Ero persa per lui almeno quanto la nonna di mio marito lo era per Mike Bongiorno.
martedì 15 settembre 2009
E' morto Patrick Swayze
Ero persa per lui almeno quanto la nonna di mio marito lo era per Mike Bongiorno.
giovedì 10 settembre 2009
Elettricamente guastandosi...
A febbraio mi si è rotta la lavatrice. Era una Candy, che tutti quando mi dovevo sposare e dovevo scegliere gli elettrodomestici (i miei primi elettrodomestici miei miei proprio miei e non della mamma) mi dicevano "ah prendi la Candy e non una sottomarca che ti va avanti per anni". Sarà, ma a febbraio, dopo nove anni di onorato servizio, di cui gli ultimi cinque e mezzo decisamente in superlavoro quotidiano, ha gettato la spugna. E una.
A marzo mi ha lasciato la macchina del pane. Era un regalo di Natale del 2005, quindi di anni di lavoro ne ha fatti tre e mezzo o poco meno, e anche quella a ritmo quotidiano o quasi (dipende dai turni del papi). Se inizialmente ero scettica nell'usarla, dopo un po' mi sono resa conto che si, comoda era comoda, risparmiosa anche (dato che prima mi andava via un euro di pane al giorno se non di più) e con tutto quello che ci ho fatto oltre al pane ricomprarla era d'obbligo.
E due.
Dieci giorni fa è defunta la stampante. Era una stampante da poco, ma prestava servizio da quattro anni circa, e per quello che doveva fare era più che sufficiente. E' stata sostituita da una grande il doppio, tutta nera, che per quanto Papigà mi dica che come prestazioni è il minimo del minimo in commercio (da quanto ho appreso anche la più scacciona ormai ti fa anche il caffè) per me è un bussolotto in più, che quasi quasi ci sgnacco sopra un pezzo di stoffa colorata se non altro perchè sul nero-lucido ogni passata di micio lascerebbe la firma.
E tre.
Sono anche mesi che Papigà si lamenta di dolori alla schiena al mattino al risveglio, il materasso è ormai sfondato sotto il suo peso piuma, quindi lunedì scorso siamo andati a prenotare pure quello, nuovo di zecca, ortopedico, in sconto ma se ne sono andati bel belli 200 neuri.
E quattro.
Parliamo del cordless, che ha esalato il suo ultimo respiro lo scorso luglio? Quello perdurava da sette anni, forse era ora che dipartisse, ma magari poteva farlo con un po' più di stile.
E cinque.
Il sesto elettrodomestico a mollare la presa (è proprio il caso di dirlo) è stato il mio phon storico, superdatato, si parla addirittura di diciassette anni fa: un phon pieghevole acquistato in occasione di un viaggio, chemai avrei pensato sarebbe diventato il mio phon ufficiale (in casa solo io lo usavo, i miei uomini non ne hanno bisogno). Ecco, quello si mi è dispiaciuto perderlo, ormai era un pezzo di antiquariato. Se n'è andato a giugno, ma siccome già da settimane dava segni di sofferenza (partiva a giorni alterni) era già stato preacquistato un sostituto (un missile con tanto di display a cristalli liquidi, na bomba) approfittando della raccolta punti della benzina visto che avevamo i punti sufficienti per averlo con il solito minimo contributo aggiunto.
Ma la mazzata finale, sperando che finale sia, è la più grossa, la più pesante in tutti i sensi, anche quello fisico, fredda gelida come una doccia di ghiaccio di prima mattina, bella pengia, di quelle che dici toh, se sostituire altre cose poteva essere facoltativo, questa proprio no.
C'è da cambiare il frigorifero. Quello che credevo fosse un banale problema di guarnizione da sostituire in realtà è un problema di motore e di gas di raffreddamento, costo preventivato per la riparazione dai 400 ai 600 neuri. Troppi per avere poi un frigocongelatore rattoppato. C'è chi mi ha detto che dieci ani di uso ininterrotto del frigorifero sono lo standard di durata ormai, io non mi capacito ancora come può essere che porcamiseria i miei suoceri abbiano usato lo stesso frigo per quasi vent'anni prima di cambiarlo. Consoliamoci con il fatto che ci sono gli incentivi sull'acquisto dei frigo nuovi, ma accidenti... Speriamo di tirare avanti con questo fino a Natale, dopodichè i miei suoceri hanno suggerito di contribuire all'acquisto anzichè fare regali inutili come spesso accade, e così faremo. Nel frattempo farò la spesa due volte in più a settimana anzichè due spese grosse così magari il cibo fresco non deperisce con la velocità con cui mi deperisce ora. Insomma ci adatteremo.
