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sabato 26 dicembre 2009

Più che uno sproloquio. Una cosa seria.

Sul divano. Power vs Max.
-Tu. Piccola palla di pelo. SPOSTATI.

venerdì 25 dicembre 2009

giovedì 24 dicembre 2009

Anche Mamiga augura...

Impossibile sottrarvisi. Gli auguri di Natale sono d'obbligo. Forse si fanno più per abitudine, per convenienza, perchè tutti lo fanno. Mbeh, io non voglio lasciare che il Natale passi senza il mio contributo augurale, così...
Buon Natale

a chi passa, senza aggiungere altre parole perchè se già dici "buon" significa che auguro tutto quel che c'è di buono.
Auguri da Mamigà che fino a due giornif a era semisepolta dalla neve in fondo al vialetto

da Papigà e dal Power che evitano accuratamente di essere fotografati "ta la muse" perchè seriamente impegnati in faccende che richiedono la massima attenzione

E auguri dalla gatteria varia qui impegnata nello sport più gettonato della settimana



E Buon Natale da Mamigà, che vivrà un Natale con la famiglia al completo (che non è solo quella che vive in questa casa) e spera di viverlo serenamente, mentre oggi a più riprese ricorda con nostalgia ma non con rimpianto, e con un sorriso in volto, i più bei Natale del passato.

lunedì 21 dicembre 2009

A Natale...

Seguendo le indicazioni di una persona di mia conoscenza, non faccio nomi ma chi mi conosce bene può intuire chi è (e non sto qui a spiegare il perchè e il percome o facciamo notte), il giorno di Natale dovremmo fare le corse di qua e di là perchè BISOGNA stare tutti assieme, NON BISOGNA deludere nessuno, BISOGNA fare bella figura con delle persone (in questo caso parenti, per fortuna adeguatamente lontani) che per gli altri trecentosessantaquattro giorni l'anno non si possono vedere nemmeno in foto ma il giorno di Natale E' DOVEROSO trattare con affetto per salvare almeno le apparenze.
No, scusate.
Da bambini ci insegnavano che Natale è l'occasione per essere tutti un po' più buoni.
Inizio invece a pensare che il Natale sia l'occasione per autorizzare le persone ad essere false con sè stesse e con gli altri.
Mi chiedo in nome di che cosa.


Ps. Io a Natale ho in programma di fare festa con le persone che amo. Strette e meno strette. Meno male che nessuna di queste persone ragiona così.

sabato 12 dicembre 2009

Piccolo scà

Non vedo l'ora di rivederti, caro cugggino acquisito A., e credo che a Natale magari di sfuggita ci sarà l'occasione. L'occasione per rimbeccarti il fatto che è perfettamente inutile che insisti a mandare tre cartoline ogni volta che ti rechi all'estero, indirizzate a mio figlio, e scritte rigorosamente in friulano. Mio figlio la tua calligrafia allucinante la scambia per scarabocchi, e non solo per questo non riesce a leggerla: in casa nostra si parla l'italiano, I-T-A-L-I-A-N-O, e sai bene il perchè in quanto ti è stato detto più e più volte, e me ne sbatto delle tue ironiche prese in giro ogni volta che ti capita l'occasione. E se il tuo orgoglio per la tua lingua ti serve anche per rimarcarmi in maniera sarcastica il fatto che dopo dieci anni che vivo qui ancora non la parlo, puoi mettertelo sai tu dove.
Eccheccà!

Mamigapensiero che si ripete

Ogni anno da qualche anno a questa parte, sotto l feste, mentre scrivo i biglietti di auguri da inviare alle persone care, penso che con molta probabilità sono una delle poche che ancora lo fa. Si, ho ancora questa abitudine di mandare i biglietti VERI di auguri, cioè uso un po' del mio tempo per pensare a una persona, cercare il biglietto adatto o farne uno con le mie mani, pensare alla frase più consona e scriverla a mano, affrancare e spedire appena passo davanti all'ufficio postale. E uso le biro solo perchè le mie stilografiche sono incrostate di inchiostro e non ho voglia di fare suffumigi di alcool per pulirle, altrimenti userei quelle. Chiamatemi antiquata, a me piace pensare che sono ancora amante delle piccole cose belle.
Anni fa, se ricordo bene per il primo Natale da sposata, ho Mamigato un quadretto con appendi-nastro intercambiabile (una roba strana ma efficiente): ogni anno appendevo un nastro di carta e via via che arrivavano i biglietti di auguri li pinzavo li, così che rimanessero in bellavista in casa, e ogni volta che varcavo l'ingresso di casa mi si paravano davanti tante belle cartoline a ricordarmi altrettante persone care che in qualche modo si sono fatte vicine per Natale.
Peccato che di anno in anno le cartoline sono state via via sostituite da altrettanti sms. Che per carità, sono veloci, costano di meno, puoi mandarli anche all'ultimo minuto, ma sanno di freddo... Hanno tanto il sapore di "mi tolgo l'impiccio con poco", per di più che la maggior parte di quelli che ricevo si legge da lontano che sono i classici messaggini standard tipo "bigliettino baci Perugina" inviati usando l'opzione "invio multiplo" sul cellulare. E che non mi si venga a dire che tutti abbiamo poco tempo, e se dovessimo dedicare anche solo cinque minuti di telefonata VERA a ogni persona a cui dobbiamo fare gli auguri non ce la faremmo mai: stranamente tutti viviamo con l'orologio in mano ma feisbuc è sempre pieno di gente che gioca, si illude di avere rapporti interpersonali autentici solo chattando e ci sono fattorie di Farmville talmente all'avanguardia da far invidia a un contadino vero. Ma allora, visto che al pc comunque ci si sta, perchè invece di un gelido sms non ci si può ALMENO fermare a scrivere un'email seria? Che siano anche tre righe ma che siano dedicate, autentiche, dove si capisca che il computer è solo un mezzo per far transitare un pensiero più velocemente, un pensiero che IO-Mamiga dedico a te- XAmica, non io-indirizzoIP a te-altroindirizzoIP.
E' vero, ogni anno faccio sempre la stessa riflessione, e se non ricordo male ogni anno non manco di sbloggarla come un sassolino nella scarpa. Forse nella speranza di ricevere qualche segno di solidarietà dall'altra parte del monitor, che mi faccia sentire meno mosca bianca, lo ammetto.


