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martedì 12 ottobre 2010

Cara maestra, adesso basta



Cara maestra di matematica,
mi rivolgo a te perchè sei tu che mi consegni ogni giorno mio figlio all'uscita da scuola. Mi rivolgo a te perchè sei tu che ogni giorno hai da ridire sul suo comportamento, non a torto. Mi rivolgo a te perchè passi con mio figlio molte ore, inizi a conoscerlo, lo prendi per mano ogni giorno. E mi rivolgo a te anche perchè sai bene, perchè ne abbiamo parlato in privato, cosa stiamo passando in famiglia, e visto che non sei di primo pelo sicuramente di bambini con disagi in casa ne hai conosciuti altri.
Cara maestra, noi non ci conosciamo a fondo, ci vediamo quotidianamente solo da un mese, ma credo che un mese sia sufficiente per capire che non siamo il tipo di genitori che se ne lavano le mani di fronte ai problemi del loro figlio. Abbiamo ascoltato, abbiamo parlato, ammettiamo i nostri errori (ma chi non li fa?), stiamo facendo del nostro meglio per aiutare il Power a superare i suoi disagi.
Ma lo sai anche tu che non bastano due giorni per risolvere un problema come il suo. Lo sai anche tu che non basta un fine settimana per mettere a posto le cose, rasserenare la sua testolina, fargli superare il problema dell'enorme senso di colpa che prova nei miei confronti e nei confronti della nonna. Un bambino non è una macchinetta, e se vogliamo dirla proprio tutta il Power ha anche un carattere bello tosto, non si accontenta di spiegazioni, vuole vedere, capire, provare, montare e smontare, discutere, essere rassicurato mille e mille volte. Il Power non ha soggezione di nessuno, ha bisogno di pazienza, vuole essere capito. Non basta castigarlo una volta in più perchè smetta gli atteggiamenti negativi che ha adottato a scuola.

E allora, cara maestra, la smetta di rimproverare mio figlio ogni giorno all'uscita della scuola davanti a me, dopo che lo ha rimproverato già a scuola, e già a scuola messo in castigo. La smetta, perchè da oggi non la ascolterò più, mi limiterò a prendere mio figlio all'uscita, salutarla con un cordiale "buongiorno" e a portarlo a casa. Sono letteralmente esausta di sentire ogni giorno gli stessi rimproveri, le stesse frasi, gli stessi sfoghi di lei che, pur con ragione, ma sta buttando addosso a mio figlio la sua stizza nel ritrovarsi una classe che non è perfetta come avrebbe voluto lei. Perchè questa è la mia impressione.

Se mi ero ripromessa di astenermi dal prendere decisioni, oggi ho deciso di fare uno strappo e di prenderne una: non la ascolterò più. Perchè è vero, mio figlio ha un problema, ma non si risolve calcandolo ogni giorno sulla sua testolina all'uscita da scuola. Non si risolve buttandomi addosso ogni santo giorno tutto quello che ha combinato, per poi andarsene girandosi di scatto senza nemmeno darmi la possibilità di aprir bocca, neanche mi avesse restituito una verdura marcia acquistata per sbaglio al supermercato.

E poi, non mi chieda più di castigarlo anche a casa. Mi rifiuto. Se ci pensa bene,  a casa soffre per quello che vede e quello che sa e immagina, a scuola vive un disagio per cui soffre, soffre perchè viene punito (e su questo non discuto), cos'è, devo punirlo anche a casa, così da rendergli le giornate un castigo da mattina a sera? Già a casa lo rimprovero a tono, gli ho tolto il computer finchè non si da una regolata (perchè liscia liscia non gliela faccio passare del tutto), vogliamo anche umiliarlo in continuazione? Vogliamo fargli intendere che la vita è solo pagare in continuazione e null'altro? E la gioia di essere bambino, dove va a finire? Dove ci mettiamo lo spazio per il gioco sereno, una risata a bocca spalancata, una corsa col monopattino, un abbraccio sincero, una chiacchierata senza il magone?
No, mi dispiace. Il Power già sta pagando per qualcosa che gli è arrivato sulla testa senza che se lo andasse a cercare, e sta pagando caro. Ha diritto anche ad altro.

Da oggi cambiamo musica, cara maestra. Ma la cambiamo sul serio. A casa, fuori casa, e pian piano anche a scuola. Ma non con il metodo che intende portare avanti lei.

Cordialmente, la mamma del Power

64 commenti:

Abbs ha detto...

Sono una giovane ragazza delle superiori. Non so precisamente come sono arrivata qui sul suo blog, ma trovo che ciò che lei ha esternato qui sia assolutamente giusto. Ho vissuto in prima persona l'anno passato (essendo quindi più grande di suo figlio) una cosa simile. Per problemi in famiglia ho perduto l'anno scolastico oltretutto, per questi screzi continui con gli insegnanti. I professori - è risaputo - fanno ancora meno caso agli studenti delle maestre. In un qualche modo alle elementari tra studente-maestra si instaura un rapporto di, come dire, seconda famiglia. Poi ci sono casi più o meno diversi, più o meno particolari. Io rivedo nelle sue parole la situazioni di un compagno di mia sorella che frequenta l'ultimo anno delle elementari. Questo ragazzino vive una situazione assolutamente particolare e problematica in famiglia, nonostante ciò, e nostante le maestre lo sappiano!, nessuno ha premura di provare a capire quello che sta passando.Quindi per quel che conta volevo farle sapere che l'appoggio in quello che pensa. Faccia sentire di nuovo la sua voce, perché la scuola non solo è un obbligo, ma è anche un DIRITTO. E bisogna che si insegni fin dai primi anni che dev'essere un piacere frequentare, per noi stessi, per la nostra cultura, sia sociale che solamente basata sulle cosidette "materie". Cosa che non accade se si vive un clima teso, di continue punizioni, eccetera.Si ribelli, si faccia sentire. Glielo dico sinceramente.Un abbraccio virtuale,e in bocca al lupo per tutto quanto.Abby.

Abbs ha detto...

Sono una giovane ragazza delle superiori. Non so precisamente come sono arrivata qui sul suo blog, ma trovo che ciò che lei ha esternato qui sia assolutamente giusto. Ho vissuto in prima persona l'anno passato (essendo quindi più grande di suo figlio) una cosa simile. Per problemi in famiglia ho perduto l'anno scolastico oltretutto, per questi screzi continui con gli insegnanti. I professori - è risaputo - fanno ancora meno caso agli studenti delle maestre. In un qualche modo alle elementari tra studente-maestra si instaura un rapporto di, come dire, seconda famiglia. Poi ci sono casi più o meno diversi, più o meno particolari. Io rivedo nelle sue parole la situazioni di un compagno di mia sorella che frequenta l'ultimo anno delle elementari. Questo ragazzino vive una situazione assolutamente particolare e problematica in famiglia, nonostante ciò, e nostante le maestre lo sappiano!, nessuno ha premura di provare a capire quello che sta passando.Quindi per quel che conta volevo farle sapere che l'appoggio in quello che pensa. Faccia sentire di nuovo la sua voce, perché la scuola non solo è un obbligo, ma è anche un DIRITTO. E bisogna che si insegni fin dai primi anni che dev'essere un piacere frequentare, per noi stessi, per la nostra cultura, sia sociale che solamente basata sulle cosidette "materie". Cosa che non accade se si vive un clima teso, di continue punizioni, eccetera.Si ribelli, si faccia sentire. Glielo dico sinceramente.Un abbraccio virtuale,e in bocca al lupo per tutto quanto.Abby.

Abbs ha detto...