Ma cos'è, la rivolta delle prese elettriche???
A marzo mi ha lasciato la macchina del pane. Era un regalo di Natale del 2005, quindi di anni di lavoro ne ha fatti tre e mezzo o poco meno, e anche quella a ritmo quotidiano o quasi (dipende dai turni del papi). Se inizialmente ero scettica nell'usarla, dopo un po' mi sono resa conto che si, comoda era comoda, risparmiosa anche (dato che prima mi andava via un euro di pane al giorno se non di più) e con tutto quello che ci ho fatto oltre al pane ricomprarla era d'obbligo.
E due.
Dieci giorni fa è defunta la stampante. Era una stampante da poco, ma prestava servizio da quattro anni circa, e per quello che doveva fare era più che sufficiente. E' stata sostituita da una grande il doppio, tutta nera, che per quanto Papigà mi dica che come prestazioni è il minimo del minimo in commercio (da quanto ho appreso anche la più scacciona ormai ti fa anche il caffè) per me è un bussolotto in più, che quasi quasi ci sgnacco sopra un pezzo di stoffa colorata se non altro perchè sul nero-lucido ogni passata di micio lascerebbe la firma.
E tre.
Sono anche mesi che Papigà si lamenta di dolori alla schiena al mattino al risveglio, il materasso è ormai sfondato sotto il suo peso piuma, quindi lunedì scorso siamo andati a prenotare pure quello, nuovo di zecca, ortopedico, in sconto ma se ne sono andati bel belli 200 neuri.
E quattro.
Parliamo del cordless, che ha esalato il suo ultimo respiro lo scorso luglio? Quello perdurava da sette anni, forse era ora che dipartisse, ma magari poteva farlo con un po' più di stile.
E cinque.
Il sesto elettrodomestico a mollare la presa (è proprio il caso di dirlo) è stato il mio phon storico, superdatato, si parla addirittura di diciassette anni fa: un phon pieghevole acquistato in occasione di un viaggio, chemai avrei pensato sarebbe diventato il mio phon ufficiale (in casa solo io lo usavo, i miei uomini non ne hanno bisogno). Ecco, quello si mi è dispiaciuto perderlo, ormai era un pezzo di antiquariato. Se n'è andato a giugno, ma siccome già da settimane dava segni di sofferenza (partiva a giorni alterni) era già stato preacquistato un sostituto (un missile con tanto di display a cristalli liquidi, na bomba) approfittando della raccolta punti della benzina visto che avevamo i punti sufficienti per averlo con il solito minimo contributo aggiunto.
Ma la mazzata finale, sperando che finale sia, è la più grossa, la più pesante in tutti i sensi, anche quello fisico, fredda gelida come una doccia di ghiaccio di prima mattina, bella pengia, di quelle che dici toh, se sostituire altre cose poteva essere facoltativo, questa proprio no.
C'è da cambiare il frigorifero. Quello che credevo fosse un banale problema di guarnizione da sostituire in realtà è un problema di motore e di gas di raffreddamento, costo preventivato per la riparazione dai 400 ai 600 neuri. Troppi per avere poi un frigocongelatore rattoppato. C'è chi mi ha detto che dieci ani di uso ininterrotto del frigorifero sono lo standard di durata ormai, io non mi capacito ancora come può essere che porcamiseria i miei suoceri abbiano usato lo stesso frigo per quasi vent'anni prima di cambiarlo. Consoliamoci con il fatto che ci sono gli incentivi sull'acquisto dei frigo nuovi, ma accidenti... Speriamo di tirare avanti con questo fino a Natale, dopodichè i miei suoceri hanno suggerito di contribuire all'acquisto anzichè fare regali inutili come spesso accade, e così faremo. Nel frattempo farò la spesa due volte in più a settimana anzichè due spese grosse così magari il cibo fresco non deperisce con la velocità con cui mi deperisce ora. Insomma ci adatteremo.
Ma cos'è, la rivolta delle prese elettriche???
martedì 8 settembre 2009
A blog unificati... mattina di pace e quel che ne esce
Basta davvero poco per farmi gongolare di gioia come una bambina.
