mercoledì 12 maggio 2010

A volte nei forum...


Capita la tipa che legge il tuo topic senza leggere la data, per cui non solo non si accorge che tu hai postato tre mesi fa, non solo salta a piè pari tutte le risposte e le controrisposte che sono state date nel corso dei suddetti mesi, ma da la sua soluzione senza accorgersi che il problema è già stato risolto. Settimane addietro.  E con un tono da rivelazione papale che in realtà è pari a un "leggi il foglietto illustrativo e parla con l'oncologo" (e se io avessi trovato la soluzione al  mio problema leggendo il foglietto illustrativo e parlando col mio oncologo cosa mi rivolgevo a un forum sui tumori al seno a fare...).
Secondo voi vale la pena di rispondere?

lunedì 10 maggio 2010

Il Power, i capelli e i fastidi della vita


Sabato Papigà è andato a prendere un tagliacapelli elettrico, perchè stufa di aspettare l'occasione di andare dalla zia a fargli tagliare i capelli e scocciata di dare diciassette neuri come alternativa al barbiere per rasare una testolina di sei anni, neanche gli si chiedesse di fare barba e baffi tutto compreso, ho voluto provarci io. E il Power, da aspirante testa di treccine (che odio vederlo con i capelli lunghi, sembra appena uscito da un lavaggio auto) è diventato un fighetto. Che oltretutto si è lamentato del fatto che durante la passeggiata in piazza di ieri pomeriggio una bambina  "gli ha dato fastidio, ma un fastidio tremendo, perchè lo ha distratto dalle cose importanti" (leggi una sua compagna di asilo carina come una bambola che lo ha salutato e scambiato due parole con l'aria di una che sta per calarsi le mutande, mentre lui era intento a guardarsi un'auto tutta bianca e blu metallizzato tutta aperta, con luci intermittenti e catarifrangenti in vista applicati su bocchettone stereo).
Ogni tanto mi chiedo:



  • A- perchè mai do per scontato che se certe cose le fanno gli altri devono continuare a farle gli altri e non mi passa per la testa che magari io posso farle anche meglio se solo ci provo.


  • B- quando mai il Power salterà dall'altra parte della strada e gli verrà voglia di dar lui fastidio alle bambine, nel "suo" senso almeno.

sabato 8 maggio 2010

Auguri mamme


Per la mia mamma, per come mi è vicina in questo periodo nero della mia vita, dico grazie. Per quello che è stata, è e sarà, nella difficoltà a capirci ma anche nella complicità nel pensare e fare le cose. Per la sua sofferenza silenziosa ma anche per la sua allegria che non si perde mai d'animo, che spera in continuazione, che ha fiducia in un domani sempre migliore di oggi. Per le sue parole buone e per la sua capacità di sopportarmi.
Per la mamma che sono io, nella mia imperfezione, in quello che vorrei dare al mio unico figlio e non riesco mai a esprimere appieno. Per la mamma che avrei voluto essere, in quel desiderio che rimarrà tale per sempre, e per la mamma che sarò, sperando di fare sempre meglio e di imparare dai miei errori.
Per la mamma della mia mamma, che sta attraversando un periodo difficilissimo, e che per quanto insignificante sia il nostro rapporto per me rimane la mamma della mia mamma, e non lo posso dimenticare.
Per le mamme che sono mie amiche, mie coetanee, mie compagne di corse all'asilo ogni mattina, per la loro presenza discreta che mi ha fatto e mi fa riflettere ogni giorno in un turbine di pensieri dai mille aspetti, buoni e meno buoni.
Per le mamme che passano di qua, per la loro compagnia, per quello che mi offrono, per le mamme che si raccontano, che sbloggano, che rendono partecipi della loro avventura tutte quelle persone che si affacciano sulle loro storie. Perchè non c'è niente di più avvilente che essere mamme sole, e se internet è una finestra sul mondo è già qualcosa poter mettere la testa fuori in questo modo.
Per tutte le mamme, perchè le mamme sono grandi donne. SIAMO grandi donne, ogni giorno, nelle scelte che dobbiamo fare minuto per minuto, nelle notti in bianco, nei sacrifici, nei nostri egoismi atti a preservarci donne e non zerbini.
E se ho dimenticato qualcuna ditemelo che provvedo.


