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martedì 30 ottobre 2012

Declutterando

Ci sono stati anni, e parlo più o meno del periodo in cui ero adolescente (ma anche dopo) in cui reagivo agli eventi dolorosi ed alle delusioni facendo quello che ironicamente qualcuno chiamava "sciopero della fame". Non era proprio così, diciamo che mi si chiudeva lo stomaco per dei giorni, ma l'acqua passava. Ecco.
E' evidente che se sono arrivata a pesare quasi novanta chili qualcosa è cambiato in questo senso, che posso incolpare i farmaci fino a un certo punto per questo cambio drastico di mole, punto oltre il quale c'è una fame da reazione nervosa che periodicamente si ripresenta dopo ogni piccola batosta, da un paio di anni in qua. Ma è un altro discorso.
A periodi ci sono stati degli episodi un po' più creativi: una volta ad esempio, dopo aver ricevuto una lettera bruttissima da una persona bruttissima in un momento bruttissimo (ah? Che fantasia) mi sono chiusa nel bagno del piano di sopra (che è il più grande dei due), e ho - in termini venessianassi - svarechinato le piastrelle, dandoci dentro con tanto di quell'olio di gomito da averne credo consumato il primo strato di lucidatura della fabbrica. Ci si poteva spalmarci sopra la Nutella e leccarcela con la lingua, da tanto erano pulite alla fine. Un'altra volta, la scorsa estate, per non spaccare contro il muro qualcosa di solido, atto che mi avrebbe procurato probabilmente una vacanza-premio dove si vede il sole a quadratini dato che il "qualcosa" era un paio di teste umane, ho inforcato la bicicletta (erano tipo le nove di sera) e ho fatto il giro della zona industriale del paese a tempo di record. Ci stava che, oltre ai nervi tesi, mi portavo dietro anche una certa dose di inquietudine per la zona che avevo istintivamente scelto di percorrere a quell'ora, ma ormai, fatta era. Durante il periodo della malattia con la M maiuscola, poi, ho dato il meglio di me riversando sulla tastiera tutto il riversabile, ma è cosa nota.
Insomma, tutto concorre a riequilibrare un po' le energie, come direbbe il mio maestro di Qi Gong. E finchè non fai del male a qualcuno, aggiunge mia madre, ogni sistema "ze bon par tornar in qua".
Ecco, in questi giorni sto scaricando un paio di delusioni abissali facendo... Decluttering.

Che?

Faccio spazio. Elimino, taglio, ordino, seleziono e mi libero di tante cose.  Ho anche scoperto che è una cosa a cui hanno dato il nome gli inglesi, una pratica che ha iniziato ad andare di moda un paio di anni fa o poco più, c'è chi tiene perfino dei corsi di decluttering (ma c'è chi ne ha bisogno? Mah.). Sul web si trova veramente di tutto. Ho anche letto che qualcuno l'ha definito "passatempo per casalinghe annoiate", evidentemente qualcuno che non ha la vaga idea di quanto difficile sia per una casalinga annoiarsi.

Taglio ed elimino per necessità, ma non di spazio (beh, si, anche, nel senso che ben venga questo secondo scopo, anche se come primo impatto con la mia furia eliminatoria così può sembrare - e per un momento lo è sembrato anche a me).

Qualcuno anni addietro mi ha detto che non sono molto brava a nascondermi le cose,  ed essere sinceri con sè stessi sarà anche una virtù sotto certi aspetti, ma spesso è un po' una condanna: non puoi evitare di guardare in viso le tue miserie. Ci provo, ogni tanto. Stavolta ho provato a convincermi che non ha senso tenere qualsiasi cosa perchè un giorno potrebbe tornare buona, perchè tanto i tempi cambiano e cambiano abitudini e gusti, quindi che senso ha lamentarsi che la casa è piccola e non c'è mai spazio a sufficienza se tengo con me l'impossibile?