Un paio di mesi fa, forse qualcosa meno, ho trascorso un paio d'ore in giardino all'alba: dalle cinque e mezzo alle sette e mezzo. Sono state due ore di pace, due ore durante le quali ho respirato il silenzio della campagna, il frescolino del primo mattino prima dell'afa della giornata che iniziava, la compagnia di qualche insetto e dei gatti (i due piccoli presi dal gioco e i più grandi, Gioiuta compresa, a fare la prima ronda). Due ore magiche durante le quali le uniche cose che ho fatto sono state respirare l'aria pulita lasciandomici attraversare da testa a piedi, scrivere quattro pagine di diario e gustarmi un caffè. Il miglior caffè che abbia mai preso da sola: me lo sono servito su un vassoio, lì fuori, in silenzio.
Ma può un ricamo scaturire da qualcosa del genere? Si, Mamigà lo può fare... A Mamigà capitano di questi colpi di testa, forse perchè per me ricamare è come per un pittore usare i colori per esprimere qualcosa che sente dentro.
E io ho sentito questo.

E' una tovaglietta per i miei spero futuri tanti altri personalissimi caffè goduti in quel tipo di pace, là dove "coffee, cross stich & cats" sono le cose che mi tengono compagnia più di tante altre (chiedo scusa ai miei gatti per averli classificati tra le "cose", ma è una questione grammaticale), e le rose rosse... oltre che essere i miei fiori preferiti sono anche il complemento ideale per la tazzina con piattino che mi sono regalata tempo fa, di cui mi sono innamorata vedendola su una rivista e con cui il caffè ha decisamente un sapore Mamigaesco.

Ps. Lo schema del ricamo centrale l'ho scaricato gratuitamente da QUI, mentre i due disegni delle rose sono tratti da un libriccino della DMC. Per la stoffa della tovaglietta si ringrazia sentitamente LauraGDS.
Un paio di mesi fa, forse qualcosa meno, ho trascorso un paio d'ore in giardino all'alba: dalle cinque e mezzo alle sette e mezzo. Sono state due ore di pace, due ore durante le quali ho respirato il silenzio della campagna, il frescolino del primo mattino prima dell'afa della giornata che iniziava, la compagnia di qualche insetto e dei gatti (i due piccoli presi dal gioco e i più grandi, Gioiuta compresa, a fare la prima ronda). Due ore magiche durante le quali le uniche cose che ho fatto sono state respirare l'aria pulita lasciandomici attraversare da testa a piedi, scrivere quattro pagine di diario e gustarmi un caffè. Il miglior caffè che abbia mai preso da sola: me lo sono servito su un vassoio, lì fuori, in silenzio.
Ma può un ricamo scaturire da qualcosa del genere? Si, Mamigà lo può fare... A Mamigà capitano di questi colpi di testa, forse perchè per me ricamare è come per un pittore usare i colori per esprimere qualcosa che sente dentro.
E io ho sentito questo.
E' una tovaglietta per i miei spero futuri tanti altri personalissimi caffè goduti in quel tipo di pace, là dove "coffee, cross stich & cats" sono le cose che mi tengono compagnia più di tante altre (chiedo scusa ai miei gatti per averli classificati tra le "cose", ma è una questione grammaticale), e le rose rosse... oltre che essere i miei fiori preferiti sono anche il complemento ideale per la tazzina con piattino che mi sono regalata tempo fa, di cui mi sono innamorata vedendola su una rivista e con cui il caffè ha decisamente un sapore Mamigaesco.
Ps. Lo schema del ricamo centrale l'ho scaricato gratuitamente da QUI, mentre i due disegni delle rose sono tratti da un libriccino della DMC. Per la stoffa della tovaglietta si ringrazia sentitamente LauraGDS.
Una mattina di pace e quel che ne è uscito...
Basta davvero poco per farmi gongolare di gioia come una bambina.
Un paio di mesi fa, forse qualcosa meno, ho trascorso un paio d'ore in giardino all'alba: dalle cinque e mezzo alle sette e mezzo. Sono state due ore di pace, due ore durante le quali ho respirato il silenzio della campagna, il frescolino del primo mattino prima dell'afa della giornata che iniziava, la compagnia di qualche insetto e dei gatti (i due piccoli presi dal gioco e i più grandi, Gioiuta compresa, a fare la prima ronda). Due ore magiche durante le quali le uniche cose che ho fatto sono state respirare l'aria pulita lasciandomici attraversare da testa a piedi, scrivere quattro pagine di diario e gustarmi un caffè. Il miglior caffè che abbia mai preso da sola: me lo sono servito su un vassoio, lì fuori, in silenzio.
