background verde

lunedì 29 giugno 2009

Ha la testa dura...

-Mamma, com'è la scuola?
-E' diversa dall'asilo, è così e cosà. Si va a scuola per imparare tante cose che non conosci ancora.
-Ma io so già tutto, ho già tanti libri! Vedi il mio cervello, qui dentro? (E si tocca la testa). E' già tutto pieno, non ci sta niente più. E' per questo che ho la testa così dura.
Ho dovuto stringere i denti per risparmiare la risposta.

sabato 27 giugno 2009

Sto un po' meglio

Ieri sono stata dal medico, perchè due confezioni di azitromicina non hanno fatto altro che lasciarmi un effetto indesiderato piuttosto fastidioso, ma miglioramenti niente. Così ieri sera ho iniziato a  prendere un altro tipo di antibiotico associato a cortisone per bocca per cinque giorni, e suffumigi. Ora, dopo meno di 24 ore, riesco finalmente di nuovo a parlare. Sono stanca, questo si, un po' debilitata, ma penso che in qualche giorno potrò tornare in forma. Certo che questo tempo non aiuta di certo a tenere alto il morale... Vorrei trascorrere più tempo in giardino, respirare l'aria del pomeriggio inoltrato all'esterno mi da la sensazione di apertura dei polmoni, e a me stare tra il mio verde ha sempre rinfrancato l'anima, ma con questa pioggia insistente come si fa? Ora ho appena finito di stirare una montaaaaaagna di panni, arretrati di una settimana in cui non sono riuscita a fare davvero nulla perchè anche solo il salire le scale mi faceva andare in apnea o quasi. Mio marito sostiene che è stata la settimana più pacifica della storia, io mi auguro sinceramente di non passarne più di così perchè è stato davvero angosciante.
Vabbè. Stare a riposo forzato mi ha consentito di riprendere in mano una passione che avevo prima di sposarmi, e che ho lasciato in disparte dal giorno in cui mio figlio è nato: cucirmi i vestiti. Cucire non richiede sforzo fisico, a parte quello (quasi inesistente) di girare attorno al tavolo con riga, matita e strafanti vari. Ho tirato fuori dal baule magico uno scampolo che giaceva lì da qualche anno, blu, e ho provato a cucirmi un abitino, giusto per vedere se mi ricordavo ancora come si faceva. In tre giorni ce l'ho fatta, e con la soddisfazione di vedere che so ancora lavorare su un modello, quindi ho fatto un progettino e...Ieri pomeriggio, dopo aver fatto il cortisone via aerosol, l'ultimo, ho preso il coraggio a quattro mani approfittando della mezz'ora di beneficio che questo mi concedeva, e sono andata nel negozio di stoffe - l'unico - a poca distanza da qui. Ho acquistato un taglio di shantung viola, quando l'ho visto me ne sono innamorata. Io spero in meno di venti giorni di riuscire a farne un tubino come ce l'ho in mente, sempre che "qualcuno" alto un metro e venti me lo lasci fare, perchè se viene pari pari alla prova che ho fatto con lo scampolo di cui sopra posso solo essere soddisfatta. E sbloggarlo ovviamente.

martedì 23 giugno 2009

Prima d'ora non avevo mai sofferto di laringospasmo.
Sono già diversi giorni che va avanti, e solo l'aerosol di cortisone mi da sollievo per qualche ora.
Mi hanno detto che è normale che venga la tachicardia ogni tanto.
Mi hanno detto che è normale che mi senta a terra, è l'effetto dei farmaci.
Mi hanno anche dato tanti consigli, primo fra tutti non lasciarsi prendere dal panico, prima o poi passa.
Ma ora ho solo una gran sensazione di terrore.
Sentirsi mancare l'aria è orrendo.
Aver paura di parlare è avvilente.
Ho paura.

lunedì 22 giugno 2009

RR Polenta e Nduja ultimo ricamo

Eeeevvvualà! Terminato l'ultimo ricamo per il RR più strambo che io abbia fatto mai, iniziato malissimo, proseguito con un cambio drastico di coordinate e persone, e ora in dirittura di arrivo in superanticipo sulla tabella di marcia. Vai a programmarle, le cose...
Comunque, questo è il ricamo che ho fatto sullo strofi di LauraGDS





IL suo tema era "Birdhouses", casette per uccelli. Questa come si può vedere è un pezzo di uno schema di JJ, che adoro.
E ora che ho terminato i ricami altrui, posso prendermi tutta la libertà che voglio. Ossia dedicarmi indifferentemente a uncinetto o ricamo, secondo quello chemi sconfiffera al momento. Niente più RR, almeno per un po'. Voglio provare l'ebbrezza di ricamare senza scadenze per un po' di tempo, solo per me, prima che arrivi Natale e mi venga qualche altra idea.

