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lunedì 28 settembre 2009

Ho un caratteraccio

Ogni tanto vorrei che agli adulti fosse concesso di poter tornare bambini anche solo per qualche istante al giorno. Per poter essere sè stessi senza essere giudicati, poter fare i capricci anche se poi arriva la sculacciata (ma intanto ti sei sfogato) che nessuno lo trova strano, poter esprimere quello che passa per la testa senza freni. Essere sinceri da adulti è difficile, a volte troppo difficile. Così se da bambino dici "quella persona o quella cosa  la detesto" nessuno lo trova strano, ma da grande devi tenertelo dentro e far sempre e comunque buon viso a cattivo gioco. Per educazione (ma sarà indispensabile?), per necessità (ma perchè ci viene imposto questo fardello?), per senso del pudore (l'alternativa è crearsi il vuoto attorno), per rispetto (anche se io la chiamo ipocrisia, molto meno diplomaticamente), per il quieto vivere (il silenzio dei cimiteri è più realistico). Da adulti ad essere sè stessi, quando si ha un carattere come il mio, e oltretutto si è uno scorpionaccio indefesso, si rischia di farsi odiare e, quel che è peggio, odiarsi anche solo per averli fatti certi pensieri. E mentire, anche se è l'alternativa più logica, lascia in bocca un senso di insoddisfazione. Come ho letto più e più volte un po' qua un po' là, lo scorpione ha sete di sangue e vendetta, e domare sè stessi quando si è consapevoli di essere così è... logorante.
Comunque, io sto pensando seriamente di scegliere una terza via, e spero di tenervi fede. Scelgo l'omissione.  Sperando di non scoppiare.

La cicogna è arrivata da...

... zia Laura.

Bene arrivata Marina!

venerdì 25 settembre 2009

Panze, mica panze... questa panza poi...

Dunque, sono circondata da panze. Ogni volta che mi si da la notizia che la cicogna arriva in zona (affettivamente parlando si intende, non in km ) non posso che esserne lieta. Stasera però sono un po' irritata da  una panza in particolare, che a quanto sembra è entrata a far parte della schiera di panze che amano fare del loro stato una specie di corda da salto, di cui loro tengono in mano le manigliette e tu sei la corda che deve girare tutt'attorno mentre saltano.  Perchè di categorie strambe di panze ce n'è, eccome.
Dunque, la mia amica M. partorirà ai primi di febbraio. Un mesetto fa mi ha chiesto di prepararle il fiocco-nascita, e visto che glielo preparai quando arrivò la prima bimba non vedo perchè non dovrei farglielo anche per questo/a (e chi mi conosce sa quanto mi diverta, oltretutto). Però le dissi anche che avrei dovuto sapere il sesso del nascituro/a per tempo, ovviamente, se "per tempo" intendo il prima possibile.
M. ha fatto la morfologica lunedì. L'ho chiamata lunedì sera per sapere com'era andata, e visto che c'ero le ho anche chiesto il sesso del bimbo/a, per sapermi regolare. Ora, M. ha deciso che non vuole saperlo fino alla nascita, diversamente dal marito che invece lo sa. Bene, dico, fammelo sapere dal marito.
Risposta: eh beh c'è tempo, lo saprai che so, a dicembre, gennaio, tanto fai presto a fare il lavoro no?

E  certo. Siccome ho una scorta di materiale adatto a cucire un fiocco nella soffitta che non ho, metri e metri di stoffa a quadratini rosa e/o azzurri, e un ricamo si prepara in un'oretta, che vuoi che sia? Per cucirlo poi, cinque minuti no? E anche se ci si mette un po' di più, in fondo io ora ho mia madre qui, diversamente da lei che è sola con la bambina, la gravidanza e la casa da gestire, in confronto io non faccio un cà da mattina a sera, per cui il tempo lo trovo quando voglio, no?

Bene, ho chiesto a mio marito se riusciva a farsi dire dal marito di M., che è suo grande amico, quanto mi serve: la risposta è stata identica, nessuno lo deve sapere.
Ora, che chi non ricama e non cuce non abbia idea di cosa voglia dire farlo è cosa nota. Mi viene il dubbio che me lo abbia chiesto per una questione di cortesia, e a questo punto mi viene in bocca una rispostaccia, perchè ho sempre sostenuto che dietro ai puri atti di cortesia ci sia una giusta dose di falsità, cosa che non apprezzo affatto.
C'è poi la dose ridicola del "tirarsi" la pancia, come se aspettare un bambino fosse, anzichè la cosa più naturale del mondo, una cosa di cui vantarsi legittimamente, per cui certe donne pensano che le autorizzi a far pendere (credono) dalle loro labbra tutto il parentado e il vicinato.

