background verde

martedì 26 aprile 2011

Riprendermi la mia vita


E' quello che mi sono detta a fine cure: è ora di riprendermi la mia vita. Ma non me lo sono detto solo io, me lo hanno detto in tanti. Un mese fa circa ho terminato le cure per il tumore, e anzichè scoppiare di felicità sono entrata nel pallone più totale.


No, non sono masochista. E' che non mi riconosco più come ero prima, sono cambiata fisicamente in maniera evidente e sono cambiati soprattutto i miei pensieri, il mio modo di guardare alle cose e le mie priorità. E allora, quale vita vado a riprendermi? Una vita che non è e non sarà mai più quella di prima? Una vita a cui non guarderò più come guardavo prima, visto che certezze e terrori sono cambiati radicalmente? Una vita in cui si è insinuato il terrore di riammalarmi di tumore e di non accorgermene per tempo, o peggio, che non se ne accorgano i medici?

E allora fissiamoci degli obiettivi. Ma obiettivi a breve termine, di statura ridotta rispetto a quelli che avevo prima, perchè sarò sincera, ora fatico a vedere me stessa proiettata in un domani lontano, per cui anzichè passi lunghi e ben distesi mi riesce meglio pianificarne di brevi ma consistenti. Da qui sono ripartita un mesetto fa.
Le prime cose a cui guardare entro un mese erano fondamentalmente due: tornare dalla reumatologa e recuperare il rapporto con mio figlio, dedicarmi a lui, aiutarlo a ritrovare la serenità.

In questo mese pian piano ho recuperato le forze, è tornata la primavera e gli orari di lavoro di mio marito si sono iperdilatati (praticamente in casa non c'è MAI, spesso solo per dormire), e le tre cose insieme mi hanno permesso di stare molto tempo con mio figlio. La verità: a volte è stressante (eh beh, col caratterino e l'energia che si ritrova...), ma più spesso è piacevole. Usciamo in bicicletta, facciamo la spesa, lavoriamo in giardino, chiacchieriamo, facciamo bricolage, ascoltiamo musica. E il Power parla, a volte mi dice cose che non mi sarei mai aspettata. Capita sovente che se ne esca dal nulla dicendomi che aveva paura che morissi, che non tornassi più dall'ospedale, e il fatto che mi dica queste cose in momenti di serenità e di distrazione mi fa pensare.  Forse sta dando un nome a tutta quell'ansia che lo riempiva, forse ha proprio bisogno di riporre un pezzo di sofferenza che gli bloccava la gola. Non è poco. Io ho avuto le mie paure e le mie sofferenze, ma lui è un bambino che a sei anni ha avuto paura di perdere la mamma, perchè anche se nessuno gli ha detto in cosa consistesse realmente il mio male, lui non è nè cieco nè sordo, e i suoi pensieri li ha fatti, traendone le sue conclusioni. Deve aver sofferto in maniera spaventosa. E adesso ci sono delle certezze da ricostruire anche per lui.

La reumatologa sono riuscita a sentirla solo la scorsa settimana: si è spostata in un'altra struttura che per me è raggiungibile quanto lo era quella di prima, e quando mi ha detto di essere disposta a ricevermi il prima possibile ho letteralmente fatto i salti di gioia. Gli effetti delle ultime flebo stanno svanendo, da due giorni ho il collo bloccato (letteralmente, col collare da Robocop) e dolori al bacino, le ginocchia si irrigidiscono dopo qualche solo minuto di immobilità (mentre sto seduta per esempio, ma anche se mi fermo per due minuti davanti a uno scaffale del super): è ora di riprendere le cure per la spondi. Il tempo per organizzarmi e fare lo slalom tra i miei esami e le visite della mamma, ed entro un paio di settimane spero di riuscire a farmi vedere da lei.
Nel mentre, domani ho la visita cardiologica nel primo pomeriggio, da cui spero almeno di poter uscire chiudendo un capitolo assieme alla porta dell'ambulatorio.


