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sabato 21 gennaio 2012

Mami-blocked

Oggi sono bloccata tra letto e divano. Ho la sciatica. Veramente l'avevo anche lunedì, martedì e via dicendo, in poche parole me la porto addosso da una settimana. Ma oggi posso permettermi il lusso di non uscire di casa, almeno fino a stasera, perciò me ne sto buona buona a tenere silenziosamente i pezzi del mio corpo incollati assieme.

Questa cosa ha provocato una lite furiosa in casa. Qualcuno mi ha rimproverato che avrei dovuto curarla bene (ma io i miei antinfiammatori li ho pur presi!), che non avrei dovuto guidare (ci fossero i mezzi pubblici per andare a fare le terapie ci avrei anche potuto pensare, e comunque anche seduta da passeggero le vibrazioni sul sedile te le pappi lo stesso), che non avrei dovuto fare questo e quello.
Mi è stato rinfacciato il fatto che non mi tengo sufficientemente da conto, che non devo arrivare a fare tutto per poi trovarmi bloccata a letto.

Ma sapete che c'è?

Francamente io non ho tutta questa smania di dovere a tutti i costi arrivare ovunque, non è un onore per me avere tutto fatto a puntino, essere una casalinga perfetta, per poi lamentarmi pubblicamente che nonostante i miei problemi fisici non faccio mancare nulla alla famiglia, che fa tanto "povera martire immolata sugli altari dei pavimenti lucidi e dei fornelli splendenti". Niente di tutto questo.
Io con il dolore ci farò i conti sempre. Giorni di più, giorni di meno, ma sempre. Sono due anni e mezzo che cerco un compromesso con me stessa per ridisegnare le mie giornate in modo che siano vivibili. Appunto, vivibili, non mummificate. Soprattutto emotivamente.

Oggi sono molto arrabbiata, ho un nodo in gola. Obiettivamente so che a chi mi sta vicino fa star male vedermi bloccata a letto, perchè anch'io sto male quando vedo una persona cara che soffre. E' vero, ho un male cane, che se non fosse perchè è sabato sarei già ricorsa a metodi più drastici (le flebine del dottor Clooney sono le uniche a darmi sollievo, ma al di là che è sabato e lui non c'è non sono in pericolo di vita, siamo seri per una volta). Ma per me c'è di peggio.

Il peggio è rinunciare a vivere a causa della malattia. E questa settimana ho vissuto. Sono stata a Palmasgnauss a fare le terapie, e fare la strada è stato piacevole, anche se un po' noioso: l'inverno in campagna offre panorami splendidi. Sono stata al compleanno della bisnonna, ho portato mio figlio a Judo due volte e mi sono goduta mio figlio mentre si divertiva. Sono stata al colloquio con l'insegnante di inglese. Ho passato mezz'ora a casa della mia amica Robute, che ha sempre due dita di polvere sui mobili ma il tavolo perennemente ingombro di lane, cotoni, uncinetti e aghi, colle e giocattoli della bambina, e non gliene frega niente se per offrirmi una tazzina di caffè deve spostare millemila pezzi di puzzle e una pila di riviste di filet, lei si diverte così e io con lei. Insomma, ho fatto queste e tante altre cose, zoppicando e a volte lacrimando, ma davvero, non avrei fatto a cambio con una settimana stesa a guardare il soffitto, per di più sapendo che facendo così costringevo mio marito al sacrificio di badare alle cose quotidiane con il tendine a rischio di una ulteriore rottura. E comunque ce ne sono di donne che fanno le loro cose anche con il dolore fisico, e che sarà mai.

Ecco, oggi sono arrabbiata, e molto, perchè questo concetto non riesco a farlo passare in casa. Non riesco a far capire che la depressione per me è molto, ma molto peggio di un'anca fuori uso. Non riesco a far capire che ho bisogno di cose belle, e che visto che non capitano tutti i giorni, quando capitano non voglio lasciarle andare perchè occupata a leccarmi le ferite. Non più.

11 commenti:

colore ha detto...

Provo le tue stesse sensazioni quando mi viene il mal di testa. So che per tre giorni sarò ko, ma fino a che non sono proprio in stato comatoso cerco di portarmi avanti nei lavori, non chiedo permessi e nemmeno la mutua, stringo i denti e vado... Con rimedi medicinali e a volte con qualcosa che mi possa dare sollievo, tipo ghiaccio, braccialettini antinausea... ma vado avanti e la stessa cosa che dici tu, potrei distendermi sentendomi di certo meglio ma preferisco la vita...
Un bacio
Lara

Mamiga ha detto...

Sai che c'è, Lara? Che a me il dolore non passerà mai, a meno che la scienza non mi venga incontro in questo senso e trovi un rimedio definitivo a quella che ad oggi è una malattia cronica e invalidante. E già durante le varie fasi acute sono costretta a letto per forza di cose, senza possibilità di scegliere. Ma non è questa la vita che voglio, non senza la possibilità di avere anche altro a cui pensare almeno finchè durano le fasi di remissione, altrimenti la vita finisce qui. E a trentanove anni non posso e non voglio vivere solo per la malattia. Quello che non riesco a far passare in famiglia è il concetto che a me le cose belle costeranno sempre, ma darle per perse in principio solo perchè poi le dovrò pagare è non darmi la possibilità di vivere.

Gorgoglio ha detto...

Ha perfettamente ragione, spero che i tuoi cari riescano prima o poi a comprendere il tuo punto di vista e ad appoggiarti :)

Tilly ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Tittiz ha detto...

È la cosa più difficile quella di far capire il concetto che esprimi. Mi sento anche io spesso "incompresa" di fronte a persone (che mi conoscono bene, di famiglia) che, quando mi vedono dolorante per qualcosa che "non dovevo fare", mi dicono "te la sei andata a cercare, possibile che non capisci che è meglio che non lo fai"? Però sono loro che non capiscono che a volte, il gioco vale la candela, perchè la vita fatti di perenni divieti è improponibile.

Mamiga ha detto...

Ecco Tittiz, hai centrato in pieno il mio pensiero. Grazie.

patrizia gabibba ha detto...

credo che sia diffcile per chi ti ama vederti soffrire, in fondo siamo tutti così, non vorremmo mai vedere chi ci è vicino soffrire...chissà che un pò alla volta ti capiscano:-*

patrizia gabibba ha detto...

dimenticavo: complimenti per la casetta nuova:-)

LaGgina ha detto...

amore mio... come ti capisco... baci ciccia

angela ha detto...

Mi dispiace che in famiglia non ti capiscano e mi dispiace che tu stia poco bene, ma chissà piano piano si sistemerà tutto...vorrei tanto avere un'amica come la tua, le mie sono quasi tutte perfettine...

ziacris1 ha detto...

il probelma non è risparmiarsi, è che se poco o niente i lavori di casa non li fai tu, non te li fa nessuno. chi ci sta a fianco ha il bel da brontolare e da arrabbiarsi, ma loro non hanno minmanete idea di cosa possa voler dire mandare avanti la casa.
anche a casa mia i pavimenti non sono immacolati, a casa mia la polvere regna sovrana, a casa mia sotto ai letti ci sono dei "gatti" spaventosi, ma il mio male alla spalla, la mia epicondilite, il mio tendine leso, la spesa settimanale non me la toglie nessuno, perchè se non li faccio io, non li fa nessuno...ho il bel da sbraitare, ma non ci arriva!
Sei andata alla festa sabato sera?