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giovedì 10 dicembre 2009

Bab...boh...

Non so, penso che questo sarà l'ultimo anno in cui il Power si beve la storia di Babbo Natale.
I primi due o tre Natali gli abbiamo fatto credere che Babbo Natale passasse qua e là dai parenti a lasciare regali per lui. Ovviamente ci ha sgamato lo scorso anno, perchè nella sua logica si è fatto strada il dubbio che se effettivamente di letterina ne scrive una e ben precisa, da dove diavolo viene a Babbo Natale l'idea di lasciargli cose sparpagliate per tutta la bassa friulana? E per il Lodigiano, il Ravennate, il Veneziano... no, i conti non tornavano.
Allora gli spiegammo, lo scorso anno, che a Natale anche tra persone care ci si scambia qualche dono.
Così un paio di giorni fa è arrivata la zappata sui piedi: "Mamma, a Babbo Natale ho chiesto le sfere Bakugan con la carta X e il trabocchetto, ma visto che chi si vuole bene si fa i regali, ho pensato, tu e il papà cosa mi regalate per Natale?".

Mamigalbero 2009

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Quest'anno non ho utilizzato tuttituttitutti gli addobbi che ho, ho lasciato nelle scatole le palline in polistirolo e i fiocchi di raso rossi co bottoni. Questo è il Mamigalbero 2009, tutto crocette, uncinetto e poco altro.
Lo abbiamo messo su io e il Power, assieme, martedì. Mi sono divertita, devo dirlo, perchè quest'anno il Power è stato decisamente collaborativo.
Qualcuno è così caritatevole di darmi un aiuto a fare le foto? Vengono sempre sfocate, come se solo il centro dellì''obbiettivo fosse messo a fuoco. E' seccante e non poco.

mercoledì 9 dicembre 2009

Sproloqui- chi troppo vuole...

-Mamma, cosa gli chiedi tu a Babbo Natale?
-Gli chiedo un Power che non faccia più i capricci.
-Eeee... quello non te lo può mica portare... che cosa dici se gli chiedi un robot supermegagalattico che ti faccia tutti i mestieri al posto tuo?
Anche il senso della realtà evidentemente ha i suoi modi per essere interpretato...

giovedì 3 dicembre 2009

Una pensa...

"che bello, ho finalmente trovato un portalavoro pratico, facilmente riponibile sopra al frigo così non da fastidio a nessuno, e a costo zero (è un cestino portarobebuone che mi è stato regalato lo scorso anno pieno di, appunto, bontà mangerecce).

Doppio uso, a quel che sembra.
Moh...
A presto con ulteriori aggiornamenti generali.

mercoledì 18 novembre 2009

Ieri ho fatto sterilizzare Max. E' il mio primo gatto maschio (wow!), e non immaginavo che la "cosa" si risolvesse con così poco. Mi immaginavo qualcosa di simile a quando ho fatto sterilizzare le altre gatte, solo con tempi di ripresa un po' inferiori, ma non "così" inferiori: dopo quattro o cinque ore dall'intervento era già pimpante come prima, eccezion fatta per il bisogno esasperante di coccole (le gatte all'epoca non mi guardarono pe due giorni consecutivi ognuna di loro). Insomma, sta benone. Spero anche che diventi un gattone con la G maiuscola, ed è già sulla buona strada: a sette mesi abbondanti pesa già più di Amy. Mi piacciono  gattoni massicci, belli tosti, di quelli che quando li vedi passare ti vien voglia di affondargli le mani nel pelo. Ce n'è uno in zona di gatti così: lo chiamiamo il Gattoparlante, perchè quando litiga con i suoi simili emette dei versi che, se non lo vedi e lo ascolti soltanto, sembra che in giardino ci sia un bambino che parla. A vederlo bene potrebbe essere benissimo il papà di Max, e le probabilità che lo sia davvero sono molto alte. Vabbè. Sarà anzi il caso che aggiorni con un po' di foto lo stato della famiglia felina, che è un po' che non lo faccio
Lunedì sono stata dalla reumatologa per la visita di controllo. Siamo in alto mare. Sabato devo iniziare a prendere un farmaco in più, il Methotrexate. Sperando di sopportarne gli effetti collaterali, ho letto sul bugiardino e in diversi siti internet che non è proprio acqua fresca.

giovedì 12 novembre 2009

Ma guardati il tuo...

Un paio di settimane fa abbiamo iniziato a portare il Power a Minibasket. Un'esperienza che desideriamo fargli fare per tanti motivi. E a lui piace anche, nonostante qualche difficoltà legata al suo carattere e alla sua immaturità quanto a contenere le emozioni entro certi limiti.
Papigà si è risentito l'altra sera quando, sugli spalti, un altro papà gli ha chiesto se il Power è sempre così esplosivo nel dimostrare contrarietà alle regole e così permaloso quando qualcosa gli gira contro.
Io non mi sarei risentita, anzi, avrei risposto guardandolo dritto negli occhi "nessuno è perfetto, sa?".
Contenere il Power è difficile, impegnativo, a volte esasperante. E d'altra parte ci sono bambni che crescono prima in alcune cose, e bambini in altre. Il Power sa leggere da solo da molto tempo, sa contare, parla meglio di molti bambini più grandi di lui, fa dei bei ragionamenti, ha una grande manualità, non ci si può aspettare che sia anche maturo, consapevole, rispettoso, un bambino perfetto insomma. E mi fa rabbia quando altre mamme di bimbi più trattabili di lui lo guardano malamente perchè non segue il gregge, perchè fa chiasso, perchè non rientra negli schemi. E' orribile sentirsi puntare il dito contro perchè tu, mamma, non sei stata in grado di insegnargli che quando la maestra dice di stare in fila si sta in fila, e che se qualcosa non ti va a genio devi dirlo sottovoce e non urlarlo a destra e a manca. Neanche in cinque anni tu ti sia limitata a imboccarlo, vestirlo e lavarlo. Come se alcune cose fossero più importanti di altre, prime fra tutte le regole dell'apparenza.
Insomma, fatevi un esame di coscienza. Come non esistono le mamme perfette non esistono nemmeno i bambini perfetti, e non esistono nemmeno bambini migliori di altri. E dopo aver fatto un corso accelerato di obiettività, la voglia di giudicare i figli altrui vi passa eccome.

mercoledì 11 novembre 2009

Buona festa di san Martino!

