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giovedì 28 maggio 2009

Sproloqui - come far sciogliere una mamma

-Mamma, perchè si dice che nessuno è migliore?
-More, dove hai sentito questa cosa?
-Non mi ricordo.
-Chi te l'ha detta? (giusto per capire il contesto)
-Nessuno, ma perchè nessuno è migliore?
-Cosa vuol dire che qualcosa è migliore di qualcos'altro?
-Che è più bella, che funziona meglio.
-Ecco, questa cosa non vale per le persone. Perchè una persona che è più brava a fare una cosa è meno brava a farne un'altra. Per esempio io sono brava a fare le torte ma non sono capace di sciare. Ho tanti bei capelli neri in testa ma ho le gambe storte. E via così. Tutti hanno delle cose belle e delle cose meno belle, per questo nessuno è migliore di qualcun altro.

Due minuti di silenzio. Si poteva udire chiaramente il rumore di rotelle in acciaio girare vorticosamente nel suo cervellino. Finchè...

-Mamma, però tu sei sempre la migliore di tutti per me.


mercoledì 27 maggio 2009

Saranno mode...

Butto lì una riflessione che mi capita di fare in questi giorni. Sarà che non mi è andato giù uno scambio di battute che ho fatto con una conoscente, mamma anche lei, non più di un mese fa, laddove lei sosteneva che "è maleducazione suonare il campanello per chiedere se i suoi figli vogliono scendere a giocare, lei proprio non sopporta questa malsana abitudine di disturbare nelle case altrui" (ma per me era normale, a dieci anni... ero maleducata? Troppo tardi per chiedere scusa. Ma mi divertivo tantissimo con gli amichetti giù in cortile). Eppure a me non infastidisce il figlio della vicina quando viene a bussare per chiedere se Power può uscire a giocare in vialetto, anzi, mi fa piacere. Altrettanto fa mio figlio, perchè gli ho insegnato (sbaglierò...) che se gli amici non te li vai a cercare non possono sapere se esisti o meno o se ti va di stare in compagnia.
Mi capita quasi ogni giorno alla materna. Si, è vero, ci sono mamme che ho iniziato a vedere solo dallo scorso settembre e che solo per il fatto di incrociarmi ogni mattina alla stessa ora nel cortile della scuola lo scambio di un "buongiorno" (ciao per dire il vero) è diventato come un caffè, piacevole e puntuale. Ma le mamme, le nonne per lo più, che ti guardano con un mugugno sono la maggior parte. Anzi, la cosa che meno comprendo sono quelle che se le saluti prima tu bene, altrimenti o fingono di non vederti, oppure peggio ancora, ti fissano dritto negli occhi senza dir nulla come aspettando qualcosa. E io il saluto lo do,  e per principio, perchè anni annorum fa un signore che stimavo mi insegnò che l'educazione ripaga sempre, perciò tu fai la tua parte e sei a posto, gli altri si arrangino.  Io a questa cosa ci credo ancora.
Ma oggi ci sono altre mode.
Oggi va di moda usare la frase "se mi cercano - bene, altrimenti sanno dove sto, io di qui non mi muovo, non ho bisogno di loro, perciò quando mi si vuole si sa dove bussare" (così disse anche, precorrendo i tempi presumo, il prete che mi sposò: però poi si lamentava che a Messa la chiesa era sempre semivuota).
Oggi va di moda stare ognuno a casa propria, lodare la solitudine come un diritto sacrosanto, ed è anche vero per carità, ma io mi meraviglio in continuazione di come io non possa stare per intere settimane senza mai sentire anche solo per telefono una voce amica in nome della privacy.
Oggi va di moda sentirsi tutti un po' principi e principesse, guardare tutti dall'alto in basso anche stando in  coda alle casse del supermercato, perchè se niente niente abbozzi un sorriso a chi ti precede o ti segue con in mano anche solo mezzo litro di latte hai il terrore che questi ti faccia sentire in colpa se non gli cedi il passo (che poi cosa costerà mai), perciò eviti in partenza di incrociargli gli occhi e morta lì. Ma che tristezza.
E ci si sente principi e principesse anche nell'attendere che il resto del mondo ci faccia il baciamano, quasi;  perchè no, io non mi abbasso a salutare per primo, a telefonare per primo, non mi abbasso nemmeno a rispondere a un sms se il suo contenuto non è di un certo peso, perchè si sa, noblesse oblige, mai che qualcuno possa avere l'idea che io mi senta pari agli altri. Trenta secondi sono troppi da dedicare a una persona, non vorrei mai che in giro si pensasse che non ho nulla da fare tutto il giorno. Va di moda negarsi, togliere dall'elenco del telefono il proprio numero, perchè visto che siamo tutti top manager di successo se lasciamo in giro tracce che possano ricondurre in qualche maniera alla nostra identità (fatto salvo il blog, si intende) tutti ci cercano, no? Dà fastidio perfino trovare i volantini pubblicitari dentro alla cassetta delle lettere, indi ragion per cui ne vedo in giro sempre meno, e forse sono io ad essere una mosca bianca perchè quando vedo la cassetta piena di volantini sono contenta: evviva, mi risparmio la caccia alla carta utile per pulire le lettiere delle gatte.
Giorni fa discutevo con mia suocera su una sciocchezza, o almeno a me sembra tale: si lamentava perchè per chiedere la carta fedeltà del supermercato doveva (non obbligatoriamente, ma non aveva letto questa postilla) indicare in apposita casella il numero dei componenti della famiglia. "Ti pare? Non è mica giusto che si debba sapere in giro in quanti siamo in casa". E allora? E se anche si sa in giro che siete tre anziani e un cane, che succede? Ti lanciano un raggio fotonico sul tetto? Non ti applicano più lo sconto sul latte in offerta? Chellè? Perchè l'hanno detto in tivù, ci controllano, vogliono sapere le nostre abitudini (chi? Boh. "LORO" è un'identità sconosciuta ma reale, come il fantasma formaggino, che esiste ma non si sa chi è e dove sta, ma c'è). E se anche "le sanno"? Se anche il mio vicino viene a sapere quante volte faccio la doccia in una settimana, che mi frega? Non ho niente da nascondere, io. Fatto salvo il blog, e su questo non si discute, se non voglio che qualcosa si sappia non lo dico e basta. Mica sono tutti lì col fucile puntato... Una volta chiacchierando con mia madre, mi disse che aveva sentito in tv che tutte le telefonate sono criptate da un satellite. "Ti pare?" mi disse, "tocca stare attenti a quello che si dice". E certo, ai servizi segreti interessa moltissimo sapere che hai raccontato a tua sorella gli ultimi pettegolezzi sull'amica della cognata della tua collega.
Insomma, queste riflessioni tutto sommato non hanno nè capo nè coda. Però mi salta all'orecchio come oggi possa essere considerato "strano" qualcosa che quando ero ragazzina era normale, e che per me lo è ancora: la ricerca del contatto umano. Tempo fa trovavo piacevole, ogni tanto, la domenica mattina mandare alle mie cugine (lontane purtroppo) un sms con un semplice "buona domenica". E lo trovo piacevole ancora, che rispondano o no (di solito lo fanno), come fossero qui vicino, come se ce lo lanciassimo da una finestra all'altra, senza secondi fini, solo per accorciare un po' la strada che ci divide. Per me è importante. E' una sciocchezza, ma mi fa sentire meno sola. Ma sembra che io sia fuori moda.

