giovedì 1 aprile 2010

Rassegnamoci

Oggi ho portato la Gioiuta a fare il vaccino annuale con relativo tagliando generale. La gatta sta benone ed è bella come sempre, su questo non ci piove.
Ho chiesto alla vete se per caso sapesse di qualcuno in zona che avesse perso un gattone nero e le ho descritto Jack.
Risposta: non ha saputo di nessuno ma nel caso qualcuno le chiedesse le da il mio numero.
Quando le ho detto che comunque non vorrei tenerlo perchè quattro gatti sono troppi mi ha preso bellamente per il fondoschiena ridendomi in viso, dicendo sottovoce che se il gatto ha deciso...
Va bene, nessuno mi crede. Non mi crede il gatto, non mi credono le mie Amiche nè le passanti per questo blog, non mi crede mio figlio e mia madre pur esortandomi a non tenerlo mi ride in viso con gli occhi bassi come chi la sa lunga sui miei reali desideri.
Ochei, da oggi in questa casa vivono ufficialmente tre umani e quattro gatti. Di cui uno imbucato dalla madre e uno autoimbucatosi, ma ormai non ha più senso ricordarlo.
Perlomeno per l'ultimo la vete si è offerta di farmi il vaccino gratis, in rispetto del fatto che le mie difese immunitarie sono un po' in deficit. E io aggiungo, in onore del fatto che porcaloca almeno quattro volte l'anno sono lì a pagar fatture...

Post lungo


Lunedì ho iniziato a fare i conti con l'imbarazzo. L'imbarazzo di andare al mercato col berretto in un giorno in cui nessuno l'aveva, visto che c'era il sole e faceva pure caldino. Io col mio berretto che diceva al mondo che ho freddo alla testa, calato su un ciuffo che non esiste più perciò con la fronte simile a quella del cicciobello. E io con gli sguardi che mi sono sentita addosso, che forse non erano tutti di compassione ma magari qualcuno notava solo il berretto che stava un po' stretto, o forse che era carino, o esageratamente orrido. Io l'ho vissuta male. E dire che non sono calva. Ho solo i capelli rasati a un centimetro, radi sulla cima della cabessa, che se mi guardi da davanti si e no che ti accorgi che sono metà di quelli che c'erano due settimane fa, ma io che so metto un filtro a quello che mi circonda e interpreto (il cinquanta per cento delle volte, ne sono certa, male) gli sguardi ho avuto la tentazione di scappare a casa per non uscire mai più, o almeno finchè tutto non sarà tornato come prima qua sopra (e se basta un anno va anche bene).
Adesso non mi si venga a dire le soltie cose: che è un periodo che passa, che non è niente di grave, che assomiglio alle star di Ollivud, NON ME NE FOTTE UN CA'. L'imbarazzo non è una cosa che se ne va con l'uso della ragione altrui, non si mitiga con le cacchiate (e scusate) del tipo "l'ha avuto mia cugina, passa, ora sta bene, ti capisco". Intanto non capisci una cippa, perchè puoi capire quello che passa mio cugino o mio fratello ma se non te lo sei vissuto addosso (e non te lo auguro) non capisci quello che mi porto dentro nemmeno a ravanarci per una settimana. Secondopoi se tua cugina ora sta bene mi fa piacere per lei, sono felice di sapere che se ne esce, ma ora ci sto io, ci sta Widepeak, ci sta Camdem, ci sta Mia, e Ziacris, e per altri versi Nevepioggia, ce ne stanno tante altre, migliaia di altre. Quelle che sanno cos'è l'imbarazzo. Quelle che sanno che non basta sentirsi dire "fregatene degli sguardi altrui" per fregarsene, perchè il lavoro interiore te lo devi fare tu e tu sola, e non è come accendere la luce in bagno.
IL fatto è che ho perso la voglia di farci dell'ironia. Ho perso la voglia di scherzarci sopra, ma anche quella di parlare di cavolate, di perdermi in chiacchiere che non servono a niente, non mi va più di parlare. Quello che ho voglia di fare da giorni è solo stare con me stessa, esternare l'indispensabile, lasciar correre ciò che non serve, che non ha peso, non mi va più di guardare al mio tumore come a una cosa o positriva o negativa e annunciarne al mondo le riflessioni più o meno profonde che ne escono. Sono stanca. Stanca anche di parlare di sciocchezze o di problemi che non mi riguardano. Non mi va più. E non è che sto male, che sono depressa, solo ho voglia del mio silenzio.
E poi c'è stato il bizzarro incontro di ieri. Santa subito la donna che mi ha venduto tre cappelli alla bancarella del mercato. E' una bancarella che vende solo ed esclusivamente cappelli, di ogni foggia e colore, centinaia di cappelli. Mi sono avvicinata a tanto bendidio, con una certa dose di appunto, imbarazzo. Mi ha chiesto come poteva aiutarmi, non sono riuscita a finire la frase "sa sto per perdere tutti i..." che lei ha capito al volo, mi ha portato in un angolo dove teneva lo specchio e mi ha tirato fuori DI TUTTO, spiegandomi che dovevo coprire le orecchie, non prendere il sole, e se avessi avuto bisogno di qualcosa senza nessun problema dirlo a mio marito, lei gli avrebbe dato una quantità di cappelli da provare a casa per poi farsi riportare solo quelli che non tenevo la settimana successiva. Il tutto, siore e siori, con un'allegria, una simpatia, nessunissimo accenno al dramma, tanto che mi sono divertita un mondo. Ce ne vorrebbero di persone così. E sono certa che di persone come me deve averne servite una quantità industriale quella donna.

