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domenica 8 febbraio 2015

La mia Maya

E c'è ancora chi mi chiede perchè ho una (lo so, non si dovrebbe dire, ma come si fa...) smodata predilezione per questa gatta.

lunedì 1 dicembre 2014

Gatteria: Amy e le coccole

Ogni sera, io ed Amy, il dessert lo prendiamo così. E' pur sempre un dolce.
Ha sei anni passati, ma su questo miss "Melassa" non è cambiata in niente da quando aveva due mesi.
Il filmato è stato girato dal Power.

sabato 15 novembre 2014

Gatteria autunnale - atto secondo

Sempre perchè qui l'autunno è una stagione piena di vitalità...
In fondo al vialetto, tre sere fa, ore venti.
Buonanotte eh.

mercoledì 12 novembre 2014

Gatteria autunnale

L'autunno è inoltrato e...
...ognuno ha il suo modo di goderselo.

martedì 26 agosto 2014

Gatteria: Amy e il guanto.

Ho speso otto euro di guanto spazzolatore. Non che non avessi una spazzola, ma l'unica che la gradisce maniacalmente è Maya. Maya che, alla vista del guanto, si catapulta in una dimensione parallela, cosa che gli altri quattro fanno quando mi vedono armarmi della spazzola.

Ho scoperto che, invece, per gli altri il guanto.... aaaaah, il guanto, che manna quegli otto euro! Magari averlo scoperto prima!
Amy, detta "gatta-melassa".


mercoledì 25 giugno 2014

Gatteria: a noi il termometro...

...non serve.
Ah, ho messo qui a fianco una iconcina nuova: il link alla pagina FB dei miei gatti. Perchè siore e siori, ormai sono diventati dei personaggi!

domenica 8 settembre 2013

Gatteria - l'inserimento

Mentre scrivo, Pulce è fuori in giardino che fa il suo dovere di cucciolo: impara a vivere. Sono due giorni che le do il permesso di uscire, ed è entusiasta come è ovvio che sia. C'è di buono che quando la chiamo per nome torna volando, il che mi rassicura. Mi rassicura anche una cosa curiosa che sta succedendo: gli altri gatti, a turno, le stanno facendo da tutor. Amy (che con lei è la più ostica) le ha perfino portato un lucertolone su cui "lavorare", ed è rimasta a due metri di distanza per un quarto d'ora ad osservarla all'opera. E' il passo successivo a quello che è stato fatto qualche giorno fa, questo.
Credo di poter dire con orgoglio che anche stavolta l'inserimento di un nuovo gatto sta riuscendo, e non so se sia per bravura o per una gran dose di fortuna. Ma propendo per la seconda.
Intanto chi passa si becchi questo video, girato stamattina: ho presentato a Pulce la spazzola.


mercoledì 14 agosto 2013

Gatteria - Ok, sono ufficialmente... il seguito.

E' vero, mi è stata fatta notare questa cosa l'altro giorno, e non ho voluto darci peso. L'anno scorso ho dato via i quattro cuccioli della Maioletta serenamente, senza patemi, con un po' di dispiacere, ma niente di paragonabile al senso di angoscia che mi ha investito di colpo dopo che ho detto "si" a chi voleva portarsi via Pulce lunedì. Per questa angoscia il Gatto Alfa ha insistito perchè ritirassi la parola data, un po' mi sono sentita in colpa è vero, ma poi mi sono detta "chissene, io e il tizio non ci siamo mai visti e non ci vedremo probabilmente mai, intanto la gattina è qui".
Poi ci penso, succede quel che succede, e mi chiedo se il caso esista o sia solo frutto della fantasia che da sola si dà delle spiegazioni, per quanto irrazionali, ma che si incastrano alla perfezione tra loro.

Giusto per dare un senso all'accaduto (come non bastassero le mie emozioni), ieri il Gatto Alfa si è recato presso il bar dove il tipo che mi ha chiamato per adottare Pulce ha visto e prelevato l'annuncio. E' il bar del paese vicino a dove lui lavora, che rientra comunque nella sua giurisdizione. Ha chiesto alla barista chi fosse questo tizio.

E' un diciassettenne, che ha chiamato per conto di un suo coetaneo albanese, il quale pare che per farsi "figo" volesse un gatto da regalare alla fidanzatina quindicenne, che si è incapricciata di volere un felinetto. E ha fatto chiamare all'amico perchè ha l'aspetto più "credibile".

