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domenica 12 febbraio 2012

Un dono delizioso

Ricevere regali di compleanno in ritardo riserva sorprese che, a volte, capitano nei momenti in cui hai bisogno di una coccola in più. E qualche giorno fa ne ho ricevuta proprio una da Meg. Guardate che meraviglia... Una scatola particolarissima



Che sembra creata proprio per me





Conteneva dei dolcetti squisiti, da accompagnare al caffè dopo il pranzo, da gustare lentamente come qualcosa di decisamente prezioso. E manco a dirlo, finiti i dolcetti, la sua destinazione non poteva che essere come contenitore di...



...pizzi. Per tuffarsi in un sogno di altri tempi quando la si apre.

Grazie Meg, per un dono che vale proprio il doppio.

domenica 20 novembre 2011

39esimo complemamiga


Capisci che stai invecchiando quando le candeline costano più della torta.






Buon compleanno Mamigà!

venerdì 18 novembre 2011

Ciao mondo!!

Benvenuti su logga.me!

Questo è un esempio di un primo post, puoi modificarlo, cancellarlo o iniziare ad utilizzare il tuo blog entrando direttamente sul vostro pannello di controllo.
Potete accedervi dalla sidebar qui a destra alla voce "amministra sito", sotto meta, oppure digitare il vostro nome blog sulla barra degli indirizzi seguito da wp-admin (es: http://logga.me/demo/wp-admin).
Qui sotto un primo video sul come utiizzare il pannello di controllo, il vero cuore di questa piattaforma.

   

Vi consigliamo comunque (in caso di dubbi o richieste) di visionare la sezione di supporto, vi darà la possibilità di controllare problematiche attive sul forum oppure di scriverci in caso di richieste specifiche.

Ricordiamo inoltre che, nel pannello di controllo di del vostro blog c'è una sezione video tutorial da poter interpellare quando volete, contenente tutte le guide d'utilizzo di questo sistema ed altre succulente novità!

giovedì 10 novembre 2011

Splinder-bug?


Splinder chiude, Splinder non chiude... non si sa. La voce corre e gira stile trottola impazzita... Comunque ho fatto un trasloco del blog, da oggi la mia casa ha la sua copia (non proprio uguale nella forma ma identica nei contenuti... o quasi) qui:



http://mamamma.iobloggo.com/



E invito chi volesse continuare a leggere anche dopo il babau del black-out (previsto per il 30 novembre) di segnarsi questo link. (Anche se sospetto vivamente che sia una bufala messa in giro da qualche piattaforma snobbata per accaparrarsi utenti... ma non si sa mai). Fino ad allora posterò in doppia copia

domenica 6 novembre 2011

Progetti


Vorrei dirlo con parole mie, ma non ho idee. Così rimando chi legge e ha voglia di sapere, a questo link su Oltreilcancro: si sta creando qualcosa di concreto per ricordare Annina. Anche la mia mamma aveva un triplo negativo come lei, perciò questa cosa mi è ancora più cara.

sabato 5 novembre 2011

Laggiù nella steppa...


Mercoledì c'è stata la fiera-mercato di ogni anno in paese, per la festa dei Santi. Si, mercoledì 2 novembre, non il primo come in tutto il resto d' Italia, qui si festeggia il due, quando nonostante la maggior parte della gente lavori, non si sa perchè le vie sono letteralmente intasate di gente e le auto sono parcheggiate perfino in verticale sui muri, o poco ci manca.

