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sabato 25 gennaio 2020

Eribulina first impact. E un po' di altro.

Finalmente riesco a reimpossessarmi del PC di casa, l'unico strumento dal quale riesco a postare sul blog. Da settembre ormai è ad uso quasi esclusivo di mio figlio ogni pomeriggio, per studiare. Parte dei compiti e materiali di studio gli insegnanti li caricano sul portale di classe, e alcune esercitazioni di geometria e fisica deve farle con dei programmi appositi e inviarle agli insegnanti via email. Mi sa che andando avanti toccherà fare l'acquisto di un PC nuovo e lasciargli questo (che già va a carbonella comunque, ma per l'uso che deve farne lui può andare ancora bene).
Finalmente una mattina per me, in silenzio, senza doveri a cui sottostare che se non li compio creano scompensi a qualcuno. Ho un raffreddore da chilo, e il mio scenario è questo: stufa accesa, cinque gatti attorno, scorta di kleenex e tisana calda di semi di finocchio a disposizione. Ed eccomi a scrivere.

Aggiornamento su come stanno andando le cose. Dunque.
Il 9 di questo mese ho fatto la TAC, con il solito procedimento standard e senza intoppi. Entrata alle nove e un quarto dopo essere stata in oncologia a farmi mettere l'attacco al Port per fare il mezzo di contrasto, uscita alle nove e quarantacinque, uscita dall'ospedale dopo tre quarti d'ora per l'attesa in oncologia della rimozione dell'attacco al Port. I giorni seguenti, come si può immaginare, sono stati notevolmente pesanti. Ma non importa, ormai è andata.
Lunedì 13 gennaio ho fatto il prelievo consueto pre-infusione.
Martedì 14  ho avuto l'esito della TAC, ed è quello che si sperava: progressione ossea SI, anche se modesta, e gli altri organi tutti puliti.
Cioè, puliti! Fegato, polmoni, pancreas, encefalo, reni, tutti senza cancro! Sono entrata in oncologia che tremavo come un fuscello per l'ansia, sono uscita dall'ambulatorio dell'oncologa camminando a due centimetri da terra per recarmi in sala chemio! Sempre per il discorso di qualche post fa: cambiano i parametri di riferimento per cui dire "posso essere contenta".Come se mi avessero tolto un'incudine dallo stomaco. Ho il cancro, ho lo scheletro pieno di metastasi, sono al quarto stadio, ma signorimiei, ho ancora tempo!
Ho riempito l'oncologa di domande sulla terapia che andavo ad iniziare, come sempre, per essere pronta ad affrontarne gli effetti collaterali il più possibile in autonomia senza stressare il reparto. Mi hanno detto che è una terapia molto ben tollerata, che è una passeggiata rispetto a quelle fatte in passato. E quindi Eribulina sia. Lo schema è quello di Abraxane e Carboplatino dell'anno scorso: due martedì si e uno no. Qui non si molla un caxxo. 💪
Un'ora scarsa di infusione tra chemioterapico e premedicazione senza però antistaminici, e via a casa. Se le infusioni sono davvero così, dalla prossima posso andare a farle da sola visto che non ho l'intontimento da Trimeton.
  • Mercoledì: il giorno della nausea e la bocca schifida da cortisone dose bomba.
  • Giovedì: tutto tranquillo.
  • Venerdì: tracollo. Ma non mi avevano detto che gli effetti collaterali, caduta dei capelli a parte, sarebbero stati trascurabili? Non mi sono spaventata, ho solo pensato che forse sono ancora satura dalle chemioterapie dell'anno scorso, sono ancora provata, l'ho presa con filosofia e mi sono presa il giusto riposo.
  • Sabato: mi alzo dal letto, entro nel box doccia, inizio a lavarmi la testa, il box inizia a girare. Eh no, c'è qualcosa che non va. Interrompo la doccia a metà, esco, mi siedo sullo sgabellino a fianco, e mentre mi asciugo mi sento scivolare verso il pavimento. Eh no cazzo. Sono sola in casa. Mi trascino in camera da letto e mi stendo, nel giro di qualche minuto torno in qua, nel frattempo torna mio marito dal supermercato dove lo avevo spedito. Mi porta su subito qualcosa da mangiare, due crackers con formaggio e una fettina di speck. "Ok Sara, non tutti reagiscono allo stesso modo ai farmaci, gli effetti collaterali sono soggettivi, si vede che a te deve andare così. Ma porca paletta, mesi così devo farmi? Sono sfinita, non sto in piedi. Piango. Non è giusto, porca tombola non è giusto!". 
  • Domenica: ancora stanchissima, saporaccio in bocca, ventre gonfio. Per fortuna mio marito era ancora in licenza, stanco anche lui per altre vicende successe con i suoi, e abbiamo passato la giornata in quasi totale ozio. Ma cenni di ripresa da parte mia zero.
  • Lunedì: mi faccio accompagnare a fare il prelievo per la chemio del giorno dopo, da sola non me la sono sentita di andare. Sul tardi sono riuscita ad andare dalla psicologa in qualche modo, avevo preso appuntamento un paio di settimane prima. Se avessi seguito i messaggi che mi mandava il mio corpo sarei rimasta a casa, ma ho iniziato davvero a pensare che parte di tutto quel malessere fosse psicosomatico: se mi hanno messo la terapia dopo sette giorni, pensavo, il sesto dovrei essere al top delle forze secondo la tabella di marcia che ho stracollaudato in tutti questi anni." Che stia rifiutando dentro la mia testa la cura? Se non vado dalla psicologa non ho modo di farmi una giusta autoanalisi per capirlo e risolverlo. Al massimo mi appoggio sulle mie compagne stampelle e si, trovo il modo di farcela".
  • Martedì: arrivo in oncologia accompagnata, in sala d'attesa non c'è nessuno (credevo stesse per nevicare), l'oncologo (lui stavolta) mi stava aspettando con la risposta a tutto sto malessere sproporzionato rispetto a quello che avrebbe dovuto essere il post-Eribulina. 