Cosa ho preso? Beh per ora niente foto, non ho avuto il tempo di farle. Ma ho portato a casa un cappello in feltro leggero da mezza stagione col frontino color prugna, piuttosto elegante. Uno in paglia blu con fiocco in tela dietro sempre blu, con il frontino a unghia. Uno in tela di cotone nei toni dell'azzurro, con le tese corte tutt'attorno. E dulcis in fundo uno a tese larghe in paglia, da usare in giardino, con un nastro giallo dietro.  A fianco al cappello in lino color corda e bandana corta che mi ha regalato mia cognata, fichissimo, direi che fino a quest'autunno sono a posto. Bandane comprese. E' uno dei lati positivi di questa faccenda.
L'altro è che non ho mai visto Papigà spendere così volentieri cinquantacinque neuri per qualcosa di vezzoso.

martedì 30 marzo 2010

Jack


Ma non esiste proprio!
Intanto lo abbiamo chiamato JACK, come Jack Sparrow, perchè mi ricorda tanto il pirata in questione con quel manto nero nero e gli occhi gialli penetranti che sembra ti fulminino appena ti si posano addosso. Che poi ti crolla tutto il palco quando miagola, perchè sembra un gattino impaurito che somiglia più a Max quando vuol farti credere di essere appena stato bastonato dalla vita, per cui una giusta dose di crocchi potrebbe dargli la serenità rubata.
E' grosso, grooooooooosso, anzi grande, graaaaaaande, che a me i gattoni graaaaaandi sono sempre piaciuti ma la sorte mi ha regalato sempre gatti bonsai.
E ho letto da qualche parte che il gatto nero che ti attraversa la strada porta sfì, mentre il gatto nero che ti viene incontro o ti segue addirittura porta la buona sorte, quindi a cacciarlo di casa mi sembra di darmi la mazza sui piedi visti i tempi che corrono. Ma io non credo alla superstizione, quindi Jack dorme fuori a tutti i costi. Di notte. Di giorno è sul divano, e non lo si scolla di lì.
Da dove diavolo arrivi non ne ho la minima idea: si è materializzato qualche giorno fa in giardino, mi ha guardato fusando, si è diretto alle ciotole (inizio a pensare che tra gatti girino le mappe di questa casa con tanto di indicazioni stradali per raggiungerla, come chi ti consiglia un buon hotel dove pernottare quando viaggi senza una meta precisa), e ha fatto una cosa a parer mio gravissima: SI E' ARRUFFIANATO PAPIGA'. Che se da una parte mi sta anche bene perchè avere il suo benestare quanto ad argomenti felini è essenziale per il quieto vivere, dall'altra parte vi dirò che nonostante il mio amore per i gatti io non mi voglio paragonare a una gattara. Cioè, amo i miei gatti e quelli dei miei amici, ma ognuno si occupi dei suoi e finiamola lì. E sempre entro un certo limite nei numeri. Una lettiera in più non so dove metterla, nel letto già sono scomoda nel dormire con i due piccoli e già loro rompono abbastanza le pelotas di notte (la gioiuta non fa testo, in questioni di ordine e orari lei è una gran signora), e NON POSSO ACCENDERE UN ALTRO MUTUO per pagare veterinaria, crocchi e antiparassitari. Insomma, non voglio il quarto gatto, non voglio passare le mattine (e in inverno anche le sere) a pulire lettiere, a spazzolare manti due volte l'anno in corrispondenza dei loro cambi d'abito, a lavare ciotole e compagnia bella, non fosse altro perchè anche se non lavoro fuori casa non è proprio detto che le mie giornate le passi a fare crocette e uncinetto, tutt'altro.
Il problema è che il Jack-pensiero è completamente diverso. Su questo non ci piove. E quando un gatto si mette in testa qualcosa...

