background verde

sabato 27 gennaio 2007

Voglio una botta di c...

Che ieri mattina abbiamo portato la Titti dal meccanico e ci ha sparato un preventivo di 300 euro per riparare le ruote davanti ho tralasciato di dirlo, mi sembrava patetico. Ma se annoto che stamattina (NOTA BENE è sabato, e sono i primi ed unici giorni di gelo di quest'inverno) la caldaia si è rotta e siamo in tre umani più due felini al freddo più completo... e solo il cielo sa se l'idraulico riesce a fare una scappata prima di sera la cosa è decisamente ridicola.


Voglio una botta di c...


Voglio una botta di c...


Voglio una botta di c...


Voglio una botta di c...


Voglio una botta di c...


Voglio una botta di c...


Voglio una botta di c...


venerdì 26 gennaio 2007

Non ho un gatto normale-parte terza senza foto

Mi rode di averla sorpresa dal terrazzo al piano di sopra, tempo per scendere a prendere la macchina fotografica non ce n'era.


Ho sorpreso Heidi giocare beatamente col cagnolotto di una vicina di casa.


Mi chiedo ogni giorno da dove possa essere arrivata questa bestia strana...


Mamigà

giovedì 25 gennaio 2007

Abbiamo trascorso una settimana da incubo. Prima si è ammalato Trippa, lunedì Papigà e Mamigà erano KO (ma sul serio, nel senso che stavamo per dare nostro figlio in adozione ai nonni perchè non riuscivamo a prendercene cura... troppo impegnati a vomitare e rantolare) e martedì ovviamente si è ammalata la nonna. Marcoledì infine mia cognata e mia nipote, che hanno trascorso con Trippa un'ora, e il povero Marcuti-uti che è stato dieci minuti con lui giusto il tempo di portarlo da casa dei nonni a casa nostra in auto. Un macello. Come inizio d'anno non c'è male.


Insomma, ieri mattina tutto è rientrato nella norma, pasti a parte (siamo ancora a livello di riso-patate-tè-pane e similari, ma contiamo di tornare dal Mac Donald's entro tre o quattro giorni), e nostro figlio (allelujah) è tornato all'asilo. E a dire il vero pensavo andasse peggio di come è andata. Nel senso che ieri e oggi, a detta della maestra, ha tirato quattro ulra dopo essere stato lasciato lì, e poi si è lasciato distrarre dai giochi. Bene. Da domani proviamo a prolungare di un'ora. Se procede così la settimana prossima, magari verso la fine, chissà che non ci scappi anche il primo pranzo alla scuola materna.


Io per ora me la godo. Nel senso che ho tutta la mattina per svolgere il lavori di casa senza zavorra, senza dover interrompere ogni trenta secondi, ho ricominciato a cucinare come piaceva a me (non tenete conto di questa settimana), a fare spesa tranquillamente.. Insomma mi sembra fin troppo bello per essere vero. Il difficile viene nel pomeriggio, perchè con questo tempaccio ci si annoia. Trippa è troppo stanco per essere portato in un qualsiasi centro commerciale a giocare nel kinderheim, di stare con i nonni è stufo, i soliti gochi lo annoiano. A primavera se vuole il cielo torneremo a scorrazzare in giardino o fuori nel vialetto con gli altri bambini e tutto sarà più  facile.


Ma certe cose è meglio non urlarle.


Mamigà

mercoledì 24 gennaio 2007

Per qualche giorno sono senza computer (sto scrivendo da una postazione fittizia).


Girina grazie per la nomination (adoro i teeeeeeeeest!!!), appena avrò tutto in regola prometto di mettermici!


Mamigà

lunedì 22 gennaio 2007

W.I.P.

Mi sa che finisco di ricamare la primavera ben prima del 21 marzo... Ecco l'avanzamento dei lavori al sampler di jj


jjsamp

domenica 21 gennaio 2007

Stateci lontani

Per non perdere il filo... Da giovedì Papigà si è gentilmente preso il mio raffreddore per farlo teneramente suo, e...


tremate gente, suonate le campane (a lutto o a festa scegliete liberamente): stanotte l'ho passata in bianco a raccogliere Trippa e relativo vomito, mentre Papigà è andato a fare il turno di notte al lavoro.


