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venerdì 31 dicembre 2010

Fine anno, fine radio!


E' iniziato tutto a fine gennaio.


In questi undici mesi me lo hanno guardato, palpato, schiacciato, tirato,  sforacchiato, ecografato, colorato col pennarello,  ubriacato di sostanze chimiche,  tagliato e ridotto, ricucito, incerottato, tatuato, fotografato, irradiato, impomatato, ustionato, disinfettato.
Adesso basta. Oggi ho terminato la radioterapia, e quel che mi rimane da fare per lui non è più nulla di invasivo.
Adesso me ne prendo cura io del mio seno, per quel che mi compete. Mi guardo allo specchio e vedo una cosa orrenda, piena di segni, di bolle, di ustione, con due cicatrici lunghe e brutte, di un colore che ricorda la carne cotta alla brace.  Ma non l'ho mai amata come ora. E pian piano la aiuterò a ritrovare la sua bellezza, sperando che tutto questo non si debba ripetere mai più.

E come mi ha commosso, oggi, il medico, quando mi ha detto
"signora oggi è arrivata al termine di questo percorso, adesso la strada sarà tutta in discesa", con la stessa commozione auguro a chiunque passa di qua di vivere un anno come quello che ho appena trascorso io: un anno da ricordare per l'intensità delle emozioni belle che hanno preso il sopravvento sulle brutte,  per le amicizie che ho stretto, l'affetto che ho visto farsi concreto e moltiplicarsi a dismisura, il coraggio che ho riscoperto avere dentro, la voglia di vivere e di difendere la vita. Auguro a tutti di riuscire a trovare il "lato buono della faccenda" sempre e comunque, anche quando richiede del tempo, anche quando è più forte la tentazione di prendere "la faccenda" a calci e scappare in Patagonia o in qualunque altro posto.


Buon 2011!



 



                                      
Ps. prima della visita, oggi pomeriggio, il dottorino (che non ho mai visto prima in quel reparto) mi ha raccomandato di sedermi al centro del lettino e non ai piedi,
"perchè sa, signora, non si sa mai con questi lettini, è capitato che...". Niente, è capitato che una certa storia ha evidentemente fatto il giro dei corridoi del reparto!

giovedì 30 dicembre 2010

Fatto


Ho fatto la TAC cerebrale stamattina. Le risposte a venerdì prossimo.


Il tecnico mi ha detto di star tranquilla, che a monitor sembra che sia tutto a posto, ma bisogna vedere la stampa delle lastre se rivela qualcosa di microscopico o altro. E allora aspettiamo.
Lo confesso, ho paura. Ma se non l'avessi credo che sarei disumana, o profondamente incosciente. D'altra parte ho visto in questi mesi uscire da me stessa una grinta che non sospettavo di avere, per cui avanti, qualsiasi sia il responso si va avanti.
Nel mentre   penso a cosa sbloggare della bella giornata di Natale trascorsa, voglio fare qualche foto perchè ho ricevuto dei pensieri  hand-made bellissimi a cui va resa giustizia.

mercoledì 29 dicembre 2010

C'è radio e radio XD


Oggi la radio è stata particolarmente difficile da affrontare, ho dovuto fare uno sforzo titanico per star ferma immobile per quei pochi minuti necessari.
In sala terapia c'è la radio accesa, e oggi davano questa...



Telefonate


E poi sto ancora cercando di capire com'è che ogni volta che mia cognata ha lo squarauss intestinale o la febbre alta mia suocera ci telefona in preda all'ansia per rassicurarci che non lo si abbia anche noi.


Io e mia suocera viviamo lontane 12 chilometri. Altri 15 ci separano da mia cognata. Con mia suocera ci si vede si e no una volta a settimana, con mia cognata se ci vediamo una volta al mese è tanto (anche se per telefono ci si sente comunque almeno una o due volte a settimana).
Mi chiedo se non si sia convinta che certi virus si passano via cavo del telefono.

Buoni propositi? Naaa...

