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lunedì 30 dicembre 2013

L'auto

E così ieri abbiamo salutato la vecchia auto di papà, con somma riconoscenza per la strada che ci ha consentito di percorrere in bene e in male (dal viavai con la neve per andare a fare la chemioterapia alla gita a Lodi, passando per innumerevoli vai-e-vieni tra casa, scuola e palestra, i tragitti del Gatto Alfa Rivi/Porto e ritorno e in seguito Rivi/SanMich di giorno e di notte, e tutto il resto), e stamattina ha parcheggiato davanti casa per la prima volta l'auto nuova. Nuova di pacca, proprio.
Un'utilitaria nera, identica a quella di mio fratello tranne che per il colore, che vicino alla mia  ormai graffiatissima ma ancora in splendida forma Greta fa la sua figura. Molto più piccola di quella che l'ha preceduta, ci sarà da farci l'abitudine come abbiamo fatto l'abitudine a tante altre cose. Ma non sarà questo a cambiarci la vita, dopotutto. Guardando al lato positivo della cosa in fondo al vialetto ci parcheggia anche meglio, il posteriore non rimane fuori dal riparo della tettoia, le bici escono più agevolmente ed esco più agevolmente anch'io quando il mio vicino mi parcheggia dietro.

L'unica cosa che mi auguro, stavolta, è che duri almeno quanto basta a far fare la patente al Power, e possibilmente molto oltre.



martedì 24 dicembre 2013

Buon Natale

Buon Natale.

Il nostro sarà... indaffarato, semplice, intimo, pieno, con visite da fare e visite da ricevere, telefonate da fare e telefonate da ricevere, doni da fare e doni da spacchettare, parole da dire e parole da trattenere, una dieta da far saltare e abbracci, nastri e carta da riciclare, ciocchi di legna da mettere nella stufa e allungo del tavolo da montare, la tovaglia bella da tirar fuori e il giorno dopo da smacchiare, luci e forno da accendere e spegnere, pieno di tanti "oooooh" e "aaaaah" ma anche - spero - di "hahahah", carico di profumi di dolce e di salato, e tanti piatti (quelli più belli) da lavare (per la sottoscritta).

Sarà caldo.

Come sempre.

domenica 22 dicembre 2013

Reminiscenze

Cercando qualcosa (non mi ricordo nemmeno più cosa, dev'essere l'ora) tra le vecchie pagine di questo blog, sono incappata in QUESTO post.
Sto ancora sorridendo divertita.
Sono passati tre anni e mezzo. Bimbabionda è sempre uguale: sempre bionda e sempre con gli occhi azzurri, e fin qui ci siamo. Ma è ancora attaccatissima a mio figlio: entrambi in quarta B, spesso vicini di banco per scelta, ora l'amicizia è diventata a doppio senso dato che i due si cercano e si aiutano a vicenda nei compiti e nei lavori in classe. Quando uno manca l'altra gli porta i compiti, e viceversa. Si invitano l'un l'altra alle rispettive feste di compleanno, feste alle quali ormai nessuno invita più tutta la classe ma solo le amicizie più vicine.
E il Power ha scoperto che anche Bimbabionda è una bambina normale, tanto da poterci litigare e fare pace tanto quanto con un compagno maschio.
Ma guai ad ammettere tutto questo. Si sa, si dimostra, ma non si dice. Perchè da sano maschio comune, l'evidenza va negata di default.