A me questa festa piace, sono sincera, soprattutto per le varie mostre che si svolgono in piazza all'interno di locali normalmente adibiti a magazzini. E ogni anno mi prende la bile per le deviazioni stradali che il Comune impone qualche giorno prima, che oltre a costringerci a fare il giro del globo terracqueo per passare da qui a un posto qualsiasi che in linea d'aria disti più di venti metri, ci fa stare in ansia per cercare la soluzione al sempiterno rebus: non si è ancora capito a cosa servano, dato che la festa è solo in piazza e nelle vie immediatamente adiacenti.
Ho chiesto lumi al Sindaco sulla apposita pagina di FB (eh beh, visto che c'è per i giochini, dato che è infestata di cose inutili, se ci si può ricavare qualcosa di serio vale la pena approfittarne), chiedendo se fosse possibile ALMENO rimuovere le barriere nei dintorni della scuola all'orario di consegna dei bambini, per non farci partire da casa tre quarti d'ora prima (ovvero alle sette e mezzo). Mi ha risposto che per tre giorni (tre? Signor sindaco, sono tre se le Sue giornate sono di 72 ore!) possiamo adattarci, e comunque nessuno fa miracoli (il nostro sindaco è un gentleman dalle uscite accomodanti). 
Ho sempre avuto il dubbio che qualcuno della giunta comunale si sia montato discretamente la testa, guardando al nostro beneamato paesucolo di campagna come a una metropoli, ma tant'è, la festa è finita, io mi sono fatta il mio bel giro tra banchi del mercato, mostre e mercatino dell'antiquariato imbottita di antidolorifici e nonostante avessi i piedi come dirigibili, ho fatto qualche acquisto per Natale e ci ho guadagnato quella cosa tanto sfiziosa che volevo per me. Non è quello che volevo (cercavo un paio di forbicine da ricamo particolari, di quelle a forma di gufo o decorate come quelle di un tempo, cosa che adoro), ma credo che come regalo di compleanno possa andare.
A me piace, e anche molto. Di certo non passerò inosservata.

venerdì 4 novembre 2011

Gatteria- la torretta nuova!


Ricevuta in eredità dal micetto di Robute che non c'è più (il micetto, non Robute, che è viva e vegeta in carne, ossa e lingua), è arrivata ieri in casa nostra una torretta-gioco per i miei zingarelli pelosi




 



Se è piaciuta? Mah... vedete un po'...



Un saluto


Finalmente è stata ritrovata la password per accedere al blog di Annina. Finalmente chi la amava più di chiunque altro ha avuto la forza di scrivere qualche riga, che suona come un saluto. Un saluto bellissimo, di cui voglio conservare un pezzo, questo pezzo. Non serve che spieghi il perchè.



Prendi un sorriso,



Regalalo a chi non l'ha mai avuto.



Prendi un raggio di sole,



Fallo volare là dove regna la notte.



Scopri una sorgente,



fa' bagnare chi vive nel fango.



Prendi una lacrima,



Posala sul volto di chi non ha pianto.



Prendi il coraggio,



Mettilo nell'animo di chi non sa lottare.



Scopri la vita,



Raccontala a chi non sa capirla.



Prendi la speranza



E vivi nella sua luce.



Prendi la bontà 



E donala a chi non sa donare. 



Scopri l'amore



e fallo conoscere al mondo.

Gandhi

lunedì 31 ottobre 2011

Foto e foto


Ne ho fatti tanti di esami in questi ultimi due anni. Soprattutto negli ultimi sei mesi, mi hanno scattato più foto intime nei vari ospedali che non foto "normali" in famiglia. Ma tant'è, non è un problema, dopo un po' ci si fa l'abitudine, ce ne si fa una ragione perchè è meglio farsi fotografare o sforacchiare che non tagliuzzare, no? Non ho nemmeno più l'ansia da RMN, entrare in quel tubo che mi faceva tanta paura ormai non mi fa più nè caldo nè freddo.


Tra due settimane però, lunedì 14, vado da un fotografo che non è che veda poi tanto volentieri.
Ho la mammografia da fare, a Latisanville.

Suonerà strano, ma da quella "incriminata" sono passati quasi due anni, dopo quella non ne ho fatte più, solo ecografie, e ho paura.

Non di cosa ne salterà fuori, perchè parto con la convinzione che sarà tutto negativo (mi faccio l'autoesame piuttosto regolarmente, sono stata visitata venerdì scorso, il marker spione del seno era nei limiti, se ci fosse stato qualcosa o io o l'oncolaus ce ne saremmo pur accorti...). No, non sono in ansia per l'esito.

