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domenica 22 febbraio 2015

Non sono sparita.
E' che non ho molta voglia di scrivere. Sul serio. Anche su FB sono diventata silenziosa: da settimane non dico più nulla di mio. Non ne ho più voglia. E' un pessimo modo di comunicare FB: credi di avere una finestra sul mondo che rompa la tua solitudine, in realtà diventi bersaglio delle psicosi altrui non appena apri bocca per dire qualcosa che vada al di là dell'ovvio. E mi sono rotta di difendermi. Mi sono rotta di quel tipo di rapporti umani. Lascio aperto il messenger, ho ristretto l'accesso alle mie foto a pochissime persone, comunico solo con chi voglio. Stop. Come nella vita. Ho abbastanza casini da risolvere tra le mura di casa (e in queste settimane anche tra le mura altrui, ma sono cose che non riguardano solo me, quindi non le sbloggo), per procurarmene volontariamente altri di inutili al di fuori, e starci male. Sono molto "gatto": al di là dei miei doveri, scelgo io con chi, quando e per quanto.

Semplicemente, per il resto, vivo. Vivo, e in questi giorni in particolare, creo. Un po' per sfogare la tensione, e un po' perchè sto rialzando la testa per un altro versante non-sbloggabile, il che mi dimostra ancora una volta che la vita non è fatta di periodi di "alti" e periodi di "bassi", ma è un gran bel miscuglio fatto di giorni che si susseguono. Nient'altro.

E ho creato la mia prima collana a tricotin (ocio eh, lavoro di alta ingegneria)

E ho restaurato una scatola dal contenuto particolarissimo e preziosissimo, che da così
Fronte

Lati
con il contributo di nastri, passamanerie, Pritt Argento a badili e colla a caldo (tutto materiale che già avevo in casa in avanzo da altri lavori) è diventata così, un po' kitch forse, ma mi piace. E lo sberluccichìo ci sta, pensando a cosa contiene la scatola.
fronte

lati
lati, particolare
E ho anche iniziato l'ennesima sfilza di mattonelle granny con gomitoli solitari, che diventerà... mah, quello che mi verrà in mente quando mi stuferò di crochettare quadrati.
E ho iniziato a leggere la storia delle sei mogli di Enrico VIII, libro tutt'altro che scorrevole, ma che mi sta facendo appassionare al periodo rinascimentale tanto da passare le serate piantata su Wikipedia e Youtube, in compagnia di Isabella D'Este e Federico  da Montefeltro. Roba che se ne avessi scoperto il fascino tipo trent'anni fa, non avrei avuto "5" in storia in pagella. Ma nemmeno "4" in storia dell'arte, penso. Sto recuperando. Se recupero anche la prof. D.A. a giugno mi faccio reinterrogare, magari mi riaggiusta la pagella  XD
Giusto per dire che ho i miei bei talismani a cui appendermi.

In ogni modo, l'esame è andato bene. Nel senso che è riuscito, perchè l'esito non lo so ancora. Mi chiameranno dal quarto piano, come da prassi, non prima che passino altre due settimane. E' stato un po' difficoltoso fare il prelievo, hanno dovuto infilare il lungo ago di traverso, in orizzontale, attraversando il seno da una parte all'altra per metà (un dolore!), perchè dovevano prelevare delle cellule dove sotto la pelle non c'è più seno ma solo muscolo, in pratica dove manca il quadrante. Quello che chiamo "il mio buco", quel pezzo di me così brutto a vedersi, ma che amo più di ogni altra parte del mio corpo. E scusate se sono così schietta.
Il radiologo ha voluto sbilanciarsi dicendo che il "coso" ha tutto l'aspetto di un innocuo granuloma, e se non fosse che l'altra volta, "quella" volta, non si sono scuciti manco per chissà cosa, potrei rimanere nel dubbio, perchè i medici, soprattutto in questo campo, non te la dicono mai tutta. E' una lezione che ho imparato fin troppo bene. Ma stavolta ho motivo di essere ottimista. E allora aspettiamo con più leggerezza di cuore.

E se magari nel frattempo mi chiamano anche per la fisioterapia, ringrazio infinitamente e cordialmente. In queste ultime settimane artrite ed ernie mi stanno facendo vedere i sorci particolarmente verdi.



venerdì 9 agosto 2013

La mia vecchia bici, il restyling!