Edizione Mamigà 2009
100_1633Inutile lasciare richieste di pezzi vari da addentare, è già stato debitamente spazzolato.

martedì 3 novembre 2009

E poi non prendiamoci per il sedere. Ogni mamma pensa che il proprio bimbo sia il migliore di tutti, e se anche io fingo sempre che non sia così perchè detesto solo l'idea di sentirmi rispondere "parli così solo perchè è tuo figlio" non sono esente dal sentirmi enormemente orgogliosa di lui. E dal guardarlo come il più bello e il più bravo del mondo. Anche se a voce non lo ammetterò mai e poi mai. Per davanti. Ma per dietro...
Domenica è venuta a trovarci una mia cugina, che ha la mia età e una bambina di un anno e mezzo. Non l'avevo mai vista di persona, l'ho trovata una bimba adorabile oltre che la dimostrazione vivente che i bambini tranquilli esistono davvero (in questa casa siamo abituati a ben altro, tanto che io e mio marito eravamo ormai rassegnati al credere che fossero favole). Devo ammettere che mi ero dimenticata come fosse fatto un bambino di quell'età, ma non mi ha affatto messa a disagio, tutt'altro. Io non è che ami molto i bimbi così piccoli, il mio è un'eccezione, ma questa bimba è talmente dolce che me lo ha fatto quasi dimenticare.

Sal spazzatura e un po' di cucito

La luna piena di ieri sera era gelida, come gelida l'aria. Non altrettanto freddi sono i colori che si intravedono dal mio barattolino però, per fortuna, che stavolta ho fotografato sopra al termosifone proprio perchè l'accenderlo è stata la novità di questi giorni.


E in questi giorni mi sono anche dedicata un po' al cucito, realizzando queste tre borse per la spesa (ormai a far borse ci ho preso gusto e alla grande, sembra). Sono fatte tutte e tre con avanzi vari di stoffe, come al mio solito, e le trovo di una praticità unica. Due grandi...



...e una più piccola (che tanto piccola non è, i soffietti le danno una capienza che a vederla non si direbbe)


Il tutorial per farlo l'ho scovato in questo blog. Vi assicuro che è più facile di quello che si crede, a farne una ci ho impiegato un'oretta scarsa. I "modelli" poi altro non sono che delle comuni borsette di plastica del supermercato tagliate sul fondo e in cima ai manici, ben aperte e posate sulla stoffa. Direi che ormai il fatto che il prossimo anno verranno eliminate dal commercio altro non è diventata che una buona scusa per tuffarmi nel cestone degli avanzi


lunedì 2 novembre 2009

Sono una mamma imperfetta, non c'è proprio rimedio. E sono anche una mamma che ogni tanto esplode. Mi perdoni il futuro neuropsichiatra di mio figlio.

sabato 31 ottobre 2009

No, non è successo niente di grave, il silenzio è dovuto solamente al fatto che non so cosa scrivere.
Grazie alle persone che mi hanno lasciato un commento di incoraggiamento al post precedente, sembrerà una sciocchezza ma mi aiuta sentire che qualcuno fa il tifo per me.
Ho fatto la scintigrafia e non ci capisco molto più di prima. Le "foto" dicono dove si è depositato il male, tutto lì. Ora sta alla reumatologa cercare di centrare la cura giusta, finora non è che ci abbia azzeccato molto. Comunque prima del 16 novembre non la vedrò, quindi attendo. Intanto sopporto e ingoio pastiglie.

giovedì 29 ottobre 2009

Un SAL tutto mio

Rieccomi ad aggiornare il blog, dopo tanto tempo. O almeno a me è sembrato tanto, perchè dall'ultimo post ad ora ho crocettato,e  crocettato, e crocettato... tante piccolissime cose. Non le ho pubblicate finora semplicemente perchè "qualcuno", detto il FORMATTATORE MASCHERATO, mi ha letteralmente depennato il programma con cui gestivo le immagini fino a due mesi fa, lasciandomi il compito ingrato di cercarmene un altro e di imparare più o meno ad usarlo.
Ma tant'è, senza dilungarmi tanto per niente, ecco cosa ho prodotto.
Faccio una premessa: finita la copertina del post precedente, a cui mi sono dedicata con anima e corpo nel mese di agosto, mi accingevo a cercare un progetto nuovo da fare, avete presente quei momenti in cui se ne sente la necessità? Ben, per giorni ho sgarfato qua e là in cerca di ispirazione, finchè mi è venuta u'idea malsana: c'è chi fa di tutti i suoi lavori in sospeso dei SAL, per dargli un colpo di reni e toglierseli di mezzo, e così ho fatto anch'io tempo indietro con risultati eccellenti. Stavolta ho pensato a fare un SAL... dei ritagli. Ho messo in lista di eliminazione cioè tutti i ritagli di stoffa ricamabile che ho messo in un angolo negli anni, in attesa di isprazione, e ho deciso che fino a fine anno non inizierò altri lavoroni finchè non avrò tolto di mezzo pezzetti e pezzettini di rimasugli. Sono partita da qui

 

 




 


 


Per arrivare a qui, dove trovano posto...