Stamattina, mentre mi recavo a Latisana a fare la mia prima TAC, pensavo all'anno che sta per finire. Veramente mi sono alzata dal letto con pensieri più lungimiranti (pensavo a cosa desidero fare quando andrò in paradiso, ma vabbè), ma mi sono ridimensionata presto, e nel silenzio del mattino rotto solo dal rumore del motore della mia Greta e i campi ghiacciati che mi scorrevano a destra e a sinistra sotto a un cielo di cristallo e nubi, pensavo ai buoni propositi per l'anno nuovo. Come da bambina mi aveva insegnato la mia mamma ho continuato a farlo ogni anno, in primis propositi molto materiali, più avanti obiettivi personali da raggiungere, riguardanti per lo più lati del mio carattere da cercare di migliorare. E quest'anno?

Quest'anno niente. Rompo la mia personalissima e banale tradizione e mi astengo dal fare progetti su di me. Non è il momento, e poi ho la netta sensazione che come i numeri dei giorni siano solo parentesi che noi uomini abbiamo imposto al tempo per darci una regola, così ci sono delle cose per le quali queste parentesi non vanno affatto bene, non servono ad altro che aggiungere ansia ed angoscia per una scadenza imminente. Di scadenze ne ho fin troppe: la scadenza della rata del mutuo, l'assicurazione dell'auto e la revisione, i compleanni, l'ora del pranzo e della cena, il quotidiano è pieno di scadenze e di orari da rispettare.
No, quest'anno niente impegni personali tra me e me medesima. Quel che riesco a fare faccio, spero sempre tesa a migliorare, se non altro il modo di affrontare le cose che capitano. E voglio che sia così a trecentosessanta gradi, compresa la sfera creativa (ma magari se riesco a portare a termine un ricamone iniziato ancora quasi due anni fa, questo si non mi dispiacerebbe, se non altro per togliermi di torno il materiale e rimettere a posto le millemila matassine che necessitava).

Poi arrivo in ospedale, e la TAC non si fa perchè quando ho preso la prenotazione ho omesso di comunicare la crisi allergica che ho raccontato in
QUESTO POST, (non l'ho detto all'infermiera perchè ogni volta che mi chiedevano, finora,  se sono allergica a qualcosa io rispondevo sempre che ho avuto una crisi dovuta a un chemioterapico, ma mi hanno sempre risposto che non conta niente... e io me l'ero bella che messa via. Ma sembra che per i radiologi sia importante). Ergo, tra oggi e domani faccio la profilassi (tradotto, antistaminici e deltacortene, che tra un po' mi esce dagli occhi) e domattina alle otto mi presento, mi iniettano non so cosa (spero un grappino che mi tira su) e alle nove faccio l'esame. Nel mentre aspetto su con la mamma in oncologia, è il chemiuz-day.

martedì 28 dicembre 2010

La non- radio di ieri sera


I macchinari per la radio si sono inceppati entrambi giusto quando sotto mi ci sono distesa io. Ho atteso un'ora e mezzo, durante la quale mi sono spogliata e rivestita quattro volte, ho sostato mezza nuda davanti ai macchinari per una mezz'ora buona tra il primo e il secondo, ho letto qualche pagina di una rivista, ho cercato di tener buono il Power (per una volta che mi accompagnano a fare radio vedi cosa succede), e ho sfoderato una buona dose di pazienza. Alla fine mi hanno mandato via senza fare la terapia, perchè i tecnici non sono riusciti a saltarne fuori.
    
E per domani?         Ho chiesto. "La chiamiamo noi". Ho chiesto  che lo facciano almeno prima delle due, così non faccio eventualmente la strada per niente.



MA la cosa fantastica è stato lo scambio di battute con la dottoressa radiologa, o meglio, fantastica è stata la sua faccia. Mentre aspettavo in sala d'attesa passa, mi guarda e la faccia le diventa violacea, nel trattenere una risata che secondo me, se solo non avesse avuto il camice bianco addosso sarebbe esplosa con ben poco senso del decoro.
 
- Ma... è lei che stiamo spostando di macchinario perchè si è inceppato imma gino...
-E certo, chi sennò... me ne mancano solo quattro e prima di finire devo pur lasciare il segno del mio passaggio...
-Guardi (
e lì non ce l'ha fatta più), mi hanno appena comunicato questa cosa, non ho memmeno guardato il nome scritto sulla cartella, ma quando mi hanno spiegato cosa è successo mi è venuto un forte sospetto su chi potesse essere l'interessata, sa? (e lì ha iniziato a sganasciarsi).

