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giovedì 18 dicembre 2014

L'altra faccenda: altro giro, altra tegola.

Sto facendo i controlli oncologici e reumatologici, e man mano ritiro gli esiti.
Sono arrivata quasi al termine. Finora quelli oncologici sono negativi, eccezion fatta per la prescrizione di proseguire il betabloccante per almeno un altro anno, ma se basta la minima dose per farmi stare bene, ben venga. Mancano i markers, ma rimando a dopo le feste, a ridosso della visita. Farli prima ha poco senso.

E' la risonanza magnetica che è andata male. Cioè, bene perchè finalmente il dolore al rachide e a metà testa aumentato in maniera esponenziale negli ultimi mesi in intensità e frequenza, i formicolii al braccio e le fitte quotidiane e numerosissime alle costole sinistre hanno un nome. Male perchè è una seconda ernia discale, stavolta in D3-D4, sotto a quella che c'è già dal 2009 in C5-C6.

Figo. Proprio figo.
Due dischi lombosacrali non ci sono più, erniati ed escissi, e sostengo quel tratto di schiena col busto e adottando le precauzioni indicatemi dalla "neurochirurghessa" che ci ha messo mani e bisturi due anni e mezzo fa.
Due dischi, uno cervicale e uno dorsale, sono erniati.
Totale, quattro.
Poi facciamo basta, però. Eh?
Che quando mio marito mi chiede "ma sono dolori da artrite o dolori da ernia?" non so nemmeno più cosa rispondere, perchè ci sono giorni in cui è solo un grandissimo casino e basta.
E facciamo che mandiamo per direttissima a Fanchiurlo le facce toste che mi vengono ogni volta a rimarcare che "ho passato di peggio, questo cosa vuoi che sia".  Ma piantatela, fatemi un favore. Che è ora di finirla: se hai avuto un tumore c'è sempre il demente di turno che ti ricorda che non hai più il diritto legale nemmeno di starnutire dicendo "oppoccavacca che bvutto vaffveddove" come chiunque altro. Mi è giusto capitato stasera. Ne ho letteralmente piene le scatole. Giuro.

I pensieri che mi passano per la testa stasera sono tanti. Il primo fra tutti è quel punto di domanda che è il futuro. La malattia fa il suo lavoro, dopotutto. E io, che pensavo lo facesse molto più lentamente, ho un po' di paura. E ho paura di tornare di nuovo in sala operatoria, non voglio.
Il sentimento, invece, uno solo: la rabbia. Rabbia verso il mio corpo che non mi dà tregua. E io vorrei con tutto il cuore amarlo per come è, ma stasera mi fa solo rabbia.

Domani mi passa, eh. Sicuro che domani mi passa. Alla fine non è nient'altro che un' altra ernia. Devo solo sbollire, e mi prendo il diritto e le ore per farlo.

1 commento:

Isabella ha detto...

Cara Sara, posso solo immaginare cosa tu possa provare...mi spiace tanto...ti penso e spero vivamente tu possa trovare sollievo presto e che la tua malattia ti dia un pò di tregua. Ti ammiro perchè, nonostante qualche lamento, mi sembri una donna forte e con tutti gli attributi! Tifo per te e spero tanto che la tua famiglia ti supporti sempre!