Meno male che oggi c'è la nonna. Semprechè anche lei non abbia intenzione di prendersi la sua parte di infezioni.


sabato 20 gennaio 2007

TROVATO!!!

Grazie


Adrenalina!


Ho cercato con Google una immagine dei Little Einstein, la mostro a Trippa e lui allarga un sorrisone ed esclama: EEEEEECCO BATTIBATTI, QUELLO MI PIACE!!!


Una intera settimana di scatole quadrate  a me e suo padre, per poi arrivare finalmente a capire che Battibatti altro non è che un cartone animato che va in onda su raidue alle sette/sette e mezza del mattino, cosa a cui non ho mai fatto caso perchè a quell'ora gli accendo la tv solo per preparare le nostre colazioni in pace (e sono tre diverse, badate bene). A me basta essere sicura che siano cartoni animati senza sangue o violenze varie, che poi si chiamino Little Einstein o Caciocavallo per me è la stessa cosa.


Adrenalina, avanzi un uovo per Pasqua!!!


Mamigà

venerdì 19 gennaio 2007

Cercasi Battibatti disperatamente

E' in televisione, molto probabilmente su CD, parla di qualcuno che si mette le cinture di sicurezza e parte. Ha qualcosa a che fare con gli scoiattolini che cercano il loro tronco di albero. Ma nessuno sa cos'è e dove si trova.


Non è un indovinello, ma una specie di caccia al tesoro a cui Trippa ci sta sottoponendo da lunedì, con una insistenza esasperante. Vuole vedere Battibatti! A tutti i costi lo dobbiamo cercare, secondo lui. E giuro le abbiamo provate tutte: visto tutti (tutti!) i suoi CD dall'inizio alla fine, sfogliato tutti i suoi libri, mobilitato la nonna perchè cercasse tra le sue videocassette ma niente, Battibatti non salta fuori. E il dramma è che non riusciamo nemmeno a capire cos'è! Trippa lo chiede mille volte al giorno, e quando gli si chiede cosa sia risponde esattamente quello che ho scritto nella mia prima frase qui sopra. Sta diventando un'ossessione.


Inizio perfino a sospettare che si tratti di una grandissima, infantile presa per il cosiddetto...

mercoledì 17 gennaio 2007

Non posso dare dei bastardi ai dirigenti dell'azienda perchè mi hanno sempre trattata bene. Ho lavorato più che volentieri, e lì mi hanno regalato una cosa che prima solo la gravidanza era riuscita a darmi: quindici chili in più, che dati a una che prima veniva considerata quasi anoressica sono solo sintomo di estremo benessere.
Perchè oggi era il mio ultimo giorno di lavoro.
Coraggio Mamigà, si ricomincia.

lunedì 15 gennaio 2007

SAL- gennaio finito!

Terminato! Ho finito dieci minuti fa il ricamo di gennaio del SAL di Maryse, eccolo.


SALjanvier

domenica 14 gennaio 2007

Sono di nuovo a letto con la febbre e un raffreddore da chilo.


Ma che è questo periodo? La festa dei produttori di tachipirina?


Mamigà

sabato 13 gennaio 2007

SAL

Nel gruppo Puntocroce se ne parla da giorni, ed ho deciso di aggregarmi anch'io... quest'anno mi do ai ricami programmati. Parlo del SAL di MARYSE che la nostra brava Meg ha provveduto a tradurre in italiano. E' il mio primo SAL, spero di arrivare fino alla fine! Ho deciso di utilizzare una aida 55 beige che avevo nell'armadio da un paio di anni, alla fine conto di realizzarci una borsa per la spesa con dei ritagli di jeans come l'altra che ho. Appena riesco posto la foto del ricamo di gennaio.

venerdì 12 gennaio 2007

Le ultime al telefono


-Buonasera signora, chiamo perchè siamo in consegna martedì prossimo...


-Ah guardi, questa settimana SALTO!


cangurocangurocangurocangurocanguro



-Signora a che ora desidera che le porti la spesa il collega?


-Moh, fino a che ora può girare?


trottolatrottolatrottolatrottolatrottola



-Signora, preferisce un pacco di piselli fini o finissimi?


-Mah, mi mandi quelli fini va là, che sono un po' più lunghi...

