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martedì 13 luglio 2010

Uff...


Ci sono sere come questa in cui tutto mi sembra più fastidioso, più pesante, più antipatico e più difficile da digerire. Quello che mi passa per la testa è "cavolo, io spesso durante il giorno mi dimentico di essere malata e parto in quarta nonostante le mille magagne che mi porto dietro, accorgendomi solo verso l'ora di cena di essere fracassata. Ma spesso ve ne dimenticate anche voi, visto che quando mi vedete correre a destra e a sinistra non vi passa per l'anticamera del cervello di fare ALMENO la vostra parte in casa...". Perchè evidentemente Mamigà che corre è sinonimo di Mamigà che sta bene, non di Mamigà che corre perchè la famiglia abbia sempre e comunque quanto le spetta nonostante tutto, no? E qui sbaglio io, che dovrei incrociare ogni tanto le braccia e prendermi il mio, DIRE quello che desidero anzichè sperare (invano) che due maschietti si accorgano che desidero qualcosa. E mica desidero chissachè... A me basterebbe che ci si ricordasse alcune piccole cose, come chiudere quella benedetta porta di ingresso che è sempre spalancata, buttare via i fazzoletti di carta mezzi usati anzichè lasciarli sul tavolo, parlare anzichè urlare dal piano di sopra al piano di sotto (e quanti anni sono che lo dico), togliere la verdura dal sedile dell'auto prima che si lessi, scendere a pranzo o a cena quando chiamo invece di arrivare mezz'ora più tardi (perchè c'è un guerriero da mandare in missione e PROPRIONONSIPUO' lasciarlo lì), e altre sciocchezze del genere. Sciocchezze che io chiamo "piccole forme di rispetto".  Sciocchezze che però mi fanno perdere un sacco sacchissimo di tempo ogni giorno, e perdere tempo per sciocchezze che possono benissimo essere saltate a piè pari con un minimo di impegno comune è inutile.
Insomma, ogni tanto mi sento lasciata sola, ma sola-sola, non fisicamente, ma mollata lì, in un altro pianeta, a sbrogliare le cose più elementari e quotidiane in una bolla tutta mia in cui nessuno vuole entrare, ma da cui ognuno dipende. E se ne ha di che ben dire "mamma posso aiutarti, ti lavo i piatti?", quando non è il lavare i piatti per mettersi a posto la coscienza la cosa di cui ho più bisogno, ma tremila altre piccole cose che costano un millesimo di sforzo ma rendono tanto quanto.

Stasera ho un gran mal di stomaco. Ma ho un gran mal di stomaco da due giorni, ho la nausea,  la lingua intorpidita in un saporaccio metallico schifoso , il cuore che ogni tanto balla la macarena e sono stanca, stanchissima, mi mancano le forze. Insomma, ho fatto la chemio da tre giorni, se qualcuno qui dietro non lo sapesse. Anche se faccio finta di niente. Che non è vero che Myocet è innocuo, non è assolutamente vero. E' che sono stufa di dire sempre le stesse, inutili, banali cose, che tanto non cambia niente.

Stasera avrei voglia di essere ascoltata, ma non mi va nemmeno di parlare. Ecco.

14 commenti:

ziacris ha detto...

Hai ragione, ti capisco, ohhhhh se ti capisco e per quanto tu dica o faccia, non riusciranno mai a comprendere fino in fondo, non ce la fanno, sono UOMINI.PUNTO.

venezia ha detto...

Mi sa che è la condanna delle madri!!! ma sai quante volte anch'io spreco fiato inutilmente?! per sentirmi poi dire: "mamma se vuoi spolvero, se vuoi lavo i piatti, se vuoi pulisco il pavimento!!", quando quello che vorrei, per esempio, è vedere la loro cameretta in ordine per 5 minuti 5! i vestiti che si tolgono per lavarsi nella cesta dei panni sporchi e non a ricoprire il pavimento del bagno!! le carte di caramelle, merendine e qualt'altro nel secchio dell'immondizia e nn sotto il divano!!!! AHHHHHHHH!!!!!!!

venezia ha detto...

