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lunedì 17 novembre 2014

Power at school: la biografia. Ovvero: togliete l'italiano dalle materie scolastiche, o mollo in quinta.

La consegna per casa: "SCRIVI LA TUA BIOGRAFIA".
Il testo (scritto una riga si e una riga no, chiaramente, così sembra un bel testo lungo):

"Buongiorno. Mi chiamo Power Ranger Mystic Force. Mi chiamo anche Ranger perchè è il nome del nonno paterno, la mia mamma gli vuole bene come fosse un papà e ha pensato che mettermi il suo nome come secondo nome sarebbe stata una bella cosa.
Dei miei primi anni di vita non ricordo niente.
I primi due anni delle elementari e un po' anche il terzo me li voglio dimenticare perchè mi sono comportato male, e se li scrivo mi rovino il CURRICULUM VITE che poi quando a diciotto anni andrò in cerca di lavoro non mi prende nessuno.
Perciò finiamola qui.
Fine".

Nella stanza accanto, il soggiorno (lui fa i compiti nell'ingresso, c'è un tavolo bello grande tutto per lui e una buona illuminazione), a tre metri a spanne di distanza, la sottoscritta è nel mezzo di una sessione di stiro olimpionico.
-Power, non puoi portare al maestro un testo del genere. Ti tira dietro il quaderno. Sei in quinta elementare, non in seconda. Ti si chiede di scrivere un testo, non tre pensierini, e un testo serio. Per piacere, rifai meglio, completa il lavoro, puoi farlo sicuramente.
-Noooooooo ma io non so cosa scrivereeeeeeee va bene cosììììììì! (Agita le mani in alto scacciando mosche che non esistono, aggrottando la fronte e soffiando come un mantice dopo ogni serie di vocali multiple).
-Power, NON VA bene così! Capisco che non hai voglia di scrivere, ma così esageri! Ti pare il caso? Solo perchè non hai voglia di metterti lì a pensare? Dai su! I compiti non sono un impiccio che ci si può togliere di dosso con il minimo sindacale, il minimo sindacale in quinta elementare non lo accettano più, e dovresti saperlo bene dopo che per lo stesso motivo hai preso CINQUE sull'ultima verifica di scienze! E mica perchè non sapevi niente, no, solo perchè hai scritto risposte stitiche, che manco un telegramma! Con la testa e la bravura che hai a mettere assieme le parole quando parli, puoi fare infinitamente meglio!
-No! Va-bene- così! Ti assicuro che va -bene- così! (E stavolta il tono è risoluto, picchetta addirittura ogni singola parola agitando con veemenza dall'alto al basso il pollice e l'indice uniti).
-E allora fai come vuoi! Domani porti al maestro questo testo e qualsiasi cosa ti dica guai a te se ti lamenti! Poi però non dire che non te l'avevo detto! 

Il giorno dopo arriva  la reazione del maestro, una bella scritta rossa gigantesca, di traverso, scritta in stampatello: "RIFAI". Il minimo della pena. Fosse stato un altro insegnante gli sarebbe stato piazzato semplicemente un "5" per chiudere la pratica. Ma il maestro di italiano no: lui sa che il Power può lavorare, si arrabbia quando non lavora per pigrizia, ma non si arrende. Mai. Tanto meglio. Conviene approfittarne finchè è la scuola elementare e ci sono certe concessioni.

Il Power trascorre tutto il pomeriggio, lo stesso pomeriggio, seduto davanti al tavolo con le mani sulle tempie e i gomiti posati sul tavolo, il musetto sconsolato. Non sa cosa scrivere. E sa che non può bissare il tono del testo precedente, o il brutto voto arriva davvero. Che il maestro ha pazienza, ma la pazienza del maestro non va mai sfidata o sono guai. E i guai del maestro hanno il brutto vizio di protrarsi oltre l'orario e l'ambiente scolastico, fino a casa, perchè in fondo al vialetto vige la vecchia regola che recita "nota o brutto voto a scuola, punizione a casa". Che brutta cosa avere dei genitori attaccati alle vecchie regole. Poco conveniente davvero. Ma tant'è, questa è una regola senza deroghe. In questa casa, piaccia o no, così funziona. Conviene mettersi a lavorare sul serio. Ma uffa...

Mi viene un'idea: ti tiro giù l'album delle fotografie, l'ultimo, quello dove iniziano ad esserci anche foto sue, dei suoi primi anni di infanzia (attualmente aggiornato al 2009, dovrei terminarlo, lo farò).
-Fai così. Sfoglia l'album, vedrai che ti verranno in mente tante cose da poter scrivere. E quello che non sai o non ricordi me lo chiedi, io sono qui nella stanza accanto a stirare. E per favore, scrivi su TUTTE le righe, non una si e una no, non credere di fare una furbata per la seconda volta. E' un trucco vecchio che non hai inventato tu, ma non ti sistema la qualità del compito. Ok?
-OoOoOoOochei. 

E sfoglia. E inizia a saltare sulla sedia.
-Mamma! Quella gita a Bordano! E il primo giorno di asilo, mi avevate comprato il colbacco col pelo! Mamma! Il mio secondo compleanno con la torta a forma di Titti coperta di zucchero giallo! E la foto col Gi alla festa dell'ultimo giorno di asilo! E quel Natale che ho ricevuto in regalo la mia prima bicicletta, quella con le rotelle, ti ricordi quando ho imparato ad andare senza? Mamma! A quanti anni ho imparato a camminare? E quando ho perso il primo dente? E quando è arrivata Heidi in casa nostra? E qui c'è la prima piscina grande in giardino! E quella volta che la nonna ha compiuto gli anni e le abbiamo fatto la grigliata e le abbiamo regalato il tagliaerba rosso con gli zii! E la prima Comunione! E in questa fotografia c'è la nona Gigia in casa nostra, ma perchè il divano era messo sulla parete di qua? Ah già, non c'era la stufa, mamma ti ricordi quando ci hanno messo la stufa? E...

Ed è esploso un torrente di ricordi, e di non-ricordi fatti di eventi fissati nelle foto e nella mente della mamma da cui trarre date e particolari. E ne è uscita la sua biografia, con - miracolo di San Martino? - la fretta di scrivere tutto prima di dimenticarselo: quasi due pagine scritte su tutte le righe, con una calligrafia ben leggibile, qualche maiuscola latitante (al solito), un testo a mio giudizio accettabile. Senza licenze poetiche o umoristiche. Senza note a margine come fa spesso. Bastava spingere sul tasto giusto, alla fine.

Il giorno dopo vado a prenderlo, come tre giorni su cinque, all'una. Esce col muso lungo. E il maestro ha le mani sui fianchi. Quelle mani sui fianchi che mi fanno sudare da lontano, fin dai tempi dell'asilo. E mai invano.
Mi avvicino.
Nessuno dei due parla. Inizio io. Mica possiamo star qui fino all'ora di cena a guardarci...
-Maestro, che è successo?
-Power, dillo tu alla mamma che è successo.
-Niente, la biografia andava benissimo. E' che...
-Che cosa?

-Che ho dimenticato il quaderno a casa.
Segue il tonfo relativo alla caduta simultanea delle mie braccia sul nuovo passatoio in porfido color salmone, posato l'ultimo giorno delle vacanze estive dalla nuova amministrazione Comunale a coprire, dopo cinquant'anni da che l'edificio scolastico è in piedi, l'enorme buca lunga quanto una piscina olimpionica che separava il cancello dal portone di ingresso. "Oltre ad evitare che i bambini debbano indossare pinne e braccioli per entrare a scuola nei giorni di maltempo", recitava all'incirca l'ultimo bollettino periodico distribuito dal Comune, "è fatto in un materiale particolare creato appositamente per attutire le eventuali cadute dei fanciulli e limitare al massimo la violenza degli impatti". Sto in fiducia.

Il maestro ha dovuto girarsi dall'altra parte fingendo di notare qualcosa d'altro, ma l'ho visto ridere in silenzio. E mentre si tornava a rivolgere al Power con la bocca contratta in una doverosa ma forzata espressione di estremo disappunto, minacciava il Power:
-Se domani non lo porti, la nota sul libretto non te la toglie nessuno.

Tempo di infilare la chiave nella toppa del portoncino e il quaderno era già nello zaino.






5 commenti:

Isabella ha detto...

Per fortuna il maestro lo conosce bene e sa che non ha accampato una scusa, ma il lavoro l'ha svolto sul serio e solo dimenticato! Facci sapere come è andata! Grande e magico Power!
Quanto adoro questo bambino così fuori dal comune, autentico e davvero unico!!! Credo tu sia sicura che il tuo Power non si omologherà mai agli altri solo per appartenere al branco...Adoro, adoro, adoro questo meraviglioso ragazzino!

Maria Elena Garavini ha detto...

avrà scritto poco la prima volta, ma è stato arguto, intelligente e pure ironico. io l'ho adorato!

sfido tanti ragazzini suoi coetanei a scrivere una decina di righe con tale presenza di spirito!!

azzurrocielo ha detto...

brava sara che hai trovato la molla giusta per fargli scrivere una biografia! e bravo Power!
Annamaria

Anonimo ha detto...

Brava Sara che hai trovato il modo di togliere al Power le castagne dal fuoco.
I miei due ragazzi erano uguali: chiedigli qualcosa di "intimo" come una biografia, e si zittiscono. Ho detestato gli insegnanti che gli proponevano simili temi. A quell'età c'è una bella differenza tra maschi e femmine: le femmine scrivono diari, i maschi no. E, a mio parere, vanno rispettati i loro modi e i loro tempi di introspezione.
Avesse chiesto, ad esempio: "scrivi la biografia di tua nonna", sarebbe stato molto diverso.
Ma il Power è davvero un grande!

... quella di Lucy

Fragolina ha detto...

era da un po' che non passavo su blogspot... ma vedo che il Power non si smentisce mai
l'ho sempre detto che è un mito!
e vedo che qui ha un suo fan club
:-P

un saluto ^_^