Oggi mi hanno chiamato alle 10.30 per andare a riprendermelo, perchè piangeva troppo. Entro in classe e lo trovo tutto avvilito, col muso lungo, che guarda quello che fa la maestra con il suo Tide (leggi orsacchiotto) abbracciato. In apparenza era tranquillo.


Ora, io non so se il pianto dia più fastidio alle maestre o a Trippa, fatto sta che dalla prossima settimana si cambia musica. Alla scuola materna si sta dalle nove alle undici cascassero le tegole dal tetto. E porca palettona stamattina l'ho anche rimproverato, perchè se sta tanto male all'asilo com'è che appena varchiamo la soglia tutto torna come niente fosse, nemmeno gli occhi rossi gli rimangono?


Mi sa che qui qualcuno ci sta marciando, ovvero sta facendo il furbo. Ma Mamigastronza non si è ancora rivelata in tutta la sua verve antipiattola. Tremate gente.


Mamigà

giovedì 11 gennaio 2007

Sproloquio grammaticale

Ore quindici e trenta. Arrivano voci dal piano di sotto.


Papigà: Trippa non toccare quella luce che serve alla mamma (riferendosi alla lampadina da libro che uso per ricamare).


Trippa: serve alla mamma per lucidare.


Luce-lucidare. Il ragionamento grammaticale non fa una piega.


Mamigà

Eh, mi pareva troppo bello se fosse stato vero... Non so se dire purtroppo o per fortuna, ma Trippa sta affrontando la scuola materna in un mare di lacrime. Purtroppo, perchè è una sofferenza anche per me lasciarlo in pianto la mattina. Per fortuna, perchè prima passa questo momento di crisi e prima si adatta alla nuova situazione. I bambini che si tengono tutto dentro sono più difficili da capire ed aiutare, almeno il mio non mi da il pensiero di "oddio cosa gli passa per la testa".


Il primo giorno sono andata a prenderlo alle undici come i seguenti, e la maestra mi ha detto che ha pianto da quando sono andata via da lì, tutto il tempo. E mi ha fatto anche innervosire, con tutti i suoi blablabla sul fatto che è contraria all'entrata dei bambini a gennaio. Ora, ognuno ha diritto alle sue opinioni, ma l'asilo non è come la scuola, non rompi nessun programma di matematica e se si parla di gruppetto già creato da settembre scombussolato da un nuovo arrivo ditemi voi se a uno di quei bambini "già inseriti" nascesse un fratellino più piccolo gli si chiede di rinviare l'entrata in famiglia al settembre successivo! E se la legge prevede questa possibilità e tu non sei d'accordo, cacchio, o cambi mestiere o ti adatti e ti tieni le tue opinioni per te.


Fatto sta che da ieri mio figlio è stato spostato nella classe dei grandi. All'inizio sono rimasta malissimo, poi pensandoci bene tutto sommato è la cosa migliore credo. I grandi sono più autonomi e la maestra ha più tempo per stargli dietro, e a settembre sarà la maestra che si troverà di nuovo perchè prenderà la classe dei piccoli che Trippa frequenterà. I grandi non piangono e Trippa è più spronato ad imitarli, giocano insieme in modo più collaborativo e spero che lui impari pian piano a fare altrettanto. E poi c'è un altro piccolissimo entrato in classe proprio ieri.


Insomma, ieri (martedì) ha pianto di meno, con un paio di scuse belle e buone la maestra è riuscita a farlo piangere un'ora anzichè due, e mi ha anche fatto un disegno (uno scarabocchio che identifica con mamma), oggi si è anche interessato a qualche gioco oltre che a guardare fuori dalla finestra per vedere se tornavo. Quando torno a prenderlo mi sommerge di coccole come non ha mai fatto da quando è nato. E sono passi positivi che mi riempiono di fiducia. E' difficile, difficilissimo, ma necessario affrontare questo distacco. Forse sarò egoista, ma in questi tre anni non ho mai rivendicato il possesso esclusivo di mio figlio, per principio ho voluto che si adattasse sempre a stare con altre persone (di famiglia) per fargli capire che mamma è importante ma non vitale, che anche con altre persone si può stare bene perchè comunque mamma torna. E io detesto in maniera mostruosa i bambini che anche da grandi vivono appesi alla mamma come appendici. No, detesto è una parola grossa, meglio dire che io con una creatura che non fa un passo senza di me potrei condividere il tempo necessario per insegnargli che può camminare da solo senza cadere, e se cade può rialzarsi. Non un minuto di più. Poi si può camminare tranquillamente su due corsie della stessa strada. Che volete farci, io sono fatta così.


