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venerdì 30 aprile 2010

MamigaQUIZ


Ammettiate che:


  • -vostro marito sia una grandissima e amabile persona MA il detentore del premio "disordinato del secolo".


  • -il pc che lui usa sia posto sulla scrivania della camera di vostro figlio e usiate la stessa scrivania voi stesse di tanto in tanto.


  • -vi sia su un lato della scrivania una pila di carte alta più o meno trenta centimetri contenente di tutto tra documenti importanti, schemi e disegni vostri che vi interessa tenere ed altri no, appunti, schizzi, depliants, disegni di vostro figlio, scontrini fiscali, ricevute di raccomandate e quant'altro la fantasia vi suggerisca.


Ora.
Prima o poi il momento di fare un po' di ordine arriva, se non altro perchè la pila stessa assomiglia più a una torre di Pisa senza Pisa che la tiene ferma che non a un ammasso di fogli. Insomma, rischia di cadere rovinosamente al passaggio del primo gatto o della prima folata di corrente d'aria, rendendo la stanza un qualcosa che assomiglia a una stanza della biennale di Venezia.
Ma essendo la torre composta da roba vostra, roba sua e roba del figlio (alla quale comunque potete pensare voi vista la di lui minorissima età) come minimo è il caso di cercare un momento in cui in camera ci siate tutti e tre, o almeno i due adulti. Giusto per non sentirvi in un futuro nemmeno tanto in là recriminare il fatto che gli nascondete/perdete/bruciate/mangiate le sue cose.

Pensate dunque di approfittare del pomeriggio e dell'orario in cui:



  • -il marito è libero da impegni che lo facciano scappare all'ultimo momento o al primo richiamo


  • -le faccende di casa più urgenti siano tutte più o meno sistemate


  • -gli stomachi (o stomaCi?) siano placati da tempo sufficiente e ci sia sufficiente tempo prima che reclamino di nuovo di essere riempiti


  • -il figlio sia impegnato in qualcosa che richiede la sua massima attenzione, come l'ultima puntata del suo cartone animato preferito in onda proprio ora.


Ostacoli al riordino e/o catalogazione e/o cestinaggio non dovrebbero essercene.
Eppure non si riesce a cavarne un ragno dal buco, perchè voi le vostre cose le riordinate/bruciate/cestinate/ricatalogate. Quelle del marito, nonostante i vari richiami, no. Perchè lui magicamente si ritrova impegnato in una partita IMPROROGABILISSSSSSIMA al videogioco su pc (che sta dietro di voi neh, mica al piano di sotto) dell'ultimo periodo.

Voi come risolvereste il problema?
Vi avviso, alle vostre risposte si aggiungeranno le mie quando necessario.

giovedì 29 aprile 2010


E' proprio vero che ogni donna ha il suo modo per difendersi dai problemi della vita. Per non crollare, per non cedere.
Io però ogni tanto non ce la faccio più e piango. Non me ne vergogno. E quando non ne posso proprio più piango anche se qualcuno è lì che mi guarda. Non sono fatta di acciaio. Nessuno lo è.
Però certe donne pensano che sia disdicevole. E queste donne dovrebbero farsi un esame di coscienza prima di parlare a vanvera e fare ancora più male di quello che già vive chi sta loro davanti. Certe donne sono trattori e pensano che tutte dovrebbero essere come loro. Io non sono un trattore. Non lo sarò mai. O forse lo sono a modo mio, ma cerco di guardare dove vado prima di arare con forza. Ci provo.


I., sei brava a fare il trattore. Se ti aiuta ad affrontare il cancro sei brava. Ma quel vaffanzumme ieri te lo sei meritato di cuore. E te lo ridarei farcito  alla panna se tornassi a trattarmi come mi hai trattato. Perchè ci sono cose che non sai, e non tutte sono come te. IO non sono al tuo posto e tu non sei al mio, anche se alla fine tutte e due stiamo conducendo una battaglia che ha lo stesso minimo comun denominatore.

Ancora non mi va di raccontare di ieri mattina. Non me la sento. Troppe persone che non vorrei che sapessero leggono qui, e non voglio svendermi. Non ancora. Non per una cosa così intima e personale. Non per una cosa così difficile da digerire e così delicata, tanto delicata che se fosse calpestata dai soliti commenti ironici mi farebbe piangere ancora gratis. Per farmi sentire ancora più stupida.
Ho bisogno di digerire.
Nel mentre mi godo la settimana di pausa da taxolo. L'ultima è stata pesante, molto pesante, sono stata a letto tre giorni, così ieri ho fatto l'infusione di solo Herceptin e cortisone. E per consolarmi poi Papigà mi ha fatto fare il giro del mercato a Latisana visto che sono uscita relativamente presto dall'ospedale, mi sono regalata un po' di matassine. E Papigà mi ha regalato una borsa, una di quelle da poco del mercato, ma piuttosto allegra e grande come usa quest'anno. Poi gli ho chiesto di accompagnarmi a vedere l'argine. Il Tagliamento scorreva tranquillo sotto il sole. Ho lasciato sulla balaustra le ultime lacrime e sono tornata a casa più leggera.

mercoledì 28 aprile 2010

Resoconto


Oggi proprio non ci ho voglia non ci ho. Non dopo una mattinata del genere.

martedì 27 aprile 2010

Un regalo


Succede che arrivi una bustona gialla dal mittente che boh, quando leggi chi è trasecoli perchè è l'ultima persona al mondo dalla quale ti apsetteresti qualcosa. Poi apri la busta e ci trovi l'ultimo oggetto al mondo che vorresti ti venisse regalato, e la prima frase che ti esce dalla bocca è "glielo rimando".
Poi tuo marito ti guarda, tu riesci a far tacere i neuroni per un nanosecondo (cosa assai rara per una donna ma con un po' di impegno ci si riesce, giuro) e respiri a fondo. Il profumo di ragù che esce dal microonde fa il resto, ovvero calma un momento il bollore.
E pensi.
Pensi che questa persona con cui non hai rapporti da secoli ti ha pensata durante un viaggio, e non è poco. Leggi il biglietto allegato e per quanto certe parole ti diano solitamente fastidio pensi a chi le ha scritte, contestualizzi il tutto  e realizzi che in fondo è un gesto fatto col cuore. E in fin dei conti non ti ha mica mandato una lettera dell'ufficio delle entrate nè una multa, quindi che male può fare. Tutt'al più se ne rimane lì inutilizzato.
Pensi anche che a volte certe cose per raggiungerti il cuore passano attraverso strade impensabili, che non sapevi manco che esistevano, e se tieni le porte chiuse non puoi mai nemmeno darti l'occasione per poter eventualmente cambiare idea. E che alla fine della fiera gli oggetti hanno il valore che gli dai tu, per cui se per te un sasso è un sasso rimane un sasso, se è un ricordo di una gita lo metti accanto al profumatore d'ambiente a forma di sasso e lo sventoli alle amiche durante il tè delle cinque come il cimelio che ti rimanda profonde emozioni (santa pubblicità).
Per ora se ne sta lì nella sua busta. Non so se avrò voglia di tirarlo fuori. Anzi forse farà la muffa lì dentro. Ma mai dire mai.



