background verde

giovedì 20 settembre 2012

Tutto è bene...

...quello che ritorna al suo posto.
Se stamattina in paese si è alzato un urlo da far sospettare un attacco di isterismo ai vicini, ero io che urlavo come una cretina dalla gioia.
A Tisan i vigili mi aspettano con la mia TARGA, che qualcuno evidentemente ha rinvenuto nei giorni scorsi, ed è stato mosso da un apprezzabile senso civico (grazie grazie grazie!).
Non ho mai ringraziato tanto il cielo per un ritardo, che è quello con cui l'agenzia di pratiche auto ha preso in mano il fascicolo per reimmatricolare la Greta (quattro giorni sulla tabella di marcia preventivata). Inutile dire che la prima cosa che ho fatto dopo averlo saputo (la vigilessa è venuta a notificarmi il ritrovamento tra un caffè e un aerosol) è stato fiondarmi a riprendermi i documenti che avevo lasciato all'impiegata, e annullare la cosa. Domattina vado a riprendermi la targa.
Duecento neuri risparmiati.
Mi sento come se mi avessero liberato di una pietra di due chili dallo stomaco.

lunedì 17 settembre 2012

Sinusite, tracheite, ho fatto il pieno

C'è che dopo due settimane di naso chiuso, mal di testa, dolori alle ossa e la sensazione continua di essere appena uscita da una lavatrice dopo la centrifuga, il consumo di un bancale di fazzoletti di carta e due di scatole di kleenex, e questo nonostante diversi suffumigi di acqua e sale e un numero ics di dosi di paracetamolo, stamattina mi sono decisa ad andare dal medico.
Ho vinto dieci giorni di antibiotico, aerosol di cortisone, antinfiammatori e un badile di fermenti lattici.
Circolava la voce che in farmacia c'erano i saldi di mezza stagione.

domenica 16 settembre 2012

Follow-up produttivo :D

Nella nevrosi di questi giorni, dovuta ai controlli oncologici semestrali (e i controlli sono come il Natale, quando arrivano... arrivano), per cercare una sorta di calmante naturale ho... prodotto. Credo di aver ufficializzato un nuovo sistema terapeutico, la sew-therapy, che assieme alla pet-therapy in casa mia ormai la fanno da padrone, perchè assolutamente prive di effetti collaterali (solo un qualcosina al portafogli, ma neanche più di tanto, considerando che io punto sempre al riciclo...).

Vabbè. Ecco cosa ho fatto.

Un ricamo...



...profumato alla lavanda, che ho inserito in questo piccolissimo sacchettino a cuore (venuto malissimo peraltro, ma vabbè)...



...per una comoda e capiente...



...trousse portatrucco.





A cui ieri ho provveduto ad affiancare una...



...bustina da tenere in borsetta, foderata all'interno come quella più grande.



Ovviamente nel rispetto delle mie regole riciclose, vale a dire con tessuti che avevo già in casa e di cui mi erano rimasti solo dei ritagli, cerniere ricavate da pantaloni distrutti e un vecchio vestito, e le perle, quelle sono le solite perle di cui ne ho ancora una marea.

Che se la nevrosi da follow-up mi fa questo effetto non so quanto male poi sia... ^_^






mercoledì 12 settembre 2012

Il lato buono della faccenda

Mia ogni tanto dice che siamo anime gemelle. Non so se è vero, di fatto ha trovato le parole per esprimere esattamente quello che in questi ultimi due giorni mi rode quando mi affaccio sul web, in particolare su un certo tipo di pagine. Pagine che mi riprometto più e più volte di non andare a guardare, ma poi è più forte di me, e mi provoca un dolore sordo. Fa male perchè tocca la vita. E io, noi, la vita ce la siamo riguadagnata una volta di più, a dispetto di chi non vuole parlarne e gira la testa dall'altra parte perchè ha paura per sè stesso. A dispetto di chi vuole dimenticare, anzichè ricordare per trattenere il poco o il tanto di buono che se ne può trarre. E in faccia a chi, nonostante il tempo che passa, vive nella botte della sua rabbia per quello che la vita le ha messo davanti, senza volere per nessun motivo al mondo rialzare la testa anche se può. Trattando male chi ha deciso di vivere dopo la malattia, anzichè sopravvivere. Indirizzando commenti acidi e provocatori al metablog e ai singoli autori, accusandoci di nascondere dietro all'ottimismo una vita infima  che secondo qualcuno non abbiamo il coraggio di ammettere pubblicamente.