lunedì 16 dicembre 2013

Knitting

L'auto del Gatto Alfa è da cambiare, e alla svelta. Non ci voleva, no, non ci voleva. Che mazzata. Con la turbina rotta, freni da rifare, pneumatici da cambiare, tremila euro di riparazioni su una macchina che ne vale meno della metà e ha trecentomila chilometri sul groppo, non si ripara. E con una macchina sola, in un paese dove non esistono i mezzi pubblici e lui che lavora a quindici chilometri da casa, con i genitori di lui quindici km più in su e anziani (e non guidano, come non guida mia madre anche se è qui)  non si può stare.
E pace, che si deve fare? Si va in prestito. O non si paga il mutuo. Caxxo. E ancora, lamentarsi sottovoce perchè c'è sempre qualcuno disposto a ricordarti che c'è chi sta peggio. Finisca quest'anno con l'acquisto/botta e avanti, a far sacrifici ancora e ancora, sperando che prima o poi arrivi questo benedetto momento in cui poter dire "ok, tiriamo il fiato".
Il proposito di non farci regali di Natale tra noi in questa situazione ha il suo non voluto perchè, alla fin fine. Però qualcosa lo sto facendo. Mi è balenata l'idea in mente venerdì scorso, dopo aver visto un video su youtube, e dopo essere andata a prendere il Power a scuola alle quattro sono entrata in merceria a prendere alcuni gomitoli di lana nuova, un investimento di ben sette euro. Il Gatto Alfa mi ha buttato lì, giorni fa, un "fai tante cosette per gli altri e mai per me". E ho pensato di regalargli il mio tempo da qui a Natale sferruzzandogli uno scaldacollo.
Sarò sincera, non amo particolarmente il lavoro a maglia, preferisco l'uncinetto, ma il tutorial che ho visto riguardava la produzione proprio di uno scaldacollo da uomo che secondo me gli dovrebbe piacere. E' una specie di costa inglese con i bordi a tubolare, lenta da fare, per me non è semplice, ma tutto si può imparare, no? E allora sferruzzo. Glielo sto facendo sotto al naso: non ha l'abitudine di chiedermi cosa sto facendo quando lavoro, perciò non se ne accorge nemmeno. E mentre lavoro, penso.

Penso e ricordo che il Natale, una volta, per noi era così. L'ho già scritto qualche post fa. I regali erano questi. Erano il tempo che si dedicava a produrli o a cercarli, dopo averli accuratamente pensati. Il primo anno da sposata ricordo che al posto dei tradizionali biglietti di auguri (che usavano tutti, altro che sms, ne spedivo e ricevevo tantissimi) avevo realizzato dei semplici cartoncini su cui avevo applicato un ricamino a tema: ho impiegato giorni per farli. Tempo dopo qualcuno (non mi ricordo chi) mi disse che tanto i biglietti di auguri finite le feste tutti li buttano, e mi sono detta "mai più perdere tanto tempo". In seguito ho conosciuto tante crocettine come me che apprezzano, e da allora ricamo solo per loro (e per pochissime altre persone).
Il tempo che si dedica. Tutti dichiarano di non avere tempo, beh, io nonostante le inevitabili corse a destra e sinistra per le incombenze quotidiane (leggi mammataxi) ora  un po' ne ho, e ne sono felice. Ho tempo per scrivere e ho tempo per sferruzzare, e lo uso per questo e per quello. Io tutto il mio tempo ogni giorno lo dedico esclusivamente alla famiglia, e quello che di solito riesco a dedicare alle attività manuali da qui a Natale lo dedico a mio marito. Mi sono accorta che mentre lavoro mi si stampa un sorriso-paresi sulla faccia, e credo che sia perchè a me questo genere di cose scalda proprio il cuore. Mi fa stare bene. Mi fa dimenticare il dolore fisico, i motivi di tensione nervosa, tutto quello che di solito fa di me l'essere più intollerante del pianeta. Una volta lessi su un giornale femminile che il "knitting" è tornato di moda perchè rilassa, il ticchettio regolare delle punte dei ferri pare avere un effetto calmante quanto una camomilla. Deve essere vero. Oppure semplicemente mi fa sorridere il solo pensiero di star facendo qualcosa per cui vale davvero la pena usare il mio tempo.

lunedì 9 dicembre 2013

Mamigalbero 2013 con sorpresa

In fondo al vialetto ieri si è fatto il solito albero

 Ops scusate, dicevo, albero (che qui con appliques spente e flash non si vede perchè i colori sono sfalsati, ma con la luce del giorno sullo sfondo delle mie nuovissime pareti color albicocca - si intravedono meglio sulla foto sopra - ci sta che sembra un bel quadro)
e il solito presepe, con la variante "provo le luci PRIMA e funzionano, attacco le luci DOPO e sono metà rotte". Ma tanto ormai lì sono e lì rimangono.
C'è il frangipane di Natale, un frangipane di diversi anni di età che dà il benvenuto a chi entra (soprattutto a me hahaha) che quest'anno si è adeguato all'atmosfera.

