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martedì 28 febbraio 2012

Nessuno è perfetto

Quando mentre sgridi animatamente tuo figlio per una monellata che ha fatto a scuola, lui ti risponde con aria candida e senza il minimo segno di turbamento "in fondo nessuno è perfetto", ti crolla miseramente come un castello di carte esposto ad una corrente d'aria la convinzione di potergli ancora mettere un filo di soggezione.
Ho bisogno di un corso intensivo di autodeterminazione e uno parallelo di autostima. O di un buon manganello in ottone da tenere lucido per quando avrà quindici anni.
 Ma magari anche prima.

Siamo incinte

Mica io, che non pensiate subito male (eeeeeeh sè!).
E' incinta la Maioletta. Ora è davvero evidente. Pancia a botticella, sei piccole mammelline che prima erano introvabili ora sono ingrossate, un bisogno maniacale di contatto umano e una fame da tigre.
Di-pi-pi: fine marzo.
Questa cosa ha creato una vivace (vabbè, ho il periodo minimalista) discussione in casa, per motivi che non sto a raccontare. Ora però stiamo preparando il "nido", sperando che vada tutto bene.
E' la prima volta che succede in casa mia. Uno di questi giorni la porto dalla vete a farla controllare e a farmi dare istruzioni dettagliate sul cosa fare e cosa non fare.
Io, di mio, sono felicissima.

domenica 26 febbraio 2012

Sproloqui - questa è di martedì scorso

-Mamma, domani inizia Quaresima vero?
-Si more. Ti ha spiegato la maestra di religione cosa vuol dire?
-Si. Digiuno. Perchè Gesù è stato quaranta giorni nel deserto e ha fatto digiuno.
-Beh, more, non proprio digiuno. Diciamo che dovremmo tenerci un po' con il mangiare, nel senso di fare qualche piccolo sacrificio. Non possiamo rimanere senza mangiare per più di un mese, ti pare?
-Mamma.
-Dimmi.
-Mi dai un sacchettino per piacere?
-A che ti serve?
-Niente, a metterci un po' di roba da mangiare dentro, per la quaresima. Quello che capita. 
-E perchè?
-Non si sa mai. 

Guai che alla mamma non venga in mente di applicare alla lettera certi precetti. Meglio prevenire che curare...

giovedì 23 febbraio 2012

Sproloqui - dio pubblicità...

-La Maioletta è proprio strana eh... Ha avuto il calore un mese fa. Dovrebbe essere incinta perchè non le è più tornato, ma non ha segni di gravidanza...
-Mamma, falle il test col Cliarblu Digital e vedi.
Non ha neanche alzato la testa dalla tazza del latte.

giovedì 16 febbraio 2012

Non si applica

E siamo arrivati anche alla consegna della pagella del primo quadrimestre. Una pagella non male: due nove, due otto, e il resto... tutti sette. E' andato il Gatto Alfa a ritirarla, quindi con le maestre se l'è vista (ahimè) lui. Al rientro a casa ha iniziato una paternale di tre quarti d'ora che, credo, è servita più a lui a sfogare la tensione emotiva che non all' integerrimo anarchico ottenne. Ottenne che ha già dichiarato che piuttosto che impegnarsi di più (per non dare soddisfazione a nessuno, ndM) preferisce di gran lunga la bocciatura. In seconda elementare. Eh beh, se la testa è dura è dura, e per tenerla alta nonostante il mondo cerchi di ammorbidirgliela non ci vuole mica una determinazione da poco...

Il punto è, ma già lo si immaginava, che i voti (che brutto parlare di voti no? Ma la scuola è scuola...) che ha ricevuto sono una media tra quello che il Power è in grado di fare (dieci) e quello che concretamente decide di fare (cinque). E checchè se ne pensi, per mio figlio non è sbagliato. Sapere che ha una intelligenza invidiabile e vedere che solo perchè si annoia, o per ripicca, o per poco (scarso?) senso del dovere si limita a mettere in pratica solo il minimo sindacale farebbe partire l'embolo a chiunque, pensando a molti suoi coetanei che pur avendo dei limiti di comprensione considerevoli si spaccano in quattro per dimostrare di essere all'altezza. Com'era? "Signora, non si applica". Ah no, quella ero io trent'anni fa. Ops.