E intanto mi fisso un altro obiettivo: sgonfiarmi. Perdere almeno dieci o quindici dei venti chili che mi ha regalato the breast cancer. Non dico immediatamente, ma almeno entro fine anno. Perchè non raccontiamocela, si ha poco da dire che è l'ultimo dei problemi, piacermi per me è ancora importante. Ed è ancora più importante tornare a muovermi agevolmente quel tanto che basta, alleggerire le mie ginocchia già provate dalla spondi e non aggravare ulteriormente la cartina geografica di capillari rotti, lividi, macchie rossastre e vene blu che mi ritrovo sulle gambe. In fondo ho solo trentotto anni, pochi per avere due gambe come una donna di settanta, e non mi riferisco al lato estetico.


Pensavo che prima o poi la mia vita sarebbe potuta tornare come prima, ma mi sbagliavo. No, come prima non tornerà mai più, ma francamente, non è che questa mi dispiaccia. E' solo contornata da altre cose, cose che non posso evitare quindi sforziamoci di accettarle, e di trarne del buono. Facciamo in modo che non sia stato un anno buttato, traiamo da tutta questa storia tutta l'energia vitale possibile, o almeno proviamoci.

Non mi riprendo la mia vita, mi riprendo me stessa. Questa è la verità.

15 commenti:

utente anonimo ha detto...

Cara Mamigà, ho scoperto per purissimo caso il tuo blog e... bhè, mi è piaciuto tanto che l'ho letto quasi tutto! Anche se la mia realtà è molto diversa dalla tua (fino a un certo punto però: anche io sono una mamma che adora i gatti!) posso dirti in tutta serenità che mi hai fatto riflettere. Di brutto. Ti faccio solo i complimenti: pensa che tanti nella tua situazione non farebbero proprio nulla, mentre tu... fai tante belle cose e non stai con le "zampe in zampa"! Mi firmo con un nickname perché so che odi gli utenti anonimi e li cestini!!! Piacere di aver fatto la tua conoscenza Marix

lamammadicarlo ha detto...

Sara, leggere le sensazioni del Power e le sue paure mi fatto stringere il cuore ...avrei voluto averlo vicino per stringerlo forte forte ...E' un bambino forte , tu sei con lui e so che gli scalderai il cuore  cosi' tanto da fargli dimenticare quei brutti momenti . Un abbraccio.
  

ziacris ha detto...

il mio primo oncologo, mi diceva sempre "..voi malate avete paura, ma chi vi sta a fianco è terrorizzato e in più non hanno nessuno che li possa rassicurare, mentre voi, bene o male, avete noi medici del dayàhospital", maoi parole furono più esatte

innoallavita ha detto...

Tutto vero, inutile illudersi, non sarà più come prima. La gestione dei figli è difficile ma vedila così: la mia grande tiene tutto dentro, è indecifrabile e soffre da matti. Molto meglio che tirino fuori e dicano, almeno sai cosa provano...

Marilena7003 ha detto...

Vorrei avere la tua forza e determinazione ... nei momenti down accendo il computer e ti leggo ..... ciao Marilena

RominaFan ha detto...

Non è facile ricominciare dopo le cure.
Non è facile perchè si è stanchi. Non è facile perchè si è spaventati. Non è facile perchè ci troviamo a relazionarci con una versione di noi stessi che non conosciamo...dobbiamo imparare a conoscerci di nuovo.
Ma vedrai, fai un bel respiro e vedrai che andrà tutto bene...
Ti abbraccio forte forte,

Romina

widepeak ha detto...

buon lavoro allora, non nutro il minimo dubbio che saprai raggiungere i tuoi obiettivi a breve, medio e lunghissimo termine, fattelo dire - ho davanti agli occhi la prova della tua perizia - è un lavoro riprendersi se stesse, ma tu hai tutte le qualità per riuscirci alla grande!

FrencyMammaStrega ha detto...

A parte che il tuo scritto mi ha commossa, posso solo dirti che la frase conclusiva è la più bella in assoluto che potessi scrivere.

Riprendi te stessa. Con una nuova vita, più consapevole, con priorità diverse e percezioni diverse.
Riprenditi te stessa, più ricca.

utente anonimo ha detto...