Sono una giovane ragazza delle superiori. Non so precisamente come sono arrivata qui sul suo blog, ma trovo che ciò che lei ha esternato qui sia assolutamente giusto. Ho vissuto in prima persona l'anno passato (essendo quindi più grande di suo figlio) una cosa simile. Per problemi in famiglia ho perduto l'anno scolastico oltretutto, per questi screzi continui con gli insegnanti. I professori - è risaputo - fanno ancora meno caso agli studenti delle maestre. In un qualche modo alle elementari tra studente-maestra si instaura un rapporto di, come dire, seconda famiglia. Poi ci sono casi più o meno diversi, più o meno particolari. Io rivedo nelle sue parole la situazioni di un compagno di mia sorella che frequenta l'ultimo anno delle elementari. Questo ragazzino vive una situazione assolutamente particolare e problematica in famiglia, nonostante ciò, e nostante le maestre lo sappiano!, nessuno ha premura di provare a capire quello che sta passando.Quindi per quel che conta volevo farle sapere che l'appoggio in quello che pensa. Faccia sentire di nuovo la sua voce, perché la scuola non solo è un obbligo, ma è anche un DIRITTO. E bisogna che si insegni fin dai primi anni che dev'essere un piacere frequentare, per noi stessi, per la nostra cultura, sia sociale che solamente basata sulle cosidette "materie". Cosa che non accade se si vive un clima teso, di continue punizioni, eccetera.Si ribelli, si faccia sentire. Glielo dico sinceramente.Un abbraccio virtuale,e in bocca al lupo per tutto quanto.Abby.

Abbs ha detto...

Sono una giovane ragazza delle superiori. Non so precisamente come sono arrivata qui sul suo blog, ma trovo che ciò che lei ha esternato qui sia assolutamente giusto. Ho vissuto in prima persona l'anno passato (essendo quindi più grande di suo figlio) una cosa simile. Per problemi in famiglia ho perduto l'anno scolastico oltretutto, per questi screzi continui con gli insegnanti. I professori - è risaputo - fanno ancora meno caso agli studenti delle maestre. In un qualche modo alle elementari tra studente-maestra si instaura un rapporto di, come dire, seconda famiglia. Poi ci sono casi più o meno diversi, più o meno particolari. Io rivedo nelle sue parole la situazioni di un compagno di mia sorella che frequenta l'ultimo anno delle elementari. Questo ragazzino vive una situazione assolutamente particolare e problematica in famiglia, nonostante ciò, e nostante le maestre lo sappiano!, nessuno ha premura di provare a capire quello che sta passando.Quindi per quel che conta volevo farle sapere che l'appoggio in quello che pensa. Faccia sentire di nuovo la sua voce, perché la scuola non solo è un obbligo, ma è anche un DIRITTO. E bisogna che si insegni fin dai primi anni che dev'essere un piacere frequentare, per noi stessi, per la nostra cultura, sia sociale che solamente basata sulle cosidette "materie". Cosa che non accade se si vive un clima teso, di continue punizioni, eccetera.Si ribelli, si faccia sentire. Glielo dico sinceramente.Un abbraccio virtuale,e in bocca al lupo per tutto quanto.Abby.

utente anonimo ha detto...

Non so Sara che maestra sia quella di tuo figlio.Ti racconto la mia di esperienza. Mio figlio era ed e' semprestato molto vivace, il passagio dalla materna alleelementari non e' stato quindi indolore. Le maestre mirincorrevano per la strada quando mi vedevano, dicendomi cheil bambino non stava fermo, parlava con i suoi compagni,disturbava insomma. Il rendimento era sempre ottimo, ma bisognavaintervenire nel fargli capire che la scuola era il suo compito,che per stare in tanti bambini in armonia era necessario che tuttirispettassero certe regole. E prima riusciva a capirlo meglio era.Ho sempre pensato che senza la sinergia scuola-famiglia non si va danessuna parte. Ho avuto la fortuna di incontrare insegnanti collaborative,con uno scambio continuo di consigli e opinioni su come fare e come a volte aggiustare il tiro. Ma sempre parlando, sempre confrontandosi.E a casa si l'ho castigato, e non me ne pento. Sono stata dura e ferma.Castighi proporzionati all'eta' del bambino, del tipo niente cartoni fino a che le maestre non mi dicono che ti comporti meglio. O niente cinema, o niente pomeriggi dal compagno di scuola.Ci sono voluti mesi, ma alla consegna della pagella del primo quadrimestre le maestre si sono complimentate, oltre che con il bambino ovviamente, anche con me. Aveva capito, aveva fatto uno scalino nella sua crescita.Ogni tanto capita ancora ora che e' in quinta di dover tirare i remi in barca, ma se c'e' una cosa che non sopporto e lui lo sa e' la mancanza di un comportamento corretto a scuola. Tutto questo per consigliarti di non chiudere le porte con le insegnanti di tuo figlio, ne risentirebbe solamente lui nelle ore di lezione.Anche lui stava attraversando un momento non facile, non una malattia in famiglia per fortuna, ma io e suo padre ci eravamo separati da poco.Le maestre stesse gli sono state vicino capendolo ma allo stesso tempo senza mai fargliene passare una.Ti abbraccio caramente, Sonia

utente anonimo ha detto...

Non so Sara che maestra sia quella di tuo figlio.Ti racconto la mia di esperienza. Mio figlio era ed e' semprestato molto vivace, il passagio dalla materna alleelementari non e' stato quindi indolore. Le maestre mirincorrevano per la strada quando mi vedevano, dicendomi cheil bambino non stava fermo, parlava con i suoi compagni,disturbava insomma. Il rendimento era sempre ottimo, ma bisognavaintervenire nel fargli capire che la scuola era il suo compito,che per stare in tanti bambini in armonia era necessario che tuttirispettassero certe regole. E prima riusciva a capirlo meglio era.Ho sempre pensato che senza la sinergia scuola-famiglia non si va danessuna parte. Ho avuto la fortuna di incontrare insegnanti collaborative,con uno scambio continuo di consigli e opinioni su come fare e come a volte aggiustare il tiro. Ma sempre parlando, sempre confrontandosi.E a casa si l'ho castigato, e non me ne pento. Sono stata dura e ferma.Castighi proporzionati all'eta' del bambino, del tipo niente cartoni fino a che le maestre non mi dicono che ti comporti meglio. O niente cinema, o niente pomeriggi dal compagno di scuola.Ci sono voluti mesi, ma alla consegna della pagella del primo quadrimestre le maestre si sono complimentate, oltre che con il bambino ovviamente, anche con me. Aveva capito, aveva fatto uno scalino nella sua crescita.Ogni tanto capita ancora ora che e' in quinta di dover tirare i remi in barca, ma se c'e' una cosa che non sopporto e lui lo sa e' la mancanza di un comportamento corretto a scuola. Tutto questo per consigliarti di non chiudere le porte con le insegnanti di tuo figlio, ne risentirebbe solamente lui nelle ore di lezione.Anche lui stava attraversando un momento non facile, non una malattia in famiglia per fortuna, ma io e suo padre ci eravamo separati da poco.Le maestre stesse gli sono state vicino capendolo ma allo stesso tempo senza mai fargliene passare una.Ti abbraccio caramente, Sonia

utente anonimo ha detto...

