venerdì 18 gennaio 2008

Tempus fugit

Rispondo indirettamente a Profumodiviola che in un commento al mio post precedente mi chiede che effetto fa veder crescere così un figlio.
Beh, è difficile da descrivere. Le parole non si trovano, e quelle poche che mi vengono in mente, se le dico ho paura di togliere il bello della diretta alle future mamme che passano di qua.
Per me è un misto di stupore (l'ho fatto proprio io questo piccolo uomo?), di speranza (rimarrà sempre così buono e pulito di cuore?), di allegria (ma che facce che fa, che espressioni che usa, da uomo non sarà così), di egoismo (guai a te se cresci, se ti permetti di diventare grande ti stacco le gambine accidenti) e di consolazione (pat pat Mamigà, state facendo un buon lavoro).
Passo spesso a leggere blog di mamme che hanno figli più grandi del mio, e spesso noto che non sono l'unica a viverlo così, e che anche più avanti le cose cambieranno solo all'esterno, ma dentro una mamma ha sempre lo stesso modo di guardare la carne della propria carne. Mi vien da ridere ogni tanto, perchè mi sorprendo a guardare uomini attempati immaginandoli da ragazzini, con i pantaloni corti, le ginocchia sbucciate dopo essere caduti dalla bicicletta. Chissà se le rispettive mamme altrettanto e più attempate li vedono ancora così... E a me sembra ieri che soffocavo nei pannolini, dormivo a rate, frullavo pappe, curavo la crosta lattea e litigavo con le sponde del lettino perchè in tre anni di utilizzo non ho mai imparato a farle scendere senza farmi i bozzi neri sotto alle ginocchia.
Comunque, Profumodiviola, aspetto di sentire il tuo di racconto, quando Polpetta avrà l'età di Trippa. Pardon, del mio Power Ranger Mystic Force.

Tempus fugit

Rispondo indirettamente a Profumodiviola che in un commento al mio post precedente mi chiede che effetto fa veder crescere così un figlio.
Beh, è difficile da descrivere. Le parole non si trovano, e quelle poche che mi vengono in mente, se le dico ho paura di togliere il bello della diretta alle future mamme che passano di qua.
Per me è un misto di stupore (l'ho fatto proprio io questo piccolo uomo?), di speranza (rimarrà sempre così buono e pulito di cuore?), di allegria (ma che facce che fa, che espressioni che usa, da uomo non sarà così), di egoismo (guai a te se cresci, se ti permetti di diventare grande ti stacco le gambine accidenti) e di consolazione (pat pat Mamigà, state facendo un buon lavoro).
Passo spesso a leggere blog di mamme che hanno figli più grandi del mio, e spesso noto che non sono l'unica a viverlo così, e che anche più avanti le cose cambieranno solo all'esterno, ma dentro una mamma ha sempre lo stesso modo di guardare la carne della propria carne. Mi vien da ridere ogni tanto, perchè mi sorprendo a guardare uomini attempati immaginandoli da ragazzini, con i pantaloni corti, le ginocchia sbucciate dopo essere caduti dalla bicicletta. Chissà se le rispettive mamme altrettanto e più attempate li vedono ancora così... E a me sembra ieri che soffocavo nei pannolini, dormivo a rate, frullavo pappe, curavo la crosta lattea e litigavo con le sponde del lettino perchè in tre anni di utilizzo non ho mai imparato a farle scendere senza farmi i bozzi neri sotto alle ginocchia.
Comunque, Profumodiviola, aspetto di sentire il tuo di racconto, quando Polpetta avrà l'età di Trippa. Pardon, del mio Power Ranger Mystic Force.

mercoledì 16 gennaio 2008

Altri due lavoretti

Fatti in poco tempo, come sempre ancora senza destinazione (ma tanto prima o poi mi viene in mente come utilizzarli, abbiate fede).
Questo è uno schema free che ho trovato QUI dopo che la Smemo l'ha segnalato sul suo forum
cuore gattosoE questo non ricordo dove l'ho trovato, ma appena l'ho visto non ho resistito.
sagoma gatto
Si è capito che ultimamente cuori e gatti perseguitano le mie idee?

RR cuccioli - ecco il lavoro terminato

E' con orgoglio che vi presento... il mio RR Cuccioli finalmente finito! Ne vado particolarmente fiera perchè per realizzare la borsa gli unici soldi che ho speso sono stati quelli delle raccomandate per spedire le varie tele, il resto è tutto materiale di recupero, compresa la fodera interna.
Un grazie particolare a Laura, Laurionite, Lina, Tittiz e Paola per il lavoro fatto, e... posso? Un pat pat sulla spalla a me stessa
rrcucciolifinito