Riporto il post di Mia, che poi parlandone tra gli autori di Oltreilcancro abbiamo scoperto essere paro paro un post che avrebbe potuto scrivere ciascuno/a di noi, cosa che mi rende ancora più orgogliosa di farne parte. Anche se mai con la chiarezza con cui lo ha scritto lei.


Noi no

Due anni fa, in questo periodo, un gruppo di cancer-bloggers lavorava alacremente per dare vita ad un progetto molto speciale. Sono stati mesi pieni di entusiasmo, di idee e di proposte, che hanno portato alla nascita di Oltreilcancro.
Ci eravamo incontrati in Rete quasi per caso, attraverso contatti comuni o seguendo qualche link, trovando nelle parole affidate ai nostri blog un'affinità che andava oltre la malattia. Anche dopo la nascita del meta-blog, abbiamo continuato a leggere qua e là e il gruppo iniziale si è arricchito di nuovi autori; ci siamo scelti perché abbiamo scoperto di avere in comune la volontà di cercare tutto il buono possibile nelle nostre vite.

Questo non significa che sottovalutiamo il peso di quello che ci è successo. Il cancro ci ha rubato tanto: si è portato via pezzi del nostro corpo e dei nostri sogni... e sappiamo bene che potrebbe prendersi anche la nostra vita. Tutti noi, almeno qualche volta, abbiamo provato rabbia per questo, e ci stava tutta.
Ma ognuno di noi ha deciso di non lasciare che la malattia ci rubasse anche il sorriso, abbiamo scelto di raccogliere tutte le cose buone che abbiamo incontrato e continuiamo ad incontrare, nonostante tutto, lungo il nostro cammino.

Le nostre vite non sono certo perfette, siamo esseri umani con i nostri problemi, dolori, dubbi e paure e non li neghiamo. Ma abbiamo anche piccole e grandi gioie e soddisfazioni e vogliamo godercele.
Il nostro non è coraggio né tantomeno eroismo; piuttosto, forse, è egoismo. Perché abbiamo capito che sprofondare nella rabbia e nelle recriminazioni ci fa male, mentre l'apertura verso le cose buone ci aiuta a stare meglio e fa stare meglio le persone che ci amano.
È per questo che abbiamo scelto di unirci e condividere le nostre esperienze, nella speranza di essere di aiuto a chi si trova ad affrontare situazioni simili alle nostre.

Ultimamente le nostre strade si sono incrociate con quelle di chi ci vorrebbe perennemente arrabbiati, tristi e frustrati, in continua lotta contro una vita che non è quella che avremmo voluto. Qualcuno non accetta che, almeno ogni tanto, noi possiamo sentirci bene ed essere felici.
Ognuno ha le proprie opinioni, che vanno rispettate. Chi desidera trascorrere la propria vita coltivando rabbia e rancore, sentendosi perseguitato, crogiolandosi nella propria sofferenza oppure alimentando polemiche, è libero di farlo.
Noi no.
Il post originale QUI

200 neuri

Tanto mi costa la reimmatricolazione dell'auto.
Sono appena stata all'agenzia di pratiche automobilistiche. Speravo che nei giorni che ho lasciato passare da quando sono andata a sporgere denuncia di smarrimento della targa, qualche anima buona la trovasse e la consegnasse a chi di dovere, così da farmi risparmiare la spesa. Che comunque immaginavo molto più bassa.
E invece niente.
Ecco, questa spesa mi fa montare il nervoso più di molte altre. Più ancora del canone RAI. E ce ne vuole.
200 euro buttati nell'acqua del diluvio universale che si è portato via la mia targa. 200 punti-sfiga da aggiungere alla cartolina della raccolta. Ma porc...

