venerdì 8 dicembre 2006

Stanotte ho dormito in camera con Trippa. Lui nemmeno se n'è accorto. Ho dormito malissimo perchè il materasso è scomodo, non c'erano le lenzuola e il pigiama si incollava alle coperte... ma pazienza, almeno qualche ora ho chiuso occhio.


Detesto farlo, mi sembra una vigliaccheria, ma del russare di mio marito non ne posso più. Ultimamente sta veramente toccando livelli sonori indicibili. Sarà lo stress, sarà il materasso ormai malandato, saranno mille motivi, ma non può farmi passare notti in bianco come quella dell'altro ieri. O si fa vedere dal medico, o ce lo porto io. I cerotti nasali non gli fanno più niente, il cuscino l'abbiamo cambiato sette volte, ma il risultato è sempre lo stesso. Così non si può andare avanti.


Mamigà

mercoledì 6 dicembre 2006

Oggi sto da schifo... Ho un gran mal di pancia, la gola gonfia e una sonnolenza epica...


Mamigà

lunedì 4 dicembre 2006

Ieri ho litigato con mio figlio perchè per la millesima volta gli ho detto di non mettere le mani sulla macchina da cucire mentre è in funzione, per la millesima volta ha finto di non sentire e per la millesima volta il filo si è aggrovigliato. Scema io che faccio quei lavori quando lui è in perfetta forma mentale. Oggi l'ho imbambolato con Titti e Silvestro e ce l'ho fatta. E con Titti e Silvestro in TV le uniche frasi che mi rivolge sono:


"spegni l'acqua" (se sto lavando  i piatti)


"non fare bambambam" (se sto usando la singer)


"chiudi l'aspiapovvere"


"togli Heidi dal divano"


"sposta lo stendino che non ci vedo"


"dami il succo e prendimelo tu senò perdo i cartoni".


Non c'è che dire, la schiavetta di turno sta pensando di chiedere l'aumento...


Mamigà


domenica 3 dicembre 2006

Sui regali di Natale

Ovviamente non voglio scrivere cosa regalerò e a chi, troppo banale. In fondo i regali, anche se li fai diversi ogni anno, hanno tutti lo stesso sapore. Più o meno azzeccati, più o meno intenzionali, sono sempre un pensiero (non è detto che sia positivo) verso chi li riceverà. Quello che mi da un po' da pensare in questi ultimi tre Natali sono i regali che riceverà nostro figlio. E come lui credo gran parte dei bambini.


Partiamo dal presupposto che io sono fermamente convinta di una cosa: quando si fa un regalo il punto di partenza deve essere chi lo riceverà e la faccia che farà, il più o meno intenso piacere che proverà eccetera, e non la bella figura che faremo. Anche se le due cose in fondo sono strettamente collegate.  Inutile quindi persistere ad esempio (come fa mio suocero) a portare a casa nostra la più famosa nonchè elegante confezione di vini quando sa da sempre che siamo astemi in casa. Per i bambini un dono è qualcosa di speciale, ma bisogna farlo con testa. Se un adulto è disposto a soprassedere sul gusto (o disgusto) di un oggetto piuttosto che di un altro, un bambino difficilmente apprezzerà il fatto che una busta con un biglietto da cento dentro è più interessante della cucina smontabile con accessori. E trovo un delitto privare un bambino della gioia di spacchettare i regali di Natale, aprire una busta non fa lo stesso effetto. Fatto questo preambolo...


Lo scorso anno mio figlio ha ricevuto tanti regali, e già lì ho dovuto far discussione con mia suocera perchè ho accennato al fatto che glieli avrei consegnati, una volta a casa, con parsimonia: non tutti assieme ma diluiti nel tempo, altrimenti si sarebbe stancato di tutto in una settimana. Ma tant'è. Ho fatto di testa mia comunque, e così farò quest'anno se la pioggia si ripeterà. Ah, bellissimo l'aeroplanino da collezione che gli ha regalato la nonna lo scorso anno: l'ho dato a Trippa l'altro ieri. Dopo un'ora era già a pezzi. Perchè dico io, come si fa a regalare un aeroplanino da collezione a un bambino di due anni se sulla confezione c'è scritto "dai sei anni in su", che se anche sai che non glielo do subito puoi usare la fantasia per immaginare quanto può durare. Una più economica scatola di matite sarebbe stata più apprezzata dal piccolo tornado.


L'altra sera trovo mia cognata dalla nonna, io ci sono andata per consegnare il bimbo prima di andare al lavoro. Mi dice sorridente "ho bisogno del tuo consenso sul regalo che vorremmo fare a tuo figlio per Natale", e mi mostra un depliant del Carrefour con un angolo tagliato. Sopra una moto da cross elettrica, di quelle megagalattiche, che se anche ha tagliato l'angolo con sopra il prezzo so che non costa meno di cento neuri. "Altolà", esordisco forse con un po' troppo nerbo, "non se ne parla proprio"! Per diversi motivi. Primo, non so dove metterla. Secondo, anche a lasciarla sotto la tettoia delle auto come minimo i gatti la userebbero come WC multicolor, e la prima volta che quel teppistello del figlio dei vicini la addocchia la fa sparire. Terzo, perchè se i suoi amichetti usano la bici e mio figlio la Gaucho come minimo gli tocca giocare da solo, e non ne vedo il caso.


E infine, noi siamo gente semplice. La mia famiglia tira avanti, è una di quelle famiglie in cui si gioca sul pavimento senza tante smanie, ci si veste al mercato e si acquista il detersivo in offerta. Nostro figlio esce in tuta, pulita ma tuta è. Ho due gatte che della razza hanno solo il contorno, io faccio la tinta dei capelli in casa e mangiamo la pizza nel cartone. Insomma, in casa mia spendere cento euro per un giocattolo è considerato un vero spreco, non una cosa chic. Oltretutto Trippa, che di giocattoli di marca ne ha anche, si diverte da morire a fingere di far da mangiare con i miei mestoli e a guardare i DVD di Titti e Silvestro, a giocare col domino di legno e col Memory trovato nella rivista della Pimpa.