Ma che grossa, grossissima balla. Voglio liberarmi di quella parte di me che non accetta le sconfitte, che non tollera le umiliazioni, che mal sopporta i silenzi propri e altrui, che non vuole piegarsi ed accettare di vivere in quella mediocrità che mi vedo addosso da qualsiasi lato mi guardi. Voglio eliminare quel senso di frustrazione dilagante che mi pervade in questi giorni, quando tutto quello che cerco di fare che vada al di là del banale e del piccolo, sistematicamente sfuma, scoppia come una bolla di sapone, lasciandomi lì come un salame a darmi della stupida per averci provato. E non è che nel momento in cui l'ho capito mi sia messa a fare i salti di gioia per la bella scoperta, sia chiaro. Non ne vado fiera. Ma ognuno deve fare i conti con sè stesso, e i conti li sto facendo a colpi di... decluttering.

E così in questi giorni hanno preso la strada della raccolta differenziata un mucchio di cose, tra cui vecchi appunti, pezzi di spago, fogli stampati venuti male, depliant dei supermercati super scaduti, vecchie riviste, scatole e scatoline che tenevo da parte per contenere le tempere, pennarelli consumati, matite rotte, fotografie sfocate, sacchetti di nylon che ormai non si possono nemmeno più usare per le immondizie, calzini bucati con più buco che calzino attorno (di cui già ho un paio di scatole piene, e che uso per lucidare le scarpe e spolverare), ciabatte rotte, pezzi di cartone, ganci piegati, garanzie degli elettrodomestici scadute da anni, videocassette talmente usurate che non si capisce nemmeno più che film contenevano, rossetti ed ombretti che avrebbe potuto benissimo aver acquistato mia madre negli anni settanta, costumi da spiaggia di quando portavo la taglia 42 (a ricordarmi che si, c'è stato un tempo in cui entravo in una 42 e un push-up serviva solo ad aumentare e non a sostenere), e via dicendo.  Tutto eliminato, e da eliminare ce n'è ancora. Tutto diviso tra sacco per la plastica e sacco per il secco residuo, scatolone per la carta e sacchi per la Caritas, la stufa a legna per la carta combustibile eccetera eccetera. Grazie a Mia, poi, ho scovato su Facebook un gruppo di utenti regionali che tramite la pagina offre e scambia (gratis) gli oggetti che non usa più, mi ci sono iscritta e spero di riuscire a dare una degna destinazione agli oggetti in buono stato. Perchè va bene eliminare, ma ho ancora una testa per farlo secondo certi criteri.

Fare questo lavoro mi sta dando una strana sensazione di leggerezza, come se respirassi l'aria a bocconi e mi si aprissero i polmoni. Di sicuro la casa ci guadagna in spazio, e io che sono un po' maniaca dell'ordine mi sento soddisfatta nel poter diradare le mie partite a Tetris tra me e  il mio lavoro quotidiano in casa. Che tanto poi ci pensa il resto della ciurma a reincasinare tutto di nuovo, in un modo o nell'altro. Ma si sa, la convivenza richiede dei compromessi, e nessuna famiglia ne è esente.
Ma di solito tra la mia sistemazione e il loro recupero del disordine casalingo passa un po' di tempo, qualche giorno, forse un paio. E in questa parentesi spero di riuscire a liberarmi di quello che non è possibile buttare nei sacchi.
Quello che, come dice qualcuno, fa riequilibrare l'energia interiore e torna ad orientarla in positivo.

