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martedì 19 agosto 2014

Liz

Non l'ho fatto io di testa mia, mi è stato chiesto dalla mia mamma, e alla mamma come si può dire di no?
Ci ho messo un anno per farlo, compreso il tempo in cui lavorarlo mi era impossibile (l'inverno, per il tipo di luce che i miei occhi non riescono a sfruttare per queste cose).

Sono dieci toni di grigio compresi il bianco e il nero, più tre toni di violetto, e il lavoro è stato fatto su lino 14ct color terracotta. Una sfaticata. Ma lei, la "signora" in questione, la merita. Perche come lei, nella storia del cinema, nessuno mai. O solo poche altre elette. Con quegli occhi particolari che l'hanno sempre contraddistinta...
... e che stavano incastonati in un volto immortalato innumerevoli volte, e che ho immortalato anch'io, posato su un paio di mani che pare si sfiorino appena. Punto dopo punto.
Mi sono solo pentita di non aver inserito delle perline bianche mentre lavoravo gli orecchini, ma tutto sommato sta bene anche così. E questo è il risultato finale.
Quadro che andrà a fare il paio, sullo stesso muro della stessa casa, con un'altra "divina" che occupa un posto speciale nelle passioni di gioventù di mia madre: Audrey, finita l'anno scorso, ricamata sullo stesso identico supporto.
Entrambi i disegni sono stati tratti da dei vecchi numeri de "Le Idee di Susanna". Suoi ovviamente, perchè io non compro più la rivista da tanti anni.
Io le trovo stupende. Ma mai più lavori del genere.

giovedì 17 luglio 2014

Prettamente baby: il metro ricamato.

Post puramente, sviolinatamente, vergognosamente mammesco.
Ho iniziato a ricamare il metro poco dopo aver saputo di essere incinta: al bando la scaramanzia che regnava sovrana da parte di chi mi circondava, mi venne quest'idea pensando che mi/ci avrebbe accompagnato per un bel po'. Fino a quando non potevo saperlo, avevo trent'anni ma non me ne intendevo di "ritmi di crescita".  Ho misurato attentamente la tela, scelto  i disegni (devo averli ancora da qualche parte) e i colori, e sono partita. Appena saputo che il calciatore che avevo intra panza sarebbe stato un maschio, e non avendo mai avuto dubbi sul nome che gli avremmo dato, ho ricamato anche il nome appunto, in cima. L'ho rifinito con sbieco di raso e campanellino (che in questi anni i gatti che si sono avvicendati in casa hanno usato ben bene a modo loro, ma è un dettaglio) e l'ho appeso all'altezza perfetta rispetto al pavimento, in modo che "150" segnasse realmente un metro e mezzo da terra. Ho messo in una busta un foglio quadrettato con i numeri disegnati a matita, un ago, una matassina di cotone blu violaceo e ho riposto la busta tra le pagine del quaderno che uso come colorario (così da avere costantemente a disposizione il materiale, sempre lo stesso - stesso font e stesso colore - per gli aggiornarlo negli anni a seguire senza ogni volta doverli andare a cercare nel marasma del materiale crocettoso). E ho iniziato ad attendere.
Poi il Power è nato, e tornata a casa dall'ospedale ho regalato un minuto e mezzo al lavoro: ho segnato la prima misurazione. Cinquantatrè centimetri.
Le visite periodiche dal pediatra ci hanno fornito le misurazioni successive per tre o quattro anni.
Finchè il pediatra ci disse che, a meno che non ci fossero problemi particolari, il Power poteva essere esentato definitivamente dai tagliandi: cresceva sano, i percentili (altissimi, c'è bisogno di dirlo? Oscillavano tra il 95 e il 98esimo, torello lui) erano stabili dalla nascita, si va dal pediatra solo se serve. E ho iniziato a tenerlo misurato io. Come fanno quasi tutte le mamme, penso.
Ieri ho fatto l'ultima misurazione, e un po' a malincuore (ma anche con tanto orgoglio) mi sono resa conto che il percorso-metro è terminato. Ieri il Power misurava un metro e mezzo esatto. L'ho segnato, come ogni volta che metto l'ultimo pezzetto di filo su un lavoro mi sono tremate le dita (è una cosa forse strana, ma è sempre stato così), e ho guardato soddisfatta il risultato.
Il metro ci ha accompagnati per dieci anni e mezzo. Era (è) appeso sul muro antistante l'ingresso della stanza del Power, e ci dice che in dieci anni e mezzo il Power ha quasi triplicato la sua altezza. E in mezzo ci sta tutto-tutto, ad ogni data corrisponde uno stadio di crescita, e in ogni data è racchiuso un marasma di ricordi.