Perciò cara zia, anche se ti farebbe felice regalare a tuo nipote una cosa megagalattica tramite Babbo Natale, digli di portare semplicemente qualcosa che lo aiuti a crescere e a usare il cervello. Perchè è l'unica cosa che gli garantirà un domani fatto di scelte intelligenti. Anche se non costose.


Mamigà


Quando l'orgoglio supera i limiti

Capita mille volte al giorno di guardare il proprio figlio e inorgoglirsi per qualsiasi sciocchezza faccia o dica. L'altro giorno Trippa ha esordito con un "mama faciamo il calendario della ventola" (trad. il calendario dell'Avvento) e a me si è gonfiato il cuore, oltre alla bocca di risate. E suo padre è millanta volte più orgoglioso di me del suo "campione". Niente di sbagliato in tutto questo, credo.


Ma odio ammettere che quando mio marito sciorina tutto questo orgoglio in presenza di altri mi dà enormemente fastidio, anzi direi piuttosto imbarazzo. Per un semplice motivo. Ogni volta che chiedo a una persona conoscente come sta e mi risponde bene, e poi chiedo del relativo bimbo/a, mi annoia enormemente starmi a pippare tutto un panegirico sulla relativa salute, sui progressi, sulle scemate che mi rendo conto siano importanti solo per un genitore. Il genitore interessato. E così quando siamo in presenza di amici mi immagino (e anche vedo dalle facce) la noia che possono provare nel sentirsi raccontare tutta una serie di cose su nostro figlio delle quali a loro non interessa nulla. E mi spiace perchè mio marito ci mette un entusiasmo talmente evidente che sembra un delitto smontarlo con un "si vabbè sai che ce ne frega...". Io il mio orgoglio lo tengo per me, lo scrivo sul mio blog, e chi ha voglia di leggere legge, chi non vuole cambia pagina. Probabilmente sarà giusto il suo modo di fare, e il problema è il mio che non accetto questo aspetto di lui. Devo rifletterci un po'...


Mamigà


Ps. segue un post sui regali di Natale, merita un capitolo a sè

Proclama

La sottoscritta Mamigà, detentrice del potere assoluto sulle decisioni riguardanti i pasti umani e felini in questa casa, con il consenso unanime dei componenti della famiglia


dopo aver più volte pulito i pavimenti dai croccantini rovesciati, dall'acqua delle ciotole splashata tutt'intorno ai vassoi della pappa e incioppata con i suddetti croccantini, dopo aver fatto ricorso millanta volte alla pazienza per incerottare i sacchi del mangime felino quando rimaneva aperta casualmente la porta della dispensa


DICHIARA


che da oggi i pasti gattiferi saranno distribuiti due sole volte al giorno, alle otto del mattino e alle ventuno e tranta la sera


DOPODICHE'


terminati i relativi pasti i vassoi spariranno, chiusi a chiave in luogo sicuro, e a nulla varranno proteste sottoforma di miagolii e soffiate, graffi e quant'altro.


Mamigàincavolata

sabato 2 dicembre 2006

Sono rimasta quattro giorni senza internet per problemi di linea. Wow, un record. Pazzesco, quando hai l'abitudine a qualcosa da tanto tempo, appena manca senti il vuoto attorno. Ma com'è che sono diventata così schiava di un mondo fatto di finestre che si aprono e chiudono con un clic? E della corrente elettrica che fa funzionare qualche scatola di plastica? Moh... Comunque dopo lo spaesamento del primo giorno, devo dire che ho apprezzato il modo alternativo di trascorrere le ore di solitudine e di silenzio in casa, quelle che cioè vivo la sera quando torno dal lavoro e che mi separano dall'ora di andare a letto. e ogni tanto, lo ammetto, i dieci minuti che rubo alle faccende la mattina. Vabbè.
Iniziamo a parlare di Natale in casa, come un po' tutti credo. Di addobbi, di regali, di organizzazione pratica di come trascorrere i giorni festivi e da chi (io farò la scroccona più possibile e senza vergogna, perchè se una volta per me era importantissimo fare la mia bella figura con i parenti organizzando un pranzo e mettendo in bellamostra la mia casa vestita a festa, ora per me è vitale lavare meno piatti possibile ed evitare la ramazzata colossale della casa nei giorni precedenti. Eccheccacchio, chi lavora e ha famiglia deve arrangiarsi...).
Giusto oggi abbiamo terminato gli acquisti regalosi, e notissia delle notissie, quest'anno rinunciamo ai regali tra me e mio marito per acquistare un albero di Natale nuovo! L'abbiamo preso oggi.
E' UNA FAVOLA! Finalmente un albero con una base solida che non dondola ad ogni passaggio del gatto, un albero non più trasparente ma bello foffo, un metro e ottanta di albero con i rami che sembrano veri (cioè non tutti uguali) e qualche pigna finta in mezzo agli aghi. BELLO, BELLO, BELLO! Conto di prepararlo nel prossimo week-end. Tanto so già che come ogni anno non vedo l'ora di farlo, e dopo una settimana non vedrò l'ora di toglierlo di mezzo, lui e il Presepe, perchè tra bimbo e gatte (ommioddio Heidi, chi la tiene più tra una settimana?) c'è sempre muschio ovunque e palline in frantumi.
Coraggio, sta arrivando Natale. Del resto scriverò un altro giorno con più calma.
Mamigà