Sono diverse mattine che lo guardo. Sta cambiando di nuovo. Dal modo in cui risponde (Vai a lavarti i denti! -Yeeeeees...) al modo in cui cammina (e se ne va ciondolando verso il bagno con le spalle da gradasso, salvo poi girarsi e mostrarci il suo dentone con buchi annessi accanto), da come accende la luce del disimpegno (un disinteressato PAF! col palmo della mano sull'interruttore guardando altrove) a come si accomoda il cappello in testa prima di uscire. E' alto, sempre più alto. E' grande, sempre più grande. Ti corregge se sbagli a pronunciare una parola, ti avvisa che è il caso di rallentare perchè il semaforo è già arancione. Tornato a casa cerca l'amichetto e se l'amichetto c'è se ne sta fuori a giocare ad oltranza, ma non fa più i capricci quando lo avverto che è ora di rientrare. Oddio, qualche dimostrazione di disappunto non ce la risparmia, ma non più come faceva fino a qualche settimana fa. E si fa la doccia da solo, si taglia la carne da solo, la sera si addormenta da solo e se ti dilunghi più del necessario in saluti e abbracci ti manda via perchè, dice, è stanco e ha voglia di dormire.
Ieri sera, dopo averlo accompagnato a letto, scendevo le scale e pensavo che è proprio un bel bambino, e avevo la sensazione che mi stesse scappando dalle mani. Poi mi sono detta subito no, un figlio non scappa mai dalla mamma, dalle sue mani forse, ma dal suo cuore mai. Perchè tanto poi la mattina dopo, e succede regolarmente, tra la colazione e l'uscita di casa c'è sempre un momento di coccole ed effusioni che dice che non ha già sei anni, ma ne ha SOLO sei. E vorrei che ne avesse sei per sempre, perchè è un'età proprio bella questa per godersi tutto il buono che c'è attorno e viene regalato in abbondanza. Il Power sorride sempre, o quasi sempre, tranne quando ha il broncio per i fatti suoi e allora per fortuna dura poco. Tranne qualche rara eccezione, ma so sempre come farlo tornare in qua. Sono la sua mamma. La mamma di un "grande" che a settembre sarà un "piccolo" di nuovo, e lo vedrà cambiare ancora. Anche se ho la netta sensazione che una parte di lui sia già arrivata al portone della scuola.

domenica 25 aprile 2010

Vabbè dai, concludiamo in positivo


Su una pagina del sito di Donnamoderna dicono che quest'anno vanno di gran moda i cappelli, come dire, mai senza!
Allora vedete, mi sono ammalata nell'anno giusto. Se vedete in giro una fashion-girl alla stramoda per supermercati giù nella bassa, altro non è che Mamigà in versione "l'hoffattoapposta".
Dai, se prendo sufficiente coraggio mi faccio fotografare e vi mostro il mio nuovo look.

sabato 24 aprile 2010


Urge castrare Jack.
Oppure cambiargli il nome.
In Killer.

Gosh, come dice Pippo



Mi da un fastidio tremendo. Già la settimana scorsa avevo iniziato a sentire un po' di torpore alle mani ogni tanto. Da ieri è fisso stabile su entrambe le mani, ha iniziato dai polpastrelli verso le undici e nel giro di qualche ora si è esteso fino a quasi i polsi. Ed è stabile. E intenso, come se mi fossi presa una scottata a tutta la pelle che diventa quasi insensibile. E crampi ai piedi, stanotte e stamattina. Un tutt'uno. Questa è la parestesia da Taxolo. Così mi hanno detto. E mi hanno detto di prendere alcuni accorgimenti, come proteggere le mani dagli sbalzi di temperatura con guanti di cotone, anche solo per prendere qualcosa dal frigorifero, e di non mettere le mani sotto l'acqua fredda. Mani e piedi.
Oggi sono KO. Ho anche dormicchiato stanotte, ma mi sono alzata con le gambe che a stento mi reggevano in piedi. Devo avere la pressione sotto ai calcagni, ho freddo, mi mancano le forze. Sono stanca, tremendamente stanca. Forse è anche un po' di crisi premestruale, mettiamoci la primavera.
La realtà è che inizio ad averne la borsa piena. Ieri quando ho chiamato in reparto per chiedere lumi su questo torpore l'infermiera pensava avessi fatto cinque o sei infusioni finora. Quando le ho detto che l'ultima era l'ottava mi ha risposto che allora è normale che le cose stiano così. Sarà anche normale. Sarà normale che inizi ad odiare questa cosa mentre tutti mi dicono che mi fa guarire, io oggi sento solo una montagna sulla schiena, sul collo, sull'addome, sullo stomaco, ovunque.  La odio, la odio intensamente, la odio con tutta me stessa. A chi mi chiede come sto ormai rispondo sempre che sto bene, e cosa devo rispondere? Che in fin dei conti c'è gente bloccata in un letto, che sta molto peggio di me, inferma, che soffre molto di più, ed è anche vero. E infatti ci sono momenti in cui mi sento un'ingrata verso la vita a lamentarmi così, mi vergogno perfino. Ogni volta mi riprometto di non lamentarmi più, ma poi si aggiunge qualcosa di nuovo e sprofondo. Sprofondo nei miei pensieri e mi nasce dentro l'odio verso questa cosa, come stamattina ho odiato l'iniezione antivomito mentre me la facevo pur sapendo che evitarla avrebbe significato vincere il premio Vomitik edizione aprile 2010. E ci manca solo il vomito. No grazie.

Ok, ho finito la manfrina. Si riparte. Tra un'oretta però, ora mi faccio un pisolo.


"Sposati: se trovi una buona moglie sarai felice; se ne trovi una cattiva, diventerai filosofo" (Socrate).



Dal bigliettino dei baci Perugina di stamattina.
Beh direi che dopo una fumata nera ci sta dai. Ottimo modo per sistemare una faccenduola scomoda.

venerdì 23 aprile 2010

E ora attacchiamoci ai nervi!


Dissero le molecole di  Taxolo.
E Mamigà iniziò a fare i conti con l'ennesimo effetto collaterale del cocktail. Che però sto ancora cercando di convincermi che mi salva la vita eh...
Ps. chi pensa che stia parlando di agitazione o di ansia ha proprio cannato il concetto.

giovedì 22 aprile 2010

Lettera (ma non l'ho scritta io)



Non mi ricordo dove la lessi tanto tempo fa. Oggi un'amica l'ha pubblicata su FB e mi sono tornati i lacrimoni.
Leggetela, è bellissima.