Il Power stesso, ieri, mentre mi guardava "scrivere con l'ago", ha esclamato "mamma, adesso basta pupazzetti, no? Adesso solo belle ragazze". Ho riso dentro di me per la battuta, perchè il Power è ancora così tato che le belle ragazze che lo circondano per ora sono solo le animatrici del centro estivo. Però qualcosa di vero c'è nella sua affermazione. Sono pensieri su cui sto riflettendo da settimane, perchè il Power sta cambiando sul serio. Ma ci scriverò un altro post. E' una cosa, per lui, grossa. E un po' anche per me.



giovedì 14 luglio 2011

Una scatola


Passava di là, sul viale alberato. Passeggiava.
Si è voltata a guardarmi per un istante, giusto il tempo per ricamarne il viso sulla tela bianca che avevo in mano.
Poi ha ripreso la sua strada.


Due anni fa ho iniziato e terminato un ricamo di cui mi ero innamorata, lo vedete appena terminato cliccando sopra alla frase scritta qui sopra in corsivo sottolineato (vi porta al mio vecchio blog di lavori). La sua destinazione l'ha trovata solo in questi giorni, e ve la voglio mostrare perchè ne vado particolarmente orgogliosa: ho recuperato una scatola mezza sfasciata, che in origine conteneva delle posatine in acciaio con vassoio corredato regalatemi in occasione delle mie nozze (non ricordo da chi...). In questi anni ha ospitato carta da lettere e buste, perchè alle posate ho regalato una confezione meno ingombrante (ovviamente in stoffa made by me), ma apri e chiudi, dai e dai si era decisamente ridotta male...




I lavori ingombrosi li faccio sempre in estate, mi piazzo sotto al gazebo in giardino dove odore di colle e arnesi vaganti non danno fastidio a nessuno, e vado di fantasia.

Ecco la mia scatola, fatta rinascere foderandola di stoffa, al posto delle cerniere due fasce in tessuto doppiato e rinforzato all'interno (il truciolato di cui è fatta l'armatura esterna della scatola non teneva i chiodi), panno e cordoncino all'interno, tanta colla a caldo e la mia bellissima signora.




Che mentre passeggiava si è voltata un momento, giusto il tempo di mostrarmi i suoi gioielli, che le ho ricamato addosso con tanta passione...




















...per poi riprendere la sua strada.

martedì 8 marzo 2011

Ho fatto...


...Ma in queste settimane ho anche bricoMamigato, non si pensi che me ne stia con le zampe in zampa



Ho fatto...





...Qualcosa di nuovo, il mio primo lavoro a filet, tutto bianco candido e che mi ha dato tanta soddisfazione.


Qualcosa di caldo, una sciarpa tutta scacchi in rilievo e frange per mio figlio, con avanzi di lana che avevo.
Qualcosa di bello e profumato, il sacchetto "crocette e lavanda 2010" (il SAL spazzatura, per capirci). Quest'anno ho scelto etamine di cotone bianca 16ct, un angelo bicolore blu, un ritaglio di pizzo e due avanzi di nastro di raso. Da affiancare a quello tutto biancoazzurro e sangallo del 2009 sul mio tavolino da toilette.
Qualcosa di tenero: un lenzuolino per un bimbo nato tre giorni fa a una cara amica.
E qualcosa di brillante: un bel trucco nuovo, grigio e verde, che mi piace moltissimo.