Bricolage alternativo? Forse! Di solito "uso" l'estate per fare quei lavori sporchevoli che in inverno non posso fare per motivi di spazio, di odori delle vernici, di tempi di asciugatura (leggi decoupage di solito, pittura e cose del genere). Quest'anno mi sono data a qualcosa di più: ho riverniciato la mia vecchia bici. In tredici anni aveva accumulato un po' di sporco, per quanto ad ogni inizio di stagione le dessi una mezza pulita ci sono angoli in cui non sono mai riuscita ad arrivare con lo straccio; ma soprattutto ruggine, tanta ruggine.




Già da qualche anno avevo chiesto a mio marito di fare questo lavoro, o di chiedere a qualcuno di farlo, ma mi ha sempre risposto che è un lavoraccio e che non ne valeva la pena.
Quest'anno ho deciso di provarci, a costo di impiegarci settimane; ma chi l'ha detto che certi lavori possono farli solo gli uomini (benchè in questa zona del Paese ahimè pare sia ancora inconcepibile che una donna cambi una lampadina di sua iniziativa, figuriamoci usare un cacciavite!) o solo i meccanici? Che diamine, una bicicletta non è un motorino o un'auto, se mio padre in tanti anni non si è mai rivolto ad un meccanico per riparare le sue auto imparando da sè, che sarà mai smontare una bicicletta?

E allora una settimana fa circa ho chiesto al Gatto Alfa di mettermi a disposizione l'armamentario (non perchè necessitassi della sua approvazione, ma perchè nel capanno degli attrezzi c'è il tornado perenne) e ho iniziato a lavorarci su. Ho smontato, scartavetrato e grattato con il trapano e la punta con la spazzola di acciaio, pulito con straccio e compressore...

... e piano piano ridipinto con due buone mani di smalto antiruggine. Ovviamente bianca come era in origine, perchè mi piaceva bianca tredici anni fa quando l'ho comprata e mi piace ancora bianca.




Ho eliminato definitivamente la vecchia dinamo ormai rotta (compresi i cavetti) e ho sostituito anche la luce dietro con una a batterie, come quella davanti. Se ne è andata anche la vecchia serraturina/lucchetto incorporata: delle due chiavette che avevo una si è storta, arrugginita e rotta, e con una chiavetta sola di scorta non mi fido: se la perdo è un fastidio. E allora via, smontata, e sostituita da una normalissima catena con lucchetto. Rimontata senza alcuna difficoltà in mezz'ora (è bastato ingrandire bene la foto che le ho scattato prima di smontarla per risolvere qualche dubbio su come andassero rimontati i parafanghi, l'unica cosa che mi metteva qualche punto di domanda) e ripulita da qualche schizzo di smalto volato sui pedali.

Ed ecco la mia Nina come nuova! E che soddisfazione l'averlo fatto da sola, non potete immaginarlo!

Manca da regolare il freno davanti, e lì si che mi piego a farlo fare all'omo perchè non so proprio dove mettere le mani, ma per il resto... nonostante abbia ormai l'altra bicicletta nuova, per muovermi in paese mi rimane comunque più comoda questa. Senza cambio, con le ruote più piccole, ma molto più facile da usare.

 E ora è anche ringiovanita. Potessi anch'io tornare più giovane di tredici anni con una passata di smalto... ;-)

mercoledì 17 luglio 2013

Colori

C'entra poco con questo blog, ma mi va di mostrarvelo perchè io adoro giocare con i colori, e questo mi ha dato una piccola soddisfazione.
L'ho fatto ieri, mentre cuocevo delle cipolle per il contorno per cena. Ho tinto un pezzetto di tela bianca da ricamo con le bucce delle cipolle, una cosa improvvisata ricordando di averla fatta con successo un paio di anni fa con del tè. Qui pubblico un collage delle foto dei vari passaggi, ma ho fatto una spiegazione più dettagliata del lavoro sul mio blog creativo.
Click sulla foto per vederla ingrandita

E adesso lasciate che me la tiri un po ghghgh! :D

mercoledì 13 marzo 2013

Il barattolo delle coccole (per la festa del papà)

Ieri pomeriggio si è definitivamente spento il televisore. Nel senso proprio di "defunto", in una fumata bianca di quelle che fanno concorrenza alla fumata del Vaticano. Ottima occasione per passare la serata, io e il Power, a fare qualcosa di alternativo e programmato da un po'.