Gatteria e bricomamigà

Da dove iniziare? Dai tre micetti di qualche post fa...
Purtroppo dei tre ne è rimasto soltanto uno. Non so che fine hanno fatto gli altri due, so solo che il mattino dopo una giornata di temporali sono scomparsi. E' rimasto solo uno dei due bianchi, che il Power ha adottato (temporaneamente si intende) chiamandolo simpaticamente Max. E Max deve essersi calato bene nella parte, perchè nonostante sia ancora superdiffidente nei confronti di questi enormi umani che ogni due per tre vanno a fargli versetti scemi sbattendosene altamente dei suoi soffi (soffi, che parola grossa... diciamo più prototipi di soffi và) sembra inizi a rispondere al nome. Ed eccolo in tutta la sua meravigliosa dolcezza



Qui è accoccolato con la mamma nel cestino della mia bici



Mi auguro di riuscire presto a farmi fare una foto con lui in mano, finchè ci sta.
Proseguono anche i miei tentativi di usare l'uncinetto. Ho colto l'occasione per usare un po' delle interminabili matassine di cotone lanato avanzate dall'epoca in cui ricamavo a mezzo punto. Ho pensato di creare un nuovo copricintura per la mia auto, dato che il precedente (quello con Heidi ricamata su) era praticamente tenuto insieme solo dalla buona volontà ormai. Usando tinte in sintonia con il colore dellam ia auto, ne è uscito questo
aperto

e chiuso (per l'uso della tetta e della spalla si ringrazia simpaticamente il recalcitrante Papigà)


venerdì 19 giugno 2009

Il Power ha fatto colpo

Stamattina io e Papigà siamo tornati dal medico, per me stavolta. Ho un larignospasmo, devo curarmi con cortisone e antibiotici.
Ma la cosa divertente è stata quando ho ringraziato il dottore per via del Power, per la visita dell'ultima volta. Come ho solo nominato il Power il dottore ha inziato a ridere che a stento riusciva a riprender fiato... E tra un singhiozzo e l'altro gli è uscito un paio di pezzi di frase, del tipo "che sagoma vostro figlio... complimenti... ha un'intelligenza da far spavento... "
Caspita, il Power deve aver proprio fatto colpo!

giovedì 18 giugno 2009

18 giugno 2009- il nostro nono anniversario di matrimonio

Trovo inutile oggi, dopo nove anni insieme nel quotidiano, usare tante parole quando c'è una sola, breve espressione che può contenere l'universo intero. Ed è questa espressione, la più bella ed eterna, che voglio dedicare al sole della mia vita.

Ti amo tesoro.

lunedì 15 giugno 2009

Tanto il baule è pieno...