Fegato in sofferenza. Transaminasi alle stelle. Bilirubina meglio non guardarla, che è fragile di nervi.
"Eh si, Eribulina nel 7 per cento dei casi dà epato-tossicità. Ti sei sentita particolarmente stanca in questi giorni?".
"Nooooo.... Mi ero solo fatta un quadro avvilente del prossimo futuro a vivacchiare anzichè vivere, mica altro eh. Quello che mi ci voleva proprio. "
Quindi niente chemioterapia, ma terapia di supporto con il glutatione in flebo che conosco dall'anno scorso per il carboplatino (e che come l'anno scorso ho dovuto pagarmi di tasca mia, sissignori).  Dieta, riposo, punto croce, film in tv, partite a Wood Block, disegni da colorare, e da ieri anche fazzoletti di carta e ibuprofene. La stanchezza è andata pian piano svanendo, ieri mattina stavo finalmente bene, escludendo i sintomi influenzali in cavalcata libera. Ma questi ultimi si risolvono con poco.

Lunedì prossimo (dopodomani) ripeto il prelievo, se il problema si è risolto riprendo Eribulina con premedicazione aggiuntiva di Tationil e chemioterapico ridotto al 70%. Se non basta, la settimana successiva valutano un ulteriore cambio di terapia. E questo mi terrorizza.

Non è vero che ci sono tanti farmaci a disposizione per la cronicizzazione delle metastasi da tumore al seno. Non fatevi questa convinzione perchè seguite i servizi in televisione o i video su Youtube o gli articoli delle riviste, è con un oncologo faccia a faccia che bisogna parlare per farsi una conoscenza su queste cose. I tumori al seno non sono tutti uguali, e le metastasi di conseguenza.
Per i triplo negativo è esclusa tutta la gamma delle terapie ormonali, e tutta la fascia di anticorpi monoclonali, l'immunoterapia. E ogni farmaco che si va ad escludere è un bicchiere di cristallo che cade dallo scaffale dove era stato riposto in fila con gli altri bicchieri, come un soldatino di legno colpito da una pallina di piombo, frantumandosi irreparabilmente. Bicchieri di un servizio che non è infinito.
Per entrare in una qualsiasi sperimentazione ci vuole del tempo per fare determinati test, durante il quale non si deve assumere altri chemioterapici, tempo che un metastatico non sempre ha. Bisogna che le metastasi abbiano determinate caratteristiche. E non bisogna essere stati sottoposti ad alcuni trattamenti in passato. Non è così semplice la questione. E questo pensiero, anche se non è il centro delle mie giornate per fortuna, mi spaventa.

