lunedì 7 giugno 2010


Si fa, non si fa, uno dice una cosa, uno ne dice un'altra, io dico così, il dottore dice colà... Fatto sta che oggi ho vinto un bonus-chemio, solo infusione di ferro e rimozione punti. Giovedì visita cardiologica, e se tutto è a posto immediatamente dopo mi attaccano di nuovo all'anticorpo. E inizio la FC mercoledì prossimo. Quindi una settimana ulteriore di pausa da veleno velenoso.
Come sto? Benissimo, non mi vedete? Saltello come una ranocchia, ma basso basso sennò il cuore si ricorda di esistere e salta anche lui.
Ah, ho collaudato il port. Una roba grandiosa, poter crocettare durante la terapia decisamente NON HA PREZZO.


PS. il peggio viene nel tardo pomeriggio. Ho il colloquio con le maestre, l'ultimo prima di fine anno. Altro che chemioterapia, qui si che mi ci vuole una preanestesia...

sabato 5 giugno 2010

La fuga del Power


-Power! Cosa stai combinando!
-Ho aperto la scala! Voglio tirar giù i pezzi del gazebo...
-No, ti ho detto di no, deve farlo il papà quando è ora e tempo.
-Ma io voglio farlo adesso e da solo.
-Ho detto no.
-Io lo faccio!
-Ho detto NO ED E' NO!
-ALLORA IO SCAPPO DI CASA! ECCO!

E trotterella trascinando i piedi verso la strada.
-Vai, vai pure.
Fatti venti metri si gira.
-Mamma guarda che vado davvero eh?
-Vai vai, e mandami una cartolina mi raccomando!

-No! Neanche mai!
Altri tre metri e si gira.
-Tranquillo, saluti e baci!
Alza la testa verso il cielo. La abbassa e si guarda i piedi. E torna sui suoi passi.
-No mamma no, non me ne vado, ti voglio bene mamma...
E' stata una fuga breve ma dal brivido intenso...

venerdì 4 giugno 2010

Il Power...


Stasera il Power ha voluto andare a letto da solo. Senza essere accompagnato. Così, di punto in bianco.
"Ho imparato", ha detto. E ha salito le scale da solo tutto baldanzoso.
E una mamma come ci rimane?
Ok ok, datemi qualche sera e mi riprendo dallo shock...

giovedì 3 giugno 2010

La recita del Power ed aggiornamenti



Martedì finalmente c'è stata la recita del Power all'asilo. E' stata una mattinata bellissima! Ero preparata a qualcosa di simile allo scorso anno, la recita di un Power che tende a far solo di testa sua mentre tutti gli altri fanno quello che è previsto, invece è filato tutto liscio come l'olio: ci siamo perfino meravigliati di nostro figlio, si è calato talmente nella parte e con talmente tanto orgoglio da stranire perfino le maestre. E' proprio cresciuto. Io da parte mia ero preparata a un mare di lacrime, ma è stato più grande il divertimento della commozione. I bambini hanno rappresentato nella recita un po' quello che è stato il tema-guida delle attività di quest'anno, gli gnomi. Come gli altri anni la classe dei grandi ha praticamente monopolizzato tre quarti della recita, facendo anche il canto in inglese, e la consegna dei baby-diplomi (su questo il Power si è mostrato quello che è, ritirando il suo diploma con una mossa da pseudo-Power Ranger che è tutta da lui). Anche questa è andata, aspetto di avere il video che ha registrato uno dei papà dotato di attrezzatura ad hoc. Sarà un bel ricordo.