Comunque sia, insomma, nel mio piccolo sono fiera anche di tutti quei "sette", ma più di tutto sono fiera di quel "distinto" in comportamento che lo scorso anno era solo un "buono". Il resto è da affidare al tempo, alla crescita e alla maturazione.

lunedì 13 febbraio 2012

Quaranta

Era una bella sposa la mia mamma. Una sposa del 1972, non più giovanissima per i canoni del tempo (aveva ventitrè anni), con già una vita di lavoro alle spalle. Si è sposata il tredici febbraio di quarant'anni fa. Si è sposata a Murano Island, nella stessa chiesa che mi ha visto sposa a mia volta ventotto anni dopo in un caldo giorno di giugno. Ma il suo giorno, il tredici febbraio, è stato un giorno di sole preceduto da un temporale, una bella influenza e... l'acqua alta ad attenderla il mattino seguente (e in tanti anni non sono mai riuscita a scipparle dalla bocca il motivo di una scelta del genere, sposarsi a febbraio). Ricordo i momenti in cui, anni dopo, mi soffermavo a guardare le foto delle nozze, in bianco e nero in un album tra i più classici: erano foto singolari. La sposa in abito bianchissimo stile impero, con qualche rosellina sul petto e le maniche lisce, ad aprirsi in polsini morbidi e svolazzanti, e al posto delle scarpe un paio di candidi... stivali di gomma. E metri e metri di velo, una catasta di velo, strati e strati, tenuti in testa da una coroncina di fiori bianchi: a vedere oggi qualcosa del genere diremmo che assomiglia a una gigantesca meringa. Ma allora usava così, e lei magrissima e pallidissima in mezzo a tutto quel bianco pacioccoso spariva quasi alla vista, non fosse per gli occhi che, se pur smunti dall'indisposizione del giorno prima, brillavano come brillano gli occhi di tutte le spose. Senza un filo di trucco o quasi, senza acconciatura (aveva i capelli lunghissimi e neri che scendevano sulle spalle e sulla schiena), senza gioielli oltre alla fede nuziale, era una bella sposa, che a ricordarla oggi si direbbe che era una sposa ragazzina da tanto semplice e minuta che era. Ma era così. Erano gli anni settanta, con tutto quello che negli anni settanta c'era e ci si aspettava.

Ogni tanto mi raccontava del giorno delle sue nozze, dei preparativi, della festa organizzata dalla mia nonna paterna, un po' meno dei suoi progetti e delle sue aspettative, che poi se ci penso erano probabilmente i progetti e le aspettative che avevano (e forse qualcuna ha ancora, chissà, io almeno si) tutte le giovani donne del tempo. La casa, la famiglia, i figli, niente di eccezionale, una normalità personale, ma piena, e soprattutto felice.  Da bambina, ogni tanto, un po' per gioco forse come facevo io fino a un paio di anni fa, mi tirava fuori il suo vestito da sposa dall'armadio: mi piaceva toccarlo, provarlo (già a dieci anni non ci entravo più), tuffarmi in quel mare di velo bianco, sognare di essere al suo posto un giorno, coprirmi di quella cosa così gradevole al tatto e profumata ancora di zucchero.