Adesso sto lavorando a un centrotavola pasquale tutto giallo come il sole, che mi mette allegria solo a guardare il colore del gomitolo di cotone che si dipana man mano. Sperando di finirlo per tempo.

Perchè ognuno ha i suoi modi per alleggerirsi l'anima.

mercoledì 20 ottobre 2010

Un piccolo salpin



O almeno mi sembra che si chiamino "salpin" ormai, mica più "decori natalizi" come vuole la lingua italiana e la semplicità di linguaggio.... Vabbè, ne ho fatto uno. Chi ricama sa che non è troppo presto per iniziare a ricamare per Natale, io oltre a ricamare stavolta ci ho dato dentro con nastri e cordoncini, e colla a caldo.
Di solito questi lavori li pubblico nell'altro blog, quello dedicato esclusivamente alla creatività, ma questo lavoretto ha qualcosa in più: la destinazione, come aveva una destinazione particolare il nastro rosa ricamato che ho mostrato qui poco tempo fa (e a destinazione ci è arrivato, sperando che sia piaciuto: non è granchè visto da occhi che non ne conoscono il significato, ma per chi lo comprende sa che ci ho messo il cuore, come se ogni punto corrispondesse a una goccia di vita).
Beh anche questo lavoretto parla di gocce, ma di altro genere.





Ha una storia particolare, ma molto semplice. Circa un anno fa ho accompagnato mio marito a fare la sua solita periodica donazione di sangue, non nell'ospedale dove vado io a farmi curare, in uno un po' più lontano. a Pordenone.  Lui dona sangue dalla maggiore età, dalla sua maggiore età anche mio suocero lo fa, entrambi sono stati impegnatissimi nella sezione AFDS di zona per anni e anni, finchè hanno potuto, perciò la cosa in casa nostra è particolarmente sentita.

Dicevo, il giorno in cui l'ho accompagnato, mentre lo aspettavo in sala d'attesa  al centro trasfusionale mi sono letteralmente incollata alla parete dietro al bancone della segreteria: non ho mai visto una parete del genere. Sul muro completamente bianco stava appesa una intera collezione di piccoli alberelli di Natale  di ogni genere e materiale: di legno, stoffa, perline, biedermeier, carta, cartoncino, spezie, rame, argento, ramoscelli secchi, erano decine e decine, uno spettacolo incredibile! Staccare gli occhi da lì era difficilissimo, non ho mai visto una meraviglia simile.
Papigà si è accorto di quanto fossi entusiasta (era impossibile non accorgersene, credo durante i quaranta chilometri di strada per tornare a casa di non aver parlato praticamente di altro, con sua somma noia), e mi ha chiesto se volessi dare il mio contributo. "Sono tutti regali dei donatori, raccolti col tempo", mi ha detto. Ce n'era anche uno fatto da mio suocero, in rame. E in effetti mancava un aberello dei miei...
E' una piccolezza, ma a pensarci sorrido ancora. E intanto a novembre arriverà anche questo alberello, che non si nota molto ma è ricamato su etamine di cotone 16ct, a due fili di moulinè sfumati. Rosso come il sangue. Piccoli punti come piccole gocce.

Gocce di vita come le gocce, anche se trasparenti, che stanno salvando la mia.

Ps. non vorrei dire, ma ultimamente chissà come mai la metafora dell'acqua è così insistente nella  mia testa. Non è che a qualcuno fischiano le orecchie?

lunedì 27 settembre 2010

Chi mi aveva chiesto un ricamo?


Oggi ne ho finito uno ad hoc, la destinazione la lascio immaginare alla fantasia di chi guarda.