domenica 28 marzo 2010

L'infiltrato



E tu chi sei?


Ma chi ti ha mai dato il permesso di usare casa nostra?






 

venerdì 26 marzo 2010

Annunzio vobis...


HABEMUS MACCHINAM!!!





E se domani il tempo permette, Mamigà e figlio rimedieranno a un mese di usufrutto paterno di Greta.
Ovvero, giù di aspirapolvere e stracci.

Bleah!


E poi da giorni tutto mi fa schifo. Tutto o quasi quello che mangio intendo. Questa cosa è iniziata un paio di settimane fa con le cose salate, che sentivo salate il doppio del normale. Da qualche giorno anche altri gusti sono diventati insopportabili: l'acido, l'amaro, l'agrodolce, l'insipido. Solo il dolce si salva. Sul manuale di sopravvivenza (perdoni dottore ma in casa lo chiamiamo così) c'è scritto di mangiare solo i cibi che gradisco, ma se seguissi le indicazioni del mio palato oggi come oggi mangerei biscotti a colazione, pranzo e cena. E detesto il caffè.
Sarà anche normale nelle mie condizioni, ma mi manca tanto il sapore di un piatto di pasta come Mamigà comanda.

giovedì 25 marzo 2010

Sono soddisfazioni

Stamattina ho voluto portare io il Power all'asilo. Volevo parlare con la maestra per sincerarmi che il Power reagisse bene a questo periodo, perchè un conto è averlo sotto gli occhi in casa (e mi sembra vada tutto bene), e un conto è non sapere se poi fuori in qualche modo desse segni di disagio. In fondo non è una passeggiata nemmeno per lui questo periodo, e a ragione in molti mi chiedono come sta reagendo.
E' stato un sollievo enorme quando la maestra mi ha detto, testuali parole "avete dei problemi grossi e occupatevi di quelli, ma sappiate che il Power non è tra loro. E' talmente sereno che non si direbbe che in casa abbiate una situazione pesante da affrontare. Nei limiti del suo carattere che sappiamo com'è, non c'è segno di sofferenza particolare da parte sua.State agendo bene".
Si può solo immaginare come mi sono sentita. Ne avevo il sospetto perchè il Power da settimane va all'asilo correndo, torna a casa esausto,  sporco, racconta magari a distanza di ore di aver fatto questo e quello, e quando lo si va a prendere è talmente impegnato a giocare e chiacchierare coi compagni che la maestra deve chiamarlo tre o quattro volte per dirgli che la mamma è arrivata a prenderlo. Ma io non sono lì durante le ore di materna a vedere con i miei occhi come va, e ci tenevo a saperlo. Evidentemente stiamo lavorando bene con lui, dargli le dovute spiegazioni man mano che le cose si presentano ha un senso, non gli pesa come si sente dire in giro riguardo ai bambini con situazioni difficili in casa. Sono tanto orgogliosa del mio bambino, tanto che mai, perchè in fondo nonostante tutto l'ambaradam si sta dimostrando davvero un ometto.