Oggi sono passati quarant'anni. Esattamente quaranta. I miei genitori sono stati sposati per quattordici anni. Ergo, sono divorziati da ventisei. Ogni anno mi soffermo almeno un istante a pensarci il giorno del loro decaduto anniversario, non perchè ne tenga particolarmente conto, ma perchè in me c'è la naturale propensione a ricordare certe scadenze, come a mettere dei paletti ad memoriam, mi viene naturale. Senza un motivo. Ricordo e basta. E oggi facendo mente locale ho realizzato il fatto che sono trascorsi proprio quarant'anni. Lo ricordo senza un sentimento particolare, se non con quel senso di ammirazione che provo nel constatare che in tutti questi anni la mia mamma ci ha guadagnato in bellezza, personalità, carattere e determinazione. E mi piace pensare alla sposa che era, a quella bellezza fine che si è trasformata in bellezza corposa, dove i progetti che quel giorno la portavano avanti non si sono dissolti ma sono solo cambiati.

Ogni tanto, anni indietro, mi è capitato di chiedere alla mia mamma se, potendo tornare indietro a cambiare qualcosa, sceglierebbe di cambiare quel giorno, di ripensarci. Mi ha sempre risposto di no. E' la risposta, credo, che ogni madre darebbe al proprio figlio, per rassicurarlo del fatto che se quell'evento non ci fosse stato, probabilmente non ci sarebbe nemmeno stato un figlio a cui rispondere. Per questo non ho mai saputo se crederle o meno, ma ormai non fa più differenza. Sul mobile del soggiorno di casa sua non c'è la foto delle sue nozze, ma due foto vicine delle mie e di quelle di mio fratello, una cornice stupenda che ogni volta che la guardo sembra dirmi "siete la mia gioia, siete andati avanti per me". E il resto dei suoi pensieri rimarrà tra i suoi segreti, li porterà per sempre con sè come ogni sposa si porta dentro i suoi, che a noi figli non è dato di sapere tutto ed è giusto così.

domenica 12 febbraio 2012

Un piccolo sogno

Che di trine e pizzi io mi innamoro ogni volta che ne sento anche solo parlare si sa. E ogni tanto di tuffarsi in un bel sogno si ha la necessità, se poi a rendere l'avventura pià piacevole c'è qualcosa di concreto su cui fissare gli occhi, allora il gioco è fatto.
Oggi mi sono tuffata in questa foto
Che non è altro che la foto che ho scattato all'ultimo regalino ricevuto per il mio compleanno, in ritardo ma mai così gradito. Non so, a me piace. Mi fa sentire coccolata.
Ps. il post completo l'ho scritto QUI

SAL spazzatura: xxx e lavanda 2011







Anche quest'anno ho confezionato il sacchetto per riporre il bottino del SAL spazzatura. Ecco il barattolino pieno pieno di codine, stavolta anche di lane e cotoni di altri tipi rispetto al moulinè visto che mi sono data ampiamente a ferri ed uncinetto.





Quest'anno ho scelto una tela a fili contati blu, a richiamare i sacchetti degli anni precedenti e le tinte della mia camera da letto, e un ricamo tratto da un libretto della DMC che in origine era azzurro e blu, ma io ho declinato in due toni di rosa. Il pizzo sull'orlo l'ho lavorato con tre giri di uncinetto, in un quarto d'ora. Ed eccolo:


















Assieme ai suoi fratelli...



...come gli altri anni, contenente oltre ai fili anche la lavanda dello stesso anno, il cui difetto è il non poter trasmettere il suo profumo anche attraverso il monitor. Duemilanove, duemiladieci e duemilaundici. E il barattolino ha già ricominciato a riempirsi...

Un dono delizioso

Ricevere regali di compleanno in ritardo riserva sorprese che, a volte, capitano nei momenti in cui hai bisogno di una coccola in più. E qualche giorno fa ne ho ricevuta proprio una da Meg. Guardate che meraviglia... Una scatola particolarissima



Che sembra creata proprio per me





Conteneva dei dolcetti squisiti, da accompagnare al caffè dopo il pranzo, da gustare lentamente come qualcosa di decisamente prezioso. E manco a dirlo, finiti i dolcetti, la sua destinazione non poteva che essere come contenitore di...