Non so Sara che maestra sia quella di tuo figlio.Ti racconto la mia di esperienza. Mio figlio era ed e' semprestato molto vivace, il passagio dalla materna alleelementari non e' stato quindi indolore. Le maestre mirincorrevano per la strada quando mi vedevano, dicendomi cheil bambino non stava fermo, parlava con i suoi compagni,disturbava insomma. Il rendimento era sempre ottimo, ma bisognavaintervenire nel fargli capire che la scuola era il suo compito,che per stare in tanti bambini in armonia era necessario che tuttirispettassero certe regole. E prima riusciva a capirlo meglio era.Ho sempre pensato che senza la sinergia scuola-famiglia non si va danessuna parte. Ho avuto la fortuna di incontrare insegnanti collaborative,con uno scambio continuo di consigli e opinioni su come fare e come a volte aggiustare il tiro. Ma sempre parlando, sempre confrontandosi.E a casa si l'ho castigato, e non me ne pento. Sono stata dura e ferma.Castighi proporzionati all'eta' del bambino, del tipo niente cartoni fino a che le maestre non mi dicono che ti comporti meglio. O niente cinema, o niente pomeriggi dal compagno di scuola.Ci sono voluti mesi, ma alla consegna della pagella del primo quadrimestre le maestre si sono complimentate, oltre che con il bambino ovviamente, anche con me. Aveva capito, aveva fatto uno scalino nella sua crescita.Ogni tanto capita ancora ora che e' in quinta di dover tirare i remi in barca, ma se c'e' una cosa che non sopporto e lui lo sa e' la mancanza di un comportamento corretto a scuola. Tutto questo per consigliarti di non chiudere le porte con le insegnanti di tuo figlio, ne risentirebbe solamente lui nelle ore di lezione.Anche lui stava attraversando un momento non facile, non una malattia in famiglia per fortuna, ma io e suo padre ci eravamo separati da poco.Le maestre stesse gli sono state vicino capendolo ma allo stesso tempo senza mai fargliene passare una.Ti abbraccio caramente, Sonia

utente anonimo ha detto...

Non so Sara che maestra sia quella di tuo figlio.Ti racconto la mia di esperienza. Mio figlio era ed e' semprestato molto vivace, il passagio dalla materna alleelementari non e' stato quindi indolore. Le maestre mirincorrevano per la strada quando mi vedevano, dicendomi cheil bambino non stava fermo, parlava con i suoi compagni,disturbava insomma. Il rendimento era sempre ottimo, ma bisognavaintervenire nel fargli capire che la scuola era il suo compito,che per stare in tanti bambini in armonia era necessario che tuttirispettassero certe regole. E prima riusciva a capirlo meglio era.Ho sempre pensato che senza la sinergia scuola-famiglia non si va danessuna parte. Ho avuto la fortuna di incontrare insegnanti collaborative,con uno scambio continuo di consigli e opinioni su come fare e come a volte aggiustare il tiro. Ma sempre parlando, sempre confrontandosi.E a casa si l'ho castigato, e non me ne pento. Sono stata dura e ferma.Castighi proporzionati all'eta' del bambino, del tipo niente cartoni fino a che le maestre non mi dicono che ti comporti meglio. O niente cinema, o niente pomeriggi dal compagno di scuola.Ci sono voluti mesi, ma alla consegna della pagella del primo quadrimestre le maestre si sono complimentate, oltre che con il bambino ovviamente, anche con me. Aveva capito, aveva fatto uno scalino nella sua crescita.Ogni tanto capita ancora ora che e' in quinta di dover tirare i remi in barca, ma se c'e' una cosa che non sopporto e lui lo sa e' la mancanza di un comportamento corretto a scuola. Tutto questo per consigliarti di non chiudere le porte con le insegnanti di tuo figlio, ne risentirebbe solamente lui nelle ore di lezione.Anche lui stava attraversando un momento non facile, non una malattia in famiglia per fortuna, ma io e suo padre ci eravamo separati da poco.Le maestre stesse gli sono state vicino capendolo ma allo stesso tempo senza mai fargliene passare una.Ti abbraccio caramente, Sonia

Mamiga ha detto...

@Sonia: sai cos'è, all'inizio le maestre si sono dimostrate collaborative, è da ammettere. Se ne è parlato, si è cercato di venirsi incontro, e secondo me è giusto che si usino le punizioni quando servono, a scuola come a casa. Ma il Power soffre, soffre in continuazione, soffre a casa, soffre a scuola, e bisogna pur mettere un limite a questa sofferenza. Non è semplicemente questione di vivacità, le sue reazioni sono l'espressione di un disagio. E' giusto non fargli passare liscio il modo esuberante di sfogarsi, al Power ho anche tolto il computer finchè le maestre non mi dicono qualcosa di positivo, ma è inutile ribadirmi ogni giorno davanti a lui che ha fatto questo e quello; il Power lo viveva come una umiliazione all'inizio, mentre adesso è diventata una abitudine a cui non fa nemmeno più caso. Sai cosa mi ha detto ieri sera quando gli ho chiesto come si sentisse quando la maestra lo rimprovera? Mi ha risposto "un fallito, uno che non ne fa una giusta". E' agghiacciante detto da un bambino di sei anni. Ti pare?Non voglio chiudere le porte alla comunicazione con gli insegnanti, ci mancherebbe, ma è la maestra che la chiude così (lo fa letteralmente, mi butta in faccia quello che è andato storto, si gira ed entra a scuola sbattendomi la porta in faccia, non mi lascia nemmeno parlare perchè ha fretta: un comportamento da lady). A questo punto prendo la mia strada e grazie arrivederci, no?@Abby: grazie per il tuo commento e benvenuta. Ma dammi del tu, ti prego.

Mamiga ha detto...

@Sonia: sai cos'è, all'inizio le maestre si sono dimostrate collaborative, è da ammettere. Se ne è parlato, si è cercato di venirsi incontro, e secondo me è giusto che si usino le punizioni quando servono, a scuola come a casa. Ma il Power soffre, soffre in continuazione, soffre a casa, soffre a scuola, e bisogna pur mettere un limite a questa sofferenza. Non è semplicemente questione di vivacità, le sue reazioni sono l'espressione di un disagio. E' giusto non fargli passare liscio il modo esuberante di sfogarsi, al Power ho anche tolto il computer finchè le maestre non mi dicono qualcosa di positivo, ma è inutile ribadirmi ogni giorno davanti a lui che ha fatto questo e quello; il Power lo viveva come una umiliazione all'inizio, mentre adesso è diventata una abitudine a cui non fa nemmeno più caso. Sai cosa mi ha detto ieri sera quando gli ho chiesto come si sentisse quando la maestra lo rimprovera? Mi ha risposto "un fallito, uno che non ne fa una giusta". E' agghiacciante detto da un bambino di sei anni. Ti pare?Non voglio chiudere le porte alla comunicazione con gli insegnanti, ci mancherebbe, ma è la maestra che la chiude così (lo fa letteralmente, mi butta in faccia quello che è andato storto, si gira ed entra a scuola sbattendomi la porta in faccia, non mi lascia nemmeno parlare perchè ha fretta: un comportamento da lady). A questo punto prendo la mia strada e grazie arrivederci, no?@Abby: grazie per il tuo commento e benvenuta. Ma dammi del tu, ti prego.

Mamiga ha detto...

@Sonia: sai cos'è, all'inizio le maestre si sono dimostrate collaborative, è da ammettere. Se ne è parlato, si è cercato di venirsi incontro, e secondo me è giusto che si usino le punizioni quando servono, a scuola come a casa. Ma il Power soffre, soffre in continuazione, soffre a casa, soffre a scuola, e bisogna pur mettere un limite a questa sofferenza. Non è semplicemente questione di vivacità, le sue reazioni sono l'espressione di un disagio. E' giusto non fargli passare liscio il modo esuberante di sfogarsi, al Power ho anche tolto il computer finchè le maestre non mi dicono qualcosa di positivo, ma è inutile ribadirmi ogni giorno davanti a lui che ha fatto questo e quello; il Power lo viveva come una umiliazione all'inizio, mentre adesso è diventata una abitudine a cui non fa nemmeno più caso. Sai cosa mi ha detto ieri sera quando gli ho chiesto come si sentisse quando la maestra lo rimprovera? Mi ha risposto "un fallito, uno che non ne fa una giusta". E' agghiacciante detto da un bambino di sei anni. Ti pare?Non voglio chiudere le porte alla comunicazione con gli insegnanti, ci mancherebbe, ma è la maestra che la chiude così (lo fa letteralmente, mi butta in faccia quello che è andato storto, si gira ed entra a scuola sbattendomi la porta in faccia, non mi lascia nemmeno parlare perchè ha fretta: un comportamento da lady). A questo punto prendo la mia strada e grazie arrivederci, no?@Abby: grazie per il tuo commento e benvenuta. Ma dammi del tu, ti prego.