Sono in ansia per l'esame in sè. Mi sto catapultando di brutto indietro nel tempo, i ricordi affiorano, sento ancora dentro il pianto del momento in cui sono uscita dall'ambulatorio coi lacrimoni perchè avevo intuito qualcosa ma non volevo crederci, pensavo che l'immaginazione mi stava giocando un tiro poco simpatico, tant'è che mi sono sforzata di dimenticarmene nei giorni immediatamente successivi e ci sono pure riuscita. Quel giorno, tornando a casa, ho perfino sbagliato strada trovandomi inaspettatamente di fronte al casello dell'autostrada, che ho dovuto per forza imboccare uscendo una quarantina di chilometri più a nord. E per fortuna avevo con me mia madre munita di spiccioli, perchè dall'agitazione non riuscivo nemmeno a trovare il portafogli...

Ho due settimane per farmela passare. E ci riuscirò senz'altro, visto che domani e dopodomani c'è festa grande in paese con tanto di mercato tradizionale e mostre di tutti i tipi, e ho tutta l'intenzione di diluire la tensione tuffandomi negli acquisti per Natale e alla ricerca di qualcosa di sfizioso per me.

venerdì 28 ottobre 2011

Rei!


Ho voluto aspettare a sbloggarlo perchè con mio figlio, che è un imberbe uomo dalle moooooolto fugaci passioni, non si può mai dire. Ma ormai è un mese abbondante che la cosa persiste, con qualche (previsto) intoppo ma con enorme soddisfazione per lui e per noi.


Guardate un po'...
Ebbene si, ecco il nostro cintura bianca di Judo, The Power, in posa col suo pigiam... ops, il suo Judogi fresco fresco di lavaggio e stiratura.
Lui si sfoga, scarica una dose notevole di energia, impara qualcosa di utile, si diverte e apprende una disciplina mentale che vale per la vita, con risultati finora molto, molto buoni.
Io mi permetto di tirare un sospiro di sollievo, perchè finalmente il mio bambino si gode qualcosa di cui ha diritto e che gli ha fatto tornare il sorriso: una grossa fetta di serenità.

lunedì 24 ottobre 2011

Sui parcheggi riservati - post lungo


Parto prendendola larga.



Cosa nota per i lettori abituali di queste pagine, meno per chi passa ogni morte di papa, sconosciuta per chi si affaccia per la prima volta, è che io soffro da due anni e mezzo (e ne ho quasi 39) di una malattia reumatica che si abbrevia in SPA, e che a scriverla per esteso non dice niente per i non addetti ai lavori. La malattia mi ha "preso" la parte bassa del corpo, vale a dire tutte le articolazioni dall'ombelico in giù, più qualche dito della mano, lo sterno e il rachide. Per questa malattia mi è stato riconosciuto l'80 per cento di invalidità permanente, e non per sfizio nè per un gioco di dadi: la mia malattia comporta dolore alle articolazioni, dolore continuo a ogni movimento, gonfiore, e soprattutto dolore che avrà periodi di attività e periodi di remissione, ma che del tutto  non se ne andrà mai. MAI. Di malattia reumatica non si guarisce. Punto. E chi ce l'ha lo sa bene. E sa bene anche che fare una vita "normale", anche semplicemente  fare duecento metri a piedi, in certi giorni è semplice, in altri (e sono la maggior parte) è uno sforzo. Uno sforzo che per carità, se s'ha da fare si fa, ma poi si paga, e anche piuttosto caro.

Succede che la legge, per dare un minimo di agevolazione negli spostamenti a chi ha una malattia come la mia, ma anche e soprattutto a chi è messo molto, ma molto, ma molto, ma molto peggio (e di gente messa peggio di me ce n'è veramente, ma veramente, ma veramente tanta), ha messo a disposizione dei parcheggi riservati, gratuiti, più larghi di un parcheggio normale, delimitati da strisce gialle e segnalati da un apposito cartello sovrastante, e di solito situati accanto alle strutture pubbliche (scuole, uffici, centri commerciali e via dicendo). Mica perchè siamo più simpatici eh. Esistono per il motivo di cui sopra. Per avere il diritto di usufruirne basta fare domanda al comando dei vigili urbani del luogo dove si risiede, allegando ovviamente il certificato medico attestante l'invalidità civile e la fotocopia del certificato INPS che ogni invalido ha, e nel giro di qualche giorno il cartellino arancione numerato e timbrato da apporre sul cruscotto è a disposizione.