martedì 26 maggio 2009

Sentite il profumo?


Lo sentite? E' dolce, intenso, e investe ogni mattino all'alba, quando proprio è impossibile ricordarsi che c'è e che dura pochi giorni e rimanere indifferenti...
Stasera ho acceso il pc con l'intento di scrivere tutt'altro, ma voglio godermi la serata. e il post serio lo scriverò un altro giorno.


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Ps. se non riuscite a vedere lo slideshow ditemelo che posso anche aver sbagliato ad inserirlo.

venerdì 22 maggio 2009

Sarà anche vero quanto ho detto due post fa ma...

Sta di fatto che anche oggi Power e G. sono stati messi in punizione per ben tre volte, per essersi bellamente fatti i fattacci loro alla faccia della maestra che dava delle direttive. Io ringrazio il governo per non aver messo il voto in condotta anche alla scuola materna, altrimenti finirei di accompagnare mio figlio all'asilo - forse - nel duemilaventi.

Ospite serale un po' spinoso

-Tcic tcic tcic...
-Buonasera, è da tanto che non viene a farmi visita.
-Mmmm.
-Caldo stasera eh?
-Ecco perchè stavolta anzichè spiarmi dalla portafinestra la trovo qui seduta fuori alle dieci di sera. Posso fermarmi un po'?
-Prego, si accomodi. Non da fastidio a nessuno. Mi permetta solo di farle una foto, sa, ho un blog, vorrei renderla partecipe di un post visto che la sua visita è rara e particolarmente gradita...
-Faccia pure. Ma non mi tocchi, prego. Mi metto io in posa come meglio mi aggrada.

giovedì 21 maggio 2009

Ma G.,...