lunedì 22 ottobre 2012

Di difesa e di ottimismo

Il Power oggi è tornato a casa raccontando dell'ennesima litigata con un gruppetto di compagni, durante la ricreazione. Sempre quello. E' il genere di gruppetto di "svegli", di quelli che fanno la parte dei bulletti ma solo finchè se la vedono tra di loro e il pollo che prendono di mira (e bisogna dirlo, mio figlio si presta degnamente a fare la parte del pollo), che se niente niente si avvicina un bambino di quinta che passa di là per gettare nel bidoncino della differenziata il contenitore del succo consumato per merenda, diventano più minuscoli del pulcino Pio (e altrettanto fastidiosi). Che mio figlio, poi, è tanto grande e grosso (e fa pure judo!) ma è, come si dice dalle mie parti, pandolo. Grando, grosso e maon. Che lui la differenza tra la il suo metro e quaranta per quarantadue chili di peso e il metro e dieci per venti chili bagnati del solito DiEmmeBi e compagnia bella (sono in tre in tutto, e tutti e tre della stessa stazza - stazza? Tascabilità è più appropriato) non la vede. NON -LA-VEDE. E si lascia prendere in giro, e se la prende sul personale, e ci rimane male, e si lascia picchiare. Oddio, male non gli fanno dato che... come dire... non ci sono le proporzioni. Non al fisico almeno. Ma al cuore, quel cuoricione di cucciolo di orsacchiotto preso a zampate dal micetto di passaggio, a quello gli fa un male cane. Al cuore e all'autostima. Perchè il Power, per qualche strano mistero, quel trio di sardine con la pinna da squalo allacciata alla schiena con l'elastico delle mutande, lo venera come si venera la statua di Giulietta in quel di Verona. (E diciamola tutta, che il Power non reagisca con le mani alla fine conviene anche, è una fortuna, visto che se fosse il contrario il conteggio dei danni a cose e persone sarebbe quantificabile con imbarazzo).

Ora, sono mesi che io, da missionaria pacifista quale sono (ah ehm, dovrei essere) a seguito dell'investitura materna da parte della natura, cerco di inculcargli nella testolina delle soluzioni alternative a quelle che di istinto mi verrebbe da adottare personalmente (ma che mi guardo bene dall'elencargli, visto che sono apertamente politically S-correct). E sarebbero, in ordine casuale:

-Provare a parlarci, proporre un modo alternativo di passare il tempo.
-Ridere loro in faccia mentre lo prendono in giro, che non c'è maggior soddisfazione e miglior invito ad aggiungere legna al fuoco per tipi come loro di un compagno che se la prende a male (che magari poi ti viene da ridere sul serio e impari a prenderti con un po' più di sense of humour, eh, Power?).  Ridi, dopo un po' gli passa la voglia di continuare.
-Ragionarci sopra: ti chiamano Elefante? Guardati, vedi che sei un bambino, non un elefante, se tu sei un elefante loro sono molto, ma molto miopi. Ergo, il problema è loro, non tuo. Ma fin lì ci arrivo anch'io, troppo razionale per essere messo in pratica a ricreazione, dove si liberano gli istinti tenuti repressi durante le due ore di matematica precedenti.
-Cercati altri amici. Che non capisco perchè, con 180 bambini in tutta la scuola, tu ti debba andare a cercare proprio quei tre spavaldi ed esuberanti soldi di cacio per passare il tempo, e soprattutto perchè devi dar peso solo alle loro parole e non a quelle dei rimanenti 176. Lo so che la spavalderia del trio Moschettieri in Mutande attira perchè fa più "figo", ma rassegnati, troppo spesso "figo" è "solo figo", a sostanza siamo messi maluccio. Dice che i bambini tranquilli non lo vogliono con loro, dopo che gli anni scorsi lui interpretava il "giochi con noi" come un "agli ordini capo". Che proprio perchè evidentemente sono bambini più intelligenti, col cavolo che sottostanno ad un compagno così. Oh caro et amato figliuolo, i rapporti umani sono la cosa più difficile della vita, ma non possiamo farne a meno perchè l'uomo è un essere sociale, altrimenti sarebbe un felino (che anche lì, vabbè). C'è di buono che si può imparare dagli errori fatti e cambiare per vivere meglio, quindi tesoro, accetta i compromessi necessari per andare d'accordo - un po' si cede, un po' ci si impone - e vai a giocare con Pietro, Enrico, Davide e compagnia bella. E soprattutto via quel muso, che quello no, non piace a nessuno.
-Vai dalla maestra e fatti aiutare.