Era la dottoressa dell'episodio del lettino ginecologico riciclato e scaraventato giù...

domenica 26 dicembre 2010

Esse emme esse


Scambio di SMS intercorso tra me e F., un amico di vecchia data.


Mamigà vs F.: Buone feste a te e alla tua famiglia, che possiate trascorrerle in allegria.
F. vs Mamigà: buone feste anche a te, io mi sono rotto un braccio cadendo dalla moto. Tu come procedi?
Mamigà vs F.: Caspita! Io procedo bene, sto facendo ancora terapie. Non ti ho ancora detto che si è ammalata anche la mamma di tumore al seno. Per farmi compagnia.
F. vs Mamigà: Beh, in due sarete più forti, come la storia degli uomini con un'ala sola.
Mamigà vs F., in un improvviso attacco di frullamento di sbaracoccoli: In due saremo più forti?  Caro F., ti auguro solo che non ti capiti mai. Soprattutto con un figlio da crescere.
Sottinteso: vaffanc...o, ecchecc...o.


Dopo un po' mi arriva una risposta.

F. vs Mamigà:
ora mi vergogno di essermi lamentato per non aver potuto prendere in braccio mia figlia per un mese. Sto pensando a te e al Power.



Va bene non compatirmi, è quello che ho sempre chiesto. Ma  a volte fare della filosofia più che di aiuto sa di presa per il fondoschiena . Spesso un semplice "mi dispiace", nella sua banalità,  è più che sufficiente.

venerdì 24 dicembre 2010

Mamigauguri



Eh già, è arrivato Natale. Quel giorno dell'anno in cui penso valga la pena mettere da parte le antipatie, le corse affannose per arrivare a sera, i piccoli asti, i pensieri tristi. Quel giorno dell'anno in cui mi piace mettere in tavola le candele, luce per allontanare il buio, e tremolìo di fiammelle che mette allegria. Questo Natale che vogliamo vivere con più gioia degli altri, perchè stare assieme è una fortuna, poter sperare è una fortuna, potersi scambiare dei doni è già un dono di per sè e ricevere tante manifestazioni di affetto come in questo Natale non mi è mai successo.
E' arrivato il giorno in cui fare uno sforzo per parlare un quarto d'ora al telefono coi parenti noiosi (acquisiti, specifichiamolo subito) si può anche fare, che vuoi che sia, è da apprezzare la cortesia che hanno nel ricordarsi di noi  (ma per fortuna lo fanno solo a Natale). E' il giorno in cui i maschi della famiglia sono più felici degli altri trecentosessantaquattro giorni dell'anno, perchè le donne fanno bonariamente a gara per chi spignatta di più e meglio.
E' Natale, e a Natale il mio pensiero va sempre a chi ho attorno ma anche a chi è lontano: la sera della vigilia mi fermo sempre davanti all'albero prima di andare a dormire, e passo in rassegna col cuore una ad una le persone che mi stanno a cuore, i famigliari lontani, gli amici lontani, quelli che non ci sono più. E quest'anno ho tanti volti in più da tenere vicini: sono i volti delle persone che hanno condiviso con me tante ore in sala terapia, che mi hanno raccontato i loro pezzi di storia, che mi hanno visto più di una volta con gli occhi lucidi, che mi hanno insegnato che non c'è un'età migliore o peggiore per ammalarsi e non c'è un modo più giusto dell'altro per affrontare la vita e la malattia. Per tutti loro io desidero che sia un Natale di speranza.

E poi è vero che sono stanca, è vero che in questi ultimi tre giorni ne sono capitate di belle (mio marito è finito in pronto soccorso per una reazione allergica e la sera seguente è stato tamponato in strada), ma quando la strada è viscida in fin dei conti basta andare più piano, e ce la prenderemo comoda. A maggior ragione quindi, evviva la collaborazione culinaria!

