non si è mai, e dico mai, fidata di me: non come la gioiuta che quando le mostro il trasportino con santa rassegnazione entra dentro, si aqquatta sul fondo e vi rimane tutto il tempo necessario senza muover baffo. Non come lei che accetta di essere spazzolata per due volte l'anno quotidianamente per tutto il tempo della muta: Heidi no, spazzolare lei era un'impresa che lasciava segni di graffi e morsi, sempre, e tutta l'operazione aveva come sottofondo musicale un grugnito degno di un trapano che funziona male.  Perfino dalla vete Gioia si lascia fare, docile, mentre Heidi ha lasciato un piercing sul naso della suddetta. E all'epoca aveva si e no due mesi.
Mi sto sforzando di concentrare il mio pensiero su queste cose quando mi viene il magone, perchè il più delle volte quando penso alla mia gattolina mi viene in mente solo ed esclusivamente il suo fascino, quel fascino di cui solo i gatti e nemmeno tutti hanno nello sguardo, quella "cosa" che più la fissi più ti rapisce, e quando la incroci non vedi e non senti nient'altro, e ti ci perdi dentro. E forse era l'unico, indispensabile motivo per cui l'ho tenuta con me per due anni, nonostante tutto il resto.
Ma si può affezionarsi a un gatto solo per il fascino dei suoi occhi? Mi sa tanto da ritardati mentali, eppure è così.  Nemmeno la gioiuta, con tutto l'amore che provo per lei per ben altri motivi, ha uno sguardo del genere, sebbene nei suoi  occhi si possa leggere una dolcezza infinita.
Ma forse sono solo giretti che si fa la mia mente per giustificare un sentimetno che mi sembra perfino esagerato se ci penso a mente fredda.
Ieri sera mi mancava la cagnara di Gioia ed Heidi. Sarà stupido, ma i mancava. come se dalla routine di casa mia qualcosa si fosse irrimediabilmente rotto.
La vita è fatta anche di separazioni, e probabilmente devo lavorarci su per imparare ad accettarle. In trentacinque anni sono ancora a questo stadio.
E poi devo imparare a tenere a freno la lingua. Ci pensavo due giorni fa. Mi sono resa conto che è più facile parlare per gli altri che non per sè stessi. Male, molto male. Quando il pensiero passa solo attraverso la bocca senza passare per il cervello certo, ci mette meno tempo, ma la qualità è decisamente inferiore. Amen.
Ieri mattina ho trovato un conoscente, ex vicino di casa, che mi ha detto di stare aspettando un gattolino da un suo collega (il vicino al cui cane Gioia fece venire una crisi di identità tre o quattro anni fa). In un baleno mi è passata attraverso la bocca, senza appunto passare dal cervello, la frase "anch'io ne èprenderei uno, perchè mi è successo bla bla bla...". Fin qui niente di male, perchè è vero, ne voglio un altro, e se Heidi avesse la brillante idea di ripresentarsi alla porta bene, saranno in tre (con buona pace di Papigà, in fondo è lui che l'altro giorno mi ha dato il benestare per un altro piccolo gattolino scassamaroni... ). Peccato che questo personaggio abbia proseguito con "ma sicuro, non so se sono già anti o devono ancora nascere, sono della gatta di un collega, se vuoi te ne prenoto uno e in pochissimo tempo te lo faccio avere").
Altolà.
Gli ho detto che se il gattolino deve ancora nascere che non stia presentarmelo prima che abbia almeno due mesi di vita, non si può separare un piccolo da sua madre troppo presto, c'è tutta una serie di motivi che io non sto qui ad elencare perchè manco di professionalità, ma sono certa che un qualsiasi vete sa il perchè molto bene. Risposta: "eh ma prima si abituano alla casa meglio è". E mò che faccio? Se questa persona è decisa a sabrazzarsi dei micetti prima del dovuto e non li prende nessuno si sa che fine faranno, pezzo di ignorante che sei, e non voglio rendermene complice indirettamente. Avrei voluto non aver mai aperto bocca. Io e la mia linguaccia.  L'unica cosa da fare è aspettare un paio di settimane e vedere se il tipo telefona. E deciderò il da farsi.