Lo avevo pensato per il suo significato generale, solo da qualche giorno mi sono resa conto che ci sono proprio due rose al centro. Due rose come me e mia madre. Lei lo ha già visto e si è commossa. Vado a incorniciarlo.

giovedì 29 luglio 2010

Parrocchetti- a blog unificati...


Ma poi mi immergo nei colori dei miei ricami e la fantasia vola... e durante l'estate vola su lavori che in inverno non posso permettermi di fare perchè un po' ostici.
Qualche giorno fa ho terminato un ricamo iniziato la scorsa estate, rimasto nella sua scatola a metà durante l'inverno e riesumato per la voglia di portarlo a termine, durante i pomeriggio caldissimi dei giorni scorsi. Sotto al gazebo, temperatura permettendo, ne faccio veramente di tutti i colori. In questo senso.





Non so dove troveranno collocazione, probabilmente rimarranno tra i lavori da incorniciare per un bel po' di tempo perchè lo ammetto, se devo spender soldi in questo periodo non vado a spenderli per una cornice di cui posso tranquillamente fare a meno. Però da quando li ho terminati non ho trovato ancora il coraggio di riporli, sono in camera, sul comò, belli stirati, e quando salgo ci butto l'occhio e mi si rallegra l'animo.

martedì 8 settembre 2009

Una mattina di pace e quel che ne è uscito...

Basta davvero poco per farmi gongolare di gioia come una bambina.
Un paio di mesi fa, forse qualcosa meno, ho trascorso un paio d'ore in giardino all'alba: dalle cinque e mezzo alle sette e mezzo. Sono state due ore di pace, due ore durante le quali ho respirato il silenzio della campagna, il frescolino del primo mattino prima dell'afa della giornata che iniziava, la compagnia di qualche insetto e dei gatti (i due piccoli presi dal gioco e i più grandi, Gioiuta compresa, a fare la prima ronda). Due ore magiche durante le quali le uniche cose che ho fatto sono state respirare l'aria pulita lasciandomici attraversare da testa a piedi, scrivere quattro pagine di diario e gustarmi un caffè. Il miglior caffè che abbia mai preso da sola: me lo sono servito su un vassoio, lì fuori, in silenzio.
Ma può un ricamo scaturire da qualcosa del genere? Si, Mamigà lo può fare... A Mamigà capitano di questi colpi di testa, forse perchè per me ricamare è come per un pittore usare i colori per esprimere qualcosa che sente dentro.
E io ho sentito questo.


E' una tovaglietta per i miei spero futuri tanti altri personalissimi caffè goduti in quel tipo di pace, là dove "coffee, cross stich & cats" sono le cose che mi tengono compagnia più di tante altre (chiedo scusa ai miei gatti per averli classificati tra le "cose", ma è una questione grammaticale), e le rose rosse... oltre che essere i miei fiori preferiti sono anche il complemento ideale per la tazzina con piattino che mi sono regalata tempo fa, di cui mi sono innamorata vedendola su una rivista e con cui il caffè ha decisamente un sapore Mamigaesco.


Ps. Lo schema del ricamo centrale l'ho scaricato gratuitamente da QUI, mentre i due disegni delle rose sono tratti da un libriccino della DMC. Per la stoffa della tovaglietta si ringrazia sentitamente LauraGDS.

giovedì 6 novembre 2008

Altri free natalizi (giusto perchè in questi giorni non posso fare molto altro)

Stavolta basta cliccare direttamente sul link e si apriranno le rispettive pagine.
Questo l'ho rubacchaito dal blog di Roberta

http://www.blueribbondesigns.com/A%20Star%20on%20Top.pdf
E sempre sullo stesso sito c'è anche, per chi lo avesse perso, il cuscinetto dello scorso anno
http://www.blueribbondesigns.com/A%20Christmas%20Wish%20of%20Health%20and%20Happiness.pdf
Da 1-2-3 Stich una bella "rimpolpatina" di schemi (fate scorrere la pagina verso il basso)
http://www.123stitch.com/free-cross-stitch.html
Cuori, da Jeanfarish
http://www.jeanfarish.com/cross_stitch/comp_charts/merry_merry.htm
Un cuore molto fine
http://couleursetpoints.canalblog.com/archives/grilles_gratuites/index.html
Vari natalizi ma non solo
http://misst.canalblog.com/archives/mes_petites_grilles_gratuites/index.html
Vari da Chez Echevette
http://echevette.over-blog.com/article-14374199.html

sabato 13 settembre 2008

Ce l'ho fatta!