Sapevo che la G. non ha la fortuna di mio figlio di avere due genitori che si amano e che non gli fanno mancare nulla sotto l'aspetto affettivo. Ma stamattina quello che ho saputo mi ha colpita profondamente.
G., per chi non lo sapesse, è il miglior amico di Power, il suo adesivo, il suo coetaneo nato il giorno dopo di lui, il compagno di giochi e quello assieme al quale inevitabilmente viene ripreso a scuola ogni volta che è il caso. Stamattina ho trovato sua madre: non la vedevo da giorni, G. mi ha detto che è stata ammalata. Piccola balla innocente che sua madre gli deve aver detto per mascherare un disagio. Aveva due occhiaie che non ho mai visto nemmeno in una persona anziana, e lei di anni ne ha 22. Le ho chiesto come stava, e nel breve tempo che avevamo a disposizione mi ha buttato lì cose che non avrei mai voluto sentire: G. è diventato violento, le maestre sono arrivate perfino a chiamarla a riprenderselo un giorno perchè la cosa stava diventando insostenibile. Il papà di G. sembra non voglia saperne di intervenire sulla sua educazione. E lei è sola.
Ora mi spiego molte cose. Mi spiego certi atteggiamenti che ultimamente mostra anche Power, più che atteggiamenti direi parolacce, minacce tipo "ti distruggo" (pronnnnntamente e prudentemente ritirate con un sorriso di scuse davanti a un mio "provaci se hai il coraggio" detto a braccia conserte e fissandolo dritto in quegli occhietti furbi) che mai ha potuto sentire dalle nostre bocche eccetera. Più di qualche volta il Power ha usato la bocca in maniera non proprio sua, e alla richiesta "ma dove l'hai imparato?" mi rispondeva sempre "da G." Io mi sono sempre limitata a dirgli "e se G. dice cose brutte perchè devi dirle anche tu?", e ho avuto soddisfazione nel sentirgli rispondere "allora la prossima volta che G. parla così lo porto in bagno e gli lavo la bocca col sapone". Che arrivi a farlo non lo so, ma spero con tutta me stessa che usi la sua intelligenza per imporre il suo modo di fare su quello dell'amichetto.
Una cosa mi è dispiaciuta. Ho chiacchierato con mia suocera di questa cosa stamattina, poco dopo averla saputa, e il pensiero che mi ha buttato lì subito è stato "e non c'è modo di non farglielo più frequentare?". Accidenti. Io proprio non avevo ragionato in questi termini. Io nell'immediato mi sono sentita profondamente dispiaciuta per questa mamma che si trova, da sola, ad affrontare un problema così grosso a soli 22 anni. Mi sono sentita dispiaciuta enormemente per questo bambino di cinque anni che potrebbe vivere meglio, che avrebbe tutto il diritto ad avere quello che ha mio figlio (un papà con le palle) anzichè quello che ha ed è come non avesse, e mi sono sentita fortunata ad avere un figlio che fortunatamente è in grado di ragionare e al quale non mi sento di negare la sua primissima amicizia profonda per nulla al mondo.

mercoledì 13 maggio 2009

Mancava il certificato

Stamattina alla materna ci è stato consegnato un avviso: pare che da oggi abbiamo il dovere di riconsegnare il bimbo alla scuola corredato di certificato medico dopo una assenza per malattia di durata superiore a giorni cinque. Un tempo c'era quest' obbligo, da qualche anno era stato tolto, ora è stato riapplicato.
Ho chiesto alla maestra "come mai?", e forse perchè era la supplente e non aveva molta voglia di perdere tempo, forse perchè davero non lo sa, ma mi ha risposto: "signora, perchè è una disposizione ministeriale". Come dire, "more, perchè hai fatto codesta marachella?" e sentirsi rispondere "perchè di si". Come punto a capo. Ma vabbè.
Dato come presupposto che si tratta di una sciocchezza quello di cui sto parlando, in confronto ad altre molto più pesanti problematiche dell'universo, io mi chiedo come mai anzichè cercare di semplificare le cose si cerchi di renderle più complicate. E mi sono data le seguenti risposte:

  • -perchè non c'era abbastanza coda negli ambulatori pediatrici

  • -perchè bisogna dare la colpa al un pediatra se un'intera classe ha preso il morbillo perchè la sconsiderata madre lo ha portato all'asilo un giorno prima del tempo limite per il contagio

  • -perchè non c'erano sufficienti richieste ai datori di lavoro di ore di permesso da parte delle madri lavoratrici, per supplire agli obblighi derivanti dalla cura del proprio bambino

  • -perchè in Italia non si consuma abbastanza carta, per cui è necessario contribuire con certificati in più


Chi ha spiegazioni più logiche e vuole darmele mi fa un favore. Ma davvero, non è una domanda retorica o ironica. Vorrei capire. Per favore.

lunedì 11 maggio 2009

Profumo di Lillà...