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...segnalibri, trovaforbici, portaaghi, dei copribarattoli per le erbe che quest'anno ho essiccato raccogliendole dal mio giardino (melissa, timo, origano e quant'altro) eccetera eccetera. Con un ritaglio di lino ho anche realizzato un ricamo che andrà a coprire il coperchio di una scatola destinata a contenere delle vecchissime statuine del Presepe. Più di qualche lavoro non l'ho nemmeno inserito nello slideshow, vuoi perchè l'ho regalato, vuoi perchè non ho pazienza per fotografare tutto, (e non mi iresce nemmeno granchè bene se devo dirla tutta). Comunque sono molto soddisfatta.
Un piccolo spazio devo dedicarlo anche allo swap Halloween organizzato dal gruppo Puntocroce, la mia abbinata era Tiziana (che ringrazio tantissimo!!!) e guardate quante meraviglie ho ricevuto!

 

 




 


 


Il pannellino è un amore, e l'ho già sistemato in cucina

 

 




 


 


Io invece dovevo spedire a Serena, e le ho mandato un porta aghi

 

 


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che qui vedete aperto, i disegni li ho tratti da due free di Raimbow Gallery. Poi ho allegato anche un trovaforbici con ricamato un cappello da strega, dei dolci e qualche matassina, ma ho dimenticato di fare la foto al tutto prima di spedire, perciò non posso mostrarvi più di questo. Vabbè.
Il prossim post spero conterrà anche la foto del mio barattolo del SAL spazzatura, che è bello incicciato.

martedì 20 ottobre 2009

Che schifo le femmine

Mi ricordo che quando ero bambina detestavo i maschietti, e con me tutta la combriccola di amichette. Perchè facevano chiasso, sporcavano ovunque, mi tiravano le trecce e ci prendevano in giro perchè portavamo le gonne. Per non parlare degli occhiali. Ma ne parlavamo spesso tra bambine, mi ricordo bene di certi "discorsi" che si facevano, e le bande maschi contro femmine che venivano a nascere quasi ogni volta che si giocava.
Anche il Power detesta le femmine, lo dice ogni volta che si presenta l'occasione: "fanno giochi stupidi", dice.
Pensavo fosse normale per un bambino di cinque anni, e pensavo che tutte le mamme la pensassero come me visto che le maestre di mio figlio mi hanno confermato che è un atteggiamento che hanno quasi tutti i bambini, fino a una certa età.
Per questo non mi capacito del perchè la mamma di N., una bambina che abita nel condominio di mia madre (e che ha un solo anno più del Power) si sia offesa l'altro giorno, quando all'invito che N. ha fatto al mio bambino a giocare con lei, lui le abbia risposto schifato di no. Mica è una tragedia. Le uniche due femmine con cui il Power gioca all'asilo, o meglio, che ha accettato come "amichette", sono due bambine che della femminuccia educatina, pulita, obbediente e composta hanno poco o niente, e la maestra mi ha detto che è un bel traguardo visto che fino allo scorso anno snobbava pure quelle due.
Forse non siamo stati tutti bambini allo stesso modo...

lunedì 19 ottobre 2009

Ultimamente non scrivo molto, e in realtà eccezion fatta per delle stupidaggini non ho molto da scrivere in effetti. Oggi sono particolarmente nervosa, vuoi perchè il giorno della scintigrafia si avvicina (è mercoledì), vuoi perchè stanotte ho dormito molto poco causa prima mal di testa, poi marito russante.
Anche qui è arrivato l'autunno e il freddo, ma non serve che lo dica io perchè si sappia... Fa freddo, ma a me questo clima non dispiace. Basta coprirsi un po' di più, e l'odore dei termosifoni accesi la sera non mi da fastidio. MI piacerebbe avere una stufa a legna, l'atmosfera che crea è impagabile. In giardino non si va più tranne che per stendere la biancheria (e neanche tutti i giorni), ma in realtà non l'ho vissuto quasi per nente quest'anno, quindi mi manca più degli anni scorsi. Vuoi per le zanzare mai come quest'estate impossibili da sopprimere, vuoi per altri motivi, fatto sta che non sono riuscita nè a prendermene cura come avrei voluto, nè a godermelo. Pazienza. Sarà per il prossimo.
Nel frattempo tiriamo fuori maglioni e sciarpe.

giovedì 15 ottobre 2009

Oggi ho fatto il tampone. L'altro ieri l'ennesimo esame del sangue. Lunedì le radografie a bacino e mani. La prossima settimana toccherà alla scintigrafia ossea (e mi sale l'ansia a solo pensarci). Quindi tra venti giorni un altro prelievo di sangue.
Intanto i dolori persistono.
Sono decisamente stanca, oltre che gonfia da farmaci come un palloncino.
Passerà. Presto, spero.


martedì 13 ottobre 2009

Maleducato e pure tordolo!

Non sto a raccontare per filo e per segno quello che è accaduto stamattina alla Asl, dove mi sono recata per uno dei (tanti) prelievi di sangue di questo periodo. Primo, perchè diventerebbe un po' complicato da spiegare. Secondo, perchè darei un peso eccessivo a un episodio che voglio togliermi dalla testa per non innervosirmi più del necessario, visto che sul momento  poco ci è mancato che mettessi davvero le mani addosso a un signore attempatello. Terzo perchè non è nulla di nuovo, chiunque ha vissuto epsodi del genere prima o poi, quindi non ne vale la pena.
Quello che mi viene da dire ora è che quando sento le persone anziane (ma non tutte, siamo sinceri) dire che i giovani sono maleducati, mi viene da rispondere che è una delle tante affermazioni del cà, e chi le dice dovrebbe prima farsi un serio esame di coscienza. Perchè a dirla tutta ultimamente mi è capitato più spesso di trovare più arroganza, maleducazione e inciviltà nelle persone di una certa età che non in ragazzi giovani, laddove  settanta od ottant'anni di età non sono evidentemente bastati per imparare le regole del vivere civile. Insomma, se a vent'anni sei maleducato perchè non hai ancora imparato a stare in mezzo alla gente come si deve, se lo sei tra cinquant'anni sei anche tordo e duro di testa perchè gli anni sono trascorsi invano sotto questo aspetto.
Secondo me la maleducazione non ha età, nè razza, nè religione, nè ceto sociale. Fa parte di quel modo di muoversi tra la gente che uno sceglie per principio e lo porta avanti indifferentemente, qui o là, oggi come domani. Certo, qualche scivolone può capitare a tutti, ma quando come stamattina mi sono sentita dire "ma chissà perchè io mi trovo ogni volta in questa situazione", eh beh, caro mio, guardati un momento allo specchio, la risposta te la puoi ben leggere in faccia senza fare figure di mè come stai facendo ora.
Cretino.

