background verde

lunedì 12 aprile 2010

Corti-schifo ma anche no


Stamattina sono stata in ospe per il mammorep. Mi sono alzata verso le sei e mezzo come le altre mattine senza sveglia, da quando a quell'ora tre volte a settimana devo alzarmi per fare le sottocute mi ci alzo anche i giorni rimanenti. L'interventino è filato liscio, nonostante le due ore di attesa per problemi dell'ambulatorio. Una emerita sciocchezza. Compresa la mammo di controllo. Ma penso ormai che la mia soglia di terrore si sia notevolmente innalzata. Anzi, drasticamente innalzata.
Ma è dalle sei e mezzo alle sette e mezzo che è passata l'ora più avvilente.
Ho fatto la doccia, mi sono vestita e sono scesa. Mentre si scaldava l'acqua per il tè sono andata in bagno giù a truccarmi. Lo faccio tutti i giorni ormai, per partito preso: non voglio cedere alla pigrizia e sembrare un cicciobello.
Mi sono guardata allo specchio.
Sono gonfia. Forse la mezza rasatura accentua il gonfiore, ma non è solo apparenza. Sono gonfia da cortisone, come quando lo prendevo come unico farmaco per l'artrite diversi mesi fa. Anzi, di più. Stavolta mi si sono gonfiati anche gli occhi, in maniera quasi impercettibile ma si sono gonfiati. E il collo, le mascelle. Porto lo specchio davanti alla finestra e orrore, il mio viso è pieno di macchie. Mamma mia quanto sono brutta. Sembro una di quelle donne svaccate e trasandate davanti alle quali il mio naso si schifa quando le vedo, cinquantenni o poco più che mammamia, sembrano appena uscite dalla cucina dopo aver nuotato in un pentolone di minestra ed esserne state anche fiere. Ecco, Mamigà a trentasette anni si guarda allo specchio e si fa davvero schifo. Ragione di più per truccarmi e dare a me stessa un aspetto meno scanchenico. E meno malato, se è possibile.
Metto il rossetto, sembra un ricciolo di burro sopra a una teglia di lasagne. Ma almeno decora un po' il tutto.
Ma serviva guardarsi allo specchio per rendersi conto che il cortisone sta facendo il suo lavoro? Non basta che ogni volta che mi siedo sento un rotolo di salsiccia che fino a un mese fa non c'era a impedirmi di sedermi rilassata? Non basta che durante le ultime quindici notti io regolarmente ogni ora debba controllare se le due sono sempre le due, le tre sono sempre le tre e via dicendo? Non basta che ogni volta che mi metto a tavola mangi come una draga, e durante il resto della giornata ogni momento di pausa sia buono per sentire l'istinto che mi porta verso il frigoriero? No, dovevo guardarmi allo specchio e detestare quell'immagine riflessa, orrenda ai miei occhi.
Ma poi...
Poi arriva Papigà dal turno di notte, infilo il cappello e il giubbino, chiudo casa, salgo in macchina e partiamo verso l'ospedale. Tiro giù il frontalino con dietro lo specchietto sul parabrezza e mi guardo di nuovo. Mi scappa un sorriso.
E mi accorgo che con un sorriso torno ad avere trentasette anni, malata di cancro ma solo di passaggio, gonfia ma non perchè mangio schifezze, e se sorrido sono ancora potenzialmente una bella mamma. Una bella donna.

13 commenti:

ziacris ha detto...

Mettiti il cuore in pace per il gonfiore, io per smaltirlo tutto il cortisone dachemio ci ho impiegato un anno abbondante, l'insonnia pure e la fame idem, in compenso andavo sempre a palla, non ero mai stanca, sembravo caricata a molla

ilmondodipiui ha detto...

passami l'espressione ti prego, ma non me ne vengono altre: TU SEI UNA STRAFIGA IN TUTTI I SENSI!!!!! hai una forza ed un coraggio che ti fanno solo onore!!!

utente anonimo ha detto...

sara! sono anna di murano amica di aldo e tua ex compagna di coro (quando ne facevi parte anche tu) stai dando una lezione di grande coraggio!!! da quando ho letto sul blog di aldo della tua malattia faccio un salto qui di tanto in tanto per leggere come sta andando! sei brava! brava ad affrontare tutto questo ma sopratutto a condividerlo.so che riuscirai a vincere la tua battaglia, hai grinta da vendere..e lo si legge!un salutoanna

camden ha detto...