...e colore di iris.
Quest'anno il Lillà ha fatto pochissimi fiori, scherzo della natura. Ma gli iris, che lo scorso anno erano si e no una decina (spaventatissimi, per di più, perchè il grosso dei loro fratelli è stato spazzato dalla furia dell'allora quattrenne in cerca di avventure) quest'anno sono uno splendore.



E io al mattino, quando apro la portafinestra che dà in giardino, vengo investita dal profumo soave dei Lillà, che anche se sono pochi sprigionano un aroma che difficilmente si crede provenga da qualche fiore soltanto. Ma mi ci vuole qualche secondo per far mente locale e ricordare che non sono le decine di iris a emanare quel profumo.
I gelsomini sono strapieni di boccioli. Credo che tra qualche settimana saranno uno spettacolo. Peccato che via web non si possa far trasparire gli odori.

Bricomamiga

Beh, una cosa buona c'è in queste ultime settimane: è vero che con l'arrivo della bella stagione casa mia sembra esplodere nelle sue esigenze, e il giardino doppiamente, ma quando inizia a far caldo Mamigà può tirar fuori colori e pennelli tanto ogni cosa asciuga in un batter d'occhio! Giorni fa ho decoupato un barattolo di orzo che non fotografo per pudore, visto che non è venuto un granchè. Però avevo una scatolina che aspettava nella scatola degli strafanissi da mesi, me l'ha portata mia madre acquistandola in un negozio "tutto un euro".  E' diventata un portadentini (da tener rigorosamente nascosta a PRMF finchè smette di credere al topolino). Un po' di colore blu, del bianco, una spugna, vernice, colla a caldo e strafanti vari provenienti da bomboniere di chi nemmeno mi ricordo, e voilà...

Vista da davanti...





...e da sopra




domenica 10 maggio 2009

Altra puntata

Altra puntata (si fa per dire) del SAL spazzatura: ecco il mio barattolino micioso con qualche filo in più

Se devo dirla tutta Pat chiedeva, in una mail, di fotografare il barattolino in mezzo ai nostri fiori o vicino al nostro animale da compagnia. Oddio, io quando ho fatto la foto me ne sono completamente scordata, credo sia per l'antipatia innata che ho verso la digitale e lo scanner... Però la prossima volta cercherò di ricordarmene, penso di farlo con lo sfondo dei fiori perchè se devo mettere in posa le gatte, qualsiasi delle due... lasciam perdere.


A dire il vero ultimamente ricamo pochissimo, vuoi perchè mi sto dedicando a imparare l'uncinetto, vuoi perchè con mio figlio mi riesce sempre più difficile fare qualcosa in santa pace. Per lo più mi sono dedicata ai ricami per i RR, quello su XSP è ormai concluso, mentre quello su Puntocroce va avanti bene. Ecco i due ricami che ho portato a termine ultimamente: questo è per Annamaria, che come tema ha scelto "casette inglesi" (bellino direi)


E questo è per Lau, che dedica il suo strofinaccio alla frutta


E' ricamato a un filo solo, credevo fosse più ostico da fare mentre invece è stato piacevole ricamare queste ciliegie (che mi fanno una gran voglia, ad esser sincera!).

venerdì 8 maggio 2009

Ogni tanto penso di avere un carattere di mè. Non sopporto non essere coerente con me stessa, se penso verde devo fare verde e non rosso come le convenzioni vorrebbero. Però a volte costa, costa moltissimo, mi fa apparire cattiva agli occhi degli altri e anche ai miei stessi occhi. Mamigà non tollera le vie di mezzo con i sentimenti, con gli impulsi e con le reazioni. Qualche volta mi è stato detto di essere dura, e dura lo sono davvero: non posso fingere di non esserlo solo per amore di qualcun altro.
Questo lo scrivo oggi perchè sono enormemente incazzata. Ma proprio di brutto. Sono incazzata perchè mi sono stati pestati i piedi, ed è una cosa che non tollero. Come non tollero l'idea di dover soprassedere e far finta di nulla, per amore di cosa? Per amore di chi? La pace dei cimiteri è una farsa. Come quando si detesta una persona per tutta la vita, ma poi una volta morta guai a chi si permette di parlarne male. Palle.

mercoledì 6 maggio 2009

E se è allergico al gatto?

