-Ma hai tagliato di nuovo i capelli?
-Mmmgno, se cadono ti sembra che vada anche a tagliarli?
-Eppure a me sembrano più corti di quando te li ha tagliati C.
-E certo, suocera, me li ha tagliati due mesi fa, perchè iniziavano a cadere, mica perchè volevo cambiare look... Sembrano più corti perchè questa è la peluria che stava sotto ai capelli più grossi mica altro.
-Ma i capelli più grossi non sono ricresciuti allora? Scusa ma i capelli non ti devono crescere man mano che li perdi?
-Suocera, ricominciamo daccapo. La chemio fa perdere i capelli, giusto? Ora, se devono cadere cos'è, ricrescono prima per poi cadere? Semplicemente smettono di crescere e si spezzano, cadono e non ricrescono. Quelli che vedi sono peluria, che era così anche quando li ho tagliati, solo che era in mezzo al resto, il resto non c'è più. E un po' alla volta cadrà anche questa peluria da scimmietta. Ok?
-Ah beh. Speravo.
-Ok suocera, ci hai provato. Tranquilla che ti voglio bene lo stesso.
Lei ci prova a consolarmi porella... con scarsi risultati. Ma almeno stavolta mi ha strappato una ghignata.
giovedì 13 maggio 2010
Sproloqui - La suocera e i capelli
Mi dica dottore
-Ma lei Mamiga prende di continuo lo X...X (leggi antidepressivo), vero?
-Mmmmgno dottore, non le ho mai detto di assumere X...X, perchè non lo assumo.
-E non prende niente per la tachicardia?
-A parte che non mi sono accorta di essere tachichardica, me lo dite voi perchè ve ne siete accorti voi, ma io le avevo detto che il mio medico di base mi ha consigliato di assumere un blando benzodiazepinico al bisogno. Per me al bisogno significa la mattina prima di venire qui e quarantotto ore dopo la chemio, solo se devo stare sola con mio figlio per delle ore, per non aggiungere tensione agli effetti collaterali.
-Solo questo? E il sonnifero?
-Solo se non posso farne a meno. Diciamo un paio di volte a settimana in media. Ma se mi dice che devo prendere la benzodiazepina regolarmente la prendo, io faccio quello che mi dice lei (piccola bugia
-Senta, le stiamo iniettando ogni settimana dei veleni, tre mesi fa le è stato comunicato che ha un cancro, sta prendendo cortisone a dosi toste, ha la menopausa iatrogena, è riuscita a fare otto infusioni di taxolo di fila, gli ansiolitici ci starebbero tutti sa? LEI E' ANCHE BRAVA MI SEMBRA!!!
Si, sono anche brava. Anzi, SIAMO bravi, e ci auto pat-pattiamo.
mercoledì 12 maggio 2010
Oggi la chemio sembrava non finire mai. Sono entrata in reparto alle otto e un quarto e ne sono uscita alle due e mezzo, come sempre l'ultima, tra visita, infusione e attese. Sono tornata a casa mezza stravolta, tanto che verso le cinque sono crollata sul divano addormentata come una bambina dopo aver mangiato l'impossibile (e dire che a mezzogiorno mi hanno pure portato il pasto in ospedale). Per fortuna le poltrone per le terapie sono comode e le infermiere gentilissime. Si va meno malvolentieri.
E visto che ogni volta ne esce una nuova, anche oggi ho avuto la mia notiziuola dell'ultimo minuto. Mi è stato detto dall'oncologo che dopo l'intervento parte della terapia verrà modificata, farò anch'io il farmaco che tra i chemioterapici è chiamato "la terribile rossa". Quella che a detta di chi la sta facendo o l'ha fatta, letteralmente stende. E che a detta dell'infermiera è meno terribile di quello che si racconta.
Non sono spaventata, ormai non so cosa possa realmente spaventarmi se non l'attesa dell'esito dei controlli che farò dopo tutta questa manfrina o prima ancora il giorno in cui mi dovrò guardare allo specchio con le cicatrici addosso. Sono solo un po' seccata dal fatto che pensavo di essermela risparmiata, mentre invece così non è. Ma tant'è, in questa arrampicata è più sano se non guardo in alto mentre cammino, ma guardo ogni passo che faccio cercando di farlo per bene. O mi giro e scappo, e non è molto sano darla vinta al cancro. No decisamente.