Ho finalmente trovato la pazienza di aggiornare il mio blog a crocette. Chi avesse voglia di farci un giro...

domenica 25 maggio 2008

Buona domenica!

Oggi è domenica, mio marito è a casa e abbiamo la giornata tutta per noi. In questo momento sta tagliando l'erba in giardino con Gabri., io mi ci sono dilettata nell'ultima ora concimando le piante e dando giù di insetticida come fosse acqua (ne ho due scatole piene... dovrei farmi rimborsare tutti i soldi che spendo in insetticida da quegli sconsiderati dei proprietari dei terreni vicini, se solo si decidessero a tenere puliti quei quattro metri quadrati a testa che hanno risparmierei un sacco di neuri).
Ieri mi sono data della stupida da sola, ho sprecato del tempo a rimuginare sul cazziatone che ho preso da mia suocera quando le ho raccontato del micetto neonato che ho davanti casa. Lei non tollera i gatti, e io come una scema mi sono lasciata prendere di nervosismo davanti al suo completo disappunto per la cosa (neanche l'avesse partorito davanti a casa sua la gatta) quando so bene come la pensa. Stamattina mi sono ripromessa di non pensarci più, anzi, di fare ancora un salto in avanti: giurare a me stessa di non lasciarmi mai andare come fa lei. Perchè il suo problema è che lei non si appassiona a niente che non sia la pulizia di casa e la completa sudditanza al marito, che pover'uomo è anche buono come il pane, ma estremamente egoista senza rendersene conto. I gatti? Tse, sono vita che scorre, e in casa sua c'è posto solo per i paramenti funebri di una morte che verrà. Il massimo di vita che accetta è quella dei suoi fiori, ma ogni volta che ne parla li denigra come se fossero erbaccia. Fiori da tomba, appunto. Giorni fa mi ha perfino chiesto se posso portar via un po' di giocattoli di mio figlio che sono da lei (neanche ne avesse un armadio pieno... è una scatola su ruote) perchè le danno fastidio. A parte che non avrei nemmeno posto dove metterli, ma non si è ancora resa conto che purtroppo se Gabri accetta di passare del tempo da lei è solo perchè lì ha dei giochi. Triste ma è la realtà.
Non pensiate che odi mia suocera, comunque. E' che vederla tutti i giorni mi fa sembrare i suoi difetti più grandi e insopportabili di quando lo erano quando ci si vedeva si e no una volta a settimana. E vabbè, archiviato.




Passiamo al dilettevole. Memore dei miei buoni propositi di volermi un po' più di bene, ho iniziato giorni fa a buttar giù su cartaceo il mio progetto, quello che mi è passato per la testa giorni fa. Potete vederne una parte QUI. E' un sito internet tutto mio, uno spazio per esporre la mia creatività a 360 gradi. Per ora mi sono appoggiata a Web Builder, intanto sto studiando un po' HTML per creare qualcosa di davvero mio. Ho voluto fare così per imbastire, intanto, uno schema di quello che voglio creare, farmi un'idea di come sarà a livello di progettazione. Il template non mi piace moltissimo, ma credetemi, su cartaceo sto lavorando molto e mi sto accorgendo che il tempo che ci vuole a fare le cose davvero bene è molto. E' come quando iniziai un corso per sarta, anni annorum fa: feci la mia prima gonna su un modello base che non mi piaceva un granchè, ma intanto imparai come si faceva. Poi in base a quello che ho imparato ho perfezionato la tecnica e ho imparato a farmi le gonne a mio gusto e piacimento. Ah, per ora è pronta solo la home page, il resto è in costruzione.




