domenica 4 settembre 2011

Avanzi, ma anche no

In questi giorni mi sono data allo smaltimento di avanzi di cotone, per quanto riguarda il lavoro a uncinetto. Che devo dirlo, mi sta prendendo bene, perchè è veloce da tirar fuori e rimettere via, e il lavoro procede con soddisfazione immediata. Tirando fuori gomitolini piccini picciò, nel tentativo di alleggerire la borsa del cotone, e con l'aiuto di una vecchia rivista di mia madre, ne sono usciti un po' di centrini davvero minuscoli, ma ideali da mettere sotto a un portacandele, un vasetto di piante grasse, una saponetta colorata in bagno... insomma le idee verranno fuori man mano. Ecco un po' della mia produzione bianca e gialla, le dimensioni vanno da un minimo di otto centimetri di diametro a un massimo di quindici

Involontariamente qualcuno mi ha suggerito un sistema per dare l'idea delle dimensioni del lavoro... ^_^



Poi ne è uscito uno un po' più grandicello, sempre giallo (mi mette allegria!)

E questo ha già trovato collocazione, sotto a un vaso di violette. Sembra fatto apposta, giallo e viola mi piace!

E con avanzi di cablè bianco ho provato a fare quattro mattonelle ed unirle, non sono molto contenta del risultato perchè speravo di riuscire almeno a stirarle meglio ma tant'è, la considero una prova

E veniamo al punto croce. Ho due lavori fatti da un po' da mostrare, che ora possono venir fuori a farsi le pose perchè sono arrivati a giusta destinazione! Questo è un portanotes che ho spedito a Silvia, era la Mamigata che avevo messo in palio per festeggiare il quinto compleblog del mio blog personale. Sapevo che Silvia ama i mici come me, per cui...











































E questo è l'interno

Le dimensioni della foto non rendono, il blocco è delle dimensioni classiche di un notes (metà foglio A4, per intenderci).

Più piccolo, e realizzato molto prima di questo qui sopra, ne ho realizzato uno per Roberta, che ha compiuto gli anni da mò, che ha impiegato un tempo biblico per arrivare a destinazione, ma che finalmente è nelle mani giuste a fare coppia con una borsa che si trova nelle stesse mani. ^_^

(Le foto le ho rubate da lei perchè quelle che avevo fatto prima di spedirglielo sono perse nei meandri del mio pc, e non riesco a recuperarle).



E infine un altro piccolo piccolo in attesa di destinazione...

E che altro... basta, tra vecchi e nuovi mi sembra di aver sbloggato tutto.

Ah no, sbloggo un po' di stizza per Blogspot, sto pensando seriamente di tornare ad usare il mio vecchio blog su Splinder. Ci farò un pensiero serio.

Nel mentre la mia mente bacata sta partorendo altre millemila idee, spero di riuscire a realizzarne almeno una per Natale...







venerdì 2 settembre 2011

Ai blocchi di partenza


Ieri al super abbiamo fatto incetta del materiale scolastico che mancava al Power (neanche tanto a dire il vero, solo quaderni e risma di carta, e qualche matita).



Mamme di figli in età da scuola, lo sapete che il 12 settembre si torna dietro ai banchi vero? Non serve che ve lo dica io.

Quello che non sapete (e se non ve ne può fotticchiare di meno è meglio) è che ieri abbiamo fissato l'incontro con la dottoressa Raffa (grande donna), per giovedì prossimo. Perchè il Power quest' estate ha lavorato (si fa per dire).  E in teoria avere una dritta da lei per partire meglio per l'avventura di questa seconda elementare (dritta che comunque darà anche alle insegnanti in un incontro successivo, entro fine mese) dovrebbe infonderci un po' di ottimismo, in fin dei conti avere degli strumenti in più dà la possibilità di migliorare.

Risparmiatemi per piacere le paternali sul fatto che bisogna aver fiducia, che il Power crescerà, che andrà sicuramente meglio, e via dicendo: cerco di ripetermelo ogni mattina a mò di rosario, nella speranza che le litanie servano come opera di autoconvincimento.

A me invece  per ora il  solo pensiero di ricominciare la scuola  fa venire il moto di stomaco, e solo il sogno di scappare alle Maldive attenua il senso di nausea.

giovedì 1 settembre 2011

Prenotando un esame


-Scusi devo passare dal CUP prima di salire in ambulatorio?


-No, deve farlo dopo, con la carta che le do per il pagamento dell'esame.
-Anche se ho l'esenzione 048?
-Ah, ma lei non mi ha detto che ha l'esenzione!
-Non me lo ha chiesto. Mi ha chiesto solo il numero sotto al codice a barre dell'impegnativa, nome e cognome.
-Il discorso cambia! Mi ha detto che è per un follow-up oncologico!
-Ssssi. E di conseguenza... vien da sè che probabilmente ho l'esenzione. E' la prima volta che non me lo chiedono, ma fa niente.
-Non è detto! Deve leggermi tutto quello che è scritto sull'impegnativa, tutto, ha capito?
-Ok. Vuole codice fiscale, numero di telefono del mio medico e il suo indirizzo?
-Non serve.
-Ecco, vede?