Cosa che non ha nulla a che vedere con l'argomento di cui sopra. Pare che in questi ultimi anni l'Agenzia delle Entrate ci abbi apresi in antipatia. Ieri mi è arrivata una bella multazza da neuri 145.02 con il motivo: MANCATO PAGAMENTO DELLA TASSA SUL POSSESSO DELL'AUTO TARGATA PNXXXXX PER L'ANNO 2006 (il bollo della Titti per intenderci). Ravaniamo tra carte e cartacce degli anni scorsi e il bollettino salta fuori, perfettamente regolare. Domattina quindi telefono all'ufficio preposto e mi faccio spiegare bene come e dove presentare la documentazione necessaria per far annullare la sanzione.
Ma cavolo. Sono tre anni che arrivano multe e multazze senza fondamento. Inizio a credere che si tratti di un test psicologico a cui siamo sottoposti senza consenso per vedere fin dove arriva la pazienza e la sopportazione del cittadino medio della bassa friulana.

sabato 6 settembre 2008

Dovrei...

Dovrei...


  • Chiamare l'ospedale per prenotare il richiamo per l'antitetanica.

  • Chiamare il consultorio per prenotare una visita: credo, anche se spero di sbagliarmi, che si sia ripresentato il problema al seno di dieci anni fa. E di farmi tagliuzzare di nuovo ho proprio voglia guarda...

  • Andare a Codroipo a fare spesa, quella grossa, perchè il super dietro casa ha pensato bene di chiudere tutta la settimana per restauro (ma che geni, farlo in agosto quando la gente è per metà in vacanza no eh...).

  • Aggiornare il blog a crocette, ho fatto altri lavoretti ultimamente.

  • Farmi la tinta in testa. Il colore è lì da giorni, e se ne sta beato tra la crema depilatoria e il tonico nell'armadietto. Staranno facendosi di quelle partite di discorsi...

  • Pulire i vetri in sala: fanno pena. Ma durerebbero un'ora puliti, il tempo che qualcuno si accorga che sono sparite le manate e i segni degli spruzzi d'acqua. E allora una che pulisce a fare...


Dovrei fare queste e un sacco di altre cose. Ma non ho voglia di fare nulla, proprio nulla. Mi sento un bradipo. E' già tanto se mi sforzo di fare il minimo indispensabile.
Ah si, oggi un paio di cose le ho fatte al di fuori dell'ordinario: ho abilmente costruito una casa semovibile e un elicottero col Lego. E mi sono pure beccata una cazziata dall'ingegnere perchè ho messo le ruote nella posizione sbagliata (il mio ingegnere di fiducia è decisamente troppo realista dalla nascita, devo decidermi a licenziarlo e sostituirlo con uno un po' più tollerante). E poi si lamenta perchè non gioco mai con lui col lego... se ci gioco devo anche stare attenta a come incastro i pezzi...
Dovrei, dovrei, dovrei.
Passerà anche questo periodo di stasi. Prima o poi Mamigà deve ripartire alla grande, ma per ora bradipeggia.
Passerà.

venerdì 5 settembre 2008

Ora basta. Sono tornata a cercarla per la terza volta stasera, ora basta. Non voglio più piangere, sono sfinita. Ho detto addio alla mia gattolina, glie l'ho detto davanti al campo immaginando che mi sentisse, se vuole tornare tornerà, altrimenti le auguro tanta fortuna. Non voglio più tormentarmi così. Non è giusto nè per me nè per la mia famiglia. Ho pianto troppo e non ce la faccio più. Appena mi capita l'occasione farò da mamma umana ad un nuovo gattolino, sperando che mi aiuti e che torni a rallegrare la mia casa rallegrandomi il cuore.
Non pensavo che si potesse soffrire così tanto per quello che in tanti, troppi, compresa parte della mia famiglia acquisita, definiscono "solo un gatto". Palle.