Però una cosa alla volta. Sto cercando di concentrarmi su una cosa alla volta, o non ne esco. Intanto devo cercare di riprendermi bene in questi due giorni, perciò tutto quello che può farmi stare bene me lo prendo. Una cosa che ho ripreso a fare da qualche settimana, e di cui ho riscoperto la validità come antiansia, è il ricamo a punto croce. Poco prima di Natale ho fatto un acquisto che non facevo da anni, cioè un taglio di tela Aida, color grigio polvere. Non ne acquistavo da anni perchè oltre ad essermi dedicata tantissimo ad altre tecniche di lavori manuali, ho ancora un po' di tela da ricamo in una delle mie scatole magiche e speravo di smaltirle. Ma per questo progetto serviva un taglio nuovo, in misura che non avevo. E volevo fare proprio questo, non un altro. E' uno schema originale che mi mandò Maria Elena diversi anni fa per Natale, messo da parte tra i "farò".
Volevo fare proprio questo perchè un altro pensiero ha fatto compagnia agli altri durante le festività.
E' l'assenza di Maria Elena.
Natale era un periodo in cui condividevamo tanto: i pacchi con i regali che si incrociavano, sempre regali pensati ad personam, e spesso contenuti  nella stessa scatola viaggiante riciclata dall'anno prima solo rifoderata con carta da pacchi nuova. C' era una scatola che, non esagero, da me a lei e da lei a me ha fatto qualcosa come sette od otto viaggi, finchè non ha ceduto e si è autolanciata nella stufa. Lei era solita mandare sempre un libro a mio figlio per Natale, libro che immancabilmente aveva già letto lei, perchè lei e Gabriele nonostante l'enorme differenza di età si capivano. Condividevano i gusti nelle letture, voleva essere sicura che gli piacesse, non ha mai sbagliato. Mio figlio ha diversi libri di Meg nella sua libreria, guai a chi glieli tocca, e l'unico mio rammarico è che l'ultima volta che l'ha vista di persona era piccolo e non se la ricorda più. Condividevamo la preparazione degli addobbi in casa, si chiacchierava via messenger e per telefono all'inizio e via facebook e whatsapp poi su come e cosa tiravamo fuori dagli scatoloni, le rispettive battaglie con i gatti nel compiere l'impresa. Si parlava di tisane calde, di ricami natalizi. Si parlava di biscotti speziati, di ricette. Una volta ricevetti per Natale una scatola piena di omini di pan di zenzero fatti da lei, durati, manco a dirlo, il tempo di un "amen". La scatola è ancora lì però, nell'armadio, a contenere altro.
Iniziare un ricamo che ha pensato per me (azzeccando i miei gusti, come sempre, in questo caso l'amore per l'inverno e per la neve) me la sta facendo sentire in qualche modo vicina. Tanto quanto me l'ha fatta sentire vicina l'unico addobbo rosso che quest'anno ho appeso al mio albero tutto bianco ed oro (vedi il video del post precedente), un cuscinetto fatto da lei:  lasciarlo nella scatola tra gli addobbi "scartati" per il Mamigalbero 2019 è stato impossibile.

E forse in un certo senso vicina lo è davvero.










giovedì 17 luglio 2014

Prettamente baby: il metro ricamato.

