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lunedì 6 settembre 2010

Sogni


E poi ho sognato lei. Anzi, uno scambio di frasi con lei. Lei che conosco da tanti anni, facciamo quasi venti, che non vedo da dieci, con cui non ho mai avuto un rapporto bellissimo ma che chissà perchè alle sue parole ho sempre dato peso. Lei che più di una volta avrei volentieri preso a cazzotti, ma non l'ho mai fatto perchè non mi abbasso. Nel vero e proprio senso del termine, visto che è alta mezzo metro meno di me. Ma non ho nemmeno mai risposto a tono, perchè timorosa di non riuscire a spuntarla, di non avere sufficienti argomentazioni. Perchè se è alta meno di un metro e mezzo, la lingua lunga ce l'ha eccome.

Lei che mi dice in sogno per l'ennesima volta che di me non ha stima, soprattutto dopo che qualcuno le ha rivelato due miei difetti di carattere.
E a lei, finalmente, rispondo che dovrebbe saperlo bene visto che al mondo è stata messa una manciata di anni prima di me: dovrebbe sapere che al mondo tutti abbiamo dei difetti, anche se non ce ne accorgiamo. Almeno un paio di difetti. Dunque, riflettesse bene prima di parlare.


Dicono che i sogni servono all'inconscio per dirci cose che di giorno non ammetteremmo mai. Dicono anche che con il sogno possiamo esplorare quello che realmente ci alberga dentro, e soprattutto che le persone che sognamo in realtà non rappresentano sè stesse, ma i sentimenti che ci scatenano dentro.
Trovarmi davanti a F. mi ha sempre messo nelle condizioni di sentirmi inferiore, piccola nell'animo, scatenandomi una rabbia atroce verso me stessa. Storia vecchia, anzi, preistoria proprio.  Penso, col sogno di stanotte, di aver fatto pace con questa cosa. Credo di aver fatto pace con quel pezzo di Mamigà che non si ritiene all'altezza delle cose quanto gli altri.

Effettivamente, nel reale, avrei proprio voglia di rivedere F., e spero che prima o poi ci sia l'occasione. In fondo, nonostante tutto, delle belle risate io e lei ce le siamo anche fatte.

martedì 29 giugno 2010

Sarebbe bello...


Sarebbe bello se certe malattie venissero solo da vecchi. Che frase banale  questa. E non la scrivo perchè auguro ai vecchi di ammalarsi, ma perchè ieri pomeriggio, nella quiete del giardino di casa, nel silenzio del primo pomeriggio, riflettevo sul fatto che visto che la vita può sorprenderti con degli exploit alquanto violenti, non ti è permesso di fare conti sul futuro. Sarebbe bello se non fosse così. Se si potesse essere sicuri che fino a una certa età andrà tutto bene, uno fa tutto quello che deve fare, sa che può programmare da qui a lì le sue cose, poi si organizza per la vecchiaia, mette in conto le malattie e prende le sue precauzioni, e via. Si prepara psicologicamente. Poter far conto su un fisico che "tiene" dovrebbe poter essere scontato. Perlomeno per assolvere ai propri obblighi e/o desideri prevedendo al massimo di fare i conti con i mali di stagione.
Ho appena scritto una stupidaggine. Ma la lascio lì.
Perchè ieri ho pensato alla morte, questa è la verità. La morte con cui sto facendo i conti, e non datemi della esagerata, l'ho già detto che ho un folletto piccolo piccolo che chiamo "duepercento" che ogni tanto danza in giardino prendendomi per il sedere canzonandomi. Un folletto che da qualche notte mi fa fare sempre lo stesso sogno,
sogno di fare la TAC e sogno il dottore coi baffoni che mi da l'esito. E mi dice che sono ancora malata, che devo fare ancora strada, tanta, e io gli rispondo che non ce la faccio più, e lui mi chiede di insistere, insistere, insistere (troppa chemio, ho bisogno di disintossicarmi psicologicamente credo).  Ma non mi sveglio con l'angoscia, tutt'altro. Perchè da un po' di tempo guardo alla vita come una possibilità, non come un limite. Anche nella malattia. Che se anche "duepercento" dovesse per un qualche misterioso motivo dilatarsi e avere la meglio, magari con l'aiuto del cuore o che so io, tutto sommato vorrei vivere i miei anni a venire con pienezza, che siano due, venti o cinquanta.
Ieri Papigà mi ha detto che questo sarà un anno buttato via. Io non ci credo. Non lo penso. Per chi ha anche una vaga possibilità che il proprio tempo sia ridotto ad essere poco il tempo non è mai sprecato, è tempo utile per vivere, provare emozioni, fare esperienze, ridere, fare cose belle, conoscere persone, imparare cose nuove, costruire. E' vero che la mia vita è limitata sotto molti aspetti, sono sempre stanchissima, ho la nausea spesso e volentieri, e tutto il resto di manfrine legate a questa situazione del cavolo, ma non sono in fin di vita. Come rispondo ridendo talvolta a chi mi chiede "come stai", ho il cancro, non sono mica in fin di vita. In fondo c'è di peggio. Considerando poi che il destino a volte prende per il sedere e magari tu pensi di morire di tumore tra vent'anni mentre domani esci di casa e ti cade una tegola in testa, tanto vale considerare non gli anni, ma i giorni, le ore, i minuti, rendendoli belli. Più belli possibile.