Ovviamente tutto questo mio parlare finora non ha riscosso successo, o in alcuni casi ha avuto un riscontro positivo ma temporaneo. E ci ha pensato il papà, oggi, ad insegnargli la sua versione della soluzione per il problema. Una soluzione da maschio. Pratica, semplice, veloce, efficiente ed efficace.  Arriva il pugno? Ti sposti e gli fermi il braccio. Ti carica? Ti sposti un momento prima che arrivi al tuo stomaco, il volo sul pavimento è un perfetto autogol che fa passare la voglia di fare il bis. Che mica ti mandiamo a judo per niente, no? Impara la filosofia della cedevolezza ed applicala!
Che io adesso non è che sappia bene spiegare a parole com'è che più forza usa uno per tirarti un pugno sullo stomaco e più male si fa (e se lo fa da solo!), sta di fatto che lo so, non si vorrebbe arrivare a questo punto, ma come si dice, a mali estremi, estremi rimedi. E deve cavarsela da solo a scuola, caro lui, che a scuola non ci sono mamma e papà a risolvere le situazioni, e non si può nemmeno pretendere che le maestre si inseriscano in ogni minima bega tra bambini (anche se in tutta sincerità mi meraviglia che non si siano accorte  che ci sono bambini che durante la ricreazione alzano le mani, o se ne siano accorte e non prendano provvedimenti,  discorso che verrà tirato fuori da qualcuno "a caso" durante la riunione di venerdì), altrimenti si che non è più finita.

Insomma, tutto questo discorso fa parte del chiacchiericcio di oggi durante il pranzo in famiglia, e si è protratto (per la parte "pratica") durante il dopo-caffè.
E quindi mentre lavavo i piatti, Power e Gatto Alfa dietro di me, facevano prove tecniche di autodifesa soft, ma in una maniera talmente giocosa ed allegra da riempire la casa di risate. Perchè sono discorsi seri, ma a otto anni si ha tutto il diritto di sapere che i problemoni della vita sono altri, e che su questi alla fine possiamo prenderci il lusso di guardare con ottimismo. Non sono drammi.
Prima che finissi di sciacquare il lavandino erano già usciti in giardino per iniziare a sistemarlo per l'inverno, rincorrendosi sotto il sole.

E io ho pensato tra me e me che, per quanto mi riguarda, il mondo avrebbe potuto anche fermarsi li.



domenica 21 ottobre 2012

Od-ori e raffredd-ori :-)

Sono fiorite le piante di incenso: manco sapevo che l'incenso producesse dei fiori, che peraltro trovo splendidi!
 E profumati, ovvio.
Questo autunno non è iniziato nel migliore dei modi: sto ospitando la sorella dell'influenza del mese scorso, tale et quale ma molto più violenta. Ieri ho trascorso la giornata a letto, niente febbre perchè tengo preso l'antipiretico, ma con dolori alle ossa tali da non riuscire a stare in piedi. C'è di buono che il clima e il tempo sono quelli giusti per trasformare l'influenza in un modo per godersi il tepore della stufa, che da qualche giorno abbiamo iniziato ad accendere la sera. La stufa, ma anche le tisane calde, la compagnia di quattro gatti che da quando la temperatura si è assestata sotto i venti gradi hanno ricominciato a gradire le coccole (se non a pretenderle), il piacere di avere tra le mani lana e cotone da lavorare senza dover buttare gli aghi ossidati con la frequenza con cui si usa la carta igienica, le domeniche pomeriggio dedicate ad attività piacevoli, con un sottofondo di musica piacevole, chiacchiere piacevoli in famiglia, progettando piacevolmente l'inverno che arriva tra mille attività, mille impegni e tanti incontri. Anche se sinceramente con il raffreddore non mi viene voglia di fare niente di quanto sopra, limitandomi a leggere qualche rivista e, quando possibile, dormire. Svegliandomi di tanto in tanto per liberare i polmoni dal peso del gatto di turno.