Nel mentre sto assumendo anche un antimicotico: da qualche giorno la solita irritazione in bocca da chemio si è trasformata in bruciore, mi ha preso anche la gola, e ho un po' di raffreddore. E un diuretico: mi hanno trovato la pressione alta e tachicardica, sembra che non sia una cosa da agurarsi mentre si fa la chemio. Chissà che non mi sgonfi un po', sto diventando qualcosa di simile all'omino Michelin e per quanto si cerchi di consolarmi con il fatto che tanto prima o poi passa (che ne ho una piena di scatole di sentirmelo dire) quando mi guardo allo specchio senza trucco, senza cappello e peggio ancora senza vestiti accidenti mi faccio letteralmente schifo. E chinarmi, fare un mezzo giro di vita per fare la retro quando guido e usare i jeans sono piccole torture.
Però tutto sommato non sto così male. Diciamo che per alleviare il tutto me la sto prendendo comoda, cerco di fare le cose con spirito il più allegro possibile anche perdendomi, lo confesso, sulle boiate più assurde su Feisbuc. Anche perchè non ci sono molte alternative con questo tempo del cavolo: per me il massimo sarebbe distrarmi con un bel giro in bici durante le ore in cui sto abbastanza bene, o con una passeggiata, ma piove, piove di continuo, e rassegnazione alla mano cerco consolazione in cose quotidiane.
Domenica ventitrè siamo invitati a un battesimo, e qualche giorno fa sono andata con Papigà a cercare qualcosa di decente da mettermi in cui entrare senza avere conati di vomito e senza spendere un'esagerazione. Sono felicissima: da Upim ho trovato un paio di pantaloni turchese brillante comodissimi, una casacca di voile stampata sempre sui toni turchese a maniche corte e un foulard bello grande, bianco con decorazioni ricamate sui lati corti beige, sfrangiato, da usare come coprispalle. Turbante fatto con foulard blu (stare a pranzo col cappello non mi attira molto), sandali che ho preso lo scorso anno per le nozze di mio fratello coi tacchi, bianchi e marrone, borsa in tinta presa per la stessa occasione e via. Si vedrà lontano un chilometro che sono malata ma almeno non farò la figura della malata in camicia da notte e pantofole, con la panza che si vede prima di tutto il resto e voglia di stare tra la gente meno di zero. E poi chissefotte, non ho mica l'AIDS. E il turchese mi piace molto come colore, da un po' di tempo iniziano a piacermi i colori vivaci, li porto volentieri. Mi mettono allegria. Come allegria mi ha messo il girovagare con mio marito (un po' rassegnato ma collaborativo, stranamente) per negozi, provare i vestiti: erano secoli che non lo facevo, mi ha lasciato addosso un sapore leggero, tanto che per prolungarne il piacere ho chiesto di fermarci a mangiare al Mac e sono stata accontentata (ci mancherebbe). Cose apparentemente normali, ma non per me. Non ora. Per me ora tante cose normali sono cose eccezionali. Come se le facessi per la prima volta.
A volte nei forum...
Capita la tipa che legge il tuo topic senza leggere la data, per cui non solo non si accorge che tu hai postato tre mesi fa, non solo salta a piè pari tutte le risposte e le controrisposte che sono state date nel corso dei suddetti mesi, ma da la sua soluzione senza accorgersi che il problema è già stato risolto. Settimane addietro. E con un tono da rivelazione papale che in realtà è pari a un "leggi il foglietto illustrativo e parla con l'oncologo" (e se io avessi trovato la soluzione al mio problema leggendo il foglietto illustrativo e parlando col mio oncologo cosa mi rivolgevo a un forum sui tumori al seno a fare...).
Secondo voi vale la pena di rispondere?
lunedì 10 maggio 2010
Il Power, i capelli e i fastidi della vita
Sabato Papigà è andato a prendere un tagliacapelli elettrico, perchè stufa di aspettare l'occasione di andare dalla zia a fargli tagliare i capelli e scocciata di dare diciassette neuri come alternativa al barbiere per rasare una testolina di sei anni, neanche gli si chiedesse di fare barba e baffi tutto compreso, ho voluto provarci io. E il Power, da aspirante testa di treccine (che odio vederlo con i capelli lunghi, sembra appena uscito da un lavaggio auto) è diventato un fighetto. Che oltretutto si è lamentato del fatto che durante la passeggiata in piazza di ieri pomeriggio una bambina "gli ha dato fastidio, ma un fastidio tremendo, perchè lo ha distratto dalle cose importanti" (leggi una sua compagna di asilo carina come una bambola che lo ha salutato e scambiato due parole con l'aria di una che sta per calarsi le mutande, mentre lui era intento a guardarsi un'auto tutta bianca e blu metallizzato tutta aperta, con luci intermittenti e catarifrangenti in vista applicati su bocchettone stereo).