Ora, cara la mia amica M., per quanto ti voglia bene, se prima mi sentivo onorata dalla tua richiesta e già avevo iniziato a scartabellare tra i miei schemi cercando il soggetto che avrebbe potuto piacerti di più, (tutta gongolante, lo ammetto) sai che ti dico? Comprati un bel fioccone gigantesco in pasticceria, tanto da quel che ho capito di avere il fiocco ricamato non te ne importa poi molto, così mi risparmio il lavoro e crocetto per me. E già che ci sei, vai un po' a fanzumme và...

giovedì 24 settembre 2009

Ogni tanto anch'io amo far polemica

Servizio di Raidue, Costume e società di oggi: I LAVORI CHENESSUNO VUOL PIU FARE (lavori artigianali per lo più). Dicono che ci sono tanti posti di lavoro presso soprattutto botteghe di artigiani, ma nessuno vuole più fare il falegname, il decoratore, il fabbro ad esempio, il sarto, il parrucchiere, il panettiere... Motivo ufficiale: la paga è bassa e l'apprendimento richiede pazienza, tempo e dedizione, e la gente oggi non ha voglia di fare sacrifici.
Balle.
Chi spulcia quotidianamente le inserzioni di offerte di lavoro sa bene che se non hai meno di venticinque anni, trenta al massimo (dipende da quanto è il massimo di età in tal regione per assumere personale con le agevolazioni dei contratti di formazione) non ti si prende nemmeno in considerazione per certi tipi di lavoro. Ufficialmente ti fanno intendere che  dopo i trent'anni non sei più in grado di apprendere nulla di nuovo lavorativamente parlando (ma lo fanno in modo diplomatico, che tanto il succo è sempre lo stesso). Ufficiosamente si sa, costi troppo, ma non si può dire. E se hai figli piccoli non va bene perchè potresti assentarti spesso a causa loro, se non li hai ma sei in età per averne hai maggior probabilità di dover chiedere presto di startene in maternità, soprattutto se sei fresca sposa. E se non hai esperienza in tal campo non va bene, ma anche se ne hai troppa perchè potresti avere problemi ad adattarti o che so io.
Ma ufficialmente...
la paga è bassa e l'apprendimento richiede pazienza, tempo e dedizione, e la gente oggi non ha voglia di fare sacrifici.
Ma per favore, siamo realisti...

Il Power in castigo? E come no... una più una meno...

L'altro giorno mio figlio ha iniziato la sua annuale collezione di castighi all'asilo: quest'anno è da dire che ha iniziato anche presto, gli anni scorsi partiva più o meno a tre mesi dall'inizio. Quando vado a prenderlo e vedo la maestra che mi attende con un una mano sul fianco appoggiata alla porta so già cosa mi aspetta: "signora, oggi io e il Power abbiamo avuto un piccolo diverbio, terminato con un castigo", questa è l'espressione più diplomatica che ho sentito finora in questo senso. E va bene, io ho sempre detto alle maestre che se se lo merita è giusto che glielo diano (che poi, sarà castigo... Passare il pomeriggio in classe coi più piccoli per il Power è solo un diversivo, non un'onta. Giocattoli diversi, bambini più piccoli a cui poter insegnare come funziona il mondo che è il suo sport preferito... Più che castigo per lui è un contentino). E che mio figlio non sia uno stinco di santo è cosa nota, a noi in primis, alle maestre e perfino ai bidelli, che il primo anno gli hanno cambiato le mutande, il secondo lo hanno tirato su da terra ogni volta che si sdraiava a far capricci e il terzo tentavano di convincerlo che se metteva i calzini antiscivolo della scuola per una volta non gli si staccavano i piedi durante la psicomotricità.
Ma è lo sguardo accusatore della maestra mentre mi racconta il misfatto che mi turba ogni volta. Ah, premetto, con molta probabilità è per il novanta per cento frutto della mia autosuggestione, che è molto tesa quando si parla di mio figlio e della sua educazione. E' come se mi sentissi addosso un vocione stile Fernandel/don Camillo  quando parla in chiesa, che mi dice tra le righe "tu, mamma sconsiderata e incapace, non vedi che tuo figlio ha bisogno di una stiratina?". Che lasciamo perdere le teorie educative secondo le quali con le buone si ottiene tutto (ma quandomai, prendetevi il Power tra i piedi per una settimana e vedete), rimane il fatto che o direttamente o con sottigliezza, ti viene ribadito sempre e comunque che se tuo figlio ha qualche tara di carattere è

SEMPRE
INESORABILMENTE
COLPA
TUA.

Come se in casa fosse scontato che un bambino viene sempre accontentato in tutto, gliele si da tutte vinte, è stra coccolato (beh ammetto che io con le coccole ci vado giù pesante quando mi si presenta l'occasione, ma vorrei vedere qualunque madre) e viziato alla stragrande. Come se tu mamma e tu papà foste ciechi, passaste sempre sopra a ogni marachella considerandola una bambinata (che è anche vero, ma in casa mia non ci si ferma certo li) e come se quando io affermo che mio figlio "ha un carattere forte" lo dicessi solo perchè ogni tanto si oppone, com'è normale, all'imposizione di qualche regola, ingigantendo le cose. Magari fosse così...
Comunque, come ho premesso, tutto questo elucubrare probabilmente è solo frutto della mia autosuggestione, perchè si sa, quando ci toccano i figli rizziamo le antenne e drizziamo le vibrisse, e quasi sicuramente entro qualche settimana la maestra nuova avrà modo di inquadrare meglio il soggetto dando il giusto peso alle sue uscite e riconsiderando il metodo da usare per farlo rigare dritto almeno all'asilo. E per fortuna è affiancata dalla maestra dell'anno scorso, che sa bene di che qualità è il pelo del Power.
Fatto sta che sarà bene ricalibrare il tiro prima che inizi la scuola elementare, o faremo tappa fissa settimanale nell'ufficio del preside. Ma magari è capace di crescere un po' di suo il Power per quell'epoca, stupendoci tutti, e io ci potrei anche far conto.