Poi ci sono le decorazioni natalizie alternative, quelle che saltano fuori dallo scatolone in fondo alla sala (chiamasi spigolo), e ti spediscono a passare una romantica serata di quasi quattro ore in prontosoccorso.
Ora so cosa augurare a chi mi sta particolarmente sul cu... ore. Caxxxxxo che male.
Gattle bells... gattle bells...


giovedì 5 dicembre 2013

Il lato buono della faccenda - un altro semestre... libera!

Ti carica sentirti dire "che bella che sei" più volte nella stessa giornata, e da persone diverse. Ti fa camminare qualche centimetro sopra la terra.  Ti fa credere che sia vero, poi a fine giornata ti guardi allo specchio e noti che ok, i complimenti ci stavano tutti. Perchè si e basta.
A me gasa. Tanto.
Ci sta che parte del "bella" mi deve essere uscito da dentro oggi, perchè tutto quello che ho fatto l'ho fatto con la leggerezza di chi ha un peso in meno sullo stomaco. E forse si vedeva anche da fuori.

C'è che ho finito i controlli per questo semestre, e ho davanti sei mesi per pensare ad altro.
C'è che i marker sono tutti entro i limiti, la ginecologa mi ha rimandato all'anno prossimo passando dal via, la mammografia era negativa.
C'è che la visita cardiologica che ho fatto la scorsa settimana mi ha regalato la fine del mio rapporto con betabloccanti e ace-inibitori: la cardiotossicità che mi era stata provocata dalle infusioni di herceptin tra il 2010 e il 2011 è andata a scemare. Mi avevano detto che questo effetto collaterale era reversibile, ma nessuno sapeva darmi una tempistica di massima: il tempo è arrivato. Con una FE del 68% (tre anni fa era sotto il 45!) mi hanno stampato il marchio "passed" in fronte e spedita via. Il prossimo controllo dal cardiologo è previsto tra ben 18 mesi, un lasso di tempo enorme.
C'è che al prossimo onco-controllo (19 giugno 2014) devo portare solo markers ed eco mammaria.

Ecco, dovrebbe andare sempre così. Per me e per tutte, per tutti gli anni che mi rimangono da vivere, vengano pure tutti questi esami, ma che vadano sempre così. Si possa sempre arrivare a sere come questa, in cui mentre scrivo in pigiama seduta sul divano penso contemporaneamente solo ad organizzare la giornata di domani, in tutta la sua banale, spesso difficile, un po' ingarbugliata, ma rassicurante quotidianità. Senza spettri. Senza cancro per la testa. Libera per altri sei mesi.

C'è anche che negli ultimi mesi ho fatto crescere la frangia al punto da pareggiarla agli altri capelli (che sto facendo crescere lunghi) liberandomene e liberando la fronte, ho perso un altro paio di chili, ho acquistato un paio di pantaloni che mi fanno un lato B di tutto rispetto, mi si sono sgonfiati i piedi quel tanto che basta da permettermi di tornare ad indossare un paio di stivaletti col tacco che avevo dovuto archiviare per forza di cose, ho ricominciato a dedicare un po' di tempo alla manicure, e mi trucco anche solo per portare il Power a scuola.
Ne vale la pena.

lunedì 2 dicembre 2013

Il desiderio del Power

Circa un paio di settimane fa, girellando su Youtube, ho trovato questo video, e dopo averlo condiviso su FB ho avuto la malsana idea di mostrarlo al Power.
Guardatelo direttamente su youtube cliccando sull'apposito tastino in basso a destra, si vede più grande e merita davvero.

Il video gli è piaciuto talmente tanto che ha iniziato a sgarfare tra tutti i suoi giochi cercando qualcosa che potesse vagamente fare da imitazione al gioco, trovando due scatole di Domino (quello classico). Da allora non fa che provare e riprovare questo giochino che richiede molta, moltissima pazienza.
Per Natale ha chiesto con entusiasmo e convinzione il gioco originale, perchè le tesserine nere e bianche sopra citate, oltre ad essere davvero poche, hanno le superfici irregolari e poco stanno in piedi.

A noi i giochi elettronici e preconfezionati stile pappa-pronta da mettere sotto l'albero ci fanno una cippa.