giovedì 9 novembre 2006

Uh chi si vede...

... Il calzino blu disperso! E' sbucato da sotto al materasso, incastrato tra lo stesso e le doghe del lettone. La casa è proprio come il mare, restituisce tutto...


Mamigà

mercoledì 8 novembre 2006

Mandare aff...

Non esisteranno mai più notti passate in bianco pensando a come aiutare una persona cara, visto che alla fine non mi si ascolta e  la sola che ci rimette sono io. Mai più. D'ora in poi chi vuole un consiglio deve venirmelo a chiedere ed essere disposta ad ascoltare, altrimenti pace all'anima e buonanotte al secchio. Sono stufa. Le teste dure ragionino da sole, si trovino da sole le soluzioni ai loro problemi. Io ne ho abbastanza dei miei da risolvere. Voglio dormire tranquilla, eccheccacchio.


Mamigà

lunedì 6 novembre 2006

Lost

Oggi è la giornata degli oggetti introvabili. Ho perso, in ordine di sparizione:


-la forbice da cucina


-un calzino blu (porcamiseria il suo compagno l'ho già lavato, è un antiscivolo e per mercoledì mi servono entrambi puliti)


-la card dello sconto per la benzina


-una gatta, la piccola


La gattina è risaltata fuori, ed era comunque il problema minore dato che ormai non ci faccio più caso... credo che in casa esistano angoli che conosce solo lei. La forbice anche, ed è mezza colpa di mia madre che ogni volta che si offre di lavarmi i piatti insiste anche per asciugarli e riporre tutto dove secondo lei va messo (l'altra mezza colpa è mia che glielo lascio fare). La card dello sconto-benzina è ancora nell'oblio, ed è gravetta come cosa perchè la Fusion è in riserva e far diesel a prezzo pieno è una salassata. MA IL CALZINO BLU... PORCACCIA LA PIPETTA, IL CALZINO BLU...


Mamigà

Oggi è lunedì

Qualcuno ha voglia di andare al lavoro al posto mio?


Mamigà

domenica 5 novembre 2006

La fuga

Oggi all'una mi suona il campanello una vicina di casa, mai vista prima. Cercava la sua gatta. Era disperata povera: abita qui da tre mesi, stava partendo per un viaggio, qualche minuto prima aveva tirato fuori dall'armadio il portagatto per prepararlo e la gattona (bellissima tra l'altro, una siamese che da qualche giorno ho notato effettivamente sostare spesso davanti a casa mia) appena ha visto il contenitore è schizzata via. La signora ha ribaltato casa ma niente, la gatta non è saltata fuori. E lei doveva partire. Ha accennato al fatto che i viaggi per la povera miciona sono fastidiosissimi, miagola per chilometri. Probabilmente ha mangiato la foglia appena visto il portagatto e se l'è filata.


"Rimanderò la partenza di qualche ora", diceva preoccupatissima, "mando avanti mia figlia con l'altra auto e io la raggiungo in serata".


Io per pietà non le ho detto quello che penso, e che ritengo cosa molto probabile. Per esperienza diretta i mici, se messi sull'avviso riguardo a una cosa che a loro non va affatto, spariscono non solo per delle ore, ma per giorni. E mi auguro in questo caso di essermi fortemente sbagliata, perchè la signora mi faceva una pena...