Porta + trova-forbici: prova numero zero!

Ne ho visti tanti in giro per il web, e ho voluto provare a fare il mio! Si tratta di un set porta + trova forbici. Ecco lo schema, tratto dal blog "La Passion au bout des doigts" , ovviamente declinato in due toni di colore diversi da quelli proposti, e ricamato su etamine di cotone bianca:







Ed ecco il lavoro finito giusto oggi pomeriggio, che è l'apoteosi dell'imperfezione, ma come prima prova pensavo molto peggio:




Fronte...






...retro...




e aperto.

E siccome oggi è domenica e di solito la domenica pomeriggio la dedico solo a cose piacevoli, ho fatto anche un altro esperimento: gli scaldamani di riso. Ma ne farò un prossimo post, visto che per oggi mi sono limitata a provare a fare solo un cuscinetto bianco ripieno, per vedere se funziona.

Scambio biscornu! E una piccola riflessione

Finalmente è terminato il giro di scambi di biscornu organizzato dal forum Papaveri e Papere! Dico "finalmente" perchè non sono la persona più paziente di questo mondo quando si tratta di fare e ricevere sorprese, sono più curiosa di un gatto.

Ecco il biscornu che ho ricevuto da Mindcreativity




click sulla foto per vederla ingrandita

La foto non rende bene, ma è pieno di perline trasparenti che lo rendono sbrilluccicoso, e le roselline a punto vapore sono proprio carine. Grazie Maria!



Ecco invece quello che ho spedito a Cinzia, che tra l'altro ha anche un blog carinizzimo agli aggiornamenti del quale mi iscrivo volentieri.







Carino, no? Ho finito di ricamarlo mentre ero in viaggio verso quel di Lodi, per far passare più tranquillamente le ore in auto. Il disegno è un free che avevo scaricato dal sito The Floss Box, quando appunto i free erano ancora scaricabili (ora per un periodo non si potrà più fare, peccato).



Rond Robin, SAL, Swap... è da una vita che non ricamo più in compagnia, per così dire. Ricamo solo per me stessa da tanto tempo, perchè purtroppo ho il vizio di illudermi che in generale chi riceve un ricamo sappia cosa sta ricevendo, mentre il più delle volte non è così, e ci rimango male davanti a certe espressioni di sufficienza che ricevo in cambio. E dire che non mi sembra di lavorare poi così male. Comunque sia, ho smesso di condividere, se non tramite il monitor, dove so che vengono a sbirciare solo persone che sanno come si accoppiano un ago e una gugliata di filo.

Ma dall'altra parte è anche vero che ricamare da sola alla lunga non dà soddisfazione quanto la condivisione, e la condivisione stimola la creatività molto più di una bella rivista con tante belle idee da copiare. E allora via, è tempo di aprire un po' le finestre.


martedì 16 ottobre 2012

Sproloqui - test genetico

In fondo al vialetto, interno giorno, ore tredici, si chiacchiera a pranzo.


-Ma come fai ad essere sicuro che sono proprio io la tua mamma, e non ti abbiamo raccontato una supermega bugia da quando sei nato?

Non alza nemmeno la testa dal piatto per assicurarsi che fosse una domanda seria. 
 

-Facile! Quando bacio le altre femmine mi fa schifo, con te no!