E dunque, siore e siori, venghino venghino ad ammirare l'ultima Gormitata (chiamiamola così). Risale a sabato sera. Al mattino il Power ha ben pensato di tirar fuori tutti (TUTTI ) I tremilacinquecento giochi di cui era stracolmo il suo baule in soggiorno. Ok, ho detto, fai pure, è sabato e la giornata è lunga, sfogati tanto il pavimento l'ho già bello che pulito. Ma ricordati, stasera prima che torni a casa papà devi rimettere a posto tutto. La risposta, placida e scontata: NON C'E' PROBLEMA.
Si certo, non c'è problema, voglio vedere stasera, quando dopo aver passato la giornata a fare slalom tra pezzi di lego, macchinine, puzzle, rottami di camion e pezzi di transformers ex superpotenti ora futura spazzatura, pezzettini minuscoli di sorpresine Kinder corredati da altrettanti ovetti portasorpresine e cosette varie, ti dirò chiaramente che è ora di sbaraccare tutto. E l'ora arrivò...
Inizialmente, presente la nonna, il Power chiaramente chiede alla stessa nonna "dammi una mano". Dopo tre minuti secchi ha dichiarato "sono stanco, nonna continua tu". E per fortuna che mia madre non è una di quelle nonne che si sciolgono come neve al sole davanti agli occhietti dei nipoti, perchè altrimenti non le sarebbe uscito dalla bocca un sacrosanto "COL CAVOLO". Segue un buon venti minuti di tira e molla, durante i quali la nonna ha levato le tende in modo previdente e mi ha lasciato a condurre la mia prevista battaglia. Alla minaccia "butto tutto in un sacco" non ci sono state reazioni particolari, ma quando Mamigà il sacco l'ha preso sul serio e ha iniziato a buttarci dentro tutto quello che le capitava a tiro, il volume delle proteste si è alzato di brutto. Si si, protesta, ora te la combino. Incurante dei ripetuti "non volevooooooo" ho continuato la mia opera di sanificazione del territorio, ho infilato la porta e vualà, fingo di recarmi al bidone in fondo al vialetto, seguita da urla strazianti di un contrariatissimo quinquenne che minaccia di legarsela al dito come la più brutta offesa arrecatagli in vita sua. In realtà...
In realtà ovviamente Mamigà, per scrupolo, e memore che i giocattoli non te li regalano all'ortofrutta, ha fatto il giro della casa, si è infilata nella casetta (tanto con i rumori di sottofondo che provenivano dalla sua ugola, il Power non ha potuto sentire il rumore del cancelletto che si apriva) e ha deposto il saccone al riparo da sguardi indiscreti. E completando il giro di casa è rientrata dal retro, non vista dal Power che nel frattempo si è precipitato fuori urlando in direzione del cassone dell'immondizia. NON VOLEVOOOOOOOOO!!! CATTIVAAAAAAAAAA!!! ORA MENE VADO IN CAMERA MIAAAAA E NON ESCO PIUUUUUUU!!!
Ma il ridicolo deve ancora arrivare.
Passa un quarto d'ora. il Power scende e, serio, mi fa: "mamma mi hai fatto un gran dispiacere. Mi hai fatto stare male e io sono arrabbiato con te". Figuriamoci. Mamigà dal basso della sua sdraio in giardino, senza nemmeno alzare lo sguardo dal depliant con le offerte del supermercato, non poteva che rispondere "guarda che ti sei fatto un dispiacere da solo, se rimettevi a posto i tuoi giochi io non li buttavo e tu non stavi male, ti avevo avvisato". Il Power incassa e se ne va a cercare qualcosa nel baule. Poi esce, e serio: "mamma, mi hai detto le bugie. IL baule è pieno".
EEEEEEEHHH??? "Il baule non è pieno, guarda meglio, è solo che dentro ci sono i giochi più ingombranti buttati alla rinfusa e fanno volume!".
-Nnnnnon è vero!
-Ma certo che è vero! Cerca il camion e non ce lo troverai, come non troverai il Memory e le macchinine, e tantissime altre cose!".
Il Power torna al baule, sgarfa bene, alza le spalle e mormora "tanto il baule è pieno lo stesso"!.
Ecco, è servito a molto tutto sto fracasso. La mia intenzione era di mettermi lì oggi pomeriggio, rovistare tutto il saccone e buttare tutti i pezzi di ex giochi, nel sacco della plastica, trattenendo solo quei pochi che comunque ha ancora intatti, reinfilare questi ultimi nel baule senza dir nulla così nemmeno si accorge del mio sotterfugio. Ma tanto mi sa che anche se aspetto una settimana o due non cambia nulla.
Ma che tipo...

Rieccoci

E rieccoci qui. La "pausa caffè" che il mio blog si è preso è servita, oltre che a sistemare un piccolo problemino di privacy violato per una sbadataggine (una sciocchezza per la quale non me la sono presa, ma che è stato meglio sistemare adeguatamente) è servito anche a chiarire a me stessa come voglio gestire queste pagine.
Ora, ci sono persone (pochissime) che possono collegare quello che leggono a un volto preciso, altre (la stragrande maggioranza) no. Mi sono chiesta se questo significasse nascondersi, e mi sono risposta altrettanto serenamente: NO. E' solo che a volte ci si sente più liberi di essere sè stessi quando non ci si mostra in tutto e per tutto. E' la mia fetta di privacy. E' quella parte di me che è mia e soltanto mia, che mostro solo a chi voglio, perchè le cose più preziose messe in una bancarella del mercato perdono di valore. Ed è già tanto, a volte penso troppo, che ci sia chi può collegare i miei scritti al mio volto.
Insomma, Machemamma mi piace così com'è. Senza svendite nè offerte speciali.