Mai chiamare in ambulatorio mezz'ora prima della fine di un turno lavorativo. Soprattutto quando c'è l'infermiera bionda che adoro a rispondere al telefono

mercoledì 31 agosto 2011

L'oncovisita della mamma


Come disse Mia tempo fa, non fate incazzare una blogger, perchè poi lei scrive.

Già quando una delle ultime volte che ci sono andata se ne è uscito con la frase
"si beh ma il suo era un tumoretto così" con aria di sufficienza e agitando la mano in aria  lo avrei insultato (caspio, c'eri tu al mio posto a vomitare l'anima dopo le infusioni, genio?), e non l'ho fatto perchè mi ritengo una persona educata.


Quando la volta successiva ho chiesto cosa mi aspetta più o meno come tempi e tipo di esami da fare secondo il protocollo da qui in avanti mi è arrivata la risposta stupenda: "eeeeeee signora lo saprà per quella volta, intanto faccia questa TAC e poi vedrà" (come dire, non scassare, basta che lo sappia io). Il tutto ovviamente a testa bassa senza guardarmi almeno in viso.

Poi stamattina, quando gli ho chiesto le impegnative per la mamma (dopo dieci minuti buoni di silenzio totale, lui impegnato a leggere e scrivere al computer, mia madre che mi guardava rossa come un peperone e io che non sapevo dove posare gli occhi), ha sbottato seccato
"uff... proprio non ci volete andare dal vostro medico eh?"; mi sono agganciata alla borsa e ho iniziato a far su e giù per l'ambulatorio per non esplodere (che non è per niente, ma siccome a te secca scrivere due righe su un modulo prestampato che ti impegna trenta secondi,  a me secca il doppio per lo stesso motivo fare 15 chilometri per tornare a casa, fare la coda dal medico per farmi  fare l'impegnativa, rifarmi gli stessi 15 chilometri per fare la fila al CUP per la prenotazione delle lastre e tornare indietro. Se me la fai tu prima di uscire passo al CUP qui sotto e faccio tutto in cinque minuti. Ci arrivi?).

Una mattina di qualche mese fa, mentre aspettavo il mio turno in sala d'attesa, una signora che doveva come me consegnare delle analisi mi disse che se l'avesse ricevuta proprio questo medico avrebbe girato i tacchi e se ne sarebbe andata, a costo di rimandare il suo appuntamento di due settimane. E infatti così ha fatto: ha chiesto chi doveva vederla, e avuta la risposta ha rimandato la visita e se n'è andata. Non conoscendo ancora il tipo non capii il perchè, ma mi sono rifatta presto di questa lacuna.

Io non voglio parlar male di nessuno, ci mancherebbe. Alla fine la cosa importante è che facciano bene il loro lavoro e che i pazienti possano tenersi cara la buccia,  su questo non ci piove. Ma stamattina mi ha preso un nervoso da paura, perchè detesto trovarmi in questo tipo di situazioni. Non è per augurare del male, ma certi medici dovrebbero trovarsi almeno una volta nella vita dall'altra parte della scrivania, per qualcosa di più serio di un qualsiasi virus intestinale.

Ma costa così tanto l'educazione?

martedì 30 agosto 2011

Artù e Michi


Non ne ho parlato finora perchè non me la sono sentita. E' una cosa bella, ma non riesco a goderne appieno, perchè guardarla mi fa riaffiorare ogni volta le lacrime.


Insomma, mercoledì scorso abbiamo adottato due micetti. Si, due. Ne volevo uno, mio marito ha insistito per due, probabilmente in un insperato tentativo di distogliermi dallo sgomento e dal nerume in cui sono piombata, e alla svelta. Credo che nelle sue intenzioni ci fosse la convinzione che "se è servito una volta a farla felice, ci riuscirà una seconda". Lui è semplice nei suoi ragionamenti, io ho i miei tempi che non corrispondono mai ai suoi. Anche perchè questa cosa mi ha toccato direttamente, e mi toccherà in toto visto che comunque l'impegno è per me, come è sempre stato con i gatti di casa.
Allora, sono arrivati Artù e Michi, maschio e femmina, hanno tre mesi o giù di lì. Artù è la fotocopia di Jack, anche nel carattere, mentre Michi assomiglia molto a una gatta che avevo da ragazzina, ma di carattere devo ancora inquadrarla bene.

E non riesco ad occuparmene.