...pizzi. Per tuffarsi in un sogno di altri tempi quando la si apre.

Grazie Meg, per un dono che vale proprio il doppio.

venerdì 10 febbraio 2012

E' inverno. E che sarà mai.

Neve che viene, neve che va... Qui non ha ancora nevicato, per fortuna o purtroppo dipende ovviamente dai punti di vista, di fatto non c'è.
Stamattina se ne discuteva con mia suocera (che di suo si lamenta se fa troppo caldo, troppo freddo, se piove e se c'è il sole, se tira vento e se non si muove una foglia, insomma non le va mai bene niente. Ma vabbè, a ognuno il suo sport preferito). Discutere con lei mi ha fatto pensare a una cosa su cui non mi ero mai soffermata.
Sarà perchè quando i limiti di azione si restringono fisicamente, a quel punto davvero ti accorgi che le cose essenziali sono davvero poche.
Su Facebook, che sarà anche un contenitore di scempiaggini ma ogni tanto qualcosa di utile lo trovi, ho letto una frase ieri: "quello che nel nostro Paese si chiama Emergenza Neve, nel resto del mondo si chiama Inverno".
Ed è vero. Siamo talmente presi dal bisogno di cambiare il mondo adattandolo ai nostri desideri e alle nostre esigenze che ci siamo dimenticati che la natura era già qui prima di noi, e tutto sommato adattarvisi non dovrebbe essere questa grande impresa straordinaria. Siamo in inverno, l'inverno del nord Italia, mica ci è capitata addosso l'era glaciale durante una vacanza ai tropici...

giovedì 9 febbraio 2012

Le bretelle e i vecchi tempi

-Power, domani vado a prenderti un paio di bretelle! 
-No, non le voglio! 
-Ma devi andare in giro così? Con i pantaloni sempre calati? Almeno impara a tirarteli su! La cintura no, le bretelle no, facciamo che ti metto a dieta così risolviamo il problema! Altrimenti ti incollo i pantaloni alla vita una volta per tutte e finisce sta menata!
-Mamma, non le voglio le bretelle, e la cintura mi da fastidio quando devo andare in bagno! Ci vuole un sacco di tempo a calarsi le braghe quando c'è la cintura sai?
-Guarda che anch'io avevo le bretelle da bambina, le aveva anche lo zio, e sono tornate di moda! 
-Non voglio tornare ai vecchi tempi!
-I vecchi tem... Ah si? Non vuoi tornare ai vecchi tempi ma preferisci andare a scuola sempre con il sedere di fuori. Meglio no?
(Gatto Alfa) -Mamiga, non lo sai che ora si usa la vita bassa...

Dialoghi edificanti si fanno, alle sette e mezzo del mattino, in fondo al vialetto...

mercoledì 8 febbraio 2012

Otto febbraio

Ieri sera tirava un gran vento, nevica ovunque tranne in questa zona e si gela. Ma nonostante tutti si lamentino per il morso del gelo, a me l'inverno piace, per tutta una serie di cose.
Solo un inverno è stato particolarmente segnato da qualcosa di grosso, e non proprio tale da scaldare il cuore. L'inverno di due anni fa.

Oggi è l'otto febbraio. Due anni fa, la mia diagnosi.

E checchè se ne possa pensare, visto che oggi sono qui a ricordarlo, viva e circondata da affetto, per me è un giorno felice.

martedì 7 febbraio 2012

Giveway di Elisabetta

Ho incrociato il blog di Elisabetta stasera, qualcosa di chiccosissimo! Inizio a seguirla pubblicizzando il suo Giveway, il primo, dove mette in palio dei bellissimi bottoncini in fimo. Ma anche senza premio vale la pena darci un'occhiata!