Post puramente, sviolinatamente, vergognosamente mammesco.
Ho iniziato a ricamare il metro poco dopo aver saputo di essere incinta: al bando la scaramanzia che regnava sovrana da parte di chi mi circondava, mi venne quest'idea pensando che mi/ci avrebbe accompagnato per un bel po'. Fino a quando non potevo saperlo, avevo trent'anni ma non me ne intendevo di "ritmi di crescita".  Ho misurato attentamente la tela, scelto  i disegni (devo averli ancora da qualche parte) e i colori, e sono partita. Appena saputo che il calciatore che avevo intra panza sarebbe stato un maschio, e non avendo mai avuto dubbi sul nome che gli avremmo dato, ho ricamato anche il nome appunto, in cima. L'ho rifinito con sbieco di raso e campanellino (che in questi anni i gatti che si sono avvicendati in casa hanno usato ben bene a modo loro, ma è un dettaglio) e l'ho appeso all'altezza perfetta rispetto al pavimento, in modo che "150" segnasse realmente un metro e mezzo da terra. Ho messo in una busta un foglio quadrettato con i numeri disegnati a matita, un ago, una matassina di cotone blu violaceo e ho riposto la busta tra le pagine del quaderno che uso come colorario (così da avere costantemente a disposizione il materiale, sempre lo stesso - stesso font e stesso colore - per gli aggiornarlo negli anni a seguire senza ogni volta doverli andare a cercare nel marasma del materiale crocettoso). E ho iniziato ad attendere.
Poi il Power è nato, e tornata a casa dall'ospedale ho regalato un minuto e mezzo al lavoro: ho segnato la prima misurazione. Cinquantatrè centimetri.
Le visite periodiche dal pediatra ci hanno fornito le misurazioni successive per tre o quattro anni.
Finchè il pediatra ci disse che, a meno che non ci fossero problemi particolari, il Power poteva essere esentato definitivamente dai tagliandi: cresceva sano, i percentili (altissimi, c'è bisogno di dirlo? Oscillavano tra il 95 e il 98esimo, torello lui) erano stabili dalla nascita, si va dal pediatra solo se serve. E ho iniziato a tenerlo misurato io. Come fanno quasi tutte le mamme, penso.
Ieri ho fatto l'ultima misurazione, e un po' a malincuore (ma anche con tanto orgoglio) mi sono resa conto che il percorso-metro è terminato. Ieri il Power misurava un metro e mezzo esatto. L'ho segnato, come ogni volta che metto l'ultimo pezzetto di filo su un lavoro mi sono tremate le dita (è una cosa forse strana, ma è sempre stato così), e ho guardato soddisfatta il risultato.
Il metro ci ha accompagnati per dieci anni e mezzo. Era (è) appeso sul muro antistante l'ingresso della stanza del Power, e ci dice che in dieci anni e mezzo il Power ha quasi triplicato la sua altezza. E in mezzo ci sta tutto-tutto, ad ogni data corrisponde uno stadio di crescita, e in ogni data è racchiuso un marasma di ricordi.

Il Power stesso, ieri, mentre mi guardava "scrivere con l'ago", ha esclamato "mamma, adesso basta pupazzetti, no? Adesso solo belle ragazze". Ho riso dentro di me per la battuta, perchè il Power è ancora così tato che le belle ragazze che lo circondano per ora sono solo le animatrici del centro estivo. Però qualcosa di vero c'è nella sua affermazione. Sono pensieri su cui sto riflettendo da settimane, perchè il Power sta cambiando sul serio. Ma ci scriverò un altro post. E' una cosa, per lui, grossa. E un po' anche per me.



venerdì 16 novembre 2012

Premio Dardos e piccoli lavori

Povero il mio bloggherello trascurato... Ricamo poco ultimamente, mi dedico di più all'uncinetto, ma per sbloggare serve la voglia di farlo, e ce n'è poca. Rimediamo un po'.

Per prima cosa vorrei ringraziare Mammagabry per avermi "passato" il premio Dardos.



Riprendo le sue parole per descrivere cos'è questo premio:



E' un riconoscimento creato nel 2008 dallo scrittore spagnolo Alberto
Zambade nel suo blog " El Pequeno Dardo" e da consegnare a 15 blog da
lui selezionati. Poi il premio ha cominciato a girare sui vari blog ed
ora eccolo qui, sul mio blog!Questo premio è il riconoscimento ad ogni
blogger per il suo impegno nel trasmettere valori culturali, etici,
letterari e personali.