Ah, per i più curiosi: il Power è stato messo in castigo per lo stesso motivo per cui è stato più volte  castigato lo scorso anno: la maestra spiega qualcosa o comunque chiede attenzione, e nonostante ripetuti richiami il Power si fa bellamente i fatti suoi. Come dire, maestra, tanto so già quello chevuoi spiegare, io ho cose più importanti da fare, devo salvare il mondo...

mercoledì 23 settembre 2009

Mamma! Ti ho portato le castagne!

-Uuuuuu moreeee!!! Che belle che sono! Grazie, lo sai quanto mi piacciono le castagne! Domani portamene ancora, che le mettiamo in una boccia trasparente da lasciare sul tavolo in ingresso! Sai che bello da vedere? Fa proprio autunno... Ma le hai raccolte nel giardino dell'asilo?
-No , le ho rubate dal secchiello delle femmine...
-

martedì 22 settembre 2009

:(

Sono ipernevrotica ed intollerante e so di esserlo, o almeno da qualche giorno a questa parte. Saranno i farmaci che prendo ad ingigantire le emozioni. O sarà che quando non posso agire direttamente per risolvere qualcosa che mi rode, mi si arricciano i visceri senza tregua. Farmaci o non farmaci.

domenica 20 settembre 2009

Gatti, avete anche rotto!

Mio marito mi ripete spesso che guai a chi mi tocca i gatti, che io per salvaguardare i miei gatti ucciderei, che gli dedico troppo tempo e via dicendo. E sotto certi aspetti è anche vero, chi mi conosce di persona sa quanto li adori e gli dedichi attenzioni e cure. Ma stasera quello che provo se penso alla gatteria di casa e circondario è un insano desiderio di liberarmene definitivamente. Mi sono decisamente rotta. Sarà perchè ho appena finito di pulire una chiazza di materiale organico decisamente sgradevole da sotto la panca dell'ingresso.
Succede che sono mesi e mesi che si va avanti a dispetti tra di loro e, ogni tanto lo sospetto, verso la sottoscritta: peccato che la sottoscritta sia l'unica che i dispetti se li deve anche andare a pulire, perchè i gatti in questione, uno dopo l'altro, i dispetti se li fanno a colpi di pisciate e cagatine più o meno intense fuori posto.
Inizia  un paio di anni fa: arriva Heidi in casa e, stranamente, inizio a trovarmi la pisciata mattutina sempre nello stesso posto (non dico quale perchè fa decisametne schifo). Due o tre volte la becco in flagranza di reato e la punisco (leggi sventola). Poi dopo due anni Heidi sparisce, e le pisciate continuano: capisco che non era solo Heidi a farle, probabilmente lei e la Gioiuta si alternano, così attendo paziente di beccare la signora sul fatto per punire anche lei. Dopo vari tentativi (copertura dell'angolo-pisciata, spostamento delle lettiere, posizionamento di oggetti vari, compreso piattino con cannella, uso dell'elettroemanatore di ormoni, e altre cose) trovo la soluzione, cannella fresca tutte le sere, ma non sempre me ne ricordo, e la sera in cui me ne dimentico trovo puntualmente il reato.
Poi è la volta di Sbighez, la mammadi Max: lei entra, mangia e mi lascia la pisciata nell'ingresso. Una volta mi ha lasciato perfino la cagatina. La sgrido, tento di allontanarla, spruzzo lo spray antigatto ma niente: l'unico modo perchè non marchi il territorio è non lasciarla proprio entrare, ed è difficile in una casa come la mia dove le porte sono sempre aperte tutta l'estate. Po passa il Blanc, gatto-rovina della reputazione di tutta la sua specie, semirandagio che non fa niente ma proprio niente tutto il giorno, tranne che provare a entrare e lasciare il suo ricordino da gatto macho esattamente nello stesso posto dove prima ho pulito la marcatura di Sbighez. Dopo di lui ovviamente passa Sintetic, il gatto di un mio vicino, che per forza di natura DEVE firmare sopra la firma del Blanc (ma me lo sterilizzate sto gatto, PORCALOCA???).
Ora c'è Max: Max poveretto è piccino e piuttosto tordarello. Tordarello perchè ha trovato il modo di attraversare la finestrella che dal bagno dà nell'ingresso da dentro a fuori facendo tappa sul water per fare i suoi spuntini notturni, ma non riesce a fare il contrario perchè la finestra è altina per lui, per cui rimane lì fino a quando al mattino non apro la porta. Ho provato a mettergli una sedia per la notte, all'esterno, per fargli fare tappa, ho anche tentato di insegnargli come si passa chiamandolo dal bagno, ma niente: il ragionamento SALTO SULLA SEDIA-PASSO LA FINESTRA-SALTO SUL WATER-SCENDO-VADO NELLA LETTIERA evidentemente per lui è complicato (faccio notare che alla sua età le altre gatte lo impararono da sole e molto prima). E siccome com'è logico dopo la pappa il bisogno è impellente, va scaricato. Nell'angolo più recondito della stanza, sotto ma proprio in fondo all'angolo della panca. Hai voglia tu a cercare da dove proviene il profumo di violette marce che ti avvolge quando apri il portoncino alle sette del mattino. Stasera gli ho approntato la lettiera di scorta, quella della Gioiuta quando era un cucciolo, e glielo piazzo sotto la panca. Sperando che serva almeno finchè il piattoletto si sveglia dal suo torpore infantile.
Ma anche Amy mi ha fatto la sua l'altra mattina. Scendo alle sette con doppio carico di biancheria da infilare in lavatrice. Poso il doppio carico davanti alla lavanderia, prelevo quanto necessario per il primo ciclo di lavaggio e preparo la lavatrice. Senza far caso che il rimanente, le lenzuola di mio figlio per l'esattezza, erano posate proprio nel punto dove di solito i gatti si contendono la marcatura del territorio (alle sette del mattino che pretendete da me?). Insomma, carico la lavatrice, mi volto e cosa ti vedo? Amy, la MIA Amy, il mio gattoperfetto, la mia coccola preferita, che... marca le lenzuola. LE LENZUOLA! NON CI HO VISTO PIU'! Mai vista una gatta volante? Io si, e se vi affacciavate alla porta a vetri inquell'istante l'avreste vista anche voi.
Insomma, inizio ad averne le scatole piene. O si cambia sistema, o tappo patate e piselli felini a randagi, domestici miei e dei vicini, e gatti adottati dal vialetto. Mi sono rotta di avere sempre il secchio del mocio a portata di zampe e doverlo usare tremila volte al giorno, non avessi altro da fare. A me i gatti piacciono, e tanto anche, ma insomma, approfittarsene così no. In settimana tenterò l'ultima spiaggia, cambio tipo di lettiera sperando che il problema risieda lì. Perchè ridurre a lettiera all'aperto il mio ingresso mi sembra decisamente esagerato.