domenica 7 giugno 2009

Una perla di sproloquio

Ieri, dal medico col Power. M-medico, P- Power.
M- ora ti guardo nell'orecchio con questa penna qui...
P- mi fa maleeeee...
M- abbi pazienza, girati, voglio vedere l'altro orecchio..._____ ora cambio il terminale, uso questo qui _________ ora girati...______ mmm... devo vedere ancora, oggi sono curioso...
P- a volte la curiosità uccide!
M-
Mamiga-


Cinque minuti più tardi eravamo seduti da un lato della scrivania del medico, all'altro lato il dottore scriveva la diagnosi al computer, in silenzio. E dopo qualche istante ripete a voce alta, il viso perplesso e rassegnato... "a volte la curiosità uccide...."
Miiiiii...

Ancora il mio barattolo

E passettin passettino, anche questa tappa del SAL spazzatura è arrivata. Questo è il mio barattolo oggi: ho voluto fare una specie di collage di immagini, cercando di rimediare un po' alla mia mancanza (si fa per dire) della volta scorsa (fotografare il barattolo in mezzo ai nostri fiori) e dando la mia interpretazione del tema proposto per oggi (tra bottoni e nastri...).


Ecco il barattolo nel dettaglio


Ultimamente ho crocettato quasi zero, per questo non è molto più pieno della volta scorsa. Ho un problema alle mani che mi impedisce di ricamare quanto vorrei, e lo ammetto, sta cosa dell'uncinetto riuscendomi anche più facile in questi termini... mi ha consentito di produrre ulteriormente. Cosa? Un centro, tanto per cambiare, che devo dir la verità, se ho sempre detestato i centrini, inizio ad appassionarmici da quando ho scoperto che non esistono solo quelli rotondi (e che cosa volete farci, io sempre rotondi li ho visti, ma quando ho visto questo a forma di fiore su una rivistina me ne sono innamorata...). Tanto che ho deciso che mi dedicherò ai centri solo in forme "alternative".


Comunque si, in misura ridottissima rispetto ai tempi d'oro ma qualcosa crocetto, solo che stavolta il "frutto" del mio tempo passato con l'ago in mano deve rimanere segreto segretissimo.

sabato 6 giugno 2009

Lettera aperta al sindaco

Egregio signor Sindaco,
ieri pomeriggio ho trovato nella mia cassetta delle lettere una busta indirizzata "ai genitori di F. Power". Di sicuro Lei di figli ne ha, e immagina cosa di solito contengano buste indirizzate  ai figli quando sono in così tenera età: solitamente comunicazioni sulla data fissata per il prossimo vaccino, comunicazioni scolastiche, obblighi da assolvere da parte nostra  o cose del genere. In genere questo tipo di buste mettono subito sul "chi vive", perchè si sa, bambini così piccoli non ricevono altri tipi di comunicazioni.
Si immagini quando, aperta la busta, ne ho estratto un... volantino elettorale. Volantino ben studiato tra l'altro, che mette al corrente noi mamme e papà, che secondo me Lei ritiene fondamentalmente persone che davanti al nome del loro figlio pronunciato da altri rimbecilliscono, di innovazioni e supposizioni sul futuro che avrà nell'immediato la loro scuola materna nel caso in cui Lei dovesse venire rieletto.
Ma io dico, ci prende per scemi? Il progetto che lei presenta è del tutto privo di attinenza alla realtà, corredato tra l'altro di informazioni riguardanti l'attuale situazione che danno la conferma che lei alla scuola materna non ha mai messo piede (cosa che  noi già si sapeva, ma così facendo ha tolto ogni dubbio anche a chi non se ne è mai curato). Oltretutto, non so da quali fonti ha ottenuto l'informazione riguardante il costo della retta mensile media  attuale paragonandola alla retta che chiedeva la scuola quando era gestita privatamente: io non ho MAI speso 50 euro al mese per mantenere all'asilo mio figlio (magari!) come lei sostiene, e se Lei ritiene per noi sconveniente tornare a pagarne 80 nel caso la scuola stessa tornasse privata io ringrazierei sentitamente: attualmente ne pago 85 quando mio figlio frequenta tutto il mese, con tutti i disagi che comuqnue concorrono, quindi faccia lei i conti.
Ma soprattutto, caro Sindaco,
NON SI USA IL NOME E COGNOME DEI NOSTRI BAMBINI PER FARE PROPAGANDA POLITICA, E' UNA BASSEZZA!!! SI VERGOGNI!!!