Buon Natale a tutti, e lo dico col cuore: che possiate quest'anno aprire il regalo più bello, quello che non sta sotto l'albero.


giovedì 23 dicembre 2010

Sproloqui- emo doni


-More, domani mattina quando ti svegli non mi trovi, trovi solo il papà. Io devo andare di nuovo a fare il prelievo di sangue.


-Te lo tirano fuori dal braccio?
-Si, come le altre volte. Ma non sento niente.
-E te ne tirano fuori tanto?
-Ma no, poco così, una fialetta.
-Per darlo ai poveri? Come il papà quando fa il donatore di sangue?
- Anche no... anzi forse dobbiamo rivedere un po' il concetto...

mercoledì 22 dicembre 2010

Mia


Stavo per scrivere un post su come mi sento, sulla radio, sulla mia ustione, sulla stufa di fare su e giù da Udine. Poi prima di pubblicarlo l'ho cancellato.

Perchè nel mentre ho saputo di quanto sta succedendo a Mia e mi ha preso una fitta al cuore.

Il resto, per ora almeno, può ben essere messo da parte. Per chi non ce l'ha fatta, per chi non ha avuto la possibilità di lottare, per chi ha lottato senza speranza. Perchè per quanto si cerca di affrontarlo sorridendo, sempre cancro è, e non tutti sono fortunati quanto me. O quanto i miei famigliari che mi guardano guarire, CI guardano guarire, anzichè perdere la battaglia. Per fortuna.
Lei che mi ha insegnato che al cancro si sopravvive anche sorridendo, perchè se l'oncologo cura il corpo, per curare l'anima ci vuole qualcosa d'altro. Ma non sempre basta. Perchè il cancro ogni tanto prende il sopravvento, e porta via.
Si, per un po' può essere messo da parte il mio piccolo mondo.



Per Lei.

lunedì 20 dicembre 2010

Stanchezza


Vorrei tanto scrivere qualcosa di serio e profondo, anzichè sciocchezze e gattate.


E' che sono stanca, moralmente e fisicamente sfinita.

Confido nell'allegria dell'atmosfera natalizia, per ripigliarmi quel tanto che basta per ricaricare le batterie del buonumore e dell'energia positiva. Speriamo che basti.

venerdì 17 dicembre 2010

Ho vinto ancora!


Oggi ho inserito il quinto gettone nella macchinetta dei bussolotti, e ho vinto, udite udite, una TAC cerebrale.


Non spaventatevi, non è successo niente di grave, è solo che nelle ultime due settimane ho sofferto di attacchi di emicrania anomali rispetto al solito, molto più frequenti, sempre dallo stesso lato della testa e con annebbiamento della vista improvviso (e mi è successo mentre guidavo, il che mi ha spaventato un bel po'... per fortuna ero già a trecento metri da casa). Può essere tutto, stress, la terapia ormonale, l'allineamento dei pianeti, il deodorante che non uso da tre settimane, troppo o troppo poco condimento sugli spaghetti, troppi spaghetti... qualsiasi cosa, ma meglio togliersi sto prurito dall'orecchio visto che purtroppo (ma mi hanno detto che è piuttosto normale... per me) il primo pensiero che ormai faccio d'istinto per qualsiasi cosa che avverto accadere al mio corpo e che non ho mai avvertito prima non è proprio dei più belli.
Dovrei fare l'esame entro due settimane, ho consegnato l'impegnativa in radiologia e mi chiamano quanto prima per fissare l'appuntamento. Ma di solito hanno tempi piuttosto brevi, per fortuna. Sinceramente? Se dicessi che non sono preoccupata mentirei, ma a me il non sapere logora, quindi ben venga. Anche perchè quasi sicuramente non troveranno niente di che.

Anzi, spero di si, almeno un po' di materia grigia, non dico molta, ma che ci sia e che faccia il suo lavoro. Così avrò le prove in mano da mostrare a mio marito quando mi prende in giro.

giovedì 16 dicembre 2010

Figure...