Sul fronte "Trippa" niente di nuovo, se non che con l'arrivo di questa primavera mamma passa in secondo piano: finito l'asilo si va a giocare con il bambino della mia vicina, neanche "ciao mamma", scende dall'auto e sparisce. Tanto di bene, dico io, si fa grandicello e sempre più autonomo, ma un po' mi spiazza non essere più il centro del suo piccolo mondo. Meglio così va là, segno che è un bambino sano e sereno. Ho chiesto alla maestra come mai non fossimo stati convocati per i colloqui individuali di maggio, mi ha risposto che quest'anno hanno convocato solo i genitori di bambini che hanno problemi perchè non hanno tempo a sufficienza per parlare con tutti. Mi ha rassicurato che noi non abbiamo bisogno di nessun colloquio, Trippetto sta bene all'asilo, si comporta bene, gioca serenamente, partecipa alle attività ed è perfettamente inserito, tutto coerentemente con la sua età (rispetto al fatto che comunque è il più piccolo della classe). Bene, no? Posso tirare un bel sospiro di sollievo e auto-pat-pattarmi sulla schiena. Peccato solo che tra un mese l'asilo finisce, speriamo che il parco giochi sia pronto per l'estate, almeno c'è un'alternativa al gioco in giardino tutto solo (o con al massimo il suddetto bambino).




E ora basta, se mi viene in mente qualcos'altro lo scriverò domani. Ora scendo, cerco di farmi venire in mente qualcosa per un pranzo domenicale che non sia di troppe pretese (anche perchè non ho voglia di litigare con mio figlio, sinceramente, perchè nel piatto non c'è la pasta al sugo) e dirò un rosario perchè il tempo tenga.



Buona domenica!

Oggi è domenica, mio marito è a casa e abbiamo la giornata tutta per noi. In questo momento sta tagliando l'erba in giardino con Gabri., io mi ci sono dilettata nell'ultima ora concimando le piante e dando giù di insetticida come fosse acqua (ne ho due scatole piene... dovrei farmi rimborsare tutti i soldi che spendo in insetticida da quegli sconsiderati dei proprietari dei terreni vicini, se solo si decidessero a tenere puliti quei quattro metri quadrati a testa che hanno risparmierei un sacco di neuri).
Ieri mi sono data della stupida da sola, ho sprecato del tempo a rimuginare sul cazziatone che ho preso da mia suocera quando le ho raccontato del micetto neonato che ho davanti casa. Lei non tollera i gatti, e io come una scema mi sono lasciata prendere di nervosismo davanti al suo completo disappunto per la cosa (neanche l'avesse partorito davanti a casa sua la gatta) quando so bene come la pensa. Stamattina mi sono ripromessa di non pensarci più, anzi, di fare ancora un salto in avanti: giurare a me stessa di non lasciarmi mai andare come fa lei. Perchè il suo problema è che lei non si appassiona a niente che non sia la pulizia di casa e la completa sudditanza al marito, che pover'uomo è anche buono come il pane, ma estremamente egoista senza rendersene conto. I gatti? Tse, sono vita che scorre, e in casa sua c'è posto solo per i paramenti funebri di una morte che verrà. Il massimo di vita che accetta è quella dei suoi fiori, ma ogni volta che ne parla li denigra come se fossero erbaccia. Fiori da tomba, appunto. Giorni fa mi ha perfino chiesto se posso portar via un po' di giocattoli di mio figlio che sono da lei (neanche ne avesse un armadio pieno... è una scatola su ruote) perchè le danno fastidio. A parte che non avrei nemmeno posto dove metterli, ma non si è ancora resa conto che purtroppo se Gabri accetta di passare del tempo da lei è solo perchè lì ha dei giochi. Triste ma è la realtà.
Non pensiate che odi mia suocera, comunque. E' che vederla tutti i giorni mi fa sembrare i suoi difetti più grandi e insopportabili di quando lo erano quando ci si vedeva si e no una volta a settimana. E vabbè, archiviato.