Mamigà

mercoledì 10 gennaio 2007

W.I.P.

Evviva, ce l'ho fatta. Ho recuperato tutte le matassine e questo è il lavoro che ho fatto in due sere (non vedevo l'ora di iniziarlo, confesso che questo schema mi diverte).


jjsamp1

lunedì 8 gennaio 2007

Come spiazzare Mamigà- primo giorno di asilo

Ore 9.40 del mattino.
Ho portato Trippa all'asilo un'ora fa. Mi aspettavo scene da diluvio universale e trattamento da asilo coatto forzato. E invece...

Per poco non mi mandava via. E' tanto se mi ha dato un bacio (me lo sono andato a prendere, eccheccacchio) prima di lasciarlo. Due paroline con la maestra Anna e via a giocare. Se il buongiorno si vede dal mattino, sarà dura riportarlo a casa.
Sono letteralmente spiazzata. Avevo in mente di fare chissà quali lavori stamattina in casa e invece sono qui che penzolo come un'idiota. Alle undici vado a riprenderlo, vediamo come se l'è cavata.
Mamigà

domenica 7 gennaio 2007

Sono giorni che rimugino tra me e me se iniziare un lavorone che durerà tutto l'anno. Si tratta del "Four seasons Quilt Sampler" di JJ, quattro stagioni moooooolto country da ricamare una ogni tre mesi. Una specie di appuntamento con me stessa, indecisissima fino ad oggi vuoi perchè ho paura di stufarmi a un terzo del lavoro, vuoi perchè poi mi chiedo sempre se un giorno mi dovesi stufare di averlo in giro eccetera eccetera. Insomma, dopo giorni e giorni finalmente mi decido a metterlo in cantiere (perchè insomma, se un'idea non riesco a togliermela dalla testa, allora è il caso di darle una botta in avanti no?). Prendo le misure, taglio la tela, vado a cercare le matassine convinta di averle più o meno tutte e... TA-DAAAA! Scopro che me ne mancano un quarto. E mancano proprio quelle indispensabili per iniziare il lavoro. Ed è domenica. La legge di Murphy colpisce ancora.


Vabbè, stasera mi sono dedicata a malincuore a un U.F.O., giusto per far qualcosa, domani provvederò a sopperire la mancanza. E, spero, ad iniziare.


Mamigà

sabato 6 gennaio 2007

Cenerentola 01_small (1)Oggi finalmente tutto l'ambaradam albero-Presepe-decorazioni-luci-effetti speciali eccetera sono tornati al loro posto negli scatoloni. E di brutto, visto che domani pomeriggio la famiglia intera sarà mia ospite per fare un po' di festina.


Mamigàaaaaaaaaargh che sonno!


Ps. Ma io mi domando e chiedo, perchè ogni anno do in ismania per addobbare la casa a festa per il Natale quando già dopo capodanno inizio a sudare pensando di dover rimettere tutto in ordine? E non vedo l'ora di far sparire tutto?

Sei gennaio

Oggi è il compleanno di Trippa. L'amore più grande della mia vita compie tre anni.


completopolino


Auguri amore mio, tre anni fa mi hai dato la gioia più grande del mondo aprendo i tuoi occhietti sulle nostre vite!


Mamigà

giovedì 4 gennaio 2007

Ricordi

Alle 22.30 di tre anni fa entravo in travaglio... E partii da casa con mia madre che mi sussurrò nell'orecchio "non preoccuparti, hai rotto le acque quindi non durerà molto, farai presto".


Il mio travaglio durò ben 36 ore. Arrivai in clinica alle 23 del 4 gennaio e strinsi mio figlio tra le braccia alle 12.30 del 6 gennaio. Eppure a distanza di tre anni mi sembra di non esserci mai passata. Forse perchè quello che è avvenuto dopo è stato infinitamente più travolgente.