Mamiga ha detto...

@Sonia: sai cos'è, all'inizio le maestre si sono dimostrate collaborative, è da ammettere. Se ne è parlato, si è cercato di venirsi incontro, e secondo me è giusto che si usino le punizioni quando servono, a scuola come a casa. Ma il Power soffre, soffre in continuazione, soffre a casa, soffre a scuola, e bisogna pur mettere un limite a questa sofferenza. Non è semplicemente questione di vivacità, le sue reazioni sono l'espressione di un disagio. E' giusto non fargli passare liscio il modo esuberante di sfogarsi, al Power ho anche tolto il computer finchè le maestre non mi dicono qualcosa di positivo, ma è inutile ribadirmi ogni giorno davanti a lui che ha fatto questo e quello; il Power lo viveva come una umiliazione all'inizio, mentre adesso è diventata una abitudine a cui non fa nemmeno più caso. Sai cosa mi ha detto ieri sera quando gli ho chiesto come si sentisse quando la maestra lo rimprovera? Mi ha risposto "un fallito, uno che non ne fa una giusta". E' agghiacciante detto da un bambino di sei anni. Ti pare?Non voglio chiudere le porte alla comunicazione con gli insegnanti, ci mancherebbe, ma è la maestra che la chiude così (lo fa letteralmente, mi butta in faccia quello che è andato storto, si gira ed entra a scuola sbattendomi la porta in faccia, non mi lascia nemmeno parlare perchè ha fretta: un comportamento da lady). A questo punto prendo la mia strada e grazie arrivederci, no?@Abby: grazie per il tuo commento e benvenuta. Ma dammi del tu, ti prego.

widepeak ha detto...

guarda, dovresti proprio mandargliela a questa scema! povero power!

utente anonimo ha detto...

A volte i bambini parlano in termini che nemmeno capiscono. Ogni volta che il mio ne combina una delle sue assume quell'aria contrita dicendomi che lui e' questo e quello, che non capisce niente ecc ecc. Ma so che vuolesemplicemente fregarmi, pensando che se io lo vedo cosi "auto punitivo" gli risparmiero' la filippica e il castigo conseguente. Ne e' dimostrazione il fatto che neanche mezz'ora dopo se ne e' gia bell'e che dimenticato. Ma io conosco il mio di "pollo" e solo per il mio posso parlare. Ai bambini credo che serva vedere che si rema tutti dalla stessa parte, che cio' che dice la maestra dice anche la mamma. Altrimenti nella loro testolina non capiscono piu' chi ha ragione e chi no, ed in altri casi sono ben furbi ad aggrapparsi a quello che fa piu' comodo a loro. In questi anni ne avrei avutodi cose da ridire su maestre che si sono susseguite in questi cinque anni! Ma mi sono sempre morsa la lingua in tempo. Se vedi che la maestra in questione continua a mandarti fuori il bambino e se ne va, rompiglili le scatole. Chiedi colloqui privati con loro piu' volte al mese, in modo cosi' che lui non sia presente. Penso che sia l'unica soluzione per tenere da parte tuo figlio e far vedere alle maestre che tieni in considerazione la loro opinione.  Sonia

widepeak ha detto...

guarda, dovresti proprio mandargliela a questa scema! povero power!

utente anonimo ha detto...

A volte i bambini parlano in termini che nemmeno capiscono. Ogni volta che il mio ne combina una delle sue assume quell'aria contrita dicendomi che lui e' questo e quello, che non capisce niente ecc ecc. Ma so che vuolesemplicemente fregarmi, pensando che se io lo vedo cosi "auto punitivo" gli risparmiero' la filippica e il castigo conseguente. Ne e' dimostrazione il fatto che neanche mezz'ora dopo se ne e' gia bell'e che dimenticato. Ma io conosco il mio di "pollo" e solo per il mio posso parlare. Ai bambini credo che serva vedere che si rema tutti dalla stessa parte, che cio' che dice la maestra dice anche la mamma. Altrimenti nella loro testolina non capiscono piu' chi ha ragione e chi no, ed in altri casi sono ben furbi ad aggrapparsi a quello che fa piu' comodo a loro. In questi anni ne avrei avutodi cose da ridire su maestre che si sono susseguite in questi cinque anni! Ma mi sono sempre morsa la lingua in tempo. Se vedi che la maestra in questione continua a mandarti fuori il bambino e se ne va, rompiglili le scatole. Chiedi colloqui privati con loro piu' volte al mese, in modo cosi' che lui non sia presente. Penso che sia l'unica soluzione per tenere da parte tuo figlio e far vedere alle maestre che tieni in considerazione la loro opinione.  Sonia

widepeak ha detto...

guarda, dovresti proprio mandargliela a questa scema! povero power!

utente anonimo ha detto...

A volte i bambini parlano in termini che nemmeno capiscono. Ogni volta che il mio ne combina una delle sue assume quell'aria contrita dicendomi che lui e' questo e quello, che non capisce niente ecc ecc. Ma so che vuolesemplicemente fregarmi, pensando che se io lo vedo cosi "auto punitivo" gli risparmiero' la filippica e il castigo conseguente. Ne e' dimostrazione il fatto che neanche mezz'ora dopo se ne e' gia bell'e che dimenticato. Ma io conosco il mio di "pollo" e solo per il mio posso parlare. Ai bambini credo che serva vedere che si rema tutti dalla stessa parte, che cio' che dice la maestra dice anche la mamma. Altrimenti nella loro testolina non capiscono piu' chi ha ragione e chi no, ed in altri casi sono ben furbi ad aggrapparsi a quello che fa piu' comodo a loro. In questi anni ne avrei avutodi cose da ridire su maestre che si sono susseguite in questi cinque anni! Ma mi sono sempre morsa la lingua in tempo. Se vedi che la maestra in questione continua a mandarti fuori il bambino e se ne va, rompiglili le scatole. Chiedi colloqui privati con loro piu' volte al mese, in modo cosi' che lui non sia presente. Penso che sia l'unica soluzione per tenere da parte tuo figlio e far vedere alle maestre che tieni in considerazione la loro opinione.  Sonia

widepeak ha detto...

guarda, dovresti proprio mandargliela a questa scema! povero power!

utente anonimo ha detto...

A volte i bambini parlano in termini che nemmeno capiscono. Ogni volta che il mio ne combina una delle sue assume quell'aria contrita dicendomi che lui e' questo e quello, che non capisce niente ecc ecc. Ma so che vuolesemplicemente fregarmi, pensando che se io lo vedo cosi "auto punitivo" gli risparmiero' la filippica e il castigo conseguente. Ne e' dimostrazione il fatto che neanche mezz'ora dopo se ne e' gia bell'e che dimenticato. Ma io conosco il mio di "pollo" e solo per il mio posso parlare. Ai bambini credo che serva vedere che si rema tutti dalla stessa parte, che cio' che dice la maestra dice anche la mamma. Altrimenti nella loro testolina non capiscono piu' chi ha ragione e chi no, ed in altri casi sono ben furbi ad aggrapparsi a quello che fa piu' comodo a loro. In questi anni ne avrei avutodi cose da ridire su maestre che si sono susseguite in questi cinque anni! Ma mi sono sempre morsa la lingua in tempo. Se vedi che la maestra in questione continua a mandarti fuori il bambino e se ne va, rompiglili le scatole. Chiedi colloqui privati con loro piu' volte al mese, in modo cosi' che lui non sia presente. Penso che sia l'unica soluzione per tenere da parte tuo figlio e far vedere alle maestre che tieni in considerazione la loro opinione.  Sonia

ladygabibbo ha detto...