Una sera, mentre la mamma preparava la cena, il figlio undicenne si presentò in cucina con un foglietto in mano. Con aria stranamente ufficiale il bambino pose il pezzo di carta alla mamma, che si asciugò le mani con il grembiule e lesse quanto vi era scritto: "Per aver strappato le erbacce dal vialetto: 1 Euro Per aver riordinato la mia cameretta: 1,50 Euro Per essere andato a comprare il latte: 0,50 Euro Per aver badato alla sorellina (tre pomeriggi): 3 Euro Per ever preso due volte "ottimo" a scuola: 2 Euro Per aver portato fuori l'immondizia tutte le sere: 1 Euro Totale: 9 Euro". La mamma fissò il figlio negli occhi teneramente. La sua mente si affollò di ricordi. Prese una biro e, sul retro del foglietto, scrisse: "Per averti portato in grembo 9 mesi: 0 Euro Per tutte le notti passate a vegliarti quando eri ammalato: 0 Euro Per tutte le volte che ti ho cullato quando eri triste: 0 Euro Per tutte le volte che ho asciugato le tue lacrime: 0 Euro Per tutto quello che ti ho insegnato giorno dopo giorno: 0 Euro Per tutte le colazioni, i pranzi, le merende, le cene, e i panini che ti ho preparato: 0 Euro Per la vita che ti do ogni giorno: 0 Euro". Quando ebbe terminato, sorridendo la mamma diede il foglietto al figlio. Quando il bambino ebbe finito di leggere ciò che la mamma aveva scritto, due lacrimoni fecero capolino nei suoi occhi. Girò il foglio e sul suo conto scrisse: "Pagato". Poi saltò al collo della madre e la sommerse di baci. Quando nei rapporti personali e famigliari si cominciano a fare i conti, è tutto finito. L'amore o è gratuito o non è amore.








mercoledì 21 aprile 2010


Stamattina vabbè, è mercoledì, la solita solfa. Trascorsa abbastanza in tranquillità, nonostante le infermiere fossero dimezzate e sfrecciassero in continuazione come razzi di qua e di là per compensare. Di tutto si può dire di quell'ospedale, ma penso che in quel reparto dovrebbero fare un monumento alle infermiere. O più semplicemente mettergli almeno una macchinetta del caffè con distributore automatico di generi alimentari sfiziosi di vario tipo, aggratis. Anche il dottor Bi, come lo chiamo io nella mia testa, era letteralmente stravolto quando è venuto a vedermi. Mi ha chiesto come stavo, mi ha prescritto alcuni farmaci per aiutarmi a togliere alcuni fastidi che ultimamente stanno diventanto insistenti e via. E' sempre gentile lui. Per fortuna. Devo essere una paziente piuttosto rompimaroni perchè voglio sapere tutto, ma nessuno lì dentro me lo ha mai fatto pesare.
Adesso sono stanca. A ogni infusione torno a casa sempre più stanca e con sempre meno voglia di chiacchierare, e mi dispiace un po' per mia madre che mi aspetta sempre con la tavola pronta e il pasto fumante a qualsiasi ora torno, con la smania di sapere che le si legge negli occhi di chi vorrebbe essere lì con te mentre ti curano ma non può, con tutte le proprie forze. Ma appunto, quando torno a casa dopo le infusioni torno sempre più stravolta, e con una voglia di posarmi sul letto ancor più impellente di quella di mangiare. Neanche che durante la mattina andassi a scavar fossati sotto al sole.
Nel pomeriggio appunto ho posato le membra un paio d'ore, poi mi sono dedicata per un'oretta o poco più a un lavoro di assemblaggio di un piccolo ricamo con del tessuto, uno dei tanti piccoli oggetti destinati a qualcun altro che sono sicura apprezzerà. Ho lavorato in tranquillità con sottofondo musicale, musica barocca deliziosa. Poi mi sono rifiondata sul letto, ed eccomi qua.
Stamattina Papigà è riuscito, non dopo pochi tentativi, a contattare la persona che si occupa della mia pratica di invalidità civile all'INPS. Fortunatamente non ha fatto storie ammettendo l'errore, mi fisseranno un altro appuntamento per la prossima settimana ed entro domani attendiamo la telefonata di conferma. Speriamo in bene. Che ne vada almeno una dritta.
E adesso raccogliamo quel poco di forze dal serbatoio di riserva e scendiamo a preparare qualcosa che assomigli a una cena.

martedì 20 aprile 2010

E per rallegrare la giornata arriva...


...la raccomandata dell' INPS in cui mi comunicano finalmente la data fissata per la visita per il riconoscimento dell'invalidità civile.



Il 14 aprile alle ore 16.44.



Oggi è, per chi non avesse ancora fatto a tempo a guardare il calendario, siore e siori,



il 20 di aprile.



Inutile cercare di parlare con qualcuno al call center INPS, non ne caverete un ragno dal buco. Proprio non si riesce a prendere la linea, nemmeno recitando rosari dal cielo. E non intendo il classico genere di rosari.
Ammadonninamia che fumo...


Domani sarà l'ottava. Chiamatemi lagna ma proprio non ciò voglia non ciò. Inizio a essere un tichinin stanca. Ma diamo la colpa alla primavera come fanno tutti, almeno mi illudo un po'.
 

lunedì 19 aprile 2010

Earth day


Attraverso il blog di Fiocco72  ho appreso che il 22 aprile è il "Giorno della Terra", e  visto che io a queste cose ci credo fermamente voglio condividere anch'io quello che propone il sito di Mammafelice.
Questo il banner dell'iniziativa





E qui i propositi (faccio copia-incolla).
 



10 cambiamenti da fare per celebrare il Giorno della Terra



1. sostituire le vecchie lampadine con nuove lampadine a risparmio energetico;
2. inserire i rompigetto nei rubinetti di casa, per risparmiare acqua;
3. piantare un vaso di erbe aromatiche sul balcone o sul davanzale;
4. fare la spesa solo con borse di tela riutilizzabili;
5. rinunciare ad almeno un detersivo industriale, a favore di prodotti naturali come aceto, acqua, bicarbonato…;
6. apparecchiare la tavola usando tovaglioli di stoffa, bicchieri di vetro e piatti di ceramica, abbandonando le stoviglie usa e getta;
7. fare almeno un pasto no-cook con frutta e verdura crude, senza dover accendere i fornelli;
8. bere acqua del rubinetto filtrata con le apposite caraffe;
9. eliminare la pellicola per alimenti, il cellophane e l’alluminio, e usare solo contenitori di vetro/plastica con coperchio;
10. fare un pic-nic stando a piedi nudi sul prato.

 



Allora. Punti 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 9: già si fa in casa mia da anni.
Punto 7: capita per lo più d'estate di fare un pasto senza cucinare, ma se giovedì è una bella giornata niente mi vieta di rinunciare al piattone di pasta al sugo in favore di una bella maxi insalata (che magari mi fa anche e solo bene visto il volume notevolmente aumentato nelle ultime settimane).
Punto 8: ahi ahi... qui vorrei, ma ho provato le caraffe in questione e trovo l'acqua che ne deriva detestabile. Gusto mio. Piuttosto senza filtro, saprà di cloro ma se lascio decantare l'acqua per un'oretta prima di berla non sarà la fine del mondo. E se poi mi ci abituo può diventare un'idea anche per risparmiare.
Punto 10: fa ancora freddino. O rimando di qualche settimana, o cerco un'alternativa.