Sarò sincera: non lo uso quasi mai. Lo uso solo quando il primo parcheggio disponibile è a mezzo chilometro da dove devo andare, per ovvie ragioni, o in quei giorni in cui sto proprio male ma non posso fare a meno di andare in questo o quel posto, tipo l'ospedale o cose del genere. Ma c'è chi deve usarlo sempre, perchè la difficoltà a deambulare è tanta e persistente, o è costretto alla sedia a rotelle, i motivi sono tanti. Di fatto usarlo è un diritto per chi ce l'ha, non per tutti, e su questo non ci piove.

Però c'è un però. Ed è un però grosso come il guaio che ne deriva. Non viene riconosciuta l'invalidità per "cricetocefalia". E le piccole menti sono talmente piccole da non accettare questo sopruso, questa discriminazione, tanto che si sono fatti una ragione tutta loro, per cui si sono autoconvinti di avere scritto in fronte "sono disabile" (mentale, con tutto il rispetto per i disabili mentali VERI) e di fatto si comportano come tali. Usando anche i parcheggi di chi ha il benestare della legge per usarli.

Si dice che lo Stato dovrebbe fare più controlli, più multe, più rimozioni forzate. Di fatto lo Stato è a corto di personale, o non ha voglia di farlo, o non ha tempo, o non ha i mezzi, o che so io. Io non ho mai visto i vigili controllare i cruscotti delle auto parcheggiate sugli stalli gialli. Mai. Le auto però c'erano, perchè io le ho viste, e non per hobby, ma si sa, quando si ha un problema o si vive una particolare condizione (anche bella, per carità), si diventa automaticamente più sensibili anche verso chi condivide la propria sorte. Oltreilcancro in fondo non è mica nato per hobby, no? E neanche i forum mammeschi, crocettosi, e via dicendo.

Un paio di giorni fa, presa da un raptus di str...aggine acuta, l'ho fatto. Nel parcheggio del supermercato (per tre quarti vuoto, preciso), c'erano due auto parcheggiate sugli stalli riservati. Ovviamente senza cartellino arancione esposto. Mi sono guardata in giro, ho visto che non c'era nessuno. Ho tirato fuori carta e penna e ho scritto un biglietto, apponendolo poi sotto al tergicristi dell'invalido per cricetocefalia di turno. E me ne sono andata.
Non sarà sicuramente servito a nulla, perchè chi ha la cattiva abitudine di fregarsene altamente degli altri pensando solo ai propri comodi non cambia atteggiamento per un foglietto di carta. Ma una bella incaspiatura gli sarà venuta di sicuro, almeno grossa quanto viene a chi è costretto in sedia a rotelle e dovendo parcheggiare si trova tutti gli stalli occupati da invalidi per piccolezza mentale.

Diversi anni fa lavoravo in un fast food. Durante il mio turno di lavoro ho sentito una collega far presente a un cliente che non poteva parcheggiare nel parcheggio riservato ai disabili. Ho sentito una risposta abominevole:
"In Italia siamo tutti invalidi".

E le balle! Infilati dei sassi dentro le scarpe e poi prova a camminarci dentro, legati dietro le ginocchia dei sacchetti di sabbia, infilati un manico di scopa tra la schiena e la t-shirt, e poi mi dici se eri invalido prima o adesso! Prova a vivere per un giorno con la sedia a rotelle senza alzarti mai, dovendo chiedere aiuto per andare in bagno, per prendere qualcosa da uno scaffale alto, per entrare in un ascensore, e vedi quanto ti passa la voglia di fare del sarcasmo!

E allora tu che stai bene, tu che le gambe le hai e funzionano come devono, puoi farti trecento metri a piedi e te li fai! Non mi interessa se il parcheggio riservato è più vicino, se è libero (che ne sai se arriva qualcuno che ne ha bisogno quando ti sei allontanato?), se piove (apri l'ombrello, non serve che ti faccia un disegnino), se hai fretta (potevi partire due minuti prima da casa), se ti scappa la pipì, se tiri fuori la scusa che tanto il Paese è pieno di falsi invalidi, quel posto non è tuo e non lo occupi. Punto.