Non ricordo dove ho trovato questa idea, in un sito americano mi sembra.

Abbiamo ritagliato tanti rettangolini di carta colorata.
E abbiamo iniziato a scrivere...
...riempiendoli tutti, uno per uno, un po' a testa, tutti diversi uno dall'altro...
...di frasi dolci, ma di quel tipo di dolce che non si scontra con nessun tipo di dieta, anzi, forse è proprio una dieta per lo spirito...
Li abbiamo ripiegati in quattro, uno per uno, e infilati in un barattolo di vetro riciclato, che in origine conteneva del caffè solubile.
Che bell'effetto, vero? Sembrano delle caramelle un po' speciali, molto originali.
Chiuso il barattolo e improvvisata una bella etichetta molto esplicita, abbiamo preparato così un regalino per la festa del papà.
E già ce lo vediamo estrarre un bigliettino al giorno, magari al mattino mentre fa colazione, come fosse un pasticcino quotidiano. Peccato che manchi solo una settimana al 19 marzo, perchè non vediamo l'ora di vedere la faccia che farà.
Manco a dirlo, il barattolo è stato passato al collaudo. Mica facciamo le cose a bau bau micio micio, noi.
Che dite, è passato? :-)


domenica 24 giugno 2012

Finiti!

Finito il centro a moduli...





...e dato una destinazione al gatto su etamine gialla. Diventerà un regalo per una signorinella!




domenica 20 maggio 2012

W.I.P. , riciclo e lavoretti sprint

Continua il mio tempo da reclusa, e io continuo, tra una pausa e l'altra a letto, a crocet-crochettare. Va avanti la mia Christmas Visit, in questi giorni questi sono i progressi fatti



Un po' lavoro col telaio e un po' no. Ho scoperto che il telaio con piedistallo che mi ha regalato mia madre al mio ultimo compleanno ha la sua bella utilità quando si è costretti in poltrona (me lo appoggio sulle gambe), non devo stare con il collo piegato. Però per i particolari che prevedono smilanta cambi di colore ogni tre crocette è scomodo, e allora è tutto un monta-smonta...

Crochet: oltre ad andare avanti con le mattonelle di lana colorata che ho iniziato lo scorso anno (eh, ce ne vogliono...) ho iniziato da qualche giorno questo progetto



A me non sono mai piaciuti moltissimo i centrini rotondi, preferisco le forme un po' diverse. E mi sono appassionata di patchwork all'uncinetto: versatile, veloce, pratico. Questa è una rivista che mi ha regalato mia madre un paio di settimane fa, il progetto della foto mi piace, e lo sto realizzando con un cotone che mi ha regalato Laura un po' di tempo fa (del cotone mercerizzato beige, che scivola perfettamente tra le dita e l'uncinetto, e ha un aspetto appena appena lucido molto gradevole). Questo è quanto ho realizzato finora



Ovviamente non stirato, stiro tutto alla fine del lavoro. E' appunto veloce da fare: per una piastrellina impiego meno di un'oretta, quindi non mi impegna più di quanto basta per non farlo diventare un lavoro noioso.

Un appunto ricicloso: stufo mio marito di trovarsi fili ovunque, e stufa io di buttare a casaccio le codine di moulinè (ma anche di cotone per i centrinetti) nel portalavoro per poi perdere tempo per separarle dalle farfalline a tempo debito, velocissimamente ho fatto questi due portafili!

Il primo non è altro che una metà scatola di crema per le mani vuota e pulita (a conservare tutto prima o poi tutto torna buono) a cui ho incollato un avanzo di passamaneria, tipo meno di venti centimetri per dire



E il secondo l'ho realizzato in meno di cinque minuti usando la tecnica dell'origami, ho trovato le istruzioni QUI

Ad aver cercato una carta più carina sarebbe stato più elegante, ma tant'è, volevo fare velocemente e ho usato il primo foglio che mi è venuto in mano.



E insomma, l'importante è il risultato, no? :-)

mercoledì 11 aprile 2012

Un segnalibro regale

Oggi mi sono fatta regalare questo



che non è altro che la biografia (un po' romanzata pare, ma devo ancora iniziarlo) di Maria Sofia di Borbone, l'ultima regina di Napoli. Da un po' mi incuriosiva la figura di questo personaggio, avendone solo sentito accennare qui e là la particolare personalità attraverso altre letture. Così oggi ho approfittato del giro in libreria che ho fatto principalmente per acquistare un regalo (non per me) per sbavarci innocentemente sopra davanti allo sguardo di mio marito. Subdola.

