background verde

martedì 23 dicembre 2014

Anno-links - Una breve, pigra riflessione

In questi giorni sui social network girano, tra gli altri, i soliti link riguardo alla fine dell'anno: "Che finisca presto questo anno di ***", "Questo 2014 ha ancora nove giorni di tempo per dimostrami che non ce l'ha con me", "Caro Babbo Natale, portati via questo 2014, e magari il prossimo anno portami qualcosa di meglio (che ci vuol poco)", potrei andare avanti ad oltranza.
Sinceramente?
A me non fanno sorridere.
Non mi fanno nemmeno pensare "toh guarda questo/a mio/a contatto/a quante ne deve aver passate".
Non mi spingono a compassione.
Non mi scoccia nemmeno trovarmeli davanti (che tanto sono ogni anno sempre uguali, sui social poi quello che non mi piace leggere lo salto a piè pari senza batter ciglio).

Quest'anno mi è caduto l'occhio su un aspetto singolare di questo fenomeno del "condividi il pessimismo, che tutti sappiano che non te la sei passata bene".
A parte il fatto che sono sempre le stesse persone, ogni anno, che lanciano questo messaggio (la lamentela va di moda).

Però.
Ho notato una cosa.
Sarò strana, avrò visto male, non so.

Le uniche persone che frequentano quotidianamente i social (e che quindi leggo spessissimo, o ci chiacchiero via messenger con una certa frequenza) che ho tra i miei contatti, e che non hanno finora lasciato un messaggio del genere in bacheca, sono quelle che in questo anno che sta terminando hanno affrontato o stanno affrontando malattie gravissime in prima persona o comunque in famiglia stretta, che hanno vissuto un lutto pesantissimo, che hanno affrontato una separazione o un divorzio. E sono tante. Anche amiche-amiche, e parentela, non solo conoscenti. Per qualcuna ho anche pianto, immaginandone la grande sofferenza, non potendo far nulla per essere in qualche modo di supporto.

Da queste persone, frasi sarcastiche riguardo all'anno trascorso... niente.

Ecco, a me questa cosa sta facendo davvero pensare.
Mi fa pensare che forse, quando il periodo nero è davvero Nero con la N maiuscola, o Intenso con la I maiuscola, ti fa dimenticare in quale giorno dell'anno ti trovi a viverlo. Finchè non passa la bufera.
E il più delle volte è più facile lamentarsi in pubblico di cose che hanno meno peso di quelle veramente serie (e ci sta eh, per carità... io giorni fa mi sono lamentata della rottura della lavatrice... una cavolata, ci si sfoga anche per queste scemenze per sbottare e trovare l'amica che ti ci prende anche in giro per tirarti su, si chiacchiera), che sono davvero, davvero poche. E a queste "poche", quando le si vive, non si ha la stupidità di attribuirne la paternità all'anno in corso, illudendosi che sia solo il cambio di un numero sul calendario a fare la differenza. In certe situazioni non lo si nota nemmeno. E di conseguenza non gli si fa nemmeno pubblicità.
Con le dovute eccezioni, si capisce.

4 commenti:

genitorialmente Manu e Flavia ha detto...

Ciao,
Mi è molto piaciuta questa tua riflessione, che condivido pienamente, così ti ho nominata Top of the Post sul nostro blog:
http://www.genitorialmente.com/2014/12/top-of-post-29-dicembre.html

Ciao
Flavia

pinkg ha detto...

Ciao Mamigà! Vengo a conoscerti grazie al top of the post di Manu e Flavia! Sai che ho nottato anche io questo "tormentone di fine anno in rete"! Mi trovo a condividere (come non potrei) le tue considerazioni a riguardo e ci aggiungo una mia impressione...
Di motivi per lamentarci ovvio ne abbiamo tutti ma sembra che molti in rete seguano la triste tendenza dei media degli ultimi anni di esaltare le brutte notizie. E' facile lamentarsi...tremendamente facile!
Un saluto <3

Mamiga ha detto...

Grazie Flavia, è una piacevole sorpresa!

Pinkg, benvenuta. E condivido la tua opinione, si esalta il "brutto" perchè è più facile, e fa tendenza. Per quale motivo non l'ho capito, ma è così.

Ornella ha detto...

Condivido la tua riflessione. ho vissuto un anno tremendo. Ho scoperto una malattia genetica di mio figlio ed ho perso improvvisamente mia madre. Ma sto vivendo questo dolore atroce, che non mi lascia neanche un secondo, in modo silenzioso, intimo. Lamentarmi in pubblico, con post a volte ridicoli mi sembrerebbe una mancanza di rispetto. Un abbraccio affettuoso.