sabato 19 settembre 2009

Parte del corredino...

...dell'asilo sono le influenze e pesticine varie. Non te le devi procurare tu, le forniscono loro a inizio anno. E infatti il Power ha il suo primo raffreddore per l'anno scolastico 09/10. Spero che almeno quest'anno ci abbiano fornito la dotazione con sconto del 50 per cento, visto che siamo quelli che alla materna hanno raccolto più bollini/frequenza di tutti finora... Che visto che tutti dicono che alla materna i bambini fanno scorta di anticorpi e quando vanno a scuola sono già belli robusti sotto l'aspetto immunitario, il Power dovrebbe essere a posto fino all'università

mercoledì 16 settembre 2009

Ah si, l'asilo...

Ah già. Quasi dimenticavo: l'asilo è iniziato. Non ho scritto nulla in proposito perchè in realtà non c'è nulla da scrivere di particolare. Il Power è partito giovedì mattina, bello contento, e bello contento è tornato a casa all'una meno dieci. E così nei giorni successivi (il tempo pieno per medi e grandi inizia lunedì prossimo). Non mi ha nemmeno lasciato il tempo di fare due parole con le maestre il primo giorno: siamo entrati, ha portato le sue cose al loro posto (sacchetto, bavaglia e asciugamano), siamo andati in cerca dell'armadietto nuovo, e mentre vi riponevo la borsa con il cambio lui se l'è bella che filata. Insomma, mi volto e lui non c'è più, perso tra i suoi compagni. "Vai mamma, ho da fare" mi ha detto.
Ok, il piccolo Trippa urlante di tre anni e mezzo fa si è trasformato in un uomo d'affari, top-manager con poco tempo da perdere, perchè si sa, ogni minuto è prezioso, ci sono costruzioni da innalzare, fogli da imbrattare e sabbia da scavare (bisogna pur controllare che dallo scorso giugno non ne sia sparito qualche etto). Mamma se ne torna a casa basita, con un po' un senso di vuoto in principio, ma decisamente soddisfatta di quello che ha visto: un figlio che non è più sottana-dipendente. Yuppi!


Siamo state brave

E bisogna proprio dirlo. Perchè non è per niente stato facile organizzare un lavoro così, trovarsi in accordo in sedici persone, portare a termine un progetto e il tutto in gran segreto.
Succede che la nostra amica Laura è in attesa di una bella bimba, che dovrebbe nascere tra circa un paio di settimane (e io spero per lei sinceramente anche meno). Nel "nostra" includo un gruppo di adepte maniache del punto croce, per lo più iscritte allo storico gruppo su Yahoo:   Meg, Tittiz, Lo, Melina, Simona, Cuoreditela, Laurionite, Daniela, Donatella, Tiziana, Paola, Lina, cuoreditela, Anna e Trinityanna (man mano che me li danno inserisco i vari link ai siti o blogs).
Succede anche che non si voglia limitarsi a fare gli auguri e mandare due bavaglini in croce, perchè qualche anno fa quando a essere incinta era la sottoscritta (ma non solo) si era iniziata un'esperienza di "zie virtuali", laddove ci si organizzava per fare un regalo comune alla pancia di turno. L'iniziativa negli anni è andata cambiando di fisionomia, ma l'idea è rimasta, e autoproclamandoci zie virtuali della nascitura abbiamo creato una ML a parte, per lavorare assieme. Ognuna di noi ha ricamato una pezzetta usando uno dei disegni di una serie che pensavamo piacesse alla destinataria.