potresti chiedere un colloquio alla maestra  e in privato chiederle chiaramente di cambiare atteggiamento...io stessa quando consegno maria merola alla sua mamma, non faccio l'elenco delle sue malefatte, se c'è qualcosa che non va ne parlo a parte con sua mamma o suo papà...le rare volte che parlo di un suo comportamento sbagliato davanti a sua mamma è perchè si renda conto che son proprio tanto arrabbiata...coraggio cara...smakk

ladygabibbo ha detto...

potresti chiedere un colloquio alla maestra  e in privato chiederle chiaramente di cambiare atteggiamento...io stessa quando consegno maria merola alla sua mamma, non faccio l'elenco delle sue malefatte, se c'è qualcosa che non va ne parlo a parte con sua mamma o suo papà...le rare volte che parlo di un suo comportamento sbagliato davanti a sua mamma è perchè si renda conto che son proprio tanto arrabbiata...coraggio cara...smakk

ladygabibbo ha detto...

potresti chiedere un colloquio alla maestra  e in privato chiederle chiaramente di cambiare atteggiamento...io stessa quando consegno maria merola alla sua mamma, non faccio l'elenco delle sue malefatte, se c'è qualcosa che non va ne parlo a parte con sua mamma o suo papà...le rare volte che parlo di un suo comportamento sbagliato davanti a sua mamma è perchè si renda conto che son proprio tanto arrabbiata...coraggio cara...smakk

ladygabibbo ha detto...

potresti chiedere un colloquio alla maestra  e in privato chiederle chiaramente di cambiare atteggiamento...io stessa quando consegno maria merola alla sua mamma, non faccio l'elenco delle sue malefatte, se c'è qualcosa che non va ne parlo a parte con sua mamma o suo papà...le rare volte che parlo di un suo comportamento sbagliato davanti a sua mamma è perchè si renda conto che son proprio tanto arrabbiata...coraggio cara...smakk

ziacris ha detto...

Hai tutta la mia comprensione e non solo perchè siamo nella stessa barca, ma solamente perchè questa maestra si rifiuta di capire e di uscire dagli schemi didattici che si è prefissata, pensando che ogni classe sia uguale allo  schema che lei ha i ntesta. e se lei è stanca di insegnare, perchè non è più motivata, perchè la Marystar le sta mettendo i bastoni fra le ruote, perchè non è più gratificante moralmente ed economicamente insegnare, e allora che vada a fare la fruttivendola, almeno lì può trattare gli ortaggi come meglio crede, la verdura come la metti sta.Io parlo così perchè stravedo per la Tata, gli altri bambini mi sembrano tutti dei monelli al suo confronto, ma al tempo stesso la rimprovero e la metto in punizione senza tanto sentirmi in colpa, ma dalla parte delle insegnanti pretendo lo stesso insegnamento, le stesso comportamento, non che venga dato addosso ad un bambino e sempre a lui, perchè ormai è stato bollato "quello con il problema" lui non può e non deve fare da capro espiatoria per tutta la classe, perchè alla fine il discorso è questo: l'ingovernabilità della classe viene addossata tutta al Power.E non è umiliandolo che si risolve il prblema, non è continuando a rimproverarlo davanti a tutti che lui smetta con gli atteggiamenti sbagliati, lì bisogna mettersi in gioco, entrare nel meccanismo per aiutarlo, perchè siamo onesti, il piccolo Power in questo momento ha bisogno di essere capito e rassicurato, non dimetichiamo che è un bambino di 6 anni catapultato in una situazione più grande di lui, Fatichiamo noi adulti a caprila, figuriamoci un bambino.Baci e abbracci caraI

ziacris ha detto...

Hai tutta la mia comprensione e non solo perchè siamo nella stessa barca, ma solamente perchè questa maestra si rifiuta di capire e di uscire dagli schemi didattici che si è prefissata, pensando che ogni classe sia uguale allo  schema che lei ha i ntesta. e se lei è stanca di insegnare, perchè non è più motivata, perchè la Marystar le sta mettendo i bastoni fra le ruote, perchè non è più gratificante moralmente ed economicamente insegnare, e allora che vada a fare la fruttivendola, almeno lì può trattare gli ortaggi come meglio crede, la verdura come la metti sta.Io parlo così perchè stravedo per la Tata, gli altri bambini mi sembrano tutti dei monelli al suo confronto, ma al tempo stesso la rimprovero e la metto in punizione senza tanto sentirmi in colpa, ma dalla parte delle insegnanti pretendo lo stesso insegnamento, le stesso comportamento, non che venga dato addosso ad un bambino e sempre a lui, perchè ormai è stato bollato "quello con il problema" lui non può e non deve fare da capro espiatoria per tutta la classe, perchè alla fine il discorso è questo: l'ingovernabilità della classe viene addossata tutta al Power.E non è umiliandolo che si risolve il prblema, non è continuando a rimproverarlo davanti a tutti che lui smetta con gli atteggiamenti sbagliati, lì bisogna mettersi in gioco, entrare nel meccanismo per aiutarlo, perchè siamo onesti, il piccolo Power in questo momento ha bisogno di essere capito e rassicurato, non dimetichiamo che è un bambino di 6 anni catapultato in una situazione più grande di lui, Fatichiamo noi adulti a caprila, figuriamoci un bambino.Baci e abbracci caraI

ziacris ha detto...

Hai tutta la mia comprensione e non solo perchè siamo nella stessa barca, ma solamente perchè questa maestra si rifiuta di capire e di uscire dagli schemi didattici che si è prefissata, pensando che ogni classe sia uguale allo  schema che lei ha i ntesta. e se lei è stanca di insegnare, perchè non è più motivata, perchè la Marystar le sta mettendo i bastoni fra le ruote, perchè non è più gratificante moralmente ed economicamente insegnare, e allora che vada a fare la fruttivendola, almeno lì può trattare gli ortaggi come meglio crede, la verdura come la metti sta.Io parlo così perchè stravedo per la Tata, gli altri bambini mi sembrano tutti dei monelli al suo confronto, ma al tempo stesso la rimprovero e la metto in punizione senza tanto sentirmi in colpa, ma dalla parte delle insegnanti pretendo lo stesso insegnamento, le stesso comportamento, non che venga dato addosso ad un bambino e sempre a lui, perchè ormai è stato bollato "quello con il problema" lui non può e non deve fare da capro espiatoria per tutta la classe, perchè alla fine il discorso è questo: l'ingovernabilità della classe viene addossata tutta al Power.E non è umiliandolo che si risolve il prblema, non è continuando a rimproverarlo davanti a tutti che lui smetta con gli atteggiamenti sbagliati, lì bisogna mettersi in gioco, entrare nel meccanismo per aiutarlo, perchè siamo onesti, il piccolo Power in questo momento ha bisogno di essere capito e rassicurato, non dimetichiamo che è un bambino di 6 anni catapultato in una situazione più grande di lui, Fatichiamo noi adulti a caprila, figuriamoci un bambino.Baci e abbracci caraI

ziacris ha detto...

