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mercoledì 7 agosto 2013

Gatteria - E poi arriva lei

Me li tiro proprio dietro. Non c'è niente da fare. Devo avere una calamita invisibile tra lo sterno e l'ombelico, non ho altra spiegazione.

Non più di un mese fa è volata sul Ponte dell'Arcobaleno Orcolate. Era una gatta di tutti e di nessuno, non si sa da dove sia arrivata; si era adottata l'ntero vialetto da tanti anni, quanti non se lo ricorda ormai più nessuno. Aveva la coda spezzata (non si sa perchè), partoriva almeno tre volte l'anno, abbandonando sistematicamente i cuccioli (nessuno sa dove) per rimanere incinta un nanosecondo dopo. Mangiava a casa nostra, poi dalla vicina, in seguito dalla vicina successiva, via via così per tutte e sei le case del vialetto. E trovava la "sistemazione" così comoda da non limitarsi ad approfittarne solo per il cibo e per la tranquillità del luogo, ma al punto da usare come toilette i... tombini: non ha mai, MAI sporcato il vialetto; semplicemente quando era ora di espletare le sue funzioni fisiologiche si appostava sopra ad una delle griglie ed agiva, senza doversi accollare l'onere tipicamente felino di nascondere quanto deposto. Pheego, no? Avessero imparato da lei anche i miei gatti e quelli dei vicini, sai quanta lettiera risparmiata? Tutti i nostri gatti si erano ormai abituati a lei, tanto da non farci nemmeno più caso. Aveva un carattere un po' particolare, era estrosa, accettava la prima carezza con una fusata ma ti restituiva la seconda con le unghie. Le volevamo bene, non entrava in casa se non per rubare il mangiare quando quello che le lasciavamo fuori finiva, ma le eravamo affezionati. Tutti quanti, nel vialetto.
Ma era vecchia. Ha trascorso l'ultimo lunghissimo inverno nella nostra legnaia, ha partorito per l'ultima volta un mesetto fa, per lasciarsi morire all'ingresso del vialetto il giorno dopo.  E dopo un primo ed unico lieve pianto, ho dichiarato in famiglia che non avrei più lasciato che altri gatti da fuori si accasassero nei dintorni di casa, non avrei più lasciato fuori cibo per randagi. E' successo tante volte in questi anni, mi sono mossa a pietà per poi soffrirci quando il miciozzo in questione moriva: sono passati di qui il Picio e la Picia (entrambi già vecchi e addirittura senza denti), il Nero (che ho raccolto morente una sera nevosa di dicembre di qualche anno fa, e gli ho lasciato trascorrere le sue ultime ore nel riparo del nostro capanno degli attrezzi), il Tommy, il Bigio, Sally (l'unica figlia di Orcolate che non ha abbandonato alla nascita, morta tirata sotto da un'auto), Sbighessi (la siamese che ha una storia incredibile) e diversi suoi cuccioli. E ho deciso che basta. Mai più gatti al di fuori di quelli che mi cerco, al diavolo. Mia madre mi ha sempre detto "se non gli dai da mangiare non arrivano, se gliene dai ad uno si sparge la voce e arriva il branco". Così ho chiuso i rubinetti. Stop. Non sono una gattara, IO.

Ma il destino, o il caso, la spheega, chiamatela come volete, hanno evidentemente idee diverse. E poco ci si può fare.

Stamattina ho preso la bici e sono uscita di casa di corsa, dopo una litigata catastrofica in famiglia. Dovevo sbollire, la bici è il mio sbollitore naturale, e sono partita con la seria intenzione di macinare chilometri.
Ho fatto neanche duecento metri e mi ha attraversato la strada questa.


No, ma avete una minima se pur pallida lontanissima vaga idea di cosa provoca in me un incontro di questo genere così, di punto in bianco? Non credo. O si, probabilmente qualcuno si. Qualcuno sa come in un nanosecondo il mondo si può paralizzare di brutto come se avessi toccato il fuso avvelenato de "La Bella Addormentata": può esserci in quel momento una tromba d'aria in arrivo a trenta metri di distanza, può cadere la casa di fronte, può perfino partorire Kate un gemello a distanza di tre settimane da Prince George, ma mi ha attraversato la strada un microfelino, oltretutto nero, fine della storia. 
Oddio, mica tanto "fine".