Pulce, ti è andata di lusso due volte. 

lunedì 12 agosto 2013

Gatteria - Ok... sono ufficialmente...

Dopo aver stampato e sparso millemila avvisi in giro tra il paese, il paese vicino, il paese dove lavora il Gatto Alfa e il paese vicino a quello dove lavora il Gatto Alfa.

Dopo aver stilato nero su bianco millemila ragioni per fare quello che la ragione stessa mi imponeva di fare.

Dopo aver lanciato un appello  a visibilità pubblica su FB "cerco casa" corredato della foto di due post più sotto e aver ricevuto in tre giorni ben 380 condivisioni, a far concorrenza al miciozzo col grugno che viene inserito in tutti i link più fantasiosi del social network in questi ultimi mesi.

Dopo aver ricevuto una chiamata di richiesta di adozione di Pulce a soli tre giorni di distanza da quando ho stampato i volantini e ho iniziato a disribuirli (contando che di questi due ci sono un sabato e una domenica di agosto, il che è tutto dire), e aver saputo oggi dal rivenditore di frutta e verdura qui dietro che un'altra signora si è portata a casa il suo volantino per chiamarmi in giornata.

Dopo aver preparato il trasportino con tanto di straccio impregnato dell'odore di casa e due pompon rossi con i quali Pulce ha giocato in questi tre giorni (il terzo l'ha ucciso in tre o quattro secondi in una esplosione di felinità acuta) e aver pianto due fazzoletti di carta all'idea di vederla partire...

... Niente, oggi su FB ho aggiornato il mio status così:
Prendetemi per il chiulo ma non ce l'ho fatta. Da oggi ho il quinto gatto. Sono ufficialmente una deficiente. Ma va bene così. 
 Colpa del Gatto Alfa. E' lui ad aver affermato di essere un indefesso black-cat-addicted. E' lui che ci gioca al pc assieme da tre giorni, lui svaccato sul divano e lei sgattaranzata sulla sua panza come fosse la cosa più normale del mondo. E colpa sua, di Pulce: non si sveglia una persona miciosensibile alle sette del mattino a colpi di microleccatine sulla faccia.

Ma, come ha commentato qualcuno, "deficiente è chi non è disposto a cambiare mai idea".

mercoledì 7 agosto 2013

Gatteria - E poi arriva lei

Me li tiro proprio dietro. Non c'è niente da fare. Devo avere una calamita invisibile tra lo sterno e l'ombelico, non ho altra spiegazione.

Non più di un mese fa è volata sul Ponte dell'Arcobaleno Orcolate. Era una gatta di tutti e di nessuno, non si sa da dove sia arrivata; si era adottata l'ntero vialetto da tanti anni, quanti non se lo ricorda ormai più nessuno. Aveva la coda spezzata (non si sa perchè), partoriva almeno tre volte l'anno, abbandonando sistematicamente i cuccioli (nessuno sa dove) per rimanere incinta un nanosecondo dopo. Mangiava a casa nostra, poi dalla vicina, in seguito dalla vicina successiva, via via così per tutte e sei le case del vialetto. E trovava la "sistemazione" così comoda da non limitarsi ad approfittarne solo per il cibo e per la tranquillità del luogo, ma al punto da usare come toilette i... tombini: non ha mai, MAI sporcato il vialetto; semplicemente quando era ora di espletare le sue funzioni fisiologiche si appostava sopra ad una delle griglie ed agiva, senza doversi accollare l'onere tipicamente felino di nascondere quanto deposto. Pheego, no? Avessero imparato da lei anche i miei gatti e quelli dei vicini, sai quanta lettiera risparmiata? Tutti i nostri gatti si erano ormai abituati a lei, tanto da non farci nemmeno più caso. Aveva un carattere un po' particolare, era estrosa, accettava la prima carezza con una fusata ma ti restituiva la seconda con le unghie. Le volevamo bene, non entrava in casa se non per rubare il mangiare quando quello che le lasciavamo fuori finiva, ma le eravamo affezionati. Tutti quanti, nel vialetto.
Ma era vecchia. Ha trascorso l'ultimo lunghissimo inverno nella nostra legnaia, ha partorito per l'ultima volta un mesetto fa, per lasciarsi morire all'ingresso del vialetto il giorno dopo.  E dopo un primo ed unico lieve pianto, ho dichiarato in famiglia che non avrei più lasciato che altri gatti da fuori si accasassero nei dintorni di casa, non avrei più lasciato fuori cibo per randagi. E' successo tante volte in questi anni, mi sono mossa a pietà per poi soffrirci quando il miciozzo in questione moriva: sono passati di qui il Picio e la Picia (entrambi già vecchi e addirittura senza denti), il Nero (che ho raccolto morente una sera nevosa di dicembre di qualche anno fa, e gli ho lasciato trascorrere le sue ultime ore nel riparo del nostro capanno degli attrezzi), il Tommy, il Bigio, Sally (l'unica figlia di Orcolate che non ha abbandonato alla nascita, morta tirata sotto da un'auto), Sbighessi (la siamese che ha una storia incredibile) e diversi suoi cuccioli. E ho deciso che basta. Mai più gatti al di fuori di quelli che mi cerco, al diavolo. Mia madre mi ha sempre detto "se non gli dai da mangiare non arrivano, se gliene dai ad uno si sparge la voce e arriva il branco". Così ho chiuso i rubinetti. Stop. Non sono una gattara, IO.