Si chiama SENSO CIVICO. Come secondo nome ha EDUCAZIONE, e di cognome fa RISPETTO. Lo stesso rispetto che pretendi TU quando i diritti da far valere sono i TUOI.

Ah, curiosi di sapere cosa ho scritto sul biglietto scatena-incaspiatura? Una frase che ho letto qui e là su internet.


VUOI IL MIO POSTO? PRENDITI ANCHE IL MIO HANDICAP.



 



 


Ma io ho aggiunto anche un "def...te", un piccolo bonbon.

E a chi ribatte che la frase è dura e suona come una iettatura (ho letto anche questo) rispondo che si, sarà anche dura, ma che di fronte alla sorte siamo tutti uguali è la verità, che la si guardi dritta negli occhi o con un paio di occhiali da sole a fare da schermo. E altro che fare la parte dei signori, non c'è niente da fare, ai cricetocefali bisogna parlare in cricetocefalese se si vuole farsi capire.

giovedì 20 ottobre 2011

Gatteria - Nobiltà


Ho iniziato a credere che per i gatti quello che sta sotto la base della coda sia da loro considerato la parte più nobile del loro regale, peloso, felin corpo.


La considerazione è nata stamattina, mentre ero indormiveglia, pensando a quanto tempo dedicano alla sua pulizia, al rito cerimoniale ogni volta che devono usarlo per le loro necessità fisiologiche, alle millemila volte in cui lo mettono in mostra quando in segno di saluto si avvicinano a coda alta; ma soprattutto alla nonchalance con cui, fusando come motorini accesi, dopo avermi ben bene impastato il petto, alle sei del mattino ci si accovacciano sopra... sbattendomelo in faccia.

sabato 15 ottobre 2011

Gatteria- ore 6.55 del mattino

Buongiorno Mamigà!

E buon lavoro

venerdì 14 ottobre 2011

Un-due-tre... quattro-cinque-sei... un-due-tre...


Ieri sera siamo stati alla seconda lezione di ballo, nonostante sia stata tutto il pomeriggio stesa con un discreto mal di schiena da incauto energico lavaggio del piatto doccia con finestra aperta.  Stiamo imparando il valzer lento, il lisssssssio per intenderci.


Mai mi ricordo di essermi sbaccanata dalle risate come ieri sera. Mica per il ballo, no, non mi permetterei mai di prendere in giro un'arte del genere, arte che peraltro ho sempre desiderato in cuor mio di imparare prima o poi. No, checchè ne dica quel vecio furlan brontolon che si è subito premurato di invitarci ad andare a ridere da un'altra parte (e noi, bast...di, giù a ridere ancora più forte).

E' che il ballo richiede sintonia, e io e mio marito balliamo come viviamo in casa: se ognuno fa le sue cose separatamente tutto fila liscio, se ci si mette insieme a fare qualsiasi cosa si cozza e si fanno pasticci. Ergo, le pestate di piedi, gli sfasamenti di ritmo e le perdite di equilibrio non si contavano più. Una signora mi ha fatto notare che non era il caso di sbaccanare per delle pestate di piedi, mio marito le ha risposto che è l'unica occasione in cui può pestarmi i piedi senza che io gli renda la partita e ha iniziato a ridere anche lei.

Non so se sia per il movimento fisico, per l'alligalli finale, per l'antinfiammatorio che ho preso o per il cuor leggero con cui sono uscita dalla palestra, ma il mal di schiena si è drasticamente affievolito.

giovedì 13 ottobre 2011

La ruota


Lo scorso anno, ligia al dovere e al consiglio delle insegnanti, ogni volta che mio figlio si apprestava a fare i compiti controllavo il diario e mi assicuravo che eseguisse tutto il lavoro assegnatogli. Verso la fine dell'anno, constatando che il Power o con i consigli o con le minacce, in dieci minuti o in due ore, alla fine i compiti li faceva tutti senza lasciare indietro nulla, ho smesso di controllare.