Mamigà

Sproloqui: io ci provo, se va...

Trippa si è appena fatto fuori una ciotola colma di pop-corn fatti un quarto d'ora fa. Non contento, con l'aria  tutta compunta dichiara:


-Mamma adesso mi ci vuole una caramella per mandare giù tutti i pop-conn.


-E se io invece della caramella ti do un bel bicchiere di acqua per mandarli giù?


-No mamma, con l'acqua non vanno giù bene, ci vuole la caramella.


Guarda, se proprio proprio vuoi qualcosa ti do l'ovetto di cioccolata che ti sei guadagnato ieri, giusto perchè lo avanzi. Con quello i pop-corn vanno giù?


-Si l'ovetto va bene.


E si fotticchia anche quello. Dopo tre minuti dichiara, sempre con l'aria compunta:


-Mamma adesso ci vuole la caramella per mandare giù l'ovetto che ha mandato giù i pop-corn.


-Amore, facciamo così. Tra un paio di ore ti do un bel piattone di minestra che manda giù l'ovetto che ha mandato giù i pop-corn. Va bene?


-No mama non va beneeeeee!


Eh bello, ti va bene lo stesso, altrochè...



Ecco il lavoro finito:


jjcuc2

mercoledì 3 gennaio 2007

Vita da gatte

Pare che da due giorni Heidi dia segno di calore. Così la costringo a titolo preventivo a condividere la mia condizione di reclusa. Lei non sbuffa quanto sbufferebbe Gioia, in casa non ci sta poi malvolentieri. Per consolarla le ho dato un topolino finto con cui giocare, di quelli che Gioia non degnava di uno sguardo nemmeno quando aveva l'età dell'oro del gioco (ma lei è nata adulta, Vera Gatta Doc fin dalle origini), topo che dopo due ore di salti ovunque è sparito in chissà quali angoli nascosti di casa. Vabbè.


La piccina si è anche scelta la postazione-riposo diurno: ha deciso che di giorno si poleggia davanti al termosifone. Non importa cosa ci sia davanti, lì si deve stare. Ora, di solito davanti al termosifone in sala c'è il tavolino di Trippa parcheggiato. Che non sempre è libero, il più delle volte sopra ci si trova di tutto. E lei sopra il tutto. Non importa che sia un mucchio di macchinette, o una pila di libri, o il cestino dei pennarelli. Lei ci deve riposare sopra. Io mi chiedo come faccia. Che il pelo ammortizzi il tutto? Moh...


E la gioiuta... Gioia durante questi giorni di malattia ha l'abitudine di dormirmi addosso come una sciarpa. E va bene che il medico mi ha raccomandato di stare al caldo, ma quattro chili di pelliccia attorno al collo mi fanno la sauna. Senza contare che non è affatto piacevole girare la testa e affondare il naso in un mucchio di pelo mentre dormi, ti fa saltare come una cavalletta dallo spavento. Di spostarla non se ne parla nemmeno. La sposti, e lei come niente fosse torna dov'era. Mi sembra persino di farle un'offesa immonda a togliermela di torno. Ma si può?


Certo è che a loro va di lusso. Coccolate, viziate, rispettate. E il ridicolo è che tutte queste dimostrazioni di affetto, ne sono supersicura, vanno a mirare al ritorno della pappa disponibile acca ventiquattro. Cosa su cui Mamigà non ha minimamente intenzione di rinegoziare. Così mi godo le loro ruffianate e il loro buon comportamento senza lascairmi scalfire nella pietà.


Però ogni tanto rido sotto i baffi...


Mamigà

HO APERTO UN SECONDO BLOG

Erano giorni che ci stavo rimuginando sopra e oggi l'ho fatto. Ho aperto un secondo blog dedicato solo al punto croce. Lo trovate


QUI


e così mi sono creata una tana tutta mia, in cui chi non sa cosa sia il punto croce e nemmeno smania di saperlo non si annoia. In questo blog... tutto il resto!


Mamigà

Et voilà!

Ecco aperto un secondo blog, dedicato al punto croce. Ho voluto separarlo dall'originale per creare uno spazio tutto particolare, in cui non annoiare chi passa di là e del punto croce proprio non sa cosa sia nè smania per saperlo, un angolo in cui giocare con quello che mi appassiona da tanti anni senza sentire i rumori che vengono dalle altre stanze. La mia tana.