Ma il destino, o il caso, la spheega, chiamatela come volete, hanno evidentemente idee diverse. E poco ci si può fare.

Stamattina ho preso la bici e sono uscita di casa di corsa, dopo una litigata catastrofica in famiglia. Dovevo sbollire, la bici è il mio sbollitore naturale, e sono partita con la seria intenzione di macinare chilometri.
Ho fatto neanche duecento metri e mi ha attraversato la strada questa.


No, ma avete una minima se pur pallida lontanissima vaga idea di cosa provoca in me un incontro di questo genere così, di punto in bianco? Non credo. O si, probabilmente qualcuno si. Qualcuno sa come in un nanosecondo il mondo si può paralizzare di brutto come se avessi toccato il fuso avvelenato de "La Bella Addormentata": può esserci in quel momento una tromba d'aria in arrivo a trenta metri di distanza, può cadere la casa di fronte, può perfino partorire Kate un gemello a distanza di tre settimane da Prince George, ma mi ha attraversato la strada un microfelino, oltretutto nero, fine della storia. 
Oddio, mica tanto "fine".

Mi fermo, scendo, mi guarda e mi corre incontro piangendo. La tocco, mi si spalma sulla mano e inizia a fare le fusa come un martello pneumatico. Mi si avvicinano due bambine in bicicletta, mi spiegano che è un po' che gira da quelle parti assieme a madre e un fratellino, ma che entrambi sono spariti da ieri. Chiediamo un po' in giro se qualcuno sa di chi possa essere, ma nessuno lo sa.
Ho immaginato che la prima auto che fosse passata di là l'avrebbe sicuramente tirata sotto (e purtroppo, nonostante le nostre siano vie di paese, succede spesso), ho pensato che è grande a sufficienza per essere stata allontanata volontariamente dalla madre, ho fatto appello alla mia consapevolezza di essere già l'umana di quattro, QUATTRO gatti ormai adulti, ma lei mi guardava... e fusava... e l'ho avvicinata al viso e ha iniziato a leccarmi la guancia... e daiiiiiii!!!  E poi è nera nera, ha una macchia bianca sur panza ma il resto è nera nera, e i gatti neri sono un qualcosa... qualcosa... E io dovevo sbollire, dovevo pedalare, dovevo, dovevo... Ma come si fa!!!

L'ho messa nel cestino e portata a casa. E il cestino le deve piacere, perchè ha percorso quei centocinquanta metri da lì a casa mia facendosi la toilette beata. Non spaurita, non incuriosita, beata. Come fosse la cosa più naturale del mondo. E' entrata in casa, ha spazzolato una ciotola di crocchi, ha iniziato ad esplorare.
Il Gatto Alfa si è sciolto, il Power se la sta spupazzando, io... io... sto preparando gli annunci "cerco casa" da lasciare domani nelle bacheche dei vari supermercati. Anzi, no, sto sbloggando questa cosa come fosse la priorità assoluta da dare alla vicenda.