Sapete cosa succede quando alla ASL riciclano un lettino ginecologico senza staffe poggiagambe per usarlo in un ambulatorio radiologico? Succede che arriva Mamigà per la visita di routine, ci si siede ai piedi anzichè al centro del letto (che ha due delle quattro gambe sotto al centro e NON ai piedi della struttura) snobbando l'ordine dell'infermiera "salga sul lettino da qui" (perchè convinta che mi trattasse da vecchietta bisognosa dello sgabellino) ed entrambi, Mamigà e lettino, cadono rovinosamente sul pavimento dell'ambulatorio stesso, facendo volare il vassoietto agganciato sotto al lettino (ma caspita, toglietelo!) dall'altra parte della stanza, sganciando la parte "mobile" del lettino, facendo un rimbombo che deve essersi sentito fino a tre o quattro reparti più in là.


Che se fino a un attimo prima ero paonazza solo sulla parte radioterapizzata, devo esserlo diventata in un nanosecondo anche dalla cima dei capelli in giù.
Minkiaps che figura...

martedì 14 dicembre 2010

Giochino natalizio: AND THE WINNER IS...


...ROBERTA! L'intruso è LA PIGNA!



Per tutte quelle che pensavano al gatto, il gatto nell'albero in casa mia c'è sempre stato dai tempi della Gioietta cucciola, per cui Amy è solo la variante 2010 di una tradizione ormai consolidata.


La pigna invece credo sia l'ultima superstite delle millemila che erano attaccate ai rami dell'albero quando lo abbiamo comprato, qualche anno fa, attaccate evidentemente con la saliva perchè ne è rimasta solo una o forse due (e dire che lo avevo scelto proprio perchè aveva le pigne, a differenza degli altri alberi esposti al centro commerciale... vabbè).

lunedì 13 dicembre 2010

Santa Lucia


Quest' anno, oltre a una ricarica di cioccolatine kinder e un sacchettino mignon di palline di cioccolato da appendere all'albero, santa Lucia ha portato un rifornimento semestrale di gomme da cancellare con forme e colori diversi,  matite di Cars, pastelli colorati, temperamatite a serbatoio e non.


Bisogna pur fare di necessità virtù, no?


 



sabato 11 dicembre 2010


Adoro Simon's cat, e si era capito... Meaowy Catsmas!

 


venerdì 10 dicembre 2010

giovedì 9 dicembre 2010

Again


Un'altra amica portata via dalla bestia.


Un'altra giovane, giovanissima vita strappata alla vita stessa da questa bestia impietosa, il cancro,  che non guarda in faccia nessuno, che quando decide di colpire colpisce, che gira come uno spettro ormai ovunque mi volti. E ancora una volta in questo anno che va a terminare mi parla di morte.
Ma cosa sta succedendo mai... io mi chiedo cosa stia succedendo attorno a me, cosa significhi tutto questo... Mi sento stordita...


martedì 7 dicembre 2010

Visite!


La maestra oggi in classe ha chiesto chi potesse portare il compiti al Power, che da ieri è a casa malato (influenza).


E indovinaaaaaate chi ha alzaaaaato la maaaaaano e si è offeeeeeerta volontaaaaaaaria al groooooosso sacrifiiiiiicio...
Ma la cosa grave è che mi sono persa il grande momento della consegna perchè è avvenuta mentre ero fuori per la terapia!
E mi è stato riferito che Casanova ha addirittura combattuto contro i gatti di casa per tenerli lontani da milady, che è gattofobica!

domenica 5 dicembre 2010

Sguish...


-More, allora, ieri sei riuscito a parlare con S. e a fidanzarti?
-No. Aveva da fare e mi è scivolata dalle mani.

sabato 4 dicembre 2010

Lo shopping mancato del papi


-Esci stamattina?
-Vorrei andare al centro commerciale a Porto, ho due o tre cose da prendere.
-Guarda che oggi è sabato e siamo sotto Natale, sarà pienone. Non puoi andarci lunedì?
-Naaa... vado via prima delle nove, così sono lì presto e presto esco, evitando così tutta la coda delle ore di punta.



Papigà è tornato a mani vuote un'ora dopo.


Tutta Portogruaro e dintorni deve aver avuto la stessa brillante idea.

La battuta della farmacista


Venerdì mattina. Papigà vs la "solita" farmacista.
-Sono venuto a ritirare i medicinali che mia moglie ha prenotato ieri...


