Si chiacchiera mentre si fa merenda, alle quattro, in fondo al vialetto.
P-Pensa, se tu e io litighiamo, tu prendi nostro figlio e te ne vai di casa, io ti denuncio, ci separiamo e mi danno l'affidamento del bambino perchè risulta che l'hai rapito, sottrazione di minore.
M- Papigà, non fare questi discorsi davanti al Power altrimenti si impressiona, diglielo che stai parlando di lavoro...
Power- Mamma, se tu te ne vai di casa noi finalmente siamo in libertà!

Mangiamo i tost tutte le sere, anzi tost e pizza, possiamo lasciare in giro il casino e guardare sempre i cartoni animati che ci piacciono a me e al papà, e non devo riportare la tazza sul lavandino quando ho finito di fare colazione. Anzi, dai, vattene.
Giuro che stavo per alzare il sedere e andarmene sul serio... Quandomai mi ricapita una occasione del genere...
domenica 13 marzo 2011
Sproloqui - l'amore di mio figlio
giovedì 10 marzo 2011
SAL spazzatura e... filet!
... a sfondo bianco (etamine di cotone 16ct), con ricamo in due toni di blu. Avanzo di pizzo, ritagli di nastro di raso et voilà. E che bella figura che fa assieme a suo fratello!
Ma se ci ho messo tanto per confezionare un sacchettino così piccolo c'è un bel perchè... Chi mi conosce sa che non mi rassegno a fare solo e sempre quello che so fare, mi piace imparare cose nuove. Nel ripulire casa mi sono venute in mano alcune riviste di uncinetto, e da una copertina mi ha fatto l'occhiolino una splendida tenda a filet. Filet? E perchè non provare? Un gomitolo di cotone bianco lo avevo, gli uncinetti anche e ho detto toh, intanto provo con un motivo piccolo e facile, e se mi viene bene...
(e mi pare che si, come primo esperimento non è proprio malaccio, anche se a chi ha occhio fino non sarà sicuramente sfuggito un errore), posso ufficialmente dare il via a una nuova passione. Perchè realizzarlo mi ha divertito e rilassato, e se un oggetto ha questi due superpoteri su di me è fatta, mi ha conquistata. :-)
Penultimo gettone
Oggi ho fatto la penultima infusione. E' stata una mattinata particolarmente lunga: tanta gente ad aspettare, sono arrivata a casa all'una. Per fortuna avevo messo in borsa un pacchettino di crackers da sgranocchiare verso mezzogiorno.
E anche oggi sono tornata a casa con un bel bottino: ho vinto una ecografia al cuore (un'altra), una eco mammaria da fare entro tre settimane e un blister di diuretici in omaggio, il primo dei quali l'ho ingoiato prima che mi infilassero l'ago (me lo ha ordinato l'oncologo neh, non faccio queste cose di testa mia) e ha fatto effetto nel giro di mezz'ora (con le ovvie conseguenze...
). Ho una bella dose di ritenzione idrica, l'oncolaus la attribuisce alla terapia ormonale, che però non si può nè sospendere nè alleggerire. Sono così gonfia che pensava che assumessi del cortisone anche a casa oltre a quello che mi danno in flebo in reparto assieme a Hercy. Quindi aggiungiamo alla lista dei farmaci da ingoiare anche il diuretico, che tanto ormai, uno più uno meno...
Domani andiamo a prendere l'esito della TAC che la mamma ha fatto lunedì, e mercoledì prossimo la porto a visita oncologica: spero la operino presto. E spero che la TAC sia buona, non abbiamo bisogno di altre sorprese, se non sono belle.
Approfitto del giro in ospedale per portare in pediatria due borse di giochi che il Power non usa più da anni: per me è l'occasione per fare spazio di cose che non andrebbero usate mai più in casa, e forse anche un modo per mettere definitivamente una pietra sopra a una certa faccenda. Sono contenta che li accettino, la settimana scorsa (quando abbiamo portato il Power in gita al pronto soccorso) ho chiesto alla caposala della pediatria se li volessero e ha sfoderato un sorriso a settantadue denti: il reparto vive di queste cose, ha detto, perciò tutto quello che non è peluche (perchè lavano i giochi spesso, ovviamente) è bene accetto. Due piccioni con una fava, insomma.
A proposito, il Power sta bene e oggi è tornato a scuola.
Sono stanca. Molto.
martedì 8 marzo 2011
Ho fatto...
...Ma in queste settimane ho anche bricoMamigato, non si pensi che me ne stia con le zampe in zampa 
Ho fatto...