Ma non dovrebbe durare un solo giorno questa cosa, dovrebbe diventare uno stile di vita quotidiano, io almeno la penso così. Solo non toglietemi il mio piatto di pasta per più di una giornata a settimana o svengo.

 

Il melo di Natale e il campanello


Anche quest'anno il melo di Natale è fiorito. Ogni anno segna l'inizio della bella stagione, e ogni anno mi segno questi giorni perchè durano davvero poco. Il melo rimane completamente in fiore per soli tre giorni, dopodichè iniziano a cadere i petali dei suoi meravigliosi fiori color caramella. Ogni anno lo fotografo, e ogni anno mi dimentico di paragonare le foto dei vari anni che si susseguono tra loro, cosa che mi piacerebbe fare almeno una volta per assicurarmi che l'albero cresce. Sarà perchè ce l'ho sempre sotto agli occhi ma mi sembra sempre come quando lo abbiamo acquistato e piantato nel nostro giardino, esile, minuto, alto e svettante ma sottile e leggero. E invece cresce, ne sono sicura. Almeno a giudicare dal numero di melette che ogni anno cadono a terra, sempre più copiose. Ed eccolo in tutto il suo splendore primaverile.





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Ma stamattina me la sono goduta fino in fondo la prima primavera, usando la bici per andare nel paese vicino ad acquistare dei farmaci. Anche se ero stanca per aver lavato i pavimenti, anche se mi fa tanto male il naso per il continuo sanguinamento, anche se era tardi e il pranzo ha dovuto aspettare un po' di più. La pista ciclabile che porta al paesino vicino è bellissima, la strada è un bel viale che se pur trafficato è costeggiato su entrambi i lati da bele case, alberi, giardini, qualche fabbrica e un paio di campi. Sono due o tre chilometri piacevoli da fare sotto il sole, col mio bel cappello calato in testa, il tintinnio del campanello della bici difettato che a ogni sobbalzo dell'asfalto si fa sentire (devo cambiarlo, quando passo vicino a qualcuno e suona mi guardano storto perchè sembra che scampanelli apposta alla gente). Non sarei voluta tornare a casa stamattina, se non perchè anche fare tre chilometri in bici in questo periodo mi costa un po'. Ma ne è valsa decisamente la pena. Soprattutto perchè da qualche tempo ogni cosa, stranamente, ha un sapore diverso da prima.

domenica 18 aprile 2010

Sproloqui - El ze furlan ciò


-Dai mamma, aiutami, tira forte, deve uscire questo...
-Stantuffo si chiama-
-Si, tira di là mamma, dai, forrrrrte!
-E' una parola, è incastrato...
-Non è una parola mamma, è una cosa da fare!


Non c'è che dire. Devo mio malgrado ammettere che mio figlio sta diventando propite un veri furlanat.

LOL


sabato 17 aprile 2010

Piccoli Power crescono


Andare a prendere il Power e vederlo uscire dall'aula col muso non è una novità, succede che litighi con qualcuno, o che la maestra lo sgridi, o che non gli sia piaciuta la merenda o che so io.
Non è mai successo però che tenga il muso tutto il pomeriggio, e nonostante cerchi di capire cosa lo tenga così immusonito in svariati modi non riesca a cavarne un ragno dal buco. Ho anche pensato che stesse male, è già successo, il muso che si porta dietro l'otite, la febbre, lo sfogo di orticaria, la mancata cacca o cose del genere. Controllo, tutto in regola.
Se poi salta anche la cena tirandomi scema per mezz'ora sul non voler mangiare i bastoncini di pesce che solitamente divora, e se ne va a letto autopunendosi frignando per soli tre secondi, allora permettetemi che Mamigà stia un tantino sul chi vive. Anzi, si alambicchi per un po' mentre lava i piatti perchè santo cielo, è mio figlio, se non lo conosco io chi lo deve conoscere, la soluzione al dilemma devo trovarla.
E la trovo.
Arriva Papigà nel frattempo, lo porta giù con una scusa, e arriva la risposta.


-Power, qualcuno all'asilo ti ha detto qualcosa che ti ha fatto stare male vero?

Ecco la verità. Il Power è grande e grosso, ma non farebbe del male nemmeno a una mosca. Peccato che ci siano bambini, che per carità non è colpa loro se sono fatti così, che di malizia ne hanno da vendere, e che se devono prendere in giro qualcuno come fanno normalmente i bambini trovano nel Power il bersaglio più facile. E c'è poco da addestrare il Power a difendersi, a dargli spiegazioni, a invitarlo ad andare dalla maestra quando succedono cose del genere, nonostante tutto il Power ci soffre, ci soffre nell'intimo, e per fortuna quando riesce a buttar fuori quello che realmente lo fa star male torna il Power di prima, gioioso, scherzoso, leggero. Come ha fatto stasera.
Però mi rode. Mi rode da morire che sia sempre lo stesso bambino a prenderlo in giro per lo stesso identico motivo: il Power è grande e grosso mentre lui è piccolo e secco, ed evidentemente per questo bambino essere grandi e grossi è un motivo per essere presi in giro. Il guaio è che il Power da peso a questo bimbo, perchè è quello che dice le parolacce, le parolacce che fanno sempre ridere tutti mentre la mamma del Power non ride mai quando saltano fuori. Parolacce che questo bimbo sente in casa, perchè conosco i genitori, so che il papà non si tiene davanti ai bimbi nemmeno quando sono degli altri e si trovano in compagnia. L'ho sentito.
Prendere provvedimenti? Non so, credo che settimana prossima una chiacchierata con la maestra sarà il caso di farla. Io non sono solita immischiarmi nelle cose tra bimbi, ma visto che non è la prima volta che mi salta all'orecchio una cosa del genere e sempre per colpa (si fa per dire) dello stesso bambino, è il caso di chiarire.

Per quello che poi mi è passato per la testa in qualità di mamma-gattaccia è meglio sorvolare o splinder mi blocca l'account.


venerdì 16 aprile 2010

Il Power dal vete


Così tolgo la curiosità a LauraGDS e un sassolino dalla scarpa.
Che ha combinato il Power dalla vete? Quello che combina ogni volta che si va in un posto dove il Power ha perso ogni minimo senso di soggezione.
Premetto, non volevo portarcelo. Sapevo che ci sarebbe stato da aspettare perchè quando la vete lavora di pomeriggio è sempre così, per ovvi motivi. Lui ha insistito perchè l'ambulatorio gli piace, gli piace vedere la vete che si smaneggia i nostri mici con quel modo di fare che solo i vete hanno ed evidentemente a lui affascina. Vabbè, portiamolo, e la nonna ha insistito per accompagnarci giusto perchè non aveva altro da fare.
Abbiamo atteso un'ora e mezzo. In quell'ora e mezzo il Power ha fatto dentro-e-fuori dalla sala d'attesa circa quindici volte, perchè dentro c'erano solo cani tediosi e piagnucolosi, perchè fuori c'era il sole e una bellissima campagna da esplorare, perchè la nonna lo portava qua e là a vedere gli alberi, ma poi ogni tanto doveva venire a controllare che non entrassi in ambulatorio senza di lui. Finchè dopo la quindicesima volta si è arreso (e che balls) ed è entrato definitivamente. Per accorgersi dopo i primi tre minuti che stare ad attendere che uscissero due cani dall'ambulatorio era decisamente tedioso (te l'avevo detto). Alchè la nonna tira giù da uno scaffale un bellissimo depliant sui cani a mò di fumetto. Dopo un iniziale
"che beeeello" ho dovuto toglierglielo di mano prima che l'idea di farne coriandoli diventasse concreta. Toltogli dalle mani il depliant, il Power che fa? Si mette a fare il coro ai cani piagnucolosi.
Power, prima di entrare, devi far pipì?
No, non mi scappa.