giovedì 8 ottobre 2009

Scusate il silenzio, mi sono persa a guardare Scooby-Doo in tv...

lunedì 28 settembre 2009

Ho un caratteraccio

Ogni tanto vorrei che agli adulti fosse concesso di poter tornare bambini anche solo per qualche istante al giorno. Per poter essere sè stessi senza essere giudicati, poter fare i capricci anche se poi arriva la sculacciata (ma intanto ti sei sfogato) che nessuno lo trova strano, poter esprimere quello che passa per la testa senza freni. Essere sinceri da adulti è difficile, a volte troppo difficile. Così se da bambino dici "quella persona o quella cosa  la detesto" nessuno lo trova strano, ma da grande devi tenertelo dentro e far sempre e comunque buon viso a cattivo gioco. Per educazione (ma sarà indispensabile?), per necessità (ma perchè ci viene imposto questo fardello?), per senso del pudore (l'alternativa è crearsi il vuoto attorno), per rispetto (anche se io la chiamo ipocrisia, molto meno diplomaticamente), per il quieto vivere (il silenzio dei cimiteri è più realistico). Da adulti ad essere sè stessi, quando si ha un carattere come il mio, e oltretutto si è uno scorpionaccio indefesso, si rischia di farsi odiare e, quel che è peggio, odiarsi anche solo per averli fatti certi pensieri. E mentire, anche se è l'alternativa più logica, lascia in bocca un senso di insoddisfazione. Come ho letto più e più volte un po' qua un po' là, lo scorpione ha sete di sangue e vendetta, e domare sè stessi quando si è consapevoli di essere così è... logorante.
Comunque, io sto pensando seriamente di scegliere una terza via, e spero di tenervi fede. Scelgo l'omissione.  Sperando di non scoppiare.

La cicogna è arrivata da...

... zia Laura.

Bene arrivata Marina!

venerdì 25 settembre 2009

Panze, mica panze... questa panza poi...

Dunque, sono circondata da panze. Ogni volta che mi si da la notizia che la cicogna arriva in zona (affettivamente parlando si intende, non in km ) non posso che esserne lieta. Stasera però sono un po' irritata da  una panza in particolare, che a quanto sembra è entrata a far parte della schiera di panze che amano fare del loro stato una specie di corda da salto, di cui loro tengono in mano le manigliette e tu sei la corda che deve girare tutt'attorno mentre saltano.  Perchè di categorie strambe di panze ce n'è, eccome.
Dunque, la mia amica M. partorirà ai primi di febbraio. Un mesetto fa mi ha chiesto di prepararle il fiocco-nascita, e visto che glielo preparai quando arrivò la prima bimba non vedo perchè non dovrei farglielo anche per questo/a (e chi mi conosce sa quanto mi diverta, oltretutto). Però le dissi anche che avrei dovuto sapere il sesso del nascituro/a per tempo, ovviamente, se "per tempo" intendo il prima possibile.
M. ha fatto la morfologica lunedì. L'ho chiamata lunedì sera per sapere com'era andata, e visto che c'ero le ho anche chiesto il sesso del bimbo/a, per sapermi regolare. Ora, M. ha deciso che non vuole saperlo fino alla nascita, diversamente dal marito che invece lo sa. Bene, dico, fammelo sapere dal marito.
Risposta: eh beh c'è tempo, lo saprai che so, a dicembre, gennaio, tanto fai presto a fare il lavoro no?

E  certo. Siccome ho una scorta di materiale adatto a cucire un fiocco nella soffitta che non ho, metri e metri di stoffa a quadratini rosa e/o azzurri, e un ricamo si prepara in un'oretta, che vuoi che sia? Per cucirlo poi, cinque minuti no? E anche se ci si mette un po' di più, in fondo io ora ho mia madre qui, diversamente da lei che è sola con la bambina, la gravidanza e la casa da gestire, in confronto io non faccio un cà da mattina a sera, per cui il tempo lo trovo quando voglio, no?

Bene, ho chiesto a mio marito se riusciva a farsi dire dal marito di M., che è suo grande amico, quanto mi serve: la risposta è stata identica, nessuno lo deve sapere.
Ora, che chi non ricama e non cuce non abbia idea di cosa voglia dire farlo è cosa nota. Mi viene il dubbio che me lo abbia chiesto per una questione di cortesia, e a questo punto mi viene in bocca una rispostaccia, perchè ho sempre sostenuto che dietro ai puri atti di cortesia ci sia una giusta dose di falsità, cosa che non apprezzo affatto.
C'è poi la dose ridicola del "tirarsi" la pancia, come se aspettare un bambino fosse, anzichè la cosa più naturale del mondo, una cosa di cui vantarsi legittimamente, per cui certe donne pensano che le autorizzi a far pendere (credono) dalle loro labbra tutto il parentado e il vicinato.