Ora, oltre a ringraziarla anche qui per l'onore (immeritato secondo me) di cui sono stata investita, devo dire che sono una super frana nel trasmettere premi e quant'altro ad altre bloggher, sistematicamente mi dimentico di chi apprezza e di chi non ha voglia di avere queste cose tra i piedi, e ci faccio mooooooolto spesso di quelle figure... Vabbè. Mettiamola così: i blogs creativi che seguo regolarmente sono quelli nel blogroll qui a fianco, e ovviamente se sono nel blogroll è perchè mi piacciono molto e da loro traggo sempre spunti per mettermi al lavoro o migliorare quello che faccio, per cui ecco, a tutte loro dedico questo premio, oltre a un grandissimo GRAZIE :D



Ma veniamo a me. Come ho detto, ultimamente ricamo davvero poco, ma qualcosa faccio eh. Dal blog di Maryse ho scaricato questo free, che diventerà un quadretto non appena mi decido di andare a prendergli una cornice



Poi, non so perchè, ma in vista delle feste mi viene sempre voglia di mettere su tela uno schema di Jeremiah Junction. Forse perchè i colori e il tipo di disegni mi fanno tanto "casa", "focolare"... Insomma, poi era davvero tanto tempo che non ne ricamavo uno. Velocemente ho ricamato questo



Che altrettanto velocemente è diventato un top per un coperchio di una scatola dei soliti biscotti danesi (che come si è capito qui vanno alla grande). Ma non per una scatola portalavoro, come sarebbe ovvio, bensì...



...una scatola portacaramelle. Nella mia mente bacata ho pensato che se in casa danno per scontato che è un portalavoro tirano dritto e non si sbafano tutto :DDD


Che altro... Come ho detto, mi sto dedicando soprattutto all'uncinetto ultimamente: con l'abbassarsi della temperatura torna la voglia e il piacere di tenere la lana in mano, soprattutto la sera davanti al fuoco. Così ho ripreso in mano la coperta a quadrotti granny che ho iniziato l'anno scorso, e il lavoro procede spedito. L'ho quasi finita, mi mancano meno di una quindicina di quadrotti da fare e assemblare, per poi poter rifinire con un giro di lana bianca tutt'attorno. Ma la foto la posterò solo a riquadri terminati, quindi... spero presto.


domenica 21 ottobre 2012

Scambio biscornu! E una piccola riflessione

Finalmente è terminato il giro di scambi di biscornu organizzato dal forum Papaveri e Papere! Dico "finalmente" perchè non sono la persona più paziente di questo mondo quando si tratta di fare e ricevere sorprese, sono più curiosa di un gatto.

Ecco il biscornu che ho ricevuto da Mindcreativity




click sulla foto per vederla ingrandita

La foto non rende bene, ma è pieno di perline trasparenti che lo rendono sbrilluccicoso, e le roselline a punto vapore sono proprio carine. Grazie Maria!



Ecco invece quello che ho spedito a Cinzia, che tra l'altro ha anche un blog carinizzimo agli aggiornamenti del quale mi iscrivo volentieri.







Carino, no? Ho finito di ricamarlo mentre ero in viaggio verso quel di Lodi, per far passare più tranquillamente le ore in auto. Il disegno è un free che avevo scaricato dal sito The Floss Box, quando appunto i free erano ancora scaricabili (ora per un periodo non si potrà più fare, peccato).



Rond Robin, SAL, Swap... è da una vita che non ricamo più in compagnia, per così dire. Ricamo solo per me stessa da tanto tempo, perchè purtroppo ho il vizio di illudermi che in generale chi riceve un ricamo sappia cosa sta ricevendo, mentre il più delle volte non è così, e ci rimango male davanti a certe espressioni di sufficienza che ricevo in cambio. E dire che non mi sembra di lavorare poi così male. Comunque sia, ho smesso di condividere, se non tramite il monitor, dove so che vengono a sbirciare solo persone che sanno come si accoppiano un ago e una gugliata di filo.

Ma dall'altra parte è anche vero che ricamare da sola alla lunga non dà soddisfazione quanto la condivisione, e la condivisione stimola la creatività molto più di una bella rivista con tante belle idee da copiare. E allora via, è tempo di aprire un po' le finestre.


martedì 7 agosto 2012

Finito!