Ho omesso di scrivere un aggiornamento importante sulla terapia giorni fa, perchè ero incerta se scriverlo o no. Lo faccio perchè primo voglio segnarmelo, secondo magari può servire a qualcun altro, si sa mai. Con tante cancer-bloggers con cui ho l'onore di comunicare attraverso queste pagine da mesi in qua, tutto torna buono e non solo per me.
Herceptin se l'è presa con il mio cuore. Ho fatto degli accertamenti la scorsa settimana, risulto cardiopatica a causa del trastuzumab. Tutto curabile, tutto guaribile, tutto reversibile, in minima parte previsto anche se si sperava non accadesse. Ma è accaduto. E' molto fastidiosa questa cosa, e mi costringe  nuovamente a rivedere i miei parametri di vita relativamente a forze da dosare col contagocce, mi basta fare una rampa di scale per sentire il cuore in gola per dirne una. Cambia la terapia, si allungano i tempi di guarigione, si aggiungono farmaci e controlli, ma l'importante è guarire. E guarirò.
Però si fa strada la rabbia, lo ammetto. Il giorno in cui mi è stato comunicato che ho un tumore, l'otto febbraio scorso, dopo aver parlato con l'oncologo ho informato il mio medico di base. Quest'ultimo mi disse, prima di lasciarmi andare, di lasciar uscire tutta la rabbia che ho dentro, che ne avevo tutto il diritto. Gli risposi che non ero arrabbiata, ero solo stranita, bastonata, spaventata, ma arrabbiata no. E non lo sono mai stata in questi mesi, ho provato tanti sentimenti diversissimi tra loro, ma la rabbia lo confesso, mai. Finora.
Ora inizio ad arrabbiarmi, si fa strada in me questa cosa che forse è anche sana da qualche punto di vista, ma ogni tanto mi viene una gran voglia di pestare i pugni contro il muro per distruggere, per spaccare questa serie ininterrotta di cose negative che ha deciso di infilarsi in casa mia senza pudore. Perchè non c'è solo il tumore, ci sono altri problemi che non posso sbloggare per tutta una serie di motivi, problemi che probabilmente ci sono in tutte le case e in tutte le famiglie, ma che in questo periodo hanno deciso di fare una riunione tutti assieme e di mangiare gratis alla mia tavola.
E allora non mi faccio più scrupoli a concedermi tutte le coccole possibili, piccole, ma in cui crogiolarmi come un bambino che si tuffa sotto l'albero di Natale perdendosi tra i pacchetti. Mi perdo nel profumo di un bagnoschiuma nuovo, godo di un piccolo ricamo venuto bene, mi auto pat-patto quando sono riuscita a truccarmi bene gli occhi la mattina, annego negli occhietti di Amy quando fa la svenevole e me la spupazzo, fanzumme a tutte le noie e i problemi almeno per qualche minuto ogni tanto.

martedì 1 giugno 2010

Fatta


Ieri mi hanno impiantato il catetere venoso, uno IAP (che ho cercato su Google la differenza tra IAP e Port ma non ne sono mica uscita... mi fido di quanto mi hanno spiegato in ospedale che è meglio). E' andato tutto bene, a parte le attese che si sa, quando si va in ospedale...
Non ero nè spaventata nè nervosa (va beh, si un po' nervosa si, lo ammetto). Però non è stato indolore.
E' la terza volta in vita mia che entro in sala operatoria da sveglia, e spero (anche se ne dubito fortemente visto che prima o poi sto coso voglio e devo toglierlo) che la prossima volta sia da bella addormentata. Non è decisamente il massimo.
Oggi sono massacratella. Mi fa male il collo, la spalla, mezzo braccio, ma è solo dovuto agli strattoni che ho ricevuto e ai punti che devono chiudersi. Questione di un paio di giorni e torno nuova nuova.
Anche questa è fatta. Avanti coi carri.

sabato 29 maggio 2010

Gatteria: mi scusi Jack...


...vorrei sedermi a tavola. Mi si sta raffreddando la pasta.  Posso avere la mia sedia?

Se non è di troppo disturbo si intende.
Ps. Mia, se vieni a conoscerlo te lo porti anche via?

Fiducia


Sono ventiquattr'ore che mi sto chiedendo come facciano i medici a dirti certe cose e rimandarti a casa dicendoti "conduci la tua vita normalmente". Non che ci sia molto altro da dire in effetti in talune situazioni, di fatto esci da quella porta chiedendoti cosa sia rimasto ormai di normale nella tua vita. O meglio, ti rendi conto in una frazione di secondo che la "normalità" va aggiustata di nuovo, per l'ennesima volta in pochi mesi. Se non altro per riuscire a dormirci sopra nonostante tutto, trasformando pian piano ancora una volta quello che di primo acchito ti sembra irreale in tir che ti passa sopra senza scrupolo, e da tir che ti passa sopra a qualcosa che tutto sommato dai, non è poi così tragico e irrisolvibile. Almeno secondo chi ne sa più di te.
Chissà se i medici sanno quanto costa e quanto pesa la fiducia che una persona accorda loro. Sicuramente non lo saprò mai. Certo è che per quanto difficile sia darla, a volte la fiducia è l'unico mezzo di trasporto che ti è consentito usare per passare da qui a là.  Come in tutte le scelte importanti della vita.