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venerdì 26 luglio 2013

Il livello

Casa mia, interno giorno, ore nove e mezzo del mattino. Io sono immersa nelle prime faccende domestiche, il Power al centro estivo (l'ultimo giorno peraltro), il Gatto Alfa... n'in zo. Ora che è in ferie potrebbe essere ovunque. DOVE non mi è dato sapere, e neanche mi interessa più di tanto, dato che mentre smestiero qualsiasi umano che intralcia il mio andirivieni verrebbe sistematicamente travolto dalla mia furia casalinga, quindi aria, e loro - i miei coinquilini umani - lo sanno molto bene. So che è uscito, so che è anche rientrato, la telefonata al medico per prenotare la visita che doveva prenotare l'ha fatta, tanto mi basta.

Fuori il sole riverbera solo sul lato davanti della casa, quello in cui soggiorniamo di meno, quindi dove mi trovo io - la sala - si respira ancora. Ancora per poco. Da fuori arriva solo qualche rumore attutito, due auto che passano, una vicina che bagna l'orto, la vita della periferia del paese a quell'ora. Dentro, solo il fruscio della scopa che sto passando sul pavimento: niente aspirapolvere, perchè rompere la quiete? Ci ha già provato un vicino di casa alle sei del mattino lavando il muretto con l'idropulitrice, interrotto dopo poco non so da quale ispirazione mandata dal cielo (un rosario tirato sulla testa da qualcuno? Possibile). Insomma, da che mondo è mondo il paese non è la città, e alle nove e mezzo di un qualsiasi mattino di luglio in paese - a maggior ragione fuori dal centro, dove appunto c'è la mia tana, casa mia - c'è tranquillità, la mia adorata tranquillità, quella che non c'è niente che la paghi. Una scena idilliaca, quasi come l'inizio di un film per famiglie degli anni cinquanta con tanto di melodia di uccellini canterini come sfondo; mi mancano solo un paio di scarpe col tacco e un grembiulino tutto pizzi a nascondere una gonna sotto al ginocchio, magari con la crinolina. E un rossetto rosso sulle labbra, si capisce, altrimenti che casalinga da film sarei...

D'un tratto si eleva un urlo catatonico, qualcosa di difficilmente assimilabile a qualcos'altro, un urlo umano straziante, imperativo, udibile credo fino al paese vicino. L'urlo del Gatto Alfa. Cos'è, sono sbarcati gli alieni? Si è intasato il water? Hai trovato una rana nella ciabatta, segno di inestimabile devozione felina? Ti sei rotto un'altra volta il tendine? Che io scatto come una cavalletta, sono già con i sandali ai piedi e le chiavi dell'auto in mano, e la strada per il prontosoccorso nella testa in un flash-back, mentre cerco il cellulare per avvisare qualcuno che mi vada a prendere il Power al centro estivo!

No, macchè. Ecco dov'era il Gatto Alfa. Era al pc. Ha solo passato un livello particolarmente "ostico" di Candy Crush, su cui era fermo da BEN due giorni.

Ossignore. -_-

6 commenti:

Maria Elena Garavini ha detto...

comprensibilissimo! c'è un livello per il quale mi sono serviti due mesi!!! :P

candy crush saga è una droga di difficile comprensione per chi non ne fa ... uso :P

ziacris1 ha detto...

ma va a....mi è venuto caldo...chissa cosa pensavo....

Mamiga ha detto...

Cris, si chiamano scalmane, SCALMANE. ;-)

Mia Camilla Lazzarini ha detto...

Tutta, TUTTA la mia comprensione.
Per i Gatto Alfa, intendo.

Tittiz ha detto...

Posso solo capire...il livello 165 mi ha messo a dura prova la pazienza!! Dopo più di due mesi ho esultato anche io quando l'ho superato!! :-D

Mamiga ha detto...

Ooooooooh ma siete tutte Candy Crush malate? Ma andate andate... (io sono bloccata all'86, non è che mi spieghereste come uscirne? ;-ppppp)