Ed ecco il mio rotolo portalavori finito! (click sulle foto per vederle ingrandite)





Aperto...



... e il particolare, per fortuna avevo un pezzo di pizzo sangallo avanzato da non ricordo che altro lavoro, lungo a sufficienza ^_^



Questo "caramellone" è destinato a raccogliere i lavori ad uncinetto in attesa di destinazione, confezionarlo è stato un lavoro talmente veloce e piacevole che sto pensando di farne uno uguale (con disegno diverso) per i quadri a punto croce (che attualmente sono avvolti solo in una striscia di cotone bianco).

martedì 31 luglio 2012

Lavori in corso

Fa caldo, che novità...



In questi giorni afosi avere lavori grandi per le mani è un bagno di sudore in più, quindi mi sto dedicando a qualcosa di dimensioni accettabili e molto colorato, un lavoro nuovo.



E' una striscia che dovrebbe far parte di un coprilavori, di quelli fatti semplicemente con un tubo di cartone su cui avvolgere i lavori in attesa di destinazione. Il disegno è tratto da un libretto della DMC, i colori li ho adattati come sempre senza seguire precisamente la legenda proposta. Ma mi piacciono tantissimo.





Ne consegue che la mia "Christmas Visit" giace nella sua scatola in attesa della voglia di riprenderla, ma è anche lei a buon punto:



Spero di riuscire a terminarla prima di Natale.

domenica 24 giugno 2012

Finiti!

Finito il centro a moduli...





...e dato una destinazione al gatto su etamine gialla. Diventerà un regalo per una signorinella!




domenica 20 maggio 2012

W.I.P. , riciclo e lavoretti sprint

Continua il mio tempo da reclusa, e io continuo, tra una pausa e l'altra a letto, a crocet-crochettare. Va avanti la mia Christmas Visit, in questi giorni questi sono i progressi fatti



Un po' lavoro col telaio e un po' no. Ho scoperto che il telaio con piedistallo che mi ha regalato mia madre al mio ultimo compleanno ha la sua bella utilità quando si è costretti in poltrona (me lo appoggio sulle gambe), non devo stare con il collo piegato. Però per i particolari che prevedono smilanta cambi di colore ogni tre crocette è scomodo, e allora è tutto un monta-smonta...

Crochet: oltre ad andare avanti con le mattonelle di lana colorata che ho iniziato lo scorso anno (eh, ce ne vogliono...) ho iniziato da qualche giorno questo progetto



A me non sono mai piaciuti moltissimo i centrini rotondi, preferisco le forme un po' diverse. E mi sono appassionata di patchwork all'uncinetto: versatile, veloce, pratico. Questa è una rivista che mi ha regalato mia madre un paio di settimane fa, il progetto della foto mi piace, e lo sto realizzando con un cotone che mi ha regalato Laura un po' di tempo fa (del cotone mercerizzato beige, che scivola perfettamente tra le dita e l'uncinetto, e ha un aspetto appena appena lucido molto gradevole). Questo è quanto ho realizzato finora



Ovviamente non stirato, stiro tutto alla fine del lavoro. E' appunto veloce da fare: per una piastrellina impiego meno di un'oretta, quindi non mi impegna più di quanto basta per non farlo diventare un lavoro noioso.

Un appunto ricicloso: stufo mio marito di trovarsi fili ovunque, e stufa io di buttare a casaccio le codine di moulinè (ma anche di cotone per i centrinetti) nel portalavoro per poi perdere tempo per separarle dalle farfalline a tempo debito, velocissimamente ho fatto questi due portafili!

Il primo non è altro che una metà scatola di crema per le mani vuota e pulita (a conservare tutto prima o poi tutto torna buono) a cui ho incollato un avanzo di passamaneria, tipo meno di venti centimetri per dire



E il secondo l'ho realizzato in meno di cinque minuti usando la tecnica dell'origami, ho trovato le istruzioni QUI

Ad aver cercato una carta più carina sarebbe stato più elegante, ma tant'è, volevo fare velocemente e ho usato il primo foglio che mi è venuto in mano.