Hai tutta la mia comprensione e non solo perchè siamo nella stessa barca, ma solamente perchè questa maestra si rifiuta di capire e di uscire dagli schemi didattici che si è prefissata, pensando che ogni classe sia uguale allo  schema che lei ha i ntesta. e se lei è stanca di insegnare, perchè non è più motivata, perchè la Marystar le sta mettendo i bastoni fra le ruote, perchè non è più gratificante moralmente ed economicamente insegnare, e allora che vada a fare la fruttivendola, almeno lì può trattare gli ortaggi come meglio crede, la verdura come la metti sta.Io parlo così perchè stravedo per la Tata, gli altri bambini mi sembrano tutti dei monelli al suo confronto, ma al tempo stesso la rimprovero e la metto in punizione senza tanto sentirmi in colpa, ma dalla parte delle insegnanti pretendo lo stesso insegnamento, le stesso comportamento, non che venga dato addosso ad un bambino e sempre a lui, perchè ormai è stato bollato "quello con il problema" lui non può e non deve fare da capro espiatoria per tutta la classe, perchè alla fine il discorso è questo: l'ingovernabilità della classe viene addossata tutta al Power.E non è umiliandolo che si risolve il prblema, non è continuando a rimproverarlo davanti a tutti che lui smetta con gli atteggiamenti sbagliati, lì bisogna mettersi in gioco, entrare nel meccanismo per aiutarlo, perchè siamo onesti, il piccolo Power in questo momento ha bisogno di essere capito e rassicurato, non dimetichiamo che è un bambino di 6 anni catapultato in una situazione più grande di lui, Fatichiamo noi adulti a caprila, figuriamoci un bambino.Baci e abbracci caraI

utente anonimo ha detto...

mio figlio, che frequenta l'ultimo anno della materna era fra quelli considerati pestiferi, insieme ad un altro bambino collezionava punizioni su punizioni (tipo mangiare su un banco da solo rivolto verso il muro, per giorni e giorni), quest'anno dopo un colloquio con la maestra in cui gli ho detto che quest'atteggiamento lo faceva sentire totalmente insicuro finalmente la musica è cambiata, sono stati nominati aiutanti delle maestre con piccoli compiti tipo aiutare i più piccoli, raccogliere i quaderni..Questo ha provocato una completo stravolgimento nell'atteggiamento di mio figlio, e dell'altro bambino, ora non piange più un quarto d'ora ogni mattina e si sente orgoglioso di quello che fa.prova a parlare con loro trovando un settore in cui lui si possa sentire forte, un modo in cui lui solo possa emergere positivamente rispetto alla classe e di fronte alla classe, sono sicura che non ci saranno difficoltà. Se fossi in te comunque mi farei aiutare da uno psicologo sia per il power che per te, la sofferenza psichica è più importante di quella fisica, anche se tutto cecra di farci pensare il contrario. Un abbraccio. Claudia.

utente anonimo ha detto...

mio figlio, che frequenta l'ultimo anno della materna era fra quelli considerati pestiferi, insieme ad un altro bambino collezionava punizioni su punizioni (tipo mangiare su un banco da solo rivolto verso il muro, per giorni e giorni), quest'anno dopo un colloquio con la maestra in cui gli ho detto che quest'atteggiamento lo faceva sentire totalmente insicuro finalmente la musica è cambiata, sono stati nominati aiutanti delle maestre con piccoli compiti tipo aiutare i più piccoli, raccogliere i quaderni..Questo ha provocato una completo stravolgimento nell'atteggiamento di mio figlio, e dell'altro bambino, ora non piange più un quarto d'ora ogni mattina e si sente orgoglioso di quello che fa.prova a parlare con loro trovando un settore in cui lui si possa sentire forte, un modo in cui lui solo possa emergere positivamente rispetto alla classe e di fronte alla classe, sono sicura che non ci saranno difficoltà. Se fossi in te comunque mi farei aiutare da uno psicologo sia per il power che per te, la sofferenza psichica è più importante di quella fisica, anche se tutto cecra di farci pensare il contrario. Un abbraccio. Claudia.

utente anonimo ha detto...

mio figlio, che frequenta l'ultimo anno della materna era fra quelli considerati pestiferi, insieme ad un altro bambino collezionava punizioni su punizioni (tipo mangiare su un banco da solo rivolto verso il muro, per giorni e giorni), quest'anno dopo un colloquio con la maestra in cui gli ho detto che quest'atteggiamento lo faceva sentire totalmente insicuro finalmente la musica è cambiata, sono stati nominati aiutanti delle maestre con piccoli compiti tipo aiutare i più piccoli, raccogliere i quaderni..Questo ha provocato una completo stravolgimento nell'atteggiamento di mio figlio, e dell'altro bambino, ora non piange più un quarto d'ora ogni mattina e si sente orgoglioso di quello che fa.prova a parlare con loro trovando un settore in cui lui si possa sentire forte, un modo in cui lui solo possa emergere positivamente rispetto alla classe e di fronte alla classe, sono sicura che non ci saranno difficoltà. Se fossi in te comunque mi farei aiutare da uno psicologo sia per il power che per te, la sofferenza psichica è più importante di quella fisica, anche se tutto cecra di farci pensare il contrario. Un abbraccio. Claudia.

utente anonimo ha detto...

mio figlio, che frequenta l'ultimo anno della materna era fra quelli considerati pestiferi, insieme ad un altro bambino collezionava punizioni su punizioni (tipo mangiare su un banco da solo rivolto verso il muro, per giorni e giorni), quest'anno dopo un colloquio con la maestra in cui gli ho detto che quest'atteggiamento lo faceva sentire totalmente insicuro finalmente la musica è cambiata, sono stati nominati aiutanti delle maestre con piccoli compiti tipo aiutare i più piccoli, raccogliere i quaderni..Questo ha provocato una completo stravolgimento nell'atteggiamento di mio figlio, e dell'altro bambino, ora non piange più un quarto d'ora ogni mattina e si sente orgoglioso di quello che fa.prova a parlare con loro trovando un settore in cui lui si possa sentire forte, un modo in cui lui solo possa emergere positivamente rispetto alla classe e di fronte alla classe, sono sicura che non ci saranno difficoltà. Se fossi in te comunque mi farei aiutare da uno psicologo sia per il power che per te, la sofferenza psichica è più importante di quella fisica, anche se tutto cecra di farci pensare il contrario. Un abbraccio. Claudia.

lauraricama ha detto...

Fai bene a nn ascoltarla più, ma devi anche provvedere perchè il mitico Power nn può stare tutto il giorno in classe con una Str@@za simile!!! Parla con lei, con le altre insegnanti, con la direttrice, con il provveditore... anche con la nostra amata Mary star!!! ma fai in modo che il piccolo nn sia umiliato davanti i compagni perchè questo non farà altro che peggiorare il suo disagio e non basterà il lavoro fatto a casa!!!Ps. io la classe insegnanti l'ho sempre odiata: ignoranti e saccenti sfogano le loro frustrazioni sui poveri alunni!!!

lauraricama ha detto...

Fai bene a nn ascoltarla più, ma devi anche provvedere perchè il mitico Power nn può stare tutto il giorno in classe con una Str@@za simile!!! Parla con lei, con le altre insegnanti, con la direttrice, con il provveditore... anche con la nostra amata Mary star!!! ma fai in modo che il piccolo nn sia umiliato davanti i compagni perchè questo non farà altro che peggiorare il suo disagio e non basterà il lavoro fatto a casa!!!Ps. io la classe insegnanti l'ho sempre odiata: ignoranti e saccenti sfogano le loro frustrazioni sui poveri alunni!!!

lauraricama ha detto...

Fai bene a nn ascoltarla più, ma devi anche provvedere perchè il mitico Power nn può stare tutto il giorno in classe con una Str@@za simile!!! Parla con lei, con le altre insegnanti, con la direttrice, con il provveditore... anche con la nostra amata Mary star!!! ma fai in modo che il piccolo nn sia umiliato davanti i compagni perchè questo non farà altro che peggiorare il suo disagio e non basterà il lavoro fatto a casa!!!Ps. io la classe insegnanti l'ho sempre odiata: ignoranti e saccenti sfogano le loro frustrazioni sui poveri alunni!!!

lauraricama ha detto...