Ricamo da quando avevo tredici anni. Lo facevo anche prima, ma di nascosto. Agli albori del mio amore per ago e filo vivevo con un padre per il quale tuto ciò che non era estremamente utile non era degno di accogliere un minuto del mio tempo. A tredici anni il matrimonio tra i miei si spezzò, e dopo i primi anni di trambusto rifiorì prepotente il desiderio di dipingere con ago e filo ogni cosa. Perchè mi sarebbe piaciuto moltissimo imparare a disegnare bene e non vi riuscii mai, così iniziai a ricamare. Dipingo con il filo, e questa è la mia passione, il motivo per cui ricamo tanto e ogni volta che posso. Per i primi tre o quattro anni mi sono dedicata al mezzo punto, a quasi vent'anni scoprii il punto croce e da allora non l'ho più lasciato.


Il blog è appena aperto ed è da sistemare, ho preso un template quasi a caso ma mi organizzerò per farne uno che mi assomigli di più, un po' alla volta vorrei riportare qui tante cose che ho lasciato nel mio blog originale. C'è tempo. Intanto lo inauguro con un ricamo finito ieri, che vorrei trasformare in quadretto senza cornice come faccio spesso.


jjcuc


Ultimamente ricamo spesso soggetti country, e questo ci ho messo solo qualche ora a realizzarlo.


Per ora chiudo qui, sperando di aver iniziato qualcosa di bello.


Mamigà

martedì 2 gennaio 2007

Sto malissimo. Credevo di essere guarita e invece stamattina mi sono svegliata di nuovo con la gola gonfia e dolori dappertutto. Mi secca stare a casa dal lavoro di nuovo, io oggi ci provo lo stesso ad andarci. Mal che vada se non riesco a finire le quattro ore me ne vado prima, e domani chiamo il medico.


L'anno nuovo è iniziato così dunque. Ieri è stata una giornata un po' pigrotta, eccezion fatta forse per il tempo che ho dedicato alla cucina. In famiglia sto sempre bene, anche se ogni tanto ci si annoia. Ma anche volendo andare in qualche posto, il primo dell'anno dove si poteva andare? Oltretutto Papigà avrebbe dovuto andare al lavoro alle sei di sera, per cui...


Spero che l'anno nuovo porti cose buone, non solo per me ma per tutti. Ogni anno a capodanno mi metto in testa un proposito, che regolarmente finisco per lasciar andare con lo scorrere dei giorni (quale non lo dico, me ne vergogno un po'... tanto è sempre lo stesso). Quest'anno ne ho aggiunto un secondo, e qui devo impegnarmi a tutti i costi. Voglio smaltire almeno dieci chili di ciccia. Non sono molti, mi basterebbero a tornare nei pantaloni taglia 48 di un anno fa.


E in questi giorni sono presa anche tantissimo dall'agitazione per lunedì prossimo. Trippa inizierà a frequentare la scuola materna. Le altre mamme ci sono passate a settembre, io affronterò questo passaggio lunedì 8. Per tanto tempo non ho visto l'ora che arrivasse questo momento, ora ho il terrore. Non per mio figlio, sono sicura che se la saprà cavare. Per me ho paura. E' difficile accettare che Trippa non ha più la necessità estrema di stare con me o con un membro della famiglia, che può stare bene anche in presenza di sole persone estranee e coetanei senza di me o di Papigà, o di una nonna che sia. E' una crescita per lui e per me, è il primo passo verso la sua indipendenza e la  riconquista della mia persona, dei miei spazi, di quello che ho lasciato un po' da parte tre anni fa. E che dovrò riscoprire, visto che proprio non ricordo chi ero, ormai... Mammamia tutte le mattine libere... Chissà che effetto farà... E tornare in quel mondo abbandonato venti anni fa, fatto di aule, di ritmi scanditi da festività e vacanze, orari per accompagnarlo e riprenderlo, racconti di amichetti e colloqui con le maestre, recite scolastiche, zainetti da preparare e lavoretti per la festa della mamma (ma si useranno ancora?).


Sopravviverò?


Mamigà