Ah...e ho due femmine e un maschietto di quasi due anni e devo dire che quello che mi ascolta di più per ora e proprio quest'ultimo!!!!!! ariAHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!

utente anonimo ha detto...

e meno male che hai noi, mi verrebbe da dire...Ma in questo caso anche noi non ti possimao aiutare, tranne che per dirti che in quanto a collaborazione siamo tutte aggiustate uguali, anche se poi ieri, con i piatti da lavare, la casa da pulire, i bagni uno schifo e l'Everest da stirare, ho dovuto andare dai suoi per ritirare non so quanti quintali di legna.... ma è dovuto.... alla fine mi ha anche ringraziato, dicendomi che è stato contento  che fossi andata anch'io.... e adesso ho i bagni da pulire, lasvatrici da fare, l'Everest e il K2 da stirare!!!Lara

utente anonimo ha detto...

Sarò molto breve molto diretta molto troppo troppo semplicista ma certe riflessioni non possono che essere solo "sintetiche".....quindi premessa fatta....."nella Vita non tutti osservano non tutti ascoltano non tutti comprendono non tutti DONANO......non tutti hanno fatto vuoto dentro e non tutti raggiungono la Gioia di cogliere il significato di "tempo" quale entità dal valore inestimabile della GRATUITA' come il DONO appunto....perchè tanti guardano sentono prendono e aspettano di ricevere,a tutti però è REGALATO il "tempo" e questo vuole impiegato bene attribuendovi la priorità nella scelta all'ascolto all'osservazione alla comprensione al DONO........."Un abbraccio forte di affetto MamiGa'......grazie del "tuo" tempo donato col silenzio che parla.paola

fiocco72 ha detto...

Concordo cone te e con Venezia, siamo messe tutte allo stesso modo...certo magari a te la cosa pesa di più...ma ci vuole tempo e poi magari si arriva a qualcosa, i miei figli sono grandicelli e dopo aver ripetuto loro le cose mille volte e lasciato le cose dove le lasciavano ora qualcosa in più lo fanno...anche se è dura fregatene se lasciano i fazzoletti in giro, se chiami e non arrivano la prima volta siediti e mangia, sarà un pò crudele ma alla fine con noi ha funzionato...Un abbraccio.

utente anonimo ha detto...

Stamattina grandi capricci del cinquenne e conseguente urla da parte mia. Alla fine ha capitolato, lasciato solo ha divorato quella colazione che non voleva fare se non dopo aver trovato lo scudo. Devo aver avuto una faccia da paura se mi ha detto "mamma, sparecchio io..." Con questo non canto vittoria ma cerco di spronarti a continuare a parlare sottovoce, a mangiare e a levare i piatti dopo un congruo tempo. E a vedere un filmetto, Mum on strike, decisamente educativo, soprattutto per mariti e figli.Roberta

Mamiga ha detto...

Ragazze ma vi rendete conto che in tutto questo è incluso un maschio di 36 anni? TRENTASEI???

utente anonimo ha detto...