Non posso tenerla. Non tanto per l'impegno, perchè tienine quattro o tienine cinque non fa alcuna differenza. Il costo è relativo, anche se non trascurabile. Ma ho già quattro gatti adulti, e chi ha un minimo di esperienza di inserimenti sa di cosa parlo, per quanto finora possa vantarmi di essere riuscita a farli con successo (soprattutto gli ultimi) è sempre un punto di domanda. Finchè è estate e sono fuori il novantanove per cento del tempo va anche bene, ma poi? Casa mia non è una villa. Quattro sono già tanti. E per quanto se ci penso ormai non potrei fare a meno di nessuno di loro, ogni tanto ammetto che mi snerva dover continuamente litigare per avere l'uso di una sedia, di una poltrona, di un pezzo di letto, o anche solo per poter scendere le scale senza dover aspettare il comodo del gatto di turno che se ne sta beato sul gradino di mezzo con l'aria di non avere nessun valido motivo per alzare le proprie terga da lì. "Fatti spuntare le ali ed usale, se ti concentri ce la fai, te lo assicuro", sembra dire. Alla maniera dei gatti, si intende.

E niente, facciamo appello a tutta la razionalità possibile e facciamo quello che è giusto.
Il problema è "giusto per chi". Perchè si sa, noi stupidi umani comandiamo fino ad un certo punto...







martedì 23 aprile 2013

Gattolini e gatto nero

Un anno e un mese fa, giorno più giorno meno, sono nati i cuccioli della mia Maya. Dati tutti e quattro in adozione alla velocità della luce due mesi più qualche giorno dopo, a parte quei due che ho la fortuna di avere sotto gli occhi quando voglio (con immensa soddisfazione, visto che Ninetta e Perla appunto stanno crescendo amatissime, coccolatissime e sanissime), degli altri due non ho voluto poi più sapere nulla. Sono andata a trovare Dora un paio di volte l'anno scorso, giusto perchè abita in una cascina a due chilometri da qui, e su uno dei percorsi che solitamente seguo quando durante la bella stagione faccio i miei giri in bicicletta, poi più niente. Per proteggermi, ecco. Perchè viviamo in campagna, ai gatti liberi può succedere tutto e niente, e volevo (e voglio) evitarmi sofferenze inutili per gatti non più miei.
Oggi però ho saputo che la mia Dora ha gattolinato in questi giorni, mi sto letteralmente sciogliendo dalla commozione, e sto cercando motivi validi per autoconvincermi ad evitare quella zona per i prossimi mesi. Ma come si fa? :D

Ps. sono riuscita a filmare Artù mentre chiama il maggiordomo in maniera molto poco velata. Insisto nel chiedere la gattaiola, ma chi di dovere continua imperterrito a non volerne sapere.


giovedì 4 aprile 2013

Gatteria - Spazzolando Maya (accendete le casse, ho trovato una musica pheeghizzima :D)

Finalmente sono riuscita a farci filmare durante una delle pratiche mattutine di routine. Siamo in muta, e ci sono cose da cui non ci si può esimere per molte valide ragioni. E Maya se la gode.

Giusto perchè era da un po' che non facevo dei video ai miei gatti (da adulti effettivamente sono molto meno videogenici che non da cuccioli).

Ps. per vedere il video un po' più grande dovete andare a guardarlo direttamente sulla sua pagina Youtube, cliccando sul logo in basso a destra della finestra del video stesso.

martedì 5 marzo 2013

Gatteria - Dormire

Si commenta da sè.

Deve essersi addormentata nel mezzo di una capriola all'indietro. Diversamente non mi spiego la tecnica per mettersi in questa posizione.

lunedì 25 febbraio 2013

Muta!

La peggiore è Amy: ha il pelo finissimo come quello dei cuccioli e fitto fittissimo, a le i ciuffi si staccano mentre zompa qui e là e partono in un volo perpetuo, riesci a catturarli solo con l'aspirapolvere. Ed è regolarmente la prima ad iniziare questo processo.

Artù annusa, si lascia fare relativamente, alla fine ti guarda con il muso a punto interrogativo, glielo leggi proprio addosso: "ricompensa?". Come per ogni cosa. Perchè Artù, da buon bravo gatto edonista che si rispetti, non fa niente gratis. E nemmeno si lascia fare, gratis.

Miki sopporta. Sta ferma, ma ogni tanto mi guarda fissa negli occhi come a dire "spero tu ti renda conto del favore che ti sto facendo nel trattenere una qualsivoglia reazione". Lei, come il fratello, ha il pelo lucidissimo e folto, ma grosso e piuttosto ispido, e spazzolarla è facile.