 Quindi la sottoscritta ha unito le pezzette a blocchi di cotonina,

 e cucito una coperta. Questo è il risultato

Io devo dirlo, mi sono divertita tantissimo a farla. Mi è stata di stimolo in un periodo in cui, se avessi dato ascolto solo al dolore fisico, me ne sarei rimasta tutto il tempo con i piedi per aria, mentre lo sforzo mi ha perlomeno tirato su il morale, e non è poco. Inoltre ho avuto a che fare con persone  splendide, ed è raro.
Ecco la coperta a destinazione

Ditemi se non ne valeva la pena!

Cose belle

Visto che il tempo qui, come mi sembra nel resto d'Italia, non è dei migliori in questi giorni (ma è anche normale, mica può essere sempre estate...) una deve pur trovare il modo di rendere meno noiose le ore chiuse in casa. E visto che non si vive di solo punto croce e di cucito (parlando di tempo libero, ovviamente, il resto si sa, è mal comune e mezzo gaudio) Mamigà domenica scorsa ha rispolverato la sua voglia di far marmellate. Che modestia a parte mi vengono anche bene, e oltretutto sono un modo per tener buono il baby.
Domenica scorsa la produzione è ripartita con: MELE!


Che poi, devo dirla tutta? Tanto gran lavoro e mal di piedi con la certezza di fare qualcosa di bello e buono, ed è stato anche vero se non fosse per il fatto che il Power, diffidente fino al midollo, nemmeno l'ha voluta assaggiare. Mi ha fatto una rabbia... Per fortuna io e il papi compensiamo, e infatti il primo vaso è già quasi vuoto.
Stamattina poi ho avuto una bellissima sorpresa. La mia vicina mi ha portato questa


Credo sia un bonsai, e spero di riuscire a tenerla in vita (per la cronaca, finora di bonsai ne ho uccisi quattro). E' da parte di sua sorella, per ringraziarmi di una cortesia che sinceramente avevo dimenticato di averle fatto un anno fa circa. Era venuta a casa mia alle undici di sera a chiedere il tiralatte in prestito. E' il caso che faccia qualche giretto in internet a cercare dritte per farla sopravvivere, è così bella che la foto non le rende giustizia.

martedì 15 settembre 2009

Elettricamente guastandosi... epilogo

OVVIAMENTE OGGI E' PARTITA LA FRIZIONE DELLA MIA AUTO.
Mon Dieu...

E' morto Patrick Swayze


Ero persa per lui almeno quanto la nonna di mio marito lo era per Mike Bongiorno.

giovedì 10 settembre 2009

Elettricamente guastandosi...

A febbraio mi si è rotta la lavatrice. Era una Candy, che tutti quando mi dovevo sposare e dovevo scegliere gli elettrodomestici (i miei primi elettrodomestici miei miei proprio miei e non della mamma) mi dicevano "ah prendi la Candy e non una sottomarca che ti va avanti per anni". Sarà, ma a febbraio, dopo nove anni di onorato servizio, di cui gli ultimi cinque e mezzo decisamente in superlavoro quotidiano, ha gettato la spugna. E una.
A marzo mi ha lasciato la macchina del pane. Era un regalo di Natale del 2005, quindi di anni di lavoro ne ha fatti tre e mezzo o poco meno, e anche quella a ritmo quotidiano o quasi (dipende dai turni del papi). Se inizialmente ero scettica nell'usarla, dopo un po' mi sono resa conto che si, comoda era comoda, risparmiosa anche (dato che prima mi andava via un euro di pane al giorno se non di più) e con tutto quello che ci ho fatto oltre al pane ricomprarla era d'obbligo.
E due.
Dieci giorni fa è defunta la stampante. Era una stampante da poco, ma prestava servizio da quattro anni circa, e per quello che doveva fare era più che sufficiente. E' stata sostituita da una grande il doppio, tutta nera, che per quanto Papigà mi dica che come prestazioni è il minimo del minimo in commercio (da quanto ho appreso anche la più scacciona ormai ti fa anche il caffè) per me è un bussolotto in più, che quasi quasi ci sgnacco sopra un pezzo di stoffa colorata se non altro perchè sul nero-lucido ogni passata di micio lascerebbe la firma.
E tre.
Sono anche mesi che Papigà si lamenta di dolori alla schiena al  mattino al risveglio, il materasso è ormai sfondato sotto il suo peso piuma, quindi lunedì scorso siamo andati a prenotare pure quello, nuovo di zecca, ortopedico, in sconto ma se ne sono andati bel belli 200 neuri.
E quattro.
Parliamo del cordless, che ha esalato il  suo ultimo respiro lo scorso luglio? Quello perdurava da sette anni, forse era ora che dipartisse, ma magari poteva farlo con un po' più di stile.
E cinque.
Il sesto elettrodomestico a mollare la presa (è proprio il caso di dirlo) è stato il mio phon storico, superdatato, si parla addirittura di diciassette anni fa: un phon pieghevole acquistato in occasione di un viaggio, chemai avrei pensato sarebbe diventato il mio phon ufficiale (in casa solo io lo usavo, i miei uomini non ne hanno bisogno). Ecco, quello si mi è dispiaciuto perderlo, ormai era un pezzo di antiquariato. Se n'è andato a giugno, ma siccome già da settimane dava segni di sofferenza (partiva a giorni alterni) era già stato preacquistato un sostituto (un missile con tanto di display a cristalli liquidi, na bomba) approfittando della raccolta punti della benzina visto che avevamo i punti sufficienti per averlo con il solito minimo contributo aggiunto.