ecco, vorrei lasciare il mio commento, ma il mio è decisamente fuori dal coro... tu vuoi una cosa impossibile...tu vorresti che loro facessero queste cose (che indubbiamente renderebbero il tutto meno disordinato e più pulito), ma la verità è che l'importanza di queste cose neanche la vedono, e che sicuramente  fino a che le farai tu non la vedranno proprio mai, fino a che calzini e canottiere finiranno "magicamente" nell'armadio  non realizzeranno veramente che qualcuno ce le ha messe...e poi c'è altro da dire... ricordo ancora quando mia madre mi minacciò: o metti in ordine la tua camera o ti butto le bambole di sotto (primo piano).. le bambole finirono di sotto ma io non sono diventata più ordinata di una virgola, o meglio al lavoro lo sono mentre a casa dopo un pò la mia stanza dei lavori sembra sia stata visitata dai ladri... (per il resto opto per il "minimo sindacale" però le maglie pulite ci sono sempre in cassetto!!)A mio personalissimo parere si tratta quindi:a) di una questione di priorità (la tua e le loro sono ben diverse)b) carattere innato (mia madre ancora a 85 anni è di un ordine spaventoso, la biancheria piegata perfettamente in maniera millimetrica)E vorrei dirti che non penso si tratti di mancanza di rispetto, io ad esempio rispetto e voglio molto bene a mia madre, ma su quel fronte proprio non ci troviamo, io non riesco ad essere diversa da come sono.E penso allo stesso modo che i tuoi "omacci" ti amino lo stesso molto!!  A me ha fatto bene il matrimonio... mamma era ormai a ben 30 km e dovevo arrangiarmi da sola... quindi secondo me dovresti proprio SCIOPERARE, ma scioperare con la S maiuscola, giusto un avviso e BAAAAAAMMMM!!!  Sul divano a pensare alla tua salute! Che non mi sembra affatto un gesto di egoismo, anzi, lo fai per il loro bene...Io, almeno,  a mia madre ho sempre rimproverato di non averlo fatto..Per finire volevo ringraziarti per la visita e il gentilissimo commento... se ti va di ripassare ogni tanto mi farebbe molto piacere! (e scusa la prolissità)un bacione!!Tilly

Mamiga ha detto...

@Tilly: a me la tua non sembra una voce fuori dal coro comunque. E che mi amino moltissimo beh, non c'è bisogno di dirlo, lo vedo ogni giorno... E' che ogni tanto ho dei picchi di "stufa", e butto fuori. La cosa dello sciopero l'ho messa in pratica più di qualche volta, ma sinceramente, non è per le magliette che filano da sole nei cassetti o il pranzo che si autocuoce. A me trovare fazzoletti di carta sporchi ovunque sinceramente fa schifo come farebbe schifo a chiunque,  come pulire sotto al lavello dove è pieno di formiche perchè qualcuno distrattamente si ostina a buttare le bucce della frutta senza guardare se fa centro nel cestino, esce quello che esce, marcisce dietro al bidoncino e il resto è storia. Lì lo sciopero non ha molto senso. Non pretendo che sia tutto in ordine e perfetto, ma un minimo di decenza si...

roberta67 ha detto...

Che uno dei due maschi in questione abbia 36 o 6 anni, purtroppo non è un elemento nè di giustificazione nè di colpa. Solo una curiosità: i maschi domestici umani (i gatti li esoneriamo dal sondaggio) lamentano la permanenza di fazzoletti di carta o lo stazionamento delle formiche?Nel caso, in privato, provo a darti qualche suggerimento. Perchè sai che la mia filosofia è che si fa prima a mettergliela in tasca che in testa.Roberta

utente anonimo ha detto...

mumble mumble.... fammi pensare.... e raccogliere i fazzoletti e posizionarli su qualcosa di molto personale del suddetto?

ladygabibbo ha detto...

cara che dire...io son sposata da 35 anni con un delizioso ometto che ancor oggi mi dice: ma se vuoi che faccia qualcosa basta che chiedi..ma cazz...dopo 35 anni le cose son sempre le stesse o no??Il bello è che son disordinata anche io...però poi alla fine solo io riordino...un abbraccio e un sorriso:)

widepeak ha detto...

cara amica, penso sempre che chi ha dei figli piccoli e una malattia grave debba affrontare una serie di fatiche in più, compensate solo dalla grande gioia della maternità. ma cavolo, come ti capisco. come come come ti capisco.non serve a niente, il capirsi a distanza? non lo so, però so di sicuro che magari oggi è già passate e sei tornata la forza di sempre, perché non abbiamo altra scelta, se non faticare come matte per tenere tutto insieme, anche nel bel mezzo della tempesta.ti abbraccio