Ora, cara la mia amica M., per quanto ti voglia bene, se prima mi sentivo onorata dalla tua richiesta e già avevo iniziato a scartabellare tra i miei schemi cercando il soggetto che avrebbe potuto piacerti di più, (tutta gongolante, lo ammetto) sai che ti dico? Comprati un bel fioccone gigantesco in pasticceria, tanto da quel che ho capito di avere il fiocco ricamato non te ne importa poi molto, così mi risparmio il lavoro e crocetto per me. E già che ci sei, vai un po' a fanzumme và...

giovedì 24 settembre 2009

Ogni tanto anch'io amo far polemica

Servizio di Raidue, Costume e società di oggi: I LAVORI CHENESSUNO VUOL PIU FARE (lavori artigianali per lo più). Dicono che ci sono tanti posti di lavoro presso soprattutto botteghe di artigiani, ma nessuno vuole più fare il falegname, il decoratore, il fabbro ad esempio, il sarto, il parrucchiere, il panettiere... Motivo ufficiale: la paga è bassa e l'apprendimento richiede pazienza, tempo e dedizione, e la gente oggi non ha voglia di fare sacrifici.
Balle.
Chi spulcia quotidianamente le inserzioni di offerte di lavoro sa bene che se non hai meno di venticinque anni, trenta al massimo (dipende da quanto è il massimo di età in tal regione per assumere personale con le agevolazioni dei contratti di formazione) non ti si prende nemmeno in considerazione per certi tipi di lavoro. Ufficialmente ti fanno intendere che  dopo i trent'anni non sei più in grado di apprendere nulla di nuovo lavorativamente parlando (ma lo fanno in modo diplomatico, che tanto il succo è sempre lo stesso). Ufficiosamente si sa, costi troppo, ma non si può dire. E se hai figli piccoli non va bene perchè potresti assentarti spesso a causa loro, se non li hai ma sei in età per averne hai maggior probabilità di dover chiedere presto di startene in maternità, soprattutto se sei fresca sposa. E se non hai esperienza in tal campo non va bene, ma anche se ne hai troppa perchè potresti avere problemi ad adattarti o che so io.
Ma ufficialmente...
la paga è bassa e l'apprendimento richiede pazienza, tempo e dedizione, e la gente oggi non ha voglia di fare sacrifici.
Ma per favore, siamo realisti...

Il Power in castigo? E come no... una più una meno...

L'altro giorno mio figlio ha iniziato la sua annuale collezione di castighi all'asilo: quest'anno è da dire che ha iniziato anche presto, gli anni scorsi partiva più o meno a tre mesi dall'inizio. Quando vado a prenderlo e vedo la maestra che mi attende con un una mano sul fianco appoggiata alla porta so già cosa mi aspetta: "signora, oggi io e il Power abbiamo avuto un piccolo diverbio, terminato con un castigo", questa è l'espressione più diplomatica che ho sentito finora in questo senso. E va bene, io ho sempre detto alle maestre che se se lo merita è giusto che glielo diano (che poi, sarà castigo... Passare il pomeriggio in classe coi più piccoli per il Power è solo un diversivo, non un'onta. Giocattoli diversi, bambini più piccoli a cui poter insegnare come funziona il mondo che è il suo sport preferito... Più che castigo per lui è un contentino). E che mio figlio non sia uno stinco di santo è cosa nota, a noi in primis, alle maestre e perfino ai bidelli, che il primo anno gli hanno cambiato le mutande, il secondo lo hanno tirato su da terra ogni volta che si sdraiava a far capricci e il terzo tentavano di convincerlo che se metteva i calzini antiscivolo della scuola per una volta non gli si staccavano i piedi durante la psicomotricità.
Ma è lo sguardo accusatore della maestra mentre mi racconta il misfatto che mi turba ogni volta. Ah, premetto, con molta probabilità è per il novanta per cento frutto della mia autosuggestione, che è molto tesa quando si parla di mio figlio e della sua educazione. E' come se mi sentissi addosso un vocione stile Fernandel/don Camillo  quando parla in chiesa, che mi dice tra le righe "tu, mamma sconsiderata e incapace, non vedi che tuo figlio ha bisogno di una stiratina?". Che lasciamo perdere le teorie educative secondo le quali con le buone si ottiene tutto (ma quandomai, prendetevi il Power tra i piedi per una settimana e vedete), rimane il fatto che o direttamente o con sottigliezza, ti viene ribadito sempre e comunque che se tuo figlio ha qualche tara di carattere è

SEMPRE
INESORABILMENTE
COLPA
TUA.

Come se in casa fosse scontato che un bambino viene sempre accontentato in tutto, gliele si da tutte vinte, è stra coccolato (beh ammetto che io con le coccole ci vado giù pesante quando mi si presenta l'occasione, ma vorrei vedere qualunque madre) e viziato alla stragrande. Come se tu mamma e tu papà foste ciechi, passaste sempre sopra a ogni marachella considerandola una bambinata (che è anche vero, ma in casa mia non ci si ferma certo li) e come se quando io affermo che mio figlio "ha un carattere forte" lo dicessi solo perchè ogni tanto si oppone, com'è normale, all'imposizione di qualche regola, ingigantendo le cose. Magari fosse così...
Comunque, come ho premesso, tutto questo elucubrare probabilmente è solo frutto della mia autosuggestione, perchè si sa, quando ci toccano i figli rizziamo le antenne e drizziamo le vibrisse, e quasi sicuramente entro qualche settimana la maestra nuova avrà modo di inquadrare meglio il soggetto dando il giusto peso alle sue uscite e riconsiderando il metodo da usare per farlo rigare dritto almeno all'asilo. E per fortuna è affiancata dalla maestra dell'anno scorso, che sa bene di che qualità è il pelo del Power.
Fatto sta che sarà bene ricalibrare il tiro prima che inizi la scuola elementare, o faremo tappa fissa settimanale nell'ufficio del preside. Ma magari è capace di crescere un po' di suo il Power per quell'epoca, stupendoci tutti, e io ci potrei anche far conto.

Ah, per i più curiosi: il Power è stato messo in castigo per lo stesso motivo per cui è stato più volte  castigato lo scorso anno: la maestra spiega qualcosa o comunque chiede attenzione, e nonostante ripetuti richiami il Power si fa bellamente i fatti suoi. Come dire, maestra, tanto so già quello chevuoi spiegare, io ho cose più importanti da fare, devo salvare il mondo...

mercoledì 23 settembre 2009

Mamma! Ti ho portato le castagne!