Deo grazias, è il nostro turno. Entriamo. Prima ancora di posare il trasportino sul tavolo il Power si fionda sul mobile di destra dove c'è un contenitore a forma di gatto fatto col fil di ferro, pieno di caramelle. Ovvio. Chiede, la vete glie ne da una, e lui nel prenderla stacca la testa del gatto dal contenitore. Per fortuna era solo agganciata.
Il Power assiste all'estrazione del gatto dal trasportino, un po' difficoltosa ma si fa, dopodichè?

MAMMA MI SCAPPA.
E no!

La vete mi rassicura, la porta accanto è il bagno, e io mi chiedo cavolo, e per visitare il gatto? Tocca rimetterlo nel trasportino per poi riestrarlo? Non ho mai fatto visitare uno dei miei gatti a due mani sole, non ci siamo mai riuscite...
E qui viene incontro la bontà di Jack Sparrow, che è stato comunque visitato da solo, che fusa alla vete, che è talmente buono che promette di tornare da solo la prossima volta. E Jack Sparrow forever!
Nel frattempo Mamigà porta il Power in bagno per una pipì stratosferica (caspio ma come facevi cinque minuti fa a dire che non ti scappava?), torniamo in ambulatorio e lì inizia una battaglia vera e propria tra me e lui, durante la quale la vete cercava di spiegarmi quello che c'era da fare e quello che era stato fatto (un normale colloquio). Il Power DEVE toccare tutto, DEVE chiedere tutto, DEVE entrare in ogni stanza del posto (compresa la sala operatoria che caspio, tienila chiusa!), DEVE aprire ogni sportello. Seguono minacce di rimandarlo fuori con la nonna, di non portarlo più e via così. Insomma ho avuto più da fare di star dietro a lui che non far visitare il gatto.
Inutile dire che ho avuto l'impressione di non averla mai fatta quella visita. Alla fine mi sono dovuta accontentare di un riassunto del tipo
"il gatto sta bene? Ok, grazie, ci vediamo per il taglio dei gioielli. Si, tra venti giorni la seconda pastiglina. E mezza a Max. Grazie per la pazienza. Almeno ti pago le pastigline per i vermi. No? Sei sicura? Grazie mille, davvero".
E via come fusi. Condendo la fuga con un serio rimprovero prima di risalire in auto.
Mia madre, che nel frattempo è rimasta in sala d'attesa, la prima cosa che mi ha detto è stata
"si è sentito tutto. Ma come hai fatto a non buttarlo fuori...".

Eh, come ho fatto. Ho pensato che per lui comunque l'esperienza fosse utile. Che al di là di tutto si è comportato come tanti altri bambini, che non ha fatto il degheio per il gusto di farlo  ma perchè il Power è fatto così, non lo puoi sedere su una sedia a osservare passivamente perchè non gli basta. Ho pensato che ci teneva perchè è un periodo, ma anche piuttosto lungo, che lui ai miei gatti si interessa non solo come spettatore ma chiede di essere parte attiva del loro accudimento, e per me questa cosa ha un gran valore. Non mi va di buttare via tutto questo solo perchè ha un carattere forte, curioso ed energico.
Certo è che mi dispiace assai per la vete, che non sembra molto propensa al rapporto con gli infanti.
Ma io sono sua madre.


mercoledì 14 aprile 2010

Tagliando Jack e post-it felino



Ieri ho anche portato Jack a fare il primo tagliando dalla vete con relativo vaccino (aggratisse).
Sorvolando sul comportamento del Power durante la visita che lo avrei appeso per il posteriore al neon del sofitto, e sorvolando anche sui tre cani rompimarones che durante tutta l'ora e mezzo di attesa mi hanno fatto ringraziare il cielo di essere gattofila (ma quanto sono deficienti certi cani per non dire certi padroni che deficienti li fanno diventare...), abbiamo appurato che Jack:




  • -pesa cinque chili contro la media dei tre e mezzo degli altri miei gatti, giustificando quindi il mio disappunto quando lo sollevo dentro al trasportino (si lo so che ci sono gatti che ne pesano anche di più, ma concedetemelo, non ci sono abituata).


  • -è un ruffiano patentato: ho portato al bagno il Power durante la visita (no comment, sennò ci va un altro post) e quando rientro in ambulatorio trovo la vete che bellamente si sta preparando la siringa da sola mentre Jack se ne sta accoccolato vicino, fusando, e mangiando un bastoncino. Commento della vete: "la prossima volta ha detto che ci viene da solo".
     


  • -nonostante l'aria da povero gatto bastonato abbandonato maltrattato sta benissimo, ha solo gli acari nelle orecchie da trattare adeguatamente.
     


  • -approssimativamente ha un anno di età, il che significa che ha l'età di Max e Penny pur essendo grande e grosso il doppio. Le speranze che Max cresca ancora e si adegui alla stazza di sua madre stanno miseramente diminuendo, il che mi dispiace un pochino, ma tant'è, basta che stia bene. Se magari facesse un po' meno la piattola sarebbe anche meglio.
     


  • -tra non molto sarà da fargli il taglio dei gioielli, cosa che sinceramente non avevo messo in conto ma è da fare. Non aggratisse. Ma con quello che sto spendendo in deodoranti per lettiera... (non avevo idea che l'urina del gatto maschio integro praticamente adulto facesse svenire un cavallo).
     


  • -era domestico. Ma non serviva la sentenza della vete per saperlo. Credo di starmi facendo una certa esperienza ormai. Nei limiti del profano si intende.
     



