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giovedì 31 marzo 2011

Un altro colpo


Ho avuto l'esito del mio istologico un venerdì: un respiro di gioia. Il lunedì successivo mia madre viene a casa mia chiedendomi di portarla dal medico perchè ha scoperto di avere la bestia. Una settimana prima se n'è andato il figlio della mia vicina di casa, portato via dal tumore. Poche settimane dopo un'amica di infanzia, giovanissima, e la mamma di Mia. Il giorno di san Valentino se n'è andata Anna. La mia Anna.


Oggi ho fatto l'ultimo Herceptin: mi sono commossa, tipico di me, e mi sono commossa doppiamente perchè oggi la mamma ha rivisto sua sorella dopo mesi, in ospedale. Tornata a casa, saranno state le due, mio marito mi accoglie con una notizia che mi ha raggelato: un paio di giorni fa hanno scoperto un tumore al pancreas al papà del suo migliore amico, con una metastasi che ha già invaso i polmoni. Speranze: zero. C'è solo da attendere la fine, brutto dirlo, ma si sa che a me non piace girarci attorno. E non c'è da attendere nemmeno molto. Domattina la prima cosa che ho intenzione di fare è andare da loro, perchè questa famiglia non ci ha lasciati un momento da quando mi sono ammalata, sono stati presenti come nessun altro, e sempre con le parole giuste al momento giusto.

E' difficile riprendersi la propria vita andandole incontro con gioia, quando ogni volta che rialzo la testa in questo ultimo anno ho un motivo per riabbassarla, quando la vita che cerco di gustare non fa che parlarmi di morte, di morte e di morte. Quando non fai che andare a funerali, asciugare lacrime, tue e di chi ami, mi sembra di essere entrata in un vortice da cui non riesco ad uscire. E da cui non voglio uscire, perchè l'ho già detto, non ho la minima intenzione di tirarmi indietro quando mi viene chiesto dalla vita di affrontare il dolore, e di fare la mia parte cercando di essere di sostegno dove posso esserlo. Soprattutto da quando il cancro è entrato nella mia vita.

Ma sono stanca. Ne ho parlato con l'oncolaus stamattina. Sono proprio stanca fisicamente. L'eco al cuore non è variata rispetto a quella di un mese fa se non di un minimissimo minimo, non ho più raffreddore, ho i soliti dolori vabbè, ma a quelli sono abituata. Anche il gonfiore pian piano sta regredendo con i diuretici che mi sono stati prescritti, quindi in teoria dovrei star bene, o comunque condurre una vita quasi normale come per un normale malato reumatico.  Eppure sono stanca. Sfinita. L'oncolaus mi ha detto "hai dato tanto, è normale che ne risenti. Datti tempo". Va bene. Ci sta.
Ma quando finisce? Anzi, meglio, finisce? Perchè qui...

4 commenti:

fragolina74 ha detto...

non ho grandi parole da dirti
solo tieni botta
fatti forza che come ogni volta anche questo momento di debolezza passerà
e la tua grande forza tornerà a sostenerti
per ora appoggiati alla tua meravigliosa famiglia
fatti coccolare un po'..

un bacio grande

utente anonimo ha detto...

....sai cosa...
quando si sta bene e intorno a noi i nostri cari stanno bene, le malattie e sofferenze sono distanti mille miglia... sì ne senti parlare, ti dicono "oh quello si è ammalato... oh la mamma di X ha un brutto male" ma tutto ti scivola addosso
finchè non succede a noi direttamente... a noi o ai nostri genitori (come è capitato a me): e purtroppo ci si apre un mondo di malati malattie e sofferenze! niente scivola più via, anzi, tutto si amplifica. Non si riesce più a far finta di niente.
La tua stanchezza ci sta tutta! Eperbacco! ci sta ci sta...
come perfetta sconosciuta ti vorrei solo consigliare di prenderti qualche giorno per te.. leggendo le tue pagine mi rendo conto quanto sia impossibile ora... ma ti dirò, ioun pò mi riposo anche solo a sognarlo ;-)
un bacio
Silvia S.
 

utente anonimo ha detto...

Una volta si moriva di appendicite, di polmonite, di parto, di infezioni, di difterite, di morbillo e di varicella da adulti, nel caso, o comunque di malattie non diagnosticate e trascurate.
Oggi, nel nostro occidente,  si muore di infarto e di tumore, se si scampano gli indicidenti.
Sconfiggeremo il tumore? Speriamo. Ne siamo più vicini di un tempo.
Moriremo di qualcos'altro.
A volte ci dimentichiamo che la vita è preziosa, tanto più preziosa se siamo consapevoli che è, tutto sommato, troppo breve per tutti.

L'amica di Lucy.

Gegia88 ha detto...

Faccio fatica a trovare le parole per commentare questo post...ho già cancellato per tre volte quello che avevo iniziato a scrivere.
Purtroppo anche io ho conosciuto persone che si sono ammalate di cancro e che non ce l'hanno fatta (e parlo anche di persone molte giovani) ma conosco anche chi, come te, si è ammalato ma è riuscito a guarire!Io credo che le persone come te siano un prezioso esempio, la dimostrazione che, fortunatamente, si può guarire.
Un bacione e coraggio,
Giulia.