E insomma, l'importante è il risultato, no? :-)

martedì 8 maggio 2012

Lavori e ricicli, quando la convalescenza è una ottima occasione per creare

Qualcuno in famiglia mi prende per matta per questo, ma secondo me è più matto chi ha taaaaaaaanto tempo a disposizione a causa di una convalescenza e non ne approfitta per occupare il tempo con qualcosa di piacevole, limitandosi a guardare il soffitto.

Per chi non mi segue "di là", dieci giorni fa sono stata operata di due ernie al disco. Ergo, ho l'ordine di stare a riposo assoluto per almeno due settimane. Ma con la schiena, mica con le mani...

Due settimane di totale relax, una manna dal cielo! Che anche da sdraiata riesco a fare un discreto numero di cose, tipo uncinettare, oltre che al classico leggere e guardare la tele, o perdermi in chiacchiere con mio figlio, nonchè fargli fare i compiti sul lettone o stare al pc a chiacchierare con qualche amica.

Uncinettare a letto ha prodotto, in questi primi dieci giorni, questi due centri. Il primo è una prova, un blocco esagonale (che preferisco di gran lunga ai classici rotondi o quadrati), che ho poi riprodotto in quattro blocchi con un cotone verde sfumato un po' più grosso (il bianco è un 12, il verde un 8). In realtà sulla rivista da cui ho tratto il campione prevedeva l'unione di almeno sette blocchi, a comporre una sagoma precisa, ma di cotone verde ne avevo meno di 50 grammi, così ho creato una forma alternativa.





Non sono stirati molto bene come si vede, ma ho voluto approfittare di dieci minuti che mi sono concessa al piano di sotto per approntarli un po' per essere fotografati, quindi ho dato solo una passata veloce usando solo il panno termoresistente e il ferro da stiro piccino picciò che uso quando cucio.

Di filo verde me ne è avanzato un po', molto poco a dire il vero, ma non butto mai niente. Solo che avvolto sul suo cilindro di cartone occupava un po' troppo spazio rispetto alla quantità di cotone in sè, e mi è venuto in mente di fare una farfallina portafilo. Farfallona, visto che si tratta di cotone da uncinetto. Cercando del cartoncino nei meandri del ripostiglio ho trovato questo



Ma si, mi ero perfino dimenticata di averlo messo via! Altro non era che il coperchio di una di quelle scatole portabiancheria, avete presente quando fate il cambio di stagione? Ecco, se il coperchio è buono mentre il resto è sfondato perchè buttarlo? E' pur sempre cartone colorato! E così, disegnata la dima su un foglio quadrettato rubato a un quaderno di mio figlio, replicata più volte a matita sul retro del cartone, ritagliato tutte le sagome e incollate a due a due per dare più consistenza...





Carine no? E a costo zero. Perfette per i miei avanzi di cotone, così occupano poco spazio. Da non dimenticare il taglietto su un lato per affrancare la cima volante del filo



E poi ho anche ricamato, questo si. Ho ricominciato a ricamare dopo tre o quattro giorni dal mio rientro, quando ho potuto alternare periodi sempre più lunghi stando seduta al letto-letto. Ho ripreso in mano un ricamo iniziato lo scorso anno, "Christmas Visit" di BR:



E questo è lo stato di avanzamento del lavoro a ieri (oggi ho finito il corpetto davanti e la parte alta dello scialle)



Se va avanti di questo passo lo finisco alla svelta. A meno che non venga interrotta da qualche altra idea. Ovviamente.

sabato 3 marzo 2012

Piccolo piccolo trovaforbici

Ma perchè le forbici da ricamo sembra non bastino mai? No, bastavano quando non avevo la mania di iniziare smilanta lavori in una volta sola...

Insomma, una buona scusa per regalarsi un paio di forbicine c'è sempre. Anche perchè poi c'è anche la scusa per farmi un trovaforbici. Giusto perchè c'era un pezzettino di emiane di cotone che avevo tinto col caffè, solo soletto lì a far niente... E mi faceva un po' di pena. Insomma, in un batter d'occhio ho fatto questo



Ho provato a cucirlo a mano con del perlè, ma mi è riuscito un mezzo schifo... Ma tanto lo uso io, e che caspita. Nota: il campanello è uno dei tanti rubacchiati ai collarini dei miei gatti.