Ma la mazzata finale, sperando che finale sia, è la più grossa, la più pesante in tutti i sensi, anche quello fisico, fredda gelida come una doccia di ghiaccio di prima mattina, bella pengia, di quelle che dici toh, se sostituire altre cose poteva essere facoltativo, questa proprio no.
C'è da cambiare il frigorifero. Quello che credevo fosse un banale problema di guarnizione da sostituire in realtà è un problema di motore e di gas di raffreddamento, costo preventivato per la riparazione dai 400 ai 600 neuri. Troppi per avere poi un frigocongelatore rattoppato. C'è chi mi ha detto che dieci ani di uso ininterrotto del frigorifero sono lo standard di durata ormai, io non mi capacito ancora come può essere che porcamiseria i miei suoceri abbiano usato lo stesso frigo per quasi vent'anni prima di cambiarlo. Consoliamoci con il fatto che ci sono gli incentivi sull'acquisto dei frigo nuovi, ma accidenti... Speriamo di tirare avanti con questo fino a Natale, dopodichè i miei suoceri hanno suggerito di contribuire all'acquisto anzichè fare regali inutili come spesso accade, e così faremo. Nel frattempo farò la spesa due volte in più a settimana anzichè due spese grosse così magari il cibo fresco non deperisce con la velocità con cui mi deperisce ora.  Insomma ci adatteremo.

Ma cos'è, la rivolta delle prese elettriche???

martedì 8 settembre 2009

A blog unificati... mattina di pace e quel che ne esce

Basta davvero poco per farmi gongolare di gioia come una bambina.
Un paio di mesi fa, forse qualcosa meno, ho trascorso un paio d'ore in giardino all'alba: dalle cinque e mezzo alle sette e mezzo. Sono state due ore di pace, due ore durante le quali ho respirato il silenzio della campagna, il frescolino del primo mattino prima dell'afa della giornata che iniziava, la compagnia di qualche insetto e dei gatti (i due piccoli presi dal gioco e i più grandi, Gioiuta compresa, a fare la prima ronda). Due ore magiche durante le quali le uniche cose che ho fatto sono state respirare l'aria pulita lasciandomici attraversare da testa a piedi, scrivere quattro pagine di diario e gustarmi un caffè. Il miglior caffè che abbia mai preso da sola: me lo sono servito su un vassoio, lì fuori, in silenzio.
Ma può un ricamo scaturire da qualcosa del genere? Si, Mamigà lo può fare... A Mamigà capitano di questi colpi di testa, forse perchè per me ricamare è come per un pittore usare i colori per esprimere qualcosa che sente dentro.
E io ho sentito questo.



E' una tovaglietta per i miei spero futuri tanti altri personalissimi caffè goduti in quel tipo di pace, là dove "coffee, cross stich & cats" sono le cose che mi tengono compagnia più di tante altre (chiedo scusa ai miei gatti per averli classificati tra le "cose", ma è una questione grammaticale), e le rose rosse... oltre che essere i miei fiori preferiti sono anche il complemento ideale per la tazzina con piattino che mi sono regalata tempo fa, di cui mi sono innamorata vedendola su una rivista e con cui il caffè ha decisamente un sapore Mamigaesco.



Ps. Lo schema del ricamo centrale l'ho scaricato gratuitamente da QUI, mentre i due disegni delle rose sono tratti da un libriccino della DMC. Per la stoffa della tovaglietta si ringrazia sentitamente LauraGDS.

Una mattina di pace e quel che ne è uscito...

Basta davvero poco per farmi gongolare di gioia come una bambina.
Un paio di mesi fa, forse qualcosa meno, ho trascorso un paio d'ore in giardino all'alba: dalle cinque e mezzo alle sette e mezzo. Sono state due ore di pace, due ore durante le quali ho respirato il silenzio della campagna, il frescolino del primo mattino prima dell'afa della giornata che iniziava, la compagnia di qualche insetto e dei gatti (i due piccoli presi dal gioco e i più grandi, Gioiuta compresa, a fare la prima ronda). Due ore magiche durante le quali le uniche cose che ho fatto sono state respirare l'aria pulita lasciandomici attraversare da testa a piedi, scrivere quattro pagine di diario e gustarmi un caffè. Il miglior caffè che abbia mai preso da sola: me lo sono servito su un vassoio, lì fuori, in silenzio.
Ma può un ricamo scaturire da qualcosa del genere? Si, Mamigà lo può fare... A Mamigà capitano di questi colpi di testa, forse perchè per me ricamare è come per un pittore usare i colori per esprimere qualcosa che sente dentro.
E io ho sentito questo.