martedì 11 settembre 2012

Oncontrolli, si riparte

La mia ASL, oggi, mi ha ricordato con un simpatico SMS che venerdì mattina ho ma mammografia all'ordine del giorno. Efficientissima, speriamo che non ci sia da aspettare molto. Non per niente, ma la sala d'attesa per fare le mammo è la più angusta dell'ospedale, con i muri scrostati, le sedie che ballano e l'illuminazione pessima. Non è per niente incoraggiante.
Ma prima me la vedo con i markers, dopodomani vado a fare il prelievo.
Non l'avevo ancora detto? Questo mese ho gli oncontrolli da fare. Per la precisione, concentrati in questa settimana, fatta salva l'oncovisita il 4 di ottobre.
E niente, io speriamo che me la cavo. Come si suol dire.

lunedì 10 settembre 2012

E il primo giorno se ne andò

Per l'appunto, la scatola portapanino è già sparita, nonostante ci avessi scritto sopra nome, cognome e classe con il pennarello indelebile, e avessi fatto appello al barlume di senso di responsabilità che in un ottemezzenne ci si auspica abiti. Ma era stato messo in conto, no?

Per il resto... non ci si crederà, ma il Power è tornato a casa contento e felice, e orgoglioso del fatto che "mamma, in terza inizia la scuola seria". No, perchè gli anni scorsi era una candid camera, neanche dirlo.
E' tornato con il suo primo pacco di avvisi/circolari/comunicazioni (per la mensa che inizierà il due di ottobre, le deleghe per il ritiro di Einstein alla mezza, la prima riunione dei genitori, la messa e la benedizione - vabbè - degli zainetti... solite cose di ogni anno). E anche con la notizia, peraltro scontata, che per il terzo anno consecutivo ci hanno appioppato l'aula al secondo piano. I bambini di terza e quelli di seconda avranno anche quest'anno il fisico più atletico della scuola.
E' tornato già con i compiti per casa, il libretto scolastico nuovo di pacca, la stizza per il fatto che l'unico compagno in tutta la scuola (che l'anno scorso era nell'altra sezione) con cui meno si intrattiene e meglio è ha traslocato nella sua classe, e un gridolino di gioia per la nuova insegnante di italiano, che già gli anni scorsi insegnava ad altre classi nella stessa scuola, e che al Power è particolarmente simpatica. Per inciso, è la stessa che l'unica volta (era in prima elementare) che lui ha tentato la fuga dopo che il papà aveva girato l'angolo alle otto del mattino, è andata a ripescarlo per un orecchio. Pare abbia fatto colpo.

Bentornata quotidianità. 

domenica 9 settembre 2012

A scuola!

Domani si torna a scuola. A differenza del resto della Regione che inizia mercoledì 12, in paese la scuola riapre domani, per poter recuperare i due giorni di chiusura per la festa dei Santi.


Si ricomincia, dunque. Nei giorni scorsi, lista delle insegnanti alla mano, ci siamo premurati di recuperare tutto il materiale necessario per ripartire, e ciò nonostante stamattina, nel preparare cartella e borsa, ci siamo resi conto che mancano tre quaderni a quadretti con i margini. Non è grave, se li portiamo martedì o mercoledì non muore nessuno.

Sempre nei giorni scorsi, chi (praticamente tutti quelli che incrociavano la nostra strada) ha chiesto al Power se fosse pronto, si è sentito rispondere con un grugnito. Che io ho poco da raccontargli che darei qualsiasi cosa per tornare alle elementari perchè a me la scuola piaceva, adesso a scuola ci va lui, e se si potesse il posto me lo cederebbe volentieri, conoscendolo. Ma tant'è, si riparte con un anno in più sulle spalle e in testa, dopo un'estate che per me è durata troppo, e per lui troppo poco.

Sarò sincera: dopo le possibilità sempre più rade di usare la bicicletta, l'arrivo dell'autunno mi dispiace solo per un secondo motivo, che è il non averlo più tra i piedi. Avrà il carattere che ha e non è semplice gestirlo, ma a me averlo attorno tutto sommato piace. Riempie la casa con la sua presenza, adoro il silenzio ma lui è lui, e posso sbottargli dietro millemila volte, ma è il mio bambino, ovviamente. E' mio figlio che cresce, e vederlo crescere mi inorgoglisce in maniera esponenziale come è naturale che sia, ma il rendermi conto che le sue autonomie sono sempre più importanti mi lascia un filo di malinconia addosso.