Fai bene a nn ascoltarla più, ma devi anche provvedere perchè il mitico Power nn può stare tutto il giorno in classe con una Str@@za simile!!! Parla con lei, con le altre insegnanti, con la direttrice, con il provveditore... anche con la nostra amata Mary star!!! ma fai in modo che il piccolo nn sia umiliato davanti i compagni perchè questo non farà altro che peggiorare il suo disagio e non basterà il lavoro fatto a casa!!!Ps. io la classe insegnanti l'ho sempre odiata: ignoranti e saccenti sfogano le loro frustrazioni sui poveri alunni!!!

utente anonimo ha detto...

Spero Sara che questa lettera tu la dia alla maestra, tante insegnanti non capisco che per alcuni bambini il castigo  è negativo; certo non bisogna lasciare passare tutto ma dovrebbero cercare di capire perchè il bambino si comporta in quel modo. Certe insegnanti non sanno che comportandosi in quel modo faranno odiare la scuola per tutta la vita a quegli allievi e li renderanno insicuri. Mi ricordo che quando mio figlio ha iniziato la scuola elementare non riusciva a stare fermo per tanto tempo, allora la maestra aveva escogitato un metodo, quando vedeva che l'inrequetezza iniziava per mio figlio gli chiedeva il piacere di andare a prendere qualche cosa per lei in modo che lui muovendosi riusciva poi a restare tranquillo per il resto della lezione.Marinella

utente anonimo ha detto...

Spero Sara che questa lettera tu la dia alla maestra, tante insegnanti non capisco che per alcuni bambini il castigo  è negativo; certo non bisogna lasciare passare tutto ma dovrebbero cercare di capire perchè il bambino si comporta in quel modo. Certe insegnanti non sanno che comportandosi in quel modo faranno odiare la scuola per tutta la vita a quegli allievi e li renderanno insicuri. Mi ricordo che quando mio figlio ha iniziato la scuola elementare non riusciva a stare fermo per tanto tempo, allora la maestra aveva escogitato un metodo, quando vedeva che l'inrequetezza iniziava per mio figlio gli chiedeva il piacere di andare a prendere qualche cosa per lei in modo che lui muovendosi riusciva poi a restare tranquillo per il resto della lezione.Marinella

utente anonimo ha detto...

Spero Sara che questa lettera tu la dia alla maestra, tante insegnanti non capisco che per alcuni bambini il castigo  è negativo; certo non bisogna lasciare passare tutto ma dovrebbero cercare di capire perchè il bambino si comporta in quel modo. Certe insegnanti non sanno che comportandosi in quel modo faranno odiare la scuola per tutta la vita a quegli allievi e li renderanno insicuri. Mi ricordo che quando mio figlio ha iniziato la scuola elementare non riusciva a stare fermo per tanto tempo, allora la maestra aveva escogitato un metodo, quando vedeva che l'inrequetezza iniziava per mio figlio gli chiedeva il piacere di andare a prendere qualche cosa per lei in modo che lui muovendosi riusciva poi a restare tranquillo per il resto della lezione.Marinella

utente anonimo ha detto...

Spero Sara che questa lettera tu la dia alla maestra, tante insegnanti non capisco che per alcuni bambini il castigo  è negativo; certo non bisogna lasciare passare tutto ma dovrebbero cercare di capire perchè il bambino si comporta in quel modo. Certe insegnanti non sanno che comportandosi in quel modo faranno odiare la scuola per tutta la vita a quegli allievi e li renderanno insicuri. Mi ricordo che quando mio figlio ha iniziato la scuola elementare non riusciva a stare fermo per tanto tempo, allora la maestra aveva escogitato un metodo, quando vedeva che l'inrequetezza iniziava per mio figlio gli chiedeva il piacere di andare a prendere qualche cosa per lei in modo che lui muovendosi riusciva poi a restare tranquillo per il resto della lezione.Marinella

LauraGDS ha detto...

Se G. soffre così tanto hai già preso in considerazione l'idea di farlo aiutare? Sappiamo bene entrambe che non è un difetto essere aiutati, e visto che lui è più vittima che carnefice, al di là della sua durissima testa, in un età giovanissima e in un momento di crescita, forse riuscire a farlo aiutare gli può evitare problemi più tosti in età avanzata.

LauraGDS ha detto...

Se G. soffre così tanto hai già preso in considerazione l'idea di farlo aiutare? Sappiamo bene entrambe che non è un difetto essere aiutati, e visto che lui è più vittima che carnefice, al di là della sua durissima testa, in un età giovanissima e in un momento di crescita, forse riuscire a farlo aiutare gli può evitare problemi più tosti in età avanzata.

LauraGDS ha detto...

Se G. soffre così tanto hai già preso in considerazione l'idea di farlo aiutare? Sappiamo bene entrambe che non è un difetto essere aiutati, e visto che lui è più vittima che carnefice, al di là della sua durissima testa, in un età giovanissima e in un momento di crescita, forse riuscire a farlo aiutare gli può evitare problemi più tosti in età avanzata.

LauraGDS ha detto...

Se G. soffre così tanto hai già preso in considerazione l'idea di farlo aiutare? Sappiamo bene entrambe che non è un difetto essere aiutati, e visto che lui è più vittima che carnefice, al di là della sua durissima testa, in un età giovanissima e in un momento di crescita, forse riuscire a farlo aiutare gli può evitare problemi più tosti in età avanzata.

utente anonimo ha detto...

Io speravo che per il Power le cose fossero un po' più facili.... Eppure mi sembra di vedere il mio Davide.... Però tu sei stata più brava.... ti ci è voluto un mese... Io ci ho messo quasi un anno....Prendila così: anche questo gli servirà a crescere... e poi non sono nemmeno sicura di questo, ma io sono 5 anni che mi sto cercando di convincere!!!!Lara

utente anonimo ha detto...

Io speravo che per il Power le cose fossero un po' più facili.... Eppure mi sembra di vedere il mio Davide.... Però tu sei stata più brava.... ti ci è voluto un mese... Io ci ho messo quasi un anno....Prendila così: anche questo gli servirà a crescere... e poi non sono nemmeno sicura di questo, ma io sono 5 anni che mi sto cercando di convincere!!!!Lara

utente anonimo ha detto...

Io speravo che per il Power le cose fossero un po' più facili.... Eppure mi sembra di vedere il mio Davide.... Però tu sei stata più brava.... ti ci è voluto un mese... Io ci ho messo quasi un anno....Prendila così: anche questo gli servirà a crescere... e poi non sono nemmeno sicura di questo, ma io sono 5 anni che mi sto cercando di convincere!!!!Lara

utente anonimo ha detto...

Io speravo che per il Power le cose fossero un po' più facili.... Eppure mi sembra di vedere il mio Davide.... Però tu sei stata più brava.... ti ci è voluto un mese... Io ci ho messo quasi un anno....Prendila così: anche questo gli servirà a crescere... e poi non sono nemmeno sicura di questo, ma io sono 5 anni che mi sto cercando di convincere!!!!Lara

Marilena7003 ha detto...

Brava. Hai preso la decisione più giusta ... quella che anche io 6 anni fa avevo preso con l'insegnante di riferimento di Betty...... Tuttora se la incontro per strada e mi ferma e mi chiede di lei non fa altro che ricordarmi se quel lato lì del suo carattere o tal difetto fossero migliorati ... ma te possino ... come dicono a Roma .... Un abbraccio Marilena

Marilena7003 ha detto...

Brava. Hai preso la decisione più giusta ... quella che anche io 6 anni fa avevo preso con l'insegnante di riferimento di Betty...... Tuttora se la incontro per strada e mi ferma e mi chiede di lei non fa altro che ricordarmi se quel lato lì del suo carattere o tal difetto fossero migliorati ... ma te possino ... come dicono a Roma .... Un abbraccio Marilena

Marilena7003 ha detto...