Ma può un ricamo scaturire da qualcosa del genere? Si, Mamigà lo può fare... A Mamigà capitano di questi colpi di testa, forse perchè per me ricamare è come per un pittore usare i colori per esprimere qualcosa che sente dentro.
E io ho sentito questo.

E' una tovaglietta per i miei spero futuri tanti altri personalissimi caffè goduti in quel tipo di pace, là dove "coffee, cross stich & cats" sono le cose che mi tengono compagnia più di tante altre (chiedo scusa ai miei gatti per averli classificati tra le "cose", ma è una questione grammaticale), e le rose rosse... oltre che essere i miei fiori preferiti sono anche il complemento ideale per la tazzina con piattino che mi sono regalata tempo fa, di cui mi sono innamorata vedendola su una rivista e con cui il caffè ha decisamente un sapore Mamigaesco.

Ps. Lo schema del ricamo centrale l'ho scaricato gratuitamente da QUI, mentre i due disegni delle rose sono tratti da un libriccino della DMC. Per la stoffa della tovaglietta si ringrazia sentitamente LauraGDS.
Un paio di mesi fa, forse qualcosa meno, ho trascorso un paio d'ore in giardino all'alba: dalle cinque e mezzo alle sette e mezzo. Sono state due ore di pace, due ore durante le quali ho respirato il silenzio della campagna, il frescolino del primo mattino prima dell'afa della giornata che iniziava, la compagnia di qualche insetto e dei gatti (i due piccoli presi dal gioco e i più grandi, Gioiuta compresa, a fare la prima ronda). Due ore magiche durante le quali le uniche cose che ho fatto sono state respirare l'aria pulita lasciandomici attraversare da testa a piedi, scrivere quattro pagine di diario e gustarmi un caffè. Il miglior caffè che abbia mai preso da sola: me lo sono servito su un vassoio, lì fuori, in silenzio.
Ma può un ricamo scaturire da qualcosa del genere? Si, Mamigà lo può fare... A Mamigà capitano di questi colpi di testa, forse perchè per me ricamare è come per un pittore usare i colori per esprimere qualcosa che sente dentro.
E io ho sentito questo.
E' una tovaglietta per i miei spero futuri tanti altri personalissimi caffè goduti in quel tipo di pace, là dove "coffee, cross stich & cats" sono le cose che mi tengono compagnia più di tante altre (chiedo scusa ai miei gatti per averli classificati tra le "cose", ma è una questione grammaticale), e le rose rosse... oltre che essere i miei fiori preferiti sono anche il complemento ideale per la tazzina con piattino che mi sono regalata tempo fa, di cui mi sono innamorata vedendola su una rivista e con cui il caffè ha decisamente un sapore Mamigaesco.
Ps. Lo schema del ricamo centrale l'ho scaricato gratuitamente da QUI, mentre i due disegni delle rose sono tratti da un libriccino della DMC. Per la stoffa della tovaglietta si ringrazia sentitamente LauraGDS.
Buongiorno! Visita medica, asilo e... caffè?
Eccomi alle sei e mezzo del mattino (l'orologio di Splinder è sempre sfalsato), anche se sono in piedi da un'ora. La solita insonnia chimica. La casa è in silenzio, il Power è in trasferta, Papigà è appena uscito e Max ed Amy hanno già risolto le loro questioni mattutine (la classica oretta di sport di un casino mai udito prima, che se vivessimo in appartamento ci avrebbero già mandato quindici lettere di protesta da parte dell'amministratore).