Comò, civette e domande

-Mamma, cos'è un comò?
-E' un mobile con dei cassetti, come quello che mamma e papà hanno in camera.
Silenzio.
-Mamma, quando è che le civette ci fanno l'amore sopra?
AAAAHHHH ecco dove voleva arrivare! Mio figlio non si smentisce mai, parte sempre da Bolzano per arrivare a Brindisi.
-More, hai imparato per caso una filastrocca nuova?
-Nooooo è vecchia, l'ho imparata all'asilo... senti fa così: ambarabà ciccì coccò... eccetera. Ma le civette perchè fanno l'amore sul comò?
-Non lo so.
-Mamma...
-Dimmi (ora arriva il peggio, penso).
-Cosa vuol dire fanno l'amore?
-Eh...  vuol dire... dunque...
(Azz e adesso cosa gli dico... non è tipo da accontentarsi di poco, ma a quattro anni  e mezzo chiedere queste cose non è presto?)
-Dicevo... more, ti va di aiutarmi a fare il caffè?

Per oggi me la sono asciugata così, sicuramente tornerà alla carica prima o poi. Io ho fatto partire due sms, uno a Laura e uno a mia cognata che avendo la bimba di dodici anni quasi tredici immaginavo avesse un aiuto concreto da darmi.
Beh, mia cognata mi fa gli auguri (e che me ne faccio, grazie al cà, io ho bisogno di consigli concreti), Laura beh, trascrivere la risposta implicherebbe fare le scale e andare a prendere il cellulare e non ho vglia di farlo, ma chi conosce Laura può immaginare il tipo di risposta (alquanto diretto per essere leggeri). Comunque di sicuro più di sostanza.
Credo in definitiva che domani farò un salto in libreria.
Intanto se fosse in ascolto l'inventore della famosa filastrocca, si facesse un bell'esame di coscienza. Grazie.

giovedì 4 settembre 2008

Sono sicura che passerà...

...ma mi sento come se mi si fosse spezzato qualcosa dentro. E' che forse le volevo bene più di quanto io stessa credessi.

Ciao Heidi

Eravamo appena entrati nella saletta della vete, io, Gabri ed Heidi. heidi come al solito ha fatto tutta la strada (sette chilometri in auto) lamentandosi, e come sempre cercando di forzare la portina del portagatto per uscire.
Ho appoggiato il portagatto sul tavolo della vet, la porta dell'ambulatorio era ancora aperta ma la vet stava chiudendola. Ho appena tolto i blocchetti di sicurezza dal portagatto che Heidi ha forzato la portina e si è precipitata fuori di scatto. Fuori la aspettava ilgattone della vet, che l'ha ulteriormente spaventata.
Così Heidi si è addentrata nei campi di pannocchie antistanti l'ambulatorio. L'abbiamo chiamata e chiamata per un'ora, ci siamo addentrati tra le pannocchie in tre, facendoci tra l'altro mangiare dalle zanzare, ma niente: la micia spaventatissima è scomparsa.
Dopo un'ora ho dato forfait: la vete doveva andare avanti con le visite, e cercare un gatto dileguatosi dallo spavento è tempo perso. Soprattutto se così lontano da casa.
Voglio pensare di non rivederla più. Non voglio illudermi che si faccia prendere dalla vet, alla quale ho lasciato entrambi i recapiti telefonici nel caso dovesse riagguantarla, non voglio essere ottimista perchè rimarrei col fiato sospeso per mesi. Non voglio pensare di vedermela arrivare di punto in bianco, rimarrei troppo delusa se ciò non si averasse. Preferisco pensare di averla persa per sempre, preferisco immaginarmela trovarsi un'altra famiglia che le voglia bene, non voglio farmi illusioni, l'attesa sarebbe logorante. Non so nemmeno se sia il caso cheio torni lì a cercarla tra qualche tempo, i campi sono immensi, Heidi non è tipa da lasciarsi prendere dagli affetti perchè affettivamente non mi ha mai cercata.
Eppure sto tanto male. Mi sento una perfetta idiota per quello che ho fatto lasciando che ciò accadesse, ho una discreta esperienza coi gatti e non dovevo commettere un errore simile, era prevedibile e non l'ho previsto, per l'unico motivo  che Gioia dalla vete fa l'esatto contrario: appena apro il portagatto si incolla al fondo e bisogna tirarla fuori in due. Heidi è sempre stata particolare, e lo è stata anche in questo. In poche parole, mi ha messa nel sacco per l'ennesima volta. L'ultima.