...Qualcosa di nuovo, il mio primo lavoro a filet, tutto bianco candido e che mi ha dato tanta soddisfazione.
Qualcosa di caldo, una sciarpa tutta scacchi in rilievo e frange per mio figlio, con avanzi di lana che avevo.
Qualcosa di bello e profumato, il sacchetto "crocette e lavanda 2010" (il SAL spazzatura, per capirci). Quest'anno ho scelto etamine di cotone bianca 16ct, un angelo bicolore blu, un ritaglio di pizzo e due avanzi di nastro di raso. Da affiancare a quello tutto biancoazzurro e sangallo del 2009 sul mio tavolino da toilette.
Qualcosa di tenero: un lenzuolino per un bimbo nato tre giorni fa a una cara amica.
E qualcosa di brillante: un bel trucco nuovo, grigio e verde, che mi piace moltissimo.
Adesso sto lavorando a un centrotavola pasquale tutto giallo come il sole, che mi mette allegria solo a guardare il colore del gomitolo di cotone che si dipana man mano. Sperando di finirlo per tempo.
Perchè ognuno ha i suoi modi per alleggerirsi l'anima.
Il vaso-bis!
E Jack fece fuori un secondo vaso in meno di una settimana.
Stavolta però non ci sono state tragedie, il vaso non mi piaceva nemmeno, non era legato a ricordi particolari e stonava con il resto dell'arredamento (penso tipo la bomboniera kitsch di Mia...
).Mi sono ricordata di un'amica alla quale un gattino, e solo quello, distrusse tutta una collezione di cristalli svarowski che l'altra sua gatta ha sempre evitato con cura. Probabilmente ci sono gatti e gatti, e in questo senso evidentemente finora a me è sempre andata bene, ma di botta di fondoschiena trattasi a questo punto.
Sono giunta a tre conclusioni.
Prima: devo rivedere la posizione dei soprammobili di casa e riadattarla, visto che il gatto non si può cambiare nè sfrattare.
Seconda: fare un giro alla SME a Porto quanto prima per rimpiazzare i vasi almeno con qualcosa di poco valore, perchè sono senza vasi, e perchè almeno se prendono la via della raccolta differenziata non piangerò per il coccio perduto. In alternativa, mandare un fax al parentado per il prossimo anniversario di matrimonio, che sarà tra tre mesi.
Ah, eventualmente c'è anche il Lidl, basta aspettare la settimana giusta e con pochi neuri ci si fa una porca figura.
Terza: lasciare alla Jack-portata qualcosa di cui voglio sbarazzarmi (il portatorta girevole della suocera? Il servizio di tazzine bianche con filo finto-oro sempre della suocera? Sono inguardabili). Perchè a questo punto tanto vale fare di necessità virtù...
venerdì 4 marzo 2011
Il vaso
Quando parlo con mia madre di affezione verso gli oggetti mi prende sempre un po' in giro. Io invidio con tutta me stessa chi riesce, come lei, a sentirsi completamente distaccata da qualsiasi oggetto la circondi, anche il ricordo più caro, disposta a liberarsene senza nessunissimo rimpianto se se ne presentasse la necessità. Per lei questa cosa riguarda gli oggetti come la casa, non ha mai dato segno di grossissima nostalgia quando ha dovuto cambiare abitazione di volta in volta (e in sessantadue anni ha cambiato casa millecinquecento volte).
Io invidio chi come lei riesce a vivere in questo modo l'attaccamento verso le cose. Non che sia avida, non mi ritengo tale, ma ci sono alcuni oggetti a cui tengo in maniera decisamente forte, da cui staccarmi mi costerebbe moltissimo, e per la cui scomparsa potrei versare perfino una discreta dose di lacrime. Quelle cose per cui dici "toccatemi tutto ma non quello", ecco. Si, ho questa debolezza, non posso farci nulla, e se per così poco mi si può dare della materialista ebbene, me lo si dia.
Gli oggetti a cui sono attaccata sono davvero pochi, anzi, credo che si possano contare sulle dita di una mano.
C'è la mia fede matrimoniale, che non porto più da quasi un anno perchè i farmaci e l'artrite mi hanno gonfiato le mani quel tanto che basta per non riuscire più ad infilarla al dito, ma la porto spesso appesa a una catenina, in attesa di trovare un momento per andare a farla allargare.
Ci sono i miei diari. Che sono numerosi, presenti durante tutta la mia esistenza da quando avevo quattordici anni fino ad ora, e che spero che mio figlio un domani che non ci sarò più non decida di buttare. Attraverso di essi, in un pensiero romantico, spero che se ne avrà voglia possa sapere chi era intimamente sua madre.