ll mio caso è certo diverso perché io non ho assunto cortisone durante la chemio, se non un'iniezione una volta sola, e non ero gonfia ma bensì magra come uno scheletro (16 kg in meno non sono pochi).Mi guardavo allo specchio e sembravo uscita da un film horror (meno male che il dark a me è sempre piaciuto).Era dura, pensavo di stare andando verso il declino totale, quindi allo specchio mi sbirciavo solo di striscio.Invece ora sono normalissima, sembra che nulla sia accaduto nel mio corpo (se non per la cicatrice sul mio addome che piccola non è, ma da fuori non si vede...).Te lo dico per confermarti che hai già capito tutto: sarai così soltanto per un periodo, poi tornerai la Mamigà di sempre , magari ci vorrà un po' di tempo, ma è splendido che tu lo dica già adesso che sei una bella mamma e una bella donna!Brava!!!!!!!

utente anonimo ha detto...

Quello specchietto dietro l'aletta parasole è fantastico: tiralo giù, decuplicalo e rivestici casa: fa vedere la Mamigà che sei, fuori ma soprattutto dentro.Roberta

widepeak ha detto...

brava mami, bravissima! riesci sempre a strapparmi un sorriso felice, perché mi sembra proprio che parli anche per me!

giorgi ha detto...

Certo che sei una bella donna (e mamma). Ricordati che l'aspetto non proprio al top è momentaneo e comunque per tutto (bellezza interiore, esteriore, sonno, rafforzamento del sistema immunitario) ti farebbe bene fare qualcosina, l'ideale (lo ripeto come un mantra perché davvero per me è stato portentoso) sarebbe fare un corso di Qi Gong, o di yoga molto leggero. Non ho capito di dove sei, e se sia possibile trovare dalle tue parti posti dove fare cose del genere. E poi l'Aloe (marca Talamonti, mi raccomando!!!) per disintossicare e molte altre cose. Baci

utente anonimo ha detto...

sarai sempre unabella donna e mamma, perchè tu sei bella dentroMarinella

ladygabibbo ha detto...

sorridi perchè è temporaneo:-)una mia zia anni fa fu operata di tumore all'intestino...siccome lei ci ha sempre tenuto al suo aspetto il giorno dopo l'intervento si era già fatta pettinare e truccare leggermente dalla figlia...il medico le fece i complimenti, dicendo che con tutta quella grinta ce l'avrebbe fatta...infatti è ancora qui..ha 76 anni ed è piena di morosi 

cestodiciliegie ha detto...

Per fortuna passa, passa tutto. Se ti va dai un'occhiata al nostro post sulla dieta in chemioterapia. Il gonfiore da cortisone se ne va in fretta, quello da ciccia ci mette un po'...ma passa anche lui. Concordo con Giorgia: se puoi usa qualche tecnica di rilassamento e di benessere generale. Quelle orientali sono le migliori. Soprattutto, meglio stai dentro e più le tue difese immunitarie combattono il bastardo. Un abbraccio forte. MilvaP.S. Anche io mi sono ammalata di cancro al seno a 36 anni. Ora ne ho 48, e spero di continuare a fare marameo nal bastardo.P.S. del P.S. Come faccio a linkare il tuo blog? Non trovo l'icona che di solito trovo negli altri blog.

mammina74 ha detto...

sei troppo forte!la fine è stata fantastica, degna dei migliori lieto fineti abbraccio forte forte

MiaSorriso ha detto...

Grazie per questo bellissimo post!

Mamiga ha detto...

@ladygabibbo: anch'io voglio essere piena di morosi a settantasei anni. Marito o non marito. Non si sa mai, magari con il passare degli anni trovo un modo divertente di passare il tempo che non sia il punto croce...@cestodiciliegie: vado a cercare sta cosa dell'alimentazione in chemioterapia.@Mia: non sarà mai abbastanza rispetto a quanto mi dai tu quando scrivi sul tuo blog. Che rimane il primo a cui mi sono avvicinata dopo la legnata.