Brava. Hai preso la decisione più giusta ... quella che anche io 6 anni fa avevo preso con l'insegnante di riferimento di Betty...... Tuttora se la incontro per strada e mi ferma e mi chiede di lei non fa altro che ricordarmi se quel lato lì del suo carattere o tal difetto fossero migliorati ... ma te possino ... come dicono a Roma .... Un abbraccio Marilena

Marilena7003 ha detto...

Brava. Hai preso la decisione più giusta ... quella che anche io 6 anni fa avevo preso con l'insegnante di riferimento di Betty...... Tuttora se la incontro per strada e mi ferma e mi chiede di lei non fa altro che ricordarmi se quel lato lì del suo carattere o tal difetto fossero migliorati ... ma te possino ... come dicono a Roma .... Un abbraccio Marilena

fiocco72 ha detto...

Oh cara come mi dispiace leggere questa lettera. Trovo sbagliato che la maestra ti fermi ogni giorno davanti a scuola, questo di solito lo si fa alla materna non alle elementari. Era il caso che ti fissasse un appuntamento dove potervi chiarire e decidere insieme il dafarsi, a volte le punizoni sole non bastano, soprattutto nel caso del tuo piccolo, che sta vivendo una situazione più grande di lui. Non so da voi, ma qui a scuola c'è una psicologa che viene settimanalmente per affrontare insieme ai bambini e alle famiglie i vari problemi. Potrebbe aiutarti molto anche perchè una persona esterna saprebbe valutare meglio la situazione, far parlare tuo figlio e aiutarlo. Spero tu riesca a risolvere la situazione

fiocco72 ha detto...

Oh cara come mi dispiace leggere questa lettera. Trovo sbagliato che la maestra ti fermi ogni giorno davanti a scuola, questo di solito lo si fa alla materna non alle elementari. Era il caso che ti fissasse un appuntamento dove potervi chiarire e decidere insieme il dafarsi, a volte le punizoni sole non bastano, soprattutto nel caso del tuo piccolo, che sta vivendo una situazione più grande di lui. Non so da voi, ma qui a scuola c'è una psicologa che viene settimanalmente per affrontare insieme ai bambini e alle famiglie i vari problemi. Potrebbe aiutarti molto anche perchè una persona esterna saprebbe valutare meglio la situazione, far parlare tuo figlio e aiutarlo. Spero tu riesca a risolvere la situazione

fiocco72 ha detto...

Oh cara come mi dispiace leggere questa lettera. Trovo sbagliato che la maestra ti fermi ogni giorno davanti a scuola, questo di solito lo si fa alla materna non alle elementari. Era il caso che ti fissasse un appuntamento dove potervi chiarire e decidere insieme il dafarsi, a volte le punizoni sole non bastano, soprattutto nel caso del tuo piccolo, che sta vivendo una situazione più grande di lui. Non so da voi, ma qui a scuola c'è una psicologa che viene settimanalmente per affrontare insieme ai bambini e alle famiglie i vari problemi. Potrebbe aiutarti molto anche perchè una persona esterna saprebbe valutare meglio la situazione, far parlare tuo figlio e aiutarlo. Spero tu riesca a risolvere la situazione

fiocco72 ha detto...

Oh cara come mi dispiace leggere questa lettera. Trovo sbagliato che la maestra ti fermi ogni giorno davanti a scuola, questo di solito lo si fa alla materna non alle elementari. Era il caso che ti fissasse un appuntamento dove potervi chiarire e decidere insieme il dafarsi, a volte le punizoni sole non bastano, soprattutto nel caso del tuo piccolo, che sta vivendo una situazione più grande di lui. Non so da voi, ma qui a scuola c'è una psicologa che viene settimanalmente per affrontare insieme ai bambini e alle famiglie i vari problemi. Potrebbe aiutarti molto anche perchè una persona esterna saprebbe valutare meglio la situazione, far parlare tuo figlio e aiutarlo. Spero tu riesca a risolvere la situazione

roberta67 ha detto...

Per il momento taccio, l'anno prossimo ti farò sapere qualcosa. Ma pure io sono contraria alle punizioni ad oltranza, sempre e comunque, e al rispetto dello stato di bambino.Non sottovalutare il suggerimento di Laura, un terzo parere, diverso dal tuo e da quello della maestra, potrebbe dare buoni spunti.Roberta

roberta67 ha detto...

Per il momento taccio, l'anno prossimo ti farò sapere qualcosa. Ma pure io sono contraria alle punizioni ad oltranza, sempre e comunque, e al rispetto dello stato di bambino.Non sottovalutare il suggerimento di Laura, un terzo parere, diverso dal tuo e da quello della maestra, potrebbe dare buoni spunti.Roberta

roberta67 ha detto...

Per il momento taccio, l'anno prossimo ti farò sapere qualcosa. Ma pure io sono contraria alle punizioni ad oltranza, sempre e comunque, e al rispetto dello stato di bambino.Non sottovalutare il suggerimento di Laura, un terzo parere, diverso dal tuo e da quello della maestra, potrebbe dare buoni spunti.Roberta

roberta67 ha detto...

Per il momento taccio, l'anno prossimo ti farò sapere qualcosa. Ma pure io sono contraria alle punizioni ad oltranza, sempre e comunque, e al rispetto dello stato di bambino.Non sottovalutare il suggerimento di Laura, un terzo parere, diverso dal tuo e da quello della maestra, potrebbe dare buoni spunti.Roberta

dany63 ha detto...

allora, a nome della categoria insegnanti ti assicuro che la maestra di tuo figlio è SCEMA ! probabilmente è una di quelle oche catapultate alle elementari per fare un lavoro che lascia un po' di tempo libero ma senza un minimo di preparazione. Devi cercare il o la responsabile della scuola (non è detto sia il preside, ci dovrebbe essere un maestro/maestra che si occupa proprio del funzionamento) e parlarne. Non è detto che si risolvano le cose, ma un atteggiamento punitivo in prima elementare non  mi sembra dimostrazione di una preparazione didattica o pedagogica adeguata.

dany63 ha detto...

allora, a nome della categoria insegnanti ti assicuro che la maestra di tuo figlio è SCEMA ! probabilmente è una di quelle oche catapultate alle elementari per fare un lavoro che lascia un po' di tempo libero ma senza un minimo di preparazione. Devi cercare il o la responsabile della scuola (non è detto sia il preside, ci dovrebbe essere un maestro/maestra che si occupa proprio del funzionamento) e parlarne. Non è detto che si risolvano le cose, ma un atteggiamento punitivo in prima elementare non  mi sembra dimostrazione di una preparazione didattica o pedagogica adeguata.

dany63 ha detto...

allora, a nome della categoria insegnanti ti assicuro che la maestra di tuo figlio è SCEMA ! probabilmente è una di quelle oche catapultate alle elementari per fare un lavoro che lascia un po' di tempo libero ma senza un minimo di preparazione. Devi cercare il o la responsabile della scuola (non è detto sia il preside, ci dovrebbe essere un maestro/maestra che si occupa proprio del funzionamento) e parlarne. Non è detto che si risolvano le cose, ma un atteggiamento punitivo in prima elementare non  mi sembra dimostrazione di una preparazione didattica o pedagogica adeguata.

dany63 ha detto...

allora, a nome della categoria insegnanti ti assicuro che la maestra di tuo figlio è SCEMA ! probabilmente è una di quelle oche catapultate alle elementari per fare un lavoro che lascia un po' di tempo libero ma senza un minimo di preparazione. Devi cercare il o la responsabile della scuola (non è detto sia il preside, ci dovrebbe essere un maestro/maestra che si occupa proprio del funzionamento) e parlarne. Non è detto che si risolvano le cose, ma un atteggiamento punitivo in prima elementare non  mi sembra dimostrazione di una preparazione didattica o pedagogica adeguata.