Non materialmente, si intende, è ovvio che quanto a cure concrete (pappa, pulizia ed educazione) non faccio meno di quanto ho fatto per tutti gli altri felini domestici, presenti e passati. Parlo di affetto. Parlo di rapporto che di solito cerco di intensificare molto finchè sono cuccioli, per dare loro la certezza che questa è casa, è famiglia, è luogo in cui tornare sempre. In parole povere, mi sento meschina, ma non riesco ad affezionarmici. Forse li abbiamo adottati troppo presto, forse non ho ancora rielaborato quello che è successo poco più di una settimana fa, non lo so. E ho paura che se non mi ci dedico ora crescano con un distacco che non desidero, come successe all'epoca con Heidi, e non saprò mai se il caratteraccio che aveva era proprio suo o se dipese dal fatto che avendo il Power piccolissimo non riuscivo a dedicarle l'attenzione giusta.
So che sembreranno sciocchezze, ma a me non basta avere gatti per casa, voglio avere dei gatti felici, sani e sereni, perchè fanno parte della famiglia, e chi ne ha più di uno (ma anche uno solo) sa di cosa parlo.
Ho parlato con qualcuno di quello che mi è successo con Betti. Ho scoperto di non essere l'unica ad aver provocato involontariamente la morte di un compagno di vita, e ho scoperto anche di non essere poi così patetica e infantile nel soffrirci così tanto. La mia amica M. mi ha raccontato di aver ucciso nello stesso identico modo il cane dei suoi, un paio di anni fa, e di non averci dormito per un mese. E ancora oggi quando ci pensa le viene il magone. E M. è solo una tra persone a me care ad avermi raccontato un episodio così, perchè ce ne sono altre.  Per cui non sono poi così strana. Non sono poi così ridicola. E non merito tutta la serie di cattiverie che mi sono sentita dire da qualcuno in un bizzarro tentativo di consolarmi, quando mi è stato detto che ho fin troppi problemi in casa per pensare ad accudire dei mici, per cui quello che è successo con Betti me lo sono andato a cercare (ed è meglio che la finisca qui, perchè il resto è abominevole).

Forse un giorno la smetterò di chiedermi perchè ogni volta che mi viene dato un motivo per gioire dopo un po' mi viene rubato, senza darmi la possibilità di difenderlo. Forse riuscirò ad accettare questa altalena continua di vita e di morte, e questo senso di impotenza che mi assale ogni volta che le due cose si alternano.
Imparerò ad affezionarmi anche a questi nuovi arrivati, che poveri non hanno colpa se ogni volta che li guardo mi viene un nodo in gola, ma mi affido anche stavolta al tempo e mi sforzerò di lasciare che faccia il suo lavoro. Una volta di più.

mercoledì 24 agosto 2011

Il primo anno senza tumore


Oggi è un giorno particolare per me, solo per me.


E' trascorso un anno esatto dal mio intervento al seno. Già un anno! Il mio primo anno senza la bestiaccia! E' come se in un certo senso avessi ricominciato a vivere daccapo, senza più dare la vita per scontata, che per certi aspetti è angoscioso se ci si pensa, ma per la maggior parte delle considerazioni che posso fare dentro di me è una opportunità. Libera di coglierla o di lasciarla andare. Ogni giorno.

E' come compiere un anno di nuovo. E come per il mio compleanno "normale" ho deciso di farmi un regalo, cosa ancora non lo so, ma sarà indubbiamente qualcosa di rosa. Non ci vuole molta immaginazione per capire il perchè.

E qualcosa di rosa lo lascio anche qui, per ringraziare le persone che  da lontano mi hanno affiancato in questo ultimo anno, dandomi coraggio e appoggio morale. Ma è anche il mio augurio per chi sta iniziando il mio stesso percorso, e purtroppo sono tantissime donne, che non manchi loro il coraggio di affrontare la malattia a testa alta. Perchè nonostante tutto si può e si deve.



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martedì 23 agosto 2011

Due lavori di agosto

Ma anche in agosto qualcosa ho fatto, anche se sinceramente stare con lana, cotone o stoffa in mano con il caldo che fa non è la cosa più gradevole che esista... Uff...

Vabbè. Ho cucito un altro gatto in stile Blanca, stavolta un po' più piccolo e sui toni del blu. Un terzo gatto gli sta vicino ma non posso mostrarvelo perchè è un regalo, e deve ancora arrivare a destinazione (veramente deve ancora partire ma c'è tempo).

Ho anche uncinettato, terminando giusto ieri un lavoro iniziato diverse settimane fa (ma quanto mi piace!). Ha i colori e la forma di una margherita

Ma le dimensioni sono decisamente diverse...



E mi piace talmente tanto che non ho resistito a fotografarne i particolari



E poi ho anche ricamato qualcosa, anzi due lavori che sono anch'essi regali, ma sono ancora in mano delle patrie Poste e non posso mostrare. Sperando che arrivino presto a destinazione.