domenica 7 dicembre 2008

Addobbi 2008...

...ma potevano venire anche meglio. Le foto intendo, non mi riesce di farle come si deve... E comunque ho deciso che di addobbi per l'albero non ne faccio più fino al 2020, non mi piacciono gli alberi troppo pieni... Mio  marito direbbe "troppo schiass".  Al di là delle foto venute un po' sfocate, questi cuori mi piacciono molto, a vederli dal vivo sembrano piccoli gioielli. Manca una foto del cuore grande trovato sul blog di Maryse, quella proprio non mi è riuscita...
Questo ha un bottone a sigillo del cordoncino in alto

Questo mi fa tanto da "piccolo vecchio cuscinetto", non so perchè...

Anche questo è carino, mi ha fatto tribolare un po' con il punto scritto (su etamine mi fa incavolare sempre) ma insomma...

E questo è l'ultimo, non si vede ma è su aida 55 beige

sabato 6 dicembre 2008

Meeeaooowyyy Xmas

Esattamente secondo le previsioni. Una decorazione naturale animata. Un po' stravagante ma decisamente chic.

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Tutto sommato è andata meglio del previsto. Una sola pallina andata in frantumi. E dire che sulla confezione, quella originale che aveva 8 anni fa, c'era scritto "infrangibile" (e me lo ricordo bene perchè le ho scelte apposta).
Comunque...
Natale 2008 (2)Ecco l'opera terminata.
Domani toccherà al Presepe. Che i re magi ci proteggano.
Vado a sbloggare sul mio spazio a crocette i decori natalizi handmade di quest'anno.

venerdì 5 dicembre 2008

Uff... 2

Ha ragione Papigà. Ultimamente passo poco tempo con PRMF. Ma...
Ma Papigà è in malattia da dieci giorni, e quando lui è a casa PRMF preferisce la sua compagnia alla mia. Giocare col papi è più divertente che fare da mangiare con la mamma. Ovvio.
Ma Mamigà è piena di infiammazione in gola, nel naso e fino in fondo alla trachea, fa fatica a parlare e la notte dorme molto male. Non riesce a leggere a voce alta il giornalino nè a sostenere una conversazione che duri più di tre minuti consecutivi. Non è colpa di Mamigà, giuro.
Ma PRMF fa i capricci a tavola, ogni santa sera, e ieri li ha fatti anche per tornare a casa dall'asilo perchè voleva fermarsi a giocare fuori mentre faceva freddo, e Mamigà aveva fretta. Capricci, beninteso, per mio figlio non significa frigni, ma è il sinonimo di quarta guerra mondiale con tanto di feriti sul campo in dimensione famigliare. E Mamigà non ne può più, Mamigà non è un pezzo di ferro che lo batti fino a renderlo rovente e poi lo immergi in acqua freda e si rafffredda all'istante. A Mamigà ci vuole almeno un'ora buona per smaltire, se basta.  E questo non contribuisce certo a una serena convivenza mamma-figlio, non perlomeno come vorrebbero farti credere le nonne.
Se tutto va bene, se gli antibiotici sortiscono l'effetto desiderato entro un paio di giorni e restituiscono a Mamigà un minimo di ugola funzionante, è possibile che si tenti di rimediare e dare spazio al nostro rapporto durante questo Weekend.  C'è l'intenzione di fare  fare albero e Presepe. Assieme.
Aiuto.

mercoledì 3 dicembre 2008

Iniziamo...

...a tirar fuori dalle scatole e dagli armadi le diavolerie natalizie. Che tanto poi come ogni anno, sono sicura che tra 15 giorni o anche meno non vedrò l'ora che sia il 7 gennaio per togliere tutto di torno...
Stasera ho iniziato con il tavolo dell'ingresso.
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Il centrotavola
100_0688Inutile dire che Amy ha già deciso che la farina gialla che tiene unito il tutto, e che dalla foto non si vede, è un'ottima cosa per allenarsi agli esercizi nella sabbiera. Come dire, la palestra nella depandance. Ha da durare molto...

martedì 2 dicembre 2008

Noel... un consiglio?