  •  



Ah, una piccola nota, giusto per ricordarlo a me stessa senza farmi un post-it. Lunedì la mamma di Max ha ripartorito. Ovviamente non ho visto i piccoli o il piccolo, sicuramente li ha fatti nella casaccia oltre la rete perchè è arrivata da lì in cerca di cibo ed è sparita immediatamente dopo aver ingurgitato una quantità industriale di crocchi a tempo di record, ma attendo come lo scorso anno la presentazione ufficiale della prole. E se cerca di riaccasarmeli stavolta tocca seriamente cercargli casa altrove. Ma non vedo l'ora di vederli

Le notti del Power


Poweralmente raccontando... un'altra piccola vittoria.
L'altro giorno sono stata al Lidl e ho preso una lampadina notturna fantastica: si attacca alla presa di corrente, si può scegliere se farla andare in modo che si accenda da sola quando c'è il crepuscolo oppure accenderla tu quando vuoi. E si può scegliere il colore della luce tra una varietà di cinque o sei. L'ho portata a casa e l'ho mostrata al Power, spiegandogli come funziona, e lui tutto eccitato ha voluto provarla IMMEDIATAMENTE.
Rislutato: durante la notte tra lunedì e ieri, per la prima volta in sei anni, si è alzato da solo per andare in bagno a bere in piena notte, senza chiamare mamma. Adesso è partito in quarta chiedendo di poter cambiare colore ogni sera da solo, a seconda del colore preferito durante la giornata di asilo. Col gioco abbiamo guadagnato l'autonomia notturna, e scusate se è poco!


martedì 13 aprile 2010

Oggi però mi sento un carciofo


Escluse le persone bloggheresse che lo stanno passando o lo hanno passato, premetto, loro non c'entrano. Loro parlano con cognizione di causa.
Sarei un po' esasperata, oggi, martedì, di sentirmi dire da chiunque la solita frase "ma su, COSA VUOI CHE SIA, è per un periodo, poi ricrescono, l'importante è guarire, cerca di star su, ridici sopra, prendila con ironia".


Prova, cazzo.
 


Tranquilli, domani mi passa. Domani ho la settima infusione. Ma visto che non avrò pause tr ciclo e ciclo, mi chiedo cosa le conto a fare.
 

lunedì 12 aprile 2010

Corti-schifo ma anche no


Stamattina sono stata in ospe per il mammorep. Mi sono alzata verso le sei e mezzo come le altre mattine senza sveglia, da quando a quell'ora tre volte a settimana devo alzarmi per fare le sottocute mi ci alzo anche i giorni rimanenti. L'interventino è filato liscio, nonostante le due ore di attesa per problemi dell'ambulatorio. Una emerita sciocchezza. Compresa la mammo di controllo. Ma penso ormai che la mia soglia di terrore si sia notevolmente innalzata. Anzi, drasticamente innalzata.
Ma è dalle sei e mezzo alle sette e mezzo che è passata l'ora più avvilente.
Ho fatto la doccia, mi sono vestita e sono scesa. Mentre si scaldava l'acqua per il tè sono andata in bagno giù a truccarmi. Lo faccio tutti i giorni ormai, per partito preso: non voglio cedere alla pigrizia e sembrare un cicciobello.
Mi sono guardata allo specchio.
Sono gonfia. Forse la mezza rasatura accentua il gonfiore, ma non è solo apparenza. Sono gonfia da cortisone, come quando lo prendevo come unico farmaco per l'artrite diversi mesi fa. Anzi, di più. Stavolta mi si sono gonfiati anche gli occhi, in maniera quasi impercettibile ma si sono gonfiati. E il collo, le mascelle. Porto lo specchio davanti alla finestra e orrore, il mio viso è pieno di macchie. Mamma mia quanto sono brutta. Sembro una di quelle donne svaccate e trasandate davanti alle quali il mio naso si schifa quando le vedo, cinquantenni o poco più che mammamia, sembrano appena uscite dalla cucina dopo aver nuotato in un pentolone di minestra ed esserne state anche fiere. Ecco, Mamigà a trentasette anni si guarda allo specchio e si fa davvero schifo. Ragione di più per truccarmi e dare a me stessa un aspetto meno scanchenico. E meno malato, se è possibile.
Metto il rossetto, sembra un ricciolo di burro sopra a una teglia di lasagne. Ma almeno decora un po' il tutto.
Ma serviva guardarsi allo specchio per rendersi conto che il cortisone sta facendo il suo lavoro? Non basta che ogni volta che mi siedo sento un rotolo di salsiccia che fino a un mese fa non c'era a impedirmi di sedermi rilassata? Non basta che durante le ultime quindici notti io regolarmente ogni ora debba controllare se le due sono sempre le due, le tre sono sempre le tre e via dicendo? Non basta che ogni volta che mi metto a tavola mangi come una draga, e durante il resto della giornata ogni momento di pausa sia buono per sentire l'istinto che mi porta verso il frigoriero? No, dovevo guardarmi allo specchio e detestare quell'immagine riflessa, orrenda ai miei occhi.
Ma poi...
Poi arriva Papigà dal turno di notte, infilo il cappello e il giubbino, chiudo casa, salgo in macchina e partiamo verso l'ospedale. Tiro giù il frontalino con dietro lo specchietto sul parabrezza e mi guardo di nuovo. Mi scappa un sorriso.
E mi accorgo che con un sorriso torno ad avere trentasette anni, malata di cancro ma solo di passaggio, gonfia ma non perchè mangio schifezze, e se sorrido sono ancora potenzialmente una bella mamma. Una bella donna.

domenica 11 aprile 2010


In questi giorni in casa c'è il degheio. Detestavo usare i termini "pulizie-di-primavera" ma sembra non se ne possa prioprio fare a meno, le finestre aperte equivalgono a un sentore di polvere, di vecchio che deve uscirsene di casa, di umidità che ristagna da ottobre e di voglia di sole in casa. E diciamocelo, è da fare punto e basta.
Venerdì ho iniziato con le tende, lavoro che detesto in assoluto. Ho un paio o di tende in sala appese con un'asta che non ricordo come si chiama, fatto sta che non vedo l'ora che si rompa per avere la scusa per cambiarla: ogni volta staccare e riattaccare quella specie di ami da pesca che si chiamano ganci mi costa i polpastrelli.
Ieri è stata la volta del megapuzzle: litigatona folle con gli spazi. Dopo sei anni di ingombro in salotto (fatto prima di carrozzina, poi a seguire passeggino, box, seggiolone e negli ultimi quattro anni megabaule colorato portagiochi) siamo riusciti a liberare una bella fetta di spazio portando il baule in cameretta. Per farcelo stare abbiamo dovuto portare lo scatolo che contiene la culla del Power in camera nostra e posizionarla dietro alla testiera del lettone, dove però giaceva il materassino che è finito sotto al lettone stesso. Dove albergavano una discreta quantità di cavi elettrici che sono dovuti essere correttamente riposizionati. Nel mezzo degli spostamenti, quando il più dalla cameretta era stato tolto e in attesa di portar su il baule, ho voluto lavare il parquet (cosa che faccio due volte l'anno) approfittando del fatto che il pavimento aveva sopra il minimo di legge, così giù di mocio. Nel mentre ho dato una bella pluri dose di superlavoro alla lavatrice, perchè presa dall'euforia ho deciso arbitrariamente di passare dalle lenzuola di flanella al cotone (con sommo disappunto del papi ma che si adatti). Insomma, quello che più o meno succede in tutte le case in questo periodo, con la variante che quando ci si mette Mamigà a far lavori e si sente anche discretamente bene è meglio stare alla larga. Io infatti ho un grosso difetto: non so lavorare assieme ad altre persone. Ossia, non che non voglia, ma mi riesce decisamente difficile cooperare. O decido la tabella di marcia e il ritmo da seguire o vado in palla totale, è un grosso difetto ma nonostante più volte e più persone abbiano cercato di estirparmelo di dosso ogni volta è stato un buco nell'acqua. Così io parto in quarta, vado avanti come un ariete, e finchè non ho sfondato il portone non vedo niente e nessuno. Tranne il divano a una certa ora della sera perchè cado scannata. Come chiunque.
Stamattina mi sono alzata presto. Nonostante non dovessi fare l'iniezione alle sei e mezzo ormai mi sveglio in automatico, e non mi riaddormento più. Ne ho approfittato per scendere e organizzare una mattinata in cucina: ne è uscita una torta salata di spinaci, ricotta e crescenza, e una focaccia alle cipolle favolosa! Nel pomeriggio Papigà è andato al lavoro e io prima mi sono dedicata a cucire l'ennesima shopper fatta di avanzi di stoffa,