Non fa una piega.

martedì 9 ottobre 2012

A caccia - il seguito

Non che la notizia sia di importanza sconvolgente per alcunchè, ma oggi è arrivato anche il pappagallino.
Il "fu" pappagallino.Giallo e verde.
E niente, sto pensando che forse se tagliassi i viveri ai novelli Davy Crockett della Bassa, potrei fornire un incentivo sufficiente a far sì che le prove della loro domestica devozione spariscano (sparissero?) secondo natura.

lunedì 8 ottobre 2012

A caccia

E' indubbio che chiunque divida vita e ambienti con dei felini sappia che l'attività venatoria di questi sia compresa tra le attività più naturali della loro specie, e per quanto possa far pietà un povero uccellino/lucertolina/topolino/coniglietto che dir si voglia che si trovi malauguratamente nella loro traiettoria, fa parte delle cose da accettare se si allevano uno o più gatti che non siano costretti a vivere tra le mura di casa.
E' anche vero che un gatto che caccia nonostante in casa abbia a disposizione costantemente un ricco buffet e se ne serva abitualmente più volte al giorno, è un gatto sano, che ha conservato il proprio istinto, e quindi presumo felice. E la cosa mi inorgoglisce non poco.

Però devo ammettere che dopo che per quattro giorni di fila (anzichè una tantum come durante il resto dell'anno) la prima cosa che vedo quando alzo la saracinesca che dà sul giardino è un cadavere (nell'ordine: pezzo di piccione, piccione, topo, piccione), e poco distante uno o due dei miei gatti (il più delle volte uno) che mi fissano leccandosi i baffi con aria soddisfatta,  inizio a pensare seriamente di tenermi in casa i gatti almeno di notte. A meno che non imparino a "finire" il lavoro iniziato alla maniera degli umani (perchè è ovvio che per loro una volta ucciso e portato a casa hanno fatto quello che dovevano fare).
Che schifo però.


Ps. come risolvo il problema non ve lo dico, non è molto... civile.

sabato 6 ottobre 2012

Caaaaaaaade!

Ai primi di giugno mi sono messa a dieta con impegno, e in quattro mesi ho perso, udite udite, DODICI chili. E a parte un mal di testa galoppante che mi fa compagnia da un paio d'ore, posso dire che, nel contesto, mi sento molto meglio di quattro mesi fa.
Considerando che il mio programma prevede di perderne in tutto una ventina per raggiungere un (per me rispettabile) traguardo di 68-69 chili o retrocedere di almeno tre taglie (ad oggi ne ho perse due), mi dico BRAVA da sola e vado avanti.
Stamattina però, seduta sul letto guardandomi allo specchio, mi sono resa conto che quello che prima era un addome cioppo, oggi è un addome caduto rovinosamente in basso, e molle.
Non so se mi fa più schifo questo, o il cicciume che c'era prima. Bleah.

venerdì 5 ottobre 2012

Tre modi per... riciclare un bicchiere spaiato

Perchè buttarlo? O lasciarlo in un angolo di un armadietto in cucina?

Diventa portamatite per il trucco da lasciare in bellavista sulla specchiera del bagno



o un portacandela (anche senza decorazione natalizia, ovvio)



E il bicchierino da liquore diventa un grazioso segnaposto, basta infilarci dentro un fiore tagliando lo stelo corto corto, quanto basta (ma non dimenticate un dito d'acqua per farlo durare un po')