venerdì 7 maggio 2010

Forse non mi sono spiegata


No davvero. Io NON VOGLIO CHIUDERE IL BLOG, e che! Dopo quasi quattro anni, dopo che in questo posto ho messo del mio e tanto, un posto in cui mi ci ritrovo appieno in ogni sacrosanta parola scritta e in ogni colore, in ogni disegno, in ogni foto, no!
Ho solo detto che ogni tanto mi viene voglia di chiuderlo, di tenere per me tutto, di renderne partecipi solo determinate persone che so per certo che non giudicano, non travisano, che leggono con gli occhi e con la testa e non si limitano a leggere una riga si e una no. Perchè le emozioni sono preziose, e si vorrebbe che venissero percepite così come sono nate, nonostante i limiti di una pagina scritta su un monitor. No, il blog non chiude, solo sto pensando di usare dei filtri che fanno passare dalla testa alle mani sulla tastiera solo determinate cose, perchè quelle più pesanti non vanno regalate a chiunque. Tutto qui.
E poi so che ci sono persone, tante, che mi leggono volentieri, e mi fa tanto piacere leggere i loro commenti, mi tengono compagnia, mi confortano, mi fanno sentire anche capita a volte, e a mia volta attraverso di loro scopro altre storie, ugualmente intense, più intense della mia; ho incontrato storie di coraggio e di voglia di rinascere, di disperazione e di allegria, e lo ammetto, tante cose belle in cui perdermi. Ma scherziamo? No, chiudere no, semmai relegare il resto in un altro posto. Che in primis rimane il mio diario di carta. Poi si vedrà.