Insomma, quest'anno si va in TERZA ELEMENTARE. Con le righe di terza sui quadernoni, le insegnanti che premono perchè l'impegno sia maggiore rispetto allo scorso anno (ovvio), l'economica penna biro al posto della più costosa e cancellabile sferografica, la solita scorta formato bancale di colla stick e di temperini con il serbatoio, l'etichettatura tanto maniacale quanto inutile di matite e cancelleria varia, due paia di scarpe nuove (di cui uno da lasciare a scuola per l'ora di motoria) numero 37, il rifornimento di pantaloni jeans e di tuta taglia 14 anni a cui ho accorciato l'orlo nei giorni scorsi (a cui sicuramente farà seguito entro un mese o due al massimo l'applicazione di toppe alle ginocchia), e la notizia fresca fresca di spetteguless che l'unica insegnante che godeva della nostra stima, quella di italiano, cambia. "Nostra" inteso di noi genitori, perchè mio figlio alla esternazione della novella ha risposto con un "evviva, meno male che non è quella di matematica!!!". Ti credo, la prima ti faceva lavorare, la seconda... ok, non vado oltre.

Buona scuola Power Ranger Mystic Force, buon anno. Che siano con te la pazienza e un barlume di senso di responsabilità, non ti manchi mai quel poco di ottimismo e di autostima che ti aiuteranno più della tua intelligenza, e magari cerca di non perdere la scatola della merenda come l'anno scorso, che la marmellata in mezzo al panino esce tutta se lo infili direttamente in mezzo ai libri, e non è il massimo leccarla dalla stagnola.


lunedì 3 settembre 2012

La targa

Venerdì mattina ho fatto da autista a mia suocera: l'ho accompagnata a Tisanville, in ospedale, a fare una infiltrazione al ginocchio. E' stata una mattinata decisamente da ricordare.
Non per essermi pippata 15+30+30+15 chilometri in due ore.
Non per aver trascorso due ore in sua compagnia senza farmi venire il mal di fegato, no.
Nemmeno per essermi trovata in centro a Tisan nel bel mezzo di un nubifragio apocalittico, essermi fermata un quarto d'ora sul ciglio della strada perchè non riuscivo a vedere oltre il parabrezza, aver attraversato il sottopasso del ponte per San Michele con la scocca sotto l'acqua, e le auto che marciando in senso contrario mi facevano le abluzioni.
Non per la stizza nel vedere il disastro fermarsi d'un colpo nello stesso istante in cui, riuscita a parcheggiare, levavo la chiave dal cruscotto.
Non me la ricorderò certo per la sosta in sala d'attesa del reparto di ortopedia più breve della storia (cinque minuti esatti), non per il caffè preso al bar al piano terra bevuto con l'intento di calmare la tensione (ma quandomai, avessi ordinato una camomilla...), non per altre cose. No.

Me lo ricorderò per essermi sentita in tremendo imbarazzo ieri sera, a distanza di  36 ore, nello scoprire che in tutto l'ambaradam ho anche perso la targa anteriore dell'auto. E se ne è accorto il gatto Alfa nello spostarla per sistemare la legna nella legnaia, che sta proprio davanti al muso di Greta.
Ma anche per l'espressione del carabiniere che mi ha preso la denuncia di smarrimento stamattina, che mi ha chiesto come mai me ne fossi accorta solo ieri ( voi prima di salire e dopo essere scesi dall'auto avete l'abitudine di controllare se ci sono le targhe, vero?), si è meravigliato che ieri sera per prima cosa non fossi risalita in auto e non fossi tornata indietro per cercarla (in centro a Tisan? Di sera? Senza targa e senza denuncia in mano?), e mi ha consigliato di "rifare la stessa strada guardando attentamente nei fossati". Mentre guido, si capisce. O.o