Mi fermo, scendo, mi guarda e mi corre incontro piangendo. La tocco, mi si spalma sulla mano e inizia a fare le fusa come un martello pneumatico. Mi si avvicinano due bambine in bicicletta, mi spiegano che è un po' che gira da quelle parti assieme a madre e un fratellino, ma che entrambi sono spariti da ieri. Chiediamo un po' in giro se qualcuno sa di chi possa essere, ma nessuno lo sa.
Ho immaginato che la prima auto che fosse passata di là l'avrebbe sicuramente tirata sotto (e purtroppo, nonostante le nostre siano vie di paese, succede spesso), ho pensato che è grande a sufficienza per essere stata allontanata volontariamente dalla madre, ho fatto appello alla mia consapevolezza di essere già l'umana di quattro, QUATTRO gatti ormai adulti, ma lei mi guardava... e fusava... e l'ho avvicinata al viso e ha iniziato a leccarmi la guancia... e daiiiiiii!!!  E poi è nera nera, ha una macchia bianca sur panza ma il resto è nera nera, e i gatti neri sono un qualcosa... qualcosa... E io dovevo sbollire, dovevo pedalare, dovevo, dovevo... Ma come si fa!!!

L'ho messa nel cestino e portata a casa. E il cestino le deve piacere, perchè ha percorso quei centocinquanta metri da lì a casa mia facendosi la toilette beata. Non spaurita, non incuriosita, beata. Come fosse la cosa più naturale del mondo. E' entrata in casa, ha spazzolato una ciotola di crocchi, ha iniziato ad esplorare.
Il Gatto Alfa si è sciolto, il Power se la sta spupazzando, io... io... sto preparando gli annunci "cerco casa" da lasciare domani nelle bacheche dei vari supermercati. Anzi, no, sto sbloggando questa cosa come fosse la priorità assoluta da dare alla vicenda.

Non posso tenerla. Non tanto per l'impegno, perchè tienine quattro o tienine cinque non fa alcuna differenza. Il costo è relativo, anche se non trascurabile. Ma ho già quattro gatti adulti, e chi ha un minimo di esperienza di inserimenti sa di cosa parlo, per quanto finora possa vantarmi di essere riuscita a farli con successo (soprattutto gli ultimi) è sempre un punto di domanda. Finchè è estate e sono fuori il novantanove per cento del tempo va anche bene, ma poi? Casa mia non è una villa. Quattro sono già tanti. E per quanto se ci penso ormai non potrei fare a meno di nessuno di loro, ogni tanto ammetto che mi snerva dover continuamente litigare per avere l'uso di una sedia, di una poltrona, di un pezzo di letto, o anche solo per poter scendere le scale senza dover aspettare il comodo del gatto di turno che se ne sta beato sul gradino di mezzo con l'aria di non avere nessun valido motivo per alzare le proprie terga da lì. "Fatti spuntare le ali ed usale, se ti concentri ce la fai, te lo assicuro", sembra dire. Alla maniera dei gatti, si intende.

E niente, facciamo appello a tutta la razionalità possibile e facciamo quello che è giusto.
Il problema è "giusto per chi". Perchè si sa, noi stupidi umani comandiamo fino ad un certo punto...







9 commenti:

roberta ha detto...

Che nome le avete dato? ;)
Roberta

Isabella ha detto...

Ma è veramente stupenda...l'avrei portata subito a casa anch'io...speriamo tu riesca a trovarle presto una casina accogliente! Buona fortuna!

Mamiga ha detto...

Pulce,l'ho chiamata Pulce. MA ROBERTA che cappero mi fai dire??? O.o

Anonimo ha detto...

hai sempre un grande cuore.
brunamonza

roberta ha detto...

Tana per Sara :)
Roberta

Anonimo ha detto...

Ah, beh se gli hai già dato il nome, vuol dire che il tuo inconscio lo vuole tenere... è successo anche a me con l'ultimo trovatello... e poi ha una musa, troppo bello! :D
Patrizia VR

Anonimo ha detto...

E' troppo bella, e poi è nera e si sa benissimo che i mici neri o si amano alla grande o si odiano perciò ... buona fortuna Pulce.
Ros Fas
ps - sei grande Sara

Anonimo ha detto...

ciao Sara,
sono tentata, è bellissima, ma so già che la mia canetta le farebbe la guerra. Vorrei segnalarti però (anche se forse per te un po' distante) che al centro commerciale AlpeAdria di Cassacco c'è un negozio per animali che ogni sabato consente di portare micini, che possono restare lì per la giornata; la gente lo sa e se alla sera c'è qualcuno che la vorrebbe, ti mettono in contatto e se ti convince, cedi il micino. Altrimenti lo riporti a casa.. Questo solo "pro bono", mi hanno detto l'anno scorso, quando mi è entrato in giardino un gattino che faceva di tutto per accasarsi, ma appunto era bloccato dal cane,che l'anno prima avevano accasato oltre duecento gattini! Certo che agosto non è il mese migliore.
Auguri e coraggio,
Paola

Puffola Pigmea ha detto...

Ma vaaaaaa, ma certo che la puoi tenere!!! Ci mancherebbe! Tienilaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!