giovedì 6 maggio 2010

Qualche riflessione


Che in questi giorni piove lo sanno tutti, piove ovunque e noi non siamo esenti. Oggi però qualche ora di tempo discreto mi ha permesso di fare un paio di lavatrici e di riuscire anche a stirarle. Buon per noi.
Ieri ho fatto la decima chemio. "Loro" la definiscono "la prima del secondo ciclo", per me è la decima volta consecutiva che vado in reparto a fare le infusioni e stop. Il ventuno di questo mese avrò l'eco di controllo, dopodichè con molta probabilità si deciderà di fare l'intervento perchè il nodulo ormai non si sente quasi più. Sono un po' in ansia, non tanto per l'intervento in sè, quanto per il dopo: mi toglieranno tutti i linfonodi, avrò problemi al braccio, ci saranno delle terapie da fare, e ancora chemio, e tutto il resto. E la paura persistente che la metastasi non si sia fermata sotto all'ascella, che qualche cellulina in vena di trasferta abbia fatto un biglietto con destinazione a scelta e se ne sia andata a zonzo per i fatti suoi così, senza avvisare nessuno.
Oggi comunque sto abbastanza bene, ho dormito un'ora nel pomeriggio, ho fatto i miei soliti lavori di casa senza particolari problemi; so che il peggio arriva domani e per fortuna domani Papigà è di riposo. E io me la prenderò comoda.
Sto anche passando sopra al trauma della scorsa settimana. Ci penso spesso ma mi fa sempre meno male, forse mi ci sto adattando e la prendo così, come un'altra tappa della mia vita, arrivata un po' troppo presto ma inevitabile, e comunque da accettare. Devo solo trovarci i lati positivi. Mi è stato consigliato di soffermarmi a riflettere su cosa sia la femminilità, e ho tutta l'intenzione di farlo prima per conto mio, in silenzio, e poi se ne traggo qualcosa di realmente serio e sbloggabile lo sbloggherò. Per ora me lo tengo per me.
Ogni tanto mi viene la tentazione di chiudere questo blog, anzi, di renderlo privato. Le riflessioni che faccio in questo periodo della mia vita sono tante e profonde, credo di essere in un punto della mia strada in cui i pensieri stanno cambiando come cambiando stanno le mie reazioni, il peso che do alle cose, e rendere tutto pubblico mi da l'impressione di svendere un bagaglio troppo grande e importante. Su internet c'è veramente di tutto, e mescolarmi a tutto mi sta dando un po' fastidio. L'alternativa è scrivere il resto altrove, laddove può leggere solo chi voglio io, per sentirmi più libera. Ma ci penserò.
Ultimamente ho sentito e visto un paio di volte un'amica a cui tenevo. E a cui tengo, solo che qualche settimana fa avendo interpretato male un paio di sue frasi me l'ero un po' presa e l'avevo giudicata male. Capita, l'importante credo è accorgersene e saper tornare sui propri passi senza patemi. Sono contenta di averla rivista e risentita, e di aver ripreso con lei i toni di confidenza che c'erano un tempo. Spero di riuscire a tornare a trovarla presto, non mi ci vuole molto, solo che guidare in questi giorni non è sempre facile per me, come non lo è fare diverse altre cose. Ma mi adatto, ormai sto imparando a fare come gli elastici, che a volte si tendono e a volte si lasciano andare, a seconda delle necessità. Quello che una volta mi faceva una paura enorme adesso mi sembra una sciocchezza, e forse è un lato positivo della mia malattia: quando hai un problemone tutto quello che avevi prima ti sembra un problemino, una cavolata, come per cavolate non ti soffermi più nemmeno a farti venire una nevrosi. Per fortuna. Sembrerà un paradosso ma il cancro mi sta dando una bella lezione di vita. Pensare solo all'indispensabile, per l'indispensabile sprecare energie e pensieri, il resto vada come vada. Usare le forze per quello che capita al momento e poi lasciar perdere. Buttar via tutto quello che non serve perchè occupa spazio per niente, spazio dove ci si può infilare qualcosa di bello, di affascinante, di confortevole e che dia sollievo quando ce n'è bisogno.
E un'altra cosa. Non ho più intenzione di farmi carico dei problemi degli altri se non me lo chiedono esplicitamente. Ne ho piene le scatole dei sottintesi, delle frasi dette a metà, dei discorsi fatti dietro alle mie spalle perchè non faccio o non dico una cosa. La porta di casa mia è sempre aperta ma non ho la sfera magica per capire cosa pensa chi entra, d'ora in poi farò ben distinzione tra perle e spazzatura. Giorni fa ho risentito un'altra mia carissima amica a cui voglio un bene dell'anima, e non me la sono sentita di buttarle addosso i miei problemi dopo che lei ne ha di più grossi dei miei: volentieri le ho aperto le braccia. E spero di averle dato un po' di conforto in un modo o nell'altro. Ma ieri ho sentito un amico a cui tenevo tanto fino a un po' di tempo fa, un amico che negli anni mi ha dato una delusione grande, e il mio comportamento nei suoi confronti è stato ben diverso. Dove le frasi sono dete a metà io mi dispiace ma non ci spreco del tempo. Non più per lo meno. Non ne vale la pena. A costo di sembrare cattiva.



lunedì 3 maggio 2010

Gatteria: evidentemente...


...Amy ha una vita sociale che io non conosco perchè...



...sembra alquanto impaziente nell'attesa di una telefonata che evidentemente è in ritardo.

sabato 1 maggio 2010

Il Power e la scopa


-Mamma ti aiuto a fare i mestieri di casa, cosa posso fare?
-passa la scopa bene bene in giro ok?
-Ok.

E inizia il giro. Di qua, di là, sotto al tavolo, sotto alle sedie, in bagno, dietro alle tende, ovviamente io con la coda dell'occhio controllo.
E mi accorgo che da bravo maschio degno del suo genere un secondo prima di proclamare "finito!" ha portato tutto il suo bel mucchietto di polvere raccolta qua e là indovinate dove?
Sotto al divano.