poi al giardinaggio. Lavoro dolente... Ho fatto il funerale ai miei gerani ormai quinquennali, sono morti TUTTI questo inverno, non se ne è salvato mezzo. Ho interrato rizomi di iris (in vaso perchè non ho più un centimetro libero lungo i confini)  e di fresie, e continuato la potatura dei gelsomini (con un magone incredibile... mai visto un disastro simile prima, dovuto al gelo). Poi una pioggerellina di dieci minuti mi ha costretto a smettere, e ho accompagnato il Power a casa della nonna. Stasera dorme lì, perchè domattina presto mi reco in ospe: devono applicarmi un mammorepere. Una cosa da poco ma Papigà insiste per accompagnarmi.
E ora sono qui al pc, ad arare campi su farmville, a scrivere le cose semplici di questi giorni, con i brividi di freddo in testa (anche se non sono calva ancora, ho sempre maledettamente freddo in testa) pensando che domani inizia un'altra settimana.


sabato 10 aprile 2010

Alle sei e mezzo del mattino...

Ma possibile che non riesca a farmi tre sottopelle su tre senza che almeno una faccia un ematoma? Mica mi ci vorrà un corso? Se le fanno anche i ragazzini, solo io sono così pirla? Se va avanti così tra sei mesi avrò un addome a puà!

venerdì 9 aprile 2010

Anna Lisa

Succede che quando rimani incinta ti guardi attorno e vedi pance ovunque, e se vivi anche con internet scovi forum di pance, blogs di pance, siti di pance.
Io su internet sono stata catapultata con il filtro del punto croce, sono passati degli anni, si è rimescolato di tutto tra i miei link, mi sono appassionata di millanta cose.
Da quando ho il cancro mi si è aperto un mondo anche in questo senso. E la cosa che più mi riempie l'animo quando accendo il pc è andare a leggere i blog di altre donne che come me, anzi, avanti a me in esperienza, lo affrontano. Ne ho già accennato in un altro post. E mi ci sono anche affezionata, trovo nei loro scritti conforto, mi sento meno sola nell'accettare le emozioni che mi si accavallano dentro (perchè chi le vive in prima persona sa di cosa parlo anche se non gli do un nome ogni volta), mi ci specchio, mi confronto. Le loro visite mi danno la carica. Mi tengono compagnia. Cerco di dare quel che posso a mia volta sapendo che è una goccia in mezzo a un mare, ma il mare è fatto di gocce.
E ci rimango male, anzi, malissimo, quando leggo cose come
questa. Perchè sono legnate che non vorrei mai prendere una seconda volta. Anna Lisa l'ha presa. E non ho parole.

Collaudo borsa porta pc



A meno proprio non se ne poteva fare...

mercoledì 7 aprile 2010


Stamttina sono stata a fare la sesta infusione. Ho fatto anche la visita, acqua e olio tuttapposto. Ero convinta che tra tre o quattro infusioni avrei avuto qualche settimana di pausa, e invece no, tutto un tiro fino all'intervento che comunque non è ancora programmabile in termini di tempo. Tutto sommato se va avanti così non è neanche male, non vomito più dopo che la cura è stata modificata, e gli effetti collaterali che sto sopportando sono controllabili itranne la caduta dei capelli che sta prendendo il via con sempre più decisione man mano che passano i giorni. Insomma, posso dire che sto relativamente bene rispetto a quello che sento in giro. La cosa che più mi da fastidio è l'intestino sempre in subbuglio, sembra che laggiù non ci sia mai pace soprattutto durante le mattinate. E il naso che gronda sempre sangue. Ma non posso farci nulla o quasi, quindi sopportiamo e dosiamo le forze. E reiniziamo a gonfiarci di cortisone.
Per parlare d'altro, finalmente domani il Power torna all'asilo: tutti che mi chiedono se non vedo l'ora, io rispondo di si, ma non per liberarmene (in fondo è stato anche bravo in questi giorni, Poweralmente parlando s'intende), quanto perchè è un po' stufo di non vedere i suoi amici. E mi chiedono anche come mai tanti giorni di vacanza visto che quasi ovunque le scuole sono già reiniziate tra ieri e oggi, e io rispondo che qui da noi non ci sono state le votazioni, quindi i bambini fanno un giorno di ferie in più che gli altri hanno già fatto la settimana scorsa. Ah, l'altra sera gli è caduto un altro dente, finalmente l'incisivone ha spazio per scendere dopo che da più di un mese era mezzo incastrato tra la gengiva e il dentino accanto (ma fa impressione! Un incisivo da adulto in una bocca da seienne è spaventoso!) Comunque sia io non mi ricordo tanti giorni a casa per Pasqua ai miei tempi, si stava a casa Pasqua e Pasquetta e stop. Ma dicono che i tempi sono cambiati, quindi adeguiamoci anche perchè non possiamo farci nulla...
Pasqua è passata, come ogni festa comandata da qualche anno in qua metà con i miei e metà con i suoceri. A me è andata anche bene perchè non ho lavato i piatti, sono sincera, e la compagnia è stata gradevole sia di qua sia di là. Fatta la dovuta eccezione per quello che io chiamo "il viscido", un parente acquisito di mio marito che quando definisco "viscido" lascio spazio alla libera immaginazione su che tipo possa essere. E qui mi fermo.
Intanto abbiamo fatto scorta di cioccolata per tutto il duemiladieci, opportunamente e velocemente insacchettata per la stragrande parte, e riposta in freezer per i tempi di magra e per improvvisi attacchi di tortite.E' stato grande mio marito che alla sottoscritta oltre al libro di cui sotto ha regalato una scatola di Baci, che ho opportunamente tolto dall'involucro e riposto in una boccia di vetro trasparente sul mobile del soggiorno. Mescolati ai gianduiotti della befana fanno un figurone stile pubblicità dei Rocher, un bel-guardare oltre che un buon-lappare
A Pasquetta si sarebbe dovuti andare a fare la grigliata con la solita compagnia di amici. Per motivi che non mi va di raccontare siamo rimasti a casa, così nel pomeriggio mi sono dedicata col Power al giardinaggio visto che un po' di sole si era affacciato.
Ho iniziato a raspare via un po' di muschio lungo il lato nord, sotto alle aromatiche, ma quanto ce n'era... Ho dato un'occhiata ai miei gerani. Ex gerani. Nonostante le protezioni che gli ho messo come gli anni scorsi, questo inverno il freddo esagerato li ha uccisi uno ad uno. Avevano diversi anni, tre di loro erano gerani con le foglie screziate, bellissimi. Quest'anno ho deciso di non fare vasi come gli altri anni, non mi va di spendere soldi per quello che non è necessario, ma i gerani mi dispiace non rimetterli, erano una meravigliosa macchia rossa davanti alla porta che da in giardino... Quasi quasi un salto in vivaio lo faccio solo per quelli, chissà che ricominciando da capo con loro non sia a posto per almeno cinque o sei anni con piante nuove e forti. Con una decina di neuri dovrei ricavarne sei o sette piante, tutto sommato non è una gran spesa. Sperando che i parassiti siano un po' più clementi della scorsa estate, anche se finchè nei terreni vicini non tengono pulito ho l'impressione di lavorare per niente: ho il mio bel daffare a tenere lontane farfalline, pidocchietti, lumache, zanzare con la disinfestazione dei tombini, ma anche gramigna, ortiche e tutto il resto, quando oltre le reti di confine per tre quarti ho il disastro e l'incuria più totale. E stare a mandare i vigili una volta l'anno mi sembra esagerato, giuro che la tentazione di dar fuoco ogni tanto è stata forte.
Che altro dire... ah si, vorrei spendere qualche parola su un paio di pensierini che ho ricevuto in questi giorni, ma meritano un post a parte con relative foto perchè ne vale la pena. Domani mi do da fare.

