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lunedì 27 giugno 2011

Pneumo day


Oggi è stato il turno del day hospital pneumologico, in quel di Udine. Gli esiti ancora non li ho, manca un esame che però hanno prenotato per martedì prossimo (una PET). Mi avevano prospettato anche una broncoscopia ma all'ultimo momento hanno ritirato l'offerta, evidentemente la partita era fallata e se ne sono accorti in tempo.



Il pneumologo che mi ha seguito stamattina è lo stesso che mi ha visitato venerdì, un uomo piuttosto particolare, ma tutto sommato attento e scrupoloso, anche se il primo impatto non è stato dei migliori.

Però mi ha fatto incaspiare bene e non male quando ha fatto quella cosa che più detesto e mi da incredibilmente sui nervi da quando mi sono ammalata : aspettare che io sia a distanza adeguata per parlottare fitto fitto con mio marito. Al di là del fatto che per qualsiasi paziente assistere a una cosa del genere in primis ti fa salire una tensione da "ommioddio c'è qualcosa che non devo sapere o non hanno il coraggio di dirmi", mi viene il sospetto che non sia abbastanza chiaro che ho trentotto anni e non quindici nè novanta, e se vengo accompagnata (ultimamente quasi mai comunque) a fare una visita o un esame non è perchè non sia in grado di gestire la situazione, ma piuttosto perchè se mi vengono somministrati dei farmaci che causano sonnolenza (come gli antistaminici per il mezzo di contrasto di TAC e RMN per fare un esempio) non mi fido a tornare a casa da sola (e 40 chilometri sono pur sempre 40 chilometri). O al massimo perchè non so la strada, ma è vero fino a un certo punto perchè la lingua per chiedere ce l'ho, a dispetto di tutti i Tom-tom. Tutto qui.

Domani è il turno delle radiografie, a Latisanville. Penso che a fine controlli porterò in radiologia un bell'album con copertina ricamata per raccogliere tutte le mie foto. Sempre che uno basti.

14 commenti:

corrihard ha detto...

Cara Manigá anche a me infastidisce non poco questo modo di fare dei dott quando c'é il marito. C'e' la mia "simpaticissima oncologa genetica" poi che li batte tutti ... sembra proprio che io non esista o meglio non mi "calcola"proprio!  ... odiosa!!!

utente anonimo ha detto...

Ti adoro, Mamigà!  Quella dell'evitare il parlottio in separata sede con i familiari è la battaglia che sto tentando di portare avanti, con molta, molta difficoltà.  Almeno si chieda al paziente: "Preferisci che parliamo con te, o preferisci che parliamo con qualcuno di tua fiducia? e se preferisci che parliamo con uno di tua fiducia, chi ci indichi?".
Invece si vedono vicine di casa scambiate per figlie, e rese edotte di tutta la situazione del nonno, mogli che non vedono l'ora di essere vedove (e magari hanno le loro ragioni) cui si continua a chiedere di collaborare alla cura... e potrei continuare, ma mi fermo.
Ho visto cose che voi umani....
Lo scirvo qui perchè so che questo è un blog molto seguito, con merito.
Posso usare le tue parole per spiegare cosa prova un pazinete che assiste al parlottio? Lo so: si. Grazie!  :-)


quella di Lucy... 

Mamiga ha detto...

@Quella di Lucy: prego...

roberta67 ha detto...

Privacy, diritto all'informazione e tutto quello che ne consegue un baffo. Non hai ribaltato il "simpatico" dottore e il marito?
Sì, lo so, come me, cerchi di indirizzare le forze sulle cose che contano.
Roberta.

ziacris ha detto...

quella così lì, il parlottare fitto fitto lontano da me, mi fa andare in bestia

utente anonimo ha detto...

Ma alla fine sai che cosa si sono detti???
Lara

widepeak ha detto...

credimi, a volte sono tentata di togliergli l'autorizzazione ai medici di dare informazioni a mio marito, mi fa venire un nervoso...ma poi è ovvio che non lo posso fare

Mamiga ha detto...

Meno male che non sono l'unica a pensarla così allora...
@Lara: si certo va detto. Il dottore ha edotto mio marito sul fatto che una sua zia ora ottantenne ha avuto un carcinoma al seno trent'anni fa ed è guarita, poi un secondo al seno opposto ed è di nuovo guarita. Quindi non dobbiamo perdere la speranza. Son rivelazioni.

utente anonimo ha detto...

Bellissima la rivelazione del medico! Poi se lo dice un medico, che si guarisce, come non credere? 
Mi fa pensare a quanto umani siano anche i medici, le "Persone-medico". Con tutti i difetti, i limiti, i lati deboli di tutti. Però, cavoli! potrebbero anche imparare a fare meglio, no?, quando si rivolgono ai pazienti! Tanto più che la Legge è chiara, a questo proposito: solo il malato ha il diritto di sapere, e anche il diritto di decidere chi e quando  tra i familiari ed amici possono essere informati.  Senza nessuna forzatura, e in completa libertà di decisione. Si chiama "rispetto", questo, no?

quella di Lucy....

Mamiga ha detto...

Mi sa che ho toccato un nervo scoperto...

utente anonimo ha detto...

Io lamento la cosa opposta: la mia oncologa mi spara tutto al telefono, rivolgendosi direttamente a me.
A me piacerebbe un filtro!!!

utente anonimo ha detto...

scusate...io inserisco un nome, ma risulto sempre anonima!!!!!!! sappiate quindi che non e' maleducazione la mia, ma pura imbranataggine...comunque, se qualcuno non mi aiuta ad entrare....
tolgo il disturbo...

utente anonimo ha detto...

Fuori tema rispetto a quello del post, rispondo al commento 11 e 12, che immagino siano della stessa persona: o hai un account splinder e ti loghi, oppure firmi direttamente il tuo commento con un nome o un nick e aggiungi in alto un link, se ti va. Chiedo scusa alla padrona di casa per l'invadenza
Roberta

Mamiga ha detto...

No tranquilla Roberta, mi hai solo preceduto e sai che casa mia è anche casa tua
@Utente anonima: mi hai detto di avermi inviato una mail ma io non ho ricevuto nulla, ti spiacerebbe rimandarmela? Sono cose che succedono.