Ps. E infatti essendo mooooolto coerente con me stessa ora vado a fare qualcosa di estremamente gradevole... ho una montagna di panni da stirare. Giusto per tener fede ai miei propositi

sabato 13 febbraio 2010

Sogni

Oggi inauguro un nuovo tag: IL LATO BUONO DELLA FACCENDA. Per "faccenda" intendo quanto di cui ai post precedenti, relativi al cancro. Perchè sto iniziando a materializzare il concetto che se devo affrontarlo ho bisogno di positività, altrimenti mi chiudo in camera, ficco la testa sotto al cuscino e grazie arrivederci. Però alla lunga ci lascio le penne, perchè qui non si tratta di una pillola anticoncezionale che se te la dimentichi mal che vada dopo nove mesi hai un bebè con contorno di relativi oneri e onori.
Accade quindi che mi sono resa conto che da una settimana le mie mani, quando non hanno altro da fare, sono in perenne lavorìo con i capelli (e me ne accorgo perchè dopo un po' mi si aggrovigliano) e mi tocco spesso, ahimè, il seno (e qui me ne accorgo perchè è lo sguardo di Papigà ad essere inequivocabilmente perplesso).
Stanotte poi ho sognato... seni. Seni ovunque! Ovunque tranne che addosso a me, dove al loro posto stava una cosa informe, brutta, che cercavo di coprire in ogni modo. Non voglio fare la volgare, ma la psiche di questi brutti scherzi fa, non posso farci niente. Al risveglio ho solo pensato "toh, io avrò anche fatto questo sogno per ovvi motivi, non serve andare a rivoltare il subconscio per capirlo. Ma vorrei tanto sapere quanto avrebbe pagato Papigà per fare un sogno del genere ...".

sabato 2 maggio 2009

Sogni...

Stanotte ho sognato che venivo cazziata dalla prima insegnante dell'asilo di mio figlio, quella che mio figlio tutt'ora non può sentir nominare, che veniva a lavorare con la gonna corta e i tacchi alti. Non potevo vederla nemmeno col binocolo, figuriamoci che effetto mi ha fatto trovarmela in sogno.
Si, ho bisogno di scaricare un po' di stress. Decisamente.
E di un tichinin di quella famosa sgnappa.

domenica 3 agosto 2008

Sogni e segreti

Stanotte ho sognato di partorire una bambina. Dolcissima, pacioccotta il doppio di mio figlio, bella come una stella e buona, tanto buona. Nel sogno la tenevo tra le braccia, la cullavo, e lei mi sorrideva con una dolcezza che non ho mai visto nella realtà.
E il mio segreto, che segreto non è più ormai, è che mi piacerebbe da morire per davvero avere una bambina. Infatti mi sono svegliata con i lacrimoni.
Ma chissà, un giorno magari, prima della menopausa, non si sa mai...