Ma che c'entra con questo blog... Beh, c'entra perchè mentre lo maneggiavo durante il tragitto verso casa pensavo che un libro così merita un segnalibro cosà




click per vedere l'immagine ingrandita






Ho l'abitudine di lasciare i segnalibri nei libri letti, perchè così mi riesce più facile associare un libro al momento della vita in cui l'ho avuto per le mani. Per questo credo di avere in casa più segnalibri che libri o quasi, se tengo conto che nei libri da consultazione (di cucina, di giardinaggio eccetera) ne lascio infilati più di uno per trovare più presto quello che cerco di volta in volta. E un libro "regale" merita un segnalibro che dia un'atmosfera!

Realizzarlo è stato semplicissimo e velocissimo. E' stato sufficiente ritagliare da un cartoncino nero, con le forbici zigrinate, un cerchio un po' più grande di un centrino mignon che avevo realizzato come campione un po' di tempo fa, bucarlo in basso con la perforatrice e infilarvi un nastro bianco a mò di cappio. Incollato il centrino sul cartoncino con la colla stick è pronto il segnalibro. L'idea non è del tutto mia, ho visto una serie di segnalibri realizzati con ritagli di pizzo incollati su cartoncino nero su un altro blog che sbadatamente non ho segnato tra i preferiti (così l'ho perso, ovviamente), e ho personalizzato la cosa con quello che avevo in casa. Però l'effetto non è male no?

giovedì 11 marzo 2010

Un altro ricamo portato a destinazione



Mammamia se va avanti così mi conviene aggiornare due volte l'anno questo blog... Si, ho diversi lavori in corso, ma con questo tarlo dei capelli che stanno per andarsene mi dedico quasi esclusivamente a fare berretti ultimamente (cerco di fare di necessità virtù), e vai uno, vai l'altro, ricamo e cucio davvero poco. Anche perchè quanto a crocette mi sono incastrata (si fa per dire) nel riquadro fiorito di febbraio della Stroh, le violette, e non riesco ad uscirne.
Però un paio di pomeriggi fa tutta presa dall'ispirazione ho frugato nel cestone  dei ritagli (avete presente quei momenti di raptus creativo? Ecco). Ne ho estratto qualche quadrato in tinta e due ex maniche di camicie bianche che non ho voluto buttare (vecchie divise di mio marito in cui non sarebbe mai e mai più entrato), e dalla scatola magica ho tirato fuori un ricamino fatto in un momento di JJ-ispirazione non so quanto tempo fa. In un pomeriggio ne è uscito questo portalavoro.

 
E questo è l'interno foderato con le maniche di camicia, opportunamente ritagliate

E sia la forma sia le dimensioni lo rendono p-e-r-f-e-t-t-o per lavorare all'uncinetto, mentre lavoro il gomitolo non vola in giro a portata di zampe feline e se ne rimane bello in ordine a vista. Il ricamo è diventato una pratica taschina per le forbici o altre piccole cose.
E adesso a chissà quando il prossimo aggiornamento.

martedì 3 novembre 2009

Sal spazzatura e un po' di cucito

La luna piena di ieri sera era gelida, come gelida l'aria. Non altrettanto freddi sono i colori che si intravedono dal mio barattolino però, per fortuna, che stavolta ho fotografato sopra al termosifone proprio perchè l'accenderlo è stata la novità di questi giorni.


E in questi giorni mi sono anche dedicata un po' al cucito, realizzando queste tre borse per la spesa (ormai a far borse ci ho preso gusto e alla grande, sembra). Sono fatte tutte e tre con avanzi vari di stoffe, come al mio solito, e le trovo di una praticità unica. Due grandi...



...e una più piccola (che tanto piccola non è, i soffietti le danno una capienza che a vederla non si direbbe)


Il tutorial per farlo l'ho scovato in questo blog. Vi assicuro che è più facile di quello che si crede, a farne una ci ho impiegato un'oretta scarsa. I "modelli" poi altro non sono che delle comuni borsette di plastica del supermercato tagliate sul fondo e in cima ai manici, ben aperte e posate sulla stoffa. Direi che ormai il fatto che il prossimo anno verranno eliminate dal commercio altro non è diventata che una buona scusa per tuffarmi nel cestone degli avanzi