martedì 15 gennaio 2008

Cambiamenti

Forse qualcuno avrà notato che di trippate in questo blog ne scrivo sempre meno. Non me ne vogliate. Non è che non voglio più rendere partecipe nessuno degli sproloqui trippeschi, è solo che davvero Trippa ne fa sempre meno. La cosa sta sbalordendo anche me. Il suo linguaggio ormai è così compito che poco si discosta dal nostro, se non ovviamente per la ricchezza del vocabolario che è quella di un bambino di quattro anni e non di più. Ma davvero, Trippa è cresciuto, negli ultimi mesi è cambiato molto. Ha sempre la sua verve e la sua faccia tosta, ma la sua attenzione è principalmente concentrata nell'apprendere prestando attenzione alle cose piuttosto che al combinare guai. Forse è merito dell'asilo, non lo so, fatto sta che mio figlio non è più quello di qualche mese fa.  Ha anche cambiato preferenze nei giochi: abbandonato il trenino (cavolo proprio adesso che per Natale gliene sono arrivati tre...) si appassiona di libri, passa delle buone mezz'ore al computer per bambini ereditato da sua cugina (e fa domande in continuazione), annega nel Lego e si diletta con i puzzle. Gli piace anche il Memory, e va matto per il gioco dell'oca. Sta imparando a vestirsi da solo e a mangiare sta benedetta verdura che tanto mi ha fatto disperare.
Ah, mi ha anche dett che non gli piace più essere chiamato Trippa. O lo chiamo per nome, oppure mi concede di chiamarlo "Power Ranger Mistyc Force". Ma solo in stretta intimità.
Perciò non me ne vogliate, ma d'ora in poi mi devo assolutamente sforzare di chiamarlo Gabri. Dovere.

Cambiamenti

Forse qualcuno avrà notato che di trippate in questo blog ne scrivo sempre meno. Non me ne vogliate. Non è che non voglio più rendere partecipe nessuno degli sproloqui trippeschi, è solo che davvero Trippa ne fa sempre meno. La cosa sta sbalordendo anche me. Il suo linguaggio ormai è così compito che poco si discosta dal nostro, se non ovviamente per la ricchezza del vocabolario che è quella di un bambino di quattro anni e non di più. Ma davvero, Trippa è cresciuto, negli ultimi mesi è cambiato molto. Ha sempre la sua verve e la sua faccia tosta, ma la sua attenzione è principalmente concentrata nell'apprendere prestando attenzione alle cose piuttosto che al combinare guai. Forse è merito dell'asilo, non lo so, fatto sta che mio figlio non è più quello di qualche mese fa.  Ha anche cambiato preferenze nei giochi: abbandonato il trenino (cavolo proprio adesso che per Natale gliene sono arrivati tre...) si appassiona di libri, passa delle buone mezz'ore al computer per bambini ereditato da sua cugina (e fa domande in continuazione), annega nel Lego e si diletta con i puzzle. Gli piace anche il Memory, e va matto per il gioco dell'oca. Sta imparando a vestirsi da solo e a mangiare sta benedetta verdura che tanto mi ha fatto disperare.
Ah, mi ha anche dett che non gli piace più essere chiamato Trippa. O lo chiamo per nome, oppure mi concede di chiamarlo "Power Ranger Mistyc Force". Ma solo in stretta intimità.
Perciò non me ne vogliate, ma d'ora in poi mi devo assolutamente sforzare di chiamarlo Gabri. Dovere.

lunedì 14 gennaio 2008

Negli ultimi giorni ho avuto una ricaduta del solito innamorato di me virus intestinale. Ovviamente il medico, oltre alla cura, mi ha dato il solito consiglio:
-Mi raccomando, tassativamente riposo, altrimenti non te ne liberi".
Ok. Io ogni volta che il medico me lo dice, mi premuro di riferirlo in famiglia (perchè come dire, dato come consiglio del medico risuona come una specie di convalida ufficiale  in carta da bollo di un "lasciatemi in pace").
Negli ultimi tre giorni in casa si sono premurati di raccomandarmi di lasciar perdere le pulizie, lo stiro eccetera, perchè non sono indispensabili quando si sta male. E io acconsento perchè ragionevolmente parlando lo trovo vero. Peccato che il seguito del consiglio sia inesorabilmente "farai quando starai meglio".
Mai nessuno che sostituisca quest'ultima frase con "lascia stare faccio io", a meno che non si tratti di lavare quattro piatti in croce.
Insomma, oggi sto meglio e ho gli arretrati da smaltire.
Ah, grazie signor Governo. Ho appena saputo che il primo bollo che pagherò entro fine mese per Greta sarà del 50 per cento superiore a quello che pagai per la Titti lo scorso anno, Titti che era più vecchia e di potenza minimanente inferiore alla mia auto di adesso. Ho saputo anche che quella maledetta multa che ci è stata mandata per errore va pagata prima di far ricorso, pur essendo noi quasi matematicamente certi di avere ragione. Mi auguro solo che l'attesa del rimborso non superi il tempo che ci vuole da oggi a quando mio figlio andrà all'università. Sempre che potremmo mandarcelo all'università, perchè se va avanti così...