Sei stata con me due anni ma non sei mai stata mia. Ti ho voluto bene. Spero solo che questo ti serva ovunque tu decida di passare il resto della tua piccola vita.

martedì 2 settembre 2008

I misteri di casa

Dunque, l'unico lato positivo della faccenda della casetta degli attrezzi montata in fretta e in furia era la speranza che, una volta su, finalmente mio marito avrebbe smesso di usare l'ingresso come laboratorio.
Ora, la casetta è su da quasi due mesi. Qualcuno mi spieghi per quale oscuro motivo il mio ingresso pullula ancora quotidianamente di cacciaviti dimenticati in giro, segatura, attrezzi vari, e le portine dell'armadio ex-portattrezzi sono perennemente aperte (e poi qualcuno si inalbera pure perchè le gatte ci entrano a fare il tour-de-gat rovesciando le chiavi inglesi).

lunedì 1 settembre 2008

-Mamma, sono innamorato di te.
-Anch'io ti voglio tanto bene amore.
-E dobbiamo stare sempre insieme.
-Anche quando non stiamo insieme lo sai che ti penso sempre.
-E devi fare tutto quello che ti dico io, e starmi sempre appiccicato. Tu sei mia.
-Amore, lo sai che ti voglio tanto bene, ma la mamma non è tua.
-E di chi sei allora?
-Io sono mia e di nessun altro, anche se ti vorrò sempre tanto bene.
Questo è uno scambio di frasi avvenuto ieri in bagno, perchè mio figlio-come tanti altri- fa le riflessioni più intense proprio in bagno, mentre è intento a fare anche altro. Forse sarò stata un po' dura nella risposta finale, ma sono dell'idea che certe csoe è bene metterle in chiaro fin da subito, con le dovute maniere ma subito.
Io sono gelosa della mia persona, molto, e l'ho scritto anche in uno dei primi post di questo blog. Scendo a patti, accetto compromessi, ma non mi vendo a nessuno, fosse anche mio figlio, e fosse anche in cambio di amore: io per me sono sacra, e soprattutto sono mia. Forse sono egoista, ma mancherei di sincerità nei miei stessi confronti se ammettessi di pensarla diversamente.
Non credo nella totale abnegazione di una madre nei confronti di un figlio, in maniera assoluta. Credo nell'amore che può far scalare i  monti più alti, credo che l'amore di una madre possa fare quello che nient'altro riuscirebbe a fare, ma mio figlio non è la mia vita, anche se è la persona che nella mia vita ha il peso più grande e per amore del quale potrei fare di tutto, ma usando sempre la testa assieme al cuore.
Non credo nemmeno nell'amicizia tra madre e figlio. Io sono una madre per lui, non un'amica. In un'amicizia si suppone che due persone diano e ricevano le stesse cose, in primis la confidenza, e io non me la sento proprio di dare a mio figlio la stessa confidenza che mia madre ha dato a me: io non ne ho sopportato il peso e ne affronto le conseguenze solo ora, non desidero che mio figlio sopporti altrettanto. Non almeno finchè non sarà un adulto e in grado di accogliere certi miei pensieri con serenità.
 Non lo conoscerò mai fino in fondo, nè ne avrò il diritto: mio figlio è una persona a sè, è stato parte di me per nove mesi ma qualcuno ha tagliato il cordone che ci legava, e così deve essere.
Perchè ho scritto queste cose? Non lo so. Forse solo perchè voglio mettere davanti a me stessa i paletti attorno ai quali sto costruendo la mia vita da madre nel futuro. O forse per allontanare da me stessa l'idea che un giorno io possa vivere serenamente anche quando mio figlio prenderà la sua strada, non trovarmi come mia suocera che, da brava madre "che ha dedicato tutta la vita ai figli" non riesce a viversi due settimane di vacanza senza sommergere di telefonate e sms figlio e nuora (io).
E adesso chi mi vuole odiare mi odi, ma non mi giudichi. So di essere dura, ma è la strada che ho deciso di intraprendere per tanti motivi, tantissimi, e chi non sa non ha il diritto di puntare il dito.

Sarà anche giusto così, ma...

...è un po' tristerello buttarlo fuori dal bagno ora, dopo quattro anni e mezzo di condivizione degli affari "personali"... stamattina quando gli ho detto "tu aspetti fuori per favore" mi ha fatto una faccia che sembrava un punto interrogativo...