Fine follow-round numero ics

Tesa come una corda di violino, ma non per il più ovvio dei motivi bensì per qualcosa che non è proprio carino sbloggare (mi rivelerei per quello che in realtà sono, un serbatoio di acidità pauroso), ieri pomeriggio sono stata ad oncovisita. E si è chiuso anche questo giro di controlli.
"Chiuso" più o meno, nel senso che ho rifatto il pieno di impegnative da usare entro fine anno. Niente di allarmante, cose di routine che peraltro già immaginavo di dover fare: ecopanza (visto che l'ultima l'ho fatta un anno e mezzo fa), visita ginecologica (ad un anno dall'ultima, e in piena terapia ormonale), e visita cardiologica con eco-cuore a dicembre (ma era già stata preventivata dal cardiologo stesso). Lunedì mattina vado a prendere gli appuntamenti, e già mi vien male: radiologia a parte, in ospedale chiedere appuntamenti entro tre mesi è come chiedere la luna, o quasi. Per questo, come le altre volte, mi è stato consigliato di non chiamare il CUP al telefono ma di recarmi personalmente nella struttura, che se non dovessero riuscire ad accontentarmi allo sportello farò direttamente il giro dei reparti. As usual.
A gennaio, se tutto sarà negativo, il port se ne va. Spero.
Nel mentre ho vinto anche il terzo anno di Decapeptyl. Che non è niente, per carità. Ma mi sto ancora chiedendo se la "cosa" dei due anni me l'ero solo sognata, o l'ho proprio fraintesa, visto che sulla cartella che hanno in reparto è stato proprio evidenziato in arancio fluo "ALMENO tre". Ma tant'è, s'ha da fare, si fa.

E avanti. Che finora è filato tutto meravigliosamente liscio.

giovedì 4 ottobre 2012

Di uscite e rientri, partenze e arrivi, e confetti (buoni!)

Detto-fatto, il mio pc stasera è tornato a casa! Lo avevo mandato in vacanza perchè aveva alcune cose da sistemare, quattro per la precisione. Me ne hanno sistemate la metà, ma è più che sufficiente per ora. E finalmente ho la mia connessione wireless, che ho saputo essere saltata a causa della station. Ma non avevamo messo la V. station proprio per avere un router wi-fi che ci permettesse di connetterci ovunque senza cavo e in due contemporaneamente? Appunto. Ma se i programmi di V.S. e pc non sono compatibili tra di loro, la wi-fi salta. Non si finisce mai di imparare (e di sbagliare, puntualizziamo).

However, in questi giorni in vacanza ci siamo andati anche noi. Vabbè, mini-vacanza. Ma per me è la prima vacanza da quando abbiamo acceso il mutuo, e il mutuo è solo una concausa. Diciamo che se prima di sposarmi ero sempre con la valigia in mano con relativo biglietto del treno al seguito (ma anche di traghetto, conditio sine qua non-non andavo da nessuna parte), dopo la musica è cambiata in maniera drastica. E non ho voglia di spiegare il perchè.

Sta di fatto che stavolta ho rifatto la valigia (LE valigie, in volume tale da far pensare che anzichè muoverci in tre ci si doveva muovere in tredici, e ciò nonostante ho dimenticato un paio di cose fondamentali), ho allacciato il busto e fatto scorta di antiemetici (e xamamina per il Power), e tenendo stretto stretto al cuore il mio obiettivo per tutto il tempo ho percorso tutti i 370 chilometri che dalla bassa Friulana mi separano dal Lodigiano. L'ho fatto serenamente, seduta sul sedile posteriore con mio figlio per avere più possibilità di movimento, ammirando paesaggi che ricordavo piuttosto bene avendoli attraversati infinite volte da ragazza, rileggendo via via i nomi delle uscite dell'autostrada A4 e collegando ciascun luogo a un ricordo, a un volto, a una situazione. Un viaggio che in altri tempi per me era scontato,e in seguito... no.

Dicevo, l'obiettivo: le nozze di LauraGDS (link al blog). Ma più che altro lei e Meg, indipendentemente dall'occasione. Che quella matta aveva previsto il matrimonio da qui ad un anno, e mi ero detta, da qui a settembre 2013 ho tutto il tempo per prepararmi seriamente all'evento. E invece no: un mese fa, circa meno quasi, arriva l'aggiornamento tempistico: non tra un anno ma tra un mese. E che si fa? E le ferie del Gatto Alfa? E i miei controlli? E la mia schiena? E io, ce la faccio? No, non ce la faccio. Ma se non ci vado me ne pento per il resto della vita, la prospettiva non è per niente piacevole. No, io ci vado. Mi imbottirò di calmanti se necessario, ma ci vado, dovessero infilarmi nel bagagliaio dopo avermi fatto sedare con un badile in fronte.