Una cittadina che domani voterà per il suo avversario

venerdì 5 giugno 2009

Un complimento particolare

-Ma sai che piacere ho avuto a parlare con tuo figlio l'altro giorno? Hai cresciuto un bambino sereno, complimenti, è proprio bello vedere un bambino così. Tu ti butti sempre giù ma guarda cosa stai facendo, è straordinario.

Questo è quanto il mio medico mi ha detto stamattina, quando mi sono recata da lui. E per me è un complimento che solo chi mi conosce bene sa quanto io posso apprezzare. Perchè io, proprio io con le mie ansie, con le mie paturnie, il mio panico sempre latente, con il mio terrore di sbagliare con lui, sto allevando un bambino che dà questa impressione: nonostante i suoi difetti e le sue "tare" da bambino di cinque anni qualunque, è un bambino sereno. E gli si vede in viso ancora prima che parli: ha gli occhi limpidi, la ingua sciolta e senza malizia, e per me è molto, moltissimo. Che poi lo notino anche altre persone è un traguardo. E credo che in fondo sono fortunata ad avere accanto un marito che mi ha permesso di stravolgere completamente la mia teoria, che se la mia infanzia è stata difficile non è detto che non possa regalarne una felice al mio bambino.

mercoledì 3 giugno 2009

E sempre a proposito di cartoni...

... io impazzivo per questo



Mi hanno detto che è uscito ancheil film, per ora solo in lingua giapponese (un mio vicino di casa è andato a vederlo a Udine, con tanto di cuffiette per la traduzione in italiano), descrivendolo come una figata!

martedì 2 giugno 2009

Al voto

Domenica, oltre alle elezioni europee, in paese si voterà il nuovo sindaco con giunta annessa e connessa. Non voglio scrivere qui per chi ho intenzione di votare perchè in questo blog di politica non ho parlato mai per principio, ma una cosa mi ha lasciato perplessa e me la voglio segnare. Chiacchierando con mio marito giorni fa mi ha espresso la sua preferenza riguardo al voto, e per una volta mi trovo in netto contrasto con lui. Per un motivo apparentemente banale: conosco il tizio per il quale voterà, e per quanto sia una brava persona, per me ha una tara inaccettabile: non parla con le donne, nè le guarda in viso quando se le trova davanti. Non le calcola, semplicemente. Ho avuto a che fare con questa persona per via dell'asilo, e sono rimasta molto amareggiata da questo atteggiamento. Che da queste parti la mentalità sia ancora radicatamente maschilista si sa, si accetta più o meno volentieri e noto con enorme piacere che le generazioni come la mia stanno soppiantandola con ben altri modi di agire. Ma secondo me nel 2009 l'idea che un uomo vada al potere sapendo che considera "persone" solo il cinquanta per cento della popolazione, è inaudito e da ignoranti.