Ogni tanto mi chiedo:
A- perchè mai do per scontato che se certe cose le fanno gli altri devono continuare a farle gli altri e non mi passa per la testa che magari io posso farle anche meglio se solo ci provo.
B- quando mai il Power salterà dall'altra parte della strada e gli verrà voglia di dar lui fastidio alle bambine, nel "suo" senso almeno.
sabato 8 maggio 2010
Auguri mamme
Per la mia mamma, per come mi è vicina in questo periodo nero della mia vita, dico grazie. Per quello che è stata, è e sarà, nella difficoltà a capirci ma anche nella complicità nel pensare e fare le cose. Per la sua sofferenza silenziosa ma anche per la sua allegria che non si perde mai d'animo, che spera in continuazione, che ha fiducia in un domani sempre migliore di oggi. Per le sue parole buone e per la sua capacità di sopportarmi.
Per la mamma che sono io, nella mia imperfezione, in quello che vorrei dare al mio unico figlio e non riesco mai a esprimere appieno. Per la mamma che avrei voluto essere, in quel desiderio che rimarrà tale per sempre, e per la mamma che sarò, sperando di fare sempre meglio e di imparare dai miei errori.
Per la mamma della mia mamma, che sta attraversando un periodo difficilissimo, e che per quanto insignificante sia il nostro rapporto per me rimane la mamma della mia mamma, e non lo posso dimenticare.
Per le mamme che sono mie amiche, mie coetanee, mie compagne di corse all'asilo ogni mattina, per la loro presenza discreta che mi ha fatto e mi fa riflettere ogni giorno in un turbine di pensieri dai mille aspetti, buoni e meno buoni.
Per le mamme che passano di qua, per la loro compagnia, per quello che mi offrono, per le mamme che si raccontano, che sbloggano, che rendono partecipi della loro avventura tutte quelle persone che si affacciano sulle loro storie. Perchè non c'è niente di più avvilente che essere mamme sole, e se internet è una finestra sul mondo è già qualcosa poter mettere la testa fuori in questo modo.
Per tutte le mamme, perchè le mamme sono grandi donne. SIAMO grandi donne, ogni giorno, nelle scelte che dobbiamo fare minuto per minuto, nelle notti in bianco, nei sacrifici, nei nostri egoismi atti a preservarci donne e non zerbini.
E se ho dimenticato qualcuna ditemelo che provvedo.
venerdì 7 maggio 2010
Forse non mi sono spiegata
No davvero. Io NON VOGLIO CHIUDERE IL BLOG, e che! Dopo quasi quattro anni, dopo che in questo posto ho messo del mio e tanto, un posto in cui mi ci ritrovo appieno in ogni sacrosanta parola scritta e in ogni colore, in ogni disegno, in ogni foto, no!
Ho solo detto che ogni tanto mi viene voglia di chiuderlo, di tenere per me tutto, di renderne partecipi solo determinate persone che so per certo che non giudicano, non travisano, che leggono con gli occhi e con la testa e non si limitano a leggere una riga si e una no. Perchè le emozioni sono preziose, e si vorrebbe che venissero percepite così come sono nate, nonostante i limiti di una pagina scritta su un monitor. No, il blog non chiude, solo sto pensando di usare dei filtri che fanno passare dalla testa alle mani sulla tastiera solo determinate cose, perchè quelle più pesanti non vanno regalate a chiunque. Tutto qui.
E poi so che ci sono persone, tante, che mi leggono volentieri, e mi fa tanto piacere leggere i loro commenti, mi tengono compagnia, mi confortano, mi fanno sentire anche capita a volte, e a mia volta attraverso di loro scopro altre storie, ugualmente intense, più intense della mia; ho incontrato storie di coraggio e di voglia di rinascere, di disperazione e di allegria, e lo ammetto, tante cose belle in cui perdermi. Ma scherziamo? No, chiudere no, semmai relegare il resto in un altro posto. Che in primis rimane il mio diario di carta. Poi si vedrà.