Che una fetta di parentado (acquisito, per carità!) fosse del tutto schierata contro l'esistenza del genere felino, più specificatamente del gatto, mi era noto dai primi tempi in cui ho fatto la loro conoscenza. Vabbè, ognuno ha le sue tare, non ci si può far nulla. Avevo perfino fatto l'abitudine (non senza una certa qual dose di stizza) alle battutacce, del tipo "io i gatti li farei sulla griglia", oppure "per te oggi ho cucinato il gatto bianco del vicino" eccetera: ho imparato a incassare e a riderci su, e lo ammetto, una volta ho anche risposto in maniera ironica "la prossima volta che vieni a casa mia ti cucino il cane del vicino allora",  giusto per  capire che effetto fa a un amante dei cani sentirsi dire una cosa del genere (per la serie "la prossima volta che pensi di fare una battuta intelligente pensaci un secondo in più che fai un favore all'umanità"). Giorni fa mio suocero mi ha preso in parte per raccontarmi con particolari agghiaccianti come ha fatto fuori un gatto che si era permesso di far cadere la gabbia del suo canarino, e si, mi ha dato parecchio fastidio per il suo alto tasso di delicatezza e buongusto (zero), ma dopo aver mandato giù una tazzina di fiele (non vale la pena nemmeno di rispondere, se non voltando le spalle) ho dato la colpa a una cultura dalla quale proviene che non gli ha concesso di fare altro (e si sa, a un uomo di settantatrè anni la testa non gliela cambi).
Però mi ha lasciata basita, letteralmente basita, una di queste parenti piuttosto giovane (non voglio scendere nello specifico ma non è mia suocera)  l'altro giorno. Quando le ho detto che tra qualche giorno dovrò far fare a mio figlio i prick test, cosa davanti alla quale penso a chiunque verrebbe spontaneo dire qualcosa tipo "che problemi ha?", oppure "fammi sapere" eccetera,  mi sono sentita rispondere (badate bene la finezza eh): "E se vien fuori che è allergico al gatto che fai?" (sorrisino ironico e aria di sfida).
Ora, di allergie ce ne sono tante, non sono un medico allergologo ma ho un marito allergico a varie cose e quindi non sarebbe mio figlio il primo a portare antistaminici in casa. Ma caspio,  non ti viene in mente altro? Ti pare una cosa da cui prendere spunto per provocare?
Ps. Sarà stato bello il suo bavoso e grugnoso boxer con pedigree, pace all'anima sua... Niente contro i cani, per carità...

martedì 5 maggio 2009

Actarus?

Stamattina a colazione.
-More, con quei due ciuffi all'infuori e il ciuffo in mezzo all'ingiù mi sembri tanto Actarus. Anzi, proprio Goldrake...
-Mamma, papà, chi era Actarus? Un cartone animato ssssssssstupido?
-Stupido? Eh, chi era Goldrake...







Ma oggi è anche un complegatto...

IL complegatto!
Auguri Gioia, buon settimo complegatto!

Ps. mi sa che devo mettere una sua foto aggiornata...

A mali estremi... sproloquiata decisamente su di tono

-Sono sssssstufo! Non ci vado più a giocare con V. e C!!!
-Ma more, sono due ragazzine, hanno undici anni, cosa pretendi! Vai a giocare con R, che ha la tua età, no? Vedi se ha finito di fare i compiti (è in prima elementare, n.d.M.) e gli chiedi di uscire nel vialetto! Cosa vai a perdere tempo con due ragazzine, è logico che non ti diano più di tanto retta!
-Mmmmmmma mi hanno stufato, non ne posso più! Le uccido!
-
-Anzi no, gli buco le gomme.
-Meglio, và...

sabato 2 maggio 2009

Sogni...

Stanotte ho sognato che venivo cazziata dalla prima insegnante dell'asilo di mio figlio, quella che mio figlio tutt'ora non può sentir nominare, che veniva a lavorare con la gonna corta e i tacchi alti. Non potevo vederla nemmeno col binocolo, figuriamoci che effetto mi ha fatto trovarmela in sogno.
Si, ho bisogno di scaricare un po' di stress. Decisamente.
E di un tichinin di quella famosa sgnappa.