Senza tacchi con blog-stile

Ho ritrovato il blog della Staccata! Persi diversi url con la dipartita di Splinder, ci ho messo un po' a recuperarlo...
Chi è la Staccata? E' lei, ma attenti, Staccata sta per "senza tacchi". E il nick è tutto un programma.



lunedì 6 febbraio 2012

Altro breve tuto: i miei scaldamani

Ecco come ho fatto i miei scaldamani (eccezionali per guidare, voglio farne un paio dello stesso colore della mia auto da lasciare nel cruscotto XD).

Ho preso due gomitoli di lana di due diverse tonalità di viola e ne ho fatto un unico gomitolo, e un paio di ferri numero 5.

Ho montato un numero di maglie corrispondenti alla misura del giro del mio polso (giuste giuste, perchè poi il lavoro si allenta): nel mio caso, 28.

Ho lavorato un rettangolo lungo e stretto in questo modo:

8 centimetri a coste 2/2

10 centimetri a maglia rasata

4 centimetri a coste 2/2

Ho intrecciato le maglie. Con un uncinetto numero 3 e 1/2 ho chiuso il rettangolo a tubo lungo il lato lungo con punti bassissimi a rovescio, lasciando una apertura per far uscire il pollice all'altezza che desideravo.

Ho raddrizzato il lavoro, e sempre con l'uncinetto ho rifinito il buco per il pollice tutt'attorno con un primo giro di maglie basse, e successivamente un secondo di maglie alte, lavorando però due maglie in una nei due punti di incontro tra le cuciture, in alto e in basso.

Ho poi chiuso il lavoro e nascosto i fili liberi sul retro con l'uncinetto.

Et voilà. Più facili di così...





Ciao ciao!

Produzioni lanose! E un breve tutorial

Freddo... gelo... la lana in mano è più piacevole da lavorare che non il cotone per i ricami. Non sopporto di avere in mano un lavoretto e doverlo finire a tutti i costi per non lasciarlo lì, se l'hobby deve dare piacere allora cambio a seconda di quello che mi piace fare in ogni momento. Tanto le risorse qui non si sprecano ;-)



E dunque, mano agli avanzi di lana (non miei stavolta ma di qualcun altro) e in pochi giorni sono nati due oggetti antifreddo:

uno scaldacollo blu tutto ruches



 E un paio di scaldamani, nati dopo un paio di prove.





PER LO SCALDACOLLO HO FATTO COSI'



Ho preso un gomitolo di lana blu e un paio di ferri numero 6. Ho montato 22 maglie e ho lavorato a maglia rasata con i diritti alternati (cioè, metà maglie in un senso e metà nel senso opposto) a formare una specie di scacchiera, ma con le altezze dei vari settori a casaccio tutte diverse, per dare un motivo.





Ovviamente si può fare come si vuole in questo senso (coste, losanghe, punto riso...). Ho fatto in questo modo una striscia lunga il doppio del giro del mio collo più qualche centimetro. Ho intrecciato le ultime maglie e chiuso la striscia ad anello con un uncinetto numero 3 a punto bassissimo. Con lo stesso uncinetto, ho rifinito tutti e due gli orli esterni del lavoro a maglie alte, ma facendo due maglie per ogni foro, così da formare le ruches.

Tutto qui. Per infilarlo basta doppiare il cerchio e avvolgersi con questa cosina tanto calda.





Appena ho un minuto spiego anche come ho fatto gli scaldamani, che sono di una semplicità ridicola. Ora corro a buttare la pasta ;-)

Ciao ciao|

domenica 5 febbraio 2012

FIAGOP

Mi è stato chiesto in via privata di dare il mio contributo alla realizzazione del progetto attraverso le mie pagine, e siccome non sono molto brava a inventare spot pubblicitari non mi resta che copincollare il testo della mail che ho ricevuto. Sperando di essere utile.

Gentilissima Sara,

sono Stefania Nastasi, lavoro presso Softintime srl e mi occupo di web marketing.