-Ah si, appunto, giusto te volevo. Ieri è venuta Mamigà a prenotarli, le ho chiesto ridendo "va tutto bene"? E lei ridendo mi ha risposto "no". Io l'ho presa come una battuta, perchè rideva, ma seriamente, va tutto bene? Sta guarendo, no?
-No, non va bene, nel senso che si, lei sta meglio, ma non sai di sua madre?
-Sua madre?
-Si, mia suocera così e colà. E nostro figlio così e colà. Vuoi sapere altro o ti basta? Perchè ne ho anche da parte dei miei.
-Anche tua suocera??? Ma cos'è, avete comprato la malattia IN STOCK?


Ha fatto la battuta, haaaa haaaa haaa...

venerdì 3 dicembre 2010

La mia letterina


Caro Babbo Natale,


questa non è la letterina del Power, la sua dovresti averla già ricevuta (e so che hai anche già provveduto a procurarti quanto ti ha chiesto, la scatola del Lego Atlantis e lo skateboard). Questa è la mia di letterina, che sicuramente sarà un po' breve, ma il realizzare i miei desideri ti costerà sicuramente molto meno di quanto ti è costato realizzare i suoi.
Tu già sai, perchè penso che tu e Gesino Bambù vi parliate,  quello che realmente vorrei trovare sotto l'albero, e già sai che non posso aspettarmelo: voglio cose troppo grandi da portare in una notte sola. Tutto quello che desidero realmente richiede tempo, richiede pazienza, richiede costanza, richiede un po' di sopportazione e un barile di coraggio, e sono cose che poi se ci penso bene non puoi portarmi nemmeno tu, perchè in fondo al cuore e in questa casa ce n'è a sufficienza. Basta lavorarci su.

Io ho trentaset... no trentotto anni (mannaggia non mi entra in testa), sono troppo grande per chiederti un paio di giocattoli, visto che sono più alla tua portata? Io ci provo. Io esprimo i miei desideri: mi è sempre stato insegnato a non chiedere cose materiali, a non dare peso agli oggetti e a non attaccarmici troppo, io ci provo anche, ma è più forte di me, ogni tanto mi lascio andare e sogno alcune piccole cose che di sicuro non mi faranno felice e non mi risolveranno i problemi, ma mi strapperanno un sorriso. E di questi tempi di sorridere ne abbiamo bisogno un po' tutti.

Allora, vado?
Vorrei un timer nuovo per la cucina. Quest'anno il Power me ne ha fatti fuori tre, quello che ho adesso è vivo per miracolo ma sai che uno non mi basta visto che a me cucinare piace, e quando mi ci metto ci do dentro in multitasking. Ecco, ne vorrei un secondo, ma a prova di bambino, a prova di gatto e a prova di marito. Se esiste. Se non esiste portamene uno normalissimo da supermercato, vorrà dire che imparerò a nasconderlo di volta in volta. Se me lo porti bello colorato mi fai ancora più contenta.
Vorrei una scatola nuova per il cucito, per sostituire quella vecchissima che ho e che è da mettere in pensione, e se non ce la fai porta a mio marito un biglietto con su scritto dove andarla ad acquistare, che sta diventando matto da settimane per trovarne una che assomigli all'altra perlomeno quanto a dimensioni e dice che non la trova (diglielo tu che se fa un giro alla SME ce n'è un intero bancale in esposizione, a me non mi crede). Se poi vicino ne metti una simile un po' più piccola anche per il trucco schifo non mi fa.
Vorrei anche, ma so che qui miro decisamente alto, un micetto. Non voglio fare chiodo scaccia chiodo, ma visto che la mia Gioiuta mi manca ancora da morire e per me lei è stata una vera e propria Gioia in ogni senso, so che se sotto l'albero trovassi un micetto che fa gli attentati alle palline appese impazzirei di contentezza. Però se quest'ultimo desiderio fosse al di là delle tue possibilità non fartene un cruccio, ci ripenseremo per Pasqua, che forse sarà ancora più facile che ci siano in giro degli orfanelli pelosi a cui dare una casa accogliente.