E' una tovaglietta per i miei spero futuri tanti altri personalissimi caffè goduti in quel tipo di pace, là dove "coffee, cross stich & cats" sono le cose che mi tengono compagnia più di tante altre (chiedo scusa ai miei gatti per averli classificati tra le "cose", ma è una questione grammaticale), e le rose rosse... oltre che essere i miei fiori preferiti sono anche il complemento ideale per la tazzina con piattino che mi sono regalata tempo fa, di cui mi sono innamorata vedendola su una rivista e con cui il caffè ha decisamente un sapore Mamigaesco.


Ps. Lo schema del ricamo centrale l'ho scaricato gratuitamente da QUI, mentre i due disegni delle rose sono tratti da un libriccino della DMC. Per la stoffa della tovaglietta si ringrazia sentitamente LauraGDS.

Buongiorno! Visita medica, asilo e... caffè?

Eccomi alle sei e mezzo del mattino (l'orologio di Splinder è sempre sfalsato), anche se sono in piedi da un'ora. La solita insonnia chimica. La casa è in silenzio, il Power è in trasferta, Papigà è appena uscito e Max ed Amy hanno già risolto le loro questioni mattutine (la classica oretta di sport di un casino mai udito prima, che se vivessimo in appartamento ci avrebbero già mandato quindici lettere di protesta da parte dell'amministratore).
Ieri pomeriggio ho finalmente fatto la visita reumatologica. Non parlo della mia salute da tempo qui sul blog, perchè non mi andava di farlo. E sinceramente, anche di persona, sono esasperata di dare spiegazioni, stufa di ripetere le cose, scocciata di sentirmi commiserare da mia suocera, infastidita dalle solite frasi di rito. Che tra l'altro la mia malattia è pure difficile da spiegare: è una malattia reumatica di tipo infettivo autoimmune, con un nome lungo e difficile, che fa più impressione di quanto in realtà sia la sua gravità (pari a una banale influenza o quasi, ma molto dolorosa e soprattutto lunga da guarire, si parla di mesi). E poi ieri ho fatto questa visita in un ambulatorio sito nel reparto oncologico dell'ospedale, sono stata lì per quasi tre ore, ho sentito tanti discorsi tra le persone che aspettavano, le infermiere e i medici che parlavano tra loro, e giuro, se prima detestavo sentirmi commiserare in generale (non ho mai sopportato quando qualcuno mi dice POVERINA, vado in bestia), ora ancora di più. E non aggiungo altro su questo argomento.
Comunque devo rifare le analisi e aggiungerne altre a quelle già fatte ora e tra un mese, continuare la cura cortisonica a scalare e cambiare un farmaco, prendendo un antireumatico a crescere, per almeno un mese. Tra un mese devo rifare la visita e vedremo. Intanto se può consolare sto già meglio di dieci giorni fa, ho posato le stampelle spero definitivamente, e la cosa più difficile da fare è ricordarmi di non strafare, perchè ogni movimento in più del necessario al momento sembra una sciocchezza ma poi lo pago. Caro.

Ma parliamo d'altro.
Ieri pomeriggio c'è stata anche la riunione all'asilo. Giovedì appunto si riparte. Ho avuto una piccola delusione, l'aula dei grandi non sarà quella degli anni scorsi ma una stanza vicina, con i finestroni alti e le sbarre davanti ai vetri. Lì per lì io e altre mamme ci siamo rimaste malissimo, e infatti abbiamo anche un po' protestato, ma poi sentendo le motivazioni delle maestre insomma, forse tutti i torti proprio non hanno. E poi come sempre nel corso dell'anno le pareti saranno belle piene di colori, cartelloni, disegni e quant'altro, quindi sicuramente avrò modo di ricredermi sull' apparente tristezza della cosa. C'è una maestra nuova, precaria anche questa purtroppo, che mi ha fatto una buona impressione. Come preannunciato lo scorso anno quasi di sicuro non ci saranno le attività psicomotorie per mancanza di fondi, nè abbiamo la certezza che in assenza per malattia delle maestre ci saranno le supplenti, ma è un problema comune in tutta Italia quello dei soldi per la scuola che non ci sono, quindi possiamo ritenerci ancora fortunate che l'asilo funzionerà. Intanto il Power si prepara psicologicamente, e per la prima volta udite udite, ha detto chenon vede l'ora che inizi la scuola materna. Ha voglia e bisogno di bambini, vuole rivedere i suoi amici che non sono più bambini qualsiasi ma I SUOI COMPAGNI, e anche se sembra una cosa banale vi assicuro - per chi non sa di cosa parlo - che fa la differenza.

Bene, sono le sette e mezzo e mi sa che è ora di andare a fare una doccia e iniziare la giornata.
Buon martedì a chi passa di qua!

domenica 6 settembre 2009

Chat! Ricasprint

Un segnalibro ricasprint, nato da una crisi di insonnia da cortisone...