Passiamo al dilettevole. Memore dei miei buoni propositi di volermi un po' più di bene, ho iniziato giorni fa a buttar giù su cartaceo il mio progetto, quello che mi è passato per la testa giorni fa. Potete vederne una parte QUI. E' un sito internet tutto mio, uno spazio per esporre la mia creatività a 360 gradi. Per ora mi sono appoggiata a Web Builder, intanto sto studiando un po' HTML per creare qualcosa di davvero mio. Ho voluto fare così per imbastire, intanto, uno schema di quello che voglio creare, farmi un'idea di come sarà a livello di progettazione. Il template non mi piace moltissimo, ma credetemi, su cartaceo sto lavorando molto e mi sto accorgendo che il tempo che ci vuole a fare le cose davvero bene è molto. E' come quando iniziai un corso per sarta, anni annorum fa: feci la mia prima gonna su un modello base che non mi piaceva un granchè, ma intanto imparai come si faceva. Poi in base a quello che ho imparato ho perfezionato la tecnica e ho imparato a farmi le gonne a mio gusto e piacimento. Ah, per ora è pronta solo la home page, il resto è in costruzione.




Sul fronte "Trippa" niente di nuovo, se non che con l'arrivo di questa primavera mamma passa in secondo piano: finito l'asilo si va a giocare con il bambino della mia vicina, neanche "ciao mamma", scende dall'auto e sparisce. Tanto di bene, dico io, si fa grandicello e sempre più autonomo, ma un po' mi spiazza non essere più il centro del suo piccolo mondo. Meglio così va là, segno che è un bambino sano e sereno. Ho chiesto alla maestra come mai non fossimo stati convocati per i colloqui individuali di maggio, mi ha risposto che quest'anno hanno convocato solo i genitori di bambini che hanno problemi perchè non hanno tempo a sufficienza per parlare con tutti. Mi ha rassicurato che noi non abbiamo bisogno di nessun colloquio, Trippetto sta bene all'asilo, si comporta bene, gioca serenamente, partecipa alle attività ed è perfettamente inserito, tutto coerentemente con la sua età (rispetto al fatto che comunque è il più piccolo della classe). Bene, no? Posso tirare un bel sospiro di sollievo e auto-pat-pattarmi sulla schiena. Peccato solo che tra un mese l'asilo finisce, speriamo che il parco giochi sia pronto per l'estate, almeno c'è un'alternativa al gioco in giardino tutto solo (o con al massimo il suddetto bambino).




E ora basta, se mi viene in mente qualcos'altro lo scriverò domani. Ora scendo, cerco di farmi venire in mente qualcosa per un pranzo domenicale che non sia di troppe pretese (anche perchè non ho voglia di litigare con mio figlio, sinceramente, perchè nel piatto non c'è la pasta al sugo) e dirò un rosario perchè il tempo tenga.



giovedì 21 giugno 2007

Se a qualcuno interessasse ho aggiornato il mio blog a crocette

giovedì 26 aprile 2007

Per chi volesse dare un'occhiatina veloceveloce...

...Ho aggiornato il mio blog a crocette con l'ultima paranoia da riciclo di vecchi jeans e ritagli di mia suocera.