Ieri pomeriggio ho finalmente fatto la visita reumatologica. Non parlo della mia salute da tempo qui sul blog, perchè non mi andava di farlo. E sinceramente, anche di persona, sono esasperata di dare spiegazioni, stufa di ripetere le cose, scocciata di sentirmi commiserare da mia suocera, infastidita dalle solite frasi di rito. Che tra l'altro la mia malattia è pure difficile da spiegare: è una malattia reumatica di tipo infettivo autoimmune, con un nome lungo e difficile, che fa più impressione di quanto in realtà sia la sua gravità (pari a una banale influenza o quasi, ma molto dolorosa e soprattutto lunga da guarire, si parla di mesi). E poi ieri ho fatto questa visita in un ambulatorio sito nel reparto oncologico dell'ospedale, sono stata lì per quasi tre ore, ho sentito tanti discorsi tra le persone che aspettavano, le infermiere e i medici che parlavano tra loro, e giuro, se prima detestavo sentirmi commiserare in generale (non ho mai sopportato quando qualcuno mi dice POVERINA, vado in bestia), ora ancora di più. E non aggiungo altro su questo argomento.
Comunque devo rifare le analisi e aggiungerne altre a quelle già fatte ora e tra un mese, continuare la cura cortisonica a scalare e cambiare un farmaco, prendendo un antireumatico a crescere, per almeno un mese. Tra un mese devo rifare la visita e vedremo. Intanto se può consolare sto già meglio di dieci giorni fa, ho posato le stampelle spero definitivamente, e la cosa più difficile da fare è ricordarmi di non strafare, perchè ogni movimento in più del necessario al momento sembra una sciocchezza ma poi lo pago. Caro.
Ma parliamo d'altro.
Ieri pomeriggio c'è stata anche la riunione all'asilo. Giovedì appunto si riparte. Ho avuto una piccola delusione, l'aula dei grandi non sarà quella degli anni scorsi ma una stanza vicina, con i finestroni alti e le sbarre davanti ai vetri. Lì per lì io e altre mamme ci siamo rimaste malissimo, e infatti abbiamo anche un po' protestato, ma poi sentendo le motivazioni delle maestre insomma, forse tutti i torti proprio non hanno. E poi come sempre nel corso dell'anno le pareti saranno belle piene di colori, cartelloni, disegni e quant'altro, quindi sicuramente avrò modo di ricredermi sull' apparente tristezza della cosa. C'è una maestra nuova, precaria anche questa purtroppo, che mi ha fatto una buona impressione. Come preannunciato lo scorso anno quasi di sicuro non ci saranno le attività psicomotorie per mancanza di fondi, nè abbiamo la certezza che in assenza per malattia delle maestre ci saranno le supplenti, ma è un problema comune in tutta Italia quello dei soldi per la scuola che non ci sono, quindi possiamo ritenerci ancora fortunate che l'asilo funzionerà. Intanto il Power si prepara psicologicamente, e per la prima volta udite udite, ha detto chenon vede l'ora che inizi la scuola materna. Ha voglia e bisogno di bambini, vuole rivedere i suoi amici che non sono più bambini qualsiasi ma I SUOI COMPAGNI, e anche se sembra una cosa banale vi assicuro - per chi non sa di cosa parlo - che fa la differenza.
Bene, sono le sette e mezzo e mi sa che è ora di andare a fare una doccia e iniziare la giornata.
Buon martedì a chi passa di qua!

Ieri pomeriggio ho finalmente fatto la visita reumatologica. Non parlo della mia salute da tempo qui sul blog, perchè non mi andava di farlo. E sinceramente, anche di persona, sono esasperata di dare spiegazioni, stufa di ripetere le cose, scocciata di sentirmi commiserare da mia suocera, infastidita dalle solite frasi di rito. Che tra l'altro la mia malattia è pure difficile da spiegare: è una malattia reumatica di tipo infettivo autoimmune, con un nome lungo e difficile, che fa più impressione di quanto in realtà sia la sua gravità (pari a una banale influenza o quasi, ma molto dolorosa e soprattutto lunga da guarire, si parla di mesi). E poi ieri ho fatto questa visita in un ambulatorio sito nel reparto oncologico dell'ospedale, sono stata lì per quasi tre ore, ho sentito tanti discorsi tra le persone che aspettavano, le infermiere e i medici che parlavano tra loro, e giuro, se prima detestavo sentirmi commiserare in generale (non ho mai sopportato quando qualcuno mi dice POVERINA, vado in bestia), ora ancora di più. E non aggiungo altro su questo argomento.
Comunque devo rifare le analisi e aggiungerne altre a quelle già fatte ora e tra un mese, continuare la cura cortisonica a scalare e cambiare un farmaco, prendendo un antireumatico a crescere, per almeno un mese. Tra un mese devo rifare la visita e vedremo. Intanto se può consolare sto già meglio di dieci giorni fa, ho posato le stampelle spero definitivamente, e la cosa più difficile da fare è ricordarmi di non strafare, perchè ogni movimento in più del necessario al momento sembra una sciocchezza ma poi lo pago. Caro.