-Uuuuuu moreeee!!! Che belle che sono! Grazie, lo sai quanto mi piacciono le castagne! Domani portamene ancora, che le mettiamo in una boccia trasparente da lasciare sul tavolo in ingresso! Sai che bello da vedere? Fa proprio autunno... Ma le hai raccolte nel giardino dell'asilo?
-No , le ho rubate dal secchiello delle femmine...
-

martedì 22 settembre 2009

:(

Sono ipernevrotica ed intollerante e so di esserlo, o almeno da qualche giorno a questa parte. Saranno i farmaci che prendo ad ingigantire le emozioni. O sarà che quando non posso agire direttamente per risolvere qualcosa che mi rode, mi si arricciano i visceri senza tregua. Farmaci o non farmaci.

domenica 20 settembre 2009

Gatti, avete anche rotto!

Mio marito mi ripete spesso che guai a chi mi tocca i gatti, che io per salvaguardare i miei gatti ucciderei, che gli dedico troppo tempo e via dicendo. E sotto certi aspetti è anche vero, chi mi conosce di persona sa quanto li adori e gli dedichi attenzioni e cure. Ma stasera quello che provo se penso alla gatteria di casa e circondario è un insano desiderio di liberarmene definitivamente. Mi sono decisamente rotta. Sarà perchè ho appena finito di pulire una chiazza di materiale organico decisamente sgradevole da sotto la panca dell'ingresso.
Succede che sono mesi e mesi che si va avanti a dispetti tra di loro e, ogni tanto lo sospetto, verso la sottoscritta: peccato che la sottoscritta sia l'unica che i dispetti se li deve anche andare a pulire, perchè i gatti in questione, uno dopo l'altro, i dispetti se li fanno a colpi di pisciate e cagatine più o meno intense fuori posto.
Inizia  un paio di anni fa: arriva Heidi in casa e, stranamente, inizio a trovarmi la pisciata mattutina sempre nello stesso posto (non dico quale perchè fa decisametne schifo). Due o tre volte la becco in flagranza di reato e la punisco (leggi sventola). Poi dopo due anni Heidi sparisce, e le pisciate continuano: capisco che non era solo Heidi a farle, probabilmente lei e la Gioiuta si alternano, così attendo paziente di beccare la signora sul fatto per punire anche lei. Dopo vari tentativi (copertura dell'angolo-pisciata, spostamento delle lettiere, posizionamento di oggetti vari, compreso piattino con cannella, uso dell'elettroemanatore di ormoni, e altre cose) trovo la soluzione, cannella fresca tutte le sere, ma non sempre me ne ricordo, e la sera in cui me ne dimentico trovo puntualmente il reato.
Poi è la volta di Sbighez, la mammadi Max: lei entra, mangia e mi lascia la pisciata nell'ingresso. Una volta mi ha lasciato perfino la cagatina. La sgrido, tento di allontanarla, spruzzo lo spray antigatto ma niente: l'unico modo perchè non marchi il territorio è non lasciarla proprio entrare, ed è difficile in una casa come la mia dove le porte sono sempre aperte tutta l'estate. Po passa il Blanc, gatto-rovina della reputazione di tutta la sua specie, semirandagio che non fa niente ma proprio niente tutto il giorno, tranne che provare a entrare e lasciare il suo ricordino da gatto macho esattamente nello stesso posto dove prima ho pulito la marcatura di Sbighez. Dopo di lui ovviamente passa Sintetic, il gatto di un mio vicino, che per forza di natura DEVE firmare sopra la firma del Blanc (ma me lo sterilizzate sto gatto, PORCALOCA???).
Ora c'è Max: Max poveretto è piccino e piuttosto tordarello. Tordarello perchè ha trovato il modo di attraversare la finestrella che dal bagno dà nell'ingresso da dentro a fuori facendo tappa sul water per fare i suoi spuntini notturni, ma non riesce a fare il contrario perchè la finestra è altina per lui, per cui rimane lì fino a quando al mattino non apro la porta. Ho provato a mettergli una sedia per la notte, all'esterno, per fargli fare tappa, ho anche tentato di insegnargli come si passa chiamandolo dal bagno, ma niente: il ragionamento SALTO SULLA SEDIA-PASSO LA FINESTRA-SALTO SUL WATER-SCENDO-VADO NELLA LETTIERA evidentemente per lui è complicato (faccio notare che alla sua età le altre gatte lo impararono da sole e molto prima). E siccome com'è logico dopo la pappa il bisogno è impellente, va scaricato. Nell'angolo più recondito della stanza, sotto ma proprio in fondo all'angolo della panca. Hai voglia tu a cercare da dove proviene il profumo di violette marce che ti avvolge quando apri il portoncino alle sette del mattino. Stasera gli ho approntato la lettiera di scorta, quella della Gioiuta quando era un cucciolo, e glielo piazzo sotto la panca. Sperando che serva almeno finchè il piattoletto si sveglia dal suo torpore infantile.
Ma anche Amy mi ha fatto la sua l'altra mattina. Scendo alle sette con doppio carico di biancheria da infilare in lavatrice. Poso il doppio carico davanti alla lavanderia, prelevo quanto necessario per il primo ciclo di lavaggio e preparo la lavatrice. Senza far caso che il rimanente, le lenzuola di mio figlio per l'esattezza, erano posate proprio nel punto dove di solito i gatti si contendono la marcatura del territorio (alle sette del mattino che pretendete da me?). Insomma, carico la lavatrice, mi volto e cosa ti vedo? Amy, la MIA Amy, il mio gattoperfetto, la mia coccola preferita, che... marca le lenzuola. LE LENZUOLA! NON CI HO VISTO PIU'! Mai vista una gatta volante? Io si, e se vi affacciavate alla porta a vetri inquell'istante l'avreste vista anche voi.
Insomma, inizio ad averne le scatole piene. O si cambia sistema, o tappo patate e piselli felini a randagi, domestici miei e dei vicini, e gatti adottati dal vialetto. Mi sono rotta di avere sempre il secchio del mocio a portata di zampe e doverlo usare tremila volte al giorno, non avessi altro da fare. A me i gatti piacciono, e tanto anche, ma insomma, approfittarsene così no. In settimana tenterò l'ultima spiaggia, cambio tipo di lettiera sperando che il problema risieda lì. Perchè ridurre a lettiera all'aperto il mio ingresso mi sembra decisamente esagerato.

sabato 19 settembre 2009

Parte del corredino...