Quest'anno la musica cambia: ha dichiarato espressamente di non voler essere controllato perchè è grande, e come si fa a non dargli fiducia? Non sia mai. Anche se una guardatina al diario la sera gliela do, non sempre, giusto perchè fidarsi è bene e non fidarsi è meglio.
Ma il Power non fa niente per niente. Difetta di esperienza, ma di inventiva ne ha da vendere. E ho scoperto due o tre giorni fa che i compiti non li scrive tutti sul diario, ma solo una parte, in modo che
"mamma non vede, Power non duole".

Però c'è un però. La maestra, giustamente, al mattino controlla. E se i compiti non sono fatti, ovviamente, riprende. Riprende il Power a scuola, ma poi riferisce a me all'uscita. E così da due o tre giorni ho ricominciato a controllare e a fare il terzo grado, avvisando il mio pollo che se non scrive tutti i compiti e la maestra lo riprende sono cavoli suoi, ma si ricordi che per un bambino intelligente come lui è più ragionevole e dà più soddisfazione ricevere un elogio che un rimprovero, visto che il primo ha tutte le possibilità di riceverlo, se vuole.

Di fatto stamattina al Power è "stranamente" bruciata la coscienza, e alle sette e mezzo si è "guarda caso" ricordato di non aver segnato due schede di esercizi di corsivo da fare per oggi. Bene, ho detto, finisci la colazione in cinque minuti e fai i compiti che mancano, hai venti minuti, puoi farlo, lo fai. Sempre per la storia dei complimenti al posto dei rimbrotti.

Colpito e affondato. In venti minuti il Power ha completato due schede di esercizi, e anche piuttosto bene. E' andato a scuola tutto contento per essersi sollevato la coscienza (penso io) e perchè sicuramente la maestra sarà contenta (ha detto lui).

Perchè mi è rimasta addosso questa scena mentre facevo i lavori di casa? Mica per la singolarità della cosa, no, sono convinta che ce ne sono centinaia di episodi del genere dove c'è uno scolaro che si dimena tra latte e cacao e la scarpa sinistra che non si trova.
E' che mi sono resa drammaticamente conto che la stessa identica scena si ripeteva trent'anni fa, io e mio fratello al posto di mio figlio, mia madre al posto mio.

E' sconvolgente. Sto diventando come mia madre. Che ripeteva sconsolata ed esasperata
"la vita è una ruota che gira, un giorno capirai perchè dirai le stesse cose e farai le stesse cose".
Caspio, ora che ci penso aveva ragione.  E se do ragione a mia madre è davvero grave.

mercoledì 12 ottobre 2011

I primi esiti


Allora.
I tamponi sono positivi per una infezione, ma già lo sapevo visto che il marker spione è ancora fuori limite massimo. Al di là della scocciatura perchè comunque dovrò ripeterli per la terza volta dopo la terapia (e non credo che ci sia qualcuno che fa volentieri i tamponi), è il quarto ciclo di antibiotici che mi pippo in due mesi. Con l'ultimo mi era uscita tutta una irritazione in bocca, fastidiosissima. Spero che questo sia più clemente.

Oggi però ho due motivi per essere contenta.


Il primo: stanotte ho dormito per sei ore di fila, o poco meno. E dopo un anno che faccio notti di pisolini di un'ora ciascuno intervallati da due o tre di veglia, è un gran bel traguardo.

Il secondo: ho ritirato la TAC toracica di mercoledì scorso. Ed è negativa per neoplasie. Non solo: la lesione da radio sta regredendo.

La prossima settimana dovrei ritirare anche il pap-test, e se anche quello è negativo... a quel paese la dieta, mi regalo una Mac cena coi controfiocchi. Bisogna festeggiare fin quando si può

venerdì 7 ottobre 2011

Portami a ballare


Basta pensare e parlare di malattie, di difficoltà, di paure. Ci sono anche cose belle nella vita, e voglio darmi la possibilità di prenderle.