Ma parliamo d'altro.
Ieri pomeriggio c'è stata anche la riunione all'asilo. Giovedì appunto si riparte. Ho avuto una piccola delusione, l'aula dei grandi non sarà quella degli anni scorsi ma una stanza vicina, con i finestroni alti e le sbarre davanti ai vetri. Lì per lì io e altre mamme ci siamo rimaste malissimo, e infatti abbiamo anche un po' protestato, ma poi sentendo le motivazioni delle maestre insomma, forse tutti i torti proprio non hanno. E poi come sempre nel corso dell'anno le pareti saranno belle piene di colori, cartelloni, disegni e quant'altro, quindi sicuramente avrò modo di ricredermi sull' apparente tristezza della cosa. C'è una maestra nuova, precaria anche questa purtroppo, che mi ha fatto una buona impressione. Come preannunciato lo scorso anno quasi di sicuro non ci saranno le attività psicomotorie per mancanza di fondi, nè abbiamo la certezza che in assenza per malattia delle maestre ci saranno le supplenti, ma è un problema comune in tutta Italia quello dei soldi per la scuola che non ci sono, quindi possiamo ritenerci ancora fortunate che l'asilo funzionerà. Intanto il Power si prepara psicologicamente, e per la prima volta udite udite, ha detto chenon vede l'ora che inizi la scuola materna. Ha voglia e bisogno di bambini, vuole rivedere i suoi amici che non sono più bambini qualsiasi ma I SUOI COMPAGNI, e anche se sembra una cosa banale vi assicuro - per chi non sa di cosa parlo - che fa la differenza.
Bene, sono le sette e mezzo e mi sa che è ora di andare a fare una doccia e iniziare la giornata.
Buon martedì a chi passa di qua!
domenica 6 settembre 2009
Chat! Ricasprint
Un segnalibro ricasprint, nato da una crisi di insonnia da cortisone...

Lo schema è un freebie trovato chissadove nonmiricordopropriopiù e modificato, il libro per chi fosse interessato è questo qui.( link)
Persisto nell'intento di fare foto migliori.
Lo schema è un freebie trovato chissadove nonmiricordopropriopiù e modificato, il libro per chi fosse interessato è questo qui.( link)
Persisto nell'intento di fare foto migliori.
sabato 5 settembre 2009
Il quadro della dama e SAL spazzatura
Passava di là, sul viale alberato. Passeggiava.
Si è voltata a guardarmi per un istante, giusto il tempo per ricamarne il viso sulla tela bianca che avevo in mano.
Poi ha ripreso la sua strada.

Questo è il lavoro, l'unico, a cui mi sono dedicata in questi ultimi giorni: volevo finirlo a tutti i costi. Non c'è una ragione particolare, solo che mi ha colpito la dolcezza del tratto che stava prendendo il disegno e non ho resistito: dovevo gustarlo fino in fondo. L'ho terminato ieri sera. E ne sono pienamente soddisfatta. Ho anche personalizzato il tutto con una cosa che non faccio mai, ho messo le perline vere sulla collana (spero si riesca a vedere decentemente).

E subito dopo mi sono accorta che toh, guarda cosa è spuntato nel vaso dell'anturium...

E' il vasetto del SAL spazzatura ormai quasi pieno!
Si è voltata a guardarmi per un istante, giusto il tempo per ricamarne il viso sulla tela bianca che avevo in mano.
Poi ha ripreso la sua strada.
Questo è il lavoro, l'unico, a cui mi sono dedicata in questi ultimi giorni: volevo finirlo a tutti i costi. Non c'è una ragione particolare, solo che mi ha colpito la dolcezza del tratto che stava prendendo il disegno e non ho resistito: dovevo gustarlo fino in fondo. L'ho terminato ieri sera. E ne sono pienamente soddisfatta. Ho anche personalizzato il tutto con una cosa che non faccio mai, ho messo le perline vere sulla collana (spero si riesca a vedere decentemente).
E subito dopo mi sono accorta che toh, guarda cosa è spuntato nel vaso dell'anturium...
E' il vasetto del SAL spazzatura ormai quasi pieno!
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