La recita del Power

Checcariiiiiiiiiini! Tutti in fila, tutti assieme, tutti obbedienti verso le maestre, battono le manine, cantano la canzoncina, recitano la poesiola, ma guarda che candore, che contegno, come sono braaaaaaaaaavi! E tutti a ritmo, si vede che si sono impegnati eh? Bravi! Bbbbbraviiiiiiiiiiii!!!
Mica... Il Power è il Power, non dimentichiamocelo MAI!
Venerdì scorso c'è stata la recita di fine anno (fine... manca ancora un mese alla fine ma vabbè, l'hanno fatta il 29 maggio) della materna. Una recita in grande stile, considerando l'età dei piccoli attori/cantanti che dir si voglia. Penso che sia un po' quello che accade in ogni recita scolastica: i bambini si mettono in semicerchio e recitano la poesiola, cantano la loro canzoncina e via. E mio figlio erano giorni che attendeva l'evento, e con emozione anche, visto che si trattava dell'evento allegro che doveva cancellare dalla sua mente la seccante incombenza di tre giorni prima (i prick test, ndM). Entusiasta nei giorni antecedenti mi ha più e più volte declamato la poesiola di fine anno, invitandomi a impararla a memoria con lui (ma quandomai, io non imparo a memoria nemmeno i numeri di telefono da tanto tempo, vivo di arretrati io, e di memoria del cellulare...), ha più e più volte canticchiato la canzoncina dei "gufi" (la sua parte alla recita sulla primavera nel bosco), cosa che mi diverte sempre tra l'altro.
E con entusiasmo ci siamo recati alla recita venerdì mattina, al teatro, come i grandi diceva il Power. Eravamo io e Papigà ovviamente, la nonna L. e Cricci.
Quando sostengo di avere un figlio anarchico intendo esattamente questo. E poi ditemi se sono in errore.
Si apre il sipario. Al centro una decina o poco più di bambini con la maglietta da gufi (blu, col gufo dipinto e il nome sotto). Inizia il semicerchio di gufetti proprio mio figlio, che svetta come una colonna e non lo vedi solo perchè è il primo, ma soprattutto perchè un metro e venti di bambino con due spalle da muratore e due ciuffi da Goldrake è difficile da non notarsi tra dieci alti un metro scarso tutti composti. E difficile non notare che, mentre gli altri bambini cantano la canzoncina dei gufi battendo ritmicamente i legnetti (bravi sul serio), il Power... guarda avanti a sè, dritto, fiero, con le mani dietro la schiena, la bocca chiusa, e verso la fine della scenetta tira fuori i legnetti famosi e inizia ad agitarli come le spade dei... Power Ranger. Beh, tra noi non so chi rideva di più. Mia madre a stento riusciva a tirare il fiato, viola in viso che sembrava stesse avendo una orribile reazione allergica. Io vabeh, mi aspettavo qualcosa del genere, ma così all'inizio dello spettacolo neanche poi tanto...
Poi il suo gruppetto si ritira e sfilano gli altri. Finchè c'è la poesia finale: ottanta bambini sul palco, a semicerchio, su tre file (ovviamente il Power dietro, primo della sua fila, in piedi). Inizia la recita della poesia e lui che fa? La recita, si, ma... si volta di spalle. Eccheccavolo, perchè bisogna fare quello che dicono le maestre? Dare loro soddisfazione va bene, ma io ci metto del mio, così le faccio fesse! Bello il braccio di una maestra che, da dietro il sipario, si nota prendere il bambino e tentare di farlo girare, e lui con sguardo fiero guardarla come per dire "che vuoi? Sto pur recitando...".
Oh, beh, credo di non aver mai riso tanto in vita mia... E ho anche pianto. Queste recite (è alla terza che partecipo) mi commuovono sempre. Per i bambini è importante, e lo si respira. Bravi. Bravissimi.
E bravo anche PRMF, che anche se ora vuol essere chiamato Gormito, non si smentisce mai.

lunedì 1 giugno 2009

Gat-nursery- foto puzzuelli

Ecco i puzzuelli: il trio fratelli "Diomiochefifa"


E primo piano della sorellina "Setiavvicinitiammasso"


Non sono dolcerrimi?
Ah, le reazioni delle legittime padrone di casa:
Amy (la più entusiasta): OMMIODDIO!!! SI GIOCA! FINALMENTE QUALCUNO CON CUI GIOCARE! DAI! DAI! SU!_____________________ma dove sono spariti?
Gioia: ecchissefotte...

Gat-nursery

Abbiamo una nursery in giardino: ieri Sbighez, la mamma gatta di quest'anno, ha portato in giardino i suoi tre rampolli (un mese e mezzo di vita, ndM) a conoscere il mondo degli umani. Anzi, degli umani felin/fessacchiotti che vivono in fondo al vialetto. Così fu che Mamigà si ritrovò tre gattolini grandi quanto un grosso topo (ma neanche tanto grosso) tra i vasi smessi e i sacchi di terriccio mezzi vuoti. Tre topi intraprendenti, si intende: a cercare di farci amicizia ci si becca tre mini soffiate da spaventare - forse - un paio di formiche. Mamma gatta da parte sua è bella che tranquilla, sembra che stia lì a dire "si toccatemeli pure, prima me li toccate prima si abituano alla vostra presenza tra le loro future ciotole". (Mai vista prima d'ora una gatta/mamma che non spenda almeno un soffio di avvertimento all'avvicinarsi di un umano ai suoi piccoli... evidentemente sono più gatta di quel che pensavo, per la tribù felina in fondo al vialetto).  E che si abituino a noi c'è da augurarselo, sarà più facile trovar loro famiglia a fine estate.
Accidenti però... avranno anche quattro denti in croce ma quando mordono fanno un male gatto... 
A presto la foto.