lunedì 9 aprile 2007

Ma si... armiamoci di buona volontà e santa pazienza e facciamolo... Non ne ho nessuna voglia ma è ridicolo che, come l'ultima volta, la confezione rimanga nell'armadietto intonsa per tre mesi dall'acquisto al consumo.


Diamoci sta tinta ai capelli, và,  copriamo quelle poche centinaia di capelli bianchi  prima che qualcuno si accorga che  ho trentaquattro anni

sabato 7 aprile 2007

Quando le giornate iniziano così...

E meno male che stamattina mi sono alzata con l'intenzione di prendermela comoda, visto il malessere di questi giorni e la possibilità di farmi aiutare da Papigà a gestire nostro figlio.


Ore 8.15: finito di far merenda, vado a caricare la lavatrice e dall'ingresso arriva uno SBADABRAAAAAAANG! Orrore! Heidi ha fatto cadere la pianta più grande della stanza dal davanzale. Terra ovunque, palline di argilla che rotolavano in ogni dove e la mia povera pianta (un Anturium) catapultata al centro della stanza a mezzo metro dal suo vaso e a uno dal coprivaso. Urlo stratosferico, prendo l'aspirapolvere e dopo aver tolto il grosso delle rovine e rinvasato la pianta aziono l'apparecchio. Intanto Heidi guarda con aria da innocente dal davanzale dove si è nel frattempo riaggattollaiata. Ma Heidi ha paura dell'aspirapolvere, me ne ero scordata! Come l'apparecchio parte lei zompa come un fulmine sul vassoio appoggiato sulla panca, e indovinate un po'... Vola per aria un intero mix composto da vassoio, doppia ciotola, acqua a volontà ben mescolata a due manciatone di croccantini che, precipitando a terra assieme all'acqua, in dieci secondi infangano il pavimento di una poltiglia marrone e dall'odore interessante solo per la piccola criminale pelosa.  La gatta sparisce, Trippa ride come un indemoniato, io tiro un urlo che mi deve aver sentito mia madre a 120km di distanza e, dopo una fulminea ricerca della piccola devastatrice riesco almeno a stamparle una sculacciata carica di odio sul posteriore.


Dopodichè, santa rassegnazione in tasca, Mamigà inizia la giornata pulendo l'ingresso da cima a fondo...


Che dire, BUONA PASQUA  a tutti quelli che passeranno di qui!


CLIP141


Mamigà

venerdì 6 aprile 2007

SAL si va avanti

Ecco finito e stirato il ricamo di aprile del sal di Maryse. Confesso ahimè che ero tentata di mollarlo, anche perchè ho deciso di partecipare al RR che mi ha proposto Laura e in questi giorni ero più presa dall'idea di quello che non dal SAL. Però per il tempo che mi ci è voluto per ricamare questa casetta è valsa la pena andare avanti.


SALavril

Oggi mi sento tanto "marmellata spalmata sul pane"... sto da schifo.

Ma non ho scritto che ieri Trippa ha praticamente monopolizzato la conversazione per tutto il tempo sparlando all'inverosimile finchè quelle due povere donne, che già di loro avevano sulle spalle una mattinata alquanto pesantuccia, hanno lasciato casa nostra... Cavolo non è mai successo in tre anni che mio figlio si prendesse tanta confidenza con delle persone mai viste prima. Inizio a pensare che Gabri abbia una vita segreta, in cui trovano posto numerose e improbabili conversazioni con la finestrella sul "compiuteD" che io chiamo zia Meg... A saperlo mi risparmiavo i discorsi preparatori!


Tanto più che ho realizzato che mio figlio deve aver impresso nella testolina il dato scontato che il 99% delle amiche della mamma hanno i gatti in casa. Perchè ancora prima di chiedere "come ti chiami?" lui va dritto al "Ciao. Io ho due gatte. Tu quanti gatti hai? Come si chiamano? Io mi chiamo Gabriele. Tu come ti chiami?"