...dell'asilo sono le influenze e pesticine varie. Non te le devi procurare tu, le forniscono loro a inizio anno. E infatti il Power ha il suo primo raffreddore per l'anno scolastico 09/10. Spero che almeno quest'anno ci abbiano fornito la dotazione con sconto del 50 per cento, visto che siamo quelli che alla materna hanno raccolto più bollini/frequenza di tutti finora... Che visto che tutti dicono che alla materna i bambini fanno scorta di anticorpi e quando vanno a scuola sono già belli robusti sotto l'aspetto immunitario, il Power dovrebbe essere a posto fino all'università

mercoledì 16 settembre 2009

Ah si, l'asilo...

Ah già. Quasi dimenticavo: l'asilo è iniziato. Non ho scritto nulla in proposito perchè in realtà non c'è nulla da scrivere di particolare. Il Power è partito giovedì mattina, bello contento, e bello contento è tornato a casa all'una meno dieci. E così nei giorni successivi (il tempo pieno per medi e grandi inizia lunedì prossimo). Non mi ha nemmeno lasciato il tempo di fare due parole con le maestre il primo giorno: siamo entrati, ha portato le sue cose al loro posto (sacchetto, bavaglia e asciugamano), siamo andati in cerca dell'armadietto nuovo, e mentre vi riponevo la borsa con il cambio lui se l'è bella che filata. Insomma, mi volto e lui non c'è più, perso tra i suoi compagni. "Vai mamma, ho da fare" mi ha detto.
Ok, il piccolo Trippa urlante di tre anni e mezzo fa si è trasformato in un uomo d'affari, top-manager con poco tempo da perdere, perchè si sa, ogni minuto è prezioso, ci sono costruzioni da innalzare, fogli da imbrattare e sabbia da scavare (bisogna pur controllare che dallo scorso giugno non ne sia sparito qualche etto). Mamma se ne torna a casa basita, con un po' un senso di vuoto in principio, ma decisamente soddisfatta di quello che ha visto: un figlio che non è più sottana-dipendente. Yuppi!


Siamo state brave

E bisogna proprio dirlo. Perchè non è per niente stato facile organizzare un lavoro così, trovarsi in accordo in sedici persone, portare a termine un progetto e il tutto in gran segreto.
Succede che la nostra amica Laura è in attesa di una bella bimba, che dovrebbe nascere tra circa un paio di settimane (e io spero per lei sinceramente anche meno). Nel "nostra" includo un gruppo di adepte maniache del punto croce, per lo più iscritte allo storico gruppo su Yahoo:   Meg, Tittiz, Lo, Melina, Simona, Cuoreditela, Laurionite, Daniela, Donatella, Tiziana, Paola, Lina, cuoreditela, Anna e Trinityanna (man mano che me li danno inserisco i vari link ai siti o blogs).
Succede anche che non si voglia limitarsi a fare gli auguri e mandare due bavaglini in croce, perchè qualche anno fa quando a essere incinta era la sottoscritta (ma non solo) si era iniziata un'esperienza di "zie virtuali", laddove ci si organizzava per fare un regalo comune alla pancia di turno. L'iniziativa negli anni è andata cambiando di fisionomia, ma l'idea è rimasta, e autoproclamandoci zie virtuali della nascitura abbiamo creato una ML a parte, per lavorare assieme. Ognuna di noi ha ricamato una pezzetta usando uno dei disegni di una serie che pensavamo piacesse alla destinataria.

 Quindi la sottoscritta ha unito le pezzette a blocchi di cotonina,

 e cucito una coperta. Questo è il risultato

Io devo dirlo, mi sono divertita tantissimo a farla. Mi è stata di stimolo in un periodo in cui, se avessi dato ascolto solo al dolore fisico, me ne sarei rimasta tutto il tempo con i piedi per aria, mentre lo sforzo mi ha perlomeno tirato su il morale, e non è poco. Inoltre ho avuto a che fare con persone  splendide, ed è raro.
Ecco la coperta a destinazione

Ditemi se non ne valeva la pena!

Cose belle

Visto che il tempo qui, come mi sembra nel resto d'Italia, non è dei migliori in questi giorni (ma è anche normale, mica può essere sempre estate...) una deve pur trovare il modo di rendere meno noiose le ore chiuse in casa. E visto che non si vive di solo punto croce e di cucito (parlando di tempo libero, ovviamente, il resto si sa, è mal comune e mezzo gaudio) Mamigà domenica scorsa ha rispolverato la sua voglia di far marmellate. Che modestia a parte mi vengono anche bene, e oltretutto sono un modo per tener buono il baby.
Domenica scorsa la produzione è ripartita con: MELE!


Che poi, devo dirla tutta? Tanto gran lavoro e mal di piedi con la certezza di fare qualcosa di bello e buono, ed è stato anche vero se non fosse per il fatto che il Power, diffidente fino al midollo, nemmeno l'ha voluta assaggiare. Mi ha fatto una rabbia... Per fortuna io e il papi compensiamo, e infatti il primo vaso è già quasi vuoto.
Stamattina poi ho avuto una bellissima sorpresa. La mia vicina mi ha portato questa


Credo sia un bonsai, e spero di riuscire a tenerla in vita (per la cronaca, finora di bonsai ne ho uccisi quattro). E' da parte di sua sorella, per ringraziarmi di una cortesia che sinceramente avevo dimenticato di averle fatto un anno fa circa. Era venuta a casa mia alle undici di sera a chiedere il tiralatte in prestito. E' il caso che faccia qualche giretto in internet a cercare dritte per farla sopravvivere, è così bella che la foto non le rende giustizia.

martedì 15 settembre 2009

Elettricamente guastandosi... epilogo

OVVIAMENTE OGGI E' PARTITA LA FRIZIONE DELLA MIA AUTO.
Mon Dieu...