Ecco cosa ho realizzato in questi giorni di influenza, barbaramente copiato dal blog di Roberta, scaricato gratuitamente QUI e modificato leggermente cambiando i fiocchi di neve in perline (sennò sul bianco chi li vedeva...)
NoelMa adesso... che ci faccio? Come addobbo per l'albero è un po' grande... Mi sa che se non mi viene un'idea lo relego nella scatola magica in attesa di ispirazione.

lunedì 1 dicembre 2008

RR tadà terminato

Ed ecco finalmente la fine del Round Robin Tadà, il RR più comodo della storia (nel senso che tra amiche-partecipanti ci eravamo messe d'accordo sul fatto di prendersela comoda, e da un RR che doveva durare sei mesi è durato un anno con buona pace di tutte!).  Il mio strofinaccio aveva come tema ANIMALI DELLA FATTORIA, ed ecco il risultato (bello eh?).
100_0671Il tacchino è mio, Gallo e gallina sono di LAURA, le oche di LOREDANA e Papero di MEG (cliccate sui nomi se volete vedere i rispettivi siti/blog).
E adesso aspettiamo l'anno nuovo per partire con altri due RR, perchè non è ancora finito il 2008 ma sto già programmando le XXX per il 2009...

Eccomi di ritorno

Eccomi qui. Non ho mai lasciato passare così tanto tempo tra un post e l'altro ora che ci penso... E' che di scrivere in questi giorni non avevo proprio voglia nè tempo.
Non avevo il tempo semplicemente perchè in famiglia ci siamo ammalati tutti: ha iniziato Papigà con la prima bronchite quindici giorni fa, dopodichè sabato (non l'ultimo, quello precedente) PRMF ha pensato bene di prendersi la sua parte e accollarsi raffreddore e tosse da quintale. Il che è significato dieci giorni a casa con aerosol vari, fazzoletti di carta a badilate e noia, tanta noia. Stamattina ha ripreso la via dell'asilo tutto contento (da non crederci) con la ferma intenzione di dichiarare in classe il tipo di malattia che ha avuto. Ha un futuro come politico. Infine giovedì scorso Papigà, dopo due giorni di lavoro, ha avuto una ricaduta, ed ora è a casa nuovamente con la bronchite e la febbre alta. Io seguo a ruota con quattro giorni di ritardo sulla tabella di marcia, ma se non si parte un po' sfasati con  i tempi che gusto c'è.... Insomma, con tutta la famiglia chiusa in casa di quiete ce n'è stata ben poca, diciamo pure nulla, perciò il pc è rimasto per una settimana abbondante ad uso e consumo esclusivi (o quasi) degli uomini di casa. Che per farsi passare il tempo... beh basta, lasciamo perdere.

E poi ho avuto un buon motivo per non scrivere: mi sono trovata in un inaspettato silenzio interiore desiderato e vissuto intensamente. Durante il trasloco di mia madre di dieci giorni fa circa, mi sono tornati tra le mani tre scatoloni di cose che avevo lasciato a casa sua dopo il matrimonio, del cui contenuto avevo dimenticato totalmente l'esistenza per almeno due terzi. Mi ricordavo di aver lasciato i miei vecchi diari (e sinceramente avevo il terrore che proprio quelli finissero in canale durante il trasbordo barca/furgoncino, chissà perchè), qualche lettera, e invece è arrivato un bel pacco di libri e i miei ricordi da scout. E quanta posta... ma saranno centinaia di lettere!  Sapevo di essere stata una grafomane, ma non fino a quel punto!
Mi sono fermata per tre o quattro giorni a rileggere i diari. Il più vecchio risale al 1986, avevo quasi 14 anni. E poi sono passata alla corrispondenza. Qualche lettera la ricordavo per filo e per segno, altre no, addirittura ho trovato un pacchettino (perchè prima di sposarmi ho diviso le lettere in pacchettini, a seconda del mittente) di lettere che io e una persona ci siamo scambiati si e no dodici anni fa. Ma ci credete che è l'unica di tutta la serie che non ho alba di chi fosse? Buio totale, zero, il vuoto. E dire che questa persona mi ha fatto anche delle confidenze di un certo peso, eppure l'ho rimossa del tutto dalla mia testa (vatti a fidare di Mamigà, dirà qualcuno, e lo dico anch'io...). Insomma, mi sono immersa nei ricordi.