Mamigà

Come farmi sentire una stupida

Ieri pomeriggio raccontavo ad una collega, che ha un bimbo della stessa età del mio, della mezza mattinata passata a fare spese al supermercato.
Ormai fare spese con Trippa è diventato alquanto snervante. Devo recitare un rosario prima di prendere il carrello. Nella sedutina dei carrelli del super non ci sta più, così sono costretta a girare per gli scaffali con lui che dovrebbe (dico dovrebbe) camminarmi al fianco. E come prevedibile, al mio fianco non ci sta. Passata l'euforia dei primi momenti (in cui tutti gli dicevano quanto bravo fosse ad aiutare la mamma a fare spese, senza pensare che la sua compostezza derivava esclusivamente dalla novità della cosa), ha iniziato a fare come gran parte dei suoi coetanei: non stare quieto un secondo. E hanno poco da lanciarmi occhiatacce le signore perbene che vanno a far spesa in pelliccia e in tacchi alti, un bambino di meno di tre anni è praticamente impossibile da tenere con il freno a mano per più di quindici secondi, soprattutto se è maschio (ma anche questo è vero fino a un certo punto), è perfettamente sano e si trova in un posto che non gli mette soggezione. Ma tanto fa, le commesse dei centri commerciali sono abituate a vedere mamme che rincorrono piccole pesti, o piccole pesti che gnugolano inferocite perchè la mamma stufa di lottare tra il piccolo Attila e le sue paturnie e la lista della spesa da completare, le ha infilate a forza nel carrello senza deroghe di sorta.
L'alternativa è lasciare Trippa a casa (con le gatte?) oppure con i nonni (fosse facile, ormai non si fa più fregare... e poi se mai non gli insegno a comportarsi civilmente, mai lo imparerà).
La schiaffeggiata me l'ha data la collega, che se ne esce con un'espressione piuttosto stupita...
-Ma come? Il mio M. mi sta accanto mentre faccio la spesa, e guai se si permette di muoversi, lui sa che deve far così e così fa".



Ora, o mi invento uno stile educativo a base di frustate e catene, o vado a farmi vedere da uno psichiatra. Perchè inizio a pensare di essere veramente una...


Mamigastupida

mercoledì 1 novembre 2006

Mi è capitato spesso di affrontare l'argomento con altre mamme. O meglio, affrontare per modo di dire, perchè appena accenno la mia opinione al riguardo vengo puntata con delle occhiatacce da spavento, e finisco per cambiare discorso dopo quattro parole in croce. Stasera si è ripresentata l'occasione con una cara amica, ed è meglio che mi sfoghi con il mio blog perchè almeno una volta per tutte chiarisco con il resto del mondo la mia posizione al riguardo. Il resto del mondo? La parte del mondo che mi legge, è già qualcosa.
"No, mio figlio/mia figlia non la mando alla materna, o fuori a giocare in inverno, ho paura che si prenda qualche raffreddore. Io lo/la tengo in casa, per l'amor del cielo, non si sa mai che qualcun altro le passi l'influenza...".
Appunto: un raffreddore, una banale influenza, non il vaiolo o la TBC, una banalissima influenza. Un malessere del tutto guaribile con qualche aspirina/analgesico e due aerosol, per evitare i quali neghi a tuo figlio il piacere di stare in compagnia dei suoi coetanei. Ho iniziato a portare Trippa al TPF quando aveva nove mesi, gattonava appena. Era la sua unica occasione di giocare con altri bambini, non avendo fratelli o sorelle. Lo coprivo bene, l'ambiente era riscaldato, i giochi regolarmente sterilizzati, e non è mai successo niente. E anche se fosse successo, che sarà mai un raffreddore... Mia madre ci mandava a scuola con sette pacchetti di fazzoletti nella cartella e via. E da piccoli ci imbottiva da capo a piedi e si partiva.
Ma oggi sembra che la filosofia del crescere dei figli sia basata principalmente sul "evitiamo di fargli provare un fastidio, proteggiamoli da qualsiasi malessere, chiudiamoli in una campana di vetro". Si, per poi meravigliarci se tra quindici anni non sono in grado di gestire un minimo problemuccio senza andare in crisi, se non escono di casa senza aver consultato le previsioni meteo anche per andare a scuola, se rinunciano alla compagnia degli amici perchè fare trenta metri nella nebbia può creare problemi.
E su questo tipo di discorsi ci sarebbe da scrivere tanto, ma tanto...
Mamigà