Comunque oggi è una bella giornata di sole, anche se era iniziata con un po' di nuvoloni. Qualcuno dice che è presto per farlo, ma io intendo entro fine settimana potare le ortensie, che avrei dovuto potare per metà in autunno ma tra una pioggia e l'altra non ci sono riuscita. Giusto per avere l'ilusione che sia già primavera, per risvegliare il giardino dal suo torpore e per riappropriarmi dell'angolo di casa che preferisco in assoluto.
Frigna perchè ha litigato col G. (leggi: il suo migliore amichetto da sempre).
Non mangia perchè non sta bene.
Non mangia perchè il riso è scotto.
Non mangia perchè è agitato.
Ma sarà sicuramente per quel cracker che gli ha dato il nonno alle undici.
E non sgridarlo.
E non alzre la voce con lui.
E tu non capisci tuo figlio.
I nonni hanno sempre una risposta a tutto, è insindacabile, e quando gli si dice "guarda che la mamma sono io" ti rispondono "si ma non capisci". Sinceramente, per sentirmi dire "tu non mi capisci" vorrei almeno attendere una decina di anni, quando in piena fase adolescenziale mi si ritorcerà addosso tutto l'impossibile quanto a crisi mistiche e a improbabili letture della malaugurata sorte, che ha voluto che un ragazzo buono come il pane si sia trovato una madre nevrotica, egoista e senza scrupoli. ( ) Ma io mi chiedo. Com'è che i nonni di oggi campano con una misera pensione, quando potrebbero essere i degni autori di best-seller sull'educazione e farci i milioni? Possibile che nessuna casa editrice abbia ancora provveduto a prendersi l'esclusiva sull' idea?
Ah, nulla di tutto quanto scritto quassù corrisponde al reale profilo di mio figlio, si sappia. Da "madre che non capisce niente" ho tratto l'unica, non consolante conclusione, che mio figlio fa puri e semplici CAPRICCI. Evidentemente la mancanza di motivazione apparente che possa scatenarli sta alimentando alla grande la fantasia dei nonni. Inutilmente. Almeno su questo fronte.
I pensieri che mi frullano per la testa in questi giorni sono millanta, i più non sono proprio carini tanto da poter essere letti da chiunque, perciò... uff... Quasi quasi tiro via un po' di ragnatele al mio alter-ego su Splinder e gli dò voce altrove... Ma poi vi avviso eh...
Chiedo pietà e superpietà, questo post è dedicato a Tittiz. La quale meravigliosa donna mi ha assegnato un premio qualcosa come sette (dico SETTE) mesi fa, e potevo ben rinviare di volta in volta il piacere di esporlo, tanto da dimenticarmene completamente... se non fosse che ho la fortuna di condividere con lei la partecipazione a una ML (LA ML per antonomasia, nella mia storia sul web). Vengo in ginocchio gattonando sui fagioli secchi e con orgoglio annunzio vobis che mi è stato assegnato il premio ART Y PICO
Con queste regole:
Il premio va assegnato ad altri blog che abbiano qualcosa di particolare, perchè ci danno qualcosa, ci arricchiscono.
Le regole del premio Arte y Pico sono:
1- Scegliere 5 blog che si considerano meritevoli di questo premio, per creatività, design e materiali particolari utilizzati, e che diano un contributo alla comunità dei blogger, indipendentemente dalla lingua!
2 - Ogni premio assegnato, deve aver il nome dell'autore e il collegamento al suo blog, così che tutti lo possano visitare.
3 - Ogni premiato deve esibire il premio e mettere il nome e il collegamento al blog di colui che lo ha premiato.
4 - Il premiato deve mostrare il collegamento con il blog ARTE Y PICO dove nasce l'iniziativa.
5 - Pubblicare le regole
E dunque, oltre a ringraziare a capo chino, purtroppo o per fortuna devo dire che non so a chi riassegnarlo, perchè tutti i blog che sono elencati qui a destra meriterebbero di riceverlo (anche il mio blog a crocette, al quale ho cambiato veste... ;ppppp). Quindi ritenetevi tutti autorizzati a prenderlo e farlo vostro, perchè grazie alla compagnia che mi tenete ho tanti motivi in più per sorridere quanti sono i link stessi.
Sembra uno di quei messaggi subliminali che qualcuno dall'alto cerca di farti arrivare in qualsiasi modo. Oppure è solo una riga di coincidenze che ti tirano fuori dalla bocca qualche santo in più del solito, giusto per gradire. A pranzo Papigà nel tirare fuori un piatto dal forno a microonde si ustiona letteralmente un dito (ma Ustiona con la U maiuscola) col vapore. Subito dopo pranzo Mamigà, nel lavare i piatti, di due piatti che c'erano sul lavello se ne è ritrovati centocinquanta. Di cocci. Accigatto, come hanno fatto a scivolarmi dalle mani... e che avevo i guanti di gomma! Ovviamente uno dei cocci ha bucato, cadendo, una piastrella. Infine Papigà, nel cercare di aiutarmi radunando i cocci con scopa e paletta, SPACCA in due la paletta. Come devo ancora capirlo. E sono solo quasi le quattro del pomeriggio. Oggi dovrei mettermi a stirare. Non so se fare o meno gli scongiuri prima.