C'è il fiocco-nascita che ho confezionato per mio figlio quando è nato, che è stato esposto fuori dalla stanza d'ospedale quando ho partorito e in seguito ha adornato l'ingresso di casa per quaranta giorni.
E c'era questo. Fino a stamattina. Il vaso indicato dalla freccia rossa, sotto al gatto.

Era un Venini. La foto è stata scattata stando in piedi su una sedia per cui non si vede, ma il ripiano in questione sta a poco più di due metri di altezza.
Al di là del suo valore economico, era l'oggetto più bello che avevo in casa. Era un regalo che mia madre ci ha fatto in occasione delle nostre nozze, il colore l'ho scelto io e lo adoravo. E' sopravvissuto a quattro gatti: Gioia, Heidi, Amy e Max.
Ma Jack è Jack. E quando si muove, soprattutto nelle ultime settimane, fa solo disastri. Non è dispettoso, solo che Jack obbedisce a un unico padrone: il suo stomaco. In un anno o quasi di permanenza nella nostra famiglia non sono riuscita a insegnargli un benemerito nulla, quando Jack sente lo stimolo della fame non vede e non sente più niente, parte in quarta come un treno e chi sta sulla sua traiettoria viene ingoiato dalla sua fretta. Jack è goffo, ma ha il carattere dei cuccioloni, che credono di poter sempre giocare con tutto e tutti senza rendersi conto che una zampata di un gatto di cinque chili non fa lo stesso effetto su Amy come su uno di noi umani. E che un gatto della sua stazza che si gira stando steso sui libri come nella foto non è una piuma che si alza e svolazza innocua nell'aria.
Insomma, il mio bel vaso è andato in mille pezzi, volando giù dal mobile con il sottofondo musicale del mio urlo stratosferico: NOOOOOOOOOOOOOOO!!! Quando l'ho detto a mia madre si è fatta una risata. E a me ha fatto male: si, era solo un vaso, ma era QUEL vaso, e maledetto quel giorno in cui ho deciso che anzichè in camera da letto era più bello tenerlo in soggiorno, così da poterne godere la bellezza.
Quanto a Jack, per quanto possa amare i miei gatti, oggi l'ho lasciato fuori casa tutto il giorno per non trovarmelo davanti
, e nonostante avesse capito benissimo di averla combinata grossa (è solo da raccontare la quantità di moine che mi ha riservato tutto i tempo stando fuori dalla finestra) credo di averlo odiato dal più profondo del mio stomaco.
giovedì 3 marzo 2011
Non ci facciamo mancare niente
Oggi abbiamo scoperto che esiste una patologia chiamata "coxalgia benigna". Colpisce i bambini tra i due e i dieci anni, è transitoria (dura quattro-cinque giorni) ed è molto dolorosa.
Come lo abbiamo scoperto?
Niente, il Power ci ha costretto a fare una gitarella al pronto soccorso dopo che da ieri pomeriggio soffre di dolori assurdi a una gamba e all'anca tanto da non riuscire nemmeno a camminare, dopo averci fatto fare una notte in bianco, e dopo essersi fatto vedere dal suo amico dottor Gigi il quale ci ha capito poco e ci ha spedito dritti dritti in quel di Latisana, giusto per cambiare. Un posto nuovo da vedere insomma (ormai l'auto ci va da sola, inserisco il pilota automatico e faccio l'uncinetto lungo la strada, tra un po'...
). .Da bravo maschietto sono urla e strepiti anche solo se gli si guarda la gamba, ma da maschietto furbo qual'è ci marcia anche un pochetto tanto, il moribondo
. Tant'è abbiamo escogitato un sistema divertente per andare in bagno: dal divano sale sullo skateboard e si fa trainare. Che insomma, fatto così si trova anche il lato divertente della cosa, e tutto sommato non è poi sta gran disgrazia non poter camminare per un paio di giorni (ma tanto so già che col fisico che ha e la scarsa conoscenza di termini come "fermo" e sinonimi, domani è già in piè).Dato che comunque la pediatressa (che abbiamo raggiunto in sedia a rotelle eh, perchè ci sono sempre esperienze nuove e divertenti da fare) ha ordinato RIPOSO TASSATIVO, e dato che comunque i primi tre giorni della prossima settimana la scuola sarà chiusa per festività, ci aspettano sette luuuuuuuunghissimi giorni domestici.
Pensatemi.