Martedì ho iniziato un corso di Qui Gong. Chellè? Non lo sapevo nemmeno io, e non è che oggi ne sappia molto di più, se non che è una roba cinese, un esercizio leggero, ha a che fare con il rapporto con il proprio corpo, si fa in palestra con altre trentacinque donne tra i trenta e i settant'anni e il tipo che ci fa da maestro ha un fare talmente carismatico che potrebbe dirci qualsiasi caspiata che siamo tutte a pendere dalle sue labbra con la bocca spalancata. Per l'occasione mi sono regalata una tuta da ginnastica nuova nuova, erano tipo vent'anni che non me ne compravo una: color vinaccia, con i profili bianchi, pantaloni e giacca, di quelle tute un po' attillate da strapheega, che non mi fanno fare concorrenza alle vere strapheeghe perchè siamo realisti, ottanta chili puoi mimetizzarli quanto vuoi ma sono sempre ottanta. Però quando mi guardo allo specchio con la mia tuta nuova di zecca quello che vedo mi piace, e tanto basta a farmi sentire una ottantachili con del carattere.

E poi un mese fa mio marito mi ha chiesto se volevo partecipare con lui a un corso di ballo. E ti pare che non accetto... Un po' controvoglia, perchè non è un periodo in cui mi è facile accettare le cose nuove (e anche per il Qui Gong mi ci è voluto uno sforzo mentale non da poco, per affrontare l'ansia), ma mi son detta "perchè no, è una vita che ho questo desiderio, mio marito ha sempre rifiutato per millemila motivi, se non approfitto ora non succede più...". E così ieri sera, tra un attacco di panico e il disagio per l'odore schifosissimo della gomma della palestra, abbiamo iniziato il corso. E mi sono divertita un sacco sacchissimo. Non diventerò una ballerina, e stamattina ho una parte dell'anca sinistra che grida vendetta, ma ho la musica in testa (anche se ieri sera la musica non c'è stata) e una bella sensazione addosso. E' la sensazione che si prova quando si è riusciti a vincere una paura. Non mi sento invincibile, non mi sento più forte di ieri, ma ho la certezza di aver preso qualcosa di bello.
E oggi andiamo a fare spesa. Ieri mattina siamo stati al mercato, se avessi avuto soldi da buttare avrei portato a casa una intera bancarella di matasse di lana di tutti i tipi davanti alla quale mi sono fermata credo un quarto d'ora, avrei rapinato due o tre banchi di borsette (ne ho vista una a forma di arca di Noè fantastica, con tanto di animali di pelle colorata applicati) e mi sarei trascinata dietro su un apposito carro un banco di cereali, miele e granaglie varie per depositarmelo boh, sotto al letto forse. Oggi vado a caccia di tessuto per fare una copertura al condizionatore d'aria, e due paia di pantaloni per il papi.

Anche per non pensare che in questi giorni ho fatto altri controlli, tra cui la tac mercoledì, e devo aspettare ancora qualche giorno per gli esiti. E speriamo in bene.

mercoledì 5 ottobre 2011

Maya e Michi, love is in the air


Peccato che sia un po' scuro, ma spero che riusciate a vedere lo stesso. Ne valeva la pena.


Accendete le casse, merita


martedì 4 ottobre 2011

Ciao Annina


Vola, mia piccola ape.



Vola libera nel tuo cielo



tu che hai costruito dolcezza fino alla fine
nei nostri piccoli giardini
oggi porta la tua gioia in quelli del cielo
che è più luminoso di ieri.

Ciao Anna Lisa.

sabato 24 settembre 2011

Basta! Getto la web-spugna!


E' inutile, non ce la posso fare. Ho richiesto l'aumento di volume di download massimo, ovviamente a pagamento, fino a fine mese, per poter usare ancora la banda larga. Sul sito dell'azienda telefonica garantiscono l'attivazione in 24 ore, sono passati tre giorni e non è cambiato nulla. Macino sempre a 64 Kilo, come dire, a dinamo.


In più collegando il telefono fisso al dispositivo fornito dall'azienda il telefono funziona, ma se contemporaneamente si naviga in internet si impalla tutto.
Mi dispiace, ma fino a fine mese mi collego solo per scaricare la posta elettronica mattino e sera, non posso stare al pc un'ora per visualizzare quattro pagine in tutto. Ogni cosa ha i suoi limiti, compresa la mia pazienza.
Magari è la volta che mi disintossico.

Come si dice? Besos, ci si riscrive col mese nuovo.