giovedì 5 aprile 2007

In genere io mi vergogno un tantino ad accogliere degli estranei in casa m ia, perchè è piccola e sempre in disordine con giocattoli quasi ovunque, e noi siamo gente molto semplice. Ho anche sempre paura di sentirmi a disagio perchè non ho una stima molto alta di me, perciò prima di chiedere a qualcuno di entrare a casa mia devo essere spinta da una motivazione ben valida.
Ieri ho trascorso un paio di ore motlo belle con Meg e una sua amica. Purtroppo l'occasione è stata creata da una situazione piuttosto brutta, ma sono comunque felicissima di averla finalmente vista in viso, e rendermi finalmente conto che dove ci sono amicizia e affetto spariscono le cose esteriori. Perchè quando si è trattato di accoglierla in casa mia non mi è passata nemmeno per l'anticamera del cervello l'idea di fare una brutta figura. Mi sono sentita talmente a mio agio con lei che ieri sera non riuscivo quasi ad addormentarmi pensando al nostro incontro. Ne sono rimasta molto, molto felice. Di quella felicità che ti fa venire il sorriso in volto quando ricordi una cosa bella, senza che te ne accorgi. Come quando mangi qualcosa di buono che ti lascia in bocca un sentore particolarmente gradevole per molto, molto tempo.
Grazie Meg.

mercoledì 4 aprile 2007

Colpi duri, anzi, durissimi...

Stamattina la Gioiuta esce come sempre attorno alle otto dopo la spazzolata di rito, e non si fa più vedere fino a sera. Stasera rientra attorno alle sette e qualcosa, e zoppica. Mangia velocemente e sparisce. La cerco per venti minuti e la scovo... rintanata sotto a una quindicina di peluche, scoperta solo grazie alla punta della coda che usciva dal mucchio e che in quel momento era l'unico pelo che si muoveva appena. Ovviamente stava male e voleva starsene per i fattacci suoi.
Non è la prima volta che Gioia si fa male. Sicuramente sarà di nuovo caduta da qualche parte (perchè lei non cade in piedi come gli altri gatti), ed è rimasta tutto il giorno fuori tiro soprattutto-sospetto-di Heidi, che come al solito appena l'ha vista è diventata il suo tormento. O almeno ci ha provato, perchè Mamigà in questi casi è sempre stata di un ferreo pauroso: gatta che sta male guai a chi la tocca. Pena, un volo diretto senza scalo da qui alla finestra. Umani o felini è uguale. E mi fa una pena... Di solito è sempre bastato lasciarla tranquilla qualche giorno e il problema si risolveva da sè, anche quella volta che è caduta dal terrazzo e si è consumata la prima vita (altre due le ha consumate in altri modi su cui non mi soffermo).
E Gabri... Gabri ha litigato forte col suo papà stasera. E per la prima volta ha fatto a pugni col suo orgoglio ferito. Praticamente Papigà è stato via da casa dalle undici alle otto di stasera, quindi si sono salutati alle otto e mezza di stamane quando Trippa è partito per l'asilo. Papigà quindi torna, e mentre gli scaldo la cena risponde a una telefonata di lavoro. Trippa è infervorato, rincorre il padre per giocare urlando di gioia, e il padre gli chiede gentilmente e poi con fermezza di lasciarlo parlare tranquillo per un momento, che poi avrebbe giocato con lui. E Trippa cosa fa? Per la prima volta... gli morde un braccio. Ma un morso vero, di quelli che lasciano il segno, un morso che brucia. Papigà quindi gli molla un ceffone, finisce in un momento la telefonata e va a cantargliele. Poi silenzio.
Trippa se ne va in ingresso, sta seduto in silenzio guardando il muro. Il suo papà lo ha deluso, il suo papà gli ha dato uno schiaffo mentre lui cercava la sua attenzione.
Ma Trippa non sa che quello che ha fatto lui a Papigà è molto doloroso. O perlomeno, gli hanno sempre detto di non farlo e mai prima d'ora gli era arrivato uno schiaffo per questo. E proprio dal suo miglior compagno di giochi, il suo amico più fidato, il papà!
Io dopo un po' vado da lui e iniziamo a parlare. Trippa mi spiega che è arrabbiato, che sa di aver fatto male a papà, ma non vuole chiedergli scusa. Dice che papà non lo vuole più e gli spiego che non è così, che papà gli ha dato uno schiaffo perchè Trippa si è comportato male ma se vuole che papà torni ad essere suo amico non ha che da chiedergli scusa. Papà gli vuole bene. Ma Gabri è orgoglioso e scusa non vuole chiederlo a papà. Si fa prendere in braccio per andare a letto ma quando incontra lo sguardo di papà in soggiorno gira la testa dall'altra parte, fiero e fermo. Giuro, aveva la faccia di un adulto offeso nell'intimo.
Domani sicuramente faranno pace, si vogliono tanto di quel bene che non è possibile che rimangano imbronciati a lungo. E Trippa di fondo quando vuole ragiona molto bene. Ma credetemi, Papigà ha sofferto almeno il doppio di lui per aver perso una serata di giochi con nostro figlio, perchè tra le due teste la più dura non so quale sia.
Diventare uomini è dura...