E se tutto questo dovesse sembrarti patetico, sappi che non me ne importa assolutamente niente. Ho letto negli occhi di mio figlio lo spaesamento l'altro giorno, quando un compagno gli ha fatto ventilare l'ipotesi che tu non esista. Ho letto la speranza che non fosse vero, gli brillavano gli occhi quando il papà lo ha rassicurato che il suo compagno si sbagliava, che tu esisti e che alcuni bambini pensano il contrario perchè non credono alle cose troppo belle. E io che ho smesso di essere bambina troppo presto ho voglia di riguadagnare tempo, di perdermi nella tua favola, di immaginare di sentire da lontano i campanelli delle renne e di non sapere cosa c'è nei pacchettini luccicanti da scartare anche se li ho confezionati io, ma fingo di essermene dimenticata.

Non è patetico credere a Babbo Natale, è patetico pensare che possa portare una rata del mutuo, la guarigione di un tumore e la certezza matematica che non tornerà mai più nè a me nè alla mamma, patetico desiderare che risolva i problemi di mio figlio e che mi porti una cura definitiva per la spondilite, è patetico chiedere la serenità nel cuore di mio marito e la soluzione a tutti i millemila problemi che spesso ci tolgono il sonno e aggiungono gastriti.
Babbo Natale non potrà mai portare la serenità perchè dobbiamo cercarcela e costruircela noi, come la pace in famiglia, la soluzione ai dilemmi di ogni giorno, la forza per andare avanti a testa alta, e aggiungerci un barile di speranza raccolta in giardino. E ce la metteremo tutta. Promesso.

E dopo che ti ho tediato con le mie riflessioni stile filippica, che mi costeranno un occhio in ricostruzione plastica della perduta modestia, mi dedico al lato colorato della faccenda. La faccenda Christmas Frenzy, che hai capito...

Affettuosamente, Mamigà

Ps. Io ci ho provato ad essere buona quest'anno, giuro. Non che mi sia riuscito granchè, se ci penso bene, ma se sono le intenzioni quelle che contano...


Post-it: non vorrei che fosse travisato il senso di questo post: non è un elenco delle cose che vorrei ricevere per Natale, tantomeno il tentativo di fare la morale. E' che mi sono resa conto che nel fare progetti, dopo la malattia, non vale la pena mirare alto. Se miro troppo alto non avrò mai il coraggio di affrontare le eventuali delusioni per non essere arrivata all'obiettivo. Tanto vale puntare alle piccole cose per goderne appieno man mano che le conquisto, che la lunga strada è composta di tante piccole tappe. Anche perchè ci sono cose se aspetto che mi arrivino dall'alto come un dono dal cielo rimarrò delusa senza "forse" davanti.

giovedì 2 dicembre 2010

Sproloqui post scuola - A pranzo


-Papi: la maestra ha portato fuori i bambini chiamando il Power così: "Power staccati dal bambino V. che c'è il papà!".


-Power: mamma DOVEVO morderlo, DOVEVO!
-Mamma: Ma perchè scusa? Devo dire alla sua mamma di cambiare bagnoschiuma e di non usare più quello che sa di fragola? Che storie sono che ti attacchi a morsi al V.?
-C'è che non riusciamo a essere amici. E così litighiamo sempre. E poi aveva il giaccone e non ha sentito niente, sennò mica lo mordevo.
-A parte il fatto che se vengo a sapere ancora che mordi qualcuno sono guai, giaccone o non giaccone. Ma cavolo, con tanto grande che è  la scuola, con tanti bambini che ci sono, con tutto che non siete nemmeno in classe assieme, ma è così NECESSARIO che tu debba per forza essere amico suo? Fate solo la ricreazione assieme, e quando fate ricreazione mettetevi uno in un angolo e uno nell'angolo opposto, abbi pazienza! Cercati altri amici! Ci sono trenta bambini di prima elementare! Ieri avete litigato per il lego, oggi vi ha divisi la maestra di matematica, cos'è, lo fate apposta?
-Ma io non riesco a farne a meno e neanche lui, non posso farci niente...


Inutile, non se ne esce... Non metto in dubbio che sia difficile entrare nella testa di una donna, ma nemmeno in quella dei maschietti è una passeggiata cercare di capirci qualcosa...