La Maya vivrebbe con la spazzola addosso. Lei fusa con gli altoparlanti durante la toelettatura, se avesse i superpoteri si porterebbe dietro la spazzola in qualche modo, ci dormirebbe assieme, credo che il suo desiderio nascosto sia che mi venisse il lampo di genio di appenderla in un luogo apposito ben felinabile, a sua disposizione perenne per qualche autograttatina di quando in quando.

Armiamoci di pazienza, rulli adesivi, tubi di remover a go-go e necessaire. In fondo al vialetto è iniziata la muta, per tutti e quattro.

martedì 9 ottobre 2012

A caccia - il seguito

Non che la notizia sia di importanza sconvolgente per alcunchè, ma oggi è arrivato anche il pappagallino.
Il "fu" pappagallino.Giallo e verde.
E niente, sto pensando che forse se tagliassi i viveri ai novelli Davy Crockett della Bassa, potrei fornire un incentivo sufficiente a far sì che le prove della loro domestica devozione spariscano (sparissero?) secondo natura.

lunedì 8 ottobre 2012

A caccia

E' indubbio che chiunque divida vita e ambienti con dei felini sappia che l'attività venatoria di questi sia compresa tra le attività più naturali della loro specie, e per quanto possa far pietà un povero uccellino/lucertolina/topolino/coniglietto che dir si voglia che si trovi malauguratamente nella loro traiettoria, fa parte delle cose da accettare se si allevano uno o più gatti che non siano costretti a vivere tra le mura di casa.
E' anche vero che un gatto che caccia nonostante in casa abbia a disposizione costantemente un ricco buffet e se ne serva abitualmente più volte al giorno, è un gatto sano, che ha conservato il proprio istinto, e quindi presumo felice. E la cosa mi inorgoglisce non poco.

Però devo ammettere che dopo che per quattro giorni di fila (anzichè una tantum come durante il resto dell'anno) la prima cosa che vedo quando alzo la saracinesca che dà sul giardino è un cadavere (nell'ordine: pezzo di piccione, piccione, topo, piccione), e poco distante uno o due dei miei gatti (il più delle volte uno) che mi fissano leccandosi i baffi con aria soddisfatta,  inizio a pensare seriamente di tenermi in casa i gatti almeno di notte. A meno che non imparino a "finire" il lavoro iniziato alla maniera degli umani (perchè è ovvio che per loro una volta ucciso e portato a casa hanno fatto quello che dovevano fare).
Che schifo però.


Ps. come risolvo il problema non ve lo dico, non è molto... civile.

lunedì 21 maggio 2012

Partenze

Ecco, l'ultima che doveva trovare casa è stata la prima a partire: un nonnino del paese vicino ha chiamato stamattina, e in meno di mezz'ora Dora è andata nella sua nuova famiglia: una coppia di anziani di campagna. Mi hanno già chiesto se posso tenergliela per una decina di giorni a giugno, quando andranno in vacanza.
Oggi portano via Perla, che farà compagnia a mio fratello e mia cognata, oltre a qualche pesce rosso e due pappagallini.
Carlotta, che si chiamerà Nina, andrà a casa di mia madre entro un paio di giorni.
E venerdì parte Theo, in una casa con un giardino, due bei bimbi di sei anni e 14 mesi, e un altro paio di gatti.

E io ho un magone che non saprei descrivere.

mercoledì 16 maggio 2012

Tienilo tu, che vuoi che sia...

Oggi qualcuno ha chiamato per adottare Theo, domani vengono a vederlo. Si tratta di una famiglia con bambini, un giardino ed altri animali, di un paese vicino.
E mi sale il groppo in gola.
E mi parte anche l'embolo, perchè un sacco di gente, sapendo che ho già quattro gatti, mi ha fatto la battuta "beh se non riesci a darli via tienili tu, uno più uno meno, che vuoi che sia".
Appunto. Quando chiedo "vuoi un gattino?" mi arrivano millemila "vorrei ma non posso". Che mi sta anche bene, per carità, ma chissà perchè tutti prendono sotto gamba quello che comporta avere il gatto in più solo quando si tratta del "gatto in più in casa d'altri". E ancora, sembra che agli occhi dei più il fatto che abbia gatti in numero superiore ad uno equivalga al fare di me una gattara.