Lo schema è un freebie trovato chissadove nonmiricordopropriopiù e modificato, il libro per chi fosse interessato è questo qui.( link)
Persisto nell'intento di fare foto migliori.

sabato 5 settembre 2009

Il quadro della dama e SAL spazzatura

Passava di là, sul viale alberato. Passeggiava.
Si è voltata a guardarmi per un istante, giusto il tempo per ricamarne il viso sulla tela bianca che avevo in mano.
Poi ha ripreso la sua strada.


Questo è il lavoro, l'unico, a cui mi sono dedicata in questi ultimi giorni: volevo finirlo a tutti i costi. Non c'è una ragione particolare, solo che mi ha colpito la dolcezza del tratto che stava prendendo il disegno e non ho resistito: dovevo gustarlo fino in fondo. L'ho terminato ieri sera. E ne sono pienamente soddisfatta. Ho anche personalizzato il tutto con una cosa che non faccio mai, ho messo le perline vere sulla collana (spero si riesca a vedere decentemente).


E subito dopo mi sono accorta che toh, guarda cosa è spuntato nel vaso dell'anturium...


E' il vasetto del SAL spazzatura ormai quasi pieno!

venerdì 4 settembre 2009

Si ricomincia tra otto giorni

E ieri è arrivata finalmente la lettera di convocazione per la prima assemblea di inizio asilo. Sinceramente me l'aspettavo lunedì per martedì, con inizio delle attività scolastiche giovedì, ma tant'è, è cambiato il consiglio di amministrazone ed evidentemente per fare bella figura il tutto è stato anticipato di tre giorni. Meglio così. Lunedì dovrò fare due corse perchè la riunione è alle cinque e io ho la visita reumatologica alle due e mezzo quaranta chilometri più su, ma si fa, si fa.
E così si ricominica. Quest'anno il Power va dai grandi. Dai grandi! Nella stessa aula in cui ha fatto l'inserimento due anni e mezzo fa. Un'aula che a pensarci oggi, con la mole che ha raggiunto il soggetto, effettivamente mi sembra piccola. Ma ci si adatterà. E a me farà un certo effetto rimetterci piede. In fondo non ne ho conservato un bel ricordo, e visto che io in quell'ambiente ci entro sempre volentieri per un sacco di buone ragioni sicuramente avrò modo di rivedere l'impressione che mi da quell'aula. Positivamente si intende. Abbiamo già preso il grembiulino copridisastri, rivisto il guardaroba (ero preoccupata per i pantaloni ma per l'autunno dovremmo farcela senza ulteriori spese), e ci stiamo rimettendo nell'ordine di idee. Per la prima volta il Power ha ammesso di essere contento di tornare all'asilo. Un traguardo.
Quest'estate il Power è cresciuto, e molto, non solo fisicamente (mamma mia come si è incicciato, è diventato ancora più massiccio!). Nonostante i miei problemi se l'è goduta, ha imparato diverse cose (si fa la doccia da solo, si veste da solo, mi prepara il tavolo, raggiunge da solo lo scaffale dei bicchieri e se ha sete non chiede più, ha imparato ad andare in bici senza rotelle, ha assaporato le prime notti a casa della nonna... e tante altre piccole cose), e   l'estate è passata. A me il rimpianto di non essere riuscita a portarlo al mare nemmeno una volta. Ma chissà, se tutto va bene e la stagione tiene ancora per un paio di settimane un giorno ci scappa, mai dire mai. Intanto devo riuscire a convincerlo che non è il caso che saluti la maestra buttandocisi addosso come faceva lo scorso anno: per la prima volta abbiamo la stessa maestra (una delle due almeno) per due anni consecutivi, non è il caso di mandarla a casa per infortunio sul lavoro.

Singolari pensieri si fanno...

...tra le corsie del supermercato. E come cambiano le cose che passano per la testa col cambiare delle situazioni...
Primo: passa una donna con bimbo più o meno della mia età. Magra da far spavento e supertruccata. Mamigapensiero: cosa cavolo ti trucchi in quel modo la bocca per farla sembrare più grande quando dal collo in giù sembri anoressica? Sembri un paio di labbra deambulanti...
Secondo: è il quarto supermercato che giro stamattina e porcaloca non ho trovato una scatola di zampironi nemmeno a cercarla col lumino. Mamigapensiero: ma cos'è, c'è una nuova scoperta secondo la quale le zanzare col 31/8 vanno in letargo, perciò gli zampironi non si vendono più? Perchè a casa mia sono ancora belle che sveglie, anzi...
Terzo: devo ancora capire cosa mi ha portato a fare Papigà ieri a scegliere il suo materasso.

martedì 1 settembre 2009

Compleanno

E' inutile che scriva qui "buon compleanno mamma", perchè mia madre non ha internet e non lo leggerebbe mai (e poi gli abbiamo preparato un po' di festina in casa oggi, il che è molto più concreto e sicuramente apprezzabile). Ma un pensiero floreale è d'obbligo, per ricordare a me stessa che oggi è un giorno di festa, sessantun anni non sono poca cosa e la gratitudine che provo per lei in questo periodo così difficile per la mia famiglia a causa della mia malattia è grande.
Beh, oggi mia madre compie sessantun anni. Portati benissimo.