Un lato...




...e l'altro.



Non si vede molto, ma in teoria ho usato un moulinè rosso sfumato. Gli schemi sono tra i free della DMC.

sabato 10 settembre 2011

Giunchiglie




Ogni estate, complice una luce che in inverno non c'è, realizzo sempre un ricamo su tela nera. Perchè ha il suo fascino, perchè su nero certi colori risaltano infinitamente meglio che su altre tinte, e perchè me ne è stata regalata tanta. O meglio, il classico metro di tela, ma quando la quadrettatura è un 72ct lo spazio ricamabile si moltiplica decisamente...

Quest'anno ho scelto, e terminato ieri, un sampler piccolo piccolo, tratto dagli scaricabili della DMC, che però sul sito è realizzato su tela beige. Il mio su nero è diventato così



Ho scoperto che la varietà di narcisi che fioriscono in più corolle su un unico stelo è chiamata "giunchiglia", e io ne ho parecchi in giardino. Averli ricamati in estate è come prolungarne la fioritura per tutto l'anno, e poterne godere senza limiti.






domenica 4 settembre 2011

Avanzi, ma anche no

In questi giorni mi sono data allo smaltimento di avanzi di cotone, per quanto riguarda il lavoro a uncinetto. Che devo dirlo, mi sta prendendo bene, perchè è veloce da tirar fuori e rimettere via, e il lavoro procede con soddisfazione immediata. Tirando fuori gomitolini piccini picciò, nel tentativo di alleggerire la borsa del cotone, e con l'aiuto di una vecchia rivista di mia madre, ne sono usciti un po' di centrini davvero minuscoli, ma ideali da mettere sotto a un portacandele, un vasetto di piante grasse, una saponetta colorata in bagno... insomma le idee verranno fuori man mano. Ecco un po' della mia produzione bianca e gialla, le dimensioni vanno da un minimo di otto centimetri di diametro a un massimo di quindici

Involontariamente qualcuno mi ha suggerito un sistema per dare l'idea delle dimensioni del lavoro... ^_^



Poi ne è uscito uno un po' più grandicello, sempre giallo (mi mette allegria!)

E questo ha già trovato collocazione, sotto a un vaso di violette. Sembra fatto apposta, giallo e viola mi piace!

E con avanzi di cablè bianco ho provato a fare quattro mattonelle ed unirle, non sono molto contenta del risultato perchè speravo di riuscire almeno a stirarle meglio ma tant'è, la considero una prova

E veniamo al punto croce. Ho due lavori fatti da un po' da mostrare, che ora possono venir fuori a farsi le pose perchè sono arrivati a giusta destinazione! Questo è un portanotes che ho spedito a Silvia, era la Mamigata che avevo messo in palio per festeggiare il quinto compleblog del mio blog personale. Sapevo che Silvia ama i mici come me, per cui...











































E questo è l'interno

Le dimensioni della foto non rendono, il blocco è delle dimensioni classiche di un notes (metà foglio A4, per intenderci).

Più piccolo, e realizzato molto prima di questo qui sopra, ne ho realizzato uno per Roberta, che ha compiuto gli anni da mò, che ha impiegato un tempo biblico per arrivare a destinazione, ma che finalmente è nelle mani giuste a fare coppia con una borsa che si trova nelle stesse mani. ^_^

(Le foto le ho rubate da lei perchè quelle che avevo fatto prima di spedirglielo sono perse nei meandri del mio pc, e non riesco a recuperarle).



E infine un altro piccolo piccolo in attesa di destinazione...

E che altro... basta, tra vecchi e nuovi mi sembra di aver sbloggato tutto.

Ah no, sbloggo un po' di stizza per Blogspot, sto pensando seriamente di tornare ad usare il mio vecchio blog su Splinder. Ci farò un pensiero serio.

Nel mentre la mia mente bacata sta partorendo altre millemila idee, spero di riuscire a realizzarne almeno una per Natale...