sabato 17 marzo 2007

Mammamia che mattina... Papigà è andato a lavorare all'una di notte, per cui prima delle otto di stamattina non sarebbe rientrato. Alle cinque e mezzo del mattino trippa si sveglia e ta-daaaa! Ha voglia di giocare, di vedere il sole, di fare pipì, di venire nel lettone, di guardare cosa c'è sotto la coperta, di rompere i marones... Lo tengo buono fino alle sei e mezzo lasciandolo giocherellare sul lettone col cuscino mentre pisoleggio, poi torna nel lettino e ri-crolla. Alle sette riprendo il sonno. Ma ora viene il bello.
Ore sette e trenta: squilla il telefono. Con il lavoro che fa mio marito non mi spavento più delle chiamate a ore insensate, ma ero talmente intontita che riesco a prendere la cornetta solo dopo tre squilli. Dall'altra parte riattaccano. Chiamo Papigà al cellulare (a quell'ora ha finito il turno e sta rientrando) e gli chiedo se per caso non fosse stato lui a chiamare. Lui mi dice candido candido che... deve essere stato il collega che gli ha dato il cambio, per avvisarlo che aveva lasciato le chiavi dell'auto in centrale. Ora, pozzo di scienza che non sei altro, se il tuo collega ha lasciato le chiavi dell'auto in centrale, che
c@@@o chiami a casa sua? Al massimo lo trovi al cellulare, bloccato nel parcheggio, che tira giù qualche santo perchè non trova le chiavi dell'auto, non credi???
Moh... Intanto ho un mal di testa...
Ho due notizie positive oggi. La prima, la più eclatante, è che stamattina mi sono pesata. Ebbene, dopo tre settimane di semi-dieta (ovvero eliminazione totale delle schifezze dai miei pasti) e di ripresa delle corse in bici, annuncio con orgoglio che



HO PERSO IL MIO PRIMO CHILO!!!


Dai che forse ce la faccio a perderne altri nove entro la fine dell'anno!
La seconda riguarda le tasche. E' arrivata la bolletta del gas. Dopo avermi fatto saltare una notte di sonno il mese scorso per un addebito di trecento (300!) euro di spesa per il metano per due mesi di fornitura, l'Amga ha rifatto i conti e per il mese di febbraio ci sono stati detratti dalla bolletta ben duecentosettantaquattro (274...) neuri pagati in più per la bolletta precedente. In poche parole, sono arrivati da pagare solo 14 neuri. D'accordo che ormai quel che è stato dato è stato dato, ma insomma, un po' di respiro ogni tanto non guasta.
Oggi Trippa ha il raffreddore, e spero vivamente che non peggiori visto che domani dopo secoli siamo stati invitati a mangiare da mia cognata. Inaugurano la taverna nuova. Ci vado volentieri anche perchè sono curiosa di vedere come l'hanno sistemata. Avessi io una taverna la tappezzerei di ricami a punto croce, così finalmente Papigà la smetterebbe di lamentarsi che in casa vede più filo colorato sui muri che non pittura. E questo mi ricorda che ho un po' di cose da scrivere nel mio blog apposito, ultimamente ho ripreso a ricamare bene e con soddisfazione e ho un po' di cose da scrivere anche lì.


giovedì 15 febbraio 2007

Per chi volesse darci un'occhiata, ho aggiornato il mio blog a crocette.


Mamigà

sabato 30 dicembre 2006

appcountryIn tre giorni di malattia ho realizzato questo. Ma non so a questo punto se la malattia più grave sia l'influenza o la puntocrocite...


Mamigà

lunedì 18 dicembre 2006

Babbotto

L'ho trovato su una rivista dello scorso anno e non ho resistito alla tentazione di realizzarlo. Ci ho messo una settimana. Il difficile ora è inventare un modo con cui impiegarlo, perchè purtroppo ho il vizio di ricamare spesso senza prima chiedermi cosa ne faccio poi... Qualche suggerimento?


Babbotto


Mamigà

sabato 9 dicembre 2006

Consoliamoci và...

Questo l'ho finito oggi, fatto a tempo di record (una settimana). La tentazione è di metterlo vicino allo specchio in camera, per non perdermi d'animo...


Ffluffy

giovedì 23 novembre 2006

Per due sorelline

Questi li ho ricamati in due sere, ieri e martedì, e incollati in dieci minuti oggi. Ho risolto con minima spesa e minimo sforzo i regalini per due sorelline, Anna e Sara. Sono due album portafoto, spero che piacciano alle destinatarie...


PersaraPeranna