La nostra azienda sta curando (a titolo gratuito solidale) il web marketing di FIAGOP onlus (Federazione Italiana Associazioni Genitori Oncoematologia Pediatrica) che organizza a Roma, il 17 e 18 Febbraio 2012, la X Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile.
Vorremmo chiederle di aiutarci nell'opera di sensibilizzazione e sostegno in favore della rete dei Genitori FIAGOP pubblicando sul suo blog un post che segnali l'evento e la raccolta fondi mediante SMS solidale.

Dal 3 al 20 Febbraio sarà possibile
donare 1 euro inviando un SMS al numero 45593 da cellulare personale (TIM, Vodafone, Wind, 3, Postemobie, CoopVoce) - 2 euro chiamando da rete fissa (Telecom Italia, Fastweb, TeleTu) per finanziare il progetto  "Supporto Psiconcologico in Pediatria" Sostieni i bambini e gli adolescenti colpiti da tumore e le loro famiglie!.
La campagna, denominata "L'Amore Cura", sarà sostenuta da Segretariato Sociale RAI, Mediafriends e La7.

Maggiori informazioni sulla nostra attività o quella di Fiagop può reperirle qui:


Ringraziandola sin d'ora per disponibilità, resto a disposizione per ogni eventuale dubbio o chiarimento.

Cordiali saluti
Stefania Nastasi

Responsabile Web Marketing

venerdì 3 febbraio 2012

Ho di nuovo il mio pc!

Oggi finalmente il Gatto Alfa si è pc-munito.
Ergo, da oggi dopo più di un anno di condivisione del bene, ho di nuovo il MIO pc tutto per me. Da oggi a ognuno la gestione del proprio arnese, niente più desktop inquinato da icone per me inutili, niente discussioni per il messenger acceso, niente più "dammelodammelodammelo che tra trenta secondi devo far partire la mia armata altrimenti perdo i punti", niente più "lo volevi tu? No vero? Perchè in tal caso posso prenderlo io vero?", niente più "non sloggarmi da feisbuc per piacere", niente più "Mamigaaaaaaa ti ricordi la mia passuooooooord????", finiti i vari "che diavolo hai scaricato, che sono piena di virus", "no no e no, non ti permetto di riformattarlo neanche se ti annodi le orecchie senza mani", "se mi arriva una mail al tuo indirizzo dimmelo ma non leggerla" e via dicendo. Cioè, quel che è mio è mio e quel che è tuo è tuo.
Mi sto ancora riprendendo dallo choc.

Mami-blocked: la sentenza

Ieri sono riuscita a fare la visita dal chirurgo, nel reparto di chirurgia vertebro-midollare del Big Hospital. Che pheegata, analisi+diagnosi+prognosi in soli quattro giorni!

E dunque: mi aspetta un mese di terapia farmacologica e riposo azzzzzoluto (trad.: facciamo quello che c'è da fare quando nessuno ci vede, ma che resti tra me e il web). Tra un mese si rifà la RM, e in base al risultato si decide quando e come intervenire chirurgicamente. Perchè da lì non ci si scappa: entro qualche mese sotto i ferri ci devo tornare comunque, volente o nolente, visto che ho fatto un lavoro proprio a regola d'arte. Come non lo so, ma l'ho fatto, e non mi si chieda di ripeterlo perchè non saprei da dove iniziare (ma non ne ho nemmeno tutta sta gran voglia). Mi auguro solo che il tutto si possa fare a Latisanville, perchè vado volentieri al   Big Hospital tanto quanto metto volentieri le mani in un'aiuola di ortiche. Ma se non se ne può fare a meno, pazienza. Metterò un paio di guanti di gomma, prima.

E adesso sono alla ricerca di qualcosa da scrivere che sia di tutt'altro stampo, sempre per la "cosa" dei piatti sulla bilancia da riequilibrare. Tanto vale fare buon uso di questo riposo forzato, visto che stare per ore a guardare il soffitto non è nelle mie corde.