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martedì 13 gennaio 2015

Ma la morosa... Discorsi nuovi.

Ieri sera, ore sette e quarantacinque circa, in auto, la sottoscritta al volante, volume dell' autoradio al minimo, lungo la strada secondaria che collega Riviland al paese vicino facendo il giro del globo (totale minuti di percorrenza: circa dieci, per una distanza che in linea d'aria non è più di due chilometri) dato che la strada principale è chiusa per lavori da mesi e mesi. Siamo di ritorno dalla festa di compleanno del Gi. Gli angoli della bocca del mio passeggero sono ancora sporchi del cioccolato della torta.
 
-Mamma, sono preoccupato seriamente.
-Seriamente?
-Si, seriamente. Non ho ancora la morosa.
-Ah. E perchè sei preoccupato? Hai solo undici anni, mica ottanta.
-Si, lo so, ma i miei compagni di scuola hanno tutti la... la chiamano "compagna". A parte il fatto che siamo in dodici maschi e solo sette femmine, perciò qualche maschio rimane comunque fuori, ma non voglio essere io a rimanere fuori. 
-Ma scusa, le femmine non ti facevano schifo?
-Ma mammaaaaaaaa! Sono discorsi vecchi! Non più!
-Quindi adesso le femmine non sono più così brutte, stupide e strane?
-Dai mamma, sono cose che dicevo quando ero piccolo (la settimana scorsa, nota bene).
-Hm. E immagino che cercare una "compagna" (visto che la cosa è così importante) in un'altra classe è fuori discussione. E Bimbabionda, poi? Sono sette anni che fate come scarpa e calzino...
-Mamma, quelle della sezione A sono tutte racchie, e quelle più piccole non so chi guardare, primo perchè di sicuro se mi metto con una più piccola mi prendono in giro, secondo perchè c'è una bambina di quarta che mi piace un po' ma non ci vediamo mai a ricreazione, perchè le maestre ci tengono divisi per classi. Dicono che così diventano meno matte a riacchiapparci quando facciamo rissa. E Bimbabionda per me è solo una carissima amica e niente di più, perciò non voglio pensare di chiederlo a lei. Ci sarebbe anche Bimbamora, ma non ci parliamo da un po', la sua mamma non vuole che giochi coi maschi, dice che è per la sua religione. E' un bel problema.
-More, dobbiamo fare un discorsetto io e te, prendiamoci un po' di tempo e parliamo un po' di sta cosa del "perchè ci si mette insieme". 

E il discorso lo abbiamo fatto. Siamo andati avanti una buona mezz'ora, ed è appena l'inizio. L'inizio di una gran confusione mentale ed emotiva, mi sa.
Ho un figlio grande e grosso, tatone, appassionato di libri di storia e di costruzioni col lego, di videogiochi e di romanzi fantasy, di cartoni animati e di partite a briscola, ma in certi momenti mi sembra di assistere alla metamorfosi di un bruco che inizia a crearsi il bozzolo per prepararsi ad un imminente cambiamento.

E' proprio tempo di parlare di cose nuove.




5 commenti:

Patrizia Gabibba ha detto...

che fatica diventare grandi:-), fortuna che ha una super mamma:-)

Anonimo ha detto...

Sicura che non legga il tuo blog?

quella di Lucy

Mamiga ha detto...

Huh??? Non mettermi questo tarlo, ti prego! :/

Maria Elena Garavini ha detto...

no, davvero le chiamano "compagne"??? ma sono avanti sti ... uomini di quinta elementare!!

Mamiga ha detto...

Si cara, "compagne". Ha sconvolto anche me questa cosa :D