No, parliamone. Che io adori il genere felino di per sè è un dato di fatto. Che ami circondarmi di compagnia felina è altrettanto assodato. Ma la compagnia felina non è aggratisse.
Un gatto che entra in casa mia come "mio" è un gatto che va mantenuto in primis, ma anche vaccinato, sterilizzato, curato, pulito per tutto quello che esula dalla pulizia personale che il gatto fa da sè, spazzolato accuratamente in stagione di muta, portato dal veterinario in caso di necessità, coccolato (perchè un gatto ha anche bisogno che gli si dedichi del tempo per coccole e gioco, soprattutto da piccino: mica è un bel soprammobile!), ha bisogno del suo spazio vitale (non mi soffermo sulla territorialità dei gatti ma chi ne ha almeno due sa di cosa parlo) eccetera eccetera.
Ci sono dei costi, e non trascurabili, e noi non siamo proprio la succursale della Banca d'Italia.
Ci sono degli spazi, e per quanto abbia due piani e un giardino si tratta di due piani su 90 metri quadri in tutto e un giardino che non supera i 100. Oltre il giardino ci sono altri gatti, randagi e domestici di altri, che si sono, come natura vuole, divisi gli spazi tra di loro.
E ci sono degli impegni, di tempo e di sforzi fisici.
E no, basta, perchè se sono arrivata a quattro è solo perchè quando sono andata a prendere Artù ero ancora annebbiata dalle lacrime per la scomparsa di Betti, dilaniata dal dolore per averla involontariamente uccisa io, e non ho avuto la necessaria lucidità per dire un secco "NO" quando la sua ex padrona mi ha infilato nel trasportino anche Michi. 
Con quattro gatti sono arrivata ad avere quattro lettiere, tre delle quali in un posto (il sottoscala) non proprio agibilissimo. Da quando ho iniziato ad avere mal di schiena, lo scorso dicembre, della pulizia delle lettiere si occupa il Gatto Alfa. Da quando sono stata operata si occupa anche di nutrirli e di pulire le (inevitabili) spissiate fuori zona-toilette dei piccolini. E diciamolo, ne ha le strascatole piene, perchè se un lontano giorno di nove anni fa ha accettato il primo gatto in casa (Gioiuta forever) è stato solo per amore mio, a patto che me ne occupassi io a 360 gradi. Vogliamo poi parlare delle varie paturnie di convivenza tra loro e il trio-questaècasamia composto da Amy, Artù e Michi?

Ma io non ho il dovere di dare a nessuno queste spiegazioni quando mi arrivano con le battute (ma neanche tanto battute) che tanto a casa mia ogni felino ha un posto. Mi limito a dire "non posso", ma sembra che io sia poco credibile su questo fronte. E allora da un po' ho iniziato a diventare altrettanto sarcastica nelle risposte: se è facile per me che ne ho già quattro, è ancora più facile per te che non ne hai nessuno, o ne hai uno, no? Che visto che è così facile fare i conti nelle tasche degli altri, lasciamici divertire un po' anche a me!  "Ma io scherzavo", mi sento dire. "Anch'io scherzavo". Ovviamente, ci mancherebbe altro. No?


lunedì 14 maggio 2012

(domani) SETTE SETTIMANE

Coltivazioni alternative (click sulle foto per vederle ingrandite).
Non che non abbiano una cuccia morbida a disposizione, sia chiaro. Ma si sa, scelgono loro, mica noi semplici miseri umani...

Ho preparato i volantini da distribuire in giro per l'adozione di Dora e Theo, il gatto Alfa si preoccuperà per forza di cose di posizionarli per conto mio. Ormai sono quasi pronti per lasciare la mamma, che tra l'altro ha ridotto il tempo di allattamento a qualche minuto ogni morte di papa al giorno (li manda via con certe zampate...). Finora tramite passaparola ho ricevuto tanti "forse" e nessun "si", e io di "si" ho bisogno. Ho anche pensato, visto il periodo non proprio felice dell'anno per prendersi impegni, di offrirmi a tenerli eventualmente per il periodo in cui i futuri umani adottanti dovessero andare in vacanza. Spero che sia di incentivo.

E si, so che il momento della separazione deve arrivare e non ci sono storie, ma già so che quel momento sarà piuttosto difficile. Mi auguro solo, a parte per Carlotta e Perla che so che andranno in mani eccezionali, di trovare persone disposte ad amarli e prendersene cura come meritano.

martedì 8 maggio 2012

Sei settimane

La mamma ci ha insegnato ad usare la lettiera.
Mmmmm... forse non esattamente in questo modo...