Di quante persone non ho più notizie da anni... Eppure all'epoca sembravano davvero importanti, e lo erano forse solo per quel pezzo della mia vita se poi effettivamente nel tempo i contatti sono andati dissipandosi. Probabilmente quelli che lo erano davvero sono quei pochi che porto ancora con me, quelle pochissime persone che sento ancora, prima fra tutte la mia amica delle medie, Laura... No, non è corretto chiamarla amica, era la mia MIGLIORE amica, e nel tempo ho potuto constatare che quel che si dice è vero... Che gli Amici, quelli veri, sono proprio pochi, e io li conto sulle dita di una mano. Il resto è conoscenza. Non nel senso biblico si intende. Mi è assalita la curiosità di sapere dove sono finite tante conoscenze, ma chi si è sposato, chi si è trasferito, non saprei più dove girarmi. Antonella è stata un'eccezione, che dimostra che il web non è poi così grande come si crede. Non quello che frequento io almeno. Ritrovarla è stato come respirare una boccata di aria fresca.

Ma poi. Sinceramente. A parte sapere dov'è F., a cui non ho smesso mai un momento di volere bene, e di avere l'indirizzo di P., che è volata in Brasile... se mi guardo dentro a fondo il resto non ha più un gran peso come credevo. Non ho nemmeno un briciolo di nostalgia. Forse certe persone passano nella vita come fiaccole, che servono a illuminare un piccolo tratto di strada e poi si consumano, per lasciare il posto ad altre. O forse mi sbaglio totalmente e mi sto comportando come la persona più irriconoscente che esista, ma se così fosse non saprei cosa farci e mi dovrei tenere così. Poco male.
 

Non so se in questi dieci-dodici anni sono cambiata in meglio o in peggio. Di sicuro scrivo molto meno, e vivo molto di più.  Affondare nei ricordi mi è servito a capire da dove arriva la Mamigà che sono ora. Che non è più dolce come un tempo e ha un limite di pazienza che si è notevolmente ridimensionato, che non si lascia più mettere i piedi in testa da nessuno ma purtroppo deve constatare che attorno a sè ha terra arsa. Cioè, non che io mi senta sola, sto bene così, ma probabilmente sono assorbita da talmente tante altre cose che poco spazio c'è per la quantità di rapporti sociali che ogni tanto vorrei avere. E diciamolo, non sono mai stata una grande amicona, una compagnona di quelle con le quali ci si diverte da morire e per le quali vale la pena organizzare feste, cene ed occasioni mondane. Ma tutto questo non mi dispiace più come mi dispiaceva quindici anni fa, è questa la cosa che cambia. O mi si prende così o mi si molla, ma lo dico col cuore, non con disprezzo o arroganza. E in questi giorni di silenzio e di lettura me lo sono detto da sola, più e più volte, perchè sfogliando lettera dopo lettera, una pagina di diario dopo l'altra (non tuttotuttotutto, altrimenti mi ci sarebbero volute settimane intere) è stato come fare una somma: questo, più questo, più questo, sommato agli anni che sono passati e alla differenza tra una diciottenne e una trentaseienne, dà...
Dà questa Mamigà qui. E ci tengo a dire che stamattina mi sono guardata allo specchio constatando che non ho nemmeno l'ombra di una ruga in viso. Come se avessi ancora diciassette anni. Punti neri compresi.