martedì 6 aprile 2010

MI sono disincastrata!!!


Ce l'ho fatta!
Un ricamo di poco più di 60x60 crocette può portar via due mesi di lavoro? Si, se ha più sfumature del necessario e se nelle mani di Mamigà che è nel periodo "berretti-all'-uncinetto-per-forza-e-per-piacere". E soprattutto se ogni volta che ci deve metter mano qualcuno o qualcosa ci si mette in mezzo (gatti che chiedono di entrare, Power che chiama, telefono che squilla, pentola sul fuoco... che periodo ragassi, sembra di avere il sedere con lo stesso polo positivo del divano, non riesco ad appoggiarcelo sopra).
Comunque l'ho finito, il mese di febbraio di EMS



E adesso non voglio pensare al mese di marzo che ho un paio di altre cosine da finire prima.

lunedì 5 aprile 2010

Una piccola delusione


Sarà un caso ma ieri sul forum della via è stato lanciato un topic su come si possa affrontare una delusione su un'amicizia. Sembra un caso perchè giusto sabato sera ne ho ricevuta una di queste delusioni, è stato un pugno in un occhio. Più che altro una conferma che una persona che credevo amica non ci teneva più di tanto a me, e forse la zappa sui piedi me la sono tirata da sola perchè avrei dovuto capirlo prima dal suo silenzio lungo, lunghissimo.
Ecco, queste sono piccole cose che fanno male. Ci passerò sopra di sicuro come è successo altre volte, non sono questi i mali peggiori che ci possano capitare, ci mancherebbe. Però è comunque spiacevole. Spiacevole accorgersi di aver commesso uno sbaglio ad aver investito in carica emotiva su un rapporto per il quale non ne valeva la pena. E deludente capire di essere arrivata a trentasette anni senza ancora averlo compreso, visto che ci casco ancora.

sabato 3 aprile 2010

Ed ecco il mio uovo di Pasqua

Visto che di cioccolata saremo già pieni... mi è arrivato finalmente l'uovo di Pasqua che desideravo!



Saltello come una bambina...
Adesso devo solo impegnarmi a non sfogliarlo prima di mercoledì, voglio gustarmelo nella tranquillità delle ore della terapia. Volontaria permettendo.

Auguri Mamigaeschi



Non possono mancare i miei auguri di Pasqua, ovvio.
Allora, buona Pasqua a chi crede nel suo vero significato (che non menatemela con la festa della primavera o cose del genere, Pasqua è Gesù Risorto punto e basta), e chi ci crede possa sentirlo davvero nel cuore.
Io che ci credo ma nel cuore mi spiace non lo sento, auguro quello che vorrei sentirmi augurare: che domani sia una bella giornata vissuta con chi si ama, con chi si ha piacere di trascorrere un giorno di festa, che fuori ci sia il sole per tutti ma anche dentro all'animo, perchè il sole fa sempre bene. E che possiate ridere, ridere tanto, in barba alle difficoltà di tutti i giorni, alla faccia dei pensieri tristi che per un giorno possono starsene relegati in un angolo.

venerdì 2 aprile 2010

E ora dico la mia su...


Ma perchè mai tanto spreco di parole per non dire tutto il resto sulla RU486 in Italia, mentre nel 2010 non siamo ancora in grado di partire dalla base? MA GAT-SO, UN PAIO DI SANE ORE SETTIMANALI DI EDUCAZIONE SESSUALE A SCUOLA NO???
Scusate ma io di fronte a queste cose mi indigno assai assai assai...

Pubblicità s-progresso (quelli che le inventano sono dei geni!)


Quella della pubblicità dell'amuchina per le mani è fantastica.
Prima ti fa vedere che si disinfetta le mani dicendo che da quando ha iniziato a farlo non riesce più a farne a meno.
Poi cosa fa?
Va al bar, incontro a un amico seduto a un tavolino fuori, gli arriva da dietro e... gli prende ben bene il viso tra le mani, gliele spatacca sulle guance e gliele spalma pure sulla bocca.
Alla faccia dell'igiene...

Jack vs... Inserimento del pirata nella ciurma


Allora.
La Gioiuta, la cui reazione era quella che temevo di più per l'incolumità di un felino piuttosto di quell'altro, gli passa davanti con la testa bassa, le orecchie a deltaplano e tira oltre. Jack si sdraia a panzallaria davanti a lei per niente.
Max, che maschio vs maschio pensavo si ammazzassero l'un l'altro, gli passa davanti guardandolo fisso, apre la bocca in un mezzo soffio che poi non gli viene fuori nemmeno se si sforza, abbassa la testa e tira dritto. Jack si sdraia a panzallaria davanti a lui ugualmente per niente.

Amy se potesse lo ammazzerebbe. La mia gattolina tutto coccole e fusa, lei che è la dolcezza ingattificata al punto che a volte mi sale l'acidità di stomaco solo a guardarla, inizia a gnaulare scazzosa già solo vedendo la sua sagoma oltre il vetro sabbiato della porta esterna. Ieri ho dovuto tirarla via di dosso a Jack mentre cercava di ridurgli drasticamente il numero di vite a disposizione. Jack si sdraia  a panzallaria anche davanti a lei, ma si ritira subito su sè stesso perchè gat-so, è piccola ma cosa non c'è ben nascosto in quei tre chili scarsi di pelo!