E ci sono andata, a dispetto di chi non ci credeva. E per un momento non ci ho creduto nemmeno io.
Ma faccio fatica a crederci ancora adesso, perchè tre giorni sono volati talmente velocemente da avere l'impressione di essermi immaginata tutto.

Siamo stati qui
Link al sito del B&B


 dove ci siamo fermati a dormire per due notti. Peccato non aver pensato di fotografare gli interni, ma nel sito dell'agriturismo ci sono anche le immagini degli ambienti, che ho trovato deliziosi. E per essere a meno di cinquecento metri in linea d'aria dal casello autostradale, c'era una quiete disarmante.
Ok, fine pubblicità.

Tecnicamente: arrivo a Lodi verso l'una e mezzo, abbracci commossi e pastasciutta veloce, puntata alla "ccuola matenna" a ritirare la Mimi e sosta al parco, riposo-e-poso bagagli, pizza in compagnia, crollo totale prima delle dieci.
Il giorno dopo c'è le mariage, e piove. Tutto il giorno. Ma non è un problema: ecco il motivo di un bagaglio monumentale, mi ero studiata le previsioni del tempo giorni prima. Altrimenti cosa la uso a fare la V.Station, come fermaporta? Naaa...

Non posso mettere le foto degli sposi, ma posso dire che tutta la giornata, a dispetto del tempo, è stata così

Colorati gli sposi, colorati i fiori, colorati i confetti, di bianco c'era poco o quasi niente. Ma mi è piaciuto tutto tantissimo, perchè nel suo essere "fuori dalle convenzioni" ho trovato in ogni cosa la personalità di chi l'ha organizzata, tanto da farmi (e farci, perchè abbiamo fatto tutti e tre la medesima riflessione involontariamente) sembrare di essere veramente a pochi passi da casa, in tutti i sensi. Per tutto il giorno, finchè dopo una cena veloce con Meg, la stanchezza ha preso il suo legittimo sopravvento.

Il mattino dopo siamo ripartiti poco dopo le nove, e con una breve sosta in autogrill abbiamo impiegato quattro ore per rientrare a casa. 

Nella mente rimangono tante immagini, i visi, le voci, come dopo ogni viaggio che si possa chiamare così. C'è che quando la strada porta verso persone che ci stanno particolarmente a cuore, il ricordo ha tutto un altro peso, e lo sappiamo bene. Come tutto un altro peso ha la strada del ritorno. E rimane il rammarico per le parole non dette per mancanza di tempo, ma anche la sensazione di aver fatto qualcosa di importante, di positivo in ogni senso, di aver ricevuto molto, moltissimo.
Rimane, a me, la sensazione di essermi fatta un regalo enorme.
(E di averlo sbloggato come fosse un tema di quinta elementare, ma non ho voglia di ripensare il post tutto daccapo).


Pausa caffè con sproloquio

-Mamma, sai che da quando è iniziata la scuola è andata bene ogni giorno?
-Lo so. L'ho notato eccome.
-La maestra non mi ha mai sgridato, non mi ha mai messo in punizione, non mi sono mai arrabbiato, non ho mai perso la calma.
-E secondo te come mai questo cambiamento?
-Perchè mamma, la prima e la seconda sono difficili da affrontare, ma la terza... fila liscia come l'olio.
- :-)

Non è che mi sono stancata di scrivere, anzi. E ho tutto lo scorso fine settimana da sbloggare, che è stato un fine settimana bellissimo per più motivi. Ma ho il mio pc in manutenzione e sto scrivendo con quello di mio marito, che per me è infinitamente scomodo e non ci posso lavorare le immagini per inserirle. Spero di poter rimediare presto.