Mamigà, Sara
mi chiamo Giada e ho 23-quasi 24 anni. Sono appassionata di blog, anche se non ne ho uno, e di gatti. Proprio grazie alla mia passione per i mici sono approdata al tuo blog e da mesi lo leggo "in punta di piedi", senza il coraggio di commentare, sentendomi piccola piccola di fronte alle tue parole. Avrei preferito scriverti una mail, anzichè commentare..
Dici che hai bisogno di parlare della malattia, e non di non pensarci come la gente dice....lo capisco, dio come ti capisco. Spero che continuerai a farlo su questo blog, e che le tue storie diventino più che mai storie di "salute" dopo la malattia.Io sarò qui a leggerle.
Grazie!
Giada

roberta67 ha detto...

Mamigà, la vita te la stai riprendendo passo dopo passo, quasi inconsapevolmente (però non mi piaci quando mi dici quello che mi hai detto sabato sera, e te lo abbiamo detto in due).
Mi piace molto il commento di Giada (n. 9), che belle speranze in questi ventenni che la pensano come lei. Spero di crescere ed educare i miei figli affinchè siano come lei.
Roberta

utente anonimo ha detto...

Ciao sara riprenditi te stessa e riprenditi la "nuova" vita ne hai tutto il diritto. E' un bene che il Power tiri fuori tutto quello che ha dentro, spero che ritrovi un po' di serenità anche a scuola. Non è stato semplice per lui tutto ciò, anche se piccoli loro capiscono, cavolo se capiscono. Spero e mi auguro che ritrovi la serenità e la spensieratezza che deve avere e, spero anche, sia più sreno a csuola oraa che sta tirando fuori tutto il suo "dolore". Un bacio forte a te, tua mamma e al Power che se lo merita. CiaoCristina

utente anonimo ha detto...

Leggerti è stato un pò come leggere nella mia mente..tutte le domande che ti sei posta nel primo tratto del tuo post sono esattamente le domende che mi faccio io...sto terminando le cure anc'io..ormai mancano solo 2 infusioni di hercy e se da un lato non vedo l'ora di finire dall'altro mi domando come sarà finire e cosa proverò quel 21esimo giorno senza teapia, senza parlare con il mio Dott. senza entrare in quel reparto....
Ma da qualche parte dobbiamo pur ricominciare o forse è meglio dire da qualche parte dobbiamo pur iniziare....perchè sarà cosi, la nostra vita, anche se gli altri molto spesso non lo capiscono, non scarà mai più quella del nostro passato.....è un pò come la lettera scarlatta, solo che noi l'abbiamo stampata nell'anima.

Ho letto anche di tuo figlio e condivido il tuo pensiero..che parlarne fa bene.....
Io ho fatto lo stesso con mia figlia che compie 5 anni a Luglio, lei sa tutto, io e mio marito abbiamo parlato con lei, ovviamente in termini blandi, ma abbiamo spiegato di volta in volta cosa facesse la mamma e perchè avvenivano delle cose, come ad esempio perdere i capelli.....e devo dire che è stata sempre molto serena nel vedermi anche "malata" ma sapendo che ero "cosi" perchè mi stavo curando....sono certa che che trovare il modo giusto per parlare ai propri figli sia la cosa più correta e sana che si possa fare!

Ti faccio i miei in bocca al lupo per tutto ti abbraccio e ti ringrazio per quello che scrivi!
 

Gegia88 ha detto...

Brava Mamigà, riprenditi te stessa. Mi piace questa frase. Mi piace tanto. Ti auguro di cuore di riuscire a raggiungere tutti gli obiettivi che ti prefi....prefigg...insomma, hai capito;-)
Un bacione,
Giulia.

Mamiga ha detto...

E' bello non sentirsi sola in questo cammino di risalita. Io scrivo e condivido, ma qui tra i commenti è più quello che prendo che quello che lascio all'etere, davvero. Grazie di cuore, una ad una.

utente anonimo ha detto...

Mi pare che invece te la sei già ripresa, la tua vita. Una vita diversa, ma sempre tua. E ti dirò - almeno per me è così - ancora più tua. E per dare i nomi alle cose, con tuo figlio, c'è tempo.Mi pare che invece te la sei già ripresa, la tua vita. Una vita diversa, ma sempre tua. E ti dirò - almeno per me è così - ancora più